L’uccisione del Licantropo: come non scrivere un romanzo

Buongiorno! Oggi torno a parlare di letteratura gotica con uno degli ultimi libri terminati: L’uccisione del Licantropo, di Gabriele Bologna. Ora non so se l’autore abbia scritto altre opere nel frattempo, ma di certo non ve le consiglio perché questo affare è risibile e per niente professionale.
Ho comprato L’uccisione del Licantropo in una libreria per cui questa stronzata è stata scelta, editata (dal risultato spero di no per gli editori) e pubblicata dalla casa editrice Albatros; l’unica nota positiva è che parte dei miei CAZZO DI 12 EURO PER ‘STA PORCHERIA andranno a finanziare dei laboratori di scrittura creativa.

Trama e contenuti:

Il romanzo breve si dipana in meno di 90 pagine senza alcun capitolo come se fosse un grandissimo racconto. Segue le vicende di un gruppo di cacciatori inglesi che ai tempi di Dracula vanno in Transilvania per dare la caccia a una grossa bestia leggendaria. Qui troveranno l’amore e tante belle coppiette si formeranno mentre le budella volano attorno al villaggio ospitante la vicenda.

Commento:

Ho detto che sembra un grande racconto. Preciso. Sembra una cazzo di fanfiction di Dracula con i licantropi al posto del Nosferatu. E potrei terminare il discorso qui.

Quello che mi ha dato maggiormente fastidio è che l’autore nemmeno ci prova a essere originale creando personaggi stereotipati e situazioni viste perfino ne I fratelli Grimm e l’incantevole strega!
I personaggi non hanno personalità, poi la maggior parte delle persone rumene si chiamano con nomi inglesi. Mary, Matt, Peter. Forse l’unica che si salva è Eleonor ma solo perché mi ricorda il nome originale di Elisabetta Bathory; potrebbe essere inglese pure quello. Che poi, a me è bastato digitare nomi rumeni per trovare decine di nomi ben più peculiari.
I due protagonisti non si distinguono, si professano cacciatori ma trovano le trappole e le tecniche per uccidere bestie del folclore rumeno utilizzando libri che si sono portati da Londra e che per metà libro manco si ricordavano di avere!

Non parliamo delle descrizioni ambientali o dei vestiti, che sapete che su di me fanno sempre molta presa. Parliamo dello stile.

Se dovessi citare la critica più frequente sceglierei la ripetizione: non potete capire quante volte Bologna ripeta le stesse parole.
Disse, chiese e rispose sono i verbi del parlato più frequenti in assoluto. Poi andò, raggiunse e via dicendo per il movimento.

Inoltre, l’aut… Bologna ha la chiara tendenza a ripetere le ultime parole del periodo per iniziare il successivo, forse per dare continuità alla narrazione o perché teme che un punto possa straniare il lettore e fargli saltare le prossime 100 pagine e finire il libro prima. Ok, mi può anche stare bene che tu mi dica che va a lavare le pentole; ma la frase successiva deve per forza iniziare con lui che finisce di lavare le pentole e va a fare altro? E poi che torna alle pentole perché ha lasciato il coltello tra le pentole mentre stava lavando le pentole? Aspetta, cosa stava facendo? Ah, sì, stava lavando le pentole.

E ultima critica: troppi dettagli. Infatti, se vi indico qualcosa, voi poi riferite quale dito di quale mano ho usato per indicarvelo?
Ecco, l’intera narrazione è ricolma e strabordante di simili dettagli inutili e appiattenti.

Fosse stata una fanfiction su Wattpad poteva anche starci, non ci sono pompini o relazioni tossiche, ma qui ho speso 12 euro! E sticazzi! Ho speso meno per roba di maggiore qualità!
Io personalmente consiglierei a Bologna di allenarsi moooolto di più o riceverà critiche sempre maggiori da gente che ha pagato per un servizio di certo non pochi soldi e si è ritrovata monnezza tra le mani.

E voi? Qual è il libro peggiore dell’anno per voi? Ho deciso di parlarne qui perché di certo non perdo tempo a scriverne su IG. Ciao!

Ecco, il mio Dylannone era una bestia feroce migliore

PS: dulcis in fundo, Bologna nella nota finale conclude il romanzo affermando che queste erano le gesta dei due cacciatori contro il crudele servo di Dracula; ovviamente, Dracula nel romanzo non è mai stato citato. Ciao!

Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono un appassionato di cinema. Pur avendo studiato materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

44 pensieri su “L’uccisione del Licantropo: come non scrivere un romanzo”

  1. Purtroppo è una foresta oscura narrativa di dimensioni bibliche, quella delle pubblicazioni scritte malissimo, che infesta il nostro mondo. Non si chiede il romanzone dell’anno, ma che almeno sia scritto in italiano sì! Invece pare che tutti quelli desiderosi di pubblicare un raccontino horror, di solito più interessato all’ammmmòre che all’horror, siano incapaci di mettere due parole una appresso all’altra.
    Non parliamo poi di quei libri auto-pubblicati in più lingue, una truffa per cui qualcuno (secondo me neanche un umano, ma direttamente un bot automatico!) scrive robe a caso poi le butta in GoogleTranslate e pubblica in più lingue. Lì allora abbiamo l’apoteosi, con libri interi fatti di parole che non hanno alcuna concordanza l’una con l’altra.

    Ultimamente per il mio viaggio fra le “cacciatrici della notte” pensavo di divertirmi con raccontini leggeri di vampiri, licantropi e roba varia, puro intrattenimento senza pretese, invece mi sono trovato davanti robe da strapparti gli occhi.
    Hai descritto benissimo questo stile purtroppo imperante: frasette brevi che specificano tutto, come se l’autore pensasse di star parlando a gente così distratta da non capire una semplice frase. Per la mia esperienza quella da te citata è una piaga molto estesa, anche se di solito la si ritrova fra gli auto-pubblicati, che una casa (seppur minuscola e magari non proprio professionale) abbia accettato di pubblicare a proprio nome un testo del genere la dice lunga su come siamo messi.
    12 euro poi è davvero un furto, hai fatto benissimo a Sconsigliare il libro! 😉

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    1. Ciao^^
      Un po mi dispiace essere stato così acido con un esordiente ma in effetti… sticazzi sono 12 euro buttati nel cesso!

      Che poi spulciando la pagina FB del tipo deve avere vinto pure un premio… credo di partecipazione, spero!

      Potrei consigliare sto libretto a chi sta imparando l’italiano: è così dettagliato e ripetitivo che è facile da ca

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  2. È la prima volta che sento il titolo di questo libro e mi sembra che non valga la pena spendere soldi per questo libro. Credo che non lo comprerò. Ci sono stati alcuni libri che non mi sono piaciuti tra le mie letture del 2022 ma il peggiore che ho letto quest’anno è stato: “Il conte di Montecristo”: senza girarci troppo intorno l’ho trovato pesante (e sto usando un eufemismo). E mi sa che anche quello che ho in lettura ora è sulla buona strada per rientrare tra i peggiori, anche se forse è ancora presto per dirlo, 🙂.

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    1. Ciao^^
      Almeno il tuo è un classico! Puoi confrontarti con altra gente e farti insultare per le tue idee 😆

      Il mio flop non lo conosce nessuno! E non comprarlo per carità!

      Il classico che ho non apprezzato maggiormente credo sia Moby Dick che ho droppato dopo poche pagine

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      1. Assolutamente no: i soldi che avrei potuto usare per comprare questo libro lì spendo per titoli più interessanti, 😉.
        😄😄😄😄, sono sempre pronta ad uno scambio d’opinioni e di confronto sulle recensioni alle mie letture, 😜.
        Indovina, indovina? Sai quale libro sto leggendo adesso? Proprio Moby Dick, 😄! Non mollo, anche se libri come questo fanno venire parecchie volte la voglia di piantare il libro ed iniziarne un altro. Sono cocciuta e testarda e spero sempre che la lettura, ad un certo punto del libro inizi a migliorare, 😉.

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  3. Casa editrice Albatros. Hai detto tutto. Temo che l’autore (va beh, passamelo, chiamiamolo così) abbia pagato per veder pubblicato il suo romanzo, confesso che lo avevano proposto anche a me e, per fortuna, avevo rifiutato. Dispiace che tu sia rimasto deluso e che tu abbia dovuto spendere soldi, quello sì. Per ora il romanzo peggiore dell’anno non l’ho ancora trovato… Forse è un anno fortunato. Il peggiore in assoluto è stato “Halloween di sangue”, libro che ho recuperato non so come o quando e che mi ha fatto ardentemente desiderare di dargli fuoco… Però consolati: ciò che non ci uccide ci fortifica! XD

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  4. Ciao, mi dispiace per la brutta esperienza, ma ahimè capitano anche queste cose. Un solo consiglio, in futuro, evita libri della Albatros a meno che non hai già letto qualcosa dell’autore, perché come ha detto Alessia, sono CE a pagamento e rischi di trovarti in mano libri come quello.
    Buon weekend ^^

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      1. hahaha, beh dai… pazienza. Pensa se fosse stato super famoso e i suoi fan ti avrebbero riempito di insulti perché per loro non avevi capito nulla? Sarebbe stato l’inferno! xD

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  5. Albatros lo sanno tutti è a pagamento. Mi spiace per questi autori che vogliono proporre il genere che manca nelle librerie italiane. Ma per superbia, ingenuità o semplicemente per immaturità, pubblicano opere non pronte a essere pubblicate.

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