L’alba dei morti dementi

Satira e cult moderno a tema morti viventi, L’alba dei morti dementi (Shaun of the dead in originale) è una simpatica commedia horror inglese del 2004. E’ stata diretta da Edgar Wright, mentre è stata scritta dallo stesso assieme all’attore e protagonista Simon Pegg.

L’alba dei morti dementi parla della routine di Shaun, fallimentare impiegato in un momento di piatta nella vita, che viene interrotta dall’avvento dei morti viventi: satira, risate, humour inglese e tanto sangue!

Che dire di L’alba dei morti dementi, senza fare spoiler?

Prima di tutto, chiaramente sia il titolo originale sia l’adattamento italiano fanno riferimento all’Alba dei morti viventi di Romero. Poi, la trama già accattivante viene arricchita da personaggi fallaci e un montaggio frenetico e caratteristico; il tutto pompato a mille da musiche pop.
Ma è il montaggio che rende il tutto immersivo e accattivante, montaggio che caratterizza la stupenda trilogia del cornetto: L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e La fine del mondo.

E facendo qualche piccolo spoiler senza contesto?

Beh, sin dalla prima inquadratura è possibile notare come sia la routine ad ammazzare le persone, a renderle quasi dei morti viventi senza ambizioni; come quando Shaun si sveglia e barcolla verso la cucina (immagine che verrà citata pure in Italia per la pubblicità di un farmaco). E la routine è così pesante e monotona che Shaun nemmeno si accorgerà dell’invasione, all’inizio! Saranno i morti viventi ad attaccarlo perché lui possa accorgersi di loro!
Inoltre il film alla fine racconta della storia d’amore tra Shaun e la sua (ex) ragazza, del proprio arco di miglioramento e del necessario distacco dal migliore amico di una vita Ed, ormai peso tossico nella sua vita.

La commedia scorre potente in L’alba dei morti dementi, tipico humour inglese per i palati più fini: gag, battute, slapstick e splatstick. Ma a scorrere ancora più potente è l’ironia tragica e soprattutto la coppia sangue-gore. Di certo, il film non si tira indietro in nessuno dei due versanti.

Scena più bella? Gli zombie in casa, tutto è nuovo, le risate isteriche molte!

Cult moderno delle pellicole a tema morti viventi (perché, come ci ricorda Shaun, dire zombie è ridicolo), questa perla contiene tutti gli stilemi tipici del genere uniti al classico racconto di formazione in cui il protagonista -Shaun- alla fine abbraccia la vita e prende il coraggio di chiarire i problemi che lo attaglianano.

E voi? Lo conoscete?

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Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono un appassionato di cinema. Pur avendo studiato materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

18 pensieri su “L’alba dei morti dementi”

  1. Sono pazzo di questo film da quasi vent’anni, ed è criminale che ci abbia messo una vita ad essere distribuito in lingua italiana. Pensa che all’epoca della sua uscita ho iniziato a tradurre in italiano i sottotitoli inglesi per farlo vedere a mio padre, zombofilo anche lui, ma poi per fortuna ci ha pensato gente più brava. (Parlo dei pirati, non di quei cialtroni dei distributori italiani, che di fatto hanno reso il film invisibile da noi.)

    Adoro lo stile autoriale di Simon Pegg e per questo mi piange il cuore vederlo passare la vita a fare lo zerbino di Tom Cruise in quella robaccia di “M:I”: dovrebbe dirigere prodotti esplosivi invece ormai è murato vivo nello sgabuzzino di Cruise, che lo fa uscire solo quando c’è un nuovo inutile Mission Impossibile da buttare via a casaccio.
    Pegg qui ha uno stile narrativo che ti scalda il cuore. Non parlo solo di situazioni, battute, parodie, sarcasmo e via dicendo, che è tutto ghiotto, parlo proprio di struttura narrativa. Arrivati a metà film, si riparte daccapo, e i personaggi ripetono le cose già dette nella prima metà del film… ma con un significato completamente diverso! Ci vuole un genio per scrivere una film come questo, ecco perché piango a sentire Pegg fare le battutine stupide al suo amico Tom….

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