10 Katy Perry’s video clips to watch!

Buongiorno a tutti, ditemi: quanto vi mancava un post sulla nostra beniamina?

In piena quarantena, miei sopravvissuti, ho deciso di scrivere questo post per ricercare un po’ dell’allegrezza che questo virus e le misure di tutela della salute pubblica, che il governo ha deciso di mettere in atto, sembrano volerci togliere. Quindi, in occasione della nuova canzone di Katy Perry, Never Worn White, ho deciso di pubblicare la mia lista di dieci videoclips della cantante da guardare!

La mia lista vanta opere molto colorate ed eleganti, perché Katy Perry può non piacere per come canta o il taglio di capelli ma è indubbio che lei e il suo team hanno sempre confezionato dei video musicali che sono delle vere e proprie gioie per gli occhi. Quindi, prima elencherò i titoli che ho scelto con un relativo breve commento e poi metterò uno dopo l’altro i video da poter guardare rilassandosi dopo una giornata stressante passata a lavorare o subire la quarantena!

Ecco qui i miei dieci film di Katy Perry da guardare almeno una volta:

  • Hot n Cold. Il video con il quale l’ho conosciuta, la canzone è anche nella compilation che mi regalò mia sorella alle medie con la musica che ero solito ascoltare all’epoca. Dinamico e ironico, mostra lei che insegue con quattro look differenti il suo sposo che ha detto NO al fatidico sì; ovviamente, il video si ricorda per la sua versione della sposina impazzita con il mascara colato e una mazza puntata contro il povero ragazzo!
  • Unconditionally. Bellissima ballata sull’amore, il video non è da meno: la vediamo con vestiti forse di fine 1900 dell’alta società, certe volte con un gufo (simbolo di fede) e certe volte in mezzo a una folla danzanti dove possiamo notare madri, figli, coppie etero e gay, a ‘razze’ miste o con grandi differenze d’età. Un video con costumi stupendi e la bellissima immagine dell’amore così potente da resistere a un’auto in corsa.
  • Cozy Little Christmas. Ultimo video natalizio rilasciato finora, è ambientato nella casa di Babbo Natale di cui lei è la moglie; tra pupazzetti viventi, vestiti elaborati ispirati alle decorazioni natalizie e ubriacature a base di mascarpone e latte, una volta concluso il video si è di sicuro più sereni.
  • Never Really Over. Canzone che adoro di Katy e che spero sarà nel prossimo album, il videoclip mi ha ricordato sia le rappresentazioni delle sette negli anni ’70 sia i figli dei fiori. Molto elegante come sempre, è sempre colorato ma con toni più sobri e maturi, ricercando abbigliamenti più consoni ormai al fatto di essere (come dice lei) non più una ragazza ma una donna.
  • H & M Commercials (2015). Una pubblicità veloce, ma assolutamente d’impatto e che rispetta tutti i canoni estetici a cui la cantanti ci aveva abituato: tanti colori, una bella parrucca e perfino i folletti natalizi!
  • Starstrukk. Questa è una delle poche canzoni in cui è lei l’artista ospite e in effetti si vede: la canzone è molto è più veloce con un ritmo più frenetico e il video… beh, è meno per famiglie; la canzone mi piace molto e del video mi piace come i tre cantanti si immaginino ipersexy e magneti di pretendenti. Katy tutta bagnata nella piscina con la tuta da sub a risaltarne le forme è il culmine del video immaginato dal duo di cantanti.
  • Rise. Sul web questa canzone e il relativo video avevano fatto discutere non poco, c’è chi aveva ipotizzato potessero metaforizzare i disturbi mentali della cantante. In pratica, il video mostra un suo incidente con il paracadute per il quale finisce in mare e rischia di annegare; fortunatamente si riprenderà e risalita abbastanza in alto per le correnti celesti, tornerà a planare risalendo (rising) il cielo.
  • Roar. Una delle canzoni più conosciute di Katy Perry e anche tra le più performate perché parla di selfempowerment. Il video si potrebbe correlare alle rappresentazioni della leggenda di Tarzan: persona naufraga/si ritrova in un luogo inospitale e grazie alle capacità che scopre di avere riesce ad adattarsi fino a diventarne la regina. Bellissimo video, bellissimo quando lei ruggisce nella parte finale della canzone alla tigre!
  • Dark Horse. Che dire? I dischi di diamante se li sarà guadagnati per una ragione. Video super come al solito questa volta ambientato nelle magie e nei misteri dell’antico Egitto, canzone trascinante. Ha effetti speciali molto belli come quando trasforma in oggetti i pretendenti al trono che la volevano oggettivare; forse è il primo video in cui sfoggia una capigliatura bionda?
  • Alien. Sono anni che ho scaricato questa canzone; senza i rap di Kanye West. Ci ho imparato l’inglese ascoltandola e ripetendo le parole con le lyrics e ormai so molti versi a memoria. Il video è stupendo, lei ha un trucco sublime e i vestiti che indossa riescono a dare veramente l’impressione che si tratti di un essere alieno. Bellissimo il finale.

Questa è la mia lista dei dieci video musicali di Katy Perry da guardare e ascoltare almeno una volta. Ora vi lascio la carrellata dei videoclip, in ordine di apparizione, per condividerli con voi e rendervi più facile capire cosa di questi mi abbia colpito o guardarli per la prima volta se non li conoscevate.

Grazie mille per essere rimasti qui! So che è un video che potrebbe risultare leggermente noioso ma ci tenevo a farlo anche per ricercare un po’ di svago. Se vi è piaciuto il post a fondo pagine il sito vi consiglierà altri tre miei post simili in argomenti; se siete fan di Katy Perry, a fondo pagine potrete trovare una sezione di post su di lei in cui commento e cerco di far conoscere principalmente le sue canzoni che mi preferisco. In ogni caso, grazie per essere passati e, se siete sopravvissuti al Covid19, fatemelo sapere sotto nei commenti! Ciao, vi lascio con Never Worn White!

I migliori di Febbraio

Buon primo Marzo a tutti, o almeno a chi è sopravvissuto al Coronavirus!

Cars-Motori-Ruggenti-
Un bellissimo viaggio di maturazione

Febbraio è appena passato e con sé si porta via tanti eventi, tra cui si spera il virus che tanto terrore ha fatto vivere al pianeta intero. Dalla mia, il sabato prima che tutto in Veneto chiudesse sono stato a Venezia e ho fatto foto fantastiche; inoltre, ho commentato il bellissimo film La Venere in pelliccia e ho scritto due tre capitoli della mia fiabetta nera. Infine per il mese di Febbraio ho notato che i miei post vecchi hanno ricevuto più attenzioni di quelli del mese! :O

Ciononostante, oggi è l’1 e quindi, come ogni primo del mese, ecco i 5 film più belli che ho visto a Febbraio!

  • Jojo Rabbit. Unico film della lista visionato al cinema, l’ho trovato a tratti esilarante e a tratti veramente drammatico. Mi è piaciuto molto come hanno reso i pregiudizi e come il protagonista (un bambino indottrinato dal Nazismo) li vive: dovrebbe essere l’eroe romantico che in nome della patria uccide gli ebrei e si immola ma torna a casa pure ferito in viso; inizialmente vede l’ebrea che la madre protegge in casa come un mostro perché non ha mai veramente visto un ebreo prima di quel momento; ha Hitler come amico immaginario (ed è molto spassoso e iperbolico). Inoltre, la scelta di mostrare le scarpe della madre in modo da riconoscerla è stata molto buona e drammatica, mentre gli orrori della guerra e come il generale salva il ragazzo alla fine sono veramente angoscianti. Grande film.
  • The Blues Brothers. Più che per la trama o i personaggi mi è rimasto impresso per le canzoni; beh, è un musical no? Non sapevo che Everybody needs somebody derivasse dalla pellicola e da quando l’ho ascoltata sono in fissa da giorni! Poi il cast vanta al suo interno musicisti e cantanti celebri, per cui è veramente una gioia per l’udito.
  • La belle epoque. Leggero, divertente e romantico, parla di un ragazzo che vive assieme a quattro sorelle e in diversi tempi con i loro genitori in campagna. Secondo le unità aristoteliche se le fa tutte e quattro e ne riesce a sposare solo una ricevendo ben tre rifiuti dopo l’amplesso (poverino, oggettivato e rifiutato poi LOL). Mi è piaciuto come hanno interpretato la lesbica e il personaggio della giovanissima Penelope Cruz è veramente tenero. Approvatissimo!
  • La casa dei 1000 corpi. Nemmeno tanto splatter, solo tanto folle e sadico; prende come spunto Non aprite quella porta e la porta a livelli mai visti, con una visione collettiva veramente sotto acidi. Film bellissimo, è intervallato a sequenze quasi giornalistiche o invece oniriche, la famiglia è veramente composta da serial killer: loro nelle loro vittime non vedono persone, ma solo oggetti con cui divertirsi e vivere spensierati!
  • Cars, motori ruggenti. Uno dei miei cartoni Disney preferiti, credo il mio Pixar preferito. Un bellissimo racconto di miglioramento personale e maturazione del protagonista; le gare sono bellissime, i personaggi sono caratterizzati e ogni volta che riguardo come Saetta salva il vecchio campione mi vengono le lacrime agli occhi! Veramente emozionante, riesce a legarti perfettamente ai personaggi perché li caratterizza facilmente con dettagli utili alla trama. CAPOLAVORO!

Questa è la mia lista, ecco qui la canzone Everybody needs somebody:

Ciao e grazie per essere passati, sopravvissuti!

 

10 musical da non perdere 2.0

Buongiorno! Finalmente mi sto riprendendo da un’influenza che mi ha regalato bellissimi picchi di febbre a 40 gradi! Quindi, dopo giorni di silenzio, ecco una lista scritta dal cell sotto alle coperte!

Ecco la lista, spero sia interessante!^^

  • Mamma Mia 2
  • La La Land
  • Il Principe d’Egitto
  • Pitch Perfect 2
  • Anastasia
  • Cantando sotto la pioggia (consigliatomi da un amico)
  • Sing
  • The Rocky Horror Picture Show
  • The Blues Brothers
  • Love & Mercy

Grazie per essere passati. Alla prossima!^^

Blogger nel 2019

Citato in giudizio da Sam Simon, ho deciso di aderire al Tag in cui mi ha nominato! Questo mi è piaciuto molto perché mi permette di approfondire la natura del mio blog della mia persona in quanto blogger! Quindi, ecco qui la mia risposta alla nomina!

Come nasce l’idea dietro ai tuoi post?

Allora, l’idea nasce dalle mie passioni. Adoro guardare film, mi piacerebbe studiare cinema, mi piace leggere libri, gioco a molti videogiochi, sono appassionato di mitologia greca e ogni tanto ho l’estro creativo. Con chi ne parlo che appena nomino questi argomenti la gente si addormenta? Ma ovviamente qui nel mio piccolo angolo di relax!

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Principalmente il Computer portatile, poche volte il telefono. Se potessi scrivere tutto a mano sarei molto più felice ma non è possibile, odio scrivere a tastiera, qualsiasi essa sia. Per le immagini, o le prendo da Google o uso immagini che faccio io: screenshots o foto.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Dipende. Ho la media di un post ogni quattro giorni, quindi cerco di rispettarla. Dipende dall’articolo, dalla sua lunghezza e dal suo spessore. Può variare dalle settimane alla mezz’oretta tranquilla; veramente varia molto. Credo però che gli articoli veramente lunghi non li faccio più perché la università mi mangia troppo tempo a livello fisico ed emotivo.

Qual’è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

La mia idea sarebbe rimanere nell’anonimato ed essere omaggiato da sconosciuti per le mie idee; ultimamente, per evitare di floppare uso Facebook o Instagram per spammare i miei post. Una volta avevo provato a creare una pagina FB del mio blog ma sono veramente troppo scostante: il blog come social media è anche troppo da gestire in tranquillità.

Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da aver avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui social?

In verità no. Frequento anche forum su Forumfree e le mie interazioni sono sempre soddisfacenti. Qua si pensa e si commenta, non ci si limita a lasciare un like a caso. Preferisco qui, più tranquillo e più elitario dove il 99% degli utenti ha un blog.

Per le nomine, nomino chiunque legga questa Tag. Molti di quelli che avrei nominato sono già stati scelti e quindi spero che chi mi legga lo faccia attivamente e raccolga la palla!

Cambiando argomento, nel 2019 il mio blog ha continuato a crescere. I miei post si sono concentrati su film e riflessioni che sono state arricchite dai miei lettori anch’essi blogger; è questo che intendevo sopra: qui la mente fermenta, c’è sempre della discussione se si è nello spirito giusto! Quindi, volevo condividere con voi i traguardi di fine anno!

I 5 articoli più visitati scritti nel mio 2019:

  1. After 
  2. Il film che: la mia Tag sui film!
  3. Guida al cinema erotico e porno
  4. 10 streghe potenti!
  5. Il Rifugio Galassi

I 5 articoli di sempre più visitati nel mio 2019:

  1. After
  2. Perché Kaa della Disney è un insulto all’originale
  3. Il Mostro
  4. Lol all’Eredità di Rai uno
  5. Bivacco Marsini

Conoscevate questi post? In ogni caso, buon 2020 e grazie di tutto!

dylannone blog
Ne è passato di tempo!

 

Scout: l’esperienza di una vita

Buona caccia, buona strada e buongiorno. Sono Antonio C., ma potete chiamarmi anche Tortora dell’Antico Idioma, e questa è la mia relazione contenente le riflessioni che ho sviluppato durante il lungo e studiato percorso che ho intrapreso per la mia Partenza.

Il mio percorso nello scoutismo è iniziato quando avevo otto anni, un bambino in età da Lupetto, e si è sviluppato tra alti e bassi per più di una decade, arrivando fino ad oggi ben tredici anni dopo; le tre fasi della vita di uno Scout -Lupetto, Scout e Rover- sono ben divise l’una dall’altra per quanto riguarda emozioni, ricordi e memorie di eventi positive o negative che siano, ma se dovessi riassumerle tutte e tre con un’unica parola sceglierei senza alcun dubbio la parola ‘passione’.

I Lupetti sono stati un periodo molto bello della mia vita, li ho vissuti in tutta la loro durata triennale dagli otto agli undici anni con il branco Fiore Rosso; ho sempre fatto del mio meglio, per loro ci ho messo la passione di un bambino ridente con i suoi occhi azzurri e la faccia paffutella! Il metodo della branca gialla, l’insegnamento attraverso il gioco e le facili figure della Giungla, mi è sempre stato fonte di grande gioia e divertimento, quando vedevo i miei Vecchi Lupi impersonare personaggi macchiettistici non riuscivo a scorgere dei ragazzi con addosso un abbigliamento inusuale ma invece grandi generali venuti a cercare un esercito, registi in cerca di attori o artisti circensi desiderosi di osservare le doti atletiche del branco. A testimonianza di tutto ciò ho mantenuto il mio Diario Caccia, un piccolo quaderno in cui ero solito scrivere le mie avventure all’interno della grande famiglia felice qual era il mio Fiore Rosso: lupettiadi, strani figuri, epiche sfide a giochi sport ed enigmi irrisolvibili; tutto questo mi ha accompagnato durante tre anni molto belli della mia infanzia.

Tuttavia, se la branca gialla era stata sinonimo della gioia del bambino, quella verde ha rappresentato un periodo di grande sofferenza ed emarginazione. Quando iniziai gli Scout stravolsi completamente il mio mondo: scuola lontana da chiunque conoscessi, allontanamento graduale dalle vecchie amicizie e infine un mondo Scout molto più rigoroso e grigio. Se il primo anno in squadriglia era stato strano ma interessante, gli anni successivi furono totalmente frustranti a causa dell’inadeguatezza dei miei capisquadriglia nel gestire un ragazzino timido e la cui autostima scendeva sempre più in quanto non vedeva alcun progresso o miglioramento; credo che il colpo peggiore sia stato al quarto anno, quando vidi un ragazzo di un anno più giovane sorpassarmi nella scala meritocratica e prendere il ruolo di vicecaposquadriglia, nessun tentativo di miglioramento sarebbe stato utile. La passione degli anni di Scout è stata la solitudine che cresceva dentro la mia persona, ho scoperto in quegli anni quanto la vita campestre fosse parallela alla mia, che non si sarebbero mai toccate e che se gli altri riuscivano pian piano ad adattarvisi io potevo solo sopravvivere sperando che quegli anni bui fatti di derisione sarebbero cessati prima o poi; il problema non era nemmeno l’essere riassunto come lo strano, il particolare, il disadattato che procurava solo guai, ma invece la graduale lontananza tra me e coloro che reputavo amici solo qualche anno prima! Ciononostante, anche se non avrei mai potuto apprezzare pienamente mentre la vivevo la vita come Scout, questa stessa vita mi aiutò ad approcciare la scrittura: ero il migliore a scrivere i Libri di Marcia e il rigore con cui l’ultimo anno mi approcciavo al campo mi aiutò a sopravvivere in un mondo di cui contavo i giorni per sapere quando sarebbe cessato di esistere per tornare a casa.

E se la vita da Scout fu  un tormento, quella Rover è stata una rinascita. Finalmente ero scappato da quel sistema nonnista, dai capisquadriglia e anche se il mio anno di noviziato non fu dei migliori, finalmente, finalmente alla fine vidi una luce per i miei splendenti occhi di tempesta; una saetta finalmente li attraversò. Grazie al mio percorso da noviziato ho iniziato a conoscermi meglio, ho visitato per la prima volta l’Inghilterra e Londra! A dire il vero non ho grandi ricordi di quel periodo, stavo maturando molto a livello personale, non ricordo nemmeno chi fosse il Maestro dei novizi. Quando iniziai a fare servizio fu un evento ancora più felice perché finalmente ritornai a uno dei periodi più felici della mia infanzia cercando allo stesso tempo di renderlo speciale ai nuovi Lupetti; inoltre, conobbi il mio boss, l’Akela del branco Fiore Rosso: simpatico, determinato e preciso, mi aiutò molto a migliorare con gli impegni fino a diventare sempre più puntuale e affidabile con incarichi di fiducia sempre maggiore. Non dimenticherò mai il giorno in cui cambiammo sede e arrivai in ritardo di un’ora e mezza. Ciò che apprezzo dei miei anni prima come Chikai e infine come Bagheera è la possibilità che mi era stata data di poter condividere la mia passione per il disegno durante le attività di branco e per la scrittura con qualcuno bravissimo a raccontare e creare storie; mi ha formato tanto, ora so gestire abbastanza bene un branco e sto aiutando a Sacro Cuore grazie alla formazione di quell’Akela e per il campo di formazione a cui fui mandato -là pure mi chiesero se ero stato obbligato ad andarci ma invece fu una mia scelta! E se con i Lupetti del Fiore Rosso mi sono divertito molto anche creando cartelloni e gestendo attività con altri Vecchi Lupi con Akela assente, non mi è piaciuta per niente la mia esperienza alla Caritas. Solo frustrante. Ora sono attualmente a fare servizio presso il branco di Sacro Cuore, sono Bagheera e devo dire che tornare un’ultima volta ai Lupetti proprio nel mio ultimo anno mi sa di un bellissimo ciclo che finalmente trova la sua fine: sono cresciuto molto da quando ho compiuto otto anni, ho perso la mia immagine distorta di un essere inutile senza alcun pregio e finalmente mi sento pronto ad affacciarmi alla realtà che mi circonda consapevole almeno di una parte delle mie capacità.

Non mi sono mai totalmente identificato come uno Scout o un Rover ma invece come un ragazzo che frequentava ambienti scoutistici. Prima di tutto ero un ragazzo con problemi a socializzare, molto insicuro e bistrattato sotto molti fronti. Esemplare è il mio vissuto riguardante l’associazione Sogno Numero 2.

Avevo iniziato a frequentare il Sogno Numero 2 partecipando a un loro campo estivo nell’estate tra la terza media e la prima superiore; all’epoca, ero in una squadriglia che mi rendeva veramente insoddisfatto e il periodo negli Scout era tra i meno rosei mai vissuti. In quel campo avevo trovato alcune caratteristiche positive come una maggiore accoglienza e una casa in cui stare al posto del solito campeggio brutto e scomodo; partecipai a quattro campi di quell’associazione. Con il passare degli anni iniziai a preferirla a quella scoutistica perché se una mi aveva deluso con la promozione di un ragazzo più giovane per un ruolo che al tempo ritenevo fosse mio per anzianità, l’altra iniziava man mano a offrirmi ruoli sempre più di rilevanza durante i campi. Tuttavia, non tutto ciò che luccica è oro e prezioso: anche là, anche se ci provavo non riuscivo a entrare nella rete di amicizia degli altri ragazzi; certi aspetti dei ‘campeggi’ mi facevano storcere il naso come l’alzabandiera e l’ammainabandiera quando non spiegavano nemmeno cosa significassero per l’associazione; la totale centralità d’importanza del fondatore, che ci imponeva di ascoltarne le orazioni la sera anche se stanchi. E poi come mi hanno allontanato così d’improvviso dopo il quarto campo. Quell’anno ero stato rimandato in storia e matematica e avevo fatto i salti mortali per poter partecipare al campo estivo, ma ce l’avevo fatta con estrema soddisfazione, anche se mi stavo allontanando dalla loro ideologia, già allora il mio carattere problematico da gestire si stava evolvendo in una maggiore indipendenza ideologica e una maggiore autonomia di pensiero grazie alla mia testardaggine; in pratica dopo il campo mi mandarono un messaggio in cui mi dissero di non presentarmi più al gruppo.

Questo evento all’inizio mi aveva devastato moltissimo, erano mesi che non piangevo tanto. Ma poi fu proprio quello che mi spinse a dare maggiore impegno negli Scout: li conoscevo fin da bambino, anche se i rapporti erano strani e forzati erano quasi una famiglia e mi piaceva l’idea di risorgere all’interno del gruppo.

Fu così che divenni Fenice.

Ho voluto condividere tutto questo per allacciarmi al tema di questa mia riflessione, la comunità. Per impostare la scrittura di questo testo ho dovuto suddividere questa parola in due riflessioni differenti: la comunità Scout e la comunità religiosa; perché a quanto pare sono uno Scout cristiano e non laico.

La comunità Scout per me è sempre stata motivo di grandi distinzioni perché la mia persona, come carattere, apprezza molto la categorizzazione di eventi, persone e ricordi. E per me la comunità è suddivisibile in due grandi categorie: coloro che hanno provato a migliorarmi come persona grazie a fiducia, incoraggiamenti e buoni esempi; coloro che hanno solo peggiorato la situazione con comportamenti imbarazzanti nei miei confronti o imbarazzati da me. Ciononostante, sono una parte importante di me e mi hanno aiutato a maturare e vivere: gli Scout mi hanno fatto piangere molto, ma mi hanno anche fatto ridere. Con gli Scout ho avuto moltissime esperienze, un vissuto molto lungo, fanno parte di me e di loro, potrei dire che sono l’impegno più lungo che porto avanti da una vita. Forse alcune delle persone che ho incontrato durante il mio cammino all’interno della comunità non avranno completamente la mia stessa veduta di opinioni o gli stessi orizzonti condivisibili, ma da quando mi hanno accettato nel Branco del Fiore Rosso hanno sempre potuto contare sulla mia lealtà e io sulla loro.

Riguardo alla comunità cristiana, qui casca l’asino. Ho fatto il Battesimo, la Comunione e la Cresima, ho fatto molti anni di catechismo e ho letto molti passi della Bibbia. Tuttavia, non credo nella religione positiva anche se ho intrattenuto molte conversazioni di natura teologica con diversi preti; è stato interessante riflettere sul tema della comunità in chiave cristiana perché secondo me la comunità cristiana è molto ossimorica: dovrebbe essere aperta ma molti razzisti e omofobi derivano da una grande religiosità quasi fanatica; predica la povertà di Cristo all’interno di grandi palazzi da centinaia di migliaia di euro come minimo con i preti che indossano vesti ricamate ricavate da un intero mercato di merce sacra. Ho sempre trovato la Chiesa leggermente antitetica in ciò che dice e fa, ma questa è la vita. Ho dovuto riflettere sul tema della comunità e mi è stato consigliato il capitolo cinque del Vangelo secondo Luca e secondo me è perfetto per mostrare quanto la Chiesa si predichi aperta: Gesù perdona i peccatori, salva i ciechi ed eleva a pescatori di uomini due pescatori incapaci di riempire le loro reti da pesca; secondo questo testo, chiunque può entrare in Chiesa, chiunque può pregare Dio perché Dio perdona chiunque anche se peccatori. Questo messaggio è sicuramente molto forte, massimizza ottimamente la filosofia della religione cristiana cattolica: ama il tuo prossimo come ameresti te stesso; e si sposa altrettanto bene anche con questa massima: ama te stesso come ameresti il prossimo. Purtroppo molta gente non riesce a comprenderlo e come già citato sopra si preferisce scagliarsi contro lo strano o il diverso; molti potrebbero pensare che siano in contraddizione con il messaggio di comunione della religione cristiana, ma dopo una lunga e accorata riflessione sono giunto a pensare che invece sono proprio queste persone che hanno bisogno di credere in Cristo almeno abbastanza da riuscire a scorgerlo, per esempio, in colui che sbarca da un barcone in Sicilia.

Non so se questo mio testo sconclusionato possa essere definito riflessione, ma questa è la riflessione che ho studiato per legittimare la mia Partenza, per dimostrare di essere in grado di partire verso il mondo vero con spalle capaci di sopportare il peso del futuro e di diventare giganti per i nani del futuro. Il mio percorso nelle comunità Scout e cristiana si è evoluto con la mia persona con passione e forza perché io, a differenza di molti altri, tra sofferenze e gioie, discriminazioni e vittorie, ho sempre cercato di portarlo a termine nel migliore dei modi.

Nel mio futuro come R.S. del mio Gruppo e non più del mio Clan mi impegno a portare avanti i valori della comunità Scout che mi sono stati insegnati e portare rispetto e conoscenza verso quelli cristiani a cui sono stato iniziato molti anni fa. Non nascondo il fatto che dal prossimo anno vorrei iniziare a lavorare per cui il tempo da dedicare al servizio potrebbe diminuire drasticamente, ma dopotutto credo sia pure fisiologico: attraverso il lavoro e la negazione di se stessi siamo in grado di scoprire parti di noi prima sconosciute e quindi il volontariato sotto la guida di una persona più esperta di noi del mondo non può che giovare alla nostra costruzione come cittadini del mondo; tuttavia, oramai sono uno studente universitario, sto per approcciarmi al mondo del lavoro, posso votare già da molti anni e quindi è necessaria una svolta per permettermi di fare cadere le piume grigie e permettermi di indossare quelle bianche, belle e regali. La comunità Scout anche se in modi diversi ha sempre significato tanto perché è composta dalle persone che ho apprezzato o che mi hanno reso infelice nel corso di ben tredici anni e che continueranno a sconvolgermi anche per i mesi a venire anche solo perché ho un servizio al Branco di Sacro Cuore da portare avanti. Spero solo che la mia poca esperienza possa essere utile a qualcun altro e di riuscire a dare ad altri l’affetto e la fiducia che mi sono stati rivolti, la pazienza e il coraggio di andare oltre i difetti per scorgere le qualità e quindi di offrire una visione d’insieme equilibrata ma sempre particolareggiata secondo la mia persona.

Arrivederci.

Quello che avete appena letto è la relazione che ho scritto per la mia Partenza, che ho fatto alla fine del Campo Invernale durato nei giorni 29 e 30 Dicembre 2019. Questo evento è stato molto importante per me perché sinceramente non credevo ci sarei mai arrivato.

Con la Partenza, cerimonia con la quale divento un R.S. e lascio il clan per entrare nel Gruppo, sento di avere chiuso un ciclo e di essere entrato ancora di più nella fase adulta della mia vita. Con la Partenza ho chiuso il mio ciclo negli Scout come ragazzo e mi approccio ora come qualcuno con un minimo di esperienza, da trasmettere ad altri più giovani e piccoli.

Ma com’è stato essere Lupetto, Esploratore, Rover?

Come avrete già capito dalla mia relazione, l’associazione si fonda sul volontariato e  quindi la gestione delle tre branche (anche se coordinate da gente con molta esperienza, studiata e con molti anni di esperienza) ha le sue braccia costituite da ragazzi di età al massimo universitaria; ciò che voglio dire è che le intenzioni sono sempre le migliori, ma anche se uomini adulti e consapevoli dell’importanza di ciò che stanno facendo fanno il meglio, queste tre branche sono gestite anche da ragazzi giovani e immaturi e quindi l’esperienza di maturazione e miglioramento personali è valida anche per loro. Alcune branche sono faticose da gestire ma sicuramente hanno dinamiche di accadimenti e interazioni sociali molto più difficile da domare; per un ragazzo di sedici anni sarà pure fastidioso passare i pomeriggi con un branco di bambini urlanti ma per lui è molto più complicato gestire ragazzi pochissimo più piccoli di lui mentre litigano o non riconoscono la sua nuova autorità.

Per me questo viaggio interiore è stato sicuramente complicato e bello, anche se certe volte mi era sembrato di non potercela fare. Riconosco di avere un carattere complicato da gestire soprattutto per chi non mi conosce e alla luce di quanto è successo negli anni e dell’esperienza fatta io stesso come aiutocapo, nei periodi più brutti della mia vita da Scout hanno sempre fatto del loro meglio.

Credo che la branca più difficile da gestire sia quella verde, gli Esploratori, perché sono molti ragazzi tra gli undici e i quindici anni che interagiscono tra loro senza filtri e molte volte con personalità troppo divergenti. Infatti, non mi sorprende che dato il mio caratterino cordiale e simpatico la branca verde sia quella con cui ho sempre avuto maggiori difficoltà; alcuni aspetti non mi piacciono come il leggero nonnismo dettato anche dalla necessità di dare un valore meritocratico alle responsabilità che si danno ai vari ragazzi in reparto (un novizietto non sa fare altro che lavare pentole) ma certe volte quelli che dovrebbero essere i capi delle proprie squadriglie sembrano dimenticarsi di aiutare quelli più piccoli a diventare come loro; e un aiutocapo o il caporeparto non può pensare a tutto e tutti.

Nel complesso consiglio gli Scout perché sono una comunità estremamente inclusiva e non ci chiuderanno mai le porte se non vai bene come invece è successo a me altrove. Ciò che è bello degli Scout è il valore che danno ai ragazzi, sono le possibilità che vengono date per maturare ai ragazzi, che siano da animare con le attività o gli aiutocapi stessi. L’impronta è simile a quella militare e si nota, ma forse è anche questa la sua forza: il tempo che ha accumulato insieme alla giovinezza dei nuovi capi pronti a svecchiare il tutto. Consiglio gli Scout perché mi hanno in parte forgiato, consiglio gli scout perché mi hanno fatto conoscere gente, luoghi e conoscenze che altrimenti non avrei mai potuto conoscere.

accetta della mia partenza
Simbolo della mia Partenza, risplende come il mio sorriso ripensando a quest tredici anni appena trascorsi. Grazie a tutti!

Buon Natale!

Buon Natale!

Buon Natale e spero passiate una bellissima giornata all’insegna della felicità e dei festeggiamenti, del calore e delle profumate pietanze! Nel mio piccolo blog, per festeggiare, ho deciso di condividere come ogni anno una nuova canzone con cui sono in fissa, questa volta delle Little Mix: One I’ve Been Missing!

(To the one I’ve been missing)
(To the one I’ve been missing)

I’m sorry I ain’t been around
But you’ve been on my mind a million times
I’ll make it up to you now
We’ll wrap the presents
And put up the tree together
Be together
Baby, there’s no better gift
And now that I have you here
Is when I feel it the most

‘Cause I’ve been gone so long
But I kept holding on
‘Cause I need to show you
Just how much I love you this Christmas
Is it the lights in your eyes?
They’ve never shone so bright
I’ve waited all year to be near
To the one I’ve been missing
This Christmas

(To the one I’ve been missing)
(To the one I’ve been missing)
To the one I’ve been missing
(To the one I’ve been missing)
(To the one I’ve been missing)

I feel too lonely to sleep
Boy, when you’re on the wrong side of the world
Now with the snow at our feet
We’ll sit by the fire
And we’ll set the scene together
Dream together
Baby, there’s no better gift
Now that I have you here
That’s when I feel it the most

‘Cause I’ve been gone so long
But I kept holding on
‘Cause I need to show you
Just how much I love you this Christmas
Is it the lights in your eyes?
They’ve never shone so bright
I’ve waited all year to be near
To the one I’ve been missing
This Christmas

(To the one I’ve been missing)
This Christmas
(To the one I’ve been missing)
To the one I’ve been missing
(To the one I’ve been missing)
This Christmas
(To the one I’ve been missing)

To the one I’ve been missing
(To the one I’ve been missing)
This Christmas
(To the one I’ve been missing)
To the one

To the one I’ve been missing

Questa canzone mi piace molto e il video, che non è quello ufficiale ma un economico vertical video, mostra ciò che adoro delle Little Mix: la loro simpatia, la loro spontaneità e il non divinizzarsi nei video anche se famose. Un bel video per sorridere e passare in allegria il Natale!

E con questa colonna sonora, voglio condividere con voi le mie risposte al Tag a cui sono stato citato ieri. Adoro rispondere ai Tag! Questo è il Link del mio citatore, adesso ricopio la consegna, le domande e mi preparo a rivelare il mio Natale ideale.

Regole della tag:

Gioiosamente saccheggiate dal post originale, ecco come funziona questa tag!

1- Elencare tutti gli elementi del nostro Natale ideale, in base ai vari macroargomenti forniti;
2- Avvisare Moz dell’eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un commento a
https://mikimoz.blogspot.com/2019/12/natale-ideale.html
3- taggare altri cinque bloggers.

Ed ecco le mie risposte:

  • Colonna sonora.

Non sono propriamente un tipo che abbina la propria vita a una colonna sonora, credo che rispondo usando le mie solite risposte standard: musica pop e le soundtracks dei videogiochi e dei film di cui usufruirò durante le vacanze. Comunque, vorrei citare cinque canzoni natalizie che mi piacciono in questo periodo: Every Day is a Holyday, Cozy Little Christmas, One I’ve Been Missing, la sempreverde All I Want for Christmas is You  e la canonica Jingle Bells.

  • Mood.

Dalla notte di Natale, tra il 24 e il 25 per intenderci, sarò tornato dal calcetto di distretto e sarò molto irascibile e lunatico in relazione alla mia stanchezza. Quindi, visto che dicembre sarà abbastanza impegnato, vorrei passare la giornata in tranquillità, studiando poco e rilassandomi come conviene fare in vacanza.

  • Luogo.

Per me Natale significa famiglia, mi piacerebbe passarlo a casa con i miei senza fare nulla e venire riverito per il solo fatto di esistere. Copertina e stare sul divano a guardare un film. Casa mia va benissimo, con i termosifoni a palla.

  • Viaggio.

Non si viaggia, l’ho detto prima eh! Comunque, se proprio dovessi scegliere un luogo andrei al caldo: Sicilia, isole hawaiane o Hollywood. Ma in ogni caso resto a casa con la copertina e le cose che mi piacciono, i viaggi sono stancanti e valgono la pena solo se poi ci sto almeno una settimana o anche tre.

  • Programmi TV:

Thank you, next.

  • Serie TV:

Charmed rimarrà sempre nel mio cuore, non a caso nel blog ci ho pure dedicato una sottocategoria! Poi ci sono i Simpson, Friends e La vita secondo Jim. Non lo vedo bene guardare polizieschi nel periodo natalizio ideale, ma rifarmi gli occhi con Queer as Folk potrebbe essere una bellissima idea! Basta che siano cose allegre.

  • Cartoons.

Certo che questa tag è veramente tanto specifica! Citerei i Simpson, Futurama, i Pokémon, i Due Fantagenitori e forse quei cartoni vecchi della Warner Bros.

  • Film.

Oh bene, qui si ragiona. Ogni Vigilia mi guardo Una poltrona per due; poi ci sta benissimo anche L’amore non va in vacanza e per una saga per ragazzi non si salta Mamma ho perso l’aereo. Questa è la mia triade del Natale. Il resto è contorno. Mi piace molto anche la Rivincita delle bionde, prima o poi me lo riguardo.

  • Fumetto.

Thank you, next.

  • Libro.

Non ho un libro che mi interessi particolarmente, né uno legato al periodo natalizio. Potrebbe essere una guida ai film natalizi? O sulle tradizioni natalizie?

  • Rivista.

Non leggo riviste, non mi piace.

  • Svago.

A me piace molto svagarmi, stare sotto le coperte al calduccio; adoro. Poi mi piace disegnare, giocare coi collage di carta colorata e vedere cosa ne viene fuori, mi piace decorare le maschere veneziane e scrivere. Anche questo blog è uno svago. Non ne ho uno speciale, tutti questi sono belli.

  • Gioco da tavolo.

Una bella partitona a Monopoli, quella ci sta sempre o a Scarabeo. Anche quella del gioco dei Pokémon è molto interessante, ma sono tutti giochi messi via. Mi piacerebbe trovare che sia ancora interessato.

E dopo tutte queste risposte, ecco le mie nomination! Essere nominate da me il giorno di Natale, un onore che probabilmente scopriranno a gennaio! xD

PS: io nomino, poi non so se sono già stati nominati da altri. Al massimo linkatemi le vostre tag!

Ecco i blog che spero collaboreranno (se è un blog condiviso ovviamente è un tag a testa):

  1. Chest of Tales: https://chestoftalesblog.wordpress.com/
  2. Non aprite quel forno: https://nonapritequelforno.home.blog/
  3. Imlestar: https://imlestar.com/
  4. Serial Escape: https://serial-escape.com/
  5. Yidali Ale: https://yidaliale.com/

That’s it. Buon Natale e buone vacanze!

katy

Il Forum dei Brutti 2.0

Buongiorno a tutti! A più di un mese da questo post riguardante il Forum dei Brutti, ho deciso di dare una seconda opinione dopo averlo spulciato per bene nell’anonimato. Buona lettura, spero che ora questo argomento che aveva destato qualche interesse, possa essere più chiaro.

Il Forum dei Brutti.

Il Forum dei Brutti è una comunità online di Incel, gente a detta loro involontariamente celibe a causa del proprio aspetto fisico. L’aspetto fisico per loro è molto importante perché la maggior parte di loro è formata da uomini etero che, a causa della grandissima concorrenza maschile, non riescono a trovare una ragazza abbastanza bella per soddisfarli; dico abbastanza bella perché pur definendosi così cessi da scaturire risate nella gente si rifiutano di andare con coloro che reputano pariestetiche. Per loro l’aspetto fisico è imprescindibile perché il libro non si giudica dal contenuto ma solo dalla copertina e quindi, il gentil sesso, non li può scegliere in quanto sgorbi genetici.

Il Forum dei Brutti raccoglie al suo interno molta gente inizialmente insicura che col tempo diventa quasi misogina perché, con il passare dei rifiuti e della solitudine, ha solo questo forum per condividere il proprio disagio. E cos’è per loro questo forum? Uno sfogatoio in cui raccontano le proprie amarezze, iniziano a incitarsi l’un l’altro per sostenersi e scrivono post contro il loro destino e le donne che preferiscono a loro solo gente bella; con gente bella non intendo tipi normali ma fighi assurdi, gente così non la vedo per strada quindi anche una ragazza dove li trova? BOH.

Il Forum dei Brutti ha al suo interno diverse sezioni, ma sicuramente le più interessanti da leggere sono due: Una vita da brutto e Valutazioni. Nella prima si presentano e certe volte mandano le proprie foto per farsi valutare ‘oggettivamente’ dagli altri utenti; inoltre, raccontano le proprie sventure solo per poi riunirsi in coro verso le donne che li hanno schifati, i bellissimi che si fanno anche coloro che sul forum sono chiamate dispregiativamente cesse obese e gli amici che riescono a scopare e mettere su famiglia e li vedono sempre soli. In valutazioni, invece, valutano VIP e pornostar in termini veramente cattivi e arrivando a dare a Scarlett Johansson della nana cessa. Insomma, il loro valore estetico è assolutamente alto per essere considerati belli.

Il Forum dei Brutti ha al suo interno diversi acronimi. Quelli più usati sono BF (bel faccino) e NP (non persona); interessante è che il primo è usato principalmente per i bellocci, il secondo per la quasi totalità del genere femminile. Una donna è una non persona perché secondo loro la sua vita ruota attorno ai bellocci da scoparsi; non hanno sentimenti e nemmeno hobby se non rendersi appetibili ai bellocci. Insomma, un brutto con una donna non ha alcuna speranza non solo nel sesso ma anche come amica o datrice di lavoro. Le NP sono il male assoluto!

Ricapitolando.

Il Forum dei Brutti racchiude al suo interno delle discussioni assurde, testimonianze di chat campate in aria ed episodi che manco alle medie potevano accadere. Non so se sia tutto un trolling o se ci credono sul serio. Ma so che leggere quel forum con le dovute precauzioni mentali è come leggere un libro: le assurdità non mancano mai!

Altro post sul Forum dei Brutti:

https://austindoveblog.wordpress.com/2019/11/16/il-forum-dei-brutti/

Beauty-Supply03
L’unica soluzione per i brutti veri?

Pokémon Platino, un piccolo capolavoro

Giratina
Giratina regna sovrano in Sinnoh e nei nostri cuori

Pokémon Platino è un videogioco per nintendo DS uscito in Europa nel 2009, anno in cui me lo regalarono. Questo capitolo, assieme a Pokémon Mistery Dungeon: Esploratori del Cielo, è uno dei tasselli fondamentali della mia tarda infanzia e della mia preadolescenza perché da quel momento ne fui veramente legato tanto che al tempo diventò per me quasi una dipendenza da cui i miei genitori dovettero disintossicarmi. Tuttora ci gioco e tuttora mi diverto, continuando ad allenare i Pokémon di Sinnoh mentre guardo un film o una serie televisiva.

Questa ovviamente non è una guida o una recensione tecnica perché il web ne è pieno: invece, voglio raccontare le mie impressioni, i miei ricordi e dare un commento generalmente dettagliato riguardo a Pokémon Platino.

Di cosa stiamo parlando?

Pokémon Platino è un videogioco della saga principale dei Pokémon per cui la trama ruota attorno a un ragazzino che ottenuto il suo primo Pokémon inizia un viaggio verso la fama regionale sconfiggendo la Lega di Sinnoh e al tempo stesso combattendo nel suo piccolo un’organizzazione criminale; inutile dire che la trama principale si conclude con il raggiungimento del titolo di Campione della Lega di Sinnoh e perfino con l’incontro con un Pokémon leggendario.

La trama non è particolarmente originale, questa struttura esiste fin dai capostipiti della saga dei Pokémon, ma in ogni capitolo viene affrontata in maniera diversa; questa volta, si basa molto sulla mitologia creazionista, arrivando a incontrare i signori del tempo, dello spazio e di un mondo distorto, tutti figli di un dio Pokémon. Giocare a questo gioco per l’ennesima volta è stata un’esperienza molto bella, conoscendo già la trama mi sono concentrato sul gameplay ma sicuramente vedere statue raffiguranti i leggendari e leggere di queste leggende è stata una bellissima introduzione a questa mitologia mentre l’approccio ai criminali non è mai stato fastidioso ma invece sempre studiato per accompagnare il giocatore alla prossima palestra con una motivazione.

 

lega di sinnoh.jpg
La meta ultima del nostro viaggio si vede già a metà strada

Com’è la regione di Sinnoh?

Pokémon Platino vanta una trama molto interessante, un casino di leggendari, un gameplay sempre pieno, paesaggi ricchi e sempre dettagliati ma purtroppo non troppo ampi. A parte qualche posto come il Monte Corona, il mondo rappresentato da questa regione mi ha sempre dato l’idea di essere piccolo; dettagliato, bello ma incredibilmente piccolo; ora mi spiego. A me sono piaciute le città e i percorsi li ho sempre attraversati spensierato; ciononostante, è inevitabile notare che gli edifici anche se dettagliati e molto colorati, per ogni città sono così pochi che non giustificano il numero di persone per villaggio e i percorsi naturalistici sono corti. Inizialmente non me ne ero accorto perché ogni percorso è pieno di zone con l’erba alta e di allenatori per cui l’esperienza si allunga a dismisura; ma purtroppo sfidati tutti gli allenatori e con un buon repellente addosso si percorre tutta la regione da costa a costa in pochi minuti. È veramente ridicola la dimensione di questa bella regione, giocando a Smeraldo veramente mi sono reso conto di quanto sia piccola e non posso non pensare quanto sia un peccato: cosa costava rendere il corridoio un pelino più lungo? Ce l’hanno fatto con un videogioco di terza generazione e toppano con uno di quarta? Mmm… Cambiando argomento, le città sono molto belle ma a parte qualche edificio caratteristico non me le ricordo così distinguibili perché hanno poche case, i soliti negozi e poi l’unico edificio importante per la trama; il resto è identico ovunque si vada.

E i suoi Pokémon?

Pokémon Platino vanta la bellezza di ben duecentodieci Pokémon al suo interno e devo dire che più o meno li conosco tutti a memoria sia perché li ho trovati qui sia per la loro presenza anche in Pokémon Mistery Dungeon: Esploratori del Cielo. Chiunque di loro è bello a modo suo, mi sono entrati nell’animo ed è sempre bello allevarli o fronteggiarli; forse, quelli a cui tengo di meno sono quelli non reperibili e pure di tipo buio. I miei preferiti sono senz’altro la linea evolutiva di Piplup, Chimchar, Shinx e Budew; parlando di Pokémon leggendari, invece, Giratina è il migliore e non solo perché è il Pokémon leggendario di copertina e quindi centrale nella trama, ma anche perché secondo me è una delle combinazioni di tipi migliori e le sue due forme sono veramente belle e originali almeno per i draghi e per i leggendari rilasciati fino a quel momento: quante volte avevano mostrato un drago le cui ali erano chele o il cui corpo era formato da miomeri? Bellissimo!

 

giratina forma originale
Non stanno per combattere perché si odiano ma perché, tra i due eroi della regione, c’è rispetto

Il gameplay è difficile o facile?

L’esperienza di gioco di Pokémon Platino è assolutamente bilanciata: tutti i boss sono buoni per il livello che richiedono, se si è allenati è molto facile vincere. A differenza di altri giochi (il sottolivellamento a Giallo e Biano, la sicura riuscita di effetti secondari nemici e la bassa precisione di Smeraldo) la percentuale di riuscita delle mosse è altissima, gli effetti secondari delle mosse si presentano poco da entrambe le parti -e preferisco così- e quindi le lotte si basano solo sulle statistiche dei Pokémon e sulle mosse scelte. Inoltre, a semplificare maggiormente il tutto c’è il cercasfide, un aggeggio che permette di risfidare tutti gli allenatori già sconfitti diminuendo letteralmente la noia a livellare la squadra coi selvatici e la difficoltà di combattere i boss con squadre troppo deboli puntando su strategie, soprattutto perché tutti fanno uso di revitalizzanti e pozioni, rendendo difficile una strategia non diretta e pensata per oneshottare l’avversario. Fortunatemente, Giratina è un vero leggendario capace di farsi catturare solo con la Masterball e la lega, seppur fattibile, ha Pokémon leggermente più pompati del normale (mi ha dato problemi solo il tipo psico, ma perché non avevo Pokémon in grado di fare moltissimi danni). Insomma, una bella esperienza di gioco, con musiche sempre al top e tante aree con il clima diverso in grado di influenzare perfino le lotte!

Io consiglio di giocare a Pokémon Platino, è un bel videogioco da giocare guardando un film perché è di ruolo e quindi non si rischia di perdere la partita se ci si distrae. Molto bello, ha fatto la mia infanzia! E per voi com’è?

I see a sea

Buongiorno a tutti!

In queste settimane non so perché sono molto impegnato e stanco, non so bene cosa proporre e quindi ho deciso di condividere un testo che mi è piaciuto trovato disperso nei meandri di Internet. Scritto in lingua inglese, parla di una persona che al culmine dell’allegria si guarda allo specchio; ecco il link della fonte.

I see over the sea, I see a buoyant great river which runs to infinity. I see it is crying, I see it is icing because of the cold rains. I see a wild wind, I see a terrible voice, crying and screaming, rowling and whispering. I see a great blue sea, crying for its history, I see it is as near as sad, maybe ‘cause the mirror is near my bed. Showing my eyes.

Questo è il testo, voi cosa ne pensate? A me ha smosso tanto dentro, e trovo che sia pure molto musicale; per voi?

mare-mosso

Il Minotauro

Il Minotauro era un essere mostruoso nato da Pasifae, una delle figlie del Sole e moglie di Minosse, e da un toro; il mostro era anche chiamato Asterione. La sua nascita è dovuta all’arroganza di Minosse perché, tenendo per sé il bellissimo esemplare di toro che invece avrebbe dovuto sacrificare agli dei, le divinità si arrabbiarono con lui e stregarono Pasifae affinché si congiungesse all’animale. Il Minotauro è legato al mito di Perseo e del filo di Arianna perché passò l’intera sua vita nel labirinto costruito da Dedalo e suo figlio Icaro (infatti, indirettamente alla vicenda è legata anche la leggenda delle ali di cera), un orrido mostro relegato nel profondo della nostra coscienza ma che periodicamente pretende un tributo!

Dopo l’uccisione di Androgeo, uno dei figli di Minosse, e la successiva invasione dell’Attica da parte dei cretesi, periodicamente gli ateniesi erano costretti a pagare un tributo di giovani per essere dati in pasto al Minotauro; il numero e la periodicità dei sacrifici varia a seconda degli autori. Il tributo andò avanti per numerosi anni, almeno fino a quando Teseo, figlio del re di Atene Egeo (lato di questa leggenda che le dà un valore eziologico), non decise di infiltrarsi tra i tributi e dare una fine alla strage. Quindi, con l’aiuto della traditrice cretese Arianna, una delle figlie di Minosse, uccise il Minotauro e con un filo srotolato durante la sua esplorazione del labirinto riuscì a scappare.

Così finisce la storia del Minotauro, ma probabilmente è conosciuta anche la sua origine: secondo quanto riferisce Diodoro Siculo, si riteneva che la tomba del re egizio Mendes potesse essere una fonte di ispirazione, essendo molto difficile da esplorare senza una guida ed essendo conosciuta come appunto il Labirinto.

Questa leggenda credo sia una delle più conosciute universalmente, chiunque prima o poi è arrivato a sentirla, a provare a farla sua con un disegno, una spiegazione o semplicemente riproponendola. Lo hanno fatto autori antichi e rinomati come Pausania, Apollodoro, Diodoro Siculo, Aristotele e Plutarco; lo hanno fatto autori moderni e famosi come Rick Riordan, per il suo Percy Jackson e dipingendo la creatura come uno degli antagonisti principali della saga, e Tarsem Singh con una nuova figura in Immortals; lo hanno fatto autori più caciaroni come Jonathan English per il suo trashissimo ma divertente Minotaur. Sicuramente il Minotauro è uno dei pilastri su cui si basa la nostra cultura fantastica!

Il Minotauro, inoltre, ha avuto tanto successo nel passare dei secoli perché con il passare del tempo come ad altre figure mitologiche gli è stato attribuito un valore simbolico: egli incarna lo stato psicotico umano. Infatti, Pasifae, la madre del mostro, rappresenta l’amore colpevole il cui frutto viene nascosto in un labirinto a chiunque impenetrabile; i sacrifici tributati a questo stato psicotico sono le menzogne atte a calmarlo e il filo di Arianna è l’atto spirituale che è necessario per vincere il mostro perché permette a Teseo di riuscire a tornare alla luce dopo le oscurità del labirinto.

Insomma, il mito de Minotauro nel suo insieme esprime simbolicamente la lotta spiritica contro la rimozione e al solito la predominanza dell’ego corretto e stabile. E voi? Cosa ne pensate di questo mito?

Bibliografia:

-Biondetti, L., Dizionario di mitologia classica: Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi s.r.l., 1999
-Chevalier, J e Gheerbrant, Dizionario dei simboli: Miti, sogni costumi, gesti, forme, figure, colori, numeri, Trebaseleghe, BUR_Rizzoli, 2015

~ Tratto da: https://ilblogditony.blogfree.net/?t=6073164