La tragedia di Fantozzi + The Xmas Carols: XIV

Buongiorno! Come state?

Oggi torniamo a parlare di cinema, cinema italiano per l’esattezza: vorrei condividere qualche riflessione sul celebre personaggio di Fantozzi! Sono anni che ogni tanto mi guardo la saga di Fantozzi, quando riesco a trovare un suo capitolo alla televisione o come ora su TimVision; tragico e inetto, Fantozzi è un personaggio creato apposta per subire e non riuscire a elevarsi come invece fa sua moglie per colpa del proprio terribile e iracondo carattere.

Fantozzi è un ragioniere sposato con una donna che non ama ma a cui è affezionato, forse perché lei lo tratta sempre con profondo rispetto, preferendo a lei una collega ugualmente cessa ma pure cafona ed egoista; lui e i suoi colleghi lavorano in una grande Ditta, che nel primo film nella primissima scena viene mostrata più come un grande e minaccioso alveare che come un edificio, arrivando a subire diverse umiliazioni e schiavismi pur di tenersi il lavoro.

Così la vita di Fantozzi si divide tra giornate di stremanti giornate lavorative ed umiliante esperienze private tra amici e parenti.

Fantozzi secondo me basa la propria forza narrativa sull’italianità facilissima da scorgere del personaggio unita però alla costruzione di un mondo dove il concetto greco del ‘bello e buono’ è esaltato alla massima forza: qui i ricchi sono belli, potenti e fortunati (quasi divini) mentre i poveri sono imbruttiti e soffrono anche quando di compiere le scelte più caritatevoli o realizzare il loro unico sogno. Se da una parte spesso per i dirigenti e coloro che sembrano vivere una vita agiata sono scelti attori carismatici e affascinanti o direttamente modelli, per la gente normale sono scelti attori poco prestanti o imbruttiti, dove il trucco riesce ad esaltare ogni difetto fisico fino a creare una classe dirigente invidiabile come aspetto fisico e agiatezza e un’altra di inferiori indegni di qualsiasi empatia.

E se da un lato Fantozzi è vittima di (un complesso di) inferiorità verso i suoi aguzzini a lavoro, pure dal lato personale e privato non se la passa meglio; ma questa volta la colpa è unicamente sua.

Fantozzi ha un carattere remissivo verso coloro che reputa superiori ma aggressivo contro coloro che sono gentili con lui, arrivando a picchiare e insultare la figlia e denigrare e tradire la moglie. Fantozzi fin dalla presentazione della propria famiglia nella prima celebre pellicola mette in chiaro come non ami la moglie Pina e preferisca corteggiare la tanto sognata signorina Silvani, arrivando spesso ad accettare gli insulti che l’agognata donna rivolge a lui e alla moglie e spendendo capitali per cercare di soddisfarla. E alla moglie cosa fa? Le si rivolge con sufficienza, maltrattandola quando lei invece lo tratta con gentilezza (perché lei sa benissimo quanto il mondo sia crudele con un inetto come lui); e da uomo insensibile e piccolo qual è della figlia (e poi della nipote) riesce a scorgere solo la bruttezza.

Fantozzi, quindi, è una figura tragica senza possibilità di riscatto perché pur partendo da una situazione svantaggiata non potrà mai elevarsi per mancanza di spirito e iniziativa, preferendo rincorrere piccoli sogni destinati a infrangersi per poi sbollire su coloro che invece lo sopportano e supportano.

E voi? Cosa ne pensate del personaggio? Per me il personaggio più simpatico è la signorina Silvani, mia guida spirituale. E il vostro?

Cambiando argomento, anche oggi continua la collaborazione natalizia tra blog! Oggi è la fondatrice del blog La Corte a partecipare con un bellissimo disegno (credo sia ufficialmente la prima a proporre questo media, tra quelli attivamente in ‘gara’) fatto a tecnica mista: disegno a mano unito al photoshop!

Se volete guardarlo anche voi, questo è il link: LA NUOVA CORTE DEI MIRACOLI.

Ciao! E fatemi sapere cosa ne pensate di Fantozzi e qual è il vostro capitolo della saga preferito.^^

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono uno studente della facoltà universitaria di Scienze ambientali presso Ca' Foscari a Venezia. Pur studiando materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

26 pensieri su “La tragedia di Fantozzi + The Xmas Carols: XIV”

  1. Quando ero bambina, Fantozzi mi faceva ridere, poi, ho visto il lato tragico del suo essere e ho compreso che da ridere, nella vita del goffo ragioniere c’è ben poco. Fantozzi enfatizza uno spaccato di vita di una società ormai lontana, fa il verso all’impiegato medio calcando la mano sui singoli difetti, mettendoli a nudo e, una volta dentro il mondo del lavoro, comprendi quanto agrodolce, amara, fosse la sua esistenza.

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  2. Grazie ^^
    A me Fantozzi non ha mai fatto ridere. Non prenderla come un “non fa ridere, non capisco come fate”, ma mi faceva rabbia come veniva trattato e la sua incapacità di reagire. È sì un ritratto dell’Italia di quel tempo, ma proprio per questo mi fa stare male guardarlo…

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    1. ciao^^

      secondo me Fantozzi non deve necessariamente far ridere, anzi secondo me la comicità nei film non l’ha mai portata Villaggio ma tutti gli altri personaggi che lo circondano

      Fantozzi è anche un’opera drammatica e secondo me Villaggio riesce a rendere meglio i momenti di dramma che quelli di commedia, anche quando il dramma è travestito da commedia

      purtroppo da una certa, inoltre, oltre alla comicità slapstick hanno iniziato a introdurre i tipici rumoracci che dovrebbero far ridere (es: lui che cade e si sente un tonfo), che abbinati alle buone scene drammatiche rovinano anche quelle

      cmq, complimenti ancora per il disegno^^

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      1. Grazie ^-^
        Be, sì. Fantozzi è un buon esempio di satira black humor alla fine. Solo che io mi sento proprio male fisicamente a vederlo ^^° del resto è proprio la satira a non piacermi molto come genere.
        Temo che i rumori rovinino “a posteriori”, cioè sono stati stra abusati nella commedia all’italiana e ora non ne possiamo più.

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      2. no secondo me secondo me sono troppo antitetici rispetto al lavoro complessivo:

        non puoi fare un dramma in cui Ugo e Pina perdono i mobili per colpa della figlia e poi subito dopo lui che cade dall’amaca eh

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      3. È un metodo per sdrammatizzare. Poi può piacere o no, ma è proprio una tecnica per far ridere: mandare in corto il cervello mischiando situazioni tragiche con comiche. In realtà, neanche a me piace questo modo di sdrammatizzare.

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