Consiglio 5 film: Luglio

Buongiorno a tutti! Anche Luglio è passato e con sé si porta via la mia vacanza a Roma; durante questo mese ho scoperto tanti nuovi film, da grandiosi capolavori del cinema a film trash e quindi anche oggi sono qui per consigliarvi cinque film da guardare assolutamente!

Ecco qui i titoli:

Zoolander. Divertente e ironica commedia diretta, pensata e recitata da Ben Stiller (quindi un film d’autore) per denunciare i difetti e gli stereotipi del mondo della moda. Il tutto ha uno sguardo al limite del demenziale, molto fresco e senza paura di prendersi in giro; però la trama seppur semplice è molto solida, i personaggi caratterizzati e la comicità divertente. Ovviamente, trucco e costumi pazzeschi!

I WeirDO. Divertente commedia nella prima parte e struggente dramma nella seconda, ne ho parlato sul mio in questa mia recensione fatta durante il laboratorio di cinema; andate ad aprire i link per saperne di più!

Zombie contro zombie. Film giapponese di natura metacinematografica, è letteralmente un film dentro a un film; già questo è uno spoiler enorme sulla trama! Io dico che chiunque cinefilo ed esperto di cinema lo dovrebbe guardare perché è intelligente, esilarante e la prima parte esalta la seconda. Qualcuno di voi lo ha già visto? Lo trovate su RaiPlay!

Abbasso la miseria!. Finalmente sono riuscito a recuperare un film con la grande Anna Magnani e devo dire che mi è piaciuto. Lei molto elegante e carismatica, la storia è un grande specchio dell’Italia del dopoguerra e il finale mi ha fatto venire i lacrimoni agli occhi. Mi è piaciuto come le due famiglie siano caratterizzate da valori e dinamiche profondamente diverse, sia a livello affettivo sia a livello economico.

Il favoloso mondo di Amélie. Ammettendo che un po’ mi ci sono rispecchiato in questo film, lei è veramente dolce e simpatica, a tratti infantile come quando vuole punire il vicino fruttivendolo. Fotografia sempre fiabesca e movimenti di macchina tra carrellata e zoom vari, la storia ci introduce in un mondo fatato che avvolge quello reale; e io non sono sicuro se ciò che accade, almeno nei particolare, accada realmente o sia frutto della mente della protagonista. Sicuramente è da vedere, soprattutto perché è del 2001 e fa il ventennale!

Eccoci arrivati alla fine dell’articolo. Li conoscevate tutti? Ne avete scoperti alcuni? Io come al solito vi ringrazio di essere passati e vi ricordo che domani è il compleanno di un grande regista, anche se non riuscirò a celebrarlo qui sul blog come mi ero ripromesso. Ciaone e alla prossima!

I WeirDO: quando la quarantena fa parte della tua natura

I WeirDO è una pellicola taiwanese diretta da Liao Ming-Yi e uscita nelle sale cinematografiche italiane nel 2021; essa non è caratterizzata da un solo genere cinematografico, ma si ispira nella prima parte della narrazione alle rom-com mentre nella seconda parte ai grandi drammi di coppia.

Trama:

Un ragazzo e una ragazza. Lui, Po-ching interpretato da Austin Lin, soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo che lo obbliga a lavarsi continuamente le mani. Lei, Ching incarnata da Nikki Hsieh, soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo che la obbliga a coprirsi dalla testa ai piedi come se fosse in corso una guerra batteriologica. Per la società sono degli outsider, per il destino sono due anime gemelle che prima o poi devono incontrarsi. E, infatti, s’incontrano, dando vita a un bizzarro e complicato cortocircuito sentimentale…

Recensione:

I WeirDO è un film frizzante, astuto e ben studiato. Sa giocare bene con lo spettatore e sfrutta molto bene le manie dei protagonisti quasi come se esse stesse facciano parte del loro carattere e siano in grado di rappresentare da sole i personaggi: se nella prima parte sono simpatiche pulsioni incontrollabili che danno vita a stravaganti situazioni, nella seconda queste manie diventano difetti, caratteristiche da nascondere e stigmatizzare perché invalidanti a una vita chiamabile tale.

La condizione stessa dei protagonisti, entrambi affetti da microfobia, è fonte di numerose riflessioni e aiuta il pubblico ad avvicinarsi alla loro situazione: come loro sono costretti dalla loro fobia a rifuggire le folle e a proteggersi con guanti, mascherina e mantella, noi persone reali siamo costretti a causa del Covid e della situazione attuale globale a imitarli proteggendoci come meglio possiamo. Se da un lato è divertente vedere questi due sempre in mantelline e chini muoversi tra le strade o gli scaffali dei negozi, dall’altra questa stessa visione è dolorosamente simile alla nostra stessa condizione! E non perché si ha paura dei germi.

Inoltre, il finale espone chiaramente allo spettatore che non è importante chi sia nella coppia a cambiare ma che se il cambiamento non è seguito da un adattamento alle nuove esigenze, la coppia nonostante la fiducia reciproca e l’amore condiviso è destinata a sfaldarsi. Un messaggio universale racchiuso in una pellicola solo all’apparenza leggera ma con temi universali che la arricchiscono e la rendono importante, anche per le molte coppie costrette sotto allo stesso tetto per colpa del Coronavirus.

 I WeirDO è un film che colpisce lo spettatore anche per la narrazione  e le scelte con cui è stato pensato: sono continue le rotture della quarta parete con il protagonista attuale che dialoga con lo spettatore, informandolo delle sue decisioni e spiegandogli le motivazioni; a un certo punto è evidente un cambio di rotta degli eventi e di caratterizzazione dei personaggi che può lasciare basiti; ma anche la regia che propone sempre inquadrature originale atte ad evidenziare lo stato d’animo dei personaggi e la loro solitudine verso il resto del mondo.

Insomma, I WeirDO è un’ottima pellicola che gioca con lo spettatore e lo fa virtuosamente, dall’alto del suo progresso tecnologico: infatti, è stata girata con iPhone XS! Un ottimo esordio, per un regista che fino ad adesso aveva lavorato principalmente su cortometraggi.

Approfondimenti:

Se ti è piaciuta l’idea di vedere un film interamente girato con un telefono cellulare, non perdere anche uno dei primi video musicali girati allo stesso modo: Look at her now della cantante Selena Gomez e diretto da Sophie Muller.

10 film con i licantropi

Buongiorno!

Questo è post programmato perché quando lo leggerete o sarò a lezione o sarò a pranzo; comunque, sarò a Roma nell’intervallo tra la lezione teorica e il laboratorio pratico pomeridiano! Quindi, ovviamente, ho scelto di programmare un post veloce da scrivere.

Per chi mi segue da un po’, sarà stato facile notare una mia certa predilezione per il gotico, passione che ho omaggiato con diversi post a tema: il Dracula, il post sui fantasmi e ovviamente Crimson Peak, per dirne alcuni. Oggi quindi desidero parlare di 10 film con i Licantropi!

Piccolo approfondimento sulla figura del Licantropo nel cinema:

Le bestie malvagie che popolavano le leggende europee erano gli abitanti notturni della foresta e delle montagne: pipistrelli, topi e lupi. Dai molti racconti morali e mitologici che li vedono protagonisti sono nati due celeberrimi personaggi cinematografici: il vampiro e il lupo mannaro. Entrambi sollecitano i nostri desideri notturni e hanno a che vedere con la sessualità e il dominio fisico. Entrambi ci spaventano perché fanno emergere tutta la nostra fragilità: chiunque può essere trasformato in un vampiro o in un licantropo.

Tuttavia, la raffinatezza del vampiro è ciò che manca al lupo mannaro ed è questo il motivo per cui i film dedicati ai licantropi sono più semplici, più prosaici, più viscerali. Nella maggior parte dei casi, tutto inizia con una violenza da cui scaturisce un’altra violenza: un innocente è aggredito da un ‘mostro’ e diventa mostro a sua volta.

Nei decenni la figura del licantropo è cambiata molto assumendo connotati e significati diversi e con il passare degli anni ne assumeranno ancora di nuovi. Infatti, lupi mannari e vampiri continueranno a infestare le nostre case, guidandoci nel viaggio dal giorno alla notte, dall’innocenza all’esperienza.

Fonte: Cinema Horror: I migliori film dell’orrore di tutti i tempi, a cura di P. Duncan e J. Muller

Un lupo mannaro e soprattutto letale in famiglia

La lista sui 10 film con i licantropi:

In questa lista ho scelto di includere, come mio solito, film che contengano la figura del lupo mannaro senza che però questa sia il tema centrale della pellicola. Questa mia selezione ha dato vita a una lista molto variegata e contenente pellicole di vario genere e qualità. Spero che la troviate interessante, anche per la grande varietà di modi in cui la mitologia gotica viene trattata!

  • Dark shadows
  • Nightmare before Christmas
  • Un lupo mannaro americano a Londra
  • Hotel Transylvania
  • Cappuccetto rosso sangue
  • I fratelli Grimm e l’incantevole strega
  • It (miniserie cult)
  • Vita da vampiro
  • Harry Potter
  • Cursed – Il maleficio

Ecco, questa è la lista. Dovreste conoscere tutti i titoli, alcuni li ho già portati sul blog, altri li cito spesso. Quali titoli conoscete voi? Fatemelo sapere, ciao!


PS: vi lascio qui sotto i link dei miei commenti ai film sopracitati.

Qui puoi leggere cosa ne penso di Hotel Transylvania.

Qui puoi leggere cosa ne penso di It.

Qui puoi leggere cosa ne penso di Vita da vampiro.

Monster Hunter

Monster Hunter è un film epico d’avventura e azione, ovviamente fantasy, trasposizione della famosa saga videoludica; ha sullo schermo in veste di protagonista Milla Jovovich nei panni di un soldato d’elite che si ritrova nel mondo apocalittico dei Monster Hunters!

PRIMA DI TUTTO, LO CONSIGLIO. COME SECONDO PUNTO, IL POST CONTIENE SPOILER DI DIVERSA IMPORTANZA SULLA TRAMA.

Sono andato al cinema a vedere Monster Hunter con mio cugino, che al momento sta giocando al Monster Hunter: World e ha un canale Twitch, sperando in una possibile collaborazione anche se poi si è tirato indietro; comunque, eccoci qui, io resto lo stesso a parlarne!

Monster Hunter parla di Natalie, una leader, un soldato d’elite che con la sua squadra dopo una tempesta di sabbia si ritrova in un mondo popolato dai parenti rispettivamente di Shelob e dei Graboid; inutile dire che della sua squadra d’elite lei è l’unica che si salvi anche perché protetta da un misterioso ragazzo: il cacciatore che dà il nome al film!

Ho apprezzato molto il personaggio di Natalie perché è una donna forte, addestrata, coraggiosa e pronta ad aiutare il prossimo.

Il fatto che sia già una guerriera professionista è vincente perché il punto debole del personaggio non è la solita ignoranza nelle tecniche di combattimento (lei è una ranger, sa come difendersi) ma sta nella totale non conoscenza del nuovo mondo in cui si ritrova e dei mostri che lo popolano! Quindi, per esempio, la tipica scena in cui il personaggio esperto insegna in un pomeriggio come combattere qui ha senso perché effettivamente lei sa già come combattere e deve solo imparare l’uso delle armi!

Natalie secondo me è una vedova perché tiene sempre con sé un anello senza però indossarlo mai; e deve avere una figlia perché ha sempre esigenza di tornare a casa non perché alla fine non trovi una famiglia ma perché è particolarmente sensibile quando capisce che il misterioso cacciatore ha perso i genitori!

E a proposito del cacciatore, il Monster Hunter, vogliamo parlare della relazione che nasce tra i due, di rispetto e amicizia? La sceneggiatura, pur essendo molto semplice, per me riesce a essere abbastanza intelligente e senza buchi di trama evidenti o convalidanti, e il rapporto tra Natalie e il cacciatore ne è la prova.

I due all’inizio non conoscendosi, essendo entrambi autoritari e potenzialmente pericolosi e non parlando nemmeno la stessa lingua, non fanno altro che combattere e catturarsi a vicenda; è solo quando si salvano la vita reciprocamente che iniziano a mettere via le armi a favore almeno della reciproca sopravvivenza. E poi Natalie inizia a insegnargli parole che conosce utilizzando il linguaggio universale dei gesti: il triangolo per indicare la casa, le dita ripetutamente alla bocca per indicare il mangiare e cose del genere.

Mi è piaciuto il loro rapporto.

Un’altra cosa che ho apprezzato non poco sono stati i mostri: enormi, ben pensati e curati nei dettagli! Quelli che mi sono rimasti più impressi, per ovvi motivi, sono tre: i ragni Nerscyllas, il mostro delle sabbie Diablos e il dragone Rathalos. Questi mostri mi dicono sia molto fedeli alle controparti videoludiche e da parte mia li ho trovati veramente interessanti a livello visivo.

Credo che siano i ragni enormi quelli che rimarranno nella memoria più a livello visivo (ma si sa, fanno sempre la loro porca figura in ogni contesto) perché vengono mostrati cacciare, rappresentano la minaccia e la salvezza più grandi e il loro mondo è soffocante e oscuro così come il loro fulmineo attacco. Le loro scene in tutto il film sono quelle che mostrano il passato del regista nei film dell’orrore con ambienti tendenti allo scuro, pieni di resti più o meno appesi e addensati in labirinti costruiti da centinaia di ragnatele; inoltre, fa anche molta paura e ansia come cerchino di entrare nel rifugio di Natalie del Monster Hunter! Come rappresentazione mi hanno portato alla mente la tana di Shelob del Signore degli Anelli ma anche la tana dei figli di lei in Lo Hobbit; un gran lavoro, bella l’idea dei tetti da cui escono di notte.

Ma tutti i mostri fanno la loro figura, il fatto più impressionante è che ho notato una cura maniacale nei dettagli, sono molto fedeli al videogioco, e sono anche molto realistici. Io osservavo gli occhi e rimanevo sbalordito per la cura delle iridi, dei riflessi, delle pagliuzze di colore. Assurdi!

Inoltre, i mostri Diablos e Rathalos mostrano come la pellicola sia rimasta fedele al videogioco: infatti, se li osservi attentamente rispetto a tutte le altre situazioni di pericolo questi due mostri rappresentano i tipici Boss di fine livello!

L’ho notato solo io?

Insomma, Monster Hunter può non essere complicato o studiato a livello di trama, ma a livello visivo e di scene d’azione è spettacolare, l’unico spiegone è ben contestualizzato (a differenza di tanti film fantasy più seri) e presenta una donna forte non perché deve rifarsi della mascolinità tossica di qualcuno ma perché è una donna formata ed esperienza nel suo settore, esperienza che dimostra in svariate occasioni. E nella battaglia finale, al culmine dell’azione, c’è un twist nella trama che mi ha conquistato!

Punta di diamante? Non è lei che dà il colpo di grazia ai mostri perché sa sopravvivere ma in quel mondo, a ragione, non è lei la più esperta e pericolosa.

La canzone del film, che secondo me assume nella trama due significati diversi

10 film con il nudo maschile integrale

Buongiorno! Oggi torno con un argomento molto interessante che continua il mio viaggio nel mondo dell’erotico, dopo la presentazione della Guida al cinema erotico e porno che feci qualche anno fa e che potete trovare qui.

Quante volte al cinema e in televisione vediamo il nudo femminile quasi normalizzato, con tette al vento e culoni esposti come se fossero statue? Non importa il genere della pellicola, non importa se sia una commedia all’italiana o un film appartenente alla saga di Venerdì 13, il nudo femminile è stato sdoganato ormai da diversi decenni e ormai si vende come il pane, certe volte anche nei video musicali. Non voglio a discutere se sia giusto sessualizzarlo o mostrarlo come se fosse una naturale esposizione del personaggio come lo è il suo carattere ( e non voglio nemmeno simili discussioni nei commenti perché non finiscono più ) ma invece ribaltare la situazione: quante volte è mostrato il nudo maschile?

Cos’è, siamo più brutti, o volgari, abbiamo qualcosa di cui vergognarci?

Per me la risposta è no, e quindi ho collezionato 10 titoli che propongono il nudo maschile e prima che le malelingue parlino, non sono film porno o volutamente erotici ma invece sono quasi tutti film famosi o d’autore. Buona lettura.

  • Emma (2020)
  • American Gigolo
  • Una famiglia perfetta
  • Lezioni di sogni
  • Burlesque
  • A bigger splash
  • Vedo nudo
  • L’ombra del dubbio
  • Peccato che sia femmina
  • Terminator
Queer as Folk oltre a portare avanti temi LGBT di certo ne ha parecchio sia di femminile che di maschile

Ecco, questi sono i titoli. Alcuni sono più famosi di altri ma tutti sono accomunati dal nudo maschile, dettaglio che non ne deturpa la qualità generale. Trovo che il nudo maschile si dovrebbe normalizzare al cinema e in televisione anche per dare una maggiore rappresentazione e dare meno timori sul proprio fisico ai ragazzi più giovani così come ora ci sono diversissimi tipi di fisici femminili esposti nei film.

Inoltre, per chi volesse, cercando su Internet ho trovato questo interessante sito, Gayburg, che ha collezionato in un video decine di scene di nudo maschile in contesti diversi tra film e serie televisive: alcune scene sono uomini che seducono ragazze, in altre sono scene chiaramente di vita di coppia mentre in altre sono le donne che osservano e oggettivano il corpo maschile. Per chi vuole, lascio il video a fine post, se me lo carica.

Ecco, siamo arrivati ai saluti. Io vi consiglio tutti i film sopracitati; American Gigolo è un cult così come lo è Terminator, ma anche Burlesque è un grande film vantando nel cast nomi del calibro di Cher e Xtina ( vediamo chi la riconosce ). Detto ciò, vi saluto e vi invito a lasciare un commento anche solo per farmi sapere cosa ne pensate della mia idea.

Secondo voi, dovrei abolire la categoria dell’Arte che non uso mai e creare un contenitore per i miei post sull’Eros?

Ciaone burlone e alla prossima. Bye!

PS: il video non me lo lasciano condividere, quindi lo trovate a questa pagina: https://www.gayburg.com/2017/02/i-nudi-maschili-nel-cinema.html

Una scena da Burlesque

Consiglio 5 film: Giugno

Buongiorno e buona estate a tutti! Ormai manca veramente poco al mio ritorno a Roma per un nuovo corso-laboratorio di cinema e credo che questo sarà un grande incentivo al miglioramento del blog: è un laboratorio sulla critica cinematografica!!

Comunque, tornando ad argomenti più terreni, Giugno è finalmente passato e quindi, come ogni mese, porto con me una lista di 5 film secondo me meritevoli di essere consigliati ad altri appassionati di cinema e film come me! Questa volta è stata dura, i capolavori in gioco erano tanti ma alla fine ho fatto la mia scelta: dopotutto, queste liste sono sempre soggettive!

Ecco, iniziamo:

Green Book. Deve averlo visto negli ultimi due mesi almeno 4 volte ma sai, se voglio fare un bell’articolo lunghetto è il minimo; e ne è valsa la pena, visto che il post è tra i più letti del mese! A me del film piace la chimica e la sinergia tra i due protagonisti e di come la discriminazione in senso generale venga portata con assolute freschezza e semplicità colpendo però a fondo lo spettatore.

Cube- Il cubo. Uno degli horror italiani più famosi degli ultimi 30 anni (è del’97) ne avevo sempre sentito parlare ma solo ora sono riuscito a guardarlo. Che dire, non sembra ma è tutto orrore psicologico, claustrofobico, intelligente. Cosa siamo capaci di fare se rinchiusi in gabbia, cosa possiamo fare se capiamo che l’unico modo per fuggire è sopraffare gli altri mentre gli altri hanno capito che siamo noi il vero pericolo? Ecco, il film mi ha fatto capire quanto sia importante la matematica; LOL.

The Rocky Horror Picture Show. Cult queer e dell’orrore con grandiosi rimandi a Frankenstein, di cui ho parlato sul blog qui. Che dire, le canzoni sono iconiche, è un inno alla libertà dalle costrizioni sociali. La location poi è stupenda, molto curata ma in grado di dare un senso di straniamento che caratterizza i personaggi e spoilera forse il finale. Le mie due canzoni preferite sono The Time Warp e Touch-a, Touch-a, Touch-a Touch Me, che metto a fine post sotto. Recentemente è stato fatto un remake ma ha perso la carica erotica e provocatoria, divenendo molto più casto e triste e dimenticabile!

Gosford Park. Un film storico elegante e discreto, un cast stellare su cui brillano Maggie Smith (nel tipico suo ruolo della vecchia acida ma simpatica) e Helen Mirren. Ho apprezzato molto la sceneggiatura in generale e nel particolare il fatto che il film non si concentri sull’omicidio – e quindi sull’arresto dell’assassino – ma invece sull’approfondimento dei misteri e quindi dei personaggi. Molto bello e con un’aura di fascino per nulla trascurabile, un capolavoro!

Apocalypse Now, final cut. Che dire? E’ stressante, emotivamente spossante, fisicamente stancante, una gita di 3 fottutissime ore negli orrori della guerra. Qui viene spiegato tutto, esistono personaggi tutti pazzi, sanguinari o insanguinati, con sangue proprio e altrui a ricoprirne le carni e i vestiti. Vedere quest’orrore deve essere un’esperienza che ogni cinefilo e cittadino del mondo dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Avrei tante cose da dire ma per un film tanto intenso, andrebbero a vuoto. Dico solo una cosa: CAPOLAVORO.

Link al mio post su Green Book: qui

Link al mio post su Frankenstein: qui

Chi la riconosce???

Ecco, siamo arrivati alla fine del post. Su IG ieri avevo pubblicato le nominations dei film in gara per la mia lista di inizio mese, per cui vi consiglio di seguirmi: mi trovate come austindove_blog98 e lì pubblico anche recensioni di libri, che non trovate quasi mai sul mio blog perché sono troppe immagini per le copertine.

Grazie e buona estate a tutti, buon Luglio e fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate delle mie proposte! Ciaone e alla prossima.^^

Il cattivo poeta: riflessione veloce

Buongiorno, qualche giorno fa sono andato al cinema a vedere Il cattivo poeta, film biografico sugli ultimi anni di Gabriele D’Annunzio e sul suo legame con l’ufficiale fascista Comini.

  • Gabriele D’Annunzio

Studiato a scuola tra i poeti esteti, un annetto e passa fa avevo letto il suo Trionfo della morte, che potete trovare commentato qui. Non propriamente un suo fan, sapevo per la biografia studiata al liceo del suo complicato rapporto con il fascismo; quindi, guardare questo film è stato anche un modo per approfondire la conoscenza di questo complicato e controverso artista completo.

Il film in sé mi è piaciuto molto, il tutto è secondo il punto di vista di Comini, un ufficiale incaricato dai superiori di andare a spiare il poeta anche se alla fine si forma un legame tra saggio e discepolo che compromette la fedeltà di Comini al Duce. Il film tratta quindi gli eventi dalla primavera del 1936 al 1938 con la morte del Vate; alla fine è presente un epilogo scritto che spiega cosa accade ai personaggi subito dopo la morte di Gabriele D’Annunzio.

Gabriele D’Annunzio era interpretato da Castellitto e non posso parlare della somiglianza nel fisico e nei gesti perché io del poeta come persona non ho grandi conoscenze. Ma Gabriele D’Annunzio, almeno da com’era nello schermo, mi è sembrato sicuramente ricco di carisma e molto attento alla propria immagine.

Di animo lungimirante, a livello politico ha fatto durante la pellicola varie previsioni sul fascismo e il nazismo che alla fine si sarebbero pure rivelate vere! Capace di riconoscere la bellezza ovunque, vive in un villone riccamente decorato con bellezze artistiche e femminili da metà mondo tutte a mostrare il suo immenso grado di estetismo. Una cosa che però non mi è piaciuta e che ovviamente ho notato è stato il suo largo uso di citazioni poetiche e prosa lirica per esprimersi: ecco, se lo fai ogni tre per due alla fine stanchi.

  • Il fascismo

Un altro protagonista del Il cattivo poeta è sicuramente il fascismo. Qui la visione come ho già detto è del fascista e ufficiale Comini ed è grazie alla sua presa di coscienza che iniziamo a capire quanto fosse marcio e pericoloso.

All’inizio della pellicola vedevamo solo tanti onori, responsabilità, grandi palazzi ordinati e la sua carriera in ascesa; alla fine invece notiamo come la popolazione sia spaventata, innocenti vengono arrestati e probabilmente condannati a morte prima ancora del processo, i magistrati controllano gli italiani con il terrore.

La vicenda di Lina credo sia emblematica per capire quanto il sistema amministrativo fosse corrotto e quanto anche i singoli quasi non si accorgessero dell’orrore che perpetravano. Come la segretaria che quasi rideva della condanna dell’anti-fascista, oppure di Comini che aveva solo eseguito gli ordini, oppure i genitori di Comini che erano pronti a denunciare un loro amico!

Tutto era marcio e secondo me il film mette in rilievo questo perché non è il solito film in cui ci sono gli oppressi che cercano di salvarsi o salvare gli Ebrei ma è una visione dell’orrore dall’interno mentre avviene una presa di coscienza guidata da due menti estranee al fascismo e che anzi ne sono disgustate.

  • Conclusioni:

Io personalmente consiglio la visione di Il cattivo poeta, ho adorato gli interni e il lusso ma è un film anche molto duro a livello psicologico anche se non mostra nulla. E poi, li aiuteremo i cinema ora che hanno riaperto no???

Green Book

Green Book è un dramma storico che tratta di temi come il razzismo e velatamente l’omofobia raccontando la storia di un’amicizia costruita sul rispetto reciproco tra l’autista e buttafuori Tony Vallelonga e il musicista Don Shirley: infatti, questa è una storia vera e quindi si tratta di un film biografico!

La forza di Green Book risiede nei messaggi che trasmette, come li trasmette ma soprattutto nella coppia di protagonisti che si completano e migliorano a vicenda.

Il protagonista:

Il protagonista assoluto è Tony Vallelonga, interpretato da un Viggo Mortensen in formissima, capace di delineare un uomo dai sani principi ma dal comportamento buono anche se rude, dai grandi muscoli con cui lavora alacremente facendosi rispettare ma anche caratterizzato da un sano appetito e la passione per il cibo. Di famiglia italo-americana, è doppiato con un forte accento del sud Italia.

Mi è piaciuto come Tony Vallelonga sia un ottimo lavoratore, all’apparenza docile ma in verità capace benissimo di picchiare a sangue, far piangere lo sventurato di turno e maneggiare una pistola. Pur essendo sempre mostrato con del cibo in mano o dichiarante la propria semplicità di uomo, cerca sempre di restare nella legalità (pur con qualche trucchetto) e svolge il suo lavoro con molta attenzione, cercando la miglior paga per nutrire la propria famigliola.

Durante la narrazione, in Tony avviene un lungo e graduale percorso di miglioramento: all’inizio era mostrato con forti tendenze razziste e diffidenti, capace di buttare due bicchieri per l’acqua solo perché offerti dalla moglie e usati dai tecnici neri che avevano lavorato in casa sua; alla fine, invece, non solo difende più volte il suo ‘capo’ da diverse minacce ma lo invita a casa propria per la cena della Vigilia di Natale. Tony in sé non è volutamente discriminatorio verso gli altri ma anzi è il classico esempio di una mente semplice indottrinata dalla cultura che la circonda e la nutre: non capisce cosa sia fino a fondo il razzismo che Don Shirley subisce, usa molti stereotipi e luoghi comuni, manca di rispetto facendo battute di dubbio gusto. Ma conoscendo meglio il musicista e soprattutto parlandoci e osservando di persona ciò che gli viene fatto, pian piano gradualmente (e non improvvisamente, per fortuna) cambia.

Il coprotagonista:

Don Shirley è un musicista che, nella sua prima apparizione su schermo, viene presentato riccamente vestito in un appartamento riccamente adornato di ricchezze da tutto il mondo. Molto posato e forbito, ha un carattere riservato e durante la narrazione capiamo perché.

Il suo personaggio l’ho trovato molto coraggioso, anzi, il musicista vero doveva essere molto coraggioso: queer e nero è voluto andare a suonare nel profondo sud dell’America!

Inoltre, la solitudine che permea questo uomo è risaltata in una scena emblematica, quando la macchina si impanna davanti ai coltivatori neri: qui si sente il profondo disagio che divide lui e gli altri, ampliato anche dal fatto che i due gruppi di persone non sono mai mostrati insieme nella stessa inquadratura finché Don è all’aperto esposto ai loro sguardi ma c’è un’inquadratura di loro insieme solo quando lui è rientrato nella macchina ed essa riparte.

Un’ultima riflessione sul personaggio. Mi ha profondamente colpito come sia usato quasi come una scimmietta ammaestrata dai ricchi aristocratici razzisti; gli riservano ogni onore quando impersona il grande musicista ma poi lo disprezzano in quanto ‘negro’. Una volta è tornato in hotel per andare in un bagno decente, un’altra si è rifiutato di suonare perché non gli concedevano di cenare nel ristorante per bianchi assieme ai suoi colleghi e amici; ed entrambe queste due volte erano precedute da immensi elogi ed onori da parte del personale e degli ospiti del luogo!

Una sintesi veramente semplice e chiara del razzismo dell’epoca, capace di colpire nel profondo.

Come lavorano insieme i due personaggi insieme:

La coppia protagonista lavora molto sinergicamente in un rapporto simbiotico: a Don serve protezione, sia fisica che psicologica, a Tony invece la cultura sia scolare (per esempio le lettere) sia umana per come rapportarsi alla diversità.

Insieme i due si completano a vicenda ed è sul loro rapporto che si basa il film. Nella gif che ho scelto secondo me si nota benissimo il divario stilistico e culturale tra i due, infatti, la scena mostra una delle loro sedute a chiacchierare e l’opinione che Don ha delle lettere che Tony scrive alla moglie (interpretata da una bravissima ed espressiva Linda Cardellini); il bello è che la cosa non finisce qui per mostrare la superiorità intellettuale del musicista ma continua con l’artista che aiuta il suo autista a migliorare la propria scrittura!

Ed è su questo rapporto di mutuo aiuto che si basa il film!

Un altro momento del loro rapporto che mi è piaciuto è come Tony vada a salvare un ‘frocio negro’ in più di un’occasione perché ha osato avventurarsi in pub per bianchi ed è stato arrestato dalla polizia per atti osceni (?). In quei momenti Tony avrebbe potuto anche licenziarsi o prendere le distanza da Don ma invece lo capisce e rafforza, cercando di stimolarlo a livello sociale dopo averlo finalmente compreso.

E poi, quanto sono simpatiche le loro interazioni in macchina?

L’atmosfera che si respira:

Sono gli anni ’60 e ho adorato gli interni dei locali, i costumi ma non le tradizioni.

Nel film si sente una forte aura opprimente soprattutto perché per quasi tutta la sua durata i due protagonisti sono due pesci fuori dall’acqua: solo nel locale jazz Don riuscirà a esprimere se stesso e non essere discriminato ed è nella propria famiglia che Tony sorride e si rilassa.

Si sentono un forte classismo e una grande ipocrisia di fondo che permeano sia i protagonisti sia i personaggi secondari sia il mondo circostante: tutti vogliono apparire ciò che non sono, apparire al meglio e fare bella figura. Come Don che appare seduto glorioso su un trono ma che poi è solo, come Tony che dice che ha amici neri ma che poi è innatamente e involontariamente razzista, come gli spettatori di Don che prima lo elogiano e poi gli ricordano che è di una razza inferiore.

Per me l’esempio di razzismo più eclatante ma indiretto e non mostrato con visibilità avviene quando Tony e Don fanno per entrare nel negozio di alta moda: quando passano accanto a due donne bianche, esse li osservano di sottecchi borbottando e infatti, per evidenziare questo particolare, ci viene mostrato un altro nero che per non passare accanto alle due donne deve attraversare la strada e cambiare marciapiede!

Conclusioni:

Questo film ha trionfato agli Oscar e ai Golden Globe anche se leggendo Wikipedia ha ricevuto alcune critiche sul rapporto umano dei due protagonisti (c’è chi dice non fossero amici e chi sì) e che alla fine il film sia razzista perché mostra l’arco di cambiamento di un bigotto a nuova luce.

Personalmente a me il film è piaciuto molto, comunque trasmette un bel messaggio e ricorda in ogni caso un artista che ha osato veramente tanto mettendo a rischio la propria vita e facendo quasi della propaganda antirazzista. Non sapremo mai esattamente quale sia stato il loro rapporto e quanto ci sia di vero nella pellicola, ma io mi sento di consigliare di guardare Green Book perché riesce a parlare di temi importanti senza sembrare pesante e i due attori protagonisti sono molto bravi.

Peccato solo che Viggo non abbia vinto agli Oscar e ai Golden Globe!

Blog personale: i miei Premi Oscar

Buongiorno a tutto il mondo! Oggi ho deciso di presentare la mia personale esperienza con gli Oscar di quest’anno; come saprà chi mi segue qui o sul mio profilo IG quest’anno sono riuscito a gustarmi non uno ma ben 4 film candidati e vincitori agli Oscar e quindi qui ho voluto parlarne.

Sapete già quali sono?

Finora ho visto:

  • Promising Young Woman
  • Minari
  • Nomadland
  • The Father

Uno di questi l’ho visto in streaming mentre tutti gli altri al cinema ognuno con una compagnia diversa, tra l’altro. Ora desidererei parlarvene un po’ con una bella chiacchierata rilassante.

I film a livello di sceneggiatura che mi sono piaciuti di più per la caratterizzazione dei personaggi e la costruzione ambigua delle scene sono stati sicuramente PYW e TF perché se il primo riesce a mostrare l’ipocrisia della società in cui viviamo (non mi stancherò mai di dire quanto mi piaccia la scena con la direttrice del campus), il secondo invece gioca sulle false informazione e la confusione che trasmette allo spettatore portandolo a non capire a quali dialoghi e immagini prestare fede.

Come personaggi in sé, credo che i due che mi siano rimasti più impressi siano il protagonista di TF e la nonnina di M; interessante è che siano entrambi personaggi anziani. Secondo me sono riusciti a mostrare le loro fragilità ma anche la loro umanità, lui cercando di ancorarsi agli affetti e al presente, lei sperando di aiutare la figlia e stabilire un rapporto con i nipoti.

Le musiche che ho preferito, conoscendo i miei gusti musicali, credo che siano scontate: ho adorato le canzoni e le scelte pop di PYW! Quanto è bella la strumentale di Toxic? Oppure la reinterpretazione di It’s Raining Men?

A livello di scenografie, per me le migliori sono state quelle di TF perché pian piano diventavano confondenti: le piante restavano le stesse ma cambiavano i colori, le disposizioni dei mobili, gli esterni alle finestre. Grazie anche a una telecamera fissa attorno alla quale i personaggi si muovevano nelle stanze, con i piccoli cambiamenti a ogni scena mi è sembrato di vedere una resa teatrale!

Per la regia, che secondo me per un appassionato è la cosa più difficile da capire, non mi esprimo anche se per questa direi che N sia il film migliore: presenta grandi paesaggi che sono immortalati come meritano, molte volte la macchina inquadra l’intimità delle persone e si adatta perfettamente ai toni della vicenda.

CONCLUSIONI:

Mi sono piaciuti tutti e quattro i film da Oscar che ho visto in questo periodo, ora vi posto per puro gossip la classifica personale di quelli che mi sono piaciuti di più in ordine di riguardabilità.

  1. Promising Young Woman
  2. Minari
  3. The Father
  4. Nomadland

Si era capito dai miei commenti ai vari film? Quali sono i vostri film preferiti dagli Oscar e quali avete potuto ammirare? Vi aspetto nei commenti per la vostra esperienza personale e intanto vi saluto! Ciaone burlone e alla prossima!

Consiglio 5 film: Maggio

Buongiorno e buon primo Giugno! Quando leggerete questo articolo io mi starò svegliando o mangiando qualcosa dopo la colonscopia e quindi… Sticazzi. Un altro mese è passato e con sé ha portato la visione di ben 5 film che ho apprezzato molto! Stranamente, solo uno di questi ha vinto l’Oscar quest’anno: secondo voi quale?

Ma, come al solito, bando alle ciance, e iniziamo!

  • High Strung. Brillante film sull’arte danzereccia in tutte le sue forme, dalla danza classica alla street dance, dai violini d’orchestra ai tamburi ritmici. Questo film ha con sé una ballerina molto famosa che seppur molto giovane ha già collezionato molti record (Keenan Kampa) e per tutta la durata la pellicola non si concentra solo su una forma d’arte sminuendo le altre ma invece offre una bella esposizione di tutte! L’esibizione finale, che trovate a fine post, è una buona sintesi di tutto ciò! Un grande film in cui si vede che i ballerini sono ballerini e non attori che hanno studiato anche danza all’accademia.
  • Malena. Ne ho già parlato sul blog, se volete vi metto sotto il link. Di questo film mi ha colpito la costruzione dell’interesse con cui il regista ricopre il personaggio interpretato da una sensuale e desiderata Monica Bellucci: l’attrice deve solo essere se stessa perché sono gli sguardi e i dialoghi dei personaggi che la circondano a mostrarne la forza!
  • I due nemici. Simpatica commedia con Alberto Sordi ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. All’inizio pensavo fosse stata prodotta da americani perché, diciamocelo, gli italiani qui non ci fanno una gran figura e il regista è britannico; ma invece è italiana. Mi è piaciuta perché mostra che nonostante gli schieramenti ci si può intendere! E ovviamente Sordi con David Niven lavora benissimo formando una bella coppia di opposti.
  • Marnie. Grande thriller di Hitchcock con un compassionevole ma ineluttabile nei suoi propositi Sean Connery. Parla di una ragazza, Tippi Hedren, che viene beccata rubare in ‘casa’ di Sean e si scopre essere una bugiarda di natura, una ladra ossessiva e malata di manie legate al colore rosso. Infatti, tutta la pellicola si basa sul cercare di entrare negli affetti e nella psiche di questa enigmatica ragazza per capire quale trauma la abbia fatta diventare così. A me è piaciuto, mi ha ricordato molto Io ti salverò (sempre dello stesso regista) e la rivelazione finale mi ha sorpreso!
  • Minari. Ebbene sì, alla fine è questo il film che ho visto al cinema e che ho deciso di portare nei Top5 del mese; Nomadland bel film ma non è nelle mie corde, preferisco i film con un po’ di trama e personaggi più variegati – qualcosa di meno simile a un documentario, ecco. Minari è un bel film drammatico (stronzo chi lo ha definito commedia) con personaggi ben caratterizzati e una nonnina a dir poco deliziosa. Per tutta la durata scorre benissimo senza mai annoiare e il progressivo allontanamento della coppia di coniugi mi ha molto rattristato!

Questa è la lista, spero vi sia piaciuta! Voi quali film conoscete di questi? E qual è il film che avete meno apprezzato tra i vincitori agli Oscar? Ciaone e alla prossima, qui sotto vi metto link e video! BYE.^^

Link per il mio commento a Malena, QUI.

Link per il commento a Promising Young Woman, l’altro film che ho apprezzato degli Oscar, QUI.