The Rocky Horror Picture Show: pensieri sparsi

Che dire di un cult?

In (pre)-adolescenza ne avevo sentito parlare spesso e mi ero fatto un’idea confusa della pellicola: sapevo che miscelava eros con thanatos, ma ciò com’era possibile? Inoltre, quando di soppiatto guardavo la copertina del DVD nelle videoteche (comunque era un horror e io piccolo) vedevo sempre questi due labbroni rossi in primo piano nel fronte e questo cast strano di figuri sul retro. Non ero mai riuscito a farmi un’idea precisa.

Poi finalmente comprai il DVD di The Rocky Horror Picture Show.

La nascita di una star

Il film ruota attorno a una coppia borghese di ragazzi che dopo essersi persi in una notte di temporale vengono accolti nel castello dell’ambiguo Frank-N-Furter, genio senza inibizioni di bene o male che ricerca il piacere assoluto e che pian piano li inizierà ai piaceri e ai dolori della carne e dello spirito.

Che dire di un cult?

Il film è un musical e vanta al suo interno ben 14, roba da tenere testa a molti album recenti. Tutta la trama si basa esclusivamente sulle interpretazioni musicali del cast anche perché il film è l’adattamento cinematografico di un musical teatrale. Le mie canzoni preferite sono sicuramente Touch-a, Touch-a, Touch-a Touch Me e l’iconica The Time Warp. Il cast è composto da ottimi attori e cantanti, su cui per me svettano Tim Curry per canto e ballo, la dolcezza della voce di Susan Sarandon e la sua espressività, la tragicità del personaggio di Nell Campbell e il suo canto acuto ed il comportamento esuberante.

Che dire di un cult?

The Rocky Horror Picture Show è un film che combina la commedia con una patina di orrore e sfidava i costumi sociali dell’epoca: infatti, si tratta di una pellicola del 1975 che contrappone la libertà sessuale e di genere ai costumi dell’epoca, anche se la trama ci fa supporre che alla fine la società attuale non fosse pronta per una cosa tanto rivoluzionaria. Inutile dire che il film si è guadagnato un nutritissimo numero di seguace, l’identità di cult e ci sono ancora rappresentazioni teatrali e cinematografiche del soggetto dopo quasi 50 anni!

Che dire di un cult?

Le scenografie e i costumi sono stupendi, esagerati, liberatori e creano un ambiente volutamente ambiguo: sembra ‘normale’, solito e borghese ma poi ci sono punte di follia, di voyeurismo e ribollimento sessuale sempre dietro l’angolo. Nelle stanze private, quelle in cui il genio e gli istinti primordiali vengono alla luce, si vede la vera ricerca della bellezza e del gusto, ma anche dell’orrore per la morte e l’invenzione. La stanza più ambigua? Quella in cui cenano, così rincuorante perché quasi dozzinale ma che nasconde un orribile segreto.

Che dire di un cult?

The Rocky Horror Picture Show è un film stupendo, basa il soggetto sulla simbologia del Moderno Prometeo e quindi ci sovrappone anche tematiche di identità di genere e di sesso. Un film stupendo, è invecchiato benissimo.

E voi, cosa ne pensate di questo cult?

Questa è tutta la colonna sonora del film e in copertina c’è l’iconico Tim Curry

La sceneggiatura

Introduzione:

La sceneggiatura è una descrizione più o meno precisa, coerente, sistematica, di una serie di eventi, personaggi e dialoghi connessi in qualche modo fra loro. Possiamo considerare la sceneggiatura come un processo di elaborazione del racconto cinematografico che passa attraverso diversi stadi che vanno dall’idea di partenza alla sceneggiatura vera e propria.

Quali sono questi stadi? In ordine sono: il soggetto, il trattamento scalettato e infine la stesura della vera e propria sceneggiatura, molte volte accompagnata dalla creazione dello storyboard.

Quindi, potremmo dire che il cinema nasce da un racconto, proprio come un libro.

E quindi come la trama dei libri, la sceneggiatura ci appare e si svela nei nostri sogni?

Inoltre, la sceneggiatura è un lavoro di squadra. Personalmente, ho vissuto l’esperienza di collaborare con altri ragazzi nella stesura della sceneggiatura seguendo tutti i passi sopraelencati, grazie a una scuola di sceneggiatura, durante uno stage estivo di una settimana; qui parlo dell’esperienza, che consiglio anche solo per vedere il cinema con occhi diversi.

Il personaggio:

Elemento chiave di ogni sceneggiatura è il proprio personaggio protagonista, non può esistere film o romanzo senza un protagonista; nel cinema, inoltre, questa figura è rappresentata da una sola persona, che sia umana o figurata, e sono le sue azioni a dirigere il film.

Il personaggio protagonista è caratterizzato da tre elementi:

  • il FATAL FLOW, cioè il proprio punto debole, il suo tallone d’Achille e il tasto dolente che ne caratterizza l’indole o il fisico;
  • il NEED, cioè il bisogno che vive per sopravvivere, un obiettivo necessario per sopravvivere come nutrirsi, sentirsi amato e tutti gli altri diritti dell’umanità;
  • il DESIRE è il desiderio o l’ambizione, cioè una meta da raggiungere.

Il personaggio protagonista, inoltre, è caratterizzato da un conflitto interno, che lo divide tra uno dei tre elementi sopraelencati; il conflitto può essere sia esteriore sia interiore. Per esempio, in Indiana Jones e i predatori dell’Arca perduta, il conflitto esteriore potrebbe essere la ricerca di questa fantomatica Arca mentre quello interiore potrebbe essere la battaglia con la propria avidità innata come uomo ma che non dovrebbe avere in quanto archeologo.

Gli altri personaggi, invece, si dividono tra suoi alleati, alleati dell’antagonista e personaggi di servizio (servono da connessione durante la narrazione della trama). Ovviamente, il focus di maturazione deve essere posto sul protagonista o il film ha sbagliato a focalizzare lo svolgimento degli eventi.

La struttura di un film:

La narrazione del film si basa sul Climax, che rappresenta il percorso narrativo della pellicola. L’introduzione del protagonista avviene nel Set Up, mentre il vero snodo della trama avviene al PS1 (il punto di minimo) a circa un quarto della durata; a metà c’è il PM, accadimento che svela qualcosa o pone il protagonista in grado di affrontare la sfida o l’ostacolo; quindi, per la successiva mezz’ora i fatti procedono fino al secondo punto di minimo PS2 e la svolta verso la risoluzione finale (P). Alla fine, ci sono il CL1 e il CL2, che sono le risoluzioni del conflitto su vari livelli.

Questa struttura, come avrete capito, è resa per un film di due ore, ma alla fine può essere sviluppata anche proporzionalmente ad altre durate.

Il finale può essere: 

  • chiuso negativo, spesso usato nei film di denuncia;
  • finale aperto;
  • finale chiuso positivo, tipico delle commedie.
Abbiamo finito. Ciaone e alla prossima!^^

PS: Ora vi lascio alcuni link che potrebbero interessarvi.

Testimonianza del corso di sceneggiatura che ho frequentato presso Sentieri Selvaggi: qui

Testimonianza del corso di critica cinematografica che ho frequentato presso Sentieri Selvaggi: qui

Il racconto che ho scritto ispirato al corso di sceneggiatura: qui

10 film con i morti viventi

Buongiorno!

Oggi torniamo all’elemento orrorifico con una lista contenente 10 titoli con i morti viventi, chiamati anche modernamente zombie. Questa lista come le altre è stata decisa dal mio pubblico tramite un sondaggio sul mio profilo austindove_blog98, per cui se non mi seguite là, fatelo presto.^^

Quindi, bando alle ciance: prima vi lascio un piccolo approfondimento sulla figura del morto vivente tratto dall’interessante guida ai film horror che ogni tanto uso come fonte, e poi alla lista effettiva!

[…] Ma il ritorno dei morti è forse ancora peggiore. E’ quasi il culmine dell’orrore. Il rianimarsi di un corpo e l’orribile miracolo necessario perché questo avvenga implicherebbero, infatti, la fine del mondo così come lo conosciamo. […] Molti film sui morti viventi non sono interessati né alla scienza né alla magia né alle cause che potrebbero portare il nostro universo verso la distruzione. Virus, macchie solari, rifiuti tossici: i motivi per cui i morti rivivono nelle pellicole più recenti sono intercambiabili e spesso liquidati in una sola battuta. Sono il sangue, le interiora e il terrore a guidare il racconto. […] Sono film che violano i corpi allegramente e in cui le persone sono fatte a pezzi come è fatta a pezzi la normalità. Nulla è sacro e non c’è alcun dio. […] Ci spingono a confrontarci con il nostro lato peggiore: ci mostrano il disfacimento di orribili zombi e quello di una società che si nutre di se stessa, convinta che i film sugli zombi cannibali siano solo intrattenimento…

Questa introduzione all’argomento secondo me ci fornisce numerosi spunti di riflessione ed esplicita come molte volte sono questi film ad avere le migliori tematiche politiche e sociali, come dimostrano i cult di Romero. Tuttavia, i film che ho raccolto io non sempre mostrano questo orrore ma invece stravolgono la simbologia del mostro per mostrare qualcosa di nuovo e poetico, mentre in altri la mattanza è assicurata!

L’alba dei morti dementi. Iniziamo con il botto! La trilogia del cornetto è un trio di film diretti da Edgar Wright e interpretati da Nick Frost e Simon Pegg e questo è il primo: una black comedy con molte situazioni surreali, molto sangue e un’invasione di non morti senza alcuna ragione ma mortifera. Io ovviamente ve lo consiglio, a una certa mentre uno moriva sono scoppiato a ridere, LOL.

Hotel Transylvania. Simpatico film d’animazione che riprende la mitologia gotica, ne ho parlato qui.

Nightmare before Christmas. Cult d’animazione, grande ospite del mio blog anche senza un suo articolo dedicato. Non è facile identificare gli zombi, ma sicuramente i protagonisti sono dei non morti e quindi rientrano perfettamente nella lista, come il 98% degli abitanti di Halloween!

Benvenuti a Zombieland. Vabbeh, il nome del film dice tutto. Commedia splatter d’azione, vede un gruppo di giovani (tra cui la mia adorata Abigail Breslin) in un mondo post-apocalisse e la narrazione li vede sopravvivere creando uno sbandato nucleo famigliare. Veramente carino come film.^^

Vita da vampiro. Incentrato sui vampiri, fanno un cameo anche altri mostri del mondo gotico; ne ho parlato qui.

Zombies-La vendetta degli innocenti. Tripudio di sangue, filmetto di serie B ma che ho apprezzato per ambientazione e svolgimento. Qui a vendicarsi sono i bambini morti in miniera decenni prima e, cosa che mi è piaciuta, uccidono tutti tranne i parenti; ha parti inquietanti ma ovviamente, avendo capito che la protagonista casualmente è imparentata con una bambina-zombi, la tensione cala perché sai che la risparmieranno.

Doom. Non c’è molto da dire, è il brutto film con The Rock. Invece, vi piacerebbe un confronto tra il film e i videogiochi?

Resident Evil. Questa è la celebre saga con Milla Jovovich, il primo era molto bello e pur cambiano l’ambientazione del videogioco rispecchiava la claustrofobia e i mostruosi esperimenti iconici della saga.

Zombie contro zombie. Capolavoro giapponese che unisce l’orrore al metacinema, non posso dire altro se non di guardarlo per non farmi scappare spoiler!

Trilogia di Resident Evil. Stupenda trilogia di film d’animazione digitale, la stessa usata nelle cutscene dei videogiochi, questa è sviluppata dalla Capcom (l’azienda di produzione dei videogiochi) ed è pensata come continuazione ed espansione delle trame dei videogiochi. Il più bello dei tre è il secondo, Damnation, perché mette veramente ansia e ha tematiche politiche molto interessanti. Ovviamente, non hanno niente a che fare con i live-action.

Ecco, siamo arrivati alla fine della lista. Conoscevate tutti i film citati? Siete rimasti sorprese dalle mie scelte? Purtroppo i capisaldi mi mancano (è difficile vedere un horror in casa mia) ma pian piano sto recuperando tutto.^^

Ciao e alla prossima!^^

Compagno di scrittura 🙂

Qui rido io

Qui rido io è un film biografico diretto da Mario Martone del 2021 su Eduardo Scarpetta, un famoso commediografo napoletano della commedia dialettale moderna, interpretato dal bravissimo Toni Servillo.

Qui rido io, dopo una mezz’ora passata a mostrare la vita lavorativa e famigliare dell’attore, pone al centro della narrazione il processo in tribunale che Scarpetta subisce con l’accusa di plagio da parte del poeta e drammaturgo Gabriele D’Annunzio.

Sono andato a vedere il film al cinema colto e piccolino vicino a casa mia, che fa sconto studentesco, assieme a mia mamma; è stata lei a chiedermi di accompagnarla e dopo un iniziale rifiuto (se mi leggete, avrete capito che non amo il cinema italiano attuale e non lo cito spesso) ho cambiato idea dopo un’attenta valutazione dei trailer.

Sono rimasto soddisfatto? Lo consiglio?

Sì, lo consiglio! E’ solo un po’ lunghetto nella seconda parte ma concentrandosi sulle noie giudiziarie e sui figli pronti a spiccare il volo (divergenze familiari) ha dovuto rallentare il ritmo per usare i toni del dramma.

Qui rido io è un film diviso in due atti. Il primo è più una commedia e il secondo un dramma; la figura centrale è ovviamente questo commediante che ha creato un personaggio teatrale commerciale e popolare capace di riempire i teatri – il Sciosciammocca – e ritendendosi quasi un dio della commedia spadroneggia sia sul palco sia in casa: è un uomo autoritario, padronale ma abbastanza ricco e influente da far vivere nel lusso non solo la propria famiglia ufficiale ma anche quelle delle sue amanti; e i numerosi figli e figliastri.

Grande spazio nella narrazione è il teatro, luogo in cui non solo ottenere attenzioni e approvazione ma anche simbolo di espressione e libertà, quella libertà che tutti i figli prima o poi ricercano perché soverchiati dall’ombra paterna. Vengono mostrate le commedie, il dietro le quinte, le prove, le ‘iniziazioni’ dei figli al teatro man mano che crescono quasi come se fosse una sorta di tributo che pagano al padre. E’ una performance teatrale la prima scena, quella d’apertura, ed è il verdetto sulla commedia-parodia di Scarpetta (quella che ha fatto arrabbiare D’Annunzio) l’ultima apparsa su schermo.

Altro tema fondamentale della pellicola è la famiglia. La famiglia di Scarpetta è numerosa, sembra più un clan che una famiglia e questo è dovuto alle indomite capacità amatorie del grande commediante: con svariate amanti ha sfornato un fottio di figli, tutti che vivono nell’agio anche se non sempre riconosciuti. Fin dall’inizio è possibile notare la soggezione che tutti provano nei suoi confronti (forse solo la moglie ne è immune) ma comunque si nota un legame che li unisce, lui si interessa ai figli e alle sue donne e loro di ricambio mostrano interesse; ecco, nella seconda parte questo legame si spezza forse a causa della stanchezza del suo egocentrismo o perché ormai i tempi sono maturi e la pressione paterna. E il film si appesantisce tutto d’un tratto mostrando ancora di più il dramma della situazione.

Comunque, la narrazione procede a ritmo spedito, le due ore e passa non si fanno sentire troppo. Il film mostra con fierezza la napoletanità del suo protagonista usando scenografie e palazzi sublimi e soprattutto sfoggiando un dialetto napoletano stretto incapibile per chi non è del luogo (per fortuna ci sono i sottotitoli) e che permane per quasi tutta la durata del film. Anche i costumi sono molto curati e particolari. E le musiche, napoletane del tempo, accompagnano l’ambientazione creando una Napoli molto caratterizzata.

Come approfondimento, vi consiglio il mio articolo su Il cattivo poeta, soprattutto per paragonare le due rappresentazioni di Gabriele D’Annunzio; qui, anche se il Vate secondo me è mostrato in un modo volutamente macchiettistico, è comunque notabile un contrasto tra gli Scarpetta e la corte del poeta, composta da modelli e prostitute belli, silenti ed eterei, come a consacrare la stupenda villa a santuario trascendente.

Qui vi saluto. Il post è pieno di spoiler perché è un film biografico su una figura storica, non c’è molto con cui sorprendere lo spettatore (sì, all’improvviso Eduardo Scarpetta non viene rapito dagli alieni, tranquilli). Scarpetta inoltre è da ricordare come il padre dei fratelli De Filippo ed è grazie a lui che ora la satira è protetta dalla legge.

Ciao!

Consiglio: i film di Settembre

Buongiorno! Ottobre è arrivato e la scadenza per lo speciale di Halloween, che combacia con uno dei miei buoni propositi del blog per quest’anno, si sta avvicinando; la cosa mi fa ansietta.

Comunque, finalmente mi sto sbloccando a livello universitario con l’accesso alle lezioni di inglese fornite dalla uni con il nuovo ordinamento e quindi spero che finalmente si concretizzi anche il successivo esame, che fino a un mese fa era una volta al mese.

Ma tornando a chiacchiere più allegre, in queste settimana ho visto tantissimi film molto belli, numerosi cult o pellicole di alto valore nei loro generi, che hanno reso difficile la scelta di soli 5 di essi. Ecco qui la mia selezione!

Frenzy. Penultimo film dal grande regista Hitchcock, è ambientato a Londra ed è uno spietato thriller su di un serial killer e un uomo ingiustamente accusato dei crimini. Quello che mi ha colpito maggiormente è stato il montaggio accompagnato alla regia: è un film crudo, violento e che lascia molto all’immaginazione; almeno dopo il primo omicidio, esplicito e profondo nella messa in scena.

Qui rido io. Film biografico di Martone e interpretato dal grandissimo Toni Servillo; non dico altro perché lo leggerete presto sui miei schermi.

Pretty Woman. Bellissima fiaba con Julia Roberts e Richard Gere, apprezzo sempre quando lei torna alla boutique dopo aver fatto shopping, quella boutique dove la avevano cacciata e sfancula quelle stronze! Qui c’è il mio commento esteso al film, se volete.

Taxi Driver. Cult di Martin Scorsese con l’iconico Robert De Niro, mi ha colpito per il montaggio e la regia. Poi il personaggio interpretato da Jodie Foster tocca al cuore e quasi giustifica il massacro finale, raccontato quasi con un piano sequenza. Stupendo, dopo averne sentito parlare in tutte le salse ho preso coraggio, lo ho guardato e non me ne sono pentito.

American Psycho. Intensa interpretazione di Christian Bale, è un cult moderno tratto da un romanzo di Bret Easton Ellis. Durante tutta la pellicola è il corpo di Patrick il vero protagonista: ci sono numerose scene di nudo parziale o integrale, moltissime scene lo ritraggono allenarsi con infiniti esercizi o plasmarsi con numerose creme e trattamenti di bellezza. Un omicidio lo compie nudo e con una motosega, nella tipica simbologia fallica!

Ecco, questa era la lista. Conoscete tutti i titoli? Beh, almeno conoscerli spero di sì. Fatemi sapere cosa ne pensate e… Ciaone burlone!^^

10 film con il triangolo amoroso

Buongiorno!

Salutiamo settembre con una bella lista, ottima per coloro che adorano il gossip e le commedie romantiche: 10 film con i triangoli amorosi!

Dopo aver saggiato l’interesse per questa lista e appurato che a parte alcuni fedelissimi non frega niente a nessuno (ha fallito ben due sondaggi sulle liste da condividere qui sul blog), eccola qui finalmente!

Quindi, senza ulteriori indugi, tuffiamoci nei dieci titoli da me scelti!

Twilight. Suddai, come si può fare una lista del genere senza il triangolo teen per eccellenza al cinema, quello che ha fatto sciogliere i cuori di tante ragazze e ha fatto urlare al rogo vista l’inespressività di 2 dei tre componenti di questo triangolo? A me il film piace ma dal secondo in poi la situazione si scalda troppo!

Crimson Peak. Qui si scade nello spoiler, quindi vi rimando alla mia recensione del film.

Diverso da chi?. Un po’ sono contrariato dai film che parlano di coppie gay che alla fine si rompono perché uno dei due fugge con una donna! Questo film segue la tematica ma la usa per ampliare i personaggi e la Gerini non la si può odiare; troppo brava e simpatica.

Hunger Games. Altra celebre coppia adolescenziale, posso dire che nel film ci sono andati con i guanti: nel libro lei è molto più stronza e indecisa, cinica e senza scrupoli; basti dire che alla fine lei sceglie chi la fa stare meglio, senza curarsi dell’opinione degli altri due. Però i film sono belli, anche se verso la fine non troppo fedeli pedissequamente ai libri!

Le mie due mogli. Capolavoro del 1940, devo averlo citato in una lista dei costumi; come premesse è uguale a Letto a tre piazze anche se poi lo svolgimento è diverso; grandi attori per una commedia molto piacevole.

Vedo nudo. Divertente film a episodi tutti incentrati sul camaleontico Nino Manfredi, ora non mi ricordo esattamente per quale episodio ho messo in lista questa pellicola (e dire che ho pure letto su Wikipedia la trama dei corti); presumo per lo straniante Motrice Mia, che parla di una vera e propria frequentazione extraconiugale.

I perfetti innamorati. Stupendo film metacinematografico ed estremamente divertente con la Zeta-Jones e la Roberts nel ruolo di due sorelle, il triangolo si forma quando il quasi ex marito della prima, si scopre alla fine innamorato della sorella che è da sempre innamorata di lui. Un casino contornato da gossip vari, essendo tutti i protagonisti divi di Hollywood!

Peccato che sia femmina. Commedia queer francese, vede una donna bisessuale contesa tra il marito e l’amante conosciuta da poco; il tutto scoppia quando optano per il poliamore dividendosi casa e amata.

L’età dell’innocenza. Stupendo film in costume con una emozionante Michelle Pfeiffer, adattamento di un libro che voglio leggere. Credo che non bisogna contestualizzare tanto, tutti di riffe o di raffe conosceranno la trama; sennò colmate la vostra ignoranza di letteratura americana e guardate almeno il film.

Fantozzi. Cult italiano con il grande Paolo Villaggio, famoso è il triangolo che ruota attorno Fantozzi, la signorina Silvani e il rivale Calboni!

Ecco, siamo alla fine. Ci tenevo a ringraziarvi perché 10 film con il nudo maschile integrale ha superato quota 500 in pochissimo tempo e per il mio piccolissimo blog è una quota lunare! Grazie dei commenti, delle riflessioni, che avete condiviso nell’articolo e che sicuramente hanno aiutato nell’indicizzazione!

Ciaone e alla prossima.^^

Comunque, anche questa saga ci sarebbe stata benissimo in lista

Dark Shadows

Dark Shadows è un film fantasy a tinte horror diretto da Tim Burton e ambientato nel 1972; con un cast stellare che vanta nomi del calibro di Johnny Depp, Michelle Pfeiffer ed Eva Green, riesce a narrare con piacevolezza e interesse la lotta ideologica tra un vampiro e una strega nella modernità.

Se dovessi descrivere il film con due parole lo definirei un gotico moderno: infatti, Dark Shadows riesce a portare la mitologia gotica ai giorni nostri e facendo ciò riesce anche a elogiare i traguardi che la modernità e la tecnologia hanno portato con sé. Sono tanti i mostri che vengono citati, anche se ovviamente quelli di maggior spicco sono la Strega e il Vampiro. Interessante che tutti i mostri di Dark Shadows siano legati a una maledizione e che la vera perfezione stia nella natura umana.

A me Dark Shadows piace soprattutto per il cast, che riesce a regalare ottime performances (soprattutto il trio citato all’inizio), le scenografie e tutto il reparto luci e trucco.

Invece, la pellicola soffre terribilmente per la sceneggiatura di Seth Grahame-Smith che è caratterizzata sì dai temi cari a Tim Burton – solitudine, incomprensione, inadeguatezza alle esigenze – ma scivola anche su battute di dubbio gusto e situazioni al limite sorpassato del trash e del volgare, come più o meno tutto l’arco narrativo della dottoressa.

Credo che siano i personaggi femminili a farla da padrone: Eva racconta una donna crudele e cinica, incapace di amare e ossessionata, mentre Michelle offre agli spettatori una donna temprata dalla situazione e che cerca in ogni modo di proteggere la famiglia; si può dire che siano donne antitetiche. E poi c’è Barnabas, interpretato da Johnny Depp, che è ricordabile solo per gli omicidi o le sequenze con altri personaggi, perfino il suo linguaggio dopo un po’ diventa troppo ridondante!

Tim Burton ci regala una nuova fiaba nera che come tematiche mi ha ricordato l’inglese La famiglia omicidi, vecchio di sette anni rispetto a questa pellicola.

Ho notato alcuni errori di regia e luci che sommati a una sceneggiatura che a volte perde acqua allagando il tutto inficiano di molto il buon esito della storia; per fortuna, Dark Shadows è ambientato in un edificio sublime (ma che mi ha ricordato la casa di Haunting-Presenze), i truccatori e costumisti hanno fatto un ottimo lavoro e la desolazione di quell’ambiente martoriato dalle onde e dalla fotografia scura e gelida hanno conferito un’aria sognante e austera a quel mondo triste che piace al regista.

E a voi? E’ piaciuto? Lo reputate una trashata immane o lo salvate?

10 film sui fantasmi 3.0

Buongiorno amici del cinema paranormale, eccoci tornati ai 10 film sui fantasmi! Qui troverete film molto famosi, come due di Carpenter, e un gioiellino ispirato da una poesia di Tim Burton! Avete già qualche idea?

Bene, bando alle ciance, cominciamo!

1) The librarian 2 – Ritorno alle miniere di Re Salomone. Io sono sempre un appassionato di questa trilogia televisiva e questo film è interessante per i temi familiari e il mondo esotico che propone. Qui i fantasmi sono i guardiani di un’antica sepoltura che vengono riportati in vita per un rituale con il quale l’antagonista vuole fare i suoi scopi. Grande film a piccolo budget.

2) Grosso guaio a China Town. Un nome una garanzia, alzi la mano chi non lo conosce. Mi basta solo contestualizzare il tutto: qui il fantasma è il signore cinese, quasi un demone che cerca la sposa perfetta e trascende la sua forma umana negli sfarzi del suo palazzo!

3) The Fog. Ne parlai qui, leggi.

4) Nightmare before Christmas. A parte il fatto che a casa nostra si chiama Nightware before Christmas per problemi con l’inglese (ciao papino^^), questo capolavoro in stop-motion ci ha fornito un altro mostro della mitologia gotica. Finirà mai di sorprenderci?

5) Echi mortali. Grande film con Kevin Bacon (mi sembra che una mia follower-blogger lo apprezzi) riprende il concetto di Shining ambientandolo però in un thriller urbano. E c’è un fantasma che reclama giustizia.

6) Sei ancora qui. Thriller dimenticabile con Bella Thorne; dimenticabile, parla della gente che dopo un disastro vede i fantasmi delle vittime in una sorta di loop della loro ultima giornata.

7) Cruel Peter. Cosa si compra la Rai? LOL. Visto su Raiplay (e quindi andato in onda sulla rete nazionale) è un film ambientato in Sicilia e che riprende tutti i film di possessioni e persecuzioni spettrali ambientandolo al sud. Mah.

8) Solstice. Ennesimo thriller paranormale con la bella Amanda Seyfried (non protagonista), ambientato però in una palude. Non c’è veramente una storia di paura ma solo un fantasma scazzato che vuole giustizia, una gemella suicida e l’altra con la coda di paglia e un finale che ti fa dire: Come ho fatto a perdere il mio tempo?

9) La sposa cadavere. Rialziamo l’asticella della qualità tornando a Tim Burton. Grande commedia molto commovente sull’amore. Mi ha ricordato la canzone di Hunger Games: The Hanging Tree, che potete ascoltare su YT.

10) The woman in black. Film horror con Daniel Radcliffe che mi ha fatto prendere alcuni jumpscares grazie a un ambiente ben realizzato e l’utilizzo del cane in un film horror – no, il cane non muore. Mi dicono però che questo film sia una spanna sotto al capolavoro televisivo di qualche decennio fa; qualcuno mi sa rispondere?

Ecco. Siamo arrivati alla fine, e per la gioia dei miei followers ho fatto una lista che non fosse della spesa; certo, una lista del genere non va bene per quando ho poco tempo perché è quasi un articolo normale…

Li conoscevate tutti? Vi ho spinto a guardare qualcosa o il contrario? Fatemelo sapere, qui sotto vi lascio tre link interessanti e una cover di Marilyn Manson che potreste apprezzare. Ciaone burlone e alla prossima.^^

Link alla mia spiegazione della stop-motion: qui

Link alla seconda parte della lista: qui

Link alla prima parte: qui

Free Guy

Buongiorno!

Oggi parlo di Free Guy, un film fantastico con Ryan Reynolds ambientato su due mondi paralleli ma anche incidenti: la realtà nostra reale e la realtà virtuale di un videogioco; infatti, il protagonista del film è un NPC di un videogioco stile GTA!

Questo è solo un mio piccolo commento senza spoiler, quindi tutti lo possono leggere, e alla fine ho solo elencate le ispirazioni e le citazioni che ho colto durante la visione al cinema. Spero vi piaccia leggerle!^^

Allora.

Free Guy è un film molto bello, riesce ad amalgamare bene le narrazioni nei due mondi perché, a differenza di film come il recente Godzilla-Re dei mostri, esse sono complementari le une alle altre e non rubano minutaggio prezioso a scene fondamentali per la trama. Insomma, tutto quello che appare è funzionale alla trama e seppur ci siano numerose scene create quasi solo per l’ambientazione, a una più precisa analisi è notabile che ognuna porta un tassello fondamentale per la riuscita della missione.

Infatti, i due protagonisti sono una reale e l’altro virtuale, proprio a farci capire come i due mondi abbiano bisogno l’uno dell’altro.

Guardarlo al cinema è un’esperienza unica perché Free Guy gode di effetti speciali spettacolari e di una colonna sonora epica a tratti e potere guardare ogni singola citazione in un grande schermo è utile intanto per vederle chiaramente e poi vedere l’insieme di tutte le cose portate su schermo: lo schermo era veramente pieno d’azione e lo sguardo non poteva cogliere tutto, però avevamo la sensazione di splendida pienezza!

Un problema che ho riscontrato è stato l’adattamento italiano.

Ciò che rende il film adatto solamente a chi mastica di videogiochi e Youtube (oltre a vari camei) è il linguaggio videoludico: io stesso mi trovo più volte a spiegare ai miei parole semplici come ‘skin’; ed è con questa parola che esplico il problema dell’adattamento.

In inglese ‘skin’ vuol dire sia pelle sia look del personaggio (più o meno) e quindi ci sono state varie battute nel film proprio che giocavano sull’ambiguità della parola originale. In italiano però ‘skin’ non vuol dire sia pelle sia look e quindi è stato straniante sentire i poliziotti che intimavano il protagonista di togliersi la skin e lui che rispondeva che non poteva togliersi la pelle.

Insomma, già la terminologia per quelli che non giocano è astrusa, come anche tutti i riferimenti ai videogiochi sparsi per il film e la struttura narrativa stessa del film, se si mettono a pasticciare pure con i dialoghi non ne veniamo fuori!

Chiudendo ora il commento veloce, parlo dei personaggi.

Il protagonista è interpretato da un bravissimo Ryan Reynolds al culmine della sua ingenuità, mentre gli altri personaggi NPC del suo mondo sono caratterizzati da una ancora maggiore ingenuità, anche nel look; ciò è divertente perché i personaggi PC sono invece molto aggressivi nel modo di vestire e nell’atteggiamento. Nel mondo reale gli umani importanti sono tutti resi in modo molto accattivante anche se a rubare la scena è sicuramente il villain interpretato da un esilarante e intenso Taika Waititi.

Free Guy è un bel film da guardare al cinema o molto, molto, ma molto vicino allo schermo del computer con un ottimo impianto audio; verso la fine mi sono commosso! Porta anche interessanti riflessioni su come giochiamo ai videogiochi e sulla morale nei videogiochi, da vedere!

Ispirazioni/citazioni filmiche:

  • Matrix
  • Se solo fosse vero
  • Infinity War
  • The Truman Show
  • I franchise della Disney
  • Cartoni degli anni ’50
  • Ricomincio da capo
  • I guardiani del destino
  • Il diavolo veste prada

Ispirazioni/citazioni videoludiche:

  • Street fighter
  • GTA
  • Portal
  • Fortnite
  • Halflife
  • Hitman
  • The Sims

E con queste references che ho colto, vi saluto e vi invito a lasciare una vostra riflessione, sull’importanza dell’adattamento delle opere, sui videogiochi al cinema, per chi ha visto Free Guy sul film.

Ciaone e alla prossima! L’esame di statistica si avvicina e io torno a studiare.^^

PS: date un’occhiata a quest’altra recensione da La Bara Volante, che ho letto prima di vedere il film e che fornisce una visione diversa dalla mia. Ciao! 🙂

E questo film ci dimostra che non solo Bones lo è

Consiglio 5 film: Agosto

Buongiorno! Come state? Settembre si sta avviando e con esso si compiono i miei 23 anni di luce su questo grigio oblio che chiamate Terra.

Agosto è stato un mese non troppo denso, caratterizzato da grandi visioni filmiche, ore passate a studiare ‘sta benedetta statistica e qualche frescura in montagna; oggi, quindi, siamo qui per scoprire i 5 migliori film guardati nel mese appena trascorso!

Come al solito, la mia è una scelta di preferenza personale e cerco di citare film di cui non ho già parlato nel blog; sono quindi giunti qui 5 film molto belli, la maggior parte più vecchi di 20 anni e tutti con uno stile molto particolare e riconoscibile. Spero che possa convincervi a guardarli!

Marie Antoinette. Grande film biografico su Maria Antonietta interpretata dalla bellissima Kirsten Dunst (quella che ci ha regalato l’iconico bacio sotto la pioggia di Spiderman). Che dire? Non a caso il film ha vinto l’Oscar per i migliori costumi perché sono a dir poco fenomenali, ma spesso ci si dimentica della bravura del cast attoriale e la scelta di musiche pop in un contesto storico che lo rendono sicuramente più trascinante. Da vedere in assoluto, l’ho adorato e voglio portare un piccolo approfondimento nei tempi futuri qui sul mio piccolo blog.

Fantozzi. Grande cult italiano interpretato e basato sui libri di Paolo Villaggio, è da mettere negli annali del cinema italiano anche solo per la scena di apertura: da sola rispecchia tutte le tematiche della saga, elevandosi a manifesto, grazie a una regia curata e una grande spinta recitativa che sono in grado di mostrare l’importanza della ditta e la piccolezza del lavoratore, quasi come se fosse un grande alveare di piccole api operaie disumanizzate.

La brava moglie. Unico film visto al cinema quest’estate della lista, l’ho scelto a favore di una mia lettrice. Che dire che non abbia già detto? Juliette Binoche interpreta una donna elegante e retta, una direttrice di un istituto per brave mogli che alla morte del marito e la riscoperta del suo vecchio amore riscopre l’amore e l’importanza della propria persona in quanto donna, rompendo i suoi schemi e capendo che gli anni ’60 equivalgono a rivoluzione anche di genere.

Billy Elliot. Altro film celebre sulla danza che tratto qui, Jamie Bell è uno di quei rari attori maschi (le ragazze sono più fortunate di solito) che sono cresciuti bene essendo sbocciati da piccoli. Il film parla della passione per la danza di un piccolo inglese, ostacolata da un padre che la vede come cosa per bambine e che è impegnato in una protesta contro la Thatcher: il film, infatti, accompagna temi socio-temporali a temi come passione, scoperta di identità e sessuale e affermazione dell’io. Credo che il momento più imbarazzante dell’intero film sia l’audizione, mentre la ship più forte è quella Billy-Michael per come si scoprono a vicenda e si supportino nonostante le differenze.

Millie. Musical con la divina e giovane Julie Andrews, è una commedia che annovera al suo interno tutta una serie di star del genere riuscendo a regalare una pellicola fresca, ricca di performance e spirito e un twist a metà film che ne cambia leggermente il genere. Basato leggermente su Come sposare un milionario e ambientato negli anni ’20, il film offre una varietà di costumi stupendi da lasciare senza fiato, mentre le performance di canto o ballo (principalmente tip-tap) sono veramente variegate. Una piccola chicca che ti apre il cuore: Beatrice Lillie, che interpreta la villain, all’epoca iniziava a soffrire di alzheimer e quindi Julie le diceva le battute fuori campo per aiutarla a recitare!

Ecco, questi sono i miei film di Agosto; voi quali avete visto? Li conoscete tutti? Prima di salutarvi, vi lascio due link che potrebbero interessarvi!

-Questo è il link per una riflessione sulla figura di Maria Antonietta in due film diversi: qui

-Questo è il link ai film che ho visto al cinema, ci sono alcuni commentini sui più interessanti: qui

Ciaone e alla prossima!^^