L’inizio del declino?

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Film da sei.
Mi è piaciuto molto l’obbligo subito dalla protagonista a osservare gli omicidi, tutto sommato spiegato con la storia passata del serial killer. Gli omicidi erano abbastanza originali, soprattutto quello della manager, anche se le dinamiche erano molto irrealistiche.
La storia è abbastanza carina, mi piace l’ambiente dello spettacolo, è tutto molto luccicante e ricco e il film mostra un poco la noiosa fabbrica dello spettacolo atta a fabbricare le postapocalittiche atmosfere della rappresentazione di Macbeth.

Le pecche? La recitazione forse un poco falsa, l’attore del serial killer e la musica durante gli omicidi!!!!

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

3 pensieri su “L’inizio del declino?”

  1. Rieccomi! Leggendo il tuo post sono stato assalito da una fortissima nostalgia: per lungo tempo infatti Dario Argento ha inanellato una serie impressionante di capolavori del genere horror/thriller, che mi sono rimasti tutti nel cuore. Poi come hai detto tu c’è stato un pauroso e decisamente precoce declino artistico. A mio giudizio esso è dovuto al fatto che Dario Argento è molto intelligente, e le persone così corrono costantemente il rischio di superare la sottile linea che divide la genialità dalla pazzia: ecco, lui probabilmente l’ha superata, ed è anche andato avanti per diversi chilometri.
    Anche Woody Allen sembrava essere incappato in quest’infausto destino (rimanere vittima delle proprie nevrosi e trascinare la propria arte a fondo con sé): poi per fortuna ha imbroccato un film dopo tanto tempo (Match Point), e da lì è riuscito a rivitalizzare la sua carriera. Mi auguro che anche Dario Argento possa conoscere una resurrezione artistica, ma onestamente ci credo poco.
    C’è da dire comunque che alla sua discesa agli Inferi hanno contribuito anche i difficilissimi rapporti con i produttori, che hanno reso praticamente inesistente la distribuzione dei suoi ultimi film.

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    1. la sua rovina la ho notata anche io che guardo pochissimi suoi film xD
      ho iniziato con lui con Suspiria, film che ho trovato noioso ma con una bellissima scenografia; poi ho visto Profondo Rosso, film stupendo pieno di suspense e sempre questa attesa dell’assassino che ti snerva a morte. ho sempre sentito parlare bene degli altri suoi lavori fino a questo film.
      qualche mese fa ho visto il Cartaio e ho solo una parola per questo: LOL! Recitazione quasi infantile, noia, la scenografia è orribile e anonima, il serial killer boh e poi… è possibile che la polizia non possa disporre di un giocatore di poker (o che gioco era) professionista? xD
      Comunque, secondo me non è più solo problemi di produttori quando fai un flop imbarazzante con i fondi statali… doveva ritirarsi anni fa: ha fatto i suoi cult, che si dedichi alla famiglia, ormai…

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      1. Al Cartaio sono molto legato, perché è il film che mi ha permesso di conoscere Dario Argento di persona. Venne a presentarlo al cinema Gambrinus di Firenze: in quell’occasione riuscii anche a fargli firmare un autografo, e quel semplice scarabocchio su un foglietto a me sembrò più prezioso del Santo Graal.
        Adesso quel cinema non esiste più. Doveva il suo successo soprattutto al bar interno, che era un luogo di ritrovo di tutta la Firenze giovane: quando a un passo da lì ci hanno aperto un locale molto più cool (il Colle Bereto), il Gambrinus è morto nel giro di pochissimo.
        Insomma, alla première del Cartaio ho avuto l’occasione di conoscere un regista e un luogo che stavano per incontrare un pauroso declino, e quella sera hanno vissuto uno degli ultimi momenti in cui entrambi hanno brillato come una stella. Mi sento un privilegiato ad aver potuto prendere parte a tutto questo.

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