Tifeo, la disgrazia degli dei

Tifeo

Descrizione:

Nella Teogonia di Esiodo viene descritto così: «dalle spalle nascono cento teste di serpe, di terribile drago […] e voci s’alzavano da tutte le terribili teste, che suoni d’ogni sorta emettevano»; Apollodoro, invece, narra: «era più alto delle montagne, con la testa che sfiorava le stelle e, quando allargava le braccia, toccava l’occidente e l’oriente; da tutto il suo corpo spuntavano ali.»

Tifeo, chiamato da alcuni Tifone, è una delle più grandi disgrazie in cui sono si sono imbattuti gli dei dell’Olimpo.

Mitografia:

Secondo alcune leggende nacque dalla regina degli dei la quale, essendo furiosa con il marito a causa di Atena nata dalla testa del padre senza il contributo di Era, si era rivolta a Gea per poter fare quello che aveva fatto Zeus a lei stessa: concepire un figlio senza il contributo del coniuge. Tuttavia, il risultato fu disastroso. Era partorì un essere che nemmeno le assomigliava, diverso sia dagli uomini sia dagli dei.

Il mitografo Apollodoro racconta che Tifeo, per lui figlio di Gea e Tartaro, prese di mira gli dei dell’Olimpo, essendo stato creato dalla madre dopo la sconfitta sia dei Titani sia dei Giganti suoi fratelli. Dopo che gli dei erano fuggiti in Egitto e si erano nascosti trasformandosi in animali, solo il loro re Zeus, forse la vittima prescelta viste entrambe le versioni del mito, ebbe il coraggio di affrontare il loro aguzzino prima folgorandolo, poi falciandolo e infine in un combattimento a mani nude, in cui fu sconfitto. Tifeo allora rinchiuse Zeus nell’antro Coricio, dove gli tagliò i tendini e li nascose dentro una pelle d’orso custodita da una dragonessa, Delfine; fortunatamente il mito non finisce qui. Ermes soccorse il padre Zeus e riuscì a rubare i tendini e a riconsegnarglieli. Quindi, Zeus ritornò in forze e inseguì Tifeo fino in Tracia, dove respinse le montagne lanciategli contro dal gigante e infine, in Sicilia: lo intrappolò per sempre sotto la terra dalla quale certe volte Tifeo sembra ancora spruzzare via il fuoco dei fulmini di Zeus.

Simbolismo:

Simbolicamente, il mito di Tifeo simboleggia la possibilità di regressione dell’essere cosciente, la più decisa opposizione allo spirito evoluto: la ricaduta verso l’immediatezza dei desideri che è la caratteristica dell’animalità. Inoltre, essendo Tifeo stato generato come nemesi di Atena o secondo altre leggendo contro gli dei in generale egli è proprio l’istinto selvaggio che si oppone alla razionalità e quindi l’abbandono alla pulsione delle emozioni e dei sentimenti più feroci.

Fonti:

-Biondetti, L., Dizionario di mitologia classica: Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi s.r.l., 1999

-Chevalier J.; Gheerbrant, A., Dizionario dei simboli: Miti, sogni, costumi, gesti, forme, colori, numeri, Milano, BUR_Rizzoli saggi, 2015

tifeo
Il combattimento tra Zeus, a sinistra, e Tifeo, a destra.

 

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

1 commento su “Tifeo, la disgrazia degli dei”

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