The fog 1980

The fog è un film horror del 1980 diretto dal celebre regista John Carpenter, film che considero come molti uno dei cult del regista e che ho molto apprezzato.

The fog è un film minore che nella sua semplicità riesce a sfruttare l’immaginazione dello spettatore utilizzando uno degli stratagemmi naturali più semplici: la nebbia. La nebbia per me è una delle caratteristiche più lampanti delle storie gotiche, e di fantasmi, perché essa al suo interno può nascondere qualsiasi cosa, spinge colui che si ritrova al suo interno o la osserva avanzare a pensare quali orrori essa celi e il fatto che in questo film la nebbia sembri quasi un’entità viva che si muove controvento crea già di suo molta tensione.

The fog è un film estremamente ansiogeno, la paura non è scaturita, almeno all’inizio, dal giungere di assassini senza cuore o senza fatiche ma invece dall’avanzare della nebbia: è la nebbia la prima cosa che appare prima di ogni attacco; è dalla nebbia che le vittime scappano prima ancora di sapere di essere inseguite. Un nemico lento e inesorabile, mi ha ricordato molto i film sui morti viventi perché le vittime possono anche scappare ma l’attacco è talmente esteso nella sua vastità che la salvezza non pare possibile, solo la sopravvivenza momentanea. Inoltre, le comparse dei dannati sono ad effetto ed è proprio la loro lentezza che mette ansia, lenti e ineluttabili!

Dal punto di vista culturale e riflessivo The fog mi ha ricordato molto Lo squalo: infatti, anche qui un pericolo attanaglia una cittadina inconsapevole e le autorità preferiscono tacere per non interrompere le festività e quindi scatenare il panico; una riflessione sull’importanza dell’opinione pubblica e delle decisioni amministrative è d’obbligo, soprattutto per come stiamo anche noi vivendo il Covid, no? Inoltre, qui è presente l’ideologia secondo la quale le colpe dei genitori ricadono sui figli, un chiaro lascito della cultura greco-romana; e il finale, nella sua semplicità, lo dimostra (ambientandolo in Chiesa potrebbe affermare pure che pregare non ci libera veramente dalle colpe con cui conviviamo?).

Dal lato tecnico, come al solito, alzo le mani perché esiste sul web gente molto più preparata di me. Dico solo che le panoramiche ovviamente sono d’obbligo per mostrare questa fantomatica nebbia che avanza lentamente dal mare verso mentre la fotografia è molto bella, riuscendo a ricreare attraverso le ombre delle gabbie durante le ore notturne attorno ai personaggi mentre si rintanano nelle loro case! Favoloso!

Ecco, questa è la mia riflessione su The fog; voi cosa mi dite invece?

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

25 pensieri su “The fog 1980”

  1. Temo di aver visto solo il remake, quello con Tom “Superman” Welling, che non era niente di speciale; ma il tocco di Carpenter non si può sostituire. In ogni caso resta un bello spunto, e in effetti nel film The Mist, tratto dal romanzo di Stephen King, lo spunto iniziale è simile, e anche lì si sviluppano riflessioni molto interessanti sulle dinamiche psicologiche e i legami sociali.

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