Blogger nel 2020

Buongiorno e buon inizio 2021: anche il 2020 – per fortuna – è passato!

Oggi, per la seconda volta, ho deciso di riproporre una tag a cui partecipai esattamente 365 giorni fa!

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Per il blogging utilizzo principalmente il mio PC portatile come strumento di scrittura; per le immagini, invece, mi affido o a Internet o alle mie scarse fotografie o agli screenshots dei film che guardo; per le fonti spesso prediligo i libri che ho letto e collezionato negli anni.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Il blog è un hobby free e quindi lo tratto come tale: di solito scrivo circa vicino ai pasti o alla sera, dopo lo studio. Mi preparo i post giorni prima, così scrivo con calma e ho tempo di modificare; i post più lunghi ovviamente richiedono più giorni di scrittura, ma quelli più corti (anche meno di un’ora) li scelgo in base agli impegni.

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

Ho un profilo Instagram del blog, una pagina FB e anche un altro su un social il cui nome non mi ricordo come si scrive, almeno al momento (inizia con la T). Di mio uso poco i social attivamente, preferisco guardare e condividere i post e i contenuti altrui, se condivido qualcosa non mi perdo sicuramente negli ashtag.

Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da aver avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui social?

In verità no, sto scoprendo tanti nuovi blog. Ma noto che il blog in sé ha perso di smalto, ora la gente vuole diventare instagrammer o al massimo gestore di un magazine online, il blog come contenuto in grado di migliorare la persona e le sue conoscenze ha perso di rilevanza. Odio perdere tempo sui socials (per rispondere alla domanda) e molte volte non capisco come assecondare gli algoritmi.

Per le nomine a questo simpatico Tag senza nome, nomino chiunque voglia mettersi in gioco in linea generale; in particolare nomino tre blogger che seguo non da moltissimo:

Mi piacerebbe che oltre alle semplici domande condividessero anche i cinque post più letti del 2020!^^ Ora espongo i miei in ordine di importanza! 😁

I post più letti di sempre nel 2020:

  • Il forum dei brutti??????
  • Il Forum dei Brutti 2.0
  • Perché Kaa della Disney è un insulto all’originale
  • After
  • Elena di Troia

I post, scritti nel 2020, più letti nel 2020:

  • Il Club delle prime mogli
  • Liebster Award Tag
  • BOOK TAG: 25 DOMANDE SUI LIBRI
  • Covid19: testimonianza
  • Scooby-Doo! e WWE – La corsa dei mitici Wrestlers

Ecco, siamo arrivati ai saluti! Io come al solito ringrazio tutti perché nel 2020 ho fatto nuovo record assoluto in ciascuna categoria delle statistiche (views, visitatori, commenti e likes), solo grazie a chi ha il buon cuore di leggere un povero ragazzino dai grandi sogni e dal poco cervello! Quindi grazie mille, ciao!

PS: posto qui l’articolo dell’anno scorso per chi volesse confrontare gli articoli più letti nel corso dei due anni. Ciao e buon 2021, che venga meglio di quello appena passato! ✨✨✨

Un mio vecchio sfondo, con il mio Bula!

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

27 pensieri su “Blogger nel 2020”

      1. Ottima riflessione Tony, che condivido. Nel blog ci deve veramente “sputare” l’anima. E’ questo che crea molta selezione, e tiene alla larga parecchi soft skillers (a Roma si dice molto piu’ semplicemente: sola). Buon 2021!

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      2. Si, come al solito il bilancio e’ sempre tra qualita’ e quantita’. Su IG, qualche foto e magari un pensiero stile twitter (social che detesto ancora di piu’ ed e’ fatta). Scrivere un post in un blog ci devi mettere: sensibilita’, emozioni, descrizioni, e se hai un blog tematico: sudore e competenze. Essere un hard skiller insomma (persona con competenza, o competente, come si dice da Ragusa a Belluno, non solo a Roma :-))

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  1. Grazie per la nomination ma… avevo già fatto questo tag (https://mikimoz.blogspot.com/2019/11/blog-nel-2020.html) inoltre (ma questa è una cosa solo mia) ho deciso di non rispondere più alle catene, o di farlo solo spontaneamente. Perché? Il motivo è anche nelle tue risposte alle domande, in quello che hai giustamente sottolineato: il blog ha perso smalto, la blogosfera idem.
    Non è più una rete, o almeno io non la percepisco come tale… motivo per cui me ne voglio tirare fuori poco a poco^^

    Moz-

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  2. In molti pensano che i blog non esistano nemmeno più, pensa te… I social sono un grande mondo (e tecnicamente parlando anche i blog sono classificabili come social media,), ma vanno saputi usare, magari con lo stesso spirito con cui si scrive su un blog, senza dover assecondare per forza gli algoritmi 🙂

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  3. Buon anno e complimenti per la dedizione!
    Io mi sono cancellato da Facebook e Instagram perché mi avevano scocciato.
    Lo scorso anno durante una riunione con l’agenzia incaricata della promozione per l’Ateneo, in merito alla campagna Facebook (perché lì è in effetti possibile scrivere post lunghi),i due pubblicitari ci hanno informato che lo span di attenzione del target (ragazzi di età compresa fra 18 e 25 anni) è di circa 50 secondi, il che si traduce perfettamente in immagini e caption alla twitter. Leggere il post di un blog, breve che sia richiede uno span attentivo maggiore, credo che anche questo abbia contribuito alla crisi dei blog.
    Io preferisco il blog anche per la qualità delle interazioni.

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  4. Al di là della citata riduzione della soglia dell’attenzione, che fa prediligere contenuti immediati come foto o cinguettii, chi scrive che il blog è morto o della “crisi” del blog è perché non è interessato a produrre contenuti, ma a creare stuoli di follouhé-uhé.
    Il blog in quanto strumento di pubblicazione di contenuti come anche i social network è mutato nel corso dei tanti anni e dei tanti utenti che lo hanno utilizzato. Il contenuto dei blog è sempre stato contraddistinto da una forte impronta “personale” e non è adatto a chi finge di essere qualcun altro o finge di scrivere di ciò che non sente e di ciò che non conosce. L’obiettivo infatti è un altro. Tanti si sono avvicinati al blog inseguendo la chimera dell'”influenZer”.
    I social network hanno sicuramente un’immediatezza che il blog non ha, anche come accessibilità. A me non piace il registro di comunicazione e il tipo di comunicazioni che si adattano a tali strumenti.

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      1. Se il blog è uno spazio in cui esprimersi, come si fa ad affermare che sia “morto”? Di “defunta” è la propria disponibilità a esprimersi e condividere. Non lo strumento. Con tutta probabilità in molti blogger non è mai esistita questa sincera disponibilità, fin dall’inizio. Per altri, come nel tuo caso, la consapevolezza è maturata via via nel tempo. Il bello del blog è che dipende da se stessi e da nessun altro. Come tutti gli “specchi” può restituire un’immagine che non ci piace.

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      2. Sì, sono obiettivi differenti però. Per raggiungere dei livelli di massa critica di visitatori e visite, c’è parecchio da studiare, investire dei soldi e, spesso, non è un lavoro che puoi seguire da solo, ma hai necessità di chi ha competenze specifiche. Si tratta della solita “macchina dei sogni” che funziona per pochi e ne fotte a mucchi. Hai presente la favola della volpe e l’uva? Ecco, “il blog è morto” ne è un classico esempio.

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