I migliori film di Giugno

Buongiorno!

Oggi desidero informarvi che ho aperto un nuovo profilo Instagram per questo mio bellissimo blog! Come al solito, le visualizzazioni e le interazioni stesse del blog superano quelle dei singoli profili su Facebook e Instagram; ma questo è un discorso a parte. Se volete seguirmi, il profilo è: austindove_blog98 e ovviamente vi aspetto tutti!

Comunque, tornando all’argomento del post, oggi propongo come mia consuetudine all’inizio del mese cinque film visionati durante Giugno che mi sono piaciuti particolarmente. Ma, prima di cominciare, vi piace questa routine? Fatemelo sapere perché sono abbastanza curioso.^^

E, quindi, abbandonati i convenevoli, ecco il pentalistone!

  • Predestination. Questo film è molto interessante, al suo interno si intrecciano le vite di tre persone diverse: una donna e due uomini; la cosa da uscire di testa è il dettaglio rivelato alla fine per il quale loro sono sempre la stessa persona! Un dramma esistenziale e fantascientifico lento nella sua costruzione ma di estremo effetto, ne consiglio a tutti la visione!
  • Erin Brokovich- Forte come la verità. Bel film con una Julia Roberts intelligente e al vetriolo nelle sue battute come non mai; tratta di diversi temi, tra cui la maternità, l’autorevolezza sul lavoro e i casini ambientali nel nome del dio Denaro. Molto interessante, il personaggio di Erin (e quindi presumo anche Erin stessa) è costruito molto bene, è il fondamento, il pilastro della pellicola.
  • I perfetti innamorati. Metacinema esilarante e con un cast stellare, John Cusack  e Catherine Zeta Jones interpretano una coppia scoppiata, due ex-fidanzatini d’America che si ritrovano insieme dopo un anno dalla fuga di lei con un aitante ispanico e il seguente ricovero in manicomio (?) del cornificato. I due continuano a fingere di stare bene insieme per le interviste perché sono attori che devono promuovere il loro ultimo film, ma la situazione scoppierà quando questo verrà proiettato…
  • La ruota delle meraviglie. Bel film tra il dramma e la commedia firmato Woody Allen, di suoi si riconoscono i temi del matrimonio infelice e del narratore onnisciente ma pur sempre partecipe delle avventure narrate; sicuramente ce ne saranno altri (tecnici ad esempio) che non ho colto. Ciò che ho colto però è l’uso della fotografia sul personaggio interpretato dalla sempre sfavillante Kate Winslet: quando lei realizzava i suoi sogni o era in compagnia dell’amante una luce calda la avvolgeva, mentre quando apre gli occhi lei è posta in una luce molto più fredda. Poi, vabbeh, classica trama da spararsi, ma con attori molto buoni e un dramma segnato fin dall’inizio.
  • Forrest Gump. Finalmente posso dirlo, che l’ho visto anche io! Molto bello, chi mi segue su IG saprà che l’ho trovato incredibilmente commovente. Molte volte ci sono lunghi movimenti sinuosi di macchina, come il prologo con il volo leggero della piuma bianca fino alla panchina dove siede Forrest. La sua storia narrata in lunghi flashback mostra sia una grande forza di volontà sia una grande fortuna; per voi, quale è maggiore in questo iconico personaggio?

Ecco, questo è il mio pentalistone. Voi li conoscevate tutti, vero???

forrest gump gif
Ciaone, alla prossima!

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

15 pensieri su “I migliori film di Giugno”

  1. Certo che consigliare la visione di Predestination dopo averne svelato l’intero meccanismo è un po’ strano 😀 In effetti però quando l’ho rivisto – dopo essermi rigustato il racconto di Heinlein – l’ho apprezzato di più, perché così ho colto tutti quei richiami che mi erano sfuggiti la prima volta. Però il salto che ho fatto sulla sedia alla prima visione rimane impagabile, con quella mitica frase su “tutti voi zombie” che nei decenni ha creato non pochi problemi ai traduttori italiani.
    Concordo su te sulla fotografia de “La ruota delle meraviglie”, da tanto tempo non riesco più ad apprezzare le trame di Woody, che mi sembrano tutte riciclate da se stesso, ma questo film ha una fotografia da applauso e sembra la vera protagonista della vicenda.

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  2. Wonder Wheel di Allen ha una scrittura visiva della fotografia che enfatizza a mille la trama: ovviamente la “trama vera”: Maura Vespini, in italiano, ha eliminato tutti i riferimenti ai testi di Shakespeare e infiniti rimandi meta-teatrali, intraducibili: Timberlake presenta Juno Temple dicendo «Enter», cioè la didascalia tipica dell’«in-folio» di Shakespeare, rendendo tutto (il luna park, Coney Island, ecc.) palcoscenico della “commedia delusionale” della Winslet: e il mondo, con tutti i faretti in bella vista, diventa teatro… tutto questo in italiano non c’è e quindi il film si “svuota”…
    Considerando la certa fiacchezza dell’ultimo Allen, Wonder Wheel è praticamente un capolavorone degno dei suoi degli anni ’70 e ’80…

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      1. Guarda, non solo: nella logica della “compagnia teatrale” che Vespini usa nei doppiaggi di Allen (non sbagliando eh, intendiamoci: essendo spesso i film di Allen “variazioni” adatte allo stesso “tipo di attori”), sceglie sempre gli stessi doppiatori per attori diversi: la svampita la fa sempre Ilaria Stagni, per esempio, anche se la svampita è Evan Rachel Wood, Scarlett Johansson o, in questo caso, Juno Temple: finisce che in italiano quel ruolo di “svampita” è sempre bene o male lo stesso (Ilaria Stagni è brava, ma è sempre lei), mentre invece, Wood, Johansson e Temple hanno miliardi di sfumature diverse che in italiano non ci sono… in Wonder Wheel la cosa appiattisce tantissimo…
        Anche Chiara Colizzi appiattisce pesantissimamente la Winslet…
        Non voglio dire che sia un doppiaggio sbagliato, non ne ho le competenze, ma certamente, per ragioni traduttive, ha sacrificato molto del senso appunto “meta” (metacinematografico e metateatrale) di tutto quanto: Vespini è come se avesse doppiato un altro film…

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      2. eh purtroppo non guardo allen così spesso da riconoscere i doppiatori, ma se è vero è veramente grave!
        va via tutta la recitazione dell’attore e sopratutto la visione del regista e del produttore

        “Vespini è come se avesse doppiato un altro film…” concordo.

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