Pet Sematary: le sue trasposizioni in breve

 

Ciaone a tutti!

Dato che di recente ho letto il romanzo Pet Sematary di Stephen King, mi sono guardato anche le due trasposizioni che sono state tratte da esso: quella del 1989 e quella più recente del 2019. Quindi, qui voglio condividere con voi i miei pensieri e le mie riflessioni riguardo a queste tre opere; ovviamente con spoiler.

Pet Sematary: il libro di Stephen King

Letto durante gli esami universitari mi è piaciuto molto per diverse ragioni. La prima è la scrittura semplice e colloquiale con cui la storia viene narrata, con stile mai troppo lungo o dettagliato ma invece abbastanza d’impatto per le emozioni e i colpi dell’orrore a cui la famiglia Creed è sottoposta. La seconda è come tratta le vicende: al posto di scadere nell’orrore immediato, il libro ci presenta prima la famiglia e i suoi oscuri segreti, quanto la situazione di Louis con i suoceri sia precaria e l’amicizia tra il protagonista e Jud, quasi un secondo padre per lui. Inoltre, se dovessi descrivere questo libro direi che al suo centro non ha la morte ma invece i temi del lutto e del senso di colpa, i veri cardini grazie a cui girano tutti gli avvenimenti.

Pet Sematary: il film di Mary Lambert

Se il libro fosse stato visivo, molte sequenze del film avrebbero combaciato con esso. Il film della Lambert è estremamente fedele al testo di cui porta il nome, riesce a ricreare la tensione e la paura verso l’oscuro grazie a musiche quasi gotiche e cori inquietanti, l’ambiente mostrato è quasi sempre cittadino e l’orrore viene mostrato tranne che alla fine sempre nei giardini o nei boschi. I pochi cambiamenti che sono stati apportati (si può notare per esempio la sparizione di Norma a favore di Missi, tutti i fatti importanti che accadono con ancora luce solare e alcuni eventi sono abbastanza condensati) di certo non distruggono il messaggio del libro ma invece secondo me riescono a tradurlo a livello visivo: molto bello come hanno reso il cimitero dei MicMac, il gatto Church è bellissimo e gli occhi fosforescenti sono un bel modo per mostrarne la natura e il trucco di Pascow morto anche se artigianale lo trovo abbastanza inquietante. Ecco, un bel film che mostra fin dalle prime inquadrature il male oltre la barriera di legno mentre Pascow, promosso a guida spirituale della famiglia, cerca qualunque modo per avvertire i Creed del pericolo che stanno correndo! Quale pericolo? L’orribile bambino demoniaco con la sua risatina da pazzo omicida!

Pet Sematary: il film di Kölsch e Widmyer 

Se il libro fosse stato rispettato, forse il film sarebbe stato decente; se il film si fosse intitolato in un altro modo, forse non mi sarei incazzato così tanto. Boh, chissà quale delle due è la più probabile. Comunque, la storia non c’entra nulla con quella del romanzo: nel romanzo chi torna in vita è dannato perché contro natura, nel film chi torna indietro si vuole creare la bella famiglia zombi; molte frasi come quella del cuore maschile più duro sono messe in una miscela di cui non si capisce ‘na ceppa completamente decontestualizzate (e poi sentire prima la storia del cimitero demoniaco e poi la cosa del cuore come spiegazione di esso, mica ci ho capito il nesso logico), ha scelto di riproporre scene a caso che sembravano completamente scollegate le une dalle altre e infine, dulcis in fundo (tamen non in fundo), Ellie muore al posto del fratellino. Oltre al fatto che è inutile riprendere male la morte di Gage dal libro senza motivo apparente visto che nel film come un idiota inizia così a correre verso il camion per poi fare il colpone di scena uccidendo invece la ragazza: si sapeva fin dai trailer che era lei a morire! Che colpo di scena è? E poi era ovvio che era lei per cui dovevamo disperarci, a un certo punto mi ero pure dimenticato che in famiglia ci fosse anche Gage, tutte le inquadrature erano su di lei! Insomma, un film che schifo allo stesso livello de Il libro della Jungla della Disney, per farvi capire, perché ha totalmente stravolto i temi su cui si basa l’opera che avrebbe dovuto ritrarre e non dà una nuova visione artistica ma solo pure commercio e perdita di tempo.

Pet Sematary: il commento finale

Il libro di Stephen King secondo me è stato ritratto meglio nella versione del 1989 perché sono riusciti a ricreare le atmosfere senza però eccedere troppo. Adoro le loro cose artigianali che lasciano lo spettatore lentamente immergersi nella visione, soprattutto perché qui gli attori sono capaci di farci empatizzare nei loro confronti! Per me l’opera recente non regge il confronto: il primo sarà invecchiato male, ma il secondo non farà a tempo a invecchiare che nessuno se lo ricorderà.

pet sematary

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

8 pensieri su “Pet Sematary: le sue trasposizioni in breve”

  1. Il romanzo mi piace moltissimo, è uno dei miei preferiti di Stephen King e lo trovo purtroppo molto sottovalutato dalla gente.
    Per i film concordo con te: se avesse avuto un altro titolo il remake sarebbe anche stato dignitoso, ma come adattamento non c’entra proprio niente. Che poi per me la cosa più interessante era la processione dei bambini mascherati che seppellivano gli animali, poteva avere del potenziale come idea, peccato che l’abbiano buttato lì e poi non se ne sia fatto nulla.

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  2. Il libro probabilmente è una delle opere migliori mai scritte da Stephen King. Era un libro molto forte e con dei momenti capace di spezzare il cuore a chiunque.
    Il film della Lambert sicuramente è molto fedele all’opera originale e soprattutto ha un’ottima messa in scena e in realtà capisco molto bene chi non ha apprezzato il remake (anche se personalmente apprezzo il fatto che abbiano provato a cambiare le cose, anche se la parte finale poteva essere decisamente meglio).

    Piace a 1 persona

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