Una noia inetta

Senilità è il secondo romanzo di Italo Svevo, pubblicato nel 1898. Nel romanzo, Svevo affronta il problema dell’inettitudine, dell’incapacità da parte del protagonista di gestire la propria vita interiore e sentimentale.

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Trama:
Emilio Brentani conduce una modesta esistenza in un appartamento condiviso con la sorella Amalia, la quale, non avendo molti rapporti con il mondo esterno, si limita principalmente ad accudirlo. Accade però un giorno che Emilio conosce Angiolina, di cui si innamora, e ciò lo porta a trascurare la sorella e l’amico Stefano Balli, che compensa i pochi riconoscimenti artistici con i successi e con le donne. Tuttavia, l’indecisione e l’inerzia con cui Emilio affronta le vicende della sua vita lo portano a chiudersi nei suoi ricordi, in uno stato di vecchiaia spirituale.

Commento:
Uno dei classici della nostra letteratura italiana, Senilità l’ho letto in due sofferte settimane d’agonia.
Questo libro, studiato al liceo classico anni fa, parla di un uomo incapace di affetto verso la sorella, violento e possessivo verso la donna amata, invidioso del proprio unico amico e asociale verso chiunque altro; la noia che governa con lenta eternità la trama non ha fatto altro che farmi odiare questo egoista inetto di simpatia e farmi invece empatizzare con i personaggi teoricamente ‘negativi’ dal suo punto di vista: Emilio vive la sua vita noiosa da ospite e se la prende per gli altri per questo.
Dal punto di vista degli eventi, forse 200 pagine sono troppe perché molte sono occupate da mille mila pensieri rivolti al suo compatimento e alla negatività che rivolge a chi si trova di fronte spaziando dalla pietà all’odio dettati da una superiorità che sa tanto di arrogante superbia. Gli incontri con la bella Angiolina sono troppo preponderanti e descritti lungamente togliendo spazio alla tanto citata amicizia col Balli, che si rivela un vero amico solo alla morte di Amalia… Ecco, a 100 pagine il libro poteva concludere benissimo la sua corsa.
I personaggi secondari sono i veri protagonisti di Senilità: Angiolina e la poliamorosa che con scaltrezza riesce a destreggiarsi tra mille appuntamenti non compromettendo mai la propria dignità in un mondo maschilista; il Balli è l’affascinante artista con una storia alle spalle e un pieno presente alla mano tanto che è lui a cercare di migliorare Emilio fallendo però miseramente; e poi c’è Amalia, la vera vittima del romanzo che dimentica di sé, dopo avere dato tutto il suo amore al fratello per crescerlo, scopre che non riesce più a riottenerlo indietro da lui e respinta dal suo grande amore (il Balli) si lascia morire.

Ecco, questo è Senilità: lasciatelo ai letterati perché annoia a morte.

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

7 pensieri su “Una noia inetta”

    1. Durante le ore di ita era anche fortuna averlo perché era facile da esporre alle interrogazioni: una volta detto il pensiero dell’autore il libro è aria fritta 😂
      Il libri lo ho letto recentemente di mia volontà a 20 anni, non per scuola ma proprio pensando al titolo che avrei dato al mio commento^^

      Piace a 1 persona

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