VISIONI SENTIERI SELVAGGI: L’invasione degli Ultracorpi

Beh, in pratica, se tutti guidassero bene il mondo ora sarebbe invaso da esseri replicanti di natura vegetale; e non sapremmo che il dottore per tutto il racconto non ha detto altro che la verità.

L’invasione degli Ultracorpi è un classico della fantascienza anni ’50 al cinema, e parla di un’invasione di creature antropomorfe uscite da misteriosi baccelli. Le persone sostituite diventano prive di emozioni, mentre i parenti e gli amici lentamente si accorgono che qualcosa non va.

Il film inizia nel presente e si dipana nel passato, come flashback narrato dal protagonista; così, non possiamo sapere tutto quello che accadde nel passato e fino alla fine non possiamo nemmeno essere sicuri che quello che accadde sia realmente quello che successe: è affidabile il narratore?

Con un climax abbastanza lungo, il film si divide in 3 atti: introduzione, realizzazione del pericolo e fuga. Nel mentre, la protagonista della vicenda è la storia d’amore tra i due protagonisti; storia che per mia sorpresa naufragherà per forze narrative!
Il film si lascia guardare e a una certa il climax riesce a creare pure un po’ di ansietta, anche se alla fine la parte della fuga si dilata troppo a lungo. Il cast è in parte, anche se ho preferito Dana Winter a Kevin McCarthy. Don Siegel dirige una pellicola che alterna i campi lunghi a inquadrature molto più vicine per farci sentire lo stress dei protagonisti mentre le musiche, anche qui importanti nella narrazione, imperano le scene.

Bellino, a voi è piaciuto?

Film in sala: Bones and all

Film poetico, intimo e profondamente struggente. Guadagnino, già direttore del mio osannato Suspiria, racconta la storia romantica di due cannibali in un arco di formazione per la protagonista; inutile dire dietro al sangue e alla morte, il cannibalismo può essere letto come metafora dell’omosessualità.

Bones and all parla di una ragazza abbandonata dal padre, appartenente ad una non chiara razza di uomini mangiatori di altre persone; poco più di un adolescente, la ragazza parte alla ricerca di una madre, che non ha mai conosciuto ma portatrice del gene cannibale, incontrando altri suoi simili nel viaggio.
E’ durante il viaggio in macchina che lei inizierà finalmente ad esplorare se stessa fino a capire chi realmente lei sia.

Sarò franco, questo non è un film per stomaci deboli. Due persone hanno lasciato la sala e saremo stati una decina in tutto. Una decina scarsa.

La narrazione procede inesorabile, il film sarà ambientato negli anni ’80 all’incirca ed è per questo che secondo il cannibalismo è la metafora dell’omosessualità: i cannibali si riconoscono tra di loro ma vengono cacciati dalle altre persone, la loro comunità non è ideale ma è tutto quello che hanno, possono scegliere di sopravvivere, di uccidersi o di farsi rinchiudere in manicomio. Come ci dimostra il finale, senza fare spoiler, solo lontano dalla società i cannibali possono vivere serenamente.
E secondo me, solo un non etero può raccontare una storia del genere.

Interessante che entrambi i protagonisti siano parte di minoranze: lei è nera, lui è queer.
Entrambi in fuga, entrambi incapaci di vivere una vita normale.

Il film procede in atti precisi, con il finale che inizia da un preciso momento. Ecco, le morti e le aggressioni soprattutto quella iniziale al dito fanno impressione; ma servono a mostrare come non siano loro a volerlo, sono solo nati così. E lo spiegato fa ancora più impressione: sappiamo bene cosa sono capaci di fare.

Io consiglio di andarlo a vedere, le ambientazioni paesaggistiche sono molto belle, la regia è intima, il cast sul pezzo, la mitologia molto profonda e la colonna sonora trascinante. Però dovete sapere cosa andate a vedere!

VISIONI SENTIERI SELVAGGI: Drive

Per chi mi legge da diverso tempo ormai è ormai nota la mia bassa tolleranza verso il cinema puramente d’azione, per cui potete immaginare la mia gioia quando ho notato prima il titolo nella lista dei film da recuperare e poi anche su Netflix. Mi sono detto: vabbeh, guardiamolo e vediamo cosa ne esce fuori.

Drive è un film del 2011 diretto da Nicolas Winding Refn e con protagonista Ryan Gosling, basato sul romanzo di James Sallis.

Sarò sincero, questo non è un film d’azione ma un thriller. Certo, ce ne sono molti di film con un protagonista bello e dannato, apatico ma con grandi sorprese. Tuttavia, questo film ha un ritmo molto interessante con una messa in scena che cattura lo sguardo.


A proposito di sguardi: Drive potrebbe benissimo essere un film muto, tutto si gioca sulle interiezioni visive dei personaggi e sulla guida del protagonista. Sono pochi i dialoghi veramente incisivi, sono più frequenti le scene dove sono i corpi a dialogare e le parole sono puramente di contorno.
E la macchina è il luogo dove il protagonista esprime al meglio le proprie emozioni, dove si sfoga e anche dove avviene la morte: la rapina mentre la vittima si dirigeva alla macchina, l’ascensore verso il parcheggio interno, la macchina stessa usata come arma o un accoltellamento reciproco vicino alla stessa. Ma poi sono lunghe le sequenze in cui lui guida, osserva la strada, ne è padrone.

La sceneggiatura, scritta da Hossein Amini, è molto intelligente nel descrivere i personaggi. Alla fine del protagonista conosciamo solo quello che vediamo; per esempio, solo alla fine si capisce perché indossa quel giubbotto con lo scorpione e del suo significato. E che è molto psicopatico.
Poi la prima scena descrive perfettamente il protagonista: sappiamo che è un ottimo guidatore, sentiamo che ha un tono senza emozioni, vediamo che studia le mappe della città e che come lavoro fa l’autista per criminali.

In pratica per tutto il film l’arco del personaggio riguarda proprio il suo percorso emotivo. Un bel film, alla fine. Montaggio assurdo.

VISIONI SENTIERI SELVAGGI: Il monello

Struggente lungometraggio di Charlie Chaplin, il suo primo e forse il suo capolavoro, parla di un uomo povero che per compassione adotta un orfanello trovato neonato per strada e delle loro avventure nel passare degli anni.

Chaplin ritrae un uomo abbastanza egoista anche se con le migliori intenzioni: più volte lo vediamo sfruttare il bambino per lavori più o meno onesti oppure sottrargli le coperte mentre dormivano vicini; tuttavia il protagonista è anche un uomo dolce e amorevole, che infatti accoglie in casa senza problemi il trovatello e fa di tutto per accudirlo.
Il bambino invece è adorabile: è premuroso verso il padre, lo aiuta a racimolare soldi, gli prepara la colazione e gli è sempre fedele e affettuoso anche quando potrebbe avere una vita migliore.

La trama pur essendo molto semplice è struggente perché il legame padre-figlio tra i due è forte ed evidente nonostante le difficoltà in cui i due vivono. Per tutto il film questa coppia cerca di sopravvivere insieme e anche quando le forze sociali tentano di separarli, preferiscono fuggire che per l’appunto separarsi.

Il film dal punto di vista tecnico è veramente interessante: un cinema muto in bianco e nero, anche se capiamo che sul set i dialoghi scorrevano a fiumi, e una colonna sonora che accompagna e impreziosisce la narrazione. I dialoghi fondamentali, tuttavia, sono riportati come cartelloni e proiettati dopo la nostra visione sorda della conversazione.
La macchina da presa è sempre statica: sono gli attori che recitano muovendosi nei riquadri che essa riprende (che siano le abitazioni o i vicoli della città); per le diverse inquadrature nella stessa scena, è la cinepresa a spostarsi creando campi lunghi, campi medi e primi piani con l’avvicinarsi o meno di essa all’oggetto; una serie di stacchi e inquadrature rappresentano quindi la narrazione del film.
La recitazione invece è molto iperbolica, una comicità slapstick adatta a farsi capire senza l’uso della parola. Ma nei momenti toccanti, che devono essere impattanti nel nostro cuore di noi spettatori, Chaplin riesce benissimo a trasmettere l’emozione!

E questo è il primo articolo del nuovo format che, con la mia costanza alla prova, mi farà pubblicare articoli fuori orario man mano che visiono i film indicati dalla scuola Sentieri Selvaggi. Ciao!

10 film con un bel reparto trucco

Buongiorno!

Vi scrivo come ben saprete da Roma, ma pochi sapranno che ieri sono stato alla mia prima lezione di cinema alla Sentieri Selvaggi!
Probabilmente ne parlerò in seguito, quindi passiamo subito alle cose importanti: 10 film con un trucco che colpisce! Che sia make up serale, ore di trucco per rappresentare un mostro o capolavori del tale e quale show, questi film colpiscono sicuramente dal punto di vista visivo!

I prof che cercano di insegnarmi qualcosa

Buona lettura.^^

Ultima notte a Soho. Bellissimo film con una delle bionde più promettenti del cinema horror e non mondiale, secondo me nella prima parte è potentissimo mentre nella seconda cala paurosamente anche per colpa dei jumpscares spaventosamete prevedibili. Anya Taylor-Joy intepreta una ragazza che vuole sfondare nel mondo dello spettacolo negli anni ’60, anche se finirà a farsi sfondare lei dai propri clienti a letto; e lei ha sempre dei look stratosferici! Stupendo!

Bohemian Rhapsody. Suddai, prima ho parlato di tale e quale show, devo forse aggiungere altro?

Le ragazze di Wall Street. Intelligente dramma su alcune spogliarelliste truffatrici con tra le altre JLO e Keke Palmer, JLO qui indossa abiti assurdi e ha sempre un trucco che la valorizza. Poi potremmo stare qui a parlare ore dell’entrata a effetto che fa il suo personaggio, tecnica narrativa di cui ho già parlato nell’articolo sul film Malena; o del fatto che lei a 50 anni suonati è ancora una figa pazzesca capace di ballare su un palo con mosse che manco riesco a fare con meno della metà degli anni! PS: il film in sé è bello, guardatelo.

Favola. Interessante dramma queer italiano (sempre drammi sono i film LGBTQ+ italiani?); ambientato negli anni ’50, presenta i classici ampi abiti con le stampe colorate e quel trucco che tanto trovo elegante assieme a quello anni ’60. Una perla del dramma fantascientifico.

Hellboy. Famosa fatica di Del Toro, basta vedere il protagonista per capire perché sia in questa lista.

La principessa e il povero. Oramai lo saprete a memoria: monnezza televisiva italiana con costumi e trucco molto interessanti. Da guardare se vi interessano queste due cose o le tette della Falchi. Non è la prima volta che lo cito per il lato visivo, ma per questo esiste Google Immagini, non perdeteci tempo.

Doctor Strange. Oltre al fatto che è uno dei MCU movies che preferisco, ho adorato il trucco di Mads Mikkelsen nel film: non so dove finisca il trucco e inizi la CGI ma quegli occhi che sembrano buchi neri -o sciogliersi- sono stupendi!

The Wolfman. Versione del 2010, il lupacchiotto è proprio bellino! La trama era parecchio lunga da guardare e tutto appariva parecchio desaturato, ma il lupacchiotto è proprio bellino. Poi la trasformazione su schermo ormai è un classico del genere.

Ghost in the shell. Mi ricordo benissimo gli insulti che il film si beccò alla sua uscita, ora invece trovo i meme su FB di gente cretina che vuole ironizzare sul fatto che ‘sto film fosse stato ben accolto ai suoi tempo mentre ora la Ariel nera no. Ma siete scemi? Era stato demolito dai fan e dai critici! Comunque Scarlett ha dei bellissimi looks, ma a lei sta bene tutto.

Demoni. Perla del trash… ehm, del cinema horror italiano (prodotta pure dal genio creativo e nazionale Dario Argento, altro suo film di culto ovviamente). Ok, il film ha belle sequenze, il trucco dei mostri è fatto bene. Ma è risibile, molte volte mi sono chiesto come si fosse arrivati a un punto di trama partendo da un altro: buchi di trama! Svolti narrativi forzati! Scene pietose, come quando una si trasforma in mostro e manco si accorge lei che i propri arti si stanno artiglizzando! Tragedia.

Io mentre guardavo Demoni

Comunque, torniamo a qualità più alte: ho finito la base di un nuovo racconto; tra un mesetto potreste leggere qualcosa di nuovo, una nuova ff da una storia che mi raccontava mio papà quando ero piccolo! Ciaone e alla prossima!


Consiglio 5 film: Ottobre

Buongiorno! Dopo lo speciale di Halloween di ieri, torno oggi con la mia lista di cinque film da guardare almeno una volta!
Ottobre è stato un mese ricco di visioni grazie a Malta (e al suo cinema in madrelingua), le ricorrenze celebrate dal mio piccolo Cinema Edera e a Netflix: mai mese fu più dura come scelta!

Questa volta ho deciso di porre nella Top5 di Ottobre cinque film molto interessanti e variegati: un thriller cult celeberrimo rivisto restaurato, una commedia che parodizza i film gialli di una volta e ben tre film d’animazioni con generi e intenti profondamente diversi! Buona lettura!

Psycho. Beh, si comincia col botto, ma l’intera cinquina è fuoco e fiamme! Psycho ho avuto la fortuna di guardarlo al cinema in occasione della nuova distribuzione straordinaria dovuta al restauro; visto in madrelingua con i sottotitoli in italiano su uno schermo gigante! Un’esperienza stupenda, anche se eravamo pochetti relazionati alla grandezza modesta della sala; la seconda parte secondo me più potente della prima anche se la prima, soprattutto durante il colloquio privato tra vittima e macellaio, mi ha colpito per la regia. Che fortuna!

Murder mistery. Intelligente commedia con Jennifer Aniston e, purtroppo, Adam Sandler che riprende e ironizza con gli stilemi del classico giallo alla Christie. Loro due sono una coppia sposata che finalmente parte dopo 15 anni di matrimonio per la luna di miele ma invece di rilassarsi si ritrova invischiata in una serie di omicidi internazionali nell’alta aristocrazia. Una commedia moderata con ambienti stupendi e un umorismo molto divertente. A me la Aniston piace molto, e la coppia Aniston-Sandler lavora bene.

Il castello errante di Howl. Deve essere il primo film Ghibli che guardo per intero, anche se lo avevo già guardato quando ero piccolo con ricordi molto nebulosi. A livello grafico è stupendo, ma tutte e 3 i film d’animazione scelti sono stupefacenti. La trama ruota attorno a una serie di maledizioni e l’importanza della magia, con questo affascinante ma problematico stregone che erra nel mondo all’interno del suo castello tenuto insieme dalla magia di un demone del focolare; la protagonista è una ragazza che viene maledetta ad essere una vecchia e scappando da casa diventa la tuttofare dello stregone. Una fiaba con un worldbuilding affascinante e l’esaltazione dell’istinto e dell’amore.

Spider-Man: Into the Spider-Verse. Interessante variazione sul tema di Spiderman, è proprio vero: No way home è una scemenzetta rispetto alla trama di questo capolavoro cine-fumettistico! La trama è stupenda, ricca di colpi di scena e scene d’azione; i colori sono sgargianti e la musica è galvanizzante! Tutto ruota attorno a Miles Morales che è un giovane ragazzo nero che viene morso da un ragno radioattivo e diventa il nuovo Spiderman, proprio quando Peter Parker muore davanti ai suoi occhi! Ma per un malfunzionamento di un macchinario, un sacco di Spider-people vengono richiamati da altri universi per confrontarsi con la minaccia comune. Una storia di formazione stupenda, quante risate poi!

I Mitchell contro le macchine. Esilarante commedia di fantascienza che narra di una famiglia disfunzionale americana che cerca di sopravvivere come ultimo barlume dell’umanità a una rivoluzione delle macchine, come inquietanti robot. Per chi è cresciuto come me negli anni ’00, conoscerà Lizzie McGuire; ecco, il film molte volte usa il meccanismo narrativo della sitcom per mostrare i pensieri della protagonista! E poi c’è il padre, un amante della natura, che non capisce nulla di tecnologia e non capisce i sogni della figlia diventando un ottimo personaggio per far empatizzare i genitori e gli adulti più conservatori. Un’altra intelligente commedia, dopotutto.

Ecco, questi erano i miei 5 film preferiti di Ottobre. La scelta è stata dura! E voi? Quali di questi conoscete?
Ciaone e alla prossima!

SPECIALE HALLOWEEN: The Nightmare saga!

Buongiorno e buon Halloween! Stanotte sarà la famigerata Notte delle Streghe e per tradizione ho deciso di portare sul blog un articolo a tema: lo speciale sulla saga originale di Nightmare con l’iconico Robert Englund nei panni di Freddy Krueger! Ovviamente, per chi non lo sapesse, il primissimo film, il cult, fu diretto dal grandissimo e compianto Wes Craven.

La saga originale si dipana in sette film, dal 1984 con il capostipite di Craven fino al 1994 con il finale di Craven. Già, Wes Craven ha dato vita e morte alla sua creatura!
Personalmente, considero questa la saga originale, senza contare lo spin-off con Venerdì 13 o il remake, perché posseggo un cofanetto con i 7 film e un sacco di contenuti speciali.

E in virtù di questa mia proprietà, ecco qui la mia reaction a ogni film della saga, con possibili spoiler!

A Nightmare on Elm Street. Primo capitolo e cult assoluto della saga più fantasy degli slasher, Craven dirige un film onirico e slegato dagli stilemi del genere: il serial killer è fin dall’inizio caratterizzato da una forte ironia e i sogni permettono la creazione di scene uniche; senza contare che non è l’omicidio che spaventa ma l’impossibilità di restare sempre svegli! Credo che tra le righe il film comunque voglia mostrare l’incomunicabilità generazionale tra i protagonisti adolescenti e i loro genitori, i primi da una parte che cercano di esplorare il mistero dietro all’Uomo Nero dei sogni, i secondi che provano a proteggerli sordi delle loro richieste.

A Nightmare on Elm Street – Part 2. Com’e’è possibile passare da un mistery su un assassino dei sogni a un film sulle possessioni demoniache? Il secondo capitolo della saga è un continuo avvicendarsi di noia e velata omofobia, con un protagonista interpretato da un attore gay che vede emergere la propria omosessualità prontamente guarita dalla fidanzatina di turno a fine film. Unico lato positivo del tema è il rapporto vestiti-pelle del film, per il quale sono per una volta gli uomini a mostrare le proprie pudenda e fare spogliarelli inutili alla trama; primo su tutti il coach, in un nudo integrale durante il suo omicidio a tema sadomaso nelle docce. Comunque la trama è veramente contorta e in alcune scene non c’è un vero nesso logico; pure i rimandi con il cult originale sono tiratissimi. Grande flop della saga, mi dispiace per gli attori e il reparto effetti speciali e trucco.

A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors. Ritorno in pompa magna ai fasti del primo film, dove però l’orrore e il mistero sono sostituiti dalla fantasiosa messa in scena e l’oppressione di un gruppo di giovani internati in manicomio, che vedono come cura alle loro manie proprio il letale sonno. Qui ritorna Heather Langenkamp, anche se è Freddy Krueger la vera star: ormai è chiaro che la saga si basa sulla sua icona. Con una trama ben costruita, effetti speciali artigianali ed efficaci, il film riesce a mostrare una caccia al teenager lontana dai banchi di scuola ma comunque claustrofobica, dove la lontananza generazionale resta il tema portante, qui affiancato dalle diverse visioni della medicina. Comunque, l’omicidio del sonnambulo è veramente grandioso sia a livello simbolico, sia di caratterizzazione del personaggio e soprattutto visivo!

A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master. Sequel diretto del terzo capitolo, qui Kristen fa da passaggio di testimone per Alice (la final girl del film precedente), che eredita le attenzioni del serial killer dei sogni e i poteri dell’amica. Tuttavia, la sceneggiatura si rivela essere molto raffazzonata con un ritmo altalenante (ma più verso la noia) e soprattutto con una caratterizzazione dei personaggi molto superficiale e confusa; il potere di Kristen dal capitolo precedente non è più la semplice connessione onirica, che era un semplice decoro, ma diventa quasi una sorta di telepatia venendo quindi stravolto e utilizzato come strumento narrativo per dare nuove vittime a Freddy. Alla fine, il film si rivela essere interessante a livello di resa e di immagini, soprattutto per l’omicidio della mosca e per la scena finale nella chiesa, ma soffre di un ritmo inesistente e scene senza apparente legame o ragione di esistere. Apprezzabile forse la nuova protagonista, ma pure lei scritta molto male e con un’evoluzione campata in aria.

A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child. Nettamente superiore al predecessore per immagini e messa in scena, ho adorato le riprese claustrofobiche della torre dove è rinchiusa Amanda. Tuttavia, al netto di qualche omicidio di bella figura, la sceneggiatura rimane piatta e continua a concentrarsi sul passato di Freddy accantonando il tema della maternità problematica o quello del lutto. La pellicola procede trascinandosi dietro i personaggi, che vivono le vicende passivamente; pure Freddy qui non ha molto da fare, dà la caccia ai ragazzi uccidendoli quasi nella stessa scena in cui li conosce. Ripeto, se non fosse per la regia e le scenografie sarebbe benissimo dimenticabile, un peccato.

Freddy’s Dead: The Final Nightmare. Sesto capitolo della saga, credo sia il film con meno uccisioni del franchise, ma comunque riesce a elaborare una trama un po’ più complicata e studiata. I personaggi principali sono sempre abbozzati ma grazie a un’ulteriore rielaborazione di Freddy Krueger si hanno due passaggi positivi: una situazione distopica in cui i minorenni sono scomparsi dalla cittadina (lasciando gli adulti ad impazzire per colmare il vuoto) e un approfondimento sul passato di Freddy, approfondimento che almeno questa volta ha ragione di esistere. Le morti ormai virano sulla commedia nera, il film si guarda principalmente per il killer dei sogni; peccato per la ripetitività di alcuni meccanismi narrativi, che si susseguono sin dal primo episodio.

Wes Craven’s New Nightmare. Bellissima fiaba nera e omaggio di Wes Craven alla sua creatura, New Nightmare rielabora la mitologia della saga riproponendola per un pubblico adulto: meta-cinema, sangue, nessuna risata, drammi familiari e materni, crudeltà e sadismo ai massimi livelli da parte dell’entità malevola. Heather torna nuovamente a vestire i panni di Nancy, assieme ad altri attori che interpretano sé stessi per un bellissimo film nel film; ecco, mi è sembrato parecchio strano vedere Robert Englund interpretare sia sé stesso sia l’entità malefica di New Nightmare sia Freddy nel film originale in onda nel film. Una pellicola riuscita con interpretazioni sentite e musiche che colpiscono, creando il film più lungo dell’intera saga ma con un climax che non si batte.

E per concludere, se dai singoli commenti non fosse chiaro, vi propongo la mia classifica personale di gradimento dei sette film della saga!

  1. Wes Craven’s New Nightmare – Nightmare 7
  2. A Nightmare on Elm Street – Nightmare 1
  3. A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors – Nightmare 3
  4. Freddy’s Dead: The Final Nightmare – Nightmare 6
  5. A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child – Nightmare 5
  6. A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master – Nightmare 4
  7. A Nightmare on Elm Street – Part 2 – Nightmare 2

A NIGHTMARE ON ELM STREET, IL COMMENTO.

Wes Craven affermava che creava i soggetti dei suoi film a partire dagli incubi che lo scuotevano nel sonno; e che Freddy Krueger è nato da un avvistamento inquietante che fece da bambino quando dalla finestra scorse un figuro per strada che lo terrorizzò.
Facile pensare che la saga di Nightmare, con il suo Uomo Nero dei sogni, sia nata proprio da un incubo.

Il primo film è importante e completo, gioca sul mistero e il terrore di non essere al sicuro nemmeno mentre si dorme; un po’ si potrebbe affermare che gioca sulla stessa paura ancestrale di essere attaccati nel sonno e la falsa sicurezza in casa propria.
Ci sono questi ragazzi che sono ossessionati da un uomo sfigurato e muoiono in modo apparentemente suicida o accidentale.
Secondo me, il merito di Craven è di aver creato un mostro non percepibile dagli adulti, metafora di un chiaro disagio adolescenziale e incapacità comunicativa intergenerazionale. Per questo Freddy si staglia così tanto rispetto a Jason, Michael o Chucky: loro sono prettamente assassini, qua si parla di psiche.

A parte il secondo capitolo (facciamo finta non sia mai esistito?) senza la direzione di Wes Craven la saga inizia a concentrarsi sul serial killer dei sogni, mitizzando e centralizzando la sua presenza. Solo qualche sporadica apparizione di Heather Langenkamp, la prima final girl dal primo capitolo della saga, ricorda allo spettatore che oltre a Freddy c’è una sola presenza forte nel franchise.

Ma è Freddy Krueger a regnare.

Altra costante della saga, vista l’età dei personaggi da macellare nei sogni, è la high school americana: mai tanti banchi di scuola sono comparsi in una saga horror così longeva!
A dire il vero un po’ di fastidio ce l’avevo. Sempre queste lezioni, questi terapeuti ed educatori che non riuscivano a capire le esigenze degli adolescenti. Nel primo film poteva anche starci ma arrivati al quinto la cosa diventa leggermente ridondante; da questo punto di vista il terzo, il sesto e il settimo sono sicuro tra i più originali.

E il problema maggiore della saga di Nightmare: la ripetitività delle interazioni sociali!

Ogni volta Freddy inizia a perseguitare un gruppo di adolescenti, con un/a teenager in particolare che capisce prima di tutti la situazione e cerca di far capire agli altri il pericolo. Ovviamente non riceve minimamente la fiducia altrui. Anzi, la persona viene presa per pazza, forse impazzita in risposta agli inevitabili lutti che travolgono il suo cerchio di amicizie. Tuttavia, in seguito non si sa come o perché il gruppo di turno si riunisce e tutti capiscono che è meglio darle ragione, per combattere alla meglio Freddy tutti insieme.
Ecco, queste interazioni si ripetono più o meno in ogni capitolo della saga!

Credo che piuttosto che concentrarsi sulle vittime, avrebbero potuto concentrarsi maggiormente sui sogni: a parte l’ultimo capitolo, diretto da Wes Craven, con il proseguo della serie Freddy non perseguita più le sue vittime, ma come le incontra le sventra!
Non sarebbe stato molto più interessante concentrarsi su numerosi inseguimenti nello stesso film, anche in commedia nera, e maggiormente caratterizzati? Un po’ come faceva il capostipite!

Ma questo era solo il mio speciale di Halloween sulla saga di Nightmare: A nightmare on Elm Street.
Voi avete mai guardato la saga? Concordate con la mia lista di preferenza? Preferite lo spin-off o il remake?

PS: per concludere ecco qui 3 link che potrebbero interessarvi!

  • Lo speciale su Wes Craven: clicca qui
  • A Nightmare on Elm Street: clicca qui
  • Wes Craven’s New Nightmare: clicca qui

T come TAG- Austindoveblog

Buongiorno! Oggi torno con una tag ideata da Shio76 dal blog Il mondo di Shioren; l’idea è molto carina: seguendo le lettere dell’alfabeto italiano devo nominare la prima cosa o persona od opera che mi viene in mente! Il tutto potrebbe rivelarsi complicatino dovendo usare l’alfabeto inglese, ma vedremo!

Iniziamo.

A come: Antonio, ovviamente. Come potrebbe il mondo sopravvivere alla scomparsa della mia splendida persona? ✨

B come: Britney Spears, che ora finalmente sta ritornando più forte di prima e libera! Con lei ho imparato l’inglese e mi ricordo che mi guardavo il videoclip di Work bitch! con grande divertimento, alle medie!

D come: Dracula. Lessi il libro anni fa e da allora mi accompagna anche sul blog. Poi c’è il capolavoro di Coppola, la cui Lucy è uno dei capisaldi per le immagini di contorno dei post.

C come: Charmed, ovviamente. Loro sono state le streghe del mio liceo, passavo i pomeriggi a guardarmi i loro episodi e pure con loro ho imparato l’inglese. A furia di guardare gli episodi in italiano ho pensato di provare in inglese sub ita e poi sub madrelingua! Ho 6 cofanetti su 8.^^

E come: Elena la Troia. L’ho chiamata così perché per molto tempo se la cercavate con quelle parole su Google compariva la trattazione del personaggio sul mio blog! E a parte un anno, l’approfondimento su Elena di Troia compare sempre nella Top5 degli articoli più cliccati durante l’anno!

F come: Freddy Krueger, uno dei serial killer più iconici e che può vantare una saga che, pur con una qualità altalenante, è riuscita a stare a galla per decenni senza remake, reboot o nuove linee temporali.

G come: Goku. Uno degli anime che ho guardato meglio è stato DragonballZ, nel periodo delle medie e nella prima parte delle superiori. Non conosco bene né i primi archi antecedenti né le serie successive. Solo quando Goku è già adulto e sconfigge Freezer, Cell, Majin Bu ecc ecc.

H come: Halloween, di cui non ho visto al cinema l’ultima uscita e non lo farò, dopo la delusione di Halloween kills.

I come: Iulia, la mamma è sempre la mamma.

J come: Janice, l’insopportabile ex di Chandler in Friends!

K come: Katy Perry, ma che domande sono?

L come: Luigi, il Re delle scimmie il quale dimostra che la Disney del libro ha letto solo i capitoli.

M come: Madonna, una delle cantanti più iconiche e importanti del nostro tempo.

N come: Nutella, sempre e comunque.

O come: One Piece, altro franchise a cui sono legato seppur in maniera più superficiale rispetto a Pokémon. Tra l’altro ora sto giocando a One Piece: Pirate Warriors 4.

P come: Poison Ivy, personaggio misterioso e ricco di riletture. Vi è piaciuta la mia?^^

Q come: Quentin Tarantino, un regista che apprezzo molto. Tempo fa sono pure riuscito ad andare a vedere Once upon a time in Hollywood al cinema, per cui sono molto soddisfatto; finora credo sia il suo film che preferisco.

R come: Rihanna, che sembra il prossimo anno sarà la star del Super Bowl, senza essersi mai esibita prima live per anni. Speremo ben.

S come: soldi, quelli che ora mi stanno mancando. Non trovo lavoro a Roma!

T come: Tifeo, la disgrazia degli dei.

U come: Unima, la regione Pokémon che mi sta facendo dannare nella mia ultima Nuzlocke! Ma credo che in settimana o la va o la spacca!

V come: Via col vento, citando uno dei titoli letterari e cinematografici apprezzati da mia mamma.^^

W come: What we do in the shadows, esilarante commedia horror in stile mockumentary. La consiglio.

X come: X-Men, più che altro perché non mi veniva in mente altro. Invece, quanto è bello il primo film? Mi identifico sempre in Rogue, per come viene trattata, e il suo rapporto con Wolverine è stupendo, come lui la salva alla fine sacrificandosi.

Y come: Yveltal, un Pokémon leggendario, protagonista di Pokémon Y.

Z come: Z la formica, con le sue termiti da incubo.

E siamo alla fine! E’ stata dura! Comunque non nomino nessuno ma concedo a chiunque ne abbia voglia il diritto a rispondere alla tag. Ciao!^^

10 film con i veggenti

Buongiorno! Oggi torno a parlare di cinema fantasy portando sul blog una lista di dieci film con i veggenti, coloro che attraverso visioni riescono a scrutare il futuro o il passato grazie a capacità proprie o prese in prestito dagli dei.
E volevo anche dirvi che vi scrivo da Roma, sono arrivato ieri con i miei e oggi, dopo un po’ di turismo, li saluterò per alcune settimane per dare il via alla mia nuova vita da studente in trasferta!

Ma non perdiamoci in chiacchiere ed ecco qui i 10 film, con un piccolo bonus alla fine.

Harry Potter saga. Se si parla di profeti e di Divinazione, Sibilla Cooma interpretata dalla grande Emma Thompson è sempre in prima linea. Personaggio importante nei libri e di contorno nei film, si è ritagliata un posticino nel cuore di tutti i fan. E poi la divinazione è un elemento cardine della saga in sé.

Freaks out. Uno dei più recenti fantasy italiani, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia; qui i freaks sono più simili agli X-Men con la ragazza protagonista che è un mix di Jean Grey e Rogue. Il veggente è uno storpio nazista con la capacità di vedere cose mentre è strafatto di qualcosa, un po’ come il personaggio interpretato da Jhonny Depp in From Hell. Cavolo, quante cose prese in prestito ha ‘sto film, però!

300. Prima parlavo di capacità date in prestito dagli dei, allora come non si fa a non pensare alla sventurata Cassandra di Troia oppure all’Oracolo che è mostrato nel 300 di Zack Snyder? Un gran film, sempre bello da vedere sia per il pubblico maschile sia per il pubblico femminile; tanta azione e carne al vento in egual misura.

Hellboy, originale e remake. Due pellicole molto diverse dallo stesso soggetto, ne feci anche una comparazione mesi fa. Due film che partono dallo stesso evento, Hellboy che viene evocato dai Nazisti sulla Terra, ma che prendono generi e direzioni totalmente diverse. Ecco, i veggenti sono presenti in entrambi, anche se preferisco la visione del remake: un’atmosfera più horror, un immaginario gotico violento che perfino nella visione porta dolore.

Push. Altro film di superuomini, questa volta a causa di esperimenti scientifici. Qui Dakota Fanning è una veggente che sta cercando di liberare sua madre dalle grinfie del governo ed è inseguita da una veggente rivale all’apparenza molto più potente. Un film stupendo, ci mette un po’ a ingranare ma poi il climax è sempre in ascesa.

Final Destination saga. Saga famosa per alcune caratteristiche che si ripetono in ogni capitolo: il protagonista di ogni film ha una visione dell’imminente disastro, riesce a salvare qualche persona ma durante la narrazione questi miracolati cadono per morti sempre più strane ma accidentali. E il disastro iniziale dà sempre molta soddisfazione. Il migliore? Il secondo capitolo, in autostrada; ma forse perché il secondo da molti è giudicato il migliore in assoluto.

Totò le Mokò. Commedia di Totò, che sorpresa questa rivelazione vero?, in cui si ritrova ad avere una superforza ed essere a capo di una banda di banditi. Non ho mai capito Totò, qui la veggente è Suleima ma non mi sento di consigliarlo: di questi in lista, è l’unico di cui ho nebbia in Val Padana.

Premonitions. Intelligente thriller paranormale in cui un veggente in lutto per la perdita dell’amata figlia collabora con la polizia per catturare uno strano killer: tutte le sue vittime si rivelano essere malati terminali, anche prima di saperlo loro stesse! Anthony Hopkins e Colin Farrell ci regalano un bellissimo duello etico e di abilità in un thriller che altrimenti poteva passare inosservato,

Twilight. Quanto amo questo film, rappresenta la mia adolescenza ed è uno dei ricordi che ho di mia nonna: io e lei insieme a casa sua a guardare questo film. So che è odiato, questa è una di quelle saghe che hanno fatto un fottio di soldi ma che hanno pure distrutto carriere (come i prequel e i sequel di Star Wars), ma almeno il primo lo riguardo sempre con piacere. Ed Alice è la tipica vampira veggente, utile alla trama e simpatica come personaggio. Io la visione del film la consiglio, molto più che Totò le Mokò.

Ed eccoci alla fine del post! Conoscevate i film che ho citato? Anche quelli all’interno dei singoli commenti? Al momento spero di stare mangiando e di non essere ancora in qualche museo, visto che sono i miei a condurre purtroppo il weekend di turismo…
E voi? Avete iniziato qualche programmazione speciale per celebrare Halloween nei blog? Io sì, e mi è venuto un grandissimo mal di testa per lo sforzo!

E ovviamente tra i veggenti, Phoebe non poteva mancare!

Consiglio 5 film: Settembre

Buongiorno! Oggi come ogni primo del mese condivido la mia lista dei 5 film visti durante il mese appena passato che ho preferito! Sono fiero di proclamare che è una lista variegata, arricchita da due visioni in madrelingua fatte nel cinema di St Julian a Malta.
Ebbene sì, se avete notato un calo delle mie visite ai vostri blog è perché sono in vacanza studio e quindi il tempo è ridotto drasticamente.

Miss Hokusai. Delizioso anime aka film d’animazione nipponico, parla di Hokusai, un’artista vissuta a Edo nel 1800. La grafica è spettacolare e la narrazione procede lenta, a mostrare il suo stile di vita. L’arte è mostrata sublimata alla vita, vediamo come le credenze popolari indirizzassero la creatività degli artisti, e anche quanti stili di raffigurazione già a quel tempo esistessero.

The Faculty. Thriller fantascientifico per teens che con freschezza e intelligenza rielabora i classici dell’orrore per narrare una storia di disagio giovanile e status quo nell’inferno del liceo americano. Cast stellare, trama già vista ma narrata bene, fotografia e postproduzione fantastiche!

Cosa fai a capodanno?. Tipico film in cui perfetti sconosciuti si riuniscono e succede lo scatafascio tra battute pessime e scene cringe. Film tutto italiano con un cast molto conosciuto, è scritto dallo stesso di Perfetti sconosciuti, per cui tra una risata e l’altra il dramma e la critica sociale sono di casa. Consigliato, sarebbe una visione natalizia volendo.

See how they run. Whodunit fresco e meta-cinematografico-teatrale, credo che in un certo senso per molti questo commento sia un’anteprima! Che onore. Saoirse Ronan è bravissima, e funziona bene con il suo capo e collega investigatore. Il mistero è di difficile risoluzione, mentre la narrazione aiutata da una regia molto vivace spiazza sempre lo spettatore con continui colpi di scena e verità raccontate solo in parte. Molto consigliato, da vedere al cinema.

Bullet train. Finalmente l’ho visto, dopo averne tanto sentito parlare e lo amo. Un montaggio assurdo accompagnato da una colonna musicale che pompa a mille e un ritmo che non rallenta mai ma anzi accelera verso la fine. Tanto sangue, tanta violenza e tante risate. Può ricordare molto lo stile di Tarantino sia per la presentazione dei personaggi sia per l’uso della violenza per far ridere, ma è veramente un film da guardare e riguardare anche per il cast perfetto. Stupendo.

E siamo arrivati alla fine dell’articolo. Io fino all’8 sarò in vacanza, per cui aspettatevi fino all’8 articoli estremamente brevi e poche visite nei blog; mi spiace ma voglio godermi la vacanza.
Potrei parlare dei disagi che ho a Malta, anche se un sacco ci viene a vivere per cui troppo disagianti allora non sono. Ciao!

Io che torno in camera dopo essere scappato al sole di Malta