Claymation: Galline in fuga

 

Per chi non lo sapesse, la stop motion è una delle arti cinematografiche più raffinate e che richiedono maggior tempo per essere realizzate: infatti, un film in stop motion non si basa sugli stessi principi della cinematografia tradizionale, ma invece ha come base un lunghissimo e dettagliato studio dei personaggi, dell’ambiente che li circonda, delle loro azioni e delle inquadrature da usare per riprendere il tutto e dargli vita.

La stop motion, quindi, ha come scopo quello di dare vita agli oggetti inanimati e non importa che essi siano peluche o lattine, animali morti o statuine di cera, bambole o persone umane e vive: in un film in stop motion, grazie a una serie di fotografie finemente studiate, essi vivono nella pellicola.

Esistono varie tecniche per creare un film in stop motion perché sono infiniti i materiali, gli utensili e gli artisti che producono questo genere di film. Oggi voglio parlare di un film che probabilmente molti conoscono, una sorta di rivisitazione di La grande fuga; perché lo dico dopo avere parlato della stop motion

Semplice, perché Galline in fuga è un film realizzato in stop motion con la tecnica della claymation. E anche solo per questo è un capolavoro!

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Quindi, sappiamo cos’è la stop motion e già da questo possiamo capire l’enorme lavoro che è stato fatto per creare il bellissimo e ironico cartone che molti (se non lo fate, fatelo!!!) amiamo! Mesi per progettare ogni singola gallina, tutto il pollaio e la strana macchina infernale produci-torte-di-pollo, la creazione e la colorazione di ogni cosa – e chissà quanto di ciò che vediamo sia vero e quanto sia realizzato apposta- per poi l’atto finale ripetuto mille volte con pochissimi dettagli di differenza tra un’azione e l’altra: lo scatto di centinaia, anzi migliaia, di foto per immortalare ogni singolo movimento e ogni espressione per regalare allo spettatore, a noi, l’illusione di osservare un film con attori e animali in carne e ossa.

Ma cos’è la claymation? Chi la conosce?

La claymation è una tecnica stop motion fatta con pupazzi realizzati a mano con pasta malleabile di plastilina, cera o creta tenuta opportunamente umidificata in modo che non si secchi all’aria e perda perciò la possibilità di essere plasmata. Con questa tecnica, si possono animare personaggi molto semplici e di piccole dimensioni, come quelli della serie televisiva Pingu, oppure personaggi estremamente complessi  ed espressivi come quelli dei vari film prodotti dalla Aardman Animation Studios, come appunto Galline in fuga.

I burattini per claymation sono i più semplici da fabbricare perché vengono realizzati con la plastilina o altre paste modellabili e non richiedono materiali di difficile reperimento e non devono nemmeno venire lavorati con attrezzature specializzate: bastano solo un po’ di filo di alluminio, plastilina colorata  e tanta fantasia! Tuttavia, anche questa tecnica ha il suo tallone d’Achille, rappresentato in questo caso dalle impronte digitali dell’artigiano, cosa per la quale viene richiesta sempre una passata di lima sul lavoro appena svolto per non lasciare tracce indesiderate che deturpino le forme o le ombre dei pupazzetti.

In un certo senso, la claymation è una delle arti che i bambini, noi tutti da bambini, hanno provato e sperimento almeno una volta nella loro infanzia durante i lunghi pomeriggi all’asilo o con la tata. Non è magica come realtà?

Comprese tutte queste nozioni, apprezzare Galline in fuga risulta ancora più facile. Stiamo parlando di una fiaba di liberazione e libertà, di appropriazione dei propri sogni e di validazione delle proprie capacità, arricchita da un cast di variopinti personaggi tutti altamente caratterizzati e una trama lineare ma ricca di emozioni.

Galline in fuga parla di un gruppo di galline allevate dalla cinica e spietata Signora Tweedy, la quale nel vano tentativo di arricchirsi le sfrutta per le uova, se ne ciba se non sono più in grado di produrle e infine si lancia nel vasto mercato delle torte salate di gallina. Il punto di vista è quello delle galline, sopratutto quello di Gaia, e per tutto il film queste galline, con un gallo vecchio e austero, cercano di scappare dal pollaio verso la loro terra promessa per una vita libera e lontana dalla minaccia dell’ascia della loro padrona. E proprio quando il loro destino sembra segnato, dal cielo piove un galletto di nome Rocky Bulboa che le aiuta a scappare insegnando prima la tecnica del volo (con risultati esilaranti) e infine unendo le sue forze con la geniale mente di Gaia.

Secondo me, Galline in fuga è un bel film basato sulla forza delle donne perché, se ci pensate bene, a condurre i giochi sono solamente Gaia per le galline e la Signora Tweedy; il loro è un confronto di mente e di forza, non è un caso che alla fine il confronto finale sia proprio tra le due. In un certo, la povera signora mi fa anche pena perché cerca solo di far valere il suo diritto di arricchirsi legalmente usufruendo delle sue proprietà… ma violando così il diritto alla vita delle sue galline (che di sicuro sono molto buone!) che invece reclamano la vita.

Questo film rappresenta la mia infanzia, mi ricordo che alle elementari ne avevo scritto la trama per una consegna di italiano e fa riflettere che in mezzo a tutta la nostra vasta collezione di videocassette avessi scelto proprio questa. Divertente, intelligente e motivazionale, può aiutare lo spettatore nella via verso il veganesimo anche se con me ha fallito miseramente. Uno dei miei cartoni preferiti.

E pensando al fatto che si tratta di claymation e quindi mesi di lavoro artigianale, Galline in fuga è veramente uno dei migliori cartoni che abbia avuto la fortuna di rimirare durante gli anni felici delle elementari!

Per voi  è lo stesso? Non so, intanto vi auguro Buona Pasqua! Dopotutto, parlando di galline e uova siamo in argomento, no?

Fonte: Stop-Motion, la fabbrica dei sogni; di Stefano Bessoni, commentato qui.

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La mia maschera veneziana

Buongiorno a tutti! Tra le mie molte passioni si annovera anche quella della decorazione, che credo sia in grado di appagare il mio senso dell’ordine e della precisione, e per questa mia passione con il passare di molti mesi ho decorato una maschera veneziana di cartapesta comprata a Venezia prima dell’alluvione di qualche giorno fa. Pur volendo provare a costruire la mia maschera interamente da me, con la tecnica del palloncino, questa volta ho scelto la sola decorazione!

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Questa mia maschera veneziana è nata come una banalissima total face, ma non è una banale total face: gli zigomi sono stati stravolti, il naso ingrossato, la fronte inspessita e gli zigomi rialzati; ho voluto farla mia, con un naso grande e la bocca coperta come se potesse trasmettere i propri sentimenti al mondo solo con gli occhi.

Decorare questa maschera è stato un percorso abbastanza lungo e per il quale ho addirittura comprato nuovi strumenti tra cui un tipo di tempera di tempera solida simile a cera; gli altri che ho usato sono: le tempere, la vernice con polvere d’oro, glitter multicolore, giornale e scotex, scotch e colla. Interessante vero?

Se siete interessati, ecco tutti i passaggi:

  1. Comprata una maschera  bianca total face a Venezia
  2. Ho incollato sulla parte superiore strisce di carta colorata, dalle tempie agli occhi
  3. Ho applicato uno strato di pittura bianca sulla totalità del viso
  4. Ho dipinto di nero le labbra
  5. Ho ingrossato il naso e applicato una benda di giornale sulle labbra e il mento
  6. Ho dipinto di rosso sangue la parte non bendata della maschera
  7. Ho applicato uno strato di vernice nera pura sulla benda di giornale, usando lo scotch di carta per non intaccare il rosso precedentemente posto
  8. Ho decorato il tutto con colla al cui interno c’era polvere dorata e con composti glitterati

Questa è la mia maschera. Trovo molto interessante che una volta indossata e applicato un filtro banalissimo del telefono il suo significato carnevalesco venga stravolto totalmente!

E voi? Avete mai provato a decorare una maschera?

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Expectations

Buongiorno, come va? A me va molto bene perché dopo mesi di tribolazioni e ricerche, a Torino sono finalmente entrato in possesso di un album pop, tranquillo e con una leggera nota malinconica: Expectations, di Bebe Rexha!

Expectations è un album composto da ben quattordici canzoni, molte delle quali conoscevo già perché caricate su YT; quindi, posso dire di avere conosciuto l’album prima ancora di comprarlo. Queste sono le tracce contenute nel disco:

  1. Ferrari
  2. I’m a mess
  3. Souls on fire
  4. Shining star
  5. Knees
  6. I got you
  7. Self control
  8. Sad
  9. Mine
  10. Steady
  11. Don’t get any closer
  12. Grace
  13. Pillow
  14. Meant to be

Con ben tre singoli rilasciati -I’m a mess, I got you e Meant to be- di cui uno è sul canale, l’album è molto piacevole all’ascolto  e presenta canzoni molto simili a ninna nanne o comunque molto rilassanti; la cantante non ha mai nascosto del suo passato di depressione e devo dire che canzoni come I’m a mess e Sad, Pillow e anche Ferrari denotano un carattere forte ma con tendenze facili al rattristimento.

Comunque, Bebe Rexha ormai la seguo da un annetto buono, l’avevo conosciuta con Hey Mama (collaborazione con David Guetta e Nicki Minaj) e approfondita con In the name of love e I’m gonna show you crazy; ovviamente queste sono tutte canzoni da ascoltare e che consiglio!^^

Ciao e alla prossima, mi piace mostrare certe volte anche cosa ascolto e questo acquisto è stato fantastico!

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Dracula di Bram Stoker

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Dracula di Bram Stoker è sempre stato uno dei miei film preferiti perché è molto elegante e romantico, sia come gotico sia come romanticismo. Gli attori sono tutti calati nelle loro parti e gli ambienti e i costumi sono sempre estremamente dettagliati con il rosso, il bianco e il nero che spiccano su tutto. Non a caso qualche mese fa lo ho inserito nella mia lista dei film più eleganti e belli da guardare.

Avendo letto il Dracula di Bram Stoker, Dracula di Bram Stoker è molto diverso dal libro su cui si basa ma a differenza di molti adattamenti riesce a guardare la storia da un punto di vista diverso ma pur sempre fedele: Dracula non è più un vampiro assetato di sangue e morte, il quale desidera stabilirsi in Occidente solo per trovare sangue vergineo esotico, ma invece un’anima dannata che distrutto dall’amore cerca di riconquistarlo scoperta la sua reincarnazione proprio in Occidente. Se nel libro è una creatura della Notte, nell’adattamento è un uomo che persa la sposa rinnega Dio e per questo viene punito per l’eternità. Tuttavia, la pellicola è comunque capace di mostrare le ambientazioni gotiche e inquietanti del Castello, la dolce innocenza e purezza di Lucy e l’incredibile astuzia di una preda capace di insidiarsi nelle tane dei suoi cacciatori. Rimane un’esperienza che lascia il segno, un cult moderno.

Dracula di Bram Stoker è un film molto bello secondo ogni significato del termine, ha vinto una moltitudine di premi ed è stato in grado di portare una interpretazione del vampiro, influenza per esempio della famosa – e da me apprezzata – saga di Twilight: un uomo affascinante, avvolto da una nebbia di mistero che si perde nella notte dei tempi, incapace di vivere nel secolo che lo trattiene perché quello a cui realmente appartiene si è consumato molte vite fa. Personalmente, non posso ritenere che qualcuno lo ignori perché il soggetto su cui si basa è iconico, il film stesso è diventato parte stessa della cultura popolare e quindi sicuro di non incorrere nelle ire dei futuri lettori, usufruirò degli spoiler senza ritegno.

Commento:

Ciò che mi ha colpito di Dracula di Bram Stoker, creatura di Francis Ford Coppola, oltre al già pluricitato lato visivo, è il montaggio e la rielaborazione delle immagini: quasi in ogni scena è notabile una sovraimpressione delle immagini; ciò, oltre a fornire quasi un’aurea di mistero e orrore nello spettatore, riesce a mantenere costante la minaccia di Dracula anche nei momenti più lieti perché lui è sempre presente. Secondo il mio parere, ciò si nota soprattutto nella prima parte, durante l’influenza del Conte prima su Jonathan, poi su Lucy e infine Mina, un virus che lentamente infetta tutti quelli con i quali entra in contatto; ma non necessariamente un contatto diretto: una lettera, un pensiero, un sogno, un marchio sono sufficienti per scatenarne l’influenza e, come succede a Mina, una volta toccati dal Peccato solo estirpandolo alla radice è possibile liberarsene. Inoltre, le scene hanno sempre una fotografia molto bella, tra il chiaro delle lampade  e lo scuro dell’ombra, la passione dei colori caldi e la paura di ciò che si nasconde in quelli freddi; colori molto belli, che rispecchiano gli ambienti cittadini confortevoli e invece in titanici e labirintici intrichi del Castello. Tutti gli attori riescono a dare molta profondità ai personaggi che portano davanti alla cinepresa, i miei preferiti sono ovviamente un affascinante Dracula, una pura Lucy e il povero – ma bel – Jonathan; gli altri sono ottimi comprimari ma non reggono il confronto, forse solo le mogli di Dracula sono capaci di imporsi a livello visivo e di importanza nella scena portando sempre una carica erotica e di liberazione sessuale là dove compaiono. E i vestiti sono fantastici. Le donne sono abbigliate in maniera impeccabile, il vestito sembra la metafora del personaggio e cambia in modo da mostrare ciò che avverrà: come dimenticare il vestito fluttuante di Lucy la notte in cui viene scelta da Dracula? O l’intrico di fili e corpetti che indossa Mina quando incontra il Conte in città? Per non parlare dell’assoluta mancanza di stoffa ma solo la presenza di gioielli nelle scene delle mogli di Dracula! Insomma, un film perfetto sotto ogni punto di vista, con una colonna sonora capace di trasportare lo spettatore in un mondo nuovo e misterioso grazie a poche note per ogni singola scena.

Dracula di Bram Stoker per me è un film che rappresenta la binomia del romanticismo: dolore e passione, mistero e amore, il dominio dei sentimenti. In questo adattamento Dracula viene maledetto non per l’odio ma invece per amore, il suo amore morto si potrebbe dire per colpa di lui; in questo adattamento Dracula non cerca di uccidere per il puro piacere personale – nel libro fa una strage nella nave che lo trasporta nell’arco della crociera – ma invece è costretto dalla sua stessa natura per la quale alla fine chiede la morte una volta ottenuto ciò che desidera: ricongiungersi alla propria metà morta anni prima. Inoltre, durante la visione di Dracula di Bram Stoker è possibile godere del trionfo della bellezza umana proprio perché questo capolavoro la celebra, la esalta e la decora con sequenze cariche di erotismo senza scadere mai nel softporn o nella mera contemplazione di un corpo maschile o femminile che sia perché il Conte nel bene e nel male ha sempre portato con sé la liberazione dei corpi unita però a una prigionia dello spirito (forse i costumi della nostra società?). Infatti, secondo me le scene più belle sono proprio quelle in cui il corpo viene esaltato.

Dracula di Bram Stoker è un film estremamente visivo e durante la sua visione mi sono annotato dettagli veramente interessanti. Il primo tra tutti ovviamente è l’apparizione del Conte, la sua prima apparizione: prima l’ombra, poi solo poi lui; e l’ombra molte volte se la si nota non segue il suo padrone ma invece tormenta quella di Jonathan in sequenze a dir poco inquietanti. Inoltre, durante la scena del taglio della barba, Dracula si muove verso il suo ospite a una velocità incredibile: c’è forse l’uso di un tapiroolan? La scena con le mogli di Dracula è molto bella, ma la percepisco sempre con un senso di soffocamento, non lo lasciano e pian piano la sensazione di pericolo è sempre più intensa fino al culmine quando vengono fermate dal loro sposo; da notare il colore rosso preponderante nella sequenza. Poi ovviamente ci sono altre cose come un’inquadratura di Van Helsing che mi ha riordato l’Esorcista, gli ambienti claustrofobici del manicomio  e l’eleganza della scena con Lucy al cimitero, adoro tutto di quella scena.

Per concludere offro questa ultima riflessione, Dracula in Dracula di Bram Stoker ama Mina. Ma non lo vediamo solamente perché lo dice, ma proprio per il suo comportamento: durante il loro primo incontro cerca di farle una buona impressione, al cinema avrebbe potuto farla sua ma invece sceglie di lasciarla libera e successivamente le chiede esplicitamente di scegliere. Il loro è un legame che si crea naturalmente, dopotutto il Conte era stato giudicato affascinante da Jonathan e le sue donne lamentano solo che lui non le ami, non che le tratti male anche perché quando se ne lamentano lui cerca di sublimare tale mancanza con il regalo di un bambino – metafora di un matrimonio finito? Molte volte nei film si abbina la prole alla speranza di migliorare il matrimonio –

Dracula di Bram Stoker è un capolavoro che non smetterò mai di citare ed elogiare e di sicuro dopo la sua visione ha modificato i miei gusti nel cinema di genere. E per voi Dracula di Bram Stoker che cos’è?

I have crossed oceans and time to find you.

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Il mio commento a One Piece: Volume 91

 

Ciaone a tutti^^

Sapete che superficialmente sono un fan di One Piece? Dico superficialmente perché non ho mai realmente letto il manga e dell’anime in modo continuativo ho guardato solo la saga di Thriller Bark; tuttavia conosco gli eventi per letture in rete, video su Youtube e ovviamente il mio bellissimo videogioco One Piece Pirate Warriors 3 che sto per platinare!

Ciononostante, recentemente ero andato in edicola aspettando che il barbiere si sfoltisse e quindi immersomi nella marea di giornali, giornaletti e fumetti, appurato che lo speciale di Dylan Dog lo potevo comprare solo abbinato alla gazzetta dello sport (vende così poco?) ho deciso di provare finalmente un manga! E così ho comprato il Volume 91 di One Piece, che parla dello sbarco di fortuna dei Mugiwara a Wano e di come si siano ambientati!

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Temi affrontati:

-inquinamento e speranza per le nuovi generazioni (molto attuale);

-classismo e povertà delle classi inferiori contrapposta alla ricchezza smoderata dei nobili;

-libertà e onore;

-la ninja donna;

-ricordo e il sogno che viene ereditato.

Commento spoileroso:

E’ stato il primo manga mai letto nella mia vita ed è stato stranissimo: sapevo che bisognava partire dalla fine ma poi non capivo l’ordine delle vignette anche perché sono disegnate più cinematograficamente rispetto a quelle dei fumetti occidentali; mi ci è voluto parecchio per abituarmi alla sua lettura! Il volume in pratica è come un pratica libro che racconta una storia divisa in capitoli, anche se al posto di simboli ci sono opere d’arte che prendono la forma di disegni molto raffinati ed eleganti, capaci di trasportarmi in un mondo diverso e incentrato sull’onore e il feudalismo. Mi è sembrato di leggere l’anime, le stesse reazioni dei personaggi e la stessa magia. Stupendo.

La trama seppur abbastanza lineare presenta molte volte parallelismi tra diversi personaggi per mostrare ciò che accade a tutti loro durante un dato momento; ciò si nota per esempio durante l’assedio a Holden. Inoltre, ci sono molti combattimenti: Rudy contro Urashima, Rufy contro Holden e perfino Law contro Hawkins; ci sarebbe anche un altro combattimento ma non importa a nessuno e serve solo a introdurre due personaggi che non rivelo. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, sono stato fortunato a beccare anche una storia narrata che spiega anche le origini di questo strano mondo e ciò che accadrà molto probabilmente (o meglio: ciò che i protagonisti pianificano dovrebbe accadere) grazie all’introduzione di un’armata davvero figa! La mia preferita di quelli nuovi ovviamente è Tama, secondo me sarà lei la chiave di svolta.

Gag ricorrenti:

-Rufy, affamato che si spazzola tutto in un colo solo a casa di Tama;

-Zoro, riesce a perdersi anche in groppa a uno komainu;

-Nami, oggetto sexy quando diventa ninja per poi riprendersi l’onore violato a suon di ceffoni.

Commento finale:

Il manga One Piece Volume 91 è una bellissima lettura con un finale strepitoso che mostra quanto l’arco sarà duro e impegnativo per i Mugiwara; la lettura è densa di presentazioni dei personaggi e colpi di scena, come di combattenti veramente ben pensati. Consiglio tantissimo la lettura! Voi seguite il manga?

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Katy’ll Never Be Really Over

Buongiorno a tutti!

Sono gasatissimo per la nuova canzone di Katy Perry: Never Really Over!  Soffice e fresca, parla da quello che ho capito dei suoi tentennamenti per un suo vecchio amore e grazie al ritornello dove snocciola una frase lunghissima mi intriga ad ogni ascolto! Per non parlare del video: elegante, colorato senza essere sgargiante come un cartone animato, la moda mi ha ricordato la moda degli anno settanta-ottanta mentre le dinamiche ciò che si vedono nei film thiller riguardanti le sette. Ho adorato tutto il video musicale, veramente azzeccato!

Ecco qui il testo:

I’m losing my self control
Yeah, you’re starting to trickle back in
But I don’t wanna fall down the rabbit hole
Cross my heart, I won’t do it again
I tell myself, tell myself, tell myself, “Draw the line”
And I do, I do
But once in a while, I trip up, and I cross the line
And I think of you
Two years, and just like that
My head still takes me back
Thought it was done, but I
Guess it’s never really over
Oh, we were such a mess
But wasn’t it the best?
Thought it was done, but I
Guess it’s never really over
Just because it’s over doesn’t mean it’s really over
And if I think it over, maybe you’ll be coming over again
And I’ll have to get over you all over again
Just because it’s over doesn’t mean it’s really over
And if I think it over, maybe you’ll be coming over again
And I’ll have to get over you all over again
I guess I could try hypnotherapy
I gotta rewire this brain
‘Cause I can’t even go on the internet
Without even checking your name
I tell myself, tell myself, tell myself, “Draw the line”
And I do, I do
But once in a while, I trip up, and I cross the line
I think of you
Two years, and just like that
My head still takes me back
Thought it was done, but I
Guess it’s never really over
Oh, we were such a mess
But wasn’t it the best?
Thought it was done, but I
Guess it’s never really over
Just because it’s over doesn’t mean it’s really over
And if I think it over, maybe you’ll be coming over again
And I’ll have to get over you all over again
Just because it’s over doesn’t mean it’s really over
And if I think it over, maybe you’ll be coming over again
And I’ll have to get over you all over again
Thought we kissed goodbye
Thought we meant this time was the last
But I guess it’s never really over
Thought we drew the line right through you and I
Can’t keep going back
I guess it’s never really over, yeah

Inoltre, Katy si sta risollevando perché per esempio è stata scelta per la versione anglofona della canzone Con Calma del rapper portoricano Daddy Yankee; questa è una buona cosa perché in pratica dimostra quanto la sua popolarità sia abbastanza alta da essere scelta per una hit già rodata! E amo la sua esibizione ad American Idol e la consiglio a tutti: lei ha una voce forte, partecipe e non sfiatata (già ai tempi di One Love Manchester l’avevo vista migliorata molto ai live) e la sua parrucca è bellissima!

Voi la seguite? Conoscete Never Really Over? Mi ricorda un poco Unconditionally.^^

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Orgoglio e Pregiudizio

Buongiorno! Oggi ho finito di leggere Orgoglio e Pregiudizio in tre settimane scarse prevalentemente durante i viaggi in treno per andare all’università; ovviamente in italiano, mi spiace per i puristi. Ecco cosa ne penso!

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Orgoglio e Pregiudizio è uno di quei libri di cui avevo studiato le tematiche durante il mio liceo classico arrivando a leggere pure degli estratti; delle molte ore passate a studiarlo mi ricordo che fosse una grande miscela di sentimento ed economia, di come una persona prima ancora di venire presentata in quanto tale fosse preceduta dalla propria  rendita annuale. Lol: ho trovato tutto ciò unito alla struttura degli Harmony!

La scrittura , o almeno la traduzione italiana, era molto riassuntiva perché secondo me Jane Austen non si perde a spiegare inutili dettagli dei molteplici luoghi di campagna o il fisico dei suoi personaggi. Invece, le immagini tridimensionali vengono scolpite pian piano con lo scorrere della storia e rivelando piccoli dettagli che aiutano a capire meglio la situazione e come i personaggi la stiano vivendo; ciò l’ho trovata una trovata molto bella per riempire il libro di dettagli indiretti e mai noiosi, capaci di farci entrare nella mente di Elisabetta e Giovanna. Sì, dico Elisabetta e Giovanna perché la mia edizione aveva i nomi propri tradotti mentre tutto il resto era inglese, e quindi mi sono dovuto sorbire Bettina accanto a Pemberley, Giovannina nella stessa frase di Longbourn: era da ridere!

L’intreccio in sé è tremendamente lineare e scontato ma ciò che conta è il come viene delineato. Siamo intrisi dei costumi dell’epoca, capiamo cosa li fa vergognare e cosa invece può solo adornare due vivaci occhi neri capaci di allietare anche il più altezzoso viziato dei nobili. A un certo punto, la lettura veniva naturale, forse anche per le pagine strette e le dimensioni piccole capaci di farmi credere di stare leggendo tantissimo in mezz’oretta scarsa; la strana usanza di badare più alle maniere che alla sostanza mi ha pervaso, i dialoghi scarsi ma frizzanti divertito e ho apprezzato le lunghe spiegazioni tramite lettere. Insomma, una bella lettura capace di portarci in un’altra epoca!

Secondo me quello capace di farci adorare l’opera è sicuramente rappresentabile con il mazzo di personaggi che la compone. Tutti egregiamente caratterizzati con i loro dialoghi e gesti, a poco a poco scopriamo il loro carattere e il loro passato e insieme rendono veramente frizzante questo romanzo. Credo che quelli che mi sono rimasti più impressi siano stati Elisabetta, il Signor Darcy, Giovanna, Lidia e il Signor Collins. Di Elisabetta mi è piaciuta soprattutto la seconda parte quando inizia a comprendere il vero Mr Darcy, mentre Lidia l’ho trovata veramente una stupida *occola incapace di comprendere quanto tutti abbiano fatto per toglierle l’onta di essere scappato con un uomo senza averlo sposato (veramente, quando rimprovera gli zii di averla trattata freddamente e rinchiusa in casa avrei voluto strozzarla)! Molto bello il cambiamento di comportamento tra i due protagonisti, anche se mi spiace per la signorina Bingley: mi faceva tenerezza mentre cercava di attirare disperatamente l’interesse del Signor Darcy.

Ha proprio ragione Virginia Woolf, Jane Austen ha fatto un capolavoro! Adatto a qualsiasi epoca, io l’ho accostato agli Harmony in salsa gentleman, ma credo che chiunque possa trovarci qualcosa. E a proposito, parliamo delle trasposizioni e citazioni nelle opere future!

  1. La miniserie: molto bella, riprendeva perfettamente tutti i dialoghi e Colin era perfetto per la parte. Ecco, avrei scelto altre attrici per Elizabeth e Jane, mentre Collins e Lidia, tettona e dal viso ridereccio, avevano anche loro attori perfetti.
  2. Il film del 2005: riprende i punti salienti del film ma cambia diversi dettagli, anche introducendo nuove dinamiche per ovviarli. Sembra che siano episodi, non un racconto perché non sono riusciti a collegare bene le diverse scene e l’onore della famiglia non si sentiva bene (basta pensare alla storyline di Lidia).
  3. After: secondo me la Todd non ha nemmeno letto il libro, in pratica si dice che Elizabeth ha fatto penare troppo Mr Darcy coi pregiudizi mentre l’altro era troppo orgoglioso. Mah, o è scema o non lo ha letto: Bettina era fuorviata dai pettegolezzi di Wikham mentre Darcy era inorridito dall future suocera e cognatine, oche e pure di classe inferiore.

Ecco, questo è il mio commento. Spero abbiate apprezzato il libro come ho fatto io e possiate darmi i vostri pareri, soprattutto chi pubblica recensioni di libri ogni settimana! E anche chi recensisce i film può dirmi cosa ne pensa della miniserie in confronto al film.

In ogni caso, ciao e grazie del tempo!^^

Scream Queens ‘til episode 5

My name is Chanel Oberlin and I am the queen of Kappa Kappa Tau. These are my minions. I don’t know their names. I don’t want to know their names. They’re known as Chanel #2, Chanel #3, Chanel #5. I’m Chanel #1, obvi. There was a Chanel #4, but she got meningitis. She was like, “I’m sick. I have to go home.” and I was like, “No. Stay.” But she went home anyway, and then she died. So another thing I was right about.

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Buongiorno a tutti! Oggi vi voglio di una serie televisiva che sto guardando in madrelingua e di cui sono arrivato fino al quinto episodio: Scream Queens. Ora non vi parlo di ogni singolo episodio visionato perché non ne avrei il tempo e aspetto di farlo per quando la avrò completata; ora propongo il mio parere parziale riguardo agli episodi dal pilot al quinto!

Commento:

Se dovessi descrivere Scream Queens usando due film di riferimento senza dubbio sceglierei Mean Girls e Scream; ecco, immaginatevi questi in un bel mashup e avrete la serie irriverente, scorretta e divertente che Scream Queens è.

Scream Queens mi sta piacendo un casino, è la serie dopo Charmed che più si adatta alla mia visione cinica e colorata della vita, i personaggi dei miei racconti andrebbero a nozze con le Chanel! Ho adorato perché è divertente, elegante con vari riferimenti alla moda e alla cultura pop, ha scene horror fatte bene e personaggi caratterizzati benissimo!

Potrei parlare per ore del mondo di Scream Queens perché Scream Queens da questo punto di vista è fatta benissimo: un campus capace di racchiudere dentro di sé le varie personalità degli individui che lo compongono e al posto di limitarli li descrive ancora meglio con edifici caratterizzanti e pieni di dettagli; il più bello è ovviamente il palazzo delle KKT con il meraviglioso guardaroba di Chanel Oberlin e la cantina degli orrori con quell’inquietante fonte della vendetta ancora sporca di sangue (chi ha visto spero capirà senza spoiler). E tutti i personaggi sono descritti benissimo, soprattutto le Chanel con picchi di pazzia nella leader e picchi di individualità nella 5#; il decano poi nella sua dualità di milfona arrapata e giudice di sobrietà che ostacola le Chanel è parecchio divertente e mostra che alla fine là nessuno è veramente sano. Un cast straordinario e perfettamente calato nelle parti.

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Gli episodi di Scream Queens sono parecchio trash ma anche molto intelligenti e capaci di muoversi sul filone degli horror slasher senza mai eccedere nella demenzialità o nel troppo gore, scegliendo di edulcorare i messaggi sempre con l’eccesso divertente. Trattano di temi importanti come l’insicurezza vista in modi differenti con Chanel 1# e 5#, la scoperta della propria identità con Chanel 3#, il problema razziale con Zayday e la poliziotta (fa pensare il flashback di quando è stata cacciata dal ballo alla KKT), la normalizzazione dell’omosessualità -mi è piaciuto molto il rapporto di amicizia fraterna tra Chad e Boone- e comunque in generale la serie mostra una dualità di visione del mondo grazie alla lotta politica interna alla sorellanza. Io dico che chiunque possa trovare qualcosa con cui empatizzare con i personaggi anche perché sono reali e diversi, molto intriganti!

Dal punto di vista tecnico fornisco solo impressioni, spero che chi abbia studiato mi possa aiutare con i commenti. In pratica secondo me Scream Queens è molto ben fatto perché ci sono inquadrature lunghe per intere scene, inquadrature circolari  occhio di gatto per mostrare dialoghi più intriganti e metacinema! I colori sono sempre color pennello tranne quando si è al buio e tutto diventa leggermente più acre; un piacere per gli occhi!

Ecco, questo è il mio commento sconclusionato di Scream Queens fino al quinto episodio; non è una cosa dettagliata ma volevo solo dare un’opinione generale senza spoiler. Ovviamente, quando avrò finito la serie ci sarà una descrizione dettagliata dei personaggi e degli episodi. Fino ad allora, ciaone e fatemi sapere cosa ne pensate di Scream Queens!

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Continua a leggere altre citazioni qui.

Guida al cinema erotico e porno

Buongiorno a tutti! Oggi voglio condividere con voi le mie impressioni su una guida che ho letto durante le ultime settimane: Guida al cinema erotico e porno, a  cura di Alessandro Bertolotti. Mi sono avvicinato a questa lettura grazie ai documentari di Cielo in seconda e terza serata (ho problemi di sonno certe volte) che mi hanno incuriosito su questa parte dell’arte che pochi apprezzano ma che tanti fruiscono; quindi ho voluto interessarmi e approfondirne la storia.

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Il libro tratta della storia del cinema che ha trattato dell’eros in tutte le sue forme, partendo dalla passione amorosa di due giovani amanti puniti poi con la loro morte fino all’amore, anche momentaneo di alcuni minuti, che si può trovare tra due persone mentre fanno sesso, passando per l’iniziazione al mondo dei piaceri di giovani innocenti e il nichilismo professato dal marchese de Sade. Strutturato in cinque capitoli dalla lunghezza variabile in trecento pagine spiega molto bene i temi principali e anche la condizione culturale attuale ai filoni trattati, immergendo il lettore in un mondo di trasgressione, rivoluzione e scoperta della propria identità al di fuori degli stereotipi forzati. Ecco i cinque capitoli: passione (circa 100 pagine), matrimoni e tradimenti (circa 30  pagine), primi amori (circa 30 pagine), orge (circa settanta pagine) e sesso e violenza (circa ottanta pagine); ovviamente tutti i capitoli sono conditi da fotogrammi a scopo illustrativo e mai pornografico che spiegano molto bene il gioco di luci e sguardi che i film erotici hanno fatto loro.

Leggere questo libro l’ho trovato molto interessante essenzialmente per due ragioni: inoltrarmi in un mondo misterioso e mai spiegato da altri apertamente e osservare le reazioni di chi mi circonda. Con tristezza, ho notato che molti, tra cui mia zia avvocatessa in primis, lo hanno trattato quasi fosse la Bibbia di Satana scordando però che l’eros riguarda tutti noi perché racconta l’amore tra due persone, sia duratura sia effimero:  ἔρως è la radice della parola ed è l’amore, amore che secondo i Greci veniva dopo il sesso perché figlio della sua dea Afrodite. Comunque, a me la lettura è piaciuta molto. I due capitoli più interessanti sono sicuramente il primo, le passioni, perché viene spiegato come i registi prede della censura riuscissero a mostrare tutta la passione con un gioco di sguardi e chiaroscuri (si è agli albori del cinema) e l’innocenza di attrici celebri e disnibite come Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza e il secondo riguardante le orge perché è qui che molte volte ho letto come registe di porno femministe abbiano reso centrale la donna, di storie omosessuali o di abbattimento delle morali mentre la storia del porno come sottogenere cinematografica veniva spiegata in tutta la sua grandezza! Inoltre, il film la cui descrizione mi ha turbato maggiormente è sicuramente Through the looking glass, prova che il cinema erotico ha molto da offrire agli altri più rinomati!

Insomma, consiglio a tutti la lettura di Guida al cinema erotico e porno perché va oltre la componente prettamente ludica dei film che propone ma invece li sviscera in termini di regia, fotografia, recitazione e certe volte anche sceneggiatura! Forse l’unica pecca è stato come hanno trattato Lolita, dimenticandosi che tutto il film è filtrato dall’ottico di un pedofilo e qualche piccolo errore di grammatica; ma ovviamente non pesa troppo e questa guida riuscirà a trasportarti in un mondo veramente interessante!

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10 film da guardare per i costumi **

Buongiorno!

Oggi voglio condividere con voi una lista diversa da quelle che propongo di solito perché qui non cito film bellissimi solo dal senso della trama, dei personaggi e delle sensazioni che ho provato guardandoli, ma nomino pellicole al cui interno è l’occhio a farla da padrone: ecco la la top10 in ordine sparso di dieci film che consiglio per gli abiti di scena!

  1. Maria Antonietta, di Sofia Coppola
  2. Il tulipano d’oro, di  Gérard Krawczyk
  3. Un piccolo favore, di Paul Feig
  4. La favorita, di Yorgos Lanthimos
  5. La Duchessa, di Saul Dibb
  6. Via con il vento (consigliatomi), di Victor Fleming
  7. Mirror Mirror, di Tarsem Singh
  8. Dracula di Bram Stoker, di Francis Coppola
  9. Elizabeth: the golden age, di Shekhar Kapur
  10. L’avaro, di Tonino Cervi

Ecco, questi sono dieci film da guardare per i bellissimi costumi, non importa se raccontino una storia d’amore o la guerra, se finiranno con una testa mozzata o con lo sposo sospirato da tutte le partecipanti al suo matrimonio: costumi eleganti e raffinati, ricchi di corsetti e trame o stile e moda moderna vi attrarranno fino alla fine della pellicola!

Ciaone, a dopo!^^

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