VISIONI SENTIERI SELVAGGI: L’invasione degli Ultracorpi

Beh, in pratica, se tutti guidassero bene il mondo ora sarebbe invaso da esseri replicanti di natura vegetale; e non sapremmo che il dottore per tutto il racconto non ha detto altro che la verità.

L’invasione degli Ultracorpi è un classico della fantascienza anni ’50 al cinema, e parla di un’invasione di creature antropomorfe uscite da misteriosi baccelli. Le persone sostituite diventano prive di emozioni, mentre i parenti e gli amici lentamente si accorgono che qualcosa non va.

Il film inizia nel presente e si dipana nel passato, come flashback narrato dal protagonista; così, non possiamo sapere tutto quello che accadde nel passato e fino alla fine non possiamo nemmeno essere sicuri che quello che accadde sia realmente quello che successe: è affidabile il narratore?

Con un climax abbastanza lungo, il film si divide in 3 atti: introduzione, realizzazione del pericolo e fuga. Nel mentre, la protagonista della vicenda è la storia d’amore tra i due protagonisti; storia che per mia sorpresa naufragherà per forze narrative!
Il film si lascia guardare e a una certa il climax riesce a creare pure un po’ di ansietta, anche se alla fine la parte della fuga si dilata troppo a lungo. Il cast è in parte, anche se ho preferito Dana Winter a Kevin McCarthy. Don Siegel dirige una pellicola che alterna i campi lunghi a inquadrature molto più vicine per farci sentire lo stress dei protagonisti mentre le musiche, anche qui importanti nella narrazione, imperano le scene.

Bellino, a voi è piaciuto?

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Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono un appassionato di cinema. Pur avendo studiato materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

21 pensieri su “VISIONI SENTIERI SELVAGGI: L’invasione degli Ultracorpi”

  1. Altro grande classicone, e mi sarebbe piaciuto vederlo da ragazzino, penso che mi avrebbe messo discreta strizza, invece ho visto prima il remake con Sutherland, che infatti mi ha raggelato abbastanza.
    Credo di aver visto questo classicone nei primissimi Novanta, quando l’uscita del secondo remake, quello di Ferrara, spinse le emittenti a recuperarlo.

    McCarthy è un mito, anche se lo preferisco nei ruoli di quand’era più anziano 😉

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  2. L’ho visto anch’io durante un corso, il mio era Storia del Cinema. Va visto contestualizzato, altrimenti appare come monotono e di già visto, quando non solo il “già visto” successivo in realtà non esisteva, ma si ispira proprio a film del genere.
    Sono film che spiegano molti dei cliché successivi, a volte neanche più comprensibili.

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      1. Assolutamente, è la base di partenza del cinema moderno. Quando si studia seriamente qualcosa, si inizia sempre dalle basi e non è detto che non scopri anche qualche piccola perla. 😊

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