Scuola di cinema: Sentieri Selvaggi

Buongiorno a tutti!

draculaLucy02
‘Spettate ‘n’attimo che mi sveglio e sono da voi…
Recentemente ho passato una bellissima settimana a Roma per seguire un interessante laboratorio di sceneggiatura tenuto presso la scuola di cinema Sentieri Selvaggi; qui condivido la mia esperienza.

Cos’è la scuola Sentieri Selvaggi?

Sentieri Selvaggi è una scuola di cinema che offre diversi corsi, variando dalla regia alla sceneggiatura, dalla fotografia fino al montaggio di video. Inoltre, le offerte formative variano anche di prezzi e sconti a seconda della materia e ovviamente del periodo di iscrizione; ho con me il volantino e devo dire che si capisce molto meglio del sito.

La scuola, almeno quella in cui ho passato le mie giornate romane, è costituita da un edificio moderno pieno di locandine famose di film più o meno celebri, svariate stanze insonorizzate e una per le conferenze (dove abbiamo fatto lezione). Dall’esterno l’edificio può sembrare molto piccolo ma l’apparenza inganna perché non solo ci sono molte stanze in successione lineare al pian terreno, ma ci devono essere ulteriori piani superiori!

Che laboratorio ho seguito presso la scuola Sentieri Selvaggi?

Presso la scuola di cinema Sentieri Selvaggi ho seguito un laboratorio mattutino di sceneggiatura, una bella introduzione alla scrittura per il cinema mediata dalla regista e sceneggiatrice Veronica Succi.

Iniziava alle dieci del mattino e finiva alle due del pomeriggio. Erano lezioni frontali durante le quali la professoressa spiegava la teoria e la grammatica della sceneggiatura, come scriverla e che linguaggio usare per la stesura; poi leggevamo i nostri testi o soggetti e spiegava ulteriormente sulla base dei nostri errori.

Dalle tre del pomeriggio fino alle sette, inoltre, la scuola era aperta a noi studenti per permetterci di confrontarci e riunirci a scrivere prima i nostri soggetti in compagnia e poi con i lavori di gruppo.

Interessante, è che grazie a questo laboratorio sia riuscito ad avere una bella idea per il mio ultimo racconto, che potete leggere qui.

I lavori di gruppo, per le sceneggiature

A frequentare il corso eravamo tredici e quindi fummo divisi in tre gruppi; ogni gruppo ha elaborato un soggetto di uno dei propri membri, prima creando un trattamento scalettato e quindi una sceneggiatura.

Lavorare in gruppo per un progetto creativo è stato veramente interessante, anche se molte volte chiare divergenze creative hanno rallentato il tutto. Comunicare le proprie idee con qualcuno distante da sé, non solo a livello geografico di origine, ma anche culturale è stato veramente e indubbiamente stimolante: tante idee, molti modi approcci allo stesso canovaccio, troppe idee diverse le une dalle altre.

La professoressa, che lavorava solo di mattina, non si è mai fermata ad aiutarci se non l’ultimo giorno perché il lavoro di gruppo lo avevamo durante i pomeriggi, mentre le mattine le passavamo a leggere i nostri lavori. Forse sarebbe stato meglio avere subito una base su cui lavorare in armonia e qualcuno che i primi giorni aiutasse nelle interazioni e a calmarci.

Cosa ho imparato?

Da questa splendida immersione e introduzione al mondo degli sceneggiatori ho imparato diverse cose. Oltre a piccola base di sceneggiatura, che se volete posso condividere in un futuro post (fatemelo sapere giù nei commenti), ho scoperto che la sceneggiatura si basa sulla condivisione di storie e la voglia di conoscere il prossimo e  sul confronto con il prossimo.

Inoltre, la sceneggiatura è un’arte che si celebra al meglio con più persone, perché più menti sono maggiormente in grado di apportare al lavoro di gruppo più riflessioni, più eredità culturali e sicuramente più confronti! Purtroppo, con il mio carattere schivo e diffidente ciò è stato molto difficile ma sono pronto a lavorarci: infatti, se sono abituato a lavorare in gruppo dove a contare sono solo i numeri e l’attenzione, dove contano anche la fantasia e l’abilità di adattarsi deve essere ancora più bello!

Conclusioni

Ciao e grazie per essere rimasti fin qui. Se volete pormi domande sull’esperienza o sulla teoria che mi è stata insegnata, non tardate! A me l’esperienza è piaciuta, la raccomando a cuore aperto. Ciaone!!

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Parlando delle apparenze che ingannano…

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

18 pensieri su “Scuola di cinema: Sentieri Selvaggi”

  1. Non so se sono molto d’accordo con questa visione “collettiva” della sceneggiatura. Per me la scrittura è un’attività solitaria, che devo svolgere da solo con il mio computer, senza l’interferenza diretta di altre persone. Una volta ho provato a scrivere una cosa a quattro mani con una mia amica, ma anche in quel caso scrivevo la bozza da solo e poi ci trovavamo per commentarla e fare delle correzioni, che poi – sempre da solo – inserivo in una nuova bozza più aggiornata; e così via. Non credo proprio riuscirei a scrivere qualcosa in gruppo! Oltretutto tu stesso hai scritto che è stato difficile lavorare, all’inizio, per il conflitto di idee tra di voi.

    Sembra comunque un’esperienza molto bella; pensi che frequenterai quella scuola dopo la laurea?

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    1. non so, vorrei prima fare una intro al mondo della regia, per vedere bene com’è, anche in un’altra scuola (così posso fare paragoni)

      sì, anche io sono solitario ma lei ha detto che nei grandi lavori cinematografici anche se rimangono nell’ombra c’è sempre più di una persona a lavorare ^^

      "Mi piace"

      1. Si certo, mi riferivo proprio allo scrivere nello stesso momento lo stesso testo in più persone; non ci riuscirei mai! Che poi i copioni siano frutto del lavoro più persone che collaborano è verissimo: una volta ho partecipato a un progetto per realizzare degli spot, e lo sceneggiatore che ci guidava nella scrittura ci ha raccontato che lui e la sua squadra lavorano dividendosi le scene, a seconda di cosa si trovano a proprio agio a scrivere.

        A Milano c’è la Civica, molto frequentata, ma non so se organizza di questi workshop.

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  2. Mi piacerebbe, in futuro, studiare cinema, regia e sceneggiatura, solo che adesso stavo pensando, a trent’anni, di iscrivermi alla facoltà di filosofia.

    Per il resto, anche se non ho fatto corsi di sceneggiatura, ho esperienza con la narrazione, avendo scritto comunque molte storie e anche 4 ebook, ho una certa esperienza in merito.
    Capisco il perché di alcune scene in un fumetto, in un libro o in un fumetto.

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  3. La sceneggiatura mi ha sempre attratto perché è un modo differente di scrivere come siamo abituati nei nostri blog. Il confronto con altri e il lavoro a più mani è assai arricchente. Quando abbiamo scritto a più mani con altri blogger una serie di racconti è stato, oltre che divertente, un’esperienza formativa. La condivisione dei tuoi appunti è una bella idea!

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