Blog personale: sessione di gennaio

Buongiorno, oggi post diverso dal solito. O meglio. Oggi parlo sempre della mia splendente personcina, ma da un punto di vista più persona: questo è una riflessione sulla mia ultima sessione di esami, non sui miei vacui gusti cinematografici. Quindi, se non siete qui per conoscermi un po’, ciaone e alla prossima.

Che esami ho dato durante questa sessione?

Questa sessione universitaria è stata parecchio strana perché ho dato relativamente pochi esami ma molto impegnativi: infatti, i miei sono stati Ecologia2, Chimica Organica, Chimica dell’Ambiente e Laboratorio in campo. Il Laboratorio in campo non era propriamente un esame ma un lavoro di gruppo per elaborare una relazione sullo stato di qualità ecologica del torrente Cordevole, di Falcade.

Il Laboratorio in campo, che per comodità da ora in poi abbrevieremo in Falcade, è stato parecchio seccante per diversi motivi.

Dovete sapere che una relazione di laboratorio si svolge elaborando le proprie esperienze sul campo ed analizzando i dati raccolti; ok. Ovviamente, con il Covid19 non c’è stato nessun soggiorno a Falcade e i dati che abbiamo analizzato sono stati quelli raccolti dai prof (e una secondo me se li è pure inventati). Quindi abbiamo lavorato senza una vera esperienza e validità di ciò che stavamo facendo e su dati che non erano nostri, che certe volte nemmeno sapevamo da cosa venissero fuori.

Questo è stato il principale problema di Falcade.

Questa elaborazione dei dati ci ha preso diversi mesi, da fine Agosto a inizio Dicembre, pur essendo in sei persone e lavorando sempre in coppia. Gli argomenti da trattare per analizzare dal punto di vista di qualità ecologica erano tanti: Geodinamica, Chimica delle acque, Biologia dei microinvertebrati e dei macroinvertebrati e delle piante. Molti argomenti erano complicati, altri pieni di informazioni da selezionare e riportare, altri ancora solo ridondanti di calcoli noiosi.

Fortunatamente, siamo riusciti a consegnare in tempo per le lauree di alcune ragazze del mio gruppo, accettato tutto con un buon voto dignitoso. Ho avuto paura perché dopo aver consegnato, a settimane dalla consegna, un gruppo è stato costretto a rimaneggiare la relazione perché era stata rifiutata!

E così, Falcade, dopo settimane di lavoro, rielaborazione dei dati e confronti in chat, era stata fatta. Io mi sono occupato del calcolo dell’IBE e della parte teorica di Microbiologia (ancora oggi non ho ancora capito che calcoli sono stati fatti 🤣🤣).

Ovviamente, nel frattempo c’erano state lezioni, esami e preappelli.

A Novembre ho sostenuto l’esame di Ecologia2, superato con successo. In pratica questa materia studia teoricamente e in laboratorio (ma che non abbiamo sostenuto per ovvie ragioni) lo sviluppo dell’ecologia dei corpi idrici e dei sedimenti, con particolare cura riguardo ai cicli degli inquinanti.

E poi i due esami di Gennaio: Chimica Organica e dell’Ambiente!

Personalmente sono stato molto sfortunato avendo avuto lo scritto di Chimica dell’Ambiente e l’orale di Organica lo stesso giorno; pur essendo stato graziato dal prof di Organica con l’orale spostato di una mattina, ovviamente non ho potuto studiare al meglio Chimica Organica.

Ironia della sorte, bocciato in Chimica dell’Ambiente e promosso in Chimica Organica, seppur con il minimo.

Insomma, questa sessione è stata parecchio strana. Molti laboratori sono saltati, ma non i loro esami. Tutto è stato più complicato perché da una parte non avevamo l’esperienza pratica a supportare la teoria, a spiegare a cosa effettivamente servirebbe tutta la mole studiata, dall’altra c’erano i professori che aumentavano il carico di studio per spiegarci a voce e teoricamente cosa avremmo dovuto fare praticamente.

Complessivamente sono rimasto soddisfatto dal mio rendimento, ho quasi finito gli esami e sono prossimo alla laurea triennale; erano esami difficili, per cui ho dannato l’anima. Ma sento quasi di aver perso un anno. Un anno che non sono disposto però a recuperare.

E la tua di sessione com’è andata? E se non studi, com’è stato questo periodo? Ciaone e alla prossima! C’è una bella tag mia originale che ci aspetta!

PS: sareste interessati a una mia intro sull’IBE?

L’alba è prossima, vedo la luce!

PPS: mi è appena arrivata la notifica, sulle 14 di oggi, che 5 anni fa mi iscrivevo alla piattaforma di WordPress! E quindi oggi probabilmente è il quinto anniversario del blog!

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

27 pensieri su “Blog personale: sessione di gennaio”

  1. Bravo per la tua sessione, complimenti! Non deve essere facile studiare in questo periodo: io ricordo che vivevo in facoltà, tra biblioteca e bar sempre coi compagni e negli studi dei professori, non perdevo una lezione se non ero ammalata… oggi deve essere dura per voi! Io ormai ho finito con gli esami da un pezzo ma non per questo non sto più studiando, anzi: sto tentando di rituffarmi nel mondo del lavoro dopo sei (6) anni passati a occuparmi dei bambini. Quindi sto seguendo dei corsi online e cercando di capire come si sistema un CV… anche trovare lavoro è un lavoro! P.S. Non ho proprio idea di cosa possa essere l’IBE! ;P

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    1. ciao! grazie 🙂
      sì, ma cmq non sono mai stato il tipo che si trova con qualcuno per studiare, al massimo preferisco cercare il tutor personale o confrontarmi con qualcuno su domande e argomenti specifici

      eh, anche io starei cercando, qualcosa part-time, ma ovviamente ora non è il momento…

      bene, se qualcun altro si interessa potrei scrivere qualcosina 🙂

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  2. Neanch’io so cos’è l’IBE…
    Da studente ho faticato alla triennale perché facevo altro (per fare la triennale c’ho messo 10 anni!)…
    Alla magistrale sono andato più liscio: esami più grossi ma meno generici, bibliografie grandi ma più puntuali e lezioni molto più “seminariali”, con massimo 10-15 studenti per materia… in una sessione estiva riuscii a fare un esame a settimana a giugno e la prima settimana di luglio (un delirio, ma mi dettero la detrazione fiscale per “produttività”! un trionfone!)…
    Per quella che è la mia esperienza del tutto umanistica, nelle mie materie non ci sarebbe stata alcuna differenza tra lezioni in presenza e lezioni video, anzi, alcune volte, in tempi post-laurea (tipo per l’acquisizione dei 24 cfu per l’insegnamento) ho preferito molto di più le lezioni online pre-registrate…
    È anche vero, però, che mentre studiavo abitavo nella stanza di una casa priva di internet e navigavo con una pennetta Wind: sarebbe stato impossibile, forse, a quei tempi, fruire delle lezioni online…

    Per quel che riguarda il lavoro, durante il primo lockdown avevo un solo contratto con un monte ore stabilito, e quindi ho affrontato lo smartworking (stavolta con la fibra accessibile in casa) senza gli eccessi che ho visto subire agli amici (che, con la scusa dello “smartworking”, hanno lavorato, senza che nessuno dicesse niente e senza che i “capi” si vergognassero di proporre tali orari, praticamente 24h/7, con i “capi” che chiedevano di stilare fogli excel e fare telefonate anche alle 22 del sabato sera o alle 7 della domenica mattina!)… ma anche io ho fatto alcuni “nonsense”…

    Da luglio è andata meglio: tre contratti che senza un vero lockdown ho potuto onorare nei luoghi di lavoro (cioè biblioteche), che magari trovavo chiuse agli utenti ma apertissime ai dipendenti (tra cui me): perciò da luglio, per me, a parte le mascherine e le autocertificazioni, è tornata la “vita normale” a livello lavorativo (a livello personale la privazione di sale cinematografiche, teatro e concerti è durissima!)

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      1. Mah, essendo contratti part-time, la cosa non è proprio il massimo…
        Senza pubblico si fa molto. Si organizzano le collezioni, si pianificano gli acquisti, si riorganizzano gli ambienti, si verifica se intraprendere iniziative di riclassificazione, e, soprattutto, si ha a che fare col pregresso e con l’arretrato: si inventaria, si cataloga (tanto), si scarta…

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  3. Tanti auguri per il blog!
    E complimenti per gli esami che sei riuscito a dare, anche perché si tratta, mi sembra, di cose scientifiche e stimo sempre moltissimo chi riesce effettivamente a capire e fare chimica, fisica e tutta quella roba lì!
    Io mi lamento sempre che i ragazzi delle superiori stanno sprecando degli anni di scuola, ma non mi sono mai fermato a pensare a chi sta facendo l’università, che, a maggior ragione, rischia di uscire senza aver imparato tutto quello che avrebbe dovuto sapere. Deve essere anche molto demotivante.
    Vedrai che la soddisfazione della laurea ti ripagherà, almeno in parte, della fatica che stai facendo, soprattutto se la celebri con una bella vacanza o o almeno una gran festa.

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    1. ciao! grazie, se non fosse stato per la notifica di WordPress non lo avrei saputo, non mi ricordo mai quando ho fondato il blog LOL

      sì, lo trovo demotivante
      invece, al liceo avrei pagato per farlo da casa, tanto era un classico (quasi nessun laboratorio)

      non credo farò una festa per la laurea, non mi piace la facoltà e non ho da festeggiare per la sua conclusione; invece, se mai prendessi quella in cinema allora sì festeggerei ✨

      ps: io non capisco molto, i prof poi all’orale dicono sempre che vado di cuore e manco i tecnicismi LOL

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      1. Certo che da chimica a cinema il salto è bello lungo, ma se è una tua passione fai benissimo a farlo. Purtroppo di tecnicismi ce ne sono un sacco anche lì, ma se ti piace e ti interessa li imparerai facilmente.

        Anche io ho fatto il liceo classico, e non credo mi sarebbe piaciuto fare lezione da casa: amavo troppo andare a scuola e trovare i miei compagni!

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      2. Mi dispiace, so bene cosa vuol dire purtroppo.
        Le medie lasciamo perdere, i tre anni peggiori della mia vita.
        Alle superiori mi divertivo in classe con i miei compagni ma era un’amicizia molto superficiale, fuori ci siamo sempre visti pochissimo e poco dopo la maturità ho perso i contatti con tutti; per cui non è che fossimo così legati, alla fin fine.
        Questo per dire che so bene quanto faccia male.

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  4. Anch’io come Nick ho visto la mia classe contrarsi paurosamente nel passaggio dalla triennale alla magistrale: siamo partiti in 40 e abbiamo finito in 20, perché metà della classe originaria non è riuscita a rimanere in pari con gli esami. E il bello è che non siamo riusciti a formare un vero gruppo neanche quando siamo rimasti in 20 (che è praticamente il numero di alunni di una classe liceale): ce ne stavamo ognuno per conto proprio, e anche dopo tanti anni non siamo mai arrivati a conoscerci veramente. Non ti dico a diventare amici, anche solo a conoscerci. Spero che tu abbia avuto un’esperienza migliore della mia da questo punto di vista (magari aiutato anche dal fatto che dovete fare dei lavori di gruppo).

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