VISIONI SENTIERI SELVAGGI: Il padrino

Tre ore e come non sentirle.

Questo film, assieme agli altri della trilogia, lo avevo già visto, Il padrino più di una volta; ma erano anni che non lo riguardavo anche perché non amo i film infiniti. Ma era in lista, è su Netflix, alla fine l’ho ri-guardato.

Iniziando a studiare cinema ho notato molte cose importanti:

  • il montaggio parallelo nella scena del battesimo
  • l’arco evolutivo di Michael che lo rende il protagonista
  • la scena del duplice omicidio al ristorante, punto di non ritorno, proprio a metà film
  • molti primi piani, mezzi busti e la cinepresa sempre ad altezza occhi
  • i raccordi di sguardo tipici del cinema classico
  • la scelta di Michael di entrare negli affari di famiglia nella scena in ospedale

Inoltre, fin dalla prima scena possiamo notare il grande potere del padrino; e soprattutto quanto questi italo-americani ostentino la loro italianità! Cantanti d’opera, musiche popolari italiane, la pasta con le polpette! Ci mancano solo il mandolino e la mafia… ah, no, quella c’è. E in un’altra scena ci sono pure i cannoli.

Quanto gli americani siano senza origini il film lo spiega dettagliatamente, veramente ridicola ‘sta famiglia che si sente italiana ma ha bisogno di un interprete per parlare con un italiano vero. Scena poi resa malissimo nell’adattamento: capisco con Michael che da bravo ignorante americano parla americano, ma è straniante sentir parlare Michael in italiano e sentire il traduttore ripetere le stesse cose in italiano! Non potevano pensare a qualcos’altro?

A parte queste riflessioni, il film è molto bello, qui Al Pacino e Marlon Brando bucano lo schermo; Coppola ha veramente confezionato un capolavoro, ma anche Nino Rota ha aiutato moltissimo.
Dopotutto è un cult, no?

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Pubblicato da

Austin Dove

Mi chiamo Antonio, sono un appassionato di cinema. Pur avendo studiato materie legate all'ambiente, la mia passione è l'arte e quindi qui provo a condividere ciò che apprezzo e le mie riflessioni! Ciao!^^

18 pensieri su “VISIONI SENTIERI SELVAGGI: Il padrino”

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