Scream Queens (prima stagione)

Scream Queens è una serie televisiva  creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan per il network Fox, che l’ha trasmessa dal 2015 al 2016 per un totale di due stagioni. Spaziando tra tre generi (il giallo, lo slasher e la commedia) si snoda in 13 episodi che raccontano come le consorelle della KKT sono riuscite a salvarsi e a svelare l’identità del serial killer mascherato Red Devil, che imperversa il campus presso cui la loro ‘sorority’ risiede.

Cast:

Protagonista assoluta della serie è la stronza e classista Chanel Oberlin, la presidentessa delle KKT e ragazza popolare in quanto bella, ricca e magra. E’ lei che all’inizio di ogni episodio esprime la propria opinione con lunghi monologhi, ricapitolando gli eventi passati e introducendo le tematiche attuali.

Attorno a Chanel Oberlin orbitano le Chanels – le sue assistenti consorelle – e il resto delle KKT, i membri del Dickie Dollars Scholars di cui il capo è il fidanzato di Chanel, il decano del campus e gli amici/professori/guardie del campus.

In questo cast ricco e variegato, i nomi di richiamo sono tantissimi, tutti per un pubblico molto giovane anche se gli appassionati potrebbero riconoscere anche un’attrice un pelino celebre. Per fare alcuni nomi ci sono: Emma Roberts, Abigail Breslin, Ariana Grande, Nick Jonas, Lea Michele e… e Jamie Lee Curtis!

Dopotutto, come poteva esistere una serie chiamata Scream Queens senza LA regina dell’urlo?

Le tematiche:

La serie, nelle intenzioni degli autori, doveva essere una parodia che riuscisse a mostrare estremizzandole nel personaggio di Chanel le problematiche giovanili: droga, bullismo, razzismo, insicurezza sociale, classismo, omofobia, la cultura dello stupro, i disordini alimentari e chi ne ha aggiunga; ci sono riusciti? Per me, sì.

Scream Queens non si prende mai troppo sul serio e riesce a creare sequenze che fanno ridere grazie a questi personaggi ambigui e paradossali, capaci sia di battersi per il genere femminile e la scena dopo insultare a morte la malcapitata di turno. Ma sono proprio questi personaggi, così aggressivi ma anche sfumati, che riescono a portare avanti meglio i filoni tematici: genera più interessa la stronza che ti insulta o la santa paladina che si erige a Madre Teresa per tutta la stagione?

Credo che comunque la tematica più interessante e largamente studiata da Scream Queens sia stata quella del sessismo: ogni personaggio ha una propria visione diversa, dalla direttrice del campus e femminista Munsch alla classista acida Chanel. Molte battute hanno fondamento su questi concetti, gli archi narrativi spesso si basano sulla maturazione del concetto di donna nella società e di quanto siano sbagliati certi atteggiamenti.

Credo che la scena che racchiude meglio le tematiche e che fa ridere, tra l’altro, sia contenuta nel quarto episodio: Haunted House.

Struttura degli episodi:

Ogni episodio si apre con un monologo o una citazione, quasi sempre di Chanel Oberlin, rivolto direttamente allo spettatore per introdurlo alle vicende della trama. Ogni episodio ha minimo una vittima, anche se in alcuni le vittime sono arrivate fino a quattro.

Come detto nella introduzione, la serie non si basa solo sul genere slasher (il serial killer che miete vittime) o sulla commedia (comicità demenziale o black humour) ma anche sul giallo e l’investigazione: fin dai primi episodi si capisce che tutta la trama horror poggia le basi sul prologo dell’episodio pilota e quindi Grace, Zayday e Pete scavano nel passato delle KKT per capire cosa sia successo vent’anni prima. Ogni episodio, quindi, vede il dinamico duo di fidanzatini girare per il mondo e le biblioteche del campus per ottenere testimonianze, archivi e informazioni, scontrandosi molte volte con la superficialità delle KKT (gelose dei segreti della loro ‘sorority’) o con la riservatezza di chi ha vissuto quei momenti (come la Munsch, che rischiò di vedere la carriera compromessa).

Inoltre, prima avevo citato tra le tematiche della serie anche il razzismo, il classismo e il bullismo, elementi cardini delle KKT all’inizio della serie.

Bene, ogni episodio è anche una battaglia sociale tra la progressista (e nera) Zayday e la ricca e bianca conservatrice Chanel. Interessante che già da metà stagione le due diventino co-presidenti delle KKT e che pian piano perfino l’animo fragile e acido di Chanel si apra a nuovi orizzonti, per sua sfortuna proprio quando il killer chiude la sua trappola su di lei e le sue amiche.

I costumi e le scenografie:

Scream Queens è una serie molto legata al mondo della moda e del lusso, scegliendo un’estetica che si poggia su due contrasti: i colori patinati del mondo Barbie ma allo stesso tempo anche la crudezza di una realtà fredda e pericolosa.

Gli ambienti sono quasi sempre sfarzosi, ricavati in enormi edifici che permettono una caratterizzazione ottimale, fino a creare un mondo e una narrazione singolare all’interno di ciascun palazzo.

Ovviamente quello che risalta maggiormente all’occhio è l’edificio delle KKT, che alterna le grandi scalinate e il pian terreno bianchi ai colori pastello dei piani superiori.

Fuori dal campus, invece, la desolazione regna sovrana.

Dal punto di vista dei look, Scream Queens dimostra una grande caratterizzazione per ogni singolo personaggio.

La stilista ovviamente ha rivolto le sue attenzioni maggiormente a Chanel Oberlin, caratterizzata da un vasto armadio Chanel vintage che le dona una figura elegante ma anche autoritaria e di una bellezza d’altri tempi; anche le sue Chanels ovviamente sono vestite con lo stesso marchio, anche se suppongo con abiti più recenti e di tendenza.

Del resto dei personaggi, si stagliano soprattutto tre, tutte donne: Grace è quella più sciatta e meno appariscente vestita come una intellettuale; Gigi, che indossa sempre vestiti anni ’80; la direttrice Munsch, donna determinata e inarrestabile caratterizzata da eleganti tailleur di vari colori.

I personaggi, il serial killer e tanta ambiguità:

Come si sarà capito, i personaggi di Scream Queens sono molto sfumati e ambigui, tutti caratterizzati da un nucleo familiare problematico e che trovano solo nelle rispettive confraternite una nuova famiglia.

E’ proprio questa ambiguità il punto forte della serie: tutti potrebbero essere i killers, tutti hanno le motivazioni e l’odio necessario per commettere gli omicidi.

Interessante, inoltre, è che durante la produzione della serie l’identità del serial killer fosse stato decisa fin dagli inizi ma tutti gli attori era stati tenuti all’oscuro, cosicché non potessero sapere se i loro personaggi sarebbero sopravvissuti o come caratterizzare alcune reazioni; ciò spiega sempre l’ambiguità che vela ogni cosa.

I personaggi meglio caratterizzati sono le Chanels, ovviamente, e vediamo in loro tutto ciò scritto sopra: derivanti da famiglie assenti e inacidite da una sorellanza basata sul classismo e il nonnismo, paradossalmente stanno meglio nella residenza KKT dove potrebbero essere uccise dal Red Devil. Tutte dimostrano insicurezze e lati da nascondere, tutte informazioni che le rendono le perfette colpevoli dei numerosi omicidi della serie.

Il mio personaggio in cui mi rispecchio maggiormente è sicuramente Chanle #5, interpretata dalla bravissima Abigail Breslin, mentre quello più divertente e meglio caratterizzato è la Regina: Chanel Oberlin, interpretata dall’iconica Emma Roberts in uno dei suoi ruoli più incisivi e memorabili.

E, per finire, tante citazioni:

Essendo Scream Queens una serie incredibilmente pop, è infarcita di omaggi, citazioni e ispirazioni sparsi tra battute, intere scene e perfino personaggi. Qui le ho raccolte, sono tante e divise le une dalle altre dallo slash (sennò verrebbe un articolo inutilmente lunghissimo). Buona lettura!

Non aprite quella porta / CSI / Nancy Meyer / Derek Jeter / Arancia meccanica / How to get away with murder / Samantha Ronson / Sixteen candles / Charles Manson / Cosby indaga / Come farsi lasciare in 10 giorni / Children of the corn / Bo Beep / Shining / The marriage Ref / Giudice Jow Brown / L’esorcista 3 / Ritratti del coraggio / Il silenzio degli innocenti / Black velvet / Die hard / Dora l’esploratrice / Miami vice / Panic room / Angelina Jolie / Bruce Lee / Netflix / Lo squalo / Nancy Drew / Hellraiser / Ouija / Bologna / Osama Bin Laden / Carl Sagan / Hitler / Psycho / Sherlock Holmes / Waterfalls / Dieci piccoli indiani / Il gladiatore / Joaquin Phoenix / Il gladiatore / Candyman / Viandante sul mare di nebbia / Playboy / The Maury Show / Taylor Swift / Jennifer Grey / Terminator / Dr Giggles / Michael Myers / Jason Voorshees / Susan Sontag / I Lego / Jack Skellington / Popsicle / Teen Wolf / George Clooney / Ocean’s eight / Ayla figlia della terra / Jason Voorshees / Freddy Krueger / Toxic Avenger / Forrest Gump / 2 Girls 1 Cup

Ecco, queste erano le citazioni che ho riscontrato. Sono tantissime vero? Questo dimostra quanto la serie sia ricca di richiami pop e di omaggi, di quanto sia stata pianificata e della classe che la rappresenta. Fa ridere, fa paura e fa riflettere. Un’ottima serie da rivedere in binge-watching ad Halloween, con una colonna sonora accattivante e trascinante!

Ciao! Io vi saluto e vi invito a commentare, a postare qui i link per i vostri speciali di Halloween e di passare una bella serata. A domani per i migliori del mese di Ottobre. Ciao!

Ora, come al solito, vi lascio alcuni link interessanti:

  • Una breve opinione che feci sulla serie mentre la guardavo: QUI
  • Lo speciale di Halloween dell’anno scorso su Beetlejuice e Tim Burton: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2018: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2017: QUI
  • Il mio racconto horror, L’ostello degli orrori: QUI
  • Il mio racconto horror strettamente legato alla festività che unisce slasher a magia: QUI

Bene, ora ciao sul serio e buon Halloween!

Perché ho smesso di seguire Supernatural

Buonasera! Oggi torno a parlare di serie televisive con Supernatural, una serie TV fantasy che mischia le indagini tipiche del poliziesco al soprannaturale a tinte leggermente horror teen.

Indovina qual è il mio preferito tra Dean e Sam!

Mi sono approcciato a Supernatural dopo mesi di titubanze legate al lato horror della serie: fino a quel momento avevo sempre guardato serie fantasy molto family friendly! Invece, Supernatural è caratterizzata da colori molto desaturati, un linguaggio forte e a tratti scurrile e una certa tendenza verso il brivido e il sangue; di certo non uno spettacolo adatto ai bambini!

Lo davano sul canale 49, due episodi a serata e con le repliche il pomeriggio successivo e con il primo episodio della serata successiva; inutile dire che tra una pubblicità e l’altra alla fine avevo iniziato a spiluccare qualcosa fino a provare a dare una possibilità alla serie.

Ciò che mi è piaciuto della serie:

Supernatural mi aveva preso perché i protagonisti, di bella presenza e capaci di sorreggere da soli gli episodi, sono ben caratterizzati e la loro storia rappresenta la trama passata, presente e futura di Supernatural. Anzi, come viene spesso affermato durante la narrazione in modo metacinematografico: loro stessi sono Supernatural!

Sam e Dean sono due fratelli che cacciano le presenze demoniache e mostruose malevoli nel mondo, due cacciatori che collaborano con le autorità locali per risolvere i casi di omicidi sospettati di essere paranormali. Dean è il fratello maggiore, quello più duro e fisico, mentre Sam è il fratellino tenero e simpatico, spesso soprannominato il Gigante Gentile per via della sua altezza ma anche per la simpatia che trasmette, è quello più cerebrale e scaltro. Durante la serie il loro rapporto matura molto.

L’elemento soprannaturale è sicuramente il più affascinante e vincente di Supernatual: prendono a piene mani dalle mitologie e dalle credenze di tutto il mondo, ricontestualizzandole un po’ come fece Rick Riordan con Percy Jackson. Supernatural è in grado di creare una propria mitologia ramificata e raramente contraddittoria, capace di tessere i propri fili lungo tutte le stagioni!

Un altro elemento vincente è l’elemento citazionistico: sono tantissimi i riferimenti ad opere e persone realmente esistenti, c’è spesso il metacinema e la metaletteratura e le riletture dei fenomeni letterari o religiosi sono all’ordine dell’episodio. Molto interessante per gli appassionati di cultura generale!

Ma allora cosa mi ha fatto smettere?

La ripetitività degli argomenti. All’inizio, come altre serie fantasy (per esempio Charmed), c’era il mostro della puntata e quindi le ambientazioni come i personaggi raramente si ripetevano. Poi sono stati introdotti i demoni e la loro gerarchia sociale, infine gli angeli.

Solo che poi le serie iniziavano ad avere una deriva leggermente trash in alcuni punti, troppo in caciara, e la storia si concentrava troppo sugli angeli, il Marchio di Caino e tutto il resto dimenticandosi degli altri mostri. Era noioso. Sentivo che ormai avevano finito gli argomenti oppure avevano rallentato il ritmo di troppo, la voglia era passata perché ormai vedevo sempre le stesse scene in luoghi diversi.

E ho smesso.

Tuttavia, consiglio di guardare le prime 10 stagioni, sono molto belle e Sam rimarrà sempre nel mio cuore!

I Jefferson

I Jefferson è stata una serie televisiva andata in onda dal 1975 al 1985 per un totale di oltre 250 episodi e che ho riscoperto grazie alle repliche televisive.

Di genere comico, narra le vicende perlopiù quotidiane di una coppia di colore da poco arricchitasi e trasferitasi in un lussuoso appartamento di New York; con semplicità parla di temi difficili come il razzismo (non solo bianco) e della famiglia.

Commento:

Scoperta grazie alle repliche su Spike, canale 49, l’ho seguita per diversi mesi fino alla sua cancellazione dal palinsesto a favore ( e sfavore per noi ) di Un papà da oscar. Devo dire che la trovo esilarante e la consiglio vivamente!

I Jefferson narra la quotidianità della coppia di coniugi George e Louise Jefferson, proprietari di una catena di lavanderia, alle prese con le problematiche di routine tra il figlio Lionel, la domestica Florence e i vicini: i Willis (Helen e Tom) e il signor Bentley.

La forza di I Jefferson si basa sulla sua coppia di protagonisti, scritti e interpretati benissimo!

George Jefferson è l’orgoglioso proprietario di ben sette lavanderie in tutta NY e si definisce il re del lavaggio. Dal carattere burbero e orgoglioso, non si fa amare facilmente anche perché grazie alla propria scalata sociale – dovuta esclusivamente aii suoi meriti – sminuisce spesso gli altri o si eleva a grande Dio; e non ha problemi a dire gli altri cosa pensa, a meno che non abbia un tornaconto affaristico che gli renda la vita più rosea. Nel corso delle stagioni, tuttavia, dimostra un grande spirito umanitario e la tendenza a proteggere le persone che lo circondano, mettendo in atto donazioni o buoni consigli anche a chi non li richiedeva.

Louise Jefferson invece è una donna, una casalinga senza niente da fare per colpa della governante Florence, che si è ritrovata senza lavoro dopo una vita passata a pulire le case altrui. Di carattere generoso e materno, con l’amica e vicina di appartamento Helen svolge volontariato presso un centro sociale; molte volte, è impegnata in opere di beneficienza, ad aprire gli occhi a George verso le necessità delle altre persone e ad assisterlo come interprete per farlo interagire benevolmente con il resto dell’umanità.

Insieme sono una coppia felice, molto contrastante nei caratteri singoli ma uniti nelle decisioni più importanti.

I personaggi di contorno sono anch’essi ben caratterizzati, ognuno con un le proprie caratteristiche e il topic su cui ruotano le vicende e le battute. Per me, il personaggio secondario più simpatico è indubbiamente Florence: la sfaticata governante che battibecca sempre con George, riesce a fare lavorare gli altri al posto suo e si lamenta del proprio stipendio! Invece, purtroppo, il portiere è il personaggio più stereotipato e noioso.

Cambiando argomento, gli ambienti della serie sono molto eleganti. Essendo una serie televisiva prettamente sulla quotidianità della coppia, la narrazione è impostata perlopiù nel loro appartamento, nel loro salotto per essere precisi; certe volte, vediamo anche l’ufficio o le lavanderie di George Jefferson! Tuttavia non bisogna pensare che la serie si limita a soli tre spazi, ma le località spesso cambiano a seconda dello svolgimento della trama dell’episodio, con una buona varietà di ambienti e stili!

La comicità della serie per me è esilarante, si basa su una serie di battute di vario tipo. Con semplicità e umorismo portano argomenti come la realizzazione personale, la sicurezza economica, la povertà e i problemi sociali della popolazione e ovviamente il razzismo.

Riguardo al razzismo, I Jefferson non porta solo il razzismo dei bianchi verso i neri, ma anche il contrario! E’ una visione totalitaria, inclusiva che riporta addolciti i pregiudizi ma non li rende mai importanti per la trama, o almeno vengono smentiti dalle azioni dei protagonisti. George, pur avendo un cuore d’oro, usa spesso le battute razziste per schernire bonariamente i suoi vicini di casa – i Willis – perché sono una coppia mista: li chiama Zebre! Inoltre, fa riflettere come tutti siano amici ma non appena si va sul proprio orgoglio di ‘razza’ si finisce per litigare, finendo di nuovo nel razzismo di fondo.

Per concludere, consiglio vivamente di recuperare questa serie televisiva, porta tematiche importanti e di certo non annoia! So che è una costola di Arcibaldo, che non ho mai visto, ma anche come serie a se stante fa un lavoro egregio!

Charmed 2X13: San Valentino

Charmed 2X13: San Valentino (Animal Pragmatism nell’originale) è un episodio di Charmed ed è ambientato a San Valentino; perfetto per oggi, la festa degli innamorati!

Trama:

Mentre San Valentino si avvicina, le tre sorelle Halliwell non smettono di avere problemi: Piper affronta un bivio sentimentale che la vede a dover scegliere tra Dan (il vicino) e Leo (un suo ex); Prue capisce che non è fatta per oziare e pian piano rimpiange il suo vecchio lavoro alla casa d’aste; Phoebe per errore aiuta tre sue amiche a trasformare tre animali in uomini, inconsapevoli però che queste fiere sono intenzionate a rimanere umane nonostante l’incantesimo abbia un termine. Anche quest’anno per le sorelle Halliwell San Valentino sarà molto movimentato!

Tematiche affrontate:

  • etica sullo sfruttamento animale
  • stregoneria nel consumismo
  • biologia ed ecologia degli animali
  • riflessione sul lato commerciale e sociale di San Valentino

Commento con spoiler:

Il titolo originale della puntata (Animal Pragmatism) alla fine rispecchia molto più fedelmente il significato della puntata: qui a governare gli snodi della trama sono gli istinti animali, i loro corteggiamenti e la loro innata voglia di libertà.

Il tutto inizia con un professore universitario di biologia animale che, durante la sua lezione, spiega i meccanismi alla base dei rituali di accoppiamento di alcune specie; subito, quindi, vediamo un’allegra Phoebe che corteggia lei stessa il manzetto di turno, con un vero e proprio corteggiamento: per tutta la lezione lo osserva sorridendo e giocherellando con i capelli e quindi, ottenuta la sua attenzione, lo invita al locale della sorella per passare una serata insieme.

Inoltre, questa scena, oltre a mostrarci Phoebe nuovamente come una donna attiva e senza inibizioni, è importante perché ci presenta le vere protagoniste dell’episodio: sue tre amiche senza ragazzo! E che tragedia non avere il ragazzo a San Valentino per scopare passare la serata a lume di candela! Così, le quattro parlano e Phoebe viene a sapere che le tre disgraziate hanno comprato un libro di incantesimi e tra una ciacola e l’altra le scappa pure un vero incantesimo capace di trasformare le bestie in uomini! Inutile dire che le tre lo useranno e combineranno casini a cui toccherà alle Charmed-Ones riporre riparo.

Ora parliamo di Prue!

Prue vive un periodo molto stressante nella sua vita lavorativa: è disoccupata. Inizialmente aveva le intenzioni di stare stravaccata a non fare un piffero, ma, tra che Phoebe è un’ottima donna di casa e non c’era nulla da pulire, tra che tutte le amiche di Prue lavoratrici lavorano, Prue si ritrova a preparare il locale di Piper per la serata di San Valentino. Il suo personaggio qui è in pausa, attivamente non fa nulla se non, alla fine, capire che deve trovarsi un nuovo lavoro per non diventare scema.

E per finire, la telenovela!

Piper, ormai in relazione semi-stabile con Dan, il vicino, per tutto l’episodio deve combattere con il fidanzato perché non rimarchi il territorio in presenza di Leo, l’ex della nostra Charmed-One.

Leo a differenza di Dan è molto maturo, rispetta le decisioni di Piper, la aiuta a preparare il locale e a fine episodio le regala un semplice biglietto di auguri con la scritta “For you forever”.

Dan a differenza di Leo è irascibile, geloso, non fa altro che chiedere di Leo e litiga pure con Piper prima perché lei ha offerto un posto in cui lavorare al suo ex (ed ex-Angelo Bianco, non dimentichiamolo) e poi perché lei fa per lui il terribile errore di anteporre la famiglia (aka salvare il mondo) al loro rapporto. Antipatico, falsamente romantico e pure recidivo, Piper è costretta a ricordargli che lei è una donna normale, con una famiglia a cui tiene e un passato e che queste due caratteristiche per lei sono troppo importanti perché possano venire in secondo piano.

Indicativo che l’episodio si chiude con lei che sogna a occhi aperti di baciare Leo, che invece rispettosamente le lascia i suoi spazi.

Cambiando argomento, parliamo ora degli animali tramutati in uomini.

E’ bellissima la scena di come loro vengono tramutati da animali a giovani uomini: le tre ragazze rispecchiano perfettamente la fascinazione dell’occulto visto come passatempo privo di pericoli e quando l’incanto di Phoebe funziona le vediamo totalmente sconvolte dall’accaduto. Inoltre, compiono anche l’errore di continuare a vedere queste nuove persone come animali da controllare anche se, ora più che mai che sono umani, hanno una loro coscienza e dei loro obiettivi.

Noi non possiamo sapere bene come l’incanto abbia cambiato le loro vite: infatti, più passa il tempo e più le caratteristiche animali si fanno evidenti; noi iniziamo a vedere come reagiscono agli stimoli ambientali solo quasi dieci ore dopo la loro antropizzazione e quindi non possiamo sapere se il loro comportamento è dovuto al loro vero carattere o agli stimoli ancestrali che si fanno sempre più preponderanti man mano che tornano animali.

Gli effetti di questa puntata sono artigianali, molto terra terra ma hanno il loro fascino; quello a maggiore effetto è l’ex-serpente prima con la pelle che si stacca a rivelare le squame, poi con la lingua in grado di captare le tracce di odore di Phoebe (colei che deve farli rimanere umani) e infine gli occhi con le iridi verticali. Il personaggio del trio di animali meglio caratterizzato, invece, è il coniglio: più di una volta lo sentiamo usare un linguaggio chiaramente sessista, linguaggio che è stato fortemente edulcorato nella traduzione italiana.

La loro pericolosità non è dovuta al fatto che sono ‘cattivi’: infatti, questa puntata è atipica perché non c’è un vero e proprio villain ma la volontà di un gruppo di persone di fuggire dalle loro gabbie, anche se in verità non ne sono mai usciti, non capendo le regole della società in cui si ritrovano. Fa riflettere non poco che per tappare la bocca a una delle ragazze che li aveva trasformati, la rinchiudano nella gabbia che probabilmente era stata del maiale.

Ed è interessante come l’episodio si concluda con le Charmed-Ones che prima per rendere i bersagli di nuovo animali per sbaglio rendono chiunque dentro al P3 (il locale di Piper) degli animali e alla fine, per liberare gli umani dallo stato di animali, sono costrette a rendere definitivamente uomini i tre animali trasformati in umani a inizio puntata. E a rinchiuderli in gabbie per uomini con l’aiuto della polizia.

Per me questa puntata è stata molto interessante, riesce a portare su schermo argomenti ancora molto attuali e che anzi nel tempo sono diventati ancora più importanti. Inoltre, a livello visivo è bellissima perché ci sono tutte le decorazioni, i bouquet di fiori e il rosso e il bianco come colori più caratterizzanti. Sperando di non avervi annoiato, buon San Valentino a tutti!

La trasformazione, saggiamente gestita con un botto di nebbia artificiale, che ha nascosto il segmento di stacco tra gli animali come animali prima e gli animali tramutati in uomini poi.

Criminal Minds 3X17

I segreti degli altri è un episodio appartenente alla terza stagione della serie televisiva Criminal Minds; mi ha colpito particolarmente perché tratta dell’omosessualità e dei problemi psicologici che si creano quando essa viene trattata come una malattia.

Trama:

Confuso e in conflitto con la sua stessa identità sessuale, un serial killer identifica alcuni omosessuali come sue prossime vittime. Hotchner, Rossi e il resto della squadra si recano a Miami per catturarlo e fermare la sua scia di sangue. Nel corso del viaggio JJ incontra un ex collega che si rivela essere più di un vecchio amico.

Commento:

I segreti degli altri è un episodio molto interessante che mi ha colpito, come ho già rivelato nell’introduzione al mio post. Il serial killer di turno è un gay represso e tormentato da un rigido padre cristiano e omofobo, talmente represso che quando parte per le vacanze soffre di dissociazione cognitiva e ruba le identità di altri uomini: tutti gay, felici di esserlo e con una sessualità totalmente disinibita. Inoltre, è interessante il fatto che gli psichiatri della squadra, sia parlando con il ragazzo-assassino sia con suo padre, dichiarino che le inclinazioni religiose del padre non siano la causa del razzismo di quello ma solo la scusa. Il ragazzo in casa viveva un inferno in terra e quindi, una volta libero, quasi si dimentica chi è arrivando a vestire come le proprie vittime e copiare perfino la pronuncia e l’accento per dimenticare il proprio dolore!

Insomma, chissà quante persone commettono suicidio o hanno problemi di autostima perché non riescono a rientrare nei modelli sociali, perché non riescono a soddisfare le aspettative paterne o accettare la propria identità! E poi ovviamente si creano i traumi, che siano un’esplosione omicida oppure una difficoltà ad avere una relazione stabile… Grazie omofobi, siete sempre sul pezzo!

Inoltre, I segreti degli altri parla anche del coming out di JJ come ragazza fidanzata: infatti, da mesi si vedeva con un collega poliziotto conosciuto grazie a un caso di una pazza assassina; ma non riusciva ad ammetterlo e lo nascondeva perfino ai suoi stessi colleghi! Fortunatamente, alla fine decide di non nascondere più la sua relazione e lo bacia di fronte a tutta la squadra, inconsapevole che ovviamente da bravi psichiatri gli altri sapevano già tutto. Una punta di luce e serenità in mezzo alle tragedie umane di questa serie, per tutti quelli che come me si sono affezionati ai personaggi episodio dopo episodio!

Ciao e grazie per essere passati a leggere!

Le nebbie di Avalon vs Merlin

Dopo aver letto Le nebbie di Avalon, ho pensato fosse naturale confrontarlo alla serie televisiva Merlin: infatti, entrambi hanno reinterpretato le leggende del ciclo arturiano ponendo tematiche diverse dalle battaglie epiche e riuscendo a ricreare un mondo fantastico unico nel suo genere.

Di cosa parla Le nebbie di Avalon?

Le nebbie di Avalon parla della vita di Morgana, una sacerdotessa dell’antica religione, religione che era fiorente prima dell’avvento del cristianesimo nel territorio britannico ma che dopo secoli, o anche millenni, vede i propri culti sfioriti.

E di cosa parla Merlin?

Merlin tratta le avventure di un giovanissimo Merlino mentre serve e protegge il futuro erede di Camelot Arthur Pendragon, tenendo nascosta la sua magia perché il re Uther ne proibisce l’uso con la minaccia della pena di morte.

Quali sono le tematiche delle due opere?

Le nebbie di Avalon tratta di tematiche più legate al periodo storico in cui è ambientato, cioè allo scontro di religioni a cui la diffusione del cristianesimo ha portato in molti territori una volta caratterizzati dai propri culti; Merlin, invece, vede lo scontro classico e topico del bene contro il male, arricchito però anche dalla lotta per il diritto di identità.

Com’è costruito il mondo delle rispettive opere?

Merlin mi ha sempre dato l’impressione che Camelot fosse una città-stato in un mondo totalmente differente da quello britannico: infatti, a pensarci bene, si parla spesso di re limitrofi, mostri, labirinti e di territori desertici o artici, ovviamente molto diversi da quelli reali; comunque, i palazzi e i costumi sono molto curati, anche se gli esterni di Camelot spesso ne amplificano la modestia come dimensioni del regno.

Le nebbie di Avalon, invece, abbraccia l’intero territorio britannico e ha una narrazione molto cosmopolita, anche perché i protagonisti sono visti spesso viaggiare da una corte all’altra. Il mondo è narrato come se nel nostro medioevo la religione concedesse la magia ai propri sacerdoti: infatti, il mondo è realistico e ben descritto, non esistono esseri mostruosi (a parte il drago di Lancillotto) e la magia è asservita alla religione.

Cosa è stato cambiato in ciascuna opera?

Merlin vede le vicende del ciclo arturiano rielaborate in tematiche per ragazzi e in un senso di moderna accoglienza: Merlino è giovane, Ginevra è una cameriera della regina che fa carriera, Morgana è la figlia di Uther, Mordred è un druido non imparentato con i Pendragon e molti cavalieri della Tavola Rotonda vengono inizialmente presentati come non nobili. Qui a scatenare i conflitti tra Arthur e Morgana è il fatto che lei sia una strega quando nel regno esserlo apertamente vuol dire morte certa.

Le nebbie di Avalon riprende fedelmente le vicende del ciclo arturiano in chiave romantica e storicamente attendibile, ponendo la narrazione da un punto di vista femminile: tanti intrighi di corte, piani politici, ma mai nessuna guerra perché all’epoca le donne non combattevano; invece, a riempire la storia c’è la lotta religiosa. Le più grandi differenze con il materiale di partenza sono legate alla modificazione dei legami di parentela e al fatto che i conflitti non sono dovuti a brame di potere ma a promesse politiche non mantenute, con una Morgana non negativa ma estremamente tragica.

Quindi quale preferisco?

Se non si fosse capito preferisco il romanzo Le nebbie di Avalon perché leggerlo mi ha fatto notare quanto il regno di Camelot nella serie televisiva fosse piccolo e poco approfondito. Nel romanzo, invece, anche grazie a una narrazione per adulti, gli impegni politici e le tragedie personali sono molto più gravosi rendendo una storia topica e per molti (viste le continue relazioni amorose in primo piano) noiosa sempre accattivante e piena di spunti di riflessione.

Voi invece cosa ne pensate? Avete visto la serie o letto il romanzo? Avete qualche altra opera ispirata al ciclo arturiano da consigliarmi? Ditemelo nei commenti, ciao!

Charmed 2X2: Morality Bites

Morality Bites è il secondo episodio della seconda stagione, puntata molto interessante per diverse ragioni. Qui tratterò una riflessione sull’argomento, portando diversi spoiler importanti; quindi, se non lo avete ancora visto, ciaone.^^

Alyssa-milano-Streghe
La protagonista di Morality Bites

Trama:

Morality Bites ruota attorno alla presa di coscienza dell’impossibilità di indottrinare la gente, perché anche il nostro più piccolo errore può influenzare negativamente chi ci è più caro.

All’inizio della puntata, le sorelle Halliwell cercano di insegnare al loro scortese vicino di casa a raccogliere le cloache del suo cane, facendogliele pestare con la magia. Qualche tempo dopo, il loro Angelo Bianco fa loro trovare a loro insaputa un incantesimo per andare nel futuro. Un futuro in cui Phoebe sta per essere messa al rogo come strega per aver ucciso un innocente!

Commento senza spoiler:

Morality Bites è sicuramente un episodio molto drammatico, le tre sorelle si ritrovano in un futuro distorto, dove è tornata la caccia alle streghe; e la colpa è loro.

Aspetto molto interessante è che questo futuro è ambientato nel 2009, circa dieci anni dopo la produzione della seconda stagione di Charmed e undici anni fa rispetto a oggi. Questo futuro, a differenza di film come Terminator o Ritorno al futuro è molto normale, non c’è stato un grande progresso tecnologico.

Morality Bites mi è piaciuto molto perché le Charmed-Ones scoprono la verità attraverso le informazioni che riceviamo con loro, perché al posto di entrare nel mondo futuro come ospiti le tre sorelle vi entrano come spiriti e prendono possesso dei corpi di loro stesse nel futuro.

Credo che parte della lezione che devono assimilare sia non solo che il loro compito non è indottrinare gli innocenti ma salvarli, ma anche di stare attente con le loro scelte perché potrebbero ritrovarsi in una situazione che non avrebbero nemmeno mai immaginato di potersi trovare. E questo messaggio è universale, bisogna pensare sia con la mente sia con il cuore!

Bene, oltre ad apprezzare l’inquadratura al minuto 18 non posso dire altro, ci leggiamo nella parte con gli spoiler!

Commento con spoiler:

La sorella più potente

Morality Bites mi è piaciuto moltissimo, soprattutto perché mi ha fatto pensare: chi è la sorella più forte delle quattro, alla fine delle 8 stagioni, quella più resiliente e malleabile nella lotta contro il male?

  • Prue alla fine è quella che ha il percorso minore: telecinetica all’inizio, multicorporea verso la fine. All’inizio era considerata come la sorella più potente anche perché era la maggiore e quindi, avendo capito che i loro poteri sono legati alle emozioni, probabilmente aveva anche la grinta di dover salvare le sorelle ogni volta. In questo episodio vediamo che nel futuro distopico non avrebbe ottenuto la sua proiezione astrale ma invece avrebbe potenziato la sua telecinesi; nella sua vita passata la vediamo con i poteri del gelo (mai ottenuti in questa).
  • Piper è la mezzana che alla morte di Prue diventa la sorella maggiore e per me è quella che ha il percorso più bello con le sua abilità. All’inizio era una ragazza molto timida e minuta e infatti aveva il potere della stasi molecolare; nella terza stagione però, tra l’altalenante relazione con Leo e il pericolo della Sorgente, si fortifica fino a ottenere la separazione molecolare istantanea dei corpi ( da notare che nella quarta stagione per salvare un bambino demoniaco questa emotiva ragazza abbatte una sfera di energia molto potente letteralmente sfondandola con la propria magia). Nella vita passata aveva la stasi molecolare, abilità che in questo futuro distopico fortifica fino ad avere un areale di azione ampio come un’intera piazza.
  • Phoebe, quella più legata alla sfera delle emozioni e la più forte a livello di determinazione, essendo sempre stata principalmente una veggente é la migliore nell’autodifesa e nella preparazione di pozioni e incantesimi. Nella terza stagione ottiene la levitazione, abilità che l’aiuta nell’autodifesa, ottenendo anche una forza maggiore del normale; nella sesta ottiene anche anche la telepatia, che sfrutta per manovrare le magie dei nemici proprio perché in Charmed la magia è fortemente legata alle emozioni delle streghe e dei demoni. In questo futuro lei diventa una strega negativa, sfruttando la propria telepatia per uccidere un uomo (da notare che lei è l’unica a ottenere un potere che avrà nelle stagioni successive).
  • Per concludere c’è Paige, la sorella minore, l’ibrido tra la strega e l’Angelo Bianco. Anche lei ottiene il potere della telecinesi, legato però all’elemento della luce: infatti, lei può trasfigurarsi, evocare oggetti, teletrasportare se stessa e altre persone. Ulteriore prova del legame tra sentimenti e poteri paranormali, Paige ottiene il potere di guarigione, tipico dell’Angelo Bianco, solo quando il suo fidanzato viene ferito a morte durante una rapina; con ciò accetta di diventare un Angelo Bianco definitivamente. Nella vita passata era un’incantatrice, usava qualsiasi elemento a suo favore, avendo però una netta preferenza verso le saette.

Con questa veloce descrizione delle loro abilità, ora posso esprimermi.

Secondo me Prue, tanto decantata come la più potente, non ha retto l’evoluzione delle sue sorelle, con Paige che con le sue abilità di Angelo ne è diventata la versione migliore e più resiliente.

Per me la più potente è Piper perché se all’inizio poteva solo aiutare Prue e Phoebe con la difesa dai demoni e a interrogarli (molte volte bloccava dal busto in giù e lasciava libera la faccia), con il passare delle stagioni, la morte della sorella e la scoperta di un’altra sorella per di più inesperta e facile preda dei demoni, Piper si evolve rendendosi sempre più una roccia su cui basare la forza e l’amore dell’intera famiglia; e una famiglia deve venire protetta! Il suo ciclo è il più completo perché le sue prestazioni sono sempre e solo legate alla protezione del suo nucleo familiare, diventa sensibilmente più forte quando deve proteggere bambini e verso le ultime stagioni può competere da sola contro i demoni di categoria più alta.

La vostra qual è?^^

La struttura dell’episodio

Morality Bites pur mostrando diverse linee temporali presenta la tipica struttura di un episodio di Charmed: un inizio, la reazione delle Charmed-Ones e quindi la conclusione, che qui può essere intesa come la lezione che imparano.

L’inizio è rappresentato dalle sorelle Halliwell che cercano di ribellarsi al loro vicino maleducato, che lascia i rifiuti intestinali del cane sul loro vialetto, usando la loro magia; la sequenza si conclude con Leo che prepara a loro insaputa il Libro delle Ombre sulla pagina di un incantesimo per viaggiare nel futuro. Loro allora, pensando sia stata lo spirito della nonna a preparare il Libro delle Ombre, invocano la magia e vanno nel futuro.

La parte centrale dell’episodio le vede nei loro corpi in un mondo futuro in cui la caccia alle streghe è stata riportata in vita dallo stesso uomo a cui avevano provato a dare una lezione utilizzando la magia. Qui Piper si scopre divorziata da Leo e con una bambina, Prue invece è una donna in carriera ricca ma sola, mentre Phoebe è in prigione con l’accusa di avere ucciso un uomo a sangue freddo con i propri poteri magici. Interessante è che tutte e tre sono messe a confrontarsi con le scelte che hanno preso finora le loro controparti future, a chiedersi cosa le abbia spinte a usare la magia per i loro fini; tuttavia, alla fine è Phoebe, la piccolina di casa, a dichiarare di avere sbagliato: anche se le altre vogliono farla scappare dalla condanna al rogo, lei resta perché ha commesso un reato ed è suo dovere subire le conseguenze delle sue azioni.

Quindi, alla fine capiamo assieme a loro che lo scopo del loro viaggio nel futuro è che non possono cambiare le persone se a loro non piacciono, non possono ergersi a giudici ma invece cercare al massimo di migliorare il mondo per renderlo un posto migliore. Per questo Phoebe, che ha capito il suo sbaglio, quando inizia a bruciare si risveglia a casa propria nella loro realtà, poco prima che succedesse la scena iniziale; ovviamente, questa volta non fanno nulla, limitandosi a guardare male il vicino cafone.

Riflessione finale:

Morality Bites è uno degli episodi più profondi della seconda stagione perché ci insegna come non dobbiamo mai ergerci a giudici ma invece dobbiamo lottare nel nostro piccolo a migliorare il mondo.

Inoltre, Morality Bites è anche il manifesto della mitologia della serie, di come è impostata la magia. Infatti, una strega positiva, buona, non deve mai usare la magia per fini personali perché fa del bene senza secondi fini e la sua magia è solo uno strumento con cui è nata per aiutare il prossimo; inoltre, qua è espresso benissimo come il futuro non sia scritto ma esistano infinite possibilità con cui esso può cambiare! Dopotutto, esistono perfino gli Angeli del Destino.

Insomma, guardare Morality Bites è stato un bel tuffo in Charmed, anche se preferisco le serie con Rose McGowan perché sono più leggere e con archi narrativi meno frammentati anche se leggermente semplici. Quindi, ciao e alla prossima, ditemi cosa ne pensate nei commenti!^^

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10 Pellicole che sfruttano il metacinema

Cos’è il metacinema?

Secondo il Treccani, il metacinema viene usato nei film che rompono lo stato di sospensione della realtà che lo spettatore mantiene per immedesimarsi in un film, evidentemente un’opera fittizia, mostrando a volte il dietro le quinte di un film, la produzione di una pellicola o al contrario con i personaggi della narrazione che, rompendo la quarta parete, si rivolgono direttamente a chi li osserva dall’altra parte dello schermo.

Al cinema, gli avvenimenti sembrano raccontarsi autonomamente tanto assomigliano al modo in cui si vedono nella quotidianità. Il cinema intrattiene una relazione analogica con il mondo reale e pare che riveli allo spettatore il suo senso più profondo. Almeno così è accaduto nel cinema classico, che ha voluto nascondere il più possibile l’artificio a tutto vantaggio della storia raccontata e dello spettatore che ha potuto percepirla ‒ e goderla ‒ come perfettamente naturale. Ci sono film, invece, che hanno rotto brutalmente l’incantesimo e alla fascinazione hanno sostituito il discorso con il pubblico. È il caso del cinema che parla di cinema: il metacinema.

Da cosa deriva la parola metacinema?

Il termine metacinema è una parola molto interessante e come molte delle parole interessanti deriva dal greco. Oltre all’ovvia parola cinema, che deriva dalla radice di κίνηση (movimento e quindi il movimento delle foto di cui una pellicola è composta), il metacinema è formato anche da μετά, che tra i vari significati ha sopratutto quello che significa tra e in mezzo.

Queste parole ci forniscono già di per sé una bellissima panoramica riguardo a questo argomento: infatti, il metacinema è un cinema in mezzo al cinema, è un cinema in mezzo a noi spettatori!

Esempi di film metacinematografici

Ora che sappiamo che cos’è il metacinema, ecco dieci esempi di pellicole con questa peculiare caratteristica al loro interno; spero vi piacciano e che me ne suggeriate!

Li conoscevate tutti i film citati? Sapevate cos’era il metacinema? Secondo voi questo piccolo post è stato utile? Fatemelo sapere, intanto vi saluto. CIAONE!^^

2.18
Charmed non ha rotto la quarta parete, ci ha fatto vivere le sue Charmed-Ones!

Serie televisive: il mio rapporto

Buongiorno, sono cresciuto con le serie televisive.

Da bambino mi ricordo che passavo ore a guardare i Power Rangers e I due Fantagenitori, Scooby-Doo. Molti anime tra cui Mermaid Melody (che prontamente cambiavo con qualcos’altro all’arrivo dei miei amici) e Detective Conan. Stravedevo per la Melevisione!

Alle medie invece passai alle vere e proprie serie televisive: Provaci ancora Gary, La vita secondo Jim, Ghost Whisperer e tante altre serie comiche. Entrai in fissa con Charmed e poiché la sua messa in onda tagliava in due metà sfalsate il pomeriggio, studiavo pochissimo. Charmed credo sia stata la serie della mia adolescenza.

Purtroppo, ora non guardo serie televisive nuove o meglio sono diffidente. Le uniche due che sto seguendo con regolarità al momento La Tata su Paramount Channel e Criminal Minds (un rewatch usando Rai4).

Per me una serie televisiva, al contrario di un film, sono ore su ore da dedicare alla visione e da rubare ad altre attività. Se una volta avrei detto che sono meglio le serie televisive perché un episodio normalmente dura meno di un’ora, ora affermo di preferire i film: infatti, nella sua completezza, la narrazione dura solo un paio di ore. Basti pensare a Scream Queens, ci misi settimane a guardarla perché dovevo entrare nella forma mentis di gustarmela, di ricapitolare le precedenti puntate e trovare la serata adatta per tutto questo.

Ora, inoltre, mi trovo anche nella triste situazione di provare un leggero ribrezzo per le poche serie verso cui sono rimasto fedele: sono stanco di vedere sempre gli stessi episodi, soprattutto quelli che collego alla mia adolescenza. Ma se tolgo pure quelle che mi sono piaciute (CSI, vari polizieschi e sitcom) cosa mi rimane?

E voi? Che rapporto avete con le serie televisive?

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Bones: commento alla serie

Bones è una serie televisiva sviluppata in dodici stagioni sulla figura fittizia dell’antropologa forense Temperance Brennan, in ambito professionale e privato; il soggetto e i libri da cui esso deriva è prodotto  e basato sull’esperienza lavorativa dell’antropologa forense Kathy Reichs.

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Ho conosciuto questa serie dopo avere letto tre libri dell’autrice.

In comune la serie letteraria e quella televisiva hanno solo i nomi delle protagoniste e l’ambito lavorativo: infatti, pur essendo due donne che collaborano con l’FBI nei casi di omicidio, la loro caratterizzazione umana e familiare è totalmente distante l’una dall’altra, come i loro caratteri; se i libri sono basati sulle indagini e sugli aspetti emotivi che queste hanno sulla donna, gli episodi mostrano la grande famiglia lavorativa con cui lei collabora e interagisce, sempre dando molto spazio allo studio delle ossa.

All’inizio Bones come serie televisiva non mi era piaciuta molto, come per The Mentalist: a pelle, non mi piaceva; forse per la freddezza apparente della protagonista, forse per la lontananza dai libri che avevo imparato ad amare. Poi, dandole una seconda possibilità qualche mese dopo, ne divenni assuefatto e suo fan.

Se dovessi descrivere i punti di forza di Bones credo direi la grande sinergia e la caratterizzazione dei suoi protagonisti, li vediamo crescere e stringere differenti tipi di legami tra loro, e come vengono presentati i casi: dopo un quasi sempre divertente ritrovamento del cadavere, le indagini si basano sull’analisi delle ossa di Bones, gli studi da parte della sua equipe di scienziati e il lavoro investigativo di Booth.

Ma chi sono Bones, Booth e gli altri? Chi sono i protagonisti di Bones?

Bones, soprannominata così da Seeley Booth, si chiama Temperance Brennan ed è una delle migliori antropologhe forensi al mondo. Capace di diverse abilità (poliglotta, eccezionale cervello nelle materie scientifiche, pratica autodifesa e spara…), ha un temperamento estremamente riservato ed è molto orgogliosa delle sue capacità. Orfana e cresciuta in case-famiglia lontana dal fratello, ha sofferto molto dell’abbandono dei suoi genitori e molte volte esprime un’ostilità e una competizione atte a proteggersi, anche se con il passare delle stagioni tende a mostrare sempre più affetto e aiutare le persone con la sua alta posizione sociale e lavorativa, con istinti chiaramente materni.

Booth. Agente governativo e veterano di guerra, cecchino e abile investigatore, passato sentimentale travagliato con un figlio a carico di una sua ex e maltrattato dal padre, è il partner lavorativo di Bones. Assieme a lei risolve i casi, anche se la rimprovera spesso per il poco tatto con cui lei si pone verso le famiglie in lutto o i criminali o la scarsa sicurezza con cui lei lo segue nelle situazioni di pericolo, lui riconosce l’eccezionalità di lei e tiene le sue considerazioni al primo posto. La sua devozione religiosa e il suo senso della giustizia sono fondamentali durante la serie.

Angela Montenegro è la migliore amica di Bones ed è l’unica persona della sua equipe a non essere una scienziata: artista di strada e figlia d’arte, fu ingaggiata in antefatti alla prima stagione per i suoi studi anatomici e grazie anche alle sue conoscenze informatiche ha costruito un macchinario in grado di ricostruire tramite ologrammi scene del crimine e volti. Spirito libero ed estroversa, è lei che spinge l’amica a uscire la sera e shippa tantissimo i due partner lavorativi ad approfondire la conoscenza fin dai primi episodi. Per me è uno dei personaggi che dovevano alleggerire l’atmosfera durante le prime stagioni.

Jack Hodgins è l’entomologo del gruppo e grande chimico, molto propenso agli esperimenti pratici per sviluppare e convalidare ipotesi scientifiche. Discendente da una famiglia ricca e grande azionista del Jeffersonian, la struttura dove lavorano, preferisce tenere tacite le sue origini per rimanere sotto alle salde guide dei suoi capi a cui dà sempre piena fiducia; all’inizio era molto arrogante e complottista, anche se poi si addolcisce mostrando maggiormente il lato ironico e amichevole. Molte volte si definisce il Re del Laboratorio.

Camille “Cam” Saroyan entra nella rosa dei protagonisti nella seconda stagione e fa subito scintille con Bones, perché chiamata a dirigere l’intera struttura e quindi sua diretta superiore: due lupi alfa nello stesso branco! Donna molto riservata nella vita privata e distaccata durante quella lavorativa, tiene molto ai suoi colleghi nonostante usi sempre, e solo, il cognome per le interazioni, è il coroner del Jeffersonian. Se all’inizio viene presentata come donna in carriera dura e severa, durante le stagioni si addolcisce e si apre, dando carta bianca alle decisioni di Bones e divenendone amica; il suo personaggio definitivamente mette la carriera in secondo piano quando nell’ultimo episodio andato in onda parte per la luna di miele e lascia simbolicamente la corona di direttore del laboratorio a Hodgins.

Lance Sweets è lo psicologo incaricato dall’FBI di analizzare Bones e Booth a partire dalla terza stagione. Fortemente osteggiato da Booth per la giovane età e da Bones perché lei non crede nella psicologia in quanto “pseudo” scienza, è il primo a capire che tra i due qualcosa in pentole prima o poi bollirà. Con il passare delle stagioni entra a far parte della grande famiglia del Jeffersonian e ad aiutare per le indagini dei due. La sua relazione con Daisy per me è una delle più belle!

Dalla terza stagione in poi, Bones avrà con sé una svariata scelta di tirocinanti (fino alla terza aveva solo il suo pupillo) che la aiutano nelle analisi delle ossa; dalla decima in poi, lei passerà sempre meno tempo in laboratorio per stare con la famiglia e concentrandosi sul’aspetto umano delle indagini sul campo, concedendo più spazio ai suoi allievi. Pur essendo molto esigente, Bones molte volte si è dimostrata propensa ad aiutarli per inquadrare i futuri studi o a livello economico; allo stesso modo, non si fa scrupoli a licenziarli o a rimproverarli aspramente dall’alto della sua onniscienza per i loro errori. Quante volte ha licenziato la povera Daisy? E quante volte le ha dato una seconda chance, complimentandosi poi per i risultati ottimi e aiutandola pure alla fine a livello lavorativo (rendendola così una raccomandata?)! Inutile dire che Daisy sia la tirocinante che nelle dodici stagioni ho amato di più: quanto è simpatica per i fiumi di parole che è capace di smuovere in un solo minuto? Adoro!

Ma com’è un episodio di Bones?

Un episodio di Bones ruota attorno a Temperance Brennan e alla sua vita; lei è l’unico personaggio costante in tutte e dodici le stagioni: perfino Booth, suo partner all’FBI, manca in alcune per essere rimpiazzato da un collega.

La struttura è molto semplice: all’inizio della puntata una sfortunata persona trova un cadavere in situazioni tragicomiche o orrorifiche; l’equipe va a indagare per i primi sopralluoghi; Cam o Bones ordinano di portare tutto al laboratorio (e ciò significa a volte un’intero metro cubo di cemento o pezzi di macchine o un intero stagno) per analizzare meglio le prove; al Jeffersonian iniziano gli studi delle ossa e allo stesso tempo Booth inizia a indagare; infine, il colpevole viene catturato. In tutto questo c’è sempre della lore o dei simpatici momenti tra i due partner in lavoro, sempre intento a battibeccare o più avanti battibeccare affettuosamente.

Il ritrovamento più iconico secondo me è quello avvenuto durante un evento a diretta nazionale di una cioccolateria: al momento del taglio di una titanica lastra di cioccolato, da essa escono prima molti fluidi gialli e verdastri, e poi pezzi di ossa. Il tutto di fronte ai bambini, LOL!

E com’è il percorso di Bones?

Bones viene presentata nella primissima arrivare in America da un sito archeologico, con un teschio in borsa; ad aspettarla non c’è la sua famiglia ma Angela. Tuttavia, viene arrestata prima di uscire dalla struttura per aver picchiato una guardia (piccola incomprensione) ma viene salvata da Booth che la presenta come sua partner sul lavoro. Così, in meno di cinque minuti conosciamo la sua posizione lavorativa, il fatto che sia la migliore antropologa forense di tutta la nazione e una single incallita.

Bones all’inizio la vediamo come una donna incredibilmente intelligente e a conoscenze delle proprie abilità straordinarie, ma anche molto sola al mondo e diffidente verso gli affetti: infatti, è solo l’amica Angela e il tirocinante Zack, il quale la venera, che la spingono a uscire e vedere persone. Tutta casa e lavoro, ha parecchi contrasti con Booth perché lui invece è più estroverso, è definito un Everest del sesso e viene spesso criticato dai superiori per i modi poco politically correct della collega.

Interessante è ciò che ribadisce spesso Bones: lei non capisce le persone, ha un cuore d’oro ma non capisce cosa voglia la gente; invece, dalle ossa può capire tutto, può capire i traumi e le esperienze, dove il morto ha vissuto e i posti che ha visitato.

Con il passare delle stagione, Bones subisce un processo di affezionamento verso tutte le persone che la circondano. Ciò è veramente bello da osservare perché iniziamo noi stessi ad affezionarci ai personaggi e vederla interagire dimostrando sempre più affetto con sguardi non più distanti e la frase <Ti voglio bene> ripetuta sempre più spesso. Diventa anche più empatica, si nota come inizi a dare una possibilità alla fede religiosa di Booth perché lui ci crede (infatti, fa battezzare i figli anche se atea) o ponga fiducia nella “pseudo-scienza” di Sweets. Ovviamente, riscoprire il padre e averlo sempre al suo fianco l’ha aiutata molto, così come aprirsi ai sentimenti con l’uomo che ha sempre amato a partire dalla terza stagione. E il bellissimo rapporto di sorellanza tra lei, Angela e Cam? Veramente, le ultime stagioni potrebbero non essere le più fresche, ma di sicuro danno più soddisfazione ai fan perché si concentrano molto di più sui vari personaggi ed è bellissimo! **

Il rapporto tra Bones e Booth si evolve in maniera graduale e realistica: dopo un flashback nella terza stagione che ci mostra come avessero già lavorato insieme prima degli eventi della serie e avessero litigato, la serie inizia con l’odio reciproco e infine finisce con loro che si dirigono insieme verso i loro due figli. Nel mezzo è possibile vedere una lunga retta di verso estremamente positivo che con timidezza li porta a rispettarsi, a riconoscere i rispettivi talenti e infine a diventare complementari: lui ansioso e allegro, lei energica e oggettiva; lui si basa sull’istinto, lei sui fatti perché, come dice sempre, le ossa non mentono! Quanto è bello l’episodio in cui c’è il cecchino pazzoide che vuole uccidere Booth e i due alla fine vanno a letto insieme? Oppure quando lei è incinta e in risposta alle cure protettive di Booth gli risponde <Non sono normale, sono straordinaria!>.

Insomma, Bones è una serie televisiva straordinaria, capace di raccontare con delicatezza i suoi protagonisti e mostrare gli orridi cadaveri su cui lavorano senza mostrare l’orrore. Una serie da guardare e riguardare, veramente!

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