Top 5 movies: Marilyn Monroe e Kurt Russell

gli uomini preferiscono le bionde

Maggio è passato con i suoi traguardi a livello di blog e personali! Quali? Beh, finalmente posso vantare un 30 e un 30 e lode nel mio curriculum scolastico e il mio blog per la prima volta ha superato ( abbondantemente ) le 1000 visualizzazioni nell’arco di un solo mese. Per un giovane sperduto nel mondo, quale è la mia imperiale persona, sono cose veramente importanti.^^

Comunque, tornando al main topic del post, per i migliori film di Maggio ho scelto tre cult di Marilyn Monroe e due di Kurt Russell. Prima di leggerli, provate a indovinare quali sono!

Ora che avete provato a immaginare quali sono, eccoli qui.^^

  1. Quando la moglie è in vacanza. Simpatica commedia in cui la bella Marilyn interpreta l’ingenua e ignara tentatrice di un marito lasciato solo dalla famiglia per lavorare a casa durante le vacanze. Lui è comico perché prima si immagina (a parole e visivamente con i sogni ) di sedurla per poi andare di nuovo di fantasia pensando al divorzio che gli avrebbe chiesto la moglie ( perché secondo lui lei sapeva anche cosa solo egli pensava! ).  Inoltre, nel film è presente la celebre scena della metropolitana che le solleva la gonna!
  2. 1997-Fuga da New York. Per l’epoca un futuro apocalittico che sicuramente ha ispirato il videogioco Batman Arkham City con protagonista un duro Kurt Russell alla ricerca di un viscido presidente degli Stati Uniti. Cosa ha spinto qualcuno a rinchiudere per sempre dentro a una città murata gente viva anche se criminale? La polizia non dovrebbe riformare? Perché condannano alla morte il protagonista se  non trova il presidente? Questa pellicola è molto interessante perché fa riflettere su chi siano i buoni a cosa debbano realmente questo appellativo.
  3. Gli uomini preferiscono le bionde. Divertente commedia su due donne, in cerca di divertimento e di un marito che incarni i loro desideri,  potenti sia della loro amicizia sia delle loro arti ammalianti sia una mente sagace.  Marilyn interpreta quella più svampita ma anche quella capace di far girare la testa agli uomini, una sirena che con semplicità manipola i cuori di chi la circonda; come al solito, riveste il ruolo di una ragazza che solo in apparenza è una stupida ma che in verità sa benissimo cosa vuole e come ottenerlo. Celebre lo spettacolo che interpreta a Parigi, citato anche da Madonna nel suo Material Girl; bellissimi i costumi del film.
  4. Grosso guaio a China Town. Questo film con Kurt Russell vanta sicuramente un’ottima ambientazione e scenografie stupende, la pellicola è capace di descrivere un intero universo dentro a NY, ricco di leggende e mitologia proprie. La magia è spiegata molto bene, se ne capiscono i limiti ed è presentata in modo che prima induca curiosità e poi interesse nel seguire la vicenda. Ho letto che questo film è stato accusato di razzismo ma io non l’ho percepito, invece il villain di turno mi ha ricordato molto un qualsiasi leader capace di sfruttare le proprie risorse per i suoi tornaconti. L’unica cosa, i personaggi femminili sono veramente inutili, giusto la tipica donzella in pericolo!
  5. Come sposare un milionario. Come intrappolare un milionario nella gabbia per eccellenza ( il matrimonio )? Facile, ti fingi ricca anche tu e frequenti i posti giusti! Film dissacrante sulle donne che finalmente sono a loro a scartare gli uomini cercando quello giusto, tre donne con tre differenti personalità che alla fine sceglieranno di seguire il cuore. Qui Marilyn interpreta una civetta che non ci vede, la sua ingenua capacità deriva dal personaggio che ha bisogno di occhiali ma non li indossa perché dicono che la imbruttiscono e quindi va a sbattere contro qualunque cosa sia vicina a lei. Tutte e tre le storie sono molto belle, anche se quella del personaggio di Lauren Bacall è la più preponderante ( e quella con più fortuna ) mentre quella di Marilyn è la più tenera. Anche qui, costumi stupendi e una trama molto pepata.

Ecco, questa è la mia lista dei cinque migliori film visti a Maggio. Voi cosa ne pensate? Io intanto vi saluto lasciandovi la canzone di Madonna!

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

24 pensieri su “Top 5 movies: Marilyn Monroe e Kurt Russell”

  1. Tutto splendido, ma un appunto: Kim Cattrall in «Big Trouble in Little China» è il rovescio della “damsel in distress”… I cazzottoni seri li dà anche lei (appena si risveglia dopo lo ‘”spillo dell’amore”, oppure mordendo il Lo Pan mummietta sulla sedia elettrica); sbraita e urla più, per esempio, del povero Teddy; rivaleggia con Jack Burton con puntuti giochi di parole e prese in giro sconcertanti: è costruita sulle eroine di Howard Hawks (Katharine Hepburn di «Bringing Up Baby», o Paula Prentiss in «Man’s favorite sport?»), anche sul fatto che spesso è lei il detonatore delle situazioni di pericolo!
    Al contrario della “damsel in distress”, non è “gratificata” (cioè annullata) dall’esaurirsi nel maschio: propone l’appartamentino nel camion, e non ha neanche il bacio (il lasciarla priva del bacio lascia sconcertati, in diegesi, tutti gli altri personaggi!)… ma è lì, bellissima, appoggiata al muro del «Black Pool Dragon»: lei è l’adulta “consapevole” e “matura”, e guarda dall’alto in basso un Jack Burton che torna a giocare coi suoi giocattolini (un ritorno ai giochi spledidissimo, che però richiederebbe tutto un altro discorso!)… ed è lei che ingiunge «see ya», cioè la formula “liquidatoria” spesso usata dai maschi con le “damsels”…
    È Grace il macho che non si dispera per niente del mancato «happily ever after» maschilista, già pronta alla nuova avventura che è la vita (non certo a nuove idiozie metaforico-freudiane del ciclone da guardare negli occhi, parlando a nessuno, con un mostro inconscio e ironicissimo sul groppone!)

    E non sottovalutiamo neanche la povera Margo (Kate Burton): non scordiamo che il suo scrivere, e il suo parlare di quello che scrive (parla con le metafore che si sta appuntando nel taccuino), e il suo ragionare narratologicamente di quel che accade (è lei a trovare i paragoni letterari giusti per l’azione) è l’anima stessa del film, che potrebbe essere tutto, perfino, il libro di Margo!
    Il fatto che a Margo venga negata la partecipazione alla battaglia finale, guarda caso la parte più soprannaturale (tra draghi che spuntano dal muro e tra “sangue nero della terra”), forse adombra che la seconda parte è così più “magica” proprio perché Margo ha dovuto appunto inventarsela!

    Margo l’avrebbe inizialmente voluto il bacio tra Grace e Jack… e quando il bacio non c’è è sì sconcertata, ma forse un po’ anche contenta, di plasmare (insieme a Teddy, col quale troverà il titolo) una storia dai ruoli male/female molto più aggiornati e meno “segati” con l’accétta…

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