Racconto: Gli ingranaggi del cuore

«Sì, certo. Ci penso io!»

Tommaso chiuse l’ombrello, lo mise dentro all’ombrelliera posta vicino al muro vetrato e richiuse la porta dietro di sé. Guardò lo schermo del cellulare: Annalisa aveva riagganciato subito, era sempre molto impegnata. Così impegnata che lo aveva convinto a tornare al laboratorio da solo. Solo.

“Come al solito”, pensò mesto il ragazzo.

Ancora fradicio dalla tempesta che imperversava fuori dall’edificio, si tolse lo zaino di spalla e si diresse verso gli armadietti; guardandosi indietro, notò che gocciolava acqua a ogni passo, le sue orme marroni e amorfe sporcavano il pavimento di piastrelle grigie. Sospirò. Lontano, tra un rombo e un altro, intravide in mezzo ai lampi nel suo ufficio il professor Banavasi, ma noncurante di essere stato notato o meno, Tommaso raggiunse gli armadietti.

Là, aprì il primo che trovò aperto e vi mise il giaccone bagnato e lo zainetto, da cui aveva tirato fuori il quaderno per gli appunti, la penna e le cuffiette. Non gli importava che lo zaino e il giaccone essendo bagnati dovevano essere messi in un luogo più caldo e aerato di un armadietto: l’unica cosa che gli passava per la mente era finire il lavoro e prendere il treno per Lancenigo.

Non era andata come avevano previsto, doveva ricontrollare ogni singolo organismo.

Con Britney Spears nelle orecchie e grandi borse sotto agli occhi, il ragazzo si issò su uno degli sgabelli del laboratorio di microscopia e preparò gli appunti. Starnutì per l’odore della soluzione usata per mantenere morbidi e analizzabili gli insetti e rabbrividì per il tuono che stava rimbombando in quell’esatto momento: era stato così forte che pur avendo la musica a palla nelle orecchie lo aveva percepito a causa delle vibrazioni nel pavimento!

Quello che doveva fare era guardare meglio la larva di un insetto, l’aveva confuso con uno della famiglia delle Tipulidae, mentre in realtà apparteneva alle Limoniidae. Un errore imperdonabile, dovuto alla grande somiglianza delle forme e dei colori dei due campioni. Certo, almeno erano riusciti a identificare gli altri, ma solo lui poi aveva dovuto tornare in università, in laboratorio, nel cuore della tempesta, per riparare al danno creato dalla scorretta identificazione. Come sempre. Anche al torrente, quando avevano dovuto campionare, era stato l’unico a doversi immergere fino alle ginocchia per tenere il retino e sempre lui aveva dovuto raschiare il fondo del corso d’acqua per smuovere tutti gli organismi macro bentonici. Sempre e solo lui. Un lavoro di gruppo vissuto nella solitudine.

E questi insetti, tutti uguali da larve; e l’analisi di studio si basava proprio sulle larve, ovviamente! Ne avevano presi secchi interi, analizzati per ore e giorni. E ora era di nuovo lì. Sembrava quasi che quegli essere abominevoli e maleodoranti, così pieni di intrugli chimici perché non si rattrappissero su se stessi, lo sbeffeggiassero nella penombra della stanza: esseri informi dalla risata raccapricciante, con le loro antenne lunghe e spigolose, le loro grandi mandibole brulicanti di saliva e il corpo più simile a una sacca piena di pus e pronta a esplodere. Stavano là e lo deridevano, lo indicavano con le lunghe zampe dentate ma si nascondevano alla luce, non volevano essere notati, non volevano essere identificati. E Tommaso, a causa della luminosità della torcia del microscopio, li vedeva in controluce come esseri informi e…

E…

Un urlo lo svegliò. Una ragazza aveva urlato. E non c’erano più tuoni. Né pioggia. Le cuffiette erano spente, da esse non usciva musica. L’unico suono era il proprio respiro, mentre si accorgeva che la nebbia aveva invaso l’edificio, e che una ragazza stava urlando di dolore e spavento.

Dove si trovava? Tommaso poteva benissimo capire che il laboratorio, come almeno lo conosceva, era stato stravolto, non esisteva più.

Il lungo bancone bianco su cui aveva posizionato la propria postazione di analisi dei macrobioti era scomparso, lasciando un lungo e profondo solco. Per poco il ragazzo non cadde: si era assopito su quello che sembrava uno sgabello di legno, basso, umido, puzzolente, viscido. Tommaso non capiva cosa stesse succedendo: cos’era quel posto? Come poteva essersi mosso mentre era addormentato? E cos’era tutta quella nebbia che aveva inghiottito l’intero pavimento e sembrava scavalcare le finestre? Cos’era quella luce spettrale che la illuminava di un pallido azzurro?

Tommaso non capiva.

Per quel poco che riusciva a scorgere, la stanza sembrava completamente divelta. Tutte le piastrelle dei muri erano scomparse, lasciando il posto a logore assi di legno da cui filtrava lo spettrale alito demoniaco. Il ragazzo non osava nemmeno abbassare i piedi dal sostegno dello sgabello: avrebbe giurato che anche il pavimento fosse ricoperto di qualcosa di molle e fluido, che si muoveva come un ammasso informe di vermi! Ma era coperto dalla nebbia… Purtroppo, la nebbia ne copriva la vista, ma non l’orribile rumore viscido. Tutto in quella stanza era sbagliato.

Tommaso si tolse le cuffiette, erano zitte, se le mise in tasca. Non si era nemmeno accorto ce le avesse ancora addosso; il resto della roba, svanita, persa nella nebbia, dispersa come il bancone su cui si era addormentato. Non potendo vedere molto, provò ad ascoltare: sentiva il silenzio, non c’era un briciolo di vento, o il cinguettio degli uccelli, o il rumore assordante del traffico, dei clacson; solo un lamento, molto fievole, poco fuori la stanza, di una ragazza.

«Someone… Just… Help me please…»

Fu per lei che Tommaso scese con cautela dallo sgabello e mise i piedi fino al calcagno nell’ammasso di vermi, con la nausea che gli saliva in gola mentre avanzava verso la grande bocca nera che vedeva dall’altro lato della stanza, bocca dalla quale colava un liquido verdastro.

Il suono, il gemito, proveniva da una figura tutta raggomitolata su se stessa. Una ragazza probabilmente, dalle trecce, dalla voce roca ma femminea, dalla collanina che risplendeva ai raggi lunari. Lui la vedeva, mentre combatteva con la massa informe per spostarsi verso di lei; la vedeva raggomitolata a piangere. Smise di piangere solo quando la raggiunse.

Lei, noncurante dei vermi che ancora cadevano dalle scarpe e dai vestiti di Tommaso, emise un piccolo stridulino rauco e lo abbracciò. Tommaso sentì che aveva le guance completamente bagnate, gelide. Anche la spalla era bagnata, ma il liquido che il giovane sentiva non era freddo: era caldo e appiccicoso.

«Just… Just help me. Here I have a… This and a… And This!», disse la ragazza staccandosi all’improvviso da Tommaso, mentre prendeva da una propria tasca dei pantaloni un ago con un filo già attaccato ad esso.  Quindi iniziò a togliersi la felpa, si abbassò la spallina della maglietta e portò una mano del ragazzo all’altezza del taglio: «You do not have to be precise… Just… Just do it. And then the generator!»

Tommaso non capiva ma decise di accontentarla. Purtroppo non era mai stato un buon interprete dell’inglese, riusciva a capire solo qualche parola ogni tanto! Ma capiva il dolore della ragazza, il sangue caldo che fluiva, quell’odore metallico, viscido. Probabilmente doveva prendere quell’ago e ricucire la ferita, ma come fare?

Chiuse gli occhi e lasciò le sue mani condurre il lavoro. Incredibilmente, l’operazione andò a buon fine.

«I am fine, now. Thank you. He almost got me! And…»

Tommaso continuava a non capire. O meglio, più o meno capiva ma non intendeva il senso della frase! Chi l’aveva quasi catturata? E soprattutto, com’era riuscito Tommaso a curare la ragazza senza nemmeno guardare cosa stesse facendo? Tommaso era incerto, confuso, incapace di comunicare. Sapeva solo che si trovavano in un posto oscuro, che c’erano strani macchinari fermi e che qualcuno stava dando loro la caccia. Doveva fare qualcosa, dovevano fare qualcosa: lui non conosceva quello strano posto, era tutto nebbioso e…

Dei passi ovattati risuonavano nella nebbia; e un altro suono. Come metallico, metallo contro una superficie dura. Metallo trascinato, come una grossa unghia contro la lavagna. Un suono terribile, lento. Inesorabile.

La ragazza si drizzò allarmata e si guardò intorno, Tommaso la imitò.

«Move… Hide! Somewhere, fast! Fast, shit!» e corse via nella nebbia.

Tommaso sbatté le palpebre più volte. Da lontano poteva scorgere una figura immensa, bianca in mezzo a tutta l’oscurità grigia. Come la vide una scarica di terrore lo invase, terrore incondizionato, come se sapesse di essere di fronte al suo predatore: il suo istinto di preda stava prendendo il sopravvento! Ormai quella figura si stava avvicinando, doveva fare qualcosa! Ma cosa? Tornare nella stanza dei vermi era fuori discussione, quindi il ragazzo si guardò intorno. Ecco, quel cumulo di macerie avrebbe fatto il caso suo, corse a nascondersi lì, tra una cassettiera sfasciata e un telo di nylon lacero.

Attese che la misteriosa figura lo superasse.

Forse quella nebbia lo avrebbe celato.

La figura bianca lo raggiunse con passo pesante, il suono metallico era dovuto a un enorme piccone che si trascinava dietro, facendolo artigliare il terreno. Non era bianco, era avvolto in una tuta bianca, come quelle che si usano nelle ricerche e le analisi di materiali altamente pericolosi o tossici; i suoi occhi erano coperti da occhiali di protezione, ma il vetro non era scuro, era debolmente illuminato di rosso. Qualcosa, all’altezza degli occhi, emetteva una luce rossa. E se fossero stati gli occhi stessi a illuminare il vetro di rosso? Da quale orrore si stava nascondendo? E perché si trovava in quello strano mondo?

Dalla disperazione Tommaso affondò le mani nelle tasche della felpa, come se il gesto potesse scacciare tutte le ansia. Quasi cacciò un urlo. Una larva era rimasta là dentro, viscida, viva, vomitevole.

Proprio in quel momento la figura misteriosa lo guardò. Si avvicinò lentamente.

Tommaso trattenne il respiro, con la larva che gli danzava nella mano sinistra.

Non lo vide, quindi si allontano verso il muro opposto, sollevò il piccone e con un lungo arco lo usò per spaccare a più riprese prima la vernice, poi l’intonaco e infine i mattoni. Aprì un varco nell’oceano grigio fuori e si immerse in esso. Scomparve.

«Hey! Guy, where are you?»

Era la ragazza!

Tommaso uscì dal suo nascondiglio e riconobbe la sua elegante e longilinea figura. Le corse incontro, seguendola infine verso uno strano macchinario. Non sapeva se l’avesse scorto prima, la sua mente era ancora piena di adrenalina, di terrore.

Lei lentamente gli prese una mano e la portò nella parte inferiore del macchinario, dove si trovavano gli ingranaggi. Era pieno di rotelline, oggettini a scatto che erano duri, incastrati. Immobili. Poi portò la mano di Tommaso sul proprio cuore, e infine su quello del ragazzo. Quindi, lo condusse alla finestra e gli indicò un punto nella nebbia.

Tommaso spalancò gli occhi e deglutì. Una grande porta metallica si stagliava in fondo, troppo grande perché persino la nebbia potesse nasconderla. Era di metallo, illuminata con delle fiaccole sospese. Era una di quelle porte elettrice, sicuramente.

E infine, la ragazza lo riportò al macchinario e gli rimise la mano sul petto di lei.

«Help us… Repair the machine… Save us, save yourself, save us from Them!»

Tommaso prima guardò la sua faccia sfocata, poi il macchinario e infine in direzione delle grandi porte. Se erano elettriche voleva dire che qualcosa le doveva attivare. E quel qualcosa doveva essere quel macchinario, sicuramente. Un urlo indistinto risuonò nell’aria. Tommaso guardò la ragazza ed esalò un ok.

La ragazza lo abbracciò e insieme si misero a lavorare.

Non sapeva se sarebbe uscito dall’incubo, ma sapeva che finalmente non era solamente manovalanza. Era parte di un gruppo. Con un obiettivo comune.

Vivere.

Ciao! Spero ti sia piaciuto! Se hai domande o consigli costruttivi, non avere paura di lasciare un commento! Se ti interessa, questo articolo potrebbe fornirti qualche risposta! Ciao!

Umanità

Madre Terra

Cosa facesti

Nell’era prima

Dell’umanità?

Ora la natura

Sta pagando

In questa epoca

Dell’umanità.

Senza zanne

Senza artigli

L’esemplare

Dell’umanità

Uccide, distrugge

Tutto e se stesso,

Non si riproduce

E non si strugge.

Sta in branchi

Strani e stronzi

Guidati dai ganzi

Dell’umanità.

Io non capisco

Cosa ci faccia

Un mostro tale

Con Madre Terra…

Moriremo perché

Una soluzione

Non ce n’è,

Al problema

E poi morti

In città e villaggi

Alla fine saremo

Animali saggi.

Le mie letture 2020

Buongiorno e buona fine dell’anno! Anche quest’anno è passato tra scleri vari e ansie da sessioni universitarie; tuttavia, la costante che è rimasta è la lettura! Quindi, come molti blog di lettura hanno già proposto o proporranno, ecco la mia lista di libri che ho letto durante l’anno.

Questa lista la potete anche trovare qui, sul mio secondo blog, dove potete trovare pure le recensioni dei libri. Tratto solo però di raccolte, romanzi e saggi; niente graphic novels o fumetti di sorta o testi universitari.^^

LIBRI CHE MI SONO PIACIUTI.

  • Superman & Co. Un interessante approfondimento sui media del fumetto, del cinema e della televisione e il loro linguaggio per capire come le storie supereroistiche sono state proposte nel tempo.
  • Keep calm e guarda un film. Raccolta di recensioni e curiosità sui grandi classici moderni.
  • The Little Book of X-Men. Storia editoriale e collezione delle più grandi copertine dagli albori fino ai giorni nostri.
  • Diario di una vera stronza. Commedia molto divertente ma che può non piacere, la protagonista può risultare antipatica (ma si sa, tra stronzi ci si capisce).
  • Thor e il potere del Mjolnir. Ancora non ho capito se sia una traduzione o un riarrangiamento moderno di una leggenda nordica; tuttavia, è una bella introduzione a quel mondo.
  • Stop-Motion, la fabbrica delle meraviglie. Lo ho adorato, pieno di fotografie e spiegazioni, lo ho pure citato come una mia fonte in alcuni miei post.
  • Il Diavolo veste Prada. Esilarante commedia che ha ispirato il celebre film.
  • Il Dominatore delle Tenebre. Ne parlai sul blog anche qui.
  • Manuale del film: linguaggio, racconto, analisi. Ci misi mesi a leggerlo ma lo raccomando perché è chiaro e fornisce un’ottima infarinatura generale.
  • La coppa di cristallo e altri racconti. Ne parlai sul blog qui.
  • Le nebbie di Avalon. Bellissimo romanzo ispirato ai cicli arturiani.
  • Streghe, Esseri fatati ed Incantesimi nell’Italia del Nord: La magia popolare delle saghe italiane dagli Etruschi all’800. Interessante trattato saggistico sulle tradizioni italiche e sulle figure da esse omaggiate con le preghiere precristiane e pagane.

LIBRI CHE NON MI SONO PIACIUTI.

  • Racconti di uomini e fantasmi. Alcuni racconti erano belli, ma altri seppur corti erano lenti, noiosi e se si salvavano si rovinavano in finali osceni. Bocciata, pur non essendo lunga mi è durata due mesi perché mi toglieva la voglia di vivere.
  • Sospetto di magia. E’ un casino, vi consiglio di leggere la mia recensione accurata che trovate a inizio pagina al link in grassetto perché è un libro veramente complicato.
  • Cuore Nero. Romanzo con troppi punti di vista e alla fine troppo uso di funghi allucinogeni da parte dell’autore, creando un finale campato in aria.
  • La carezza della paura. Stupido libro senza un arco narrativo di maturazione e con un finale che non è un finale che dimostra quanto stupido e immaturo sia il protagonista.

Bene, questa è stata la mia cronologia di letture. Le vostre quali sono state? Ditemi nei commenti se conoscete alcuni dei libri che ho elencato, soprattutto quelli brutti se vi sono piaciuti. Ciao, vi auguro un divertente ultimo dell’anno e un felice 2021!

PS… se volete qui c’è anche la lista dei libri letti nel 2019: https://austindoveblog.wordpress.com/2020/01/04/letture-del-2019/

GDR e scrittura

Buongiorno, per chi non mi conosce sono Antonio e sono un grande fan dei Pokémon; qui, sul mio piccolo blog, ho anche creato un’intera raccolta di post su questo argomento, questa qui. Un’altra mia passione è la scrittura, motivo per il quale anni fa iniziai con scarsi risultati questo mio angolo di relax; ovviamente, potete trovare tutti i miei racconti qui e qui.

A unire queste mie passioni è stato il GDR, soprattutto quello offerto dal forum Pokémon Dark, di cui ho anche parlato qui. Nel forum diversi anni fa iniziai prima il GDR ispirato a Mistery Dungeon e poi, dopo qualche mese, pure quello ispirato ai vari capitoli della saga principale dei videogiochi Pokémon.

Devo ammettere che all’inizio interagire con la direzione di un’altra persona lo trovai abbastanza limitante: infatti, potevo solo scrivere le riflessioni e delle azioni minori, mentre le descrizioni e la narrazione venivano spiegate dal mio moderatore. Mi chiedevo come potessi scrivere la mia avventura se non potevo scegliere come viverla; solo dopo capii che le cose stavano diversamente da come le avevo intese io.

Il GDR è una narrazione creata da un moderatore che lui stesso ha creato il mondo, i personaggi e gli eventi da vivere. Il giocatore è solo un ospite e progredisce nella narrazione solo grazie alle proprie scelte in un mondo totalmente gestito dal moderatore.

Questo GDR mi ha aiutato senza dubbio a creare una maggiore linearità nei miei racconti, a concentrarmi sulle ambientazioni e sulla creazione dei personaggi: infatti, all’inizio riuscivo a scrivere solo cortissime Poképasta mentre riflettendo e interagendo con altre persone sono riuscito a scrivere anche un racconto di qualche pagina mio e originale. Leggere le descrizioni altrui, capire il filo conduttore secondo il quale il narratore procedeva e scegliere le modalità altrui che apprezzavo da quelle che mi facevano storcere il naso mi hanno aiutato; passivamente ho assimilato molte informazioni, molte più di quante ne avessi recepite solo ‘leggendo’ libri perché attivamente potevo commentare i loro errori di distrazione (non sono l’unico giocatore del forum ovviamente) e rendere il più accattivanti possibile le mie poche narrazioni.

Se volete, qui potete trovare un incipit a una missione del GDR, risale a tre anni fa. Qui vi saluto, spero di non aver fatto troppo scompisciare dalle risate chi i libri li vende. Ciao!!

Le nebbie di Avalon vs Merlin

Dopo aver letto Le nebbie di Avalon, ho pensato fosse naturale confrontarlo alla serie televisiva Merlin: infatti, entrambi hanno reinterpretato le leggende del ciclo arturiano ponendo tematiche diverse dalle battaglie epiche e riuscendo a ricreare un mondo fantastico unico nel suo genere.

Di cosa parla Le nebbie di Avalon?

Le nebbie di Avalon parla della vita di Morgana, una sacerdotessa dell’antica religione, religione che era fiorente prima dell’avvento del cristianesimo nel territorio britannico ma che dopo secoli, o anche millenni, vede i propri culti sfioriti.

E di cosa parla Merlin?

Merlin tratta le avventure di un giovanissimo Merlino mentre serve e protegge il futuro erede di Camelot Arthur Pendragon, tenendo nascosta la sua magia perché il re Uther ne proibisce l’uso con la minaccia della pena di morte.

Quali sono le tematiche delle due opere?

Le nebbie di Avalon tratta di tematiche più legate al periodo storico in cui è ambientato, cioè allo scontro di religioni a cui la diffusione del cristianesimo ha portato in molti territori una volta caratterizzati dai propri culti; Merlin, invece, vede lo scontro classico e topico del bene contro il male, arricchito però anche dalla lotta per il diritto di identità.

Com’è costruito il mondo delle rispettive opere?

Merlin mi ha sempre dato l’impressione che Camelot fosse una città-stato in un mondo totalmente differente da quello britannico: infatti, a pensarci bene, si parla spesso di re limitrofi, mostri, labirinti e di territori desertici o artici, ovviamente molto diversi da quelli reali; comunque, i palazzi e i costumi sono molto curati, anche se gli esterni di Camelot spesso ne amplificano la modestia come dimensioni del regno.

Le nebbie di Avalon, invece, abbraccia l’intero territorio britannico e ha una narrazione molto cosmopolita, anche perché i protagonisti sono visti spesso viaggiare da una corte all’altra. Il mondo è narrato come se nel nostro medioevo la religione concedesse la magia ai propri sacerdoti: infatti, il mondo è realistico e ben descritto, non esistono esseri mostruosi (a parte il drago di Lancillotto) e la magia è asservita alla religione.

Cosa è stato cambiato in ciascuna opera?

Merlin vede le vicende del ciclo arturiano rielaborate in tematiche per ragazzi e in un senso di moderna accoglienza: Merlino è giovane, Ginevra è una cameriera della regina che fa carriera, Morgana è la figlia di Uther, Mordred è un druido non imparentato con i Pendragon e molti cavalieri della Tavola Rotonda vengono inizialmente presentati come non nobili. Qui a scatenare i conflitti tra Arthur e Morgana è il fatto che lei sia una strega quando nel regno esserlo apertamente vuol dire morte certa.

Le nebbie di Avalon riprende fedelmente le vicende del ciclo arturiano in chiave romantica e storicamente attendibile, ponendo la narrazione da un punto di vista femminile: tanti intrighi di corte, piani politici, ma mai nessuna guerra perché all’epoca le donne non combattevano; invece, a riempire la storia c’è la lotta religiosa. Le più grandi differenze con il materiale di partenza sono legate alla modificazione dei legami di parentela e al fatto che i conflitti non sono dovuti a brame di potere ma a promesse politiche non mantenute, con una Morgana non negativa ma estremamente tragica.

Quindi quale preferisco?

Se non si fosse capito preferisco il romanzo Le nebbie di Avalon perché leggerlo mi ha fatto notare quanto il regno di Camelot nella serie televisiva fosse piccolo e poco approfondito. Nel romanzo, invece, anche grazie a una narrazione per adulti, gli impegni politici e le tragedie personali sono molto più gravosi rendendo una storia topica e per molti (viste le continue relazioni amorose in primo piano) noiosa sempre accattivante e piena di spunti di riflessione.

Voi invece cosa ne pensate? Avete visto la serie o letto il romanzo? Avete qualche altra opera ispirata al ciclo arturiano da consigliarmi? Ditemelo nei commenti, ciao!

L’orrore della primavera

Un tempo una fata, Ver, si aggirava leggiadra sulla Terra. Al suo passaggio le piante si inchinavano, gli animali si prostravano e l’aria diventava pepata e petalosa. Lei era la fata della terra. Il suo potere era carnale. Impersonava il lato selvaggio dell’umanità.
Un giorno, questa terribile quanto passionale fata comparve davanti a un uomo. Egli era spaventato ed eccitato allo stesso tempo. Era quello l’effetto che lei faceva agli umani. La sua sensualità era troppa per quelle infime creature. I suoi dolci occhi di miele lo squadravano sensuali, mentre si avvicinavano a quelli del vecchio. Ella portava con sé uno scrigno d’oro. Si aspettava una frase sussurrata da quel sindaco. Ma niente. Depose il contenitore prezioso tra le sue mani tremanti. Quando l’uomo lo aprì, rimase sconvolto nel trovarci un cuore umano. Il suo volto si deformò dall’orrore quando vedendolo pulsare, notò che dal proprio petto non proveniva alcun battito.Mentre il vecchio si accasciava a terra lei se ne andò leggera. Disse solo cinque parole: domani prenderò tutti gli altri.
E scomparve in una nuvola di petali di rosa.

L’orrore della primavera ebbe inizio con l’avvistamento da parte di una coppia di una fanciulla eterea distesa in mezzo a un campo di fiori. L’uomo la guardava troppo intensamente. La ragazza gli sorrise e aprì le gambe. Il giorno dopo quella coppia fu ritrovata in stato di putrefazione, riconosciuta solo per l’esame delle ossa. La polizia presunse che la donna avesse ucciso il marito con il forcone in uno scatto d’ira e poi si fosse suicidata.
Quei due cadaveri furono i primi di una lunga serie, tutti caratterizzati dall’assenza del cuore tra i resti dei cadaveri.
Il secondo gruppo si trovava dentro a un canile. Tutte le gabbie e le porte erano aperte. Il detective James Glahan dai nastri vide una ragazza sensuale camminare leggera tra i corridoi, accompagnata dal direttore. Lei gli rivolse un provocante sorriso mentre lui apriva estasiato tutte le gabbie, schiacciando un bottone d’emergenza. Quindi egli si posizionava in ginocchio insieme a tutti gli altri e felice si lasciava sbranare dai cani e dai gatti. L’ultima sequenza mostrava la ragazza china a raccogliere i cuori dalle carcasse. Scomparve.
Il canile fu ritrovato in evidente stato di abbandono. L’erba aveva cominciato a crescere sui tetti e negli interni. L’edera ricopriva ogni parete. Solo la sala della sorveglianza era sopravvissuta alla distruzione dei macchinari. E dire che la giovane aveva guardato dritto nell’obiettivo della telecamera! Sorridendo dolcemente!
La polizia si rese conto che c’era una scia di morte: tutto era cominciato dalla coppia di contadini, poi l’azione si era spostata al canile e infine si era conclusa in un laboratorio, in cui erano stati distrutti tutti i macchinari di ricerca e i dati dei risultati.
Il particolare più inquietante era che la distruzione del villaggio era avvenuta tutta in poche ore. Tutte risalenti al giorno prima dell’arrivo della polizia e dell’FBI.
Le strade erano devastate dalla vegetazione. Che avevano inglobato i resti putrescenti della popolazione, tutta dal primo all’ultimo, riversa sulle strade. Tutti senza cuore. Come il sindaco prima di loro.
Nemmeno un animale era stato rinvenuto nell’arco di molti chilometri. Tutti scomparsi. Ma non i segni dei loro attacchi agli abitanti di quel villaggio. Erano state trovate sulle carni dilaniate perfino punture di formiche e di bombi. Qualsiasi animale aveva dato il suo contributo. E poi era sparito.
L’ultimo assalto avvenne in un laboratorio militare, celato da un anonimo villaggio di piccole dimensioni. Non dava nell’occhio. Anche là le autorità trovarono un massacro: tutti uccisi e privati del loro cuore. Anche in quel caso, a spiegare l’accaduto furono i nastri di sorveglianza. Essi mostrarono una ragazza libidinosa e di straordinaria bellezza aggirarsi leggera tra i corridoi scortata da due militari armati di mitra. Decisa andò nei sotterranei dove distrusse tutti i macchinari di ricerca . Poi sussurrò sensuale ai due assassini, due giovani ufficiali, di suicidarsi. Come al canile, scomparve in una nuvola di petali di rosa, dopo avere raccolto tutti i cuori. Dal primo all’ultimo.
Nessuno seppe spiegarsi nulla.
La natura si era svegliata e, furiosa per come l’umanità stava trattando le sue creature, si era fatta giustizia ammonendo quelle bestie immonde che si facevano chiamare umani. Solo chi era senza colpe fu risparmiato.

E tu, rispetti la natura?

Fonte

Il Diavolo veste Prada, le differenze tra il libro e il film

Chi non ha mai visto Il Diavolo veste Prada?

Il Diavolo veste Prada è uno di quei film che ti rasserenano la giornata, tu lo vedi trasmesso in televisione e dici “Sì, lo voglio vedere” perché, alla fine, la struttura del film è quella della fiaba e tu guardandolo lo capisci: nella sua normalità, la protagonista realizza i propri sogni di carriera riuscendo nel lavoro che tutte vorrebbero ma, capendo saggiamente di ricercare altro, si licenzia trionfalmente con un sorriso sulle labbra. Ti mette il buon umore e ti fa sognare!

Lei dal nulla ottiene non solo successi sul lato lavorativo per botte di culo ma anche un possibile lieto fine con il suo fidanzato… LOL!

Dopotutto…

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Ma cos’è che rende tanto grande il  film mentre il libro è una delle tante commediole su carta trovabili facilmente nelle librerie a prezzi scontatissimi? Scopriamolo con un’attenta comparazione ricca di spoiler!

Il film si discosta enormemente dal libro sia per la struttura di narrazione sia per i personaggi che i due titoli hanno al loro interno. Ma prima di confrontare le due strutture narrative, meglio confrontare i personaggi.

I personaggi del libro 

Andy. Bellissima bionda protagonista con aspirazioni da giornalista in entrambe le opere, nel libro pian piano entra nel mondo lavorativo instaurando diverse sinergie e alleanze con i lavoratori dei negozi a cui si rivolge per le ordinazioni di Miranda, dimostrando diverse capacità di comunicazione. Interessante è il fatto che  nel libro è chiaro come il suo lavoro dia più prestigio che guadagni: infatti, lei proviene da una famiglia molto ricca, non ha mai lavorato prima e il primo appartamento con cui va a convivere con due coinquiline è semi-pagato dai genitori; in pratica, quello è un posto di lavoro pensato per gente ricca per permettere a loro di fare gavetta e introdursi negli ambienti giusti prima di un vero lavoro ampiamente remunerato (infatti, è molto più giovane di Anne Hathaway nel film).

Miranda. Miranda nel libro è una stronza acida e pignola, ma anche estremamente leale: infatti, pur atteggiandosi da diva e pretendendo la perfezione dagli altri, rimane sempre di parola. Non cerca mai di affidare ad Andy incarichi impossibili solo per vederla fallire e licenziarla in tronco ma anzi le permette di usare il biglietto di prima classe per l’America dopo che Andy si fa licenziare a Parigi! Ha gusti difficilissimi, ha una boccaccia e sfrutta le sue assistenti come se fossero schiavette personali. Una volta, un cuoco si era permesso di prepararle una cotoletta al posto di una bistecca semi-bruciata come voleva Miranda e poi lei, stizzita dalla presa di posizione del cuoco, ha obbligato Andy a insultarlo per telefono fornendole gli insulti in real time…

La migliore amica. Lily è una ragazza che studia lettere e con chiari problemi di alcolismo; sarà lei a causare il licenziamento di Andy e sarà sempre lei a causare la rottura del fidanzamento di Andy. Il suo personaggio secondo me serve per mostrare come le due si allontanino perché Andy viene fagocitata dal proprio lavoro tanto da non rendersi conto della sua amica Lily, tanto alcolizzata da tradire i morosi e superare i limiti per i lavori universitari!

Il fidanzato. Alex è un insegnante ed è molto affettuoso con lei, spingendola molte volte all’esame di coscienza. Interessante è che se nel film i due hanno un riavvicinamento, nel libro i due si lasciano a causa del coma di Lily e del rifiuto di Andy di andare al capezzale dell’amica: infatti, la loro relazione finisce con la protagonista che scrive un articolo su come lasciare la persona che si ama ma con cui si condivide ormai poco.

I PERSONAGGI DEL FILM

Andy. Aspirante giornalista dalla brillante carriera universitaria, viene presentata come una ragazza che si prende troppo sul serio per badare alla propria estetica; se all’inizio non riesce ad apprezzare il mondo che l’ha accolta, pian piano grazie alle giuste conoscenze e i propri sforzi che si trasformano in successi inizia a capirne le potenzialità. Fidanzata e piena di amici di vecchia data, pian piano diventa sempre più indipendente perché il lavoro rivela un suo lato che prima non conosceva e che la fa allontanare da tutti verso lidi più sfarzosi e mondani.

Miranda. Miranda è una diva del mondo della moda, infatti il suo volto viene mostrato nel suo territorio di caccia: appena fuori dall’ascensore che la trasporta in ufficio! Iconica, pretenziosa, sarcastica ma anche leale e meritocratica, questo Diavolo ha un carisma che alla versione cartacea manca; sono riusciti a crearle anche delle gestualità tipiche (basti pensare all’arricciamento delle labbra) mentre Meyl Streep crea delle espressioni che mostrano sdegno e altezzosità meglio di mille parole.

La migliore amica. Se nel romanzo Lily è un personaggio fondamentale per mostrare il progressivo allontanamento dagli amici e dalle proprie responsabilità, qui l’amica è una gallerista inquadrata pochissimo e mai da sola con Andy nella scena. In pratica, la si vede solo per mostrare quanto gli amici della protagonista non prendano sul serio le responsabilità a cui è sottoposta e per evidenziare quanto Andy sia cambiata durante quei pochi mesi. Personaggio dimenticabile.

Il fidanzato. Nate è un cuoco e convive con Andy in un piccolo appartamento; di lui viene mostrato veramente poco, perlopiù nelle sue scene c’è un graduale deterioramento del rapporto, causato anche da una poca comprensione verso Andy e verso il lavoro che lei svolge. E poi, se nel libro Andy viene lasciata perché non va a trovare l’amica in coma, nel film lui lascia perché sono troppo diversi!

Le differenze tra il libro e il film negli eventi

Il Diavolo veste Prada, tra il libro e la sua celebre trasposizione cinematografica, ha numerose differenze non solo di personaggi ma anche di eventi! Possiamo dire che se il libro ha una narrazione lineare in cui le giornate lavorative si susseguono con Andy che pian piano si adatta al nuovo lavoro scoprendone anche i pregi, il film invece punta a creare una fiaba, un percorso in cui Andy supera le prove fino a capire cosa vuole veramente.

Quindi, ecco le principali differenze che ho notato:

1)Andy nel libro viene arruolata tra le assistenti di Miranda dalle risorse umane e conosce la direttrice solo dopo qualche settimana; ciò le dà modo di creare da subito un rapporto poco d’amore tra lei e Emily (la prima sempre fuori dall’ufficio per commissioni con la possibilità di staccare, la seconda sempre seduta a riposarsi ma anche a stressarsi con le telefonate). Questa prima parte è molto importante nel libro perché ci fa capire, nel film meno, come Andy sia costantemente bombardata di telefonate da parte di Miranda.

2)Se nel film la scena delle gonne mostrava una Andy al suo primo giorno di lavoro che non capiva cosa fare, nel libro la scena ha una funzione diversa: infatti, Andy riceve l’ordinazione da Miranda quando quest’ultima è in viaggio e sono i brand di moda stessi a fornire spontaneamente capi per dimostrarle la loro lealtà e gratitudine di averli presi in considerazione; quindi, il focus (nelle prime cento pagine del libro) è teso a mostrare quanto Miranda sia influente nel mondo della moda.

3)Andy non deve trovare il sequel di Harry Potter con la minaccia implicita del licenziamento come nel film, ma nel libro invece è solo una delle tante commissioni di cui viene incaricata; inoltre, non la risolve grazie al suo amico scrittore ma grazie a un’amica proprietaria di una libreria per bambini.

4)Andy non inizia a vestire secondo la moda per dimostrare di tenere al suo lavoro, ma perché dopo mesi di collaborazione Miranda le fa un cazziatone sul suo essere una delle rappresentanti della rivista e che quindi deve vestire in modo decente; inoltre, non le vengono prestati vestiti, ma possiede uno sconto sulle principali catene di moda.

5)Andy non viene lasciata dal suo ragazzo perché è sempre al lavoro o inizia ad avere gusto per il mondo della moda (infatti, a Parigi veste solo seguendo una scaletta di abbinamenti preparata dai suoi colleghi della rivista) ma perché Andy si rifiuta di tornare a casa dopo che la sua migliore amica è entrata in come dopo un incidente automobilistico.

6)Se nel film si creava un parallelismo di comportamento tra Andy e Miranda per come la protagonista accetta di andare a Parigi, nel libro invece Andy è quasi costretta ad andarci perché Emily è malata di mononucleosi; quindi, la scelta morale di dover scavalcare qualcuno per il successo non perviene e il tutto ha un significato molto diverso.

7)Il licenziamento nel film è una presa di coscienza avuta da vincente a Parigi con Miranda che si complimenta con lei; nel libro, invece, il licenziamento è rivelato da una telefonata di Emily che la avvisa da parte di Miranda, esattamente tre minuti dopo che Andy aveva dato della stronza e sfanculato la capa in mondovisione a una sfilata di Parigi.

8)Come ultima differenza importante a livello di trama, nel film Andy ottiene il suo primo lavoro come giornalista con una raccomandazione di Miranda, che dopotutto è disponibile a riconoscerne le potenzialità. Nel libro, invece, Andy ottiene il nuovo posto di lavoro grazie ai propri scritti che vengono ritenuti brillanti dalla direttrice di una rivista di minore importanza.

CONCLUSIONI

Eccoci alle conclusioni! Dopo questo breve viaggio tra libro e film, capiamo che Il Diavolo veste Prada vede due opere mediatiche molto differenti a seconda del media: se il libro racconta la vita lavorativa di Andy e di come lei si abitui ai nuovi ritmi e inizi a scoprire cosa vuole, il film è una fiaba con degli ostacoli e delle prove da superare di varia natura.

Personalmente, preferisco il film ma leggere il libro, che chiaramente è la fonte d’ispirazione per la trasposizione cinematografica, è stata una lettura molto piacevole e divertente.

PS: nel film Miranda è totalmente diversa da com’è descritta nel libro perché l’autrice era stata criticata per aver fatto assomigliare il personaggio troppo alla celebre Dame Anna Wintour (l’autrice era stata una sua assistente per un anno circa).

Nel libro Andy è una bionda di fuoco! Ve la immaginate diversa dalla bella Anne Hathaway?

Buon compleanno Stephen King!

Buongiorno, come ho scoperto da lidi più aggiornati dei miei, oggi è il compleanno di uno dei grandi scrittori del nostro tempo: Stephen King!

Quindi, per omaggiarlo e anche per portare un pelino d’acqua al mio mulino (ricordiamoci che non è l’unico a compiere gli anni oggi) ho deciso di pubblicare anche io un recap su tutti i post pubblicati su di lui finora; tutti con un piccolo commento che introduce ai post!

Cominciamo con…

I post su It:

It, il romanzo! Mi ricordo che impiegai mesi a leggerlo e a tratti ero pure infastidito dalle mille mila descrizioni di personaggi che morivano la pagina dopo! Ma è un grande libro.

It, la miniserie televisiva. Personalmente la preferisco ai due remake perché riesce a trasmettere una migliore dei personaggi e a creare l’orrore più sulla corruzione della cittadina e piccoli dettagli piuttosto che con mille jumpscares.

– It, il remake . Carino, secondo me con la tecnologia attuale avrebbero potuto puntare più sull’orrore che sul terrore con un clown che spunta urlando come un pazzo; sarebbe potuto essere meglio ma il lavoro lo porta a casa alla fine.

– It, il sequel del remake. Questo film invece è ingiustificabile, non è fedele al libro e rende il primo capitolo inutile: che serve aver mostrato le avventure dei ragazzi nel primo film se poi tornano a mostrarli in questo, con gli elementi da ricordare girati apposta qui??

– Il confronto tra It e Il colore venuto dallo spazio, in cui rifletto sulle similitudini che accomunano due celebri autori, l’uno ispirazione dell’altro.

I post su Pet Sematary:

Pet Sematary, il libro. Bellissimo libro sul lutto e la perdita; il tutto però all’epoca lo trovai leggermente morboso: infatti, la narrazione sembra soffermarsi in maniera crudele sul dolore della povera famiglia protagonista

Pet Sematary, le trasposizioni cinematografiche. Breve post in cui parlo delle due versioni; com’è facile intuire preferisco di gran lunga quella più vecchia, mentre il remake è brutto forte.

Pet Sematary, la prima trasposizione. Bellissimo film che mi ha colpito per come sono riusciti a mostrare l’ombra sinistra del cimitero vivente e di come siano facilmente riconoscibili gli esseri rianimati.

Inoltre, sul mio blog ho pure condiviso una bellissima recensione di The Shining mentre ho citato It innumerevoli volte nelle mie liste (troppe da riportare tutte). Pur avendo letto anche Carrie, il romanzo manca sul mio e mi dispiaccio enormemente di ciò; ma mi dispiacerà ancora di più se non mi farete gli auguri di buon compleanno.^^

Ciao, ci vediamo il 24! Secondo voi ho trattato Stephen King abbastanza sul mio piccolo blog o mi mancano titoli importanti?

Da che film è tratto questo bel gattone?

Somiglianze tra It e Il colore venuto dallo spazio

Buongiorno, oggi desidero condividere con voi una riflessione che feci mesi fa quando lessi la raccolta di racconti di Lovecraft, intitolata Il Dominatore delle tenebre: quanto c’è di queste tematiche in Stephen King?

Secondo me, i due autori sono conosciuti entrambi per essere prolifici, creatori di mondi e universali nel loro pubblico grazie a mitologie affascinanti, mondi condivisi nelle proprie opere e tematiche imprescindibili. Entrambi, inoltre, attingono a una cultura orrorifico-fantastica già presente al momento della loro ispirazione ed è risaputo che King abbia preso Lovecraft come una delle sue fonti per l’ispirazione.

Ora, facendo spoiler, desidero condividere con voi una serie di confronti e riflessioni per capire quanto King sia stato ispirato dal nostro idolo!

LE TRAME DELLE DUE OPERE

Il colore venuto dallo spazio parla della corruzione di una tranquilla famiglia causata dal risveglio di una potente creatura mistica venuta dallo spazio; questa creatura pian piano entra in parassitismo con l’ambiente circostante svuotandolo della sua energia e contaminando le colture e gli animali, umani compresi. Il colore venuto dallo spazio è un interessante racconto il cui nome si basa sul colore che caratterizza questo mostruoso alieno, di cui non viene mai mostrata la reale forma, e che pian piano permea tutto l’ambiente che il mostro infetta.

It invece è un romanzo con protagonista un bambino il cui fratello è stato ucciso da un essere misterioso; procedendo con la lettura si scopre che la creatura è un alieno caduto sul territorio su cui si erge la cittadina Derry millenni prima che essa stessa esistesse, e che pian piano è entrato in simbiosi con essa. Qui a essere corrotti non sono gli animali o le colture ma gli abitanti di Derry: infatti, all’anno spariscono decine di persone a causa della violenza e del mostro ma nessuno sembra farci caso mentre la città continua a innalzarsi sulle altre sempre più florida; è chiaro che è il mostro che la alimenta in cambio di vittime e violenza.

SOMIGLIANZE TRA LE DUE OPERE

La prima somiglianza che ho trovato è che le due creature non sono originarie di questo pianeta ma vi sono precipitate all’interno di un asteroide che impattò sulla superficie terrestre, lasciandole libere di adattarsi e prosperare a spese delle specie indigene.

Entrambe le creature sono amorfe, non vengono descritte come esseri aventi un corpo fisico e immutabile ma invece sono narrate più come essere trascendenti, più legate al piano astrale che a quello immanente; capaci di cambiare forma a seconda dell’esigenza e descrivibili come un’insieme di energia.

Un altro punto in comune è il pozzo. Se la creatura di Lovecraft c’era legata perché è sbocciata in esso e quindi in grado di contaminare tutta la falda acquifera dell’ambiente circostante, It invece ha i pozzi come sua forma vera. Interessante che in entrambe le opere questa figura esista seppur in contesti differenti.

Ultimo punto di contatto è uno più ampio che ho già trattato diverse volte: entrambe le creature influenzano l’ambiente circostante, sono legate sia alla geosfera sia all’idrosfera e anche all’atmosfera. Potremmo dire che sono legate all’antroposfera, vedendo anche come riescono a influenzare gli uomini, e che una volta lasciato l’ambiente che le ha accolte non lasciano più nulla di vivo. Un po’ come stiamo facendo noi con la nostra Terra, vero?

SIMBOLOGIA DEL POZZO

Il pozzo riveste un carattere sacro in ogni tradizione: esso realizza una sintesi dei tre ordini cosmici (cielo, terra e inferi), di tre elementi (l’acqua, la terra e il vento), è una via vitale di comunicazione. Il pozzo è esso stesso una sintesi cosmica: infatti, considerato dal basso è un cannocchiale astronomico gigante, puntato dal fondo delle viscere terrestri sul polo celeste.

Inoltre, il pozzo è il simbolo dell’abbondanza e della sorgente della vita, soprattutto per i popoli per i quali le acque sono fonti di miracoli. Oppure, per altri popoli, il pozzo è simbolo di dissimulazione e della nuda verità.

CONCLUSIONI

Le due opere hanno sicuramente legami che le uniscono ma sono anche differenziate da linee narrative totalmente diverse e da modi di vedere le creature differenti: infatti, basti pensare che quella di Lovecraft instauri una sorta di parassitismo mentre quella di It sia un simbionte e che quindi offra pure dei vantaggi. Quindi sono molto diverse. Per voi?

Fonte:

-Chevalier, J e Gheerbrant, Dizionario dei simboli: Miti, sogni costumi, gesti, forme, figure, colori, numeri, Trebaseleghe, BUR_Rizzoli, 2015

Parlando di alieni pericolosi, questo è un videogioco molto divertente di puzzle e strategia

The Old Guard tag

Buongiorno, oggi propongo una tag a suo dire “originale”, che deriva da una tag veramente originale: quella creata da Alix! La sua proposta era una booktag pensata per omaggiare il film Netflix The Old Guard ma io, leggendo abbastanza ma non ricordando mai dettagli come autori, case editrici o personaggi particolari, non riuscivo a rispondere alle sue domande; scherzando, mi ha proposto di rifarne una mia versione e io ho accettato!

Quindi, ecco qui le stesse però commutate per qualunque mezzo mediatico (film, libri, videogiochi, canzoni e anche fumetti)!

Ecco le domande:

  1. Andy: un’opera con il personaggio principale cinico, senza grandi aspettative (bonus point se scegliete un classico!);
  2. Joe: un’opera con una svolta o una sotto-trama inaspettatamente romantica;
  3. Nicky: un’opera con un/una protagonista pronto/a a fare di tutto per proteggere la propria famiglia e le persone che ama;
  4. Nicky+Joe: l’opera LGBTQ+ più bello che avete mai avuto il piacere di scoprire;
  5. Booker: un’opera che parla di famiglia e di morte;
  6. Nile: un’opera di debutto non perfetta ma che rivela un grandissimo potenziale;
  7. Copley: un’opera con un personaggio che si batte per correggere i propri errori;
  8. Merrick: un’opera con un personaggio crudele eppure infantile;
  9. Quynh: un’opera con un personaggio che abbraccia il proprio lato oscuro;
  10. Lykon: un’opera di cui non si parla abbastanza;
  11. Temi: Family of Choice, un’opera con una ‘famiglia scelta’;
  12. Temi: un’opera sulla perdita;
  13. Temi: un’opera sull’immortalità;
  14. Temi: un’opera sulla solitudine;
  15. Temi: un’opera sulla giustizia;

E quindi, senza indugi, ecco qui le mie risposte:

  1. Come risposta mi viene in mente il protagonista di Canto di Natale, un vecchio scorbutico inaridito a cui tre fantasmi del Natale fanno visita per far breccia nel suo vecchio cuore cinico! Come media, dico una delle tante trasposizione dell’opera letteraria (anche se il cartone della Disney regna sovrano);
  2. Inaspettatamente? La vedo difficile… Potrei interpretare “romantica” come parte di quell’esaltazione delle emozioni e dei sentimenti, tipici della corrente artistica del romanticismo, con il bellissimo film Mother! interpretato dalla sempre splendida Jennifer Lawrence: un grande accumulo di angosce e paure, ansie e orrore fino al rogo purificatore di nuova vita.
  3. Come non citare The night Before? Secondo me lo conosco solo io ma è proprio carino e parla di un giovanissimo Keanu Reeves che viaggia un’intera notte per cercare nei sobborghi malfamati della sua città la sua ragazza per il ballo, venduta per sbaglio a un trafficante di persone!
  4. Beh, qui è sicuramente I segreti di Brokeback Mountain. Esistono titoli più iconici?
  5. Recentemente ho guardato il film d’animazione Tarzan e devo dire che le sue tematiche si sposano con quelle di questa domanda, quindi indico lui.
  6. Baby One More Time, di Britney Spears: infatti, pur non dimostrando enormi doti canore riesce a catapultarla nello star system e renderla un’icona degli anni novanta!
  7. Bad Teacher, con la bellissima Cameron Diaz. Parla di una professoressa pigra e incapace che ad ogni sua lezione mostra film ai suoi allievi; solo quando scopre di un concorso di conoscenza tra le varie classi (per cui c’è in palio un premio) si decide a insegnare qualcosa ai suoi allievi. Purtroppo, ormai non sono più abituati…
  8. I bambini vampirizzati nella saga di Twilight: bambini neonati che vogliono solo giocare e se affamati di sangue, poiché eterni bambini incapaci di raziocinio, capaci di sterminare intere città solo per dissetarsi e divertirsi.
  9. Star Wars, trilogia prequel, Anakin!! Una delle più grandi tragedie su schermo divise in tre parti lunghe e ricche di azione. E una delle morti più tristi (quella di Padme ovviamente).
  10. Risposta ovvia. Il libro della Giungla, ma quello vero e non l’aborto della Disney. Credo proprio che quel libro debba essere letto da molte più persone perché contiene le tematiche più importanti del colonialismo; ma ormai chi mi legge questo lo saprà a memoria, vero?
  11. Una famiglia scelta? Allora rispondo con le Prescelte, le Charmed-Ones! Ovviamente mi riferisco a Streghe, famosa serie televisiva di cui sono un fiero fan.
  12. My Heart Will Go On, di Celin Dion o I Will Always Love You, di Dolly Parton.
  13. La scorsa volta per immortalità avevo detto Predestination, ora cito Dracula di Bram Stoker, un bellissimo film su questo non morto e pure dannato che dopo secoli di solitudine per il suo cuore ritrova finalmente la reincarnazione della sua amata.
  14. Lasciami Entrare, un film sui vampiri veramente struggente che vidi anni fa alle due di notte e che ricordo ancora. Stupendo!
  15. V per Vendetta, l’opera adatta per riflettere su cosa sia giusto e cosa sia vendetta. Se non l’avete vista la consiglio, veramente bella.

Finalmente abbiamo finito, ma come al solito nomino qualcuno. Se qualcun altro vuole provare però è sempre ben accetto.^^

Nomine:

E con questo, sono soddisfatto. Ciaone!^^