It Capitolo 2

It Capitolo 2

it capitolo 2 commento
Bellino ma deludente.

“It Capitolo 2” mi è piaciuto ma molto relativamente. In breve, trovo che questo film riesca a raccontare meno orrore di quello presente nella miniserie cult perché preferisce episodi basati sul jumpscare e contemporaneamente annulla la funzione narrativa del primo capitolo del remake perché tutte le scene importanti per lo svolgimento della trama sono presenti all’interno del secondo capitolo e non in quello precedente; insomma, “It Capitolo 2” forse avrebbe funzionato come film a se stante ma così com’è mi ha lasciato molto amaro in bocca.

“It Capitolo 2” nella mia visione avrebbe dovuto essere molto più cupo e introspettivo con It più crudele e psicologico. Per fare un paragone, nella miniserie cult It viene mostrato raramente attaccare il Club dei Perdenti da adulti ma invece preferisce logorarli psicologicamente con espedienti come i palloncini di sangue in biblioteca o la finta Beverly in hotel; avevano preferito mostrare il suo potere sulla mente umana piuttosto di mostrarlo nell’atto di inseguirli e fallire ogni singola volta.

Inoltre, la struttura forte del libro e della miniserie è la frammentazione tra reale e ricordo: i protagonisti sono gli adulti che tornati sul posto ricordano frammenti della propria infanzia triste e tormentata e il poco orrore della fase adulta veniva compensato con il tormento e i fantasmi che si portavano dietro dalle elementari. In “It Capitolo 2”, essendosi bruciati questa possibilità con un lungo film precedente, hanno preferito aggiungere nuovi orrori nella fase adulta e nuovi ricordi dei bambini; questa operazione per me è stata deleteria perché è stata proprio questa ad annullare il primo capitolo del remake: la totale non importanza degli avvenimenti passati per sconfiggere la creatura!

“It Capitolo 2” in sé è un film bello, con buoni effetti e si fa guardare tranquillamente.

Gli attori secondo me rispecchiano abbastanza i bambini del Capitolo 1, ma non hanno lo stesso impatto emotivo: all’inizio la loro presentazione mi aveva lasciato totalmente indifferente e non mi è sembrato ci abbiano nemmeno perso tempo a presentarli bene perché lo spettatore avrebbe dovuto trasferire l’affetto che aveva avuto per quei ragazzini tanto carini ad adulti a lui sconosciuti; e un uomo o una donna possono essere simpatici o bonazzi quanto vogliono ma l’impatto empatico e di interesse sul fatto che vivano o muoiano è molto meno forte rispetto alla salvezza di un bambino. Insomma, la scena superdrammatica in hotel in cui Beverly (la migliore come personaggio) aveva detto che sarebbero morti tutti mi ha lasciato totalmente indifferente perché per me erano sei estranei che non erano stati ben presentati.

Dei personaggi quello reso meglio all’interno di “It Capitolo 2” è sicuramente quello di Ben: friendzonato da bambino grasso, friendzonato ancora peggio da bonazzo; come direbbe Joey da Friends, Ben è il sindaco della città di Friendzone! La sua storyline è quella che mi è piaciuta maggiormente forse perché è quella più fedele al libro e in parte mi ci sono pure rispecchiato: tutti i suoi problemi e le sue insicurezze sono legati all’aspetto fisico e fino a quando non è pronto ad accettarsi, all’inizio si sminuisce di fronte agli amici quando lo lodano dicendo che è praticamente un modello, rischia di farsi sconfiggere da It che, per l’appunto, quasi lo soffoca nella terra come le sue insicurezze lo avevano sempre soffocato. Beverly anche è molto bello come personaggio, secondo me  non troppo fedele anche solo per come affronta il marito: lui non è una minaccia, non c’è violenza in quella scena che ne giustifichi la forza letteraria, nel film è solo una donna che si fa valere e va via; nel libro è una vittima di anni di violenze coniugali che finalmente si ribella ritrovando la forza con cui da bambina scappava dal padre. Perché nel film il marito non la insegue? Mah, questa scelta toglie molto dramma al personaggio. Bill poi, pure lui senza coniuge che lo segue, è stato stravolto per continuare la storyline del primo film con una scena di morte palesemente basata sul jumpscare; che ci siano tratti psicologici di impotenza nel proprio destino dentro a quel labirinto di vetro non ci sono dubbi, ma non c’entra nulla con il testo! Per non parlare di Richie: lui nel libro durante gli anni d’infanzia era bersagliato dai bulli per colpa del carattere scoppiettante e degli occhiali; non perché era della sponda sbagliata. Comunque, a parte questo, sono felice siano riusciti a mettere la statua vivente. Gli altri personaggi del Club dei Perdenti sono completamente inutili alla trama ed è un gran peccato.

Il mostro It in “It Capitolo 2” in un certo senso si muove come nel film precedente solo con la differenza che, a differenza del film precedente, riesce a uccidere più spesso. Ma ovviamente non riesce mai (e neanche ci prova!!) a uccidere il Club dei perdenti. Le trasformazioni migliori sono quella della vecchia, del ragno, della statua pubblica e di George; inutile dire che solo una è presente nel libro, almeno descritta come appare nel film, tutte le altre non c’entrano una mazza. Tuttavia, credo che It funzioni meglio se mostrato solo come un pagliaccio ed è triste come cosa: come può un mostro che è la metafora delle nostre paure e dei soprusi della società essere rappresentato nel ventunesimo secolo nel modo migliore solo come un clown e non in una delle sue molteplici altre trasformazioni? Come può un film basato su una città angosciante basare il proprio orrore sull’attesa che spuntino i canini a un clown brutto? Tutte le trasformazioni un po’ si vede che sono finte, sia perché le vediamo con gli occhi adulti dei sei protagonisti sia però perché non sono artigianali e stonano parecchio. Quanto sarebbe stato bello vedere qualcosa di artigianale e psicologico? Come la scena di Eddie e sua mamma nello scantinato? Là ho avuto paura perché non capivo cosa di quella scena fosse It, non perché si era trasformato in una vecchia di tre metri! Si era creata un’ansia genuina, ma nulla. L’esperimento non è stato più ripetuto. E invece molte cose del primo film sono state ripetute, mentre molti particolari del libro sono stati scartati.

“It Capitolo 2” ha molte differenze con la sua controparte cartacea, alcune riscontrabili pure nella costruzione dei personaggi o nella lotta finale, che mi ha deluso per com’è stata riportata.

Le vicende narrate nel libro differiscono notevolmente da quelle presentate nel film “It Capitolo 2” perché nel libro il viaggio dei sei adulti è di riformazione della propria memoria attraverso luoghi specifici in grado di ridestare in loro memorie frammentate e It è un pericolo più psicologico: sono adulti e le loro paure infantili hanno iniziato a superarle da bambini, mentre da adulti riconoscono il marciume della città corrotta dal mostro e si dovranno salvare dai suoi abitanti come alla fine dalla sua stessa distruzione. Ovviamente, nella resa cinematografica questo interessante particolare su come agisce It è stato omesso in favore di una maggiore trasformazione del personaggio in creature ridicole (perché viste da adulti), pericolose ma affrontabili con coraggio e la forza di una persona che ha vissuto e accettato le proprie paure.

Ciò risalta particolarmente quando, nel finale, c’è il rito di Chu: nel libro è tutta una forza di menti; in “It Capitolo 2”, invece, è una copia delle lotte finali contro It della miniserie. Ok, posso anche apprezzare la metafora di come hanno gestito i personaggi in questo film mentre affrontano le proprie paure ma il pagliaccio assassino formato ragnone non si può guardare: è ridicolo. Quando sarebbe stato figo mostrare una sequenza onirica di Bill contro la creatura? Ma ovviamente non è stata fatta.

Insomma, “It Capitolo 2” è un film che se fosse stato originale come metà dei contenuti che propone sarebbe anche potuto essere bello anche se leggermente scontato, ma così veramente dico che preferisco la miniserie e poi il film precedente a questo. Peccato, le soluzioni visive sono stupende e la scena del pestaggio omofobo e della morte del ragazzo nel fiume sono ad effetto, ma non c’entra molto con la controparte letteraria: forse avrebbe funzionato come film a se stante ma così com’è mi ha lasciato molto amaro in bocca.

It_1990_Promotional_Poster
Regna sempre e comunque.

Link ai precedenti post riguardanti IT:

Miniserie televisiva: https://austindoveblog.wordpress.com/2017/09/18/it-miniserie-televisiva/

It Capitolo 1: https://austindoveblog.wordpress.com/2017/11/06/il-commento-di-it/

Romanzo: https://austindoveblog.wordpress.com/2018/01/31/it-romanzo/

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

10 pensieri su “It Capitolo 2”

      1. sì sì: ce le vedo solo io eh…
        ma certe scene sono riuscito a “spiegarmele” (dato il grado di “ridicolezza”) solo così [anche se il metacinematografico c’era anche nel primo eh: It veniva fuori dalle diapositive proiettate come un cinema e in bocca ha quasi un proiettore!]

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      2. allora, per molte cose ti consiglio la recensione di barbiexanax che interpreta molte delle cose che hai citato (il proiettore era per non copiare la miniserie con l’album)

        il grado di ridicolezza lo ho interpretato che stessero vedendo i mostri delle loro paure con gli occhi degli adulti e quindi che le trasformazioni perdano di credibilità perke pur facendo paura hanno i contorni farseschi della fantasia infantile

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  1. Preferire la miniserie assolutamente NO! Quella cosa è il male, e mi sorprende che tanta gente la veneri come una delle migliori cose mai fatte, quando è un prodotto oggettivamente brutto e mediocre; e sì, mi riferisco anche al clown di Tim Curry, che è completamente sbagliato e con il personaggio letterario non c’entra nulla.

    Detto questo, sono assolutamente d’accordo che It: Capitolo 2 abbia un sacco di problemi, primo tra tutti la sceneggiatura. Nonostante le enormi differenze penso che il primo avesse colto molto bene lo spirito del libro, e anche come horror funziona perfettamente: è sinistro, è inquietante, è spaventoso, è macabro, è perverso; è come il libro.

    La seconda parte, decisamente no. Sono assolutamente d’accordo su quello che dici sui personaggi stravolti, e soprattutto dell’effetto deleterio dell’aver eliminato Audra e Tom (e anche Henry, alla fin fine, è usato molto male). Soprattutto, però, ho patito l’ingombranza di Richie, che mette tutti in ombra, quando nel primo film, invece, secondo me avevano trovato un ottimo equilibrio tra di loro; questo porta anche al problema del copione, davvero troppo, troppo, TROPPO virato sul comico.

    In realtà anche nel libro il clown non attacca i Perdenti da adulti. Da bambini cerca di ucciderli tutti ma tutti gli sfuggono (e anche per questo li teme, perché sono riusciti a scappargli tutti e sette, cosa che è lasciata intendere sia quasi impossibile), ma da adulti non ci prova nemmeno, semplicemente perché non c’è una forma specifica che può prendere per terrorizzarli come quando erano piccoli (e questo risponde anche alla tua obiezione sul fatto che la sua forma principale, qui, sia il clown). Da bambini le loro paure erano molto specifiche, e potevano essere incarnate in un mostro, da adulti, invece, la paura è più astratta, è più legata all’idea della morte, e quindi è impossibile per It assumere una forma fisica che i Perdenti adulti trovino davvero terrificante. Il che non significa, ovviamente, che non ci provi! D’altro canto, l’aver perso il pensiero magico dell’infanzia ha privato i Perdenti dell’unica arma possibile contro il clown, da cui la necessità del viaggio nel viale dei ricordi per riconnettersi con i bambini che erano; la loro arma è anche la loro debolezza, insomma.

    Resta il fatto che, secondo me, l’unico formato adeguato per adattare It come si deve resta quello della miniserie, magari in una decina di puntate. Non mi dispiacerebbe se, per dire, Netflix, Amazon o HBO decidessero in futuro di riprovarci.

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    1. La miniserie l’avevo vista subito dopo il libro e l’avevo adorata 😂

      Se nel libro non attacca i perdenti perché in questo film si?

      Netflix no, perderebbe di credibilità con tutte le serie e i film brutti che produce 😂😂😂

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  2. Non sopporto la concezione contemporanea dell’horror (tutto jumpscare e zero originalità) e la miniserie di IT l’ho vista a 16 anni, all’apice della mia passione kinghiana, quindi la porto sempre nel cuore: ergo, sposo in pieno la tua visione del dittico di film ^_^
    Purtroppo non ricordo il romanzo, tre decenni di distanza non aiutano la mia già scarsa memoria, ma a livello narrativo la miniserie anche secondo me sa essere molto più efficace, proprio perché ti fa conoscere così bene i personaggi che temi per la loro incolumità. Nel film ho visto solo attori noti che neanche per sbaglio sono riusciti a ricreare dei personaggi. C’è il comico del Saturday Night Live, c’è la pari opportunità, c’è il politicamente corretto, c’è il metoo, youtoo, wetoo e tutti gli stereotipi possibili: oh, ma i personaggi quando arrivano? Dopo due interi film non avevo il benché minimo legame affettivo con personaggi totalmente vuoti, che venivano descritti solo dalle loro azioni e quindi piatti…
    Sicuramente sarà il fascino del ricordo giovanile, ma la miniserie è ancora imbattibile 😉

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