Racconto horror: Insetti

Stasera condivido con voi una creepypasta tratta da un forum a tema: Insetti. Questo testo, oltre ad avere uno stile molto coinvolgente e crudele, fa riflettere riguardo alle crudeltà che noi umani rivolgiamo alle altre creature viventi tramite la narrazione della minaccia rappresentata dal loro impressionante numero se all’improvviso decidessero di reagire.

Lo sapevate che il numero degli insetti e degli aracnidi insieme è di gran lunga maggiore a quello di tutti gli altri animali del mondo sommati insieme? Basti pensare che per ogni essere umano, all’apice della nostra gloria, c’erano circa un miliardo e mezzo di insetti. Quindi non deve sorprendere che, quando questi si sono stancati dei nostri soprusi e si sono ribellati, siano passate solo poche settimane prima che la nostra civiltà capitolasse. Non era difficile da prevedere, un miliardo e mezzo contro uno…
Ormai noi umani siamo poche decine di migliaia e la nostra razza sembra destinata a estinguersi, ma ciò che ci ha sempre distinto è la speranza e non la perderemo certo ora, per tale motivo ho iniziato a scrivere questo breve racconto: per lasciare una testimonianza di come tutto iniziò.

Questa è solo una delle migliaia di storie che ci sono giunte durante i primissimi tempi dell’attacco, ma quando lessi il resoconto scritto dalle forze dell’ordine locali e dal professor Melton, eminente entomologo, non riuscii a credere a quelle parole.

Il seguente resoconto viene dai verbali delle forze locali che hanno preso le deposizioni dell’unico sopravvissuto alla tragedia.

16 Aprile 2015.
Colorado. Fattoria della famiglia Miller.
Insetti e aracnidi interessati:
Danaus plexippus, Aporia crataegi, Habronattus orbus, Loxosceles reclusa, Vespa mandarinia, Dorylus fabricius.
(Tali Arachnida e Hexapoda non comunicano tra di loro, tantomeno collaborano in alcun modo data anche la distanza dei rispettivi habitat, ma questo caso rappresenta un’inquietante novità Cit. Melton D.)

Notte tra il 15 e il 16 Aprile, la temperatura era mite e la velocità del vento, proveniente da sudest, era di sei chilometri orari; verso le tre del mattino la piccola Ruth Miller si è svegliata per andare a bere in cucina al piano di sotto e guardando dalla finestra ha visto centinaia di migliaia di farfalle monarca che stavano passando per la loro fattoria e avevano ricoperto il vetro della sua finestra appena aveva acceso la luce sul suo comodino.
La bambina è andata a svegliare i genitori e tutta la famiglia, composta dai coniugi Miller (Martha, 40 e Edgar, 42), i tre figli della coppia (Mary-Rose, 17, Jack,14 e Ruth, 8) e dai genitori di Martha (Robert Perr, 63 e Agatha Perr, 64 ), si sono riuniti in salotto da dove potevano assistere allo strano fenomeno dalla grande finestra esposta a sud.

Dopo circa dieci minuti gli insetti si sono dispersi e la famiglia è ritornata a dormire per le poche ore che erano rimaste prima dell’alba, momento in cui si sarebbero dovuti svegliare per andare a lavorare.

Mentre il sole era ormai alto, poco prima dell’ora di pranzo, un nuovo gruppo di insetti è arrivato. Sempre farfalle, delle Farfalle del biancospino, a milioni.
Anche durante questo episodio la famiglia è rimasta affascinata con gli occhi verso il cielo, inconsapevole di quello che stava accadendo.
È stata la figlia maggiore dei Miller ad accorgersi di alcuni ragni che stavano entrando da sotto la zanzariera della porta principale lasciata aperta. La giovane ha urlato alla madre di stare attenta che la piccola Ruth non si avvicinasse e con il fratello ha iniziato a uccidere i pochi ragni violino che erano nell’ingresso.

Cinque minuti dopo, come le monarca, le farfalle si sono disperse; a sentire le opinioni del professor Melton, i ragni erano già entrati in casa.

La famiglia stava pranzando seduti in sala da pranzo quando la tragedia è iniziata.

Deposizione di Jack Miller, anni quattordici.
“Avevamo appena finito la preghiera quando alcuni schifosi ragni sono cascati dall’alto, forse erano sul lampadario sopra la tavola. Ruth ha iniziato a urlare presa dal panico mentre quei mostri saltavano per tutto il tavolo, papà provava a schiacciarli, ma erano troppo veloci e continuavano ad arrivare, ce ne saranno stati venti sulla tovaglia.
Nonna ha preso Ruth per mano e ha detto anche a me e a Mary-Rose di spostarci in salotto, appena siamo entrati abbiamo trovato circa dieci ragni enormi e marroni che stavano venendo verso di noi. A Ruth è presa una crisi isterica, si è dimenata lasciando la mano di nonna ed è corsa al piano di sopra.
Io e mia sorella ci siamo guardati senza riuscire a capire cosa stesse succedendo, non sapevamo da dove fossero arrivati tutte quelle maledette bestiacce.

Nonna è salita per le scale cercando di raggiungere Ruth ma un ragno le è saltato sul viso dalla ringhiera e lei si è sbilanciata cadendo all’indietro.
Credo che non dimenticherò mai più il suono sordo del suo collo che si spezzava.
Sono rimasto qualche secondo fermo a guardare la scena e così anche mia sorella; approfittando della sua distrazione due ragni le si sono arrampicati sulla gamba destra e l’hanno morsa sulla coscia. Urlando li ha schiacciati e ha ripreso a ucciderne quanti più poteva.

Improvvisamente un urlo acutissimo ci ha fatto guardare verso le scale, era Ruth e io, Mary-Rose e mamma ci siamo precipitati in suo aiuto.
La scena che ci trovammo davanti era tremenda, mia sorella era… era completamente ricoperta di formiche. Cercava di urlare, ma dozzine di quelle schifose le entravano in bocca e gli unici suoni che si sentivano erano provocati dal tentativo di sputarle fuori.
Era distesa sul pavimento della sua cameretta e tutta la stanza era piena di formiche, non ho mai visto una cosa del genere. Mamma è corsa verso Ruth ed ha iniziato a ripulirla come meglio poteva, quando fu un po’più libera l’ha presa in collo per portarla via da lì.

Al piano di sotto nonno stava in ginocchio vicino al corpo di mia nonna, aveva gli occhi lucidi e sussurrava il suo nome.
A quel punto papà ha detto che dovevamo scappare; le mie sorelle avevano bisogno di un dottore e anche mamma aveva diversi morsi.
Appena ci siamo avviati alla porta abbiamo notato che i ragni e le formiche, che erano sulle scale, si erano fermati rimanendo a distanza, come se non volessero più attaccarci, ma solo respingerci.
So che sembra impossibile, ma volevano costringerci a uscire.

Fuori ci aspettavano loro.

Il furgoncino era parcheggiato vicino al granaio a circa trenta metri dalla casa e credevamo di poterlo raggiungere facilmente, credevamo di essere al sicuro fuori dalla casa, ma subito dopo aver fatto dieci passi una nube nera oscurò il sole. All’inizio pensammo fossero di nuovo le farfalle, ma il suono che emanava lo sciame era inconfondibile.
Erano dei calabroni giganti, non ne avevo mai visti di così grossi.
Ci siamo divisi in due gruppi, io, mia sorella e mio nonno ci siamo voltati per tornare in casa, mentre i miei con Ruth hanno tentato di raggiungere il furgoncino.
Nel correre ho notato che avevo un calabrone sul braccio, lo sentivo muoversi con le sue zampette schifose e ho provato a mandarlo via usando l’altra mano. Ovviamente mi ha punto ed è stato il dolore più forte che abbia mai provato.
Subito il braccio ha iniziato a gonfiarsi, ma sono comunque riuscito ad entrare in casa.
Mia sorella stava pestando a caso cercando di schiacciare ragni e formiche che tentavano di rispingerci fuori e mio nonno la stava aiutando.
Mi sono voltato per chiudere la zanzariera e ho visto i corpi dei miei e della mia sorellina in terra.

Ruth aveva smesso di gridare.

Ero come rimasto inebetito, mi sono ripreso quando Mary-Rose mi ha strattonato richiamandomi alla realtà. Mi ha dato un cellulare e ho subito chiamato la polizia. All’inizio non mi avete creduto, ma alla fine avete deciso di mandare qualcuno.
Secondo nonno dovevamo chiuderci in una stanza e ha cercato di farci strada verso uno dei bagni, mentre stavamo attraversando la casa alcuni calabroni sono riusciti a entrare e hanno attaccato mio nonno facendolo cadere in terra urlante. Subito le formiche si sono accanite su di lui entrandogli in bocca e nel naso, lo hanno ricoperto completamente e prima di girarmi per andare in bagno, ho visto solo un cumulo brulicante di insetti.

Io e Mary-Rose ci siamo rinchiusi in bagno e abbiamo bagnato un asciugamano per metterlo sotto la porta ed impedire che quei maledetti entrassero, abbiamo anche messo della carta igienica nella serratura.

Quando ci siamo seduti abbiamo sentito un ronzio nella stanza e alzando gli occhi abbiamo visto che un calabrone era entrato con noi, deve essersi posato sui vestiti e ha aspettato che fosse il momento migliore per colpire, ma gli insetti non possono essere tanto cattivi o furbi no?
Comunque ci volava vicino e noi provavamo a difenderci con quello che avevamo. Ha pizzicato mia sorella dietro alla gamba e il suo grido ha saturato tutta la stanza, ho provato a scacciarlo con uno straccio, ma non sembrava intenzionato a lasciarci stare.
Mary-Rose non si reggeva in piedi e si è seduta e io mi sono messo davanti a lei per impedire che il calabrone la pungesse ancora, ad un certo punto si è posato sul muro vicino a noi e mia sorella gli ha tirato una manata uccidendolo. Purtroppo quel maledetto l’ha punta un’altra volta e lei è caduta a terra presa da delle convulsioni, io stavo piangendo e ho cercato di tenerla ferma per impedire che sbattesse la testa.
Dopo alcuni secondi ha smesso di muoversi…e non si è più svegliata.”

Quando la nostra volante è arrivata sul luogo della chiamata gli insetti si erano completamente dileguati, a terra, all’esterno della casa, c’erano i cadaveri dei coniugi Miller e della piccola Ruth, i corpi presentavano diverse ferite e segni di ustione. All’interno sono stati ritrovati i cadaveri di Agatha e Robert Perr, il corpo dell’uomo era mezzo divorato, mentre quello della donna risultava stranamente intatto; in uno dei bagni del pianterreno sono stati rinvenuti l’unico superstite e il cadavere della figlia maggiore dei Miller.
Il ragazzo era in stato confusionale, presenta una sola puntura ed è stato subito portato alla clinica e poi trasportato al Craig Hospital di Denver.
Il sergente Logan ha contattato il professor Devon Melton per un sopralluogo.
E l’entomologo ha detto che gli insetti colpevoli di questo massacro provengono da diverse zone della terra e vuole organizzare una commissione per studiare il fenomeno.

Fonte: Creepypasta Forum

 

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

1 commento su “Racconto horror: Insetti”

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