Secondo me Ariel nera e con i capelli rossi è sbagliata

Sono giorni che sto subendo su FB una blacklash di gente limitata che vuole solo rompere i coglioni. Perché? Perché ho osato affermare (o commentare, vista la piattaforma) che la cantante (manco attrice) scelta per il ruolo è nera e i capelli rossi le stanno bene come la parrucca rossa sta bene a Nicki Minaj o a Cardi B.

Apriti cielo, gli stronzi sono arrivati.

Il mio punto di vista non parte dal razzismo ma casomai dall’essere un conservatore: Ariel è un marchio mondiale che tra poco compirà 30 anni, se non li ha già compiuti, comunque è dagli anni ’90. Ariel ha un’iconografia precisa: il rosso e il verde, rispettivamente dei capelli e della coda da pesce; poi che la modella fosse Alyssa Milano e che è bianca cambia poco.
Ma Ariel è passata alla storia come la scema che si è fatta quasi ammazzare per amore, una caucasica dai capelli rossi. Se andate a Disneyland, ne trovate a decine di Ariel bianche e con i capelli rossi, una identica all’altra.

Erano altri tempi, per una volta la Disney rispettava in minima parte la fonte letteraria ed è venuta fuori una sirenetta per bianchi.

Ora però non capisco perché stravolgere l’iconografia per un live action. Ricordandoci che raramente i live action sono stati successi strabilianti o picchi di critica. Anzi, i più recenti, quelli meno fedeli ai cartoni, quelli fatti per seguire le mode e i cambiamenti sociali, sono i peggiori.

Sono stanco di essere accusato su FB di essere prima misogino e poi razzista per le mie opinioni, che spiego sempre con calma e precisione. Da gente che offende e campa le peggio cose in aria, senza alcun esempio o ragionamento a supporto. Sono stufo che più persone vadano da me in massa per criticare quello che era un messaggio stupido e veloce, una semplice opinione scritta di getto.

Vogliono una principessa nera? Cerchino di favorire i registi di produzioni più piccole o di approvare i pochi cambiamenti che la Disney cerca di attuare (pur essendo non proprio favorevole alla creatività Disney degli ultimi tempi).

Perché stravolgere un personaggio vecchio, nato in altri tempi e come unica argomentazione dire che pure i neri possono avere i capelli rossi?

Allora rendiamo Elena di Troia un uomo, o il misogino e donnaiolo James Bond una donna, tanto…
Non ho sentito grandi clamori di approvazione per Achille nero. Dov’erano tutti i sostenitori quando la serie era in onda? Non era stata cancellata subito dopo proprio perché nessuno se la cagava?

Boh, sono stronzo io o so’ stronzi quelli. Io sono stanco comunque. Mi informo, leggo saggistica, sono intenzionato a studiare cinema proprio per discutere e avere ragione.
Perché io in questa discussione gli esempi li ho portati.

Eccome se li ho portati.

Mulan è rimasta cinese, non l’hanno fatta bianca o nera o celeste, e ha floppato lo stesso. Belle è identica al cartone. Idem Cenerentola, solo ancora più scema e svampita (oltre che aver copiato il film con Drew Barrymore). Aladdino ha la principessa che canta cose femministe e poi si lascia catturare senza batter ciglio. Il Re Leone non si sa bene se è un remake d’animazione o un live action.

E dal lato Classici Disney?
Frozen ha principesse bianche, Encanto non ha principesse. L’unica principessa nera è quella di La principessa e il Ranocchio, che lo è diventata tramite matrimonio.

Boh. Mi sa che tutti vogliono sta cantante solo perché è famosa ed è la beniamina di Beyonce. A me sembra solo marketing: finito il film, ai parchi rimarrà la Ariel bianca e nessuno ne parlerà più.

Alyssa Milano è lei, cmq

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono un appassionato di cinema. Pur avendo studiato materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

44 pensieri su “Secondo me Ariel nera e con i capelli rossi è sbagliata”

  1. Io non sono conservatore e sono abituato alle regie moderne delle opere liriche, che riimmaginano ogni cosa divertendomi (e io urlo tantissimo contro coloro che le schifano), e sono così “fluido” da non accorgermi mai dell’effettivo colore (e genere) degli attori coinvolti… per anni ho anche cercato di adattare Amleto di Shakespeare recitato da una donna!
    Come non mi interessa un cavolo che l’Aida di Verdi sia nera o bianca, così non mi interessa un cavolo di Ariel…

    Sull’armocromia che descrivi come marketing, e che dovrebbe far vendere meno se la si muta, bah… Anche le divise degli X-Men del 2000 avevano colori diversi da quelle degli anni ’60 e che perduravano, vendendo tanto, dagli anni ’60, ma gli X-Men del 2000 ha incassato lo stesso anche coi colori delle divise diversi… per cui…

    James Bond donna la vedrei benissimo e non vedo l’ora di vedere un Achille nero

    e con questo non voglio assolutamente dire che il film della Sirenetta sarà bello eh, anzi, sono convinto che sarà una merda, ma non sono certo qui a sbraitare di non farlo sulla base di una nostalgia per un personaggio che mi ha appassionato nell”89…


    io scritto una cosa simile alla tua, con segno diverso, riguardo a Buffy, tanti anni fa: https://matavitatau.wordpress.com/2018/07/22/sul-rumoreggiato-reboot-di-buffy/

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    1. Ciao
      Beh per gli xmen, alla fine quelli che li conoscevano veramente prima del film sono pochi. Anche ora oltre ai film si sa poco dei fumetti, se cerchi xmen vengono fuori gli attori. Ariel è molto più conosciuta

      Charmed stessa come reboot ispanico ha floppato malissimo, per cui nn so dove siano questi sostenitori. Me lo hai ricordato citando Buffy^^

      Achille nero e pelato esiste già, se cerchi un attimo lo trovi

      Poi sirenetta nera può starci, ma non chiamarla ariel. Oppure fallo ma non presentarla come il cambio epocale per la rappresentanza e rappresentazione

      Opere recenti dimostrano il contrario

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      1. Vabbè, anche la scheda madre e la madre superiora si chiamano madri ma non sono madri un cacchio… e neanche i frutti di mare sono frutti, ma la rosa con altro nome non profumerebbe ugualmente?
        Quello che capisco, allora, non è il disturbo di veder rifatta Ariel di per sé, ma è il disturbo di vedere trasformato un idolo “conosciuto”… se Ariel la rifaranno tra 30 anni, quando tutti se la saranno dimenticata, andrà bene o no?
        Quello che dici su Achille dice di no, ma quello che dici sugli X-Men conclude con sì!

        Voglio solo comprendere eh, capiamoci, figurati se ti vengo a rompere per un gusto tuo eh!

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      2. Si
        Vedo che Il libro della giungla che non è conosciuto come libro della letteratura coloniale è stato stuprato con successo e pure con lode.

        Quindi il discorso si basa solo sulla memoria e l’importanza del pilastro più forte su cui X si basa sulla nostra cultura.

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      3. Capisco bene…
        o forse no: non capisco per niente…
        poiché di “cultura” si parla come qualcosa di imperioso, granitico e immutabile, mentre è qualcosa di fluido, cangiante, ibrido, aperto e di per sé contaminato (perché la cultura è contaminazione: sono parole quasi sinonimiche, e parlo per quello che sono eh, non per quello che, una volta, qualcuno ha scritto in un dizionario)…
        se una Ariel nera e rossa facesse il botto per chissà quale fortuna di marketing (che potrebbe accadere eh: tutti i film di pirati fecero flop fino a Jack Sparrow, e che Jack Sparrow funzionasse è stata una scommessa) sarebbe quella Ariel a diventare “cultura” e tutti si dimenticherebbero che, un tempo, Ariel era stata bianca e verde…
        le sirene stesse sono pesci da molto meno tempo di quanto sono state uccelli (per esempio): e uccelli lo sono state nella stessa Europa eh, non chissà dove… ma oggi le sirene sono pesci e nessuno si ricorda che furono uccelli…
        anche gli unicorni sono creaturine arcobalenate che cagano meringhe da pochi decenni, quando per secoli sono stati stalloni che ti prendevano a zoccolate! ma oggi tutti pensano agli unicorni come ai “mini pony” di roba come Iridella!
        ma così è: perché incazzarsi?
        anche perché io non sento granché la mancanza delle sirene uccello, come non sento la mancanza della Bella e la Bestia imborghesita “originale” di d’Aulnoy (preferisco assai i rifacimenti psichici successivi di Cocteau), solo per dire che non sempre il passato è “meglio” di ciò che lo segue…
        perciò, ripeto: perché incazzarsi?
        perché ti deturpano eroi dell’infanzia?

        e se è questo, allora vuol dire che è nostalgia: e la nostalgia non è conservatorismo: è solo irrazionalità… [ma sono severo eh: ognuno fa quel che gli pare]

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      4. Io nn mi sono incazzato per Ariel nera ma per gli insulti ricevuti.
        Secondo me si parlerà di cambiamento epocale solo se la nuova sirena entrerà nei parchi disney. Sennò sono solo soldi.

        E le Sirene uccellini rapaci le conosco bene, come gli unicorni 😆

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      5. Abbi pazienza: capisco poco anche il ragionamento sui soldi…
        Sembri dire che se fanno Ariel rossa e nera non incasseranno un cacchio (come non ha incassato un cacchio Achille nero), ma poi dici «la Ariel nera la fanno solo per fare i soldi e non per questioni etiche»: anche altri commenti dicono questo (oltre alle solite scemenze dell’autenticismo che io non sopporto, ma ognuno, ripeto, la pensa come vuole)…

        sugli insulti ricevuti, vabbé, è ovvio che gli insulti sono da condannare…
        ma non sono neanche d’accordo sul dire «Ariel e Achille sono miti “bianchi” sicché i neri dovrebbero creare miti direttamente neri invece di innerire i miti bianchi»… e non sono d’accordo perché da sempre s’è fatto prima a riadattare miti pregressi invece di fare miti “nuovi”, anzi: il mito non è mai “nuovo”, essendo la genetica umana limitata (tanto che si vedono costruite piramidi dappertutto, in tutti i continenti e tempi): Achille è bianco perché non si conosce più l’archetipo sumero; Noè è bianco perché ci siamo dimenticati Gilgameš; e vale anche al contrario: Gesù lo hanno imbiancato, ma era palestinese e si basa su Mitra e molti altri miti indiani, egiziani, ecc. ecc.: lo hanno “imbiancato”, adattandolo, e hanno fatto i soldi, raggiungendo un cambiamento “epocale”… e non mi sembra, in quel caso, di sentire mai delle lamentele in proposito… ora per Ariel sì: davvero non capisco: davvero la “nostalgia” arriva a tanto?

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      6. No mi sono espresso male
        Con la versione iconica incasseranno sempre anche solo con i diritti e il merchandising pregressi
        Mentre quella nera si la fanno per inglobare nuove fette di mercato, imo, ma che potrebbe benissimo essere un flop.

        Una mossa arrogante di facciata che potrebbe dare solo problemi

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      7. Ma “arrogante” perché?
        Se scommettono e vincono (come fecero coi Pirati dei Caraibi, che fu davvero gioco d’azzardo, visto che fino ad allora i film sui Pirati avevano mandato in bancarotta le major [Cutthroat Island, nel ’95, finì di uccidere la MGM]) allora fanno i soldi, e bene per loro: a noi che ce ne verrebbe?
        Che la Alice di Burton, nel 2010, incassasse, mica era scritto in nessun posto!
        Ed è stata Alice a iniziare i live actions Disney, che però mica “partirono” da Alice: c’erano stati i film di Herek e Sommers del ’94 e ’96 che incassarono sì, ma forse non abbastanza…
        Sembri dire «ma se facessero Ariel bianca e rossa, i soldi li farebbero di sicuro senza indugi, invece anneriscono Ariel per cercare di fare più soldi, e invece non li fanno perché ad annerire non si fanno i soldi ma si offendono soltanto i conservatori che poi ti boicottano imbronciati a causa dell’annerimento dei loro idoli»…
        Bah…
        per me, se fanno qualche soldo con una Ariel nera, o anche se li fanno pochi ma intanto hanno ampliato la rappresentazione della gente del mondo, secondo me non fanno male…
        tanto che un film di Ariel farà schifo, sia essa nera o bianca, è una cosa che si sa (tutti i live action Disney sono delle cagate: a meno che non la buttino in caciara come il Dumbo di Burton o Cruella)

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      8. Forse non mi leggi spesso o non ho mai commentato bene la disney nei tuoi post, ma per me a parte qualcuno sti live action non hanno senso di esistere.
        Partiamo da questa premessa.

        Poi se aggiungiamo che il regista scelto fa solo musical da decenni e la cantante non assomiglia manco ad ariel…

        Come dice Raffa, perché non fare un nuovo film con una nuova sirena? Pensano che senza il marchio Ariel non se la filerebbe nessuno?

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      9. Di quello se n’è parlato a proposito di Gesù…
        Gesù è un imbiancamento di tanti altri a lui precedenti perché è molto più facile (e difatti è sempre successo) adattare quanto c’è di già invece che fare cose nuove…
        Gesù è Mitra abbronzato alla ebraico-palestinese! e anche in quel caso dissero: «se facevano un dio nuovo senza sfruttare il marchio di Mitra non se lo sarebbe filato nessuno!» [e infatti nessuno si filò gli altri messia coevi di Gesù, forse proprio perché non si basavano su Mitra!]

        Dire che però Gesù si chiama Gesù e non Mitra (cosa avvallerebbe la cacchiata di fare un film di Ariel senza il nome di Ariel, come ho letto in altri commenti) è assurdo perché Gesù è Mitra che però si chiama Giosuè, che è praticamente Mitra detto in un’altra lingua: come dire Ariele invece di Ariel, o Havar, o Vazdah [questi due ultimi sinonimi di Ariel, cioè derivati da “aria”, in panjabi e in serbo]

        Quando fecero la Biancaneve di Kirsten Stewart cambiarono i nomi ai nani per questioni di copyright, ma i 7 nani di Biancaneve erano lo stesso…

        e poi, vabbé, neanche Obi-wan Kenobi assomiglia a Merlino, però aiuta lo stesso un simil-Artù (Luke) a usare una spada…
        neanche Harry Potter somiglia a Re Artù, ma anche lui riesce a estrarre una spada da qualcosa (da un cappello invece che da una roccia)…

        perciò, ripeto, perché attaccarsi al colore?
        per criticare una scommessa industriale della Disney (tra le tante che fa?) per la quale le conseguenze saranno solo in capo alla Disney?

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      10. Poi può essere che il film mi piaccia molto, adoro Melissa btw, ma come premessa non mi trovi d’accordo

        Anche perché la disney è sempre stata lei stessa conservatrice

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      11. Eh, e per una volta (dopo 100 anni) che conservatrice non è c’è da arrabbiarsi? [e poi “conservatrice”, vabbé, c’è da valutare caso per caso: il toro Ferdinando e il Drago Riluttante sono gay, nei cartoon: e sono del ’38 e del ’41: se essere “conservatori” vuol dire questo… e poi “conservatori” a livello politico, perché a livello stilistico, fare cartoni in Technicolor, Technirama, senza dialoghi ecc ecc è quasi da avanguardisti: poi, sì, tutta Hollywood è cacca, certo]

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      12. e vabbé, l’Iliade…
        cos’è l’Iliade?: quella che cantavano a Micene nel 1100 a.C. o quella che altri “scrissero” ad Atene 4 secoli dopo, o quella che scrissero ad Alessandria d’Egitto altri 4 secoli dopo?
        o quella che, basandosi su una manciata delle migliaia di manoscritti che abbiamo (tutti “recenti”: e siamo sicuri che in tutti c’è la descrizione di Achille “bianco”: oppure la “descrizione”, come le bianche braccia di Atena, faceva solo parte dei sistemi mnemonici di trasmissione e non aveva nulla a che vedere con la trama?), ha scritto Martin West una ventina d’anni fa (una delle edizioni critiche più diffuse)…

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      13. Vabbé, sull’Iliade, in una qualsiasi introduzione o nota al testo di una qualsiasi edizione anche tascabile che sia “seria” con testo a fronte (non le scemenze che si comprano alla stazione del treno della DeRuttis o LoMerdo editore: per esempio, l’ultima Mondadori di Franco Ferrari è splendida, e rendiconta anche molti errori che “Omero” fa dappertutto [tipo far iniziare l’ambasceria ad Achille con un solo ambasciatore e poi finire che gli ambasciatori sono tanti che non si sa da dove sono spuntati!; oppure far morire almeno 3 volte diverse il povero “Aiace”, che spesso manco specifica se è l’Oileo o il Telamonio], errori che ci dovrebbero far leggere “Omero” con tutto tranne che con fede nella sua “esattezza” [anche perché descrive, in quella che dovrebbe essere la Ilio del 1500 a.C. usi e costumi che sono del continente greco e di quasi mille anni dopo!]) trovi tutte le informazioni che vuoi sulla “gestazione” e i problemi ecdotici dell’Iliade (la Rizzoli, per esempio, ristampa ancora la nota “classica” sulla composizione dell’Iliade di Schadewaldt e la fa seguire da un fantastico aggiornamento che smentisce quella nota: un paradiso di divulgazione scientifica della classicità!).
        Se uno poi vuole cominciare “sul serio” a vederci chiaro su “Omero” può iniziare da «Homer. A very short introduction» di Barbara Graziosi, Oxford University Press, 2016 e aggiornamento 2019

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  2. Let the haters hate… Non ti vurar di loro, ma guarda e passa!
    Personalmente non ci vedo nulla di strano, non sopporto il blind casting nei film storici, ma se è un personaggio di fantasia per me lo possono fare come vogliono. Poi son gusti! :–)

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      1. Non ho una forte opinione al riguardo essendo Aryel per me un personaggio di fantasia, ma il modo di dire le cose della gente che ti ha attaccato che hai riportato certamente non lo approvo! :–)

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      2. ecco l’ultimo punto
        ho appena guardato su wikipedia e c’è la stronzata: ariel nera e il principe bianco; con il passato schiavista dell’america mettere in scena una nera che non sa parlare educata da un bianco che non può sposare è un’ottima cosa 😁😁😁

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  3. Io sono d’accordo con te, non ha senso cambiare il sesso o la nazionalità di personaggi letterari solo per voler essere politicamente corretti. Niente impedisce di creare una nuova storia incentrata su una sirena di pelle scura, ma non Ariel. Allo stesso modo si possono inventare quante storie vuoi con protagonisti di colore, ma Achille nero, no! Non sta né in cielo né in terra, è una forzatura senza senso. Sul fatto che ti abbiano aggredito su Fb, non mi meraviglia. Purtroppo i social sono pieni di gente che vuol godere del diritto di dire la propria opinione, ma nega agli altri lo stesso diritto. Un po’ sta diventando così anche Wp, ma meno di Fb e di IG. Io non ci sono, ma mi riferisce mia figlia che molti finiscono per non dire più nulla per non essere contestati. Fregatene!

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  4. Personalmente non avrei nulla contro la Sirenetta nera, ma la vedrei bene ri-ambientata in altra zona (se si svolgerà comunque nel passato) oppure dove vogliono, se si svolgerà in tempi moderni e iper-globalizzati.
    Chiariamoci, non sono un esperto di storia e costumi, ma sospetto che una che già in è una perfetta sconosciuta e che per di più non condivide il fenotipo del posto… beh, se il principe volesse sposarsela, forse sarebbe costretto a rinunciare al trono.
    Ma non conoscendo il diritto dinastico e i costumi danesi dei tempi andati, potrei sbagliarmi.

    Comunque, ormai ho capito che più mi interessa di storia e personaggi (se già li conosco) meno apprezzo i cambiamenti pretestuosi e ruffiani.
    Nel caso in questione, non ho avuto modo di vedere i live della Disney finora e sospetto che con la Sirenetta non cambierà questa tendenza. Potrei vedere e magari anche apprezzare il film perché del classico Disney mi importa poco, pur avendolo apprezzato, ma chissà…

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      1. Credo che molti fan seguano il concetto “perché è fentasi” (errori ortografici voluti) e dunque finiscano per non prendere sul serio le questioni di coerenza. E in questo tipo di situazioni, cercano scuse del tipo “ma serve per una rappresentazione più equa/moderna/altro”.
        Personalmente, trovo che una storia interessante e ben raccontata debba venire prima, e questo include una certa attenzione al dettaglio e alla coerenza, dopodiché puoi intessere i messaggi più profondi che desideri, ma ho notato di essere in minoranza ogni volta che ho discusso con qualcuno di Harry Potter e il calice di fuoco, quindi per la mia salute mentale, cerco il più delle volte di non toccare certi argomenti 😅

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  5. Nella fiaba originale la sirenetta era bionda, la sua iconografia completamente diversa e la Disney la modificò per distinguerla credo dalle principesse avute in precedenza come Cenerentola e Aurora. Sono d’accordo quando dici che Ariel è diventata talmente iconica che ti aspetti quell’aspetto anche dal vivo, la scelta della Disney di un’attrice di colore non è piaciuta a molti. Però da una parte ritengo si possa anche proporre un’alternativa all’Ariel classica, anche mediante un’attrice di colore, anche se personalmente, potevano lasciale i capelli castani invece di metterle una parrucca ridicola.
    Il punto credo sia un altro, ossia, come dico sempre, ne avevamo parlato anche su un mio articolo, che la Disney fa queste cose per una mera facciata, poi non si sogna mica di assumere più personale di colore o cose simili non sia mai. Vedi la fata dai capelli turchini di colore e senza capelli turchini io boh. Sinceramente mi sembra una presa in giro da parte del pubblico, e nessuno dovrebbe permettersi di dare del razzista a chi contesta la scelta.

    Comunque. La cosa allucinante è che il rapporto è a senso unico. Vedi Marylin Monroe che verrà interpretata da un’attrice cubana senza alcuna polemica. Mentre con Cleopatra della quale non si conosce nemmeno l’etnia hanno alzato un polverone perché l’attrice era Gal Gadot. Per pura facciata. La cosa che da fastidio è l’ipocrisia. Infatti dopo ci siamo ritrovati con Achille nero circondato da profondo imbarazzo perchè nessuno riusciva ad ammettere che era totalmente sbagliato.

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    1. Infatti
      Puro marketing. A sentire i commenti sembra che questo non sia un ma IL cambio di un’epoca! Spero solo che le cambino il nome, dopo tutto il titolo è The Little Mermaid…

      È vero, il secondo punto non lo avevo notato anche se con Marilyn avevo un po storto il nasi

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  6. Purtroppo Facebook è una fogna tanto quanto, se non peggio di Twitter: cercare di avere una discussione civile là sopra è praticamente impossibile, io stesso mi sono più volte infognato in luuunghe e sterili diatribe su questioni del tutto triviali. L’ultima, che mi ha fatto finalmente considerare l’idea di abbandonare la piattaforma, è stato su Encanto: quando è uscito il trailer ho scritto che non mi era piaciuto, non mi convinceva e vi trovavo tutto quello che nei film precedenti non mi era piaciuto. Anche lì, apriti cielo: immediatamente sono piombati i social justice warriors ad accusarmi di razzismo e maschilismo perché, secondo loro, a non andarmi bene era la protagonista forte e indipendente o l’etnia latina dei personaggi, quando nel mio commento avevo scritto tutt’altro completamente. Poi il film non mi è piaciuto (non ne ho nemmeno ancora parlato qui su WP, lo farò appena avrò voglia di rivederlo) e ha confermato tutte le mie sensazioni, ma per allora avevo già cancellato il mio account.

    D’altra parte mi sembra che tu, spesso, sia molto poco diplomatico nell’esprimere le tue opinioni; lo capisco perché spesso lo sono anche io, soprattutto in real life dove non posso rileggere ed editare ogni commento, o prendermi il tempo di soppesare ogni parola – o non mi viene da farlo preso nella foga della discussione. Insomma, ti consiglierei di non partire sempre in quarta con giudizi e opinioni lapidarie, soprattutto in vista del tuo prossimo corso di studi in cui, trattandosi di arte, tutto può essere sempre messo in discussione e, al di là degli oggettivi errori di filmmaking, non c’è nessuna verità scritta sul marmo.

    Arrivando (finalmente) alla questione di Ariel, ammetto di aver completamente perso interesse sia in questo film che in tutti gli altri live action: uscendo da Crudelia mi sono ripromesso di non andare più a vederli e onestamente non c’è nulla che mi stimoli a cambiare idea. Forse l’ho scritto quando ho parlato de La Sirenetta sul mio blog, ma è un film che ho visto decine e decine di volte, a cui sono affezionatissimo e che ancora oggi riguardo sempre con piacere; nulla di quello che faranno ad Ariel, nel LA, toccherà minimamente la mia Ariel, quella con cui ho passato tanto tempo, che mi ha parlato spesso e che vive al sicuro nel mio immaginario oltre che nel mio DVD.

    Mi aspetto che nel LA il cambio di etnia della protagonista non si traduca in nessun altro cambiamento: penso che la storia e i personaggi saranno esattamente gli stessi, rendendolo quindi un cambiamento superficiale realizzato un po’ così, tanto per fare. Come accenna Gracula mi preoccupa un po’ di più quello che chiamo “effetto Bridgerton”, ossia normalizzare che nel passato le persone di colore godessero degli stessi diritti , gli stessi privilegi e lo stesso status sociale delle persone bianche: è falso e, secondo me, anche offensivo perché usa l’intrattenimento per riscrivere la Storia assolvendo noi e nascondendo la violenza e la brutalità che le minoranze hanno subito. E’ una china molto pericolosa, secondo me, in cui si inserisce anche l’Anna Bolena nera e in cui è caduto anche Sandman, per fare un esempio recente.

    Generalmente sono contrario ai cambi di etnia e di sesso dei personaggi, e penso anche io che, piuttosto, preferirei vedere un personaggio nuovo piuttosto che una versione AU di uno che conosco già; questo, ovviamente, a meno che la decisione non sia dettata da motivi di trama (esempio, nel romanzo di The Stand muore il 99% e rotti della popolazione mondiale, e il cast è, casualmente, interamente bianco; la miniserie ha ovviato a questa cosa diversificando il cast – poi ha fatto schifo lo stesso, ma almeno questo l’ha sistemato). E’ sempre un’operazione delicata andare a toccare l’immaginario collettivo, soprattutto su personaggi così conosciuti e amati, e spesso risulta anche doloroso veder trattati i propri idoli con quella che può apparire mancanza di rispetto, ma come ha scritto Nick Shadow (con cui non sono sempre d’accordo ma davanti al quale mi sento sempre in fasce) l’immaginario è una realtà fluida che si trasforma nel tempo; poi ci sono i cambiamenti fatti bene e quelli fatti male, quelli che restano e quelli che saranno subito dimenticati, ma questo si potrà dire solo una volta visto il film – da cui comunque non mi aspetto niente.

    Ho scritto un commento lungo quanto il tuo articolo, spero almeno di aver detto qualcosa di costruttivo!

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    1. Ciao^^
      Il paragrafo di Bridgerton è molto interessante
      Concordo

      Mi sono accorto di essere stato più istintivo e superficiale che riflessivo.
      Ora si vedrà il risultato finale anche se una attrice potevano sceglierla piuttosto che una cantante…

      Sono felice dei commenti lunghi, impreziosiscono i miei articoli che rimangono cmq poco profondi a livello di conoscenze reali

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      1. Aver scelto una cantante può essere un bene, se si tratterà di un musical denso di canzoni. Il che è plausibile.
        Tempo fa, leggendo alcuni commenti sul fantasma dell’opera (versione Andrew Lloyd Webber) alcuni commentatori anglofoni scrissero su YouTube che il fantasma migliore aveva la voce in italiano perché, pare, avrebbero preso un cantante anziché un attore che sapesse pure cantare.
        Poi vabbè, i conti li si fa col film quando esce per davvero… ciò non toglie che certe scelte di casting siano davvero pigre 😅

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  7. Sono fuori da Facebook (proprio per le discussioni del menga che spesso si creano e che anche solo a leggerle fanno venire l’ulcera) e gli unici film Disney che mi piacciono sono “La spada nella roccia” e “Robin Hood”, comunque, ho sentito la questione da una mia amica che invece è molto più dentro il “fandom” (non saprei come altro chiamarlo).
    A me sinceramente, che ci mettano chi vogliono, non me ne frega poi tanto. Diciamo che in generale sono uno che guarda poco all’etnia degli attori, indipendentemente dal personaggio e dietro ai casting si apre un mondo.
    Quello che mi fa un po’ storcere il naso è che questa da parte della Disney sembra una mossa un po’ “paracula”, nel senso, sappiamo tutti che Disney ha avuto molte controversie sul profilo razziale agli albori (cosa tristemente normale dato che non si parla dell’altro ieri) ed il riproporre vecchie glorie con un cast inclusivo a me sembra un po’ il cercare di oscurare un passato scomodo. Cosa che, secondo me, è controproducente perché non dimostra maturazione.
    D’altro canto, mi metto anche nei panni di tutte quelle persone che crescendo hanno visto solo modelli bianchi assorbendo il bruttissimo messaggio passivo che essere neri era come essere invisbili o non all’altezza, quindi magari un remake con una protagonista non bianca per molte perosne potrebbe rappresentare un modello positivo aiutandole ad avere più sicurezza in loro stessi.
    Certo, se invece di impiegare budget per dei remake che, nonimporta quanto accurati, non saranno mai ai livelli degli originali, forse sarebbe meglio concentrarsi su qualcosa di nuovo. Questo a prescindere dal casting dei personaggi.
    Scusa per il commento lungo, spero di essermi spiegato (sono ancora in mood vacanza xD)

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    1. Ciao^^
      Si alla fine hai detto diplomaticamente il mio pensiero.

      Pensassero ĺa fare principesse nere ora piuttosto che correggere i film del passato… ma se noti, le protagoniste non bianche di ora non sono principesse…

      "Mi piace"

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