Sign di Elekid e piccola riflessione

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Sign pensata per un contest di Pokémon Dark, come sembra?

Stavo pensando che dovrebbero ricreare un gioco da tavolo come quello che già esiste in cui però c’era solo la prima generazione ma ora con tutte e sette le generazioni in una partita analogica capace di portare gli appassionati e i bambini al di fuori del digitale al contrario di ciò che stanno facendo introducendo perfino una nuova console…

Sarebbe un bel modo di combattere la dipendenza da tecnologia fin da piccoli!

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Miss Detective

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Questa commedia la aspettavo da veramente tanto tempo e finalmente sono riuscito a guardarla, apprezzandola in tutta la sua bellezza e la sua positività e la sua capacità di risollevare il morale.
Ciò che ho apprezzato sicuramente di più è Sandra Bullock che come al solito interpreta la donna non propriamente bella o simpatica che alla fine si fa amare da tutti grazie al suo temperamento deciso ma altruista; qui poi ha fatto un ottimo lavoro di coppia con Michael Caine grazie al quale ha messo in scena divertenti teatrini e discussioni sulla personalità e la propria immagine, cosa che ho apprezzato.
La trama è molto semplice ma viene avvalorata da tutti i preparativi e dalla selezione delle concorrenti durante il concorso di bellezza che sono sempre divertenti. Poi mi sono piaciute le coreografie semplici ma efficaci, i talenti delle varie concorrenti (altro che le nostre belle statuine) e tutti i giochi di luce che rendono il tutto molto sfavillante.

Apprezzo molto questo film e lo consiglio a tutti.^^

Spiderman: amici o nemici

Spider-Man: Amici o nemici (Spider-Man: Friend or Foe) è un videogioco sviluppato da varie software house, a seconda delle piattaforme, basato sul supereroe dei fumetti della Marvel Comics, l’Uomo Ragno e pubblicato il 2 maggio 2007 in Nord America. Il videogioco è ispirato alla saga cinematografica sul Tessiragnatele diretta da Sam Raimi.

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Trama:

Spiderman viene salvato da Nick Fury proprio quando dei mostri lo stanno per catturare e soggiogare grazie a uno sconosciuto macchinario di controllo mentale; allora il nostro supereroe si ritrova in una base volante ultratecnologica dello Shield e viene informato che molti Supercriminali sono stati catturati e sono scomparsi subito dopo la precipitazione di alcune meteore in alcuni punti della Terra.

Inutile dire che Spiderman viene mandato in missioni su vari punti esotici del nostro bel pianeta Terra per portare chiarezza sulla questione e salvare le vittime di un piano misterioso, aiutato da molti alleati tra cui alcuni dei suoi più famosi nemici.

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Luoghi visitabili:

-Tokyo

-Isola di Tangaroa

-Egitto

-Transilvania

-Tibet

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Boss:

– Doctor Octopus

– Goblin Verde

– Scorpione

– Rhino

– Sandman

– Venom

– Mysterio

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Commento della grafica e della storia, cioè la mia esperienza di giocatore:

La trama è molto semplice ma è supportata da una grafica che è invecchiata molto bene in questi dieci anni grazie a panoramiche dei posti semplici ma illustrati in modo largo e interessante grazie a soggettive particolare che non impediscono mai la giocabilità dei vari livelli. Che sia un mare di sabbia o d’acqua, piccoli dettagli divertenti come uccelli che compaiono e scompaiono all’improvviso o Spiderman che tira la sua ragnatela nel vuoto (e  rimane tesa!) riescono a mantenere vivo l’interesse e l’ambientazione caratterizza sempre i vari livelli giocabili.

Le lotte sono molto belle ed elaborate grazie a tre tipi di ragnatele sbloccabili con i potenziamenti grazie alle quali si possono fare diverse combinazioni; gli altri eroi ovviamente hanno le loro mosse ma sta più nell’abilità del giocatore sfruttarle per non usare sempre la stessa tattica. La vera chicca delle lotte sono i veri protagonisti di questo videogioco: i Phantom, creati con l’energia di misteriose meteore;  che siano droni di ricognizione, unità di fanteria, truppe d’assalto o comandanti d’unità il loro aspetto è peculiare del paesaggio e della cultura che lo caratterizza, creando scontri anche impegnativi.

Quindi consiglio questo gioco agli appassionati di Spiderman e per chi vuole vedere un Nick Fury caucasico.

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Starcrossed

Un commento su un argomento che non conosco ma che forse mi puoi spiegare.

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Starcrossed è un romanzo YA di genere fantasy e ovviamente sentimentale data la categoria che, letto anni e anni fa in un giorno di ritorno da una vacanza al mare, mi era piaciuto un sacco; mi ero letto anche i due seguiti, Dreamless e Goddess, anche quelli belli.

Ora invece non leggo niente perché sento di non averne il tempo ma sto guardando, tra le tante cose, i LibridiMelma di Ilenia Zodiaco su Youtube e devo dire che ascoltandola mi sono reso conto che non solo questa trilogia segue degli schemi fissi del genere per adolescenti ma che secondo me si eleva su un gradino più in alto.

Perché? Ecco la mia infima opinione:

Innanzitutto, la trama si concentra su Helen, una sfigata che abita su un’isola realmente esistente di cui non ricordo il nome perché sto andando a memoria la quale appena incontra Lucas. il futuro ragazzo più popolare del territorio (futuro perché è appena arrivato ma già circolano le voci!!), non ha niente di meglio da fare che tentare di strangolarlo avendo quasi la meglio. Da questa loro passione fisica sorgerà un’amicizia quando staranno per morire a inizio libro sfracellandosi al suolo (non scherzo) e lei da questa amicizia scoprirà cose su se stessa che OMyGods non potrà crederci e capirà che è meglio che studi meglio la letteratura antica.

Elementi Young Adult:

-lei è una biondissima, alta, strafiga bonazza che si lamenta del suo corpo perché è troppo alta per i suoi sedici anni e quindi non trova da vestire, che non sa che i ragazzi del suo liceo la idolatrano e che è la sfigata dell’isola perché da piccola ha sbadatamente scardinato la porta del bagno quando la più popolare del luogo faceva i suoi bisognini (sì, le bambine possono sfondare le porte, tutte!).

-lui è misterioso quanto bello e scolpito, tutte lo vogliono e litiga a morte con la povera Helen e si picchiano a morte fino a quando non accade un fatto che cambia tutto; da lì diventano amici, lui inizia a cedere alla bellezza sovrumana della biondina e non la tratta nemmeno male anche se lasciarla a bocca asciutta è una brutta cosa, no? Perché sennò dall’idea che mi sono fatto è troppo un outsider rispetto ai protagonisti maschili maneschi degli altri YA!

-c’è una storia d’amore sofferta che necessita di ben tre libri per realizzarsi.

Secondo me, questa trilogia è molto bella per i seguenti motivi:

-Questa trilogia utilizza il magico mondo della mitologia greca per spiegare le dinamiche che intercorrono tra i personaggi, per spiegare perché sono così belli (soprattutto lei) e crea uno sfondo intrigante fatto di maledizioni e vendetta (l’autrice non ha mancato di molto l’andamento delle leggende xD). Piacevole la rivisitazione di un noto mito.

-Helen è un personaggio con una sua testa che compie un percorso di miglioramento e non pesa su Lucas perché si sforza di apprendere  e dimostra che solo perché bella e bionda non è stupida. Lucas invece è un ragazzo abbastanza facile ma che si sforza di essere casto sempre per cause maggiori e mette pepe alla vicenda (stavo scrivendo sale alla vicenda). L’ultimo libro è molto bello pieno di magia.^^

Non avendolo riletto il mio giudizio può essere sfasato dalla nostalgia e dai ricordi quasi infantili ma comunque lo consiglio. Qualcuno lo ha letto o mi può dire la sua sui Young Adult del tipo After, Uno splendido disastro ecc ecc?

Il Terrore di Halloween

Ogni giorno in ospedale migliaia di persone vanno e vengono.
Quel giorno una giovane ragazza dagli splendidi capelli corvini entrò in ospedale e si avviò negli spogliatoi dove indossò la divisa. Per quel giorno sarebbe stata un’infermiera.
Vestita andò in bagno dove si mise un po’ di fondotinta e il mascara. Le dispiaceva calzare quelle scarpe da ginnastica che tanto odiava, ma doveva: di certo non poteva andare a prendersi cura del suo paziente con i tacchi a spillo.
Pronta, andò nella stanza del giovane.

Lo trovò là, nel letto.
Gli sorrise fredda. Trovava patetico che quel biondo cercasse di avvicinarla. Sotto le coperte.
Lei non aveva mai accettato. Ovviamente.
Come al solito, gli portò il vassoio con la colazione e lo depose sul tavolo.
E si sedette sulla sedia bianca. Quasi come la sua pelle.
«Alessio, non mangi?»
Il giovane si stiracchiò e la guardò. «Jennifer, sarebbe peggio per te. A causa della mia pazzia ieri mi sono dimenticato di vestirmi dopo la doccia e se mi alzassi sarei nudo. Non vorrei traumatizzarti»
La bella ventinovenne rise con la sua risata argentina.
«Alzati: sopravvivrò. Di certo non ti servo.»
«E perché no, bella bionda?». Sorrideva speranzoso.
L’unica reazione dell’americana furono le gambe che accavallò. «Non sono bionda.»
«Ma sei bella. Ok, ora arrivo.»
Gli occhi chiari dell’inserviente seguirono le coperte che venivano spostate ai lati del letto, le gambe che scendevano sul pavimento e i piedi che entravano nelle pantofole per sfuggire al freddo. Poi sorrise, mentre Alessio si sedeva sulla sedia, dopo una lenta camminata, più simile a una passerella che a un trasferimento da una parte all’altra della stanza.
«Com’è andata la notte?»
«Malissimo.» Gli occhi azzurri erano stremati. «Come al solito. Ho sognato di nuovo la notte del massacro.»
«Davvero? E questa volta ti ricordi nuovi particolari?» Le sopracciglia scure dell’infermiera si alzarono attente. Troppo attente.
«Sempre le stesse cose. Gente sventrata e quella figura incappucciata che rideva sguaiatamente. Terrificante.»
«Ormai è passato un anno. Dovresti riuscire a ricordare qualcos’altro.»
Il biondo si bloccò a pensare. E urlò, agitandosi, buttando a terra la sedia, ribaltando il tavolo, scappando via. Jennifer dovette rincorrerlo per il corridoio e costringerlo a letto.
Vedendolo addormentato ed essendo stanca, lo lasciò dormire e andò fuori, in corridoio, dai suoi colleghi a bersi del buon caffè.
«Jennifer! Come va?». La dottoressa Giulia Rossi le stava sorridendo con il thè in mano.
«Bene, grazie. Lei, Giulia?». Non era veramente interessata, ma doveva mantenere le apparenze.
«Potrebbe andare meglio. La sera di Halloween dovrei passarla con i miei bambini e non in una casa di cura.», sospirò, «Tu, che ci fai qui? Non è il tuo turno»
La bella Jennifer sorrise, mentre si chinava a prendere il caffè. «Rosa ha il fidanzato mentre io no. Abbiamo fatto cambio.»
La conversazione s’interruppe, a causa delle bibite che catturavano la loro attenzione. Poi continuò.
«Non si è ancora ripreso?» La voce del medico era ansiosa.
«No. In effetti, non dev’essere facile essere l’unico sopravvissuto di ventitré ragazzi.»
«Appunto. Tutti uccisi la sera di Halloween. È l’undicesimo massacro che accade durante la sera di questa tenebrosa festa.»
«Quando lo hanno trovato era molto traumatizzato. Balbettava ed era coperto di sangue.»
Giulia guardò negli occhi quella bella infermiera e se ne andò triste. Borbottava che quella mora non avrebbe dovuto essere sorridente mentre parlavano di quelle tragedie.

Ormai erano le dieci di sera.
Giulia Rossi attraversò il corridoio e raggiunse le scale. A un certo punto «Vuoi giocare con me?» risuonò nella tromba delle scale. La povera vittima iniziò a correre per i gradini sempre più velocemente cercando di sfuggire a una donna marmorea armata di spada. Ma quella si muoveva con l’agilità di un atleta. La figura scultorea la raggiunse. Fece appena in tempo a voltarsi e a urlare un grido vuoto, che vide la lama calare sul suo petto grasso, lacerando le carni e creando centinaia di torrentelli rossi e densi che correvano seguendo le grosse curve della povera vittima. A quei torrentelli se ne sarebbero aggiunti talmente tanti che non si sarebbe più capita quale fosse stata la sorgente più feconda. O se quel territorio ricolmo di montagne di carne avesse avuto una forma, prima dell’assalto dell’assassino.

Alessio si svegliò sulle undici di sera, urlando e sgolandosi, agitandosi e ribaltando le lenzuola, piangendo e singhiozzando. Continuava a ripetere che lo stava inseguendo.
La bella infermiera americana corse subito da lui, riversandosi nella stanza dal corridoio e non curandosi della porta, schiantata contro il muro. Raggiuntolo, lo calmò, inondandolo con il suo fresco profumo, mentre cercava di calmarlo, accarezzandolo, dopo averlo scosso per le spalle. Finalmente, egli raggiunse la pace e si lasciò andare sul cuscino.
Jennifer andò a sedersi sulla sedia bianca di fronte al letto.
Si guardarono nell’oscurità.
«Alessio, come stai?» chiese fredda la mora.
«Ora bene. Mi è venuto in mente un nuovo particolare della notte del massacro». Si chinò in avanti per guardare meglio la bella infermiera. «Ti sei fatta la doccia?»
«Sì. Dormivi e sei il mio unico incarico qui in ospedale» Lo guardò nella penombra della stanza. «Cosa ti sei ricordato?» Accavallò le gambe e iniziò a tamburellare con le dita sulle ginocchia.
«Mi ricordo l’assassino. Era avvolto in un grande mantello nero, ma riuscivo a vedere il viso bianco. Era armato di due spade, come quelle che si vedono nei film sul medioevo», iniziò a piangere, «li ha uccisi tutti. Nicola e Lara davanti a me!»
Tremò e si nascose sotto le coperte.
Jennifer non disse né fece niente.
«La cosa più terrificante», continuò il ragazzo piangente, «era la sua risata argentina. Piena di gioia.» Smise di parlare per un attimo per pensare. «Era una donna dalla faccia bianca come il marmo e gli occhi erano neri! Ma neri come se… come se le orbite fossero state vuote!»
Ormai tremava tutto e lo si vedeva anche se era sotto a strati di coperte. Ricordava i corpi sventrati, il sangue copioso, le viscere sparse, le urla silenti.
Stava per avere una nuova crisi.
E Jennifer non faceva nulla. Anzi, sorrideva non vista nella penombra.

Quella situazione fu interrotta dall’arrivo nella stanza di un dottore, Claudio Fella.
Claudio era distrutto, immerso dal sangue e in preda al panico.
«Giulia è morta! L’hanno trovata sfracellata fuori dell’ospedale, in una pozza di sangue. Ma dicono che quando ha toccato il cemento era già morta, uccisa con più di cento pugnalate. L’hanno riconosciuta solo grazie al tesserino!» Tremò tutto, mentre sudava freddo, «È stata la serial killer, il Terrore di Halloween: accanto al cadavere sono state trovate una J una B! Vi rendete conto? È nell’ospedale!»
Alessio ormai urlava. Claudio fece per aiutarlo, ma Jennifer si alzò e lo spinse fuori dalla stanza, chiudendo poi la porta a chiave.
Scoppiò in una risata argentina.
Lentamente, mentre la vittima prescelta si divincolava e si scopriva legata al letto per il collo, l’americana rivelò la sua vera natura, mentre lentamente la luce elettrica si spegneva. Più l’oscurità avanzava, la sua pelle diventava bianca e liscia e resistente come il marmo, i suoi occhi chiari perdevano colore fino a diventare fari di luce nera, i suoi vestiti si distruggevano per lasciare il posto a un lungo mantello nero come la sua anima. E dalle mani due lunghe spade comparivano.
Si pregustò il nuovo gioco.


Il detective Aldo Tarta era turbato. Due terribili omicidi erano stati commessi all’interno delle mura di un ospedale in cui ogni giorno migliaia di persone vanno e vengono. Nel giro di ventiquattrore, la sua squadra aveva interrogato centinaia di persone e tutte sostenevano un’unica tesi: una bella infermiera americana, Blood Jennifer, aveva lavorato per un anno in quell’ospedale come infermiera personale della vittima sopravvissuta al Terrore di Halloween.
Nei registri e nei documenti non era stata trovata nessuna Jennifer Blood né alcuna infermiera americana. Era strano, anche perché le impronte digitali del serial killer e quelle di questa infermiera fantasma, rinvenute su un cassetto chiuso a chiave, combaciavano.
Una cosa era certa, però: il Terrore di Halloween aveva colpito ancora.

 

PS: nn so se la ho già postata, mi potete dire come cercare articoli già scritti? c’è un sistema di ricerca?

Il senso di colpa e la solitudine

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Mi è piaciuto molto.

Se dovessi definirlo lo chiamerei un film sul senso di colpa e la solitudine: infatti, nei pochi minuti antecedenti all’omicidio stradale dei quattro protagonisti loro sono mostrati molto uniti mentre fin dall’incidente iniziano a esserci crepature; riprese ampie, il personaggio non è solo nello schermo ma invece è circondato dall’ambiente che se naturale è incontaminato e allegro, se artificiale è scuro e opprimente. Il tema della solitudine viene visto molte volte, come quello del lutto, prendendo in esame non solo i protagonisti ma anche la loro famiglia e quella della vittima dell’incidente stradale.
Le parti di tensione sono tante ma le morti sono relativamente poche: mi è piaciuto proprio per questo perché mostra quanto esso sia proprio psicologico! Infatti, prima di essere attaccati i protagonisti subiscono atti volti solo a minare la loro già vacillante unione e far dubitare di sé, aumentando il senso di colpa.

PS: la solitudine è mostrata già dalle prime scene quando Julie, Barry e Ray osservano il concorso di bellezza dall’alto, lontano dalla folla.

La mia Venezia: msn

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Sono stato con l’università di Ca’ Foscari gratuitamente a Venezia e quindi mi sono fatto un giro accompagnato dalle indicazioni stradale sui muri delle vie per trovare la mia meta, una meta molto interessante e che mi ha aperto gli occhi sul nostro passato grazie a ossa varie, una mummia e molte pietre, molti animali impagliati e suggestive luci che illuminano le stanze buie.

Ma dove sono stato?

Al Museo delle Scienze Naturali di Venezia, naturalmente, e consiglio a tutti di andarci.^^

Ecco alcune foto che possono ispirare la visita!

PS: nel museo c’è moltissimo di più, non ho voluto semplicemente fare spoiler^^

 

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Alcuni soffitti sono antichi e hanno delle decorazioni bellissime!
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Moltissimi resti di animali, impagliati o solo ossa
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Moltissime pietre da ammirare purtroppo però senza identità…
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Una mummia!
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Bellissime lanterne magiche

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