COVID19: la sessione universitaria di Ca’ Foscari

Buongiorno, sono Antonio e frequento il terzo anno della facoltà di Scienze Ambientali di Ca’ Foscari; quando la quarantena è apparsa avevo appena cominciato le lezioni, avevo pagato un intero mese di nuoto (che sto smaltendo ora) e mi saltò un preappello.

Qui desidero dare una testimonianza di come la mia università abbia reagito a questa devastante emergenza sanitaria.

L’inizio

All’inizio, rimasi a casa senza neppure sapere cosa sarebbe mai successo: l’unico fatto rilevante era l’annullamento di una prova scritta per cui mi ero preparato per settimane. Potevo guardare le mie serie televisive preferite, leggere un buon libro o giocare a videogiochi troppo potenti per il mio computer; ma niente mi avrebbe potuto ridare indietro la sensazione di completezza, quella che si prova dopo aver compiuto lo scopo di cotante ore di preparazione. Ero frustrato. Fui frustato dagli eventi, dalla stasi in cui ogni istituzione sembrava essersi persa: l’unica mia certezza era stare sempre in casa perché nemmeno ora tengo un lavoro; una gabbia di rame, nemmeno d’oro la mia. Così, le settimane svanivano mentre nuovi numeri più alti dei precedenti apparivano sulla bilancia alla mia pesata mattutina.

Ci volle un mese perché i professori capissero che l’emergenza non si sarebbe arginata da sola; ci volle un mese perché capissero che dovevano riprendere le lezioni che avevano interrotte in favore di un’attesa con le carte in regola per non terminare mai. Chi provava Skype, chi scelse di fare laboratorio da casa analizzando i dati altrui, chi sparì per altrettante settimane per poi in seguito accorciare il programma da chiedere all’esame. Fu un periodo abbastanza divertente.

Le lezioni

Alcune lezioni sono felice di averle seguite online: il professore di elettromagnetismo (che poi ebbe pure il pessimo gusto di sparire) caricò le sue lezioni su YT, cosicché noi potessimo finalmente ascoltarle e compensare il fatto che non sappia minimamente spiegare in modo decente. Alla fine, tutti i professori hanno scelto, sia per le lezioni sia per gli esami, la piattaforma di facile fruizione Google Meet. Solo con l’obbligo anche di registrare ogni lezione e caricarle poi sul sito privato di Ca’ Foscari, agevolando noi studenti che al posto di dovere noi registrare audio potevamo direttamente accedere alle spiegazioni con i video illustrati a lezione. Molto comodo, in questo modo studiai: Cose marine (mia personale intitolazione del corso), Monitoraggio della biodiversità, Chimica Organica e pure altri due corsi che non ho mai seguito (tanto registrano le lezioni!). Credo di non essere mai stato meno attento a una lezione, ma anche di avere ottenuto risultati molto migliori del solito.

I laboratori

Al mio anno ho tre laboratori a cui partecipare obbligatoriamente: quello di Elettromagnetismo e i due di Ecologia2. Tutti li ho sostenuti da casa, scrivendo relazioni o minireport riguardanti le esperienze sostenuti dai prof o dagli alunni degli anni precedenti elaborando dati non raccolti da me. Se mi chiedessero di cosa ho scritto per Ecologia, non saprei rispondere; per la relazione di Fisica2, invece, ho assoldato un prof di ripetizioni. Credo siano i laboratori la più grande menomazione del mio anno di studi relativo al 2020: com’è possibile imparare a gestire un’esperienza pratica se non la pratichiamo dal vero? Come possiamo imparare a gestire bilance, costosi macchinari ed elementi da miscelare se non lo abbiamo mai fatto prima? E arriviamo al punto peggiore: a luglio sarei dovuto dopo un anno di ritardo (ho fatto fatica a sostenere gli esami necessari l’anno scorso) a fare una settimana di campionamenti a Falcade; inutile dire che se si farà la vivrò a casa mia, dalla mia camera da letto, online. BELLO!

Gli esami

L’unica nota positiva di questa quarantena sono stati gli esami: molti scritti sono stati tramutati in orali, tutti gli esami che ho sostenuto nell’arco tra aprile e giugno (tra preappelli ed esami) erano orali, non sono mai stato bocciato. La mia impressione è che la difficoltà sia stata abbassata non poco, in favore di esami una volta scritti con due ore di tempo per pensarci, e che essendo sempre a casa io abbia avuto molto più tempo da dedicare allo studio. O meglio, ho solo studiato. Credo che la più grande fortuna sia stata la trasmutazione da scritto (dove chiedevano solo esercizi) ad orale di Chimica analitica perché così il focus s’è spostato sulla teoria di laboratorio e i principi delle tecniche usate. Tuttavia, conosco molti invece che hanno dovuto sostenere esami scritti all’orale: infatti, dovevano scaricare la prova, stamparla, compilarla e inviarla in un intervallo di tempo fin troppo ristretto!

Conclusioni

Questa quarantena è stata veramente strana e la mia università non ha aiutato ad attutire il colpo; almeno posso dire che abbia cercato di agevolare lo studio continuando le lezioni (e registrandole) e permettendo in ogni caso la presenza di preappelli.

Com’è andata la vostra università invece?

black christmas
Soffocato dallo studio a casa mia…

 

 

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

12 pensieri su “COVID19: la sessione universitaria di Ca’ Foscari”

  1. Eccomi, l’ho letto ieri ma non ho avuto modo di commentare. Mi dispiace per com’è andata questo semestre, ma vedendo altre testimonianze (una su tutte mia sorella) sei stato abbastanza fortunato, sono riusciti a garantirvi un po’ tutto. In bocca al lupo per la sessione!

    Piace a 1 persona

  2. Questo periodo l’ho vissuto in doppio: lato “assegnista” e “lavoratore”. Dovevo fare alcune analisi in laboratorio ad aprile ed ho iniziato solo settimana scorsa, quindi ho ritardato di tre mesi le analisi. Per quanto riguarda l’organizzazione, la nostra uni si è mossa in anticipo, già immaginando che la situazione andasse per le lunghe, purtroppo però le soluzioni adottate non sono risultate sempre ottimali, con prof che non riscivano a connettersi, difficoltà tecniche ad accorpare alcune prove scitte in MS teams e non dimentichiamoci le lauree in remoto! Pensavo che organizzarle online fosse più semplice che scervellarsi a trovare le aule libere in presenza, invece la prima sessione è stata un caos dal punto di vista organizzativo.
    La problematica maggiore a mio avviso è stata la frammentazione delle info, almeno nei primi mesi, praticamente arrivavano nuove indicazioni a cadenza settimanale. Non so quante ore ho perso in riunioni organizzative all’inizio…

    Piace a 1 persona

      1. Diciamo che fino a settembre sono riusciti a dare direttive chiare, per quanto riguarda il nuovo anno accademico invece è e sarà un caos. Vogliono fare didattica mista ma mi par di capire che non hanno considerato alcune cose: come contingentare gli studenti; dove piazzarli, dato che non tutte le aule a disposizione sono idonee; non hanno considerato che bisogna igienizzare prima e dopo l’ingresso degli studenti in aula, il che porterebbe via una parte non indifferente di tempo. Per i laboratori invece fanno una pianificazione delle presenze settimanale a seconda delle urgenze e monitorano gli ingressi con dei lettori QR. Si sta pensando di aggiungere appelli di laurea straordinari in modo che tutti possano sviluppare la tesi con calma senza rischiare di saltare la sessione a causa delle norme di contenimento.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...