10 film con i morti viventi

Buongiorno!

Oggi torniamo all’elemento orrorifico con una lista contenente 10 titoli con i morti viventi, chiamati anche modernamente zombie. Questa lista come le altre è stata decisa dal mio pubblico tramite un sondaggio sul mio profilo austindove_blog98, per cui se non mi seguite là, fatelo presto.^^

Quindi, bando alle ciance: prima vi lascio un piccolo approfondimento sulla figura del morto vivente tratto dall’interessante guida ai film horror che ogni tanto uso come fonte, e poi alla lista effettiva!

[…] Ma il ritorno dei morti è forse ancora peggiore. E’ quasi il culmine dell’orrore. Il rianimarsi di un corpo e l’orribile miracolo necessario perché questo avvenga implicherebbero, infatti, la fine del mondo così come lo conosciamo. […] Molti film sui morti viventi non sono interessati né alla scienza né alla magia né alle cause che potrebbero portare il nostro universo verso la distruzione. Virus, macchie solari, rifiuti tossici: i motivi per cui i morti rivivono nelle pellicole più recenti sono intercambiabili e spesso liquidati in una sola battuta. Sono il sangue, le interiora e il terrore a guidare il racconto. […] Sono film che violano i corpi allegramente e in cui le persone sono fatte a pezzi come è fatta a pezzi la normalità. Nulla è sacro e non c’è alcun dio. […] Ci spingono a confrontarci con il nostro lato peggiore: ci mostrano il disfacimento di orribili zombi e quello di una società che si nutre di se stessa, convinta che i film sugli zombi cannibali siano solo intrattenimento…

Questa introduzione all’argomento secondo me ci fornisce numerosi spunti di riflessione ed esplicita come molte volte sono questi film ad avere le migliori tematiche politiche e sociali, come dimostrano i cult di Romero. Tuttavia, i film che ho raccolto io non sempre mostrano questo orrore ma invece stravolgono la simbologia del mostro per mostrare qualcosa di nuovo e poetico, mentre in altri la mattanza è assicurata!

L’alba dei morti dementi. Iniziamo con il botto! La trilogia del cornetto è un trio di film diretti da Edgar Wright e interpretati da Nick Frost e Simon Pegg e questo è il primo: una black comedy con molte situazioni surreali, molto sangue e un’invasione di non morti senza alcuna ragione ma mortifera. Io ovviamente ve lo consiglio, a una certa mentre uno moriva sono scoppiato a ridere, LOL.

Hotel Transylvania. Simpatico film d’animazione che riprende la mitologia gotica, ne ho parlato qui.

Nightmare before Christmas. Cult d’animazione, grande ospite del mio blog anche senza un suo articolo dedicato. Non è facile identificare gli zombi, ma sicuramente i protagonisti sono dei non morti e quindi rientrano perfettamente nella lista, come il 98% degli abitanti di Halloween!

Benvenuti a Zombieland. Vabbeh, il nome del film dice tutto. Commedia splatter d’azione, vede un gruppo di giovani (tra cui la mia adorata Abigail Breslin) in un mondo post-apocalisse e la narrazione li vede sopravvivere creando uno sbandato nucleo famigliare. Veramente carino come film.^^

Vita da vampiro. Incentrato sui vampiri, fanno un cameo anche altri mostri del mondo gotico; ne ho parlato qui.

Zombies-La vendetta degli innocenti. Tripudio di sangue, filmetto di serie B ma che ho apprezzato per ambientazione e svolgimento. Qui a vendicarsi sono i bambini morti in miniera decenni prima e, cosa che mi è piaciuta, uccidono tutti tranne i parenti; ha parti inquietanti ma ovviamente, avendo capito che la protagonista casualmente è imparentata con una bambina-zombi, la tensione cala perché sai che la risparmieranno.

Doom. Non c’è molto da dire, è il brutto film con The Rock. Invece, vi piacerebbe un confronto tra il film e i videogiochi?

Resident Evil. Questa è la celebre saga con Milla Jovovich, il primo era molto bello e pur cambiano l’ambientazione del videogioco rispecchiava la claustrofobia e i mostruosi esperimenti iconici della saga.

Zombie contro zombie. Capolavoro giapponese che unisce l’orrore al metacinema, non posso dire altro se non di guardarlo per non farmi scappare spoiler!

Trilogia di Resident Evil. Stupenda trilogia di film d’animazione digitale, la stessa usata nelle cutscene dei videogiochi, questa è sviluppata dalla Capcom (l’azienda di produzione dei videogiochi) ed è pensata come continuazione ed espansione delle trame dei videogiochi. Il più bello dei tre è il secondo, Damnation, perché mette veramente ansia e ha tematiche politiche molto interessanti. Ovviamente, non hanno niente a che fare con i live-action.

Ecco, siamo arrivati alla fine della lista. Conoscevate tutti i film citati? Siete rimasti sorprese dalle mie scelte? Purtroppo i capisaldi mi mancano (è difficile vedere un horror in casa mia) ma pian piano sto recuperando tutto.^^

Ciao e alla prossima!^^

Compagno di scrittura 🙂

Dark Shadows

Dark Shadows è un film fantasy a tinte horror diretto da Tim Burton e ambientato nel 1972; con un cast stellare che vanta nomi del calibro di Johnny Depp, Michelle Pfeiffer ed Eva Green, riesce a narrare con piacevolezza e interesse la lotta ideologica tra un vampiro e una strega nella modernità.

Se dovessi descrivere il film con due parole lo definirei un gotico moderno: infatti, Dark Shadows riesce a portare la mitologia gotica ai giorni nostri e facendo ciò riesce anche a elogiare i traguardi che la modernità e la tecnologia hanno portato con sé. Sono tanti i mostri che vengono citati, anche se ovviamente quelli di maggior spicco sono la Strega e il Vampiro. Interessante che tutti i mostri di Dark Shadows siano legati a una maledizione e che la vera perfezione stia nella natura umana.

A me Dark Shadows piace soprattutto per il cast, che riesce a regalare ottime performances (soprattutto il trio citato all’inizio), le scenografie e tutto il reparto luci e trucco.

Invece, la pellicola soffre terribilmente per la sceneggiatura di Seth Grahame-Smith che è caratterizzata sì dai temi cari a Tim Burton – solitudine, incomprensione, inadeguatezza alle esigenze – ma scivola anche su battute di dubbio gusto e situazioni al limite sorpassato del trash e del volgare, come più o meno tutto l’arco narrativo della dottoressa.

Credo che siano i personaggi femminili a farla da padrone: Eva racconta una donna crudele e cinica, incapace di amare e ossessionata, mentre Michelle offre agli spettatori una donna temprata dalla situazione e che cerca in ogni modo di proteggere la famiglia; si può dire che siano donne antitetiche. E poi c’è Barnabas, interpretato da Johnny Depp, che è ricordabile solo per gli omicidi o le sequenze con altri personaggi, perfino il suo linguaggio dopo un po’ diventa troppo ridondante!

Tim Burton ci regala una nuova fiaba nera che come tematiche mi ha ricordato l’inglese La famiglia omicidi, vecchio di sette anni rispetto a questa pellicola.

Ho notato alcuni errori di regia e luci che sommati a una sceneggiatura che a volte perde acqua allagando il tutto inficiano di molto il buon esito della storia; per fortuna, Dark Shadows è ambientato in un edificio sublime (ma che mi ha ricordato la casa di Haunting-Presenze), i truccatori e costumisti hanno fatto un ottimo lavoro e la desolazione di quell’ambiente martoriato dalle onde e dalla fotografia scura e gelida hanno conferito un’aria sognante e austera a quel mondo triste che piace al regista.

E a voi? E’ piaciuto? Lo reputate una trashata immane o lo salvate?

10 film sui fantasmi 3.0

Buongiorno amici del cinema paranormale, eccoci tornati ai 10 film sui fantasmi! Qui troverete film molto famosi, come due di Carpenter, e un gioiellino ispirato da una poesia di Tim Burton! Avete già qualche idea?

Bene, bando alle ciance, cominciamo!

1) The librarian 2 – Ritorno alle miniere di Re Salomone. Io sono sempre un appassionato di questa trilogia televisiva e questo film è interessante per i temi familiari e il mondo esotico che propone. Qui i fantasmi sono i guardiani di un’antica sepoltura che vengono riportati in vita per un rituale con il quale l’antagonista vuole fare i suoi scopi. Grande film a piccolo budget.

2) Grosso guaio a China Town. Un nome una garanzia, alzi la mano chi non lo conosce. Mi basta solo contestualizzare il tutto: qui il fantasma è il signore cinese, quasi un demone che cerca la sposa perfetta e trascende la sua forma umana negli sfarzi del suo palazzo!

3) The Fog. Ne parlai qui, leggi.

4) Nightmare before Christmas. A parte il fatto che a casa nostra si chiama Nightware before Christmas per problemi con l’inglese (ciao papino^^), questo capolavoro in stop-motion ci ha fornito un altro mostro della mitologia gotica. Finirà mai di sorprenderci?

5) Echi mortali. Grande film con Kevin Bacon (mi sembra che una mia follower-blogger lo apprezzi) riprende il concetto di Shining ambientandolo però in un thriller urbano. E c’è un fantasma che reclama giustizia.

6) Sei ancora qui. Thriller dimenticabile con Bella Thorne; dimenticabile, parla della gente che dopo un disastro vede i fantasmi delle vittime in una sorta di loop della loro ultima giornata.

7) Cruel Peter. Cosa si compra la Rai? LOL. Visto su Raiplay (e quindi andato in onda sulla rete nazionale) è un film ambientato in Sicilia e che riprende tutti i film di possessioni e persecuzioni spettrali ambientandolo al sud. Mah.

8) Solstice. Ennesimo thriller paranormale con la bella Amanda Seyfried (non protagonista), ambientato però in una palude. Non c’è veramente una storia di paura ma solo un fantasma scazzato che vuole giustizia, una gemella suicida e l’altra con la coda di paglia e un finale che ti fa dire: Come ho fatto a perdere il mio tempo?

9) La sposa cadavere. Rialziamo l’asticella della qualità tornando a Tim Burton. Grande commedia molto commovente sull’amore. Mi ha ricordato la canzone di Hunger Games: The Hanging Tree, che potete ascoltare su YT.

10) The woman in black. Film horror con Daniel Radcliffe che mi ha fatto prendere alcuni jumpscares grazie a un ambiente ben realizzato e l’utilizzo del cane in un film horror – no, il cane non muore. Mi dicono però che questo film sia una spanna sotto al capolavoro televisivo di qualche decennio fa; qualcuno mi sa rispondere?

Ecco. Siamo arrivati alla fine, e per la gioia dei miei followers ho fatto una lista che non fosse della spesa; certo, una lista del genere non va bene per quando ho poco tempo perché è quasi un articolo normale…

Li conoscevate tutti? Vi ho spinto a guardare qualcosa o il contrario? Fatemelo sapere, qui sotto vi lascio tre link interessanti e una cover di Marilyn Manson che potreste apprezzare. Ciaone burlone e alla prossima.^^

Link alla mia spiegazione della stop-motion: qui

Link alla seconda parte della lista: qui

Link alla prima parte: qui

DOOM2016

Buongiorno! Oggi torno a parlare del celebre franchise FPS di Doom, con il quarto capitolo della saga! Siate sinceri, quanto non stavate aspettando questa mia recensione da videogiocatore a videogiocatore?

Trama:

La base spaziale su Marte della UAC, azienda scientifica di esplorazione, è stata invasa dopo aver aperto i portali sull’Inferno per colpa della traditrice Olivia Pierce; toccherà al Doom Slayer, essere semidivino rinvenuto recentemente negli scavi all’Inferno e portato alla base marziana prima del disastro, eliminare i demoni e fermare l’invasione prima che i mostri raggiungano la Terra!

La trama è più complessa di quanto non possa sembrare, anche perché durante la partita è possibile collezionare degli archivi che spiegano il mondo e i personaggi mostrati per cui l’immersione nella narrazione è molto profonda; il videogioco inoltre offre splendide cut-scenes che fanno procedere la trama principale in modo semplice e mai confusionario. Inutile dire che le più fighe sono quelle che presentano i boss!

Commento generale:

Giocare a Doom2016 è una scarica di adrenalina continua, riesce a dare al giocatore la sensazione di essere assediato senza sentirsi accerchiato perché egli ha tutte le armi e le potenzialità per farcela. Man mano che si procede con i livelli la difficoltà cresce e le modalità (e le armi) per uccidere i nemici iniziano a differenziarsi sempre di più, regalando un’esperienza di gioco a 360° senza mai annoiarsi o desistere per la troppa difficoltà.

Personalmente, i miei livelli preferiti sono il primo e il terzo, che spesso ho usato come banchi di prova e allenamento per svegliarmi e prepararmi per i livelli finali più difficili.

Ambientazioni:

Doom2016 è ambientato principalmente in due mondi: Marte (superficie marziana e base militare) e Inferno; inutile dire che pur essendo sfondi molto belli, gli ambienti alla fine sono quelli anche se gli sviluppatori sono riusciti a distinguere ogni livello infernale grazie a una grande inventiva.

Caratterizzato da tinte di colori che variano dal caldissimo al freddo a seconda del livello e della situazione, Doom riesce a mostrare una base in cui una strage è stata compiuta, mentre l’Inferno è una landa desolata senza vegetazione o acqua piena di scheletri, statue inquietanti e pozze di acido.

A livello visivo, per me su Marte che regna è sicuramente Struttura Argenti distrutta, grazie alle ulteriori devastazioni e il platform suggestivo ma semplice che propone, mentre all’Inferno il livello più bello è sicuramente Necropoli per la sua struttura e la varietà di luoghi che propone.

A livello generale, il gioco mostra ambienti che sono devastati, sempre ricoperti di sangue ma che riescono a conservare la magnificenza dell’architettura.

Il mondo creato attorno alla trama:

Doom2016 non riesce a mostrare la vita degli uomini su Marte distrutta dall’invasione come invece faceva Doom3 ma sceglie invece di fornire al giocatore una serie di piccoli archivi con cui approfondire le informazioni sui luoghi e i personaggi e i mostri che incontri.

La trama è semplice ma senza buchi, solida e permette di crearsi un’idea sia della scienziata traditrice Olivia Pierce sia sull’enigmatico Samuel Hayden. Capiamo che la tecnologia e il progresso tecnologico sono alla base di tutto e che la sopravvivenza del singolo non sempre è utile ai fini della sopravvivenza della specie; anzi, è proprio su questo concetto che si basa il dilemma del gioco e la costruzione degli eventi!

Ciò che mi dispiace è che non vedremo mai com’era il mondo ma solo com’è stato ridotto, solo i cadaveri e le pile di carni penzolanti senza ulteriori approfondimenti riguardo a quelle vittime senza volto.

I mostri:

I mostri di Doom2016 prendono a piene mani dai tre capitoli precedenti, aggiungendo di nuovo solo il Distruttore e il CyberMancubus; a livello grafico si ispirano maggiormente alle versioni di Doom3, soprattutto per il Pinky e il Hell Knight, entrambi resi più dinamici e aggressivi.

I demoni infernali in questa versione hanno uno stile di combattimento molto più aggressivo, si muovono molto di più e più velocemente e hanno quasi tutti anche attacchi fisici oltre a lanciare sfere di energia; ciò ovviamente rende lo stile di combattimento molto più frenetico e non permette al giocatore di camperare mitragliando i nemici: raramente in una mappa esiste un punto sicuro.

I Boss sono 3 e sono tutti aggiornamenti di boss dei capitoli precedenti: il primo è il CyberDemon, poi ci sono gli Hell Guardians del terzo capitolo e infine l’Aracnotron Mastermind della dilogia originale. Per preferenza personale, i Guardiani sono sicuramente i più facili da gestire mentre il più ostico è il CyberDemon.

Combattimento:

Come avete potuto capire, lo stile di combattimento è molto diverso dal resto della saga: se prima si assediavano i nemici proteggendosi dietro agli angoli, ora ciò non è possibile ma anzi siamo incentivati a buttarci nella mischia!

Esistono molte armi dalle diverse funzionalità, molte rune che danno ulteriori bonus e pure i potenziamenti.

Le rune sono un’aggiunta di questo capitolo e si sbloccano con delle sfide di diversa difficoltà; alcune erano facili o quantomeno fattibili, ma io quelle della corsa a tempo o di sopravvivenza non le ho mai sopportate e anzi le ho annoverate tra i lati fastidiosi del gameplay. Tuttavia, esse non solo aiutano il giocatore ma se esse stesse vengono potenziate possono fare benissimo la differenza!

Le armi sono molto variegate anche se le mie preferite sono sicuramente la doppietta e il cannone Gauss.

Ah, un’altra aggiunta di poco conto al combattimento: esiste il doppio salto!

Quindi il combattimento è veramente adrenalitico, con tutte le aggiunte di Doom2016 si ha una scelta veramente ampia con cui sbudellare i nemici. Tuttavia, a differenza dei capitoli precedenti non si ha l’intera mappa in cui muoversi ma solo un’arena con porte chiuse e solo il platforming per evitare i nemici.

Gameplay:

Il gameplay normale, non legato alle battaglie, è molto semplice: trovare le chiavi, aprire le porte, sgattaiolare tra i condotti dell’aria e premere i pulsanti di apertura dei portoni.

Non ci sono mai veri enigmi ma al massimo bisogna capire i meccanismi di funzionamento delle orde di nemici.

Una grande pecca di Doom2016, però, è l’esplorazione: uno degli obiettivi del livello è proprio la scoperta dei segreti. E come facciamo a scovarli con serenità se a ogni caduta nel vuoto moriamo ricominciando il livello dall’ultimo salvataggio automatico?? Alcuni punti sono veramente ostici, se la mappa è nuova è più facile morire di morte ambientale che di battaglia e ciò a una certa (soprattutto con la Torre Argent) diventa estremamente frustrante!

Aggiungiamo il fatto che nella difficoltà maggiore alla prima morte ricominci tutto da capo ed è facile capire che il platforming qui non è gestito benissimo.

Conclusioni:

Doom2016 è un titolo da avere per gli appassionati di FPS e accompagna il giocatore fornendo nuovi nemici e meccaniche per ogni nuovo livello che si affronta, regalando quindi un’esperienza graduale e facilmente apprezzabile.

Le pecche le ho elencate ma non invalidano la struttura grazie a un nuovo sistema di combattimento al passo con i tempi e un reparto musicale e grafico sbalorditivi.

Un grande gioco da provare e condividere!

Ecco, siamo arrivati alla fine della mia piccola recensione. Come al solito vi lascio i link alle recensione dei capitoli precedenti di Doom. Vi piacerebbe un confronto tra la saga di Doom e il suo omonimo rifacimento cinematografico con The Rock?

Fatemelo sapere nei commenti, io vi saluto e torno a studiare per dopodomani! CIAONE!

Link a Doom3: qui

Link a Doom2: qui

Link a The Ultimate Doom: qui

Link alle prime impressioni su Doom2016: qui

Come al solito, ecco la playlist di Davi Doom

Doom3: ansia e belle ambientazioni

Buongiorno! Oggi torno per la vostra immensa gioia a parlare dello splendido franchise di Doom con il terzo fantastico capitolo della saga! Doom3 si differenzia dai precedenti capitoli grazie a una grafica rivoluzionaria per l’epoca, un’impronta molto più horror e una trama molto più centrale per lo svolgimento della narrazione.

Trama:

Un marine viene inviato su Marte nella base della UAC per controllare gli scavi e contribuire alla sicurezza dei lavoratori, che da tempo lamentano inquietanti avvistamenti e lamenti provenienti dai recessi della struttura; poco dopo il suo arrivo, però, avviene una catastrofe che libera i demoni e gli spiriti dall’Inferno: dovrà combattere per la sua salvezza tra i demoni infernali e gli uomini che sono stati corrotti da tali mostri.

Commento generale:

Giocare a Doom3 è stata un’esperienza affascinante, si discosta profondamente dai precedenti capitoli sviluppati in pixel-art e si designa quale reboot della saga. Personalmente, questo è il secondo capitolo che preferisco per le ambientazioni, la trama che sono riusciti a costruire attorno all’invasione demoniaca e gli scontri molto più ansiolitici.

Ambientazioni:

Doom3 è principalmente ambientato in una base spaziale su Marte, ipertecnologica, caratterizzata quindi da sfondali metallici, strettissimi corridoi pieni di ombre e angoli e tantissimi monitor e camere di sicurezza. Inoltre, alcuni livelli (due nella campagna principale) sono ambientati in luoghi più o meno infernali, mentre gli ultimi mi hanno ricordato la piramide egizia vista in La Mummia del ’99.

Con l’invasione, questi ambienti diventano luoghi claustrofobici, devastati sia dalle esplosioni sia dai mostri: cadaveri e resti sparsi ovunque, lamiere saltate come i ponti e alcune infrastrutture, porte più o meno funzionanti e aree non accessibili.

Ciò che mi è piaciuto particolarmente è che il giocatore è continuamente sotto attacco, con i nemici che arrivano da qualsiasi direzione, sia perché si accorgono della sua presenza sia tramite teletrasporto: dopotutto, è in atto un’invasione! Sullo stesso principio, è normale anche incontrare NPC che poi spariscono dalla narrazione, dopotutto potrebbero continuare a nascondersi o fare fini poco nobili.

L’ambientazione migliore? Lo scavo archeologico degli ultimi livelli!

Il mondo creato attorno alla trama:

Doom3 è riuscito a creare un mondo vissuto nella base prima dell’invasione demoniaca, dettaglio che non era riuscito a ricreare neppure il capitolo successivo, quello del 2016 (di cui vi parlerò in futuro).

Durante l’avventura è possibile collezionare i tablet dei lavoratori (più o meno trucidati dai mostri nel frattempo) e tramite essi si possono leggere oltre ai codici importanti per la continuazione della trama anche mail e audio personali che fanno sorridere (come quello del capoufficio che sollecitava i dipendenti della UAC a non andare sui siti porno durante le ore di lavoro!). Inoltre, sui tavoli sono notabili bibite, riviste di macchine o di donnine scosciate, appunti di vario genere.

Se volessimo prendere tutti i documenti di ciascun lavoratore, potremmo veramente ricostruire a grandi linee la sua vita su Marte!

I mostri:

Un’altra particolarità di Doom3 sono i suoi mostri: gran parte sono stati presi e riadattati dai capitoli precedenti mentre altri sono stati introdotti da zero in questo.

I più importanti a livello quantitativo sono senz’altro gli Imp che qui sono anche in grado di balzare addosso allo spettatore graffiandolo, ma ci sono inoltre svariati tipi di soldati posseduti (vari tipi di soldati con differenti tipi di armi in pugno).

Una grande mancanza è sicuramente il Baron of Hell che viene sostituito da una versione più grossa e arrabbiata del Hell Knight; il Pinky Demon qui è un’oscenità biomeccanica con mascelle enormi mentre sono stati introdotti due mostri dall’attacco simile: i ragni di Satana e i Cherubs, i bambini di Satana.

Qui i mostri che fanno la figura migliore sono: il Cyberdemon che è un colosso di 30 metri invincibile e l’Arch-Vile, ora in grado non più di resuscitare i nemici ma di evocarli dall’Inferno e non più in grado di bruciare il giocatore ma solo di lanciargli addosso fiammate (cosa che ho preferito).

I Boss in generale mi hanno leggermente deluso: a parte il primo che è chiaramente ispirato ad Aracne e il secondo che è più strategico, gli altri due li ho trovati solo bersagli su cui scaricare i vari fucili…

Combattimento:

Doom3 è il gioco che più di tutti è in grado di fornire al giocatore l’esperienza di un’invasione: all’inizio tutto va bene, poi c’è il botto con l’espansione dell’energia infernale nella base e quindi i mostri iniziano a comparire da ogni dove. Bisogna procedere con cautela, ogni angolo può essere fatale, e con le cuffie ben accese grazie alle quali captare e localizzare i versi dei mostri.

Credo che i dettagli che più caratterizzano il gioco siano due: la ricarica manuale delle armi e il Cubo delle anime.

La ricarica manuale delle armi è una meccanica che differenzia questo capitolo sia dai predecessori sia dai sequel: prima e dopo un combattimento importante, bisogna inserire in modo attivo i proiettili nelle rispettive armi, perché il caricatore ha un limite di spazio! Ciò rende lo stile di combattimento molto più strategico e quasi survival perché ciò può portare alla situazione, se non si ricaricano con abitudine le armi, in cui è il gioco in automatico a ricaricare l’arma lasciando il giocatore in balia degli attacchi avversari mentre ricarica l’arma da usare.

Il Cubo delle anime, invece, è un’arma che viene fornita verso la fine ed è indispensabile per uccidere l’ultimo boss. Di potenza devastante, si ricarica con tot uccisioni di demoni e può uccidere in un colpo solo qualsiasi nemico base! Va da sé che l’importanza di questo oggetto è enorme perché semplifica di molto le orde di nemici proprio quando il gioco si fa più duro!

Per il resto, le armi da fuoco sono più o meno sempre le stesse dei capitoli precedenti. Per facilitare il gameplay sono usabili anche delle stazioni della vita, mentre certe volte blocca molto gli spostamenti l’introduzione della stamina consumabile.

Le mie armi preferite? Fucile a pompa e fucile al plasma!

Conclusioni:

Doom3 è un gioco che si distanzia profondamente per setting e gameplay dal resto della saga, anche se è chiarissimo che per Doom2016 si siano molto ispirati a questo. Un gioco in cui l’ansia regna sovrana ma che gratifica il giocatore con orde difficili ma gestibili, l’introduzione di un nuovo mostro o meccanica di gioco ad ogni nuovo livello e una trama che racchiude lo sparatutto in chiave più horror che mai.

A voi è piaciuto? Lo conoscevate? Vi sta piacendo questa saga? Fatemelo sapere e per il resto ciaone burlone e alla prossima!^^

Recensione di The Ultimate Doom: qui.

Recensione di Doom2: qui.

Come al solito per chi vuole c’è il gameplay di Davi Doom!

10 film con un bel trucco

Buongiorno!

Oggi torno con una lista che come dice il titolo si concentra su film che mi hanno colpito per il trucco e il make-up; come al solito, passiamo dalle perle alle trashate, anche se questa volta la qualità media è molto alta e consiglio la visione di TUTTI i film citati!

Ecco la lista:

  • Film d’amore e d’anarchia
  • Vita da vampiro
  • The lady in the van
  • Viale del tramonto
  • Malena
  • Justine, ovvero le disavventure della virtù
  • Agente Smart – Casino totale
  • Una donna promettente
  • Zoolander
  • Zombie contro zombie

Come avrete notato, sono titoli molto famosi e, come spero abbiate notato, hanno tutti un trucco molto particolare. In questi film il trucco diventa espressione del personaggio e dell’ambiente, avendo quasi potere espressionista in alcuni casi e narrativo in altri.

A voi questa lista è piaciuta? Avreste messo altri film? Li conoscete tutti? Qui sotto vi metto il link ai due di cui ho già parlato sul blog.^^

Link a Vita da Vampiro: qui

Link a Malena: qui

Piccolo dietro le quinte: visto che sto accumulando le liste di film, ho deciso di pubblicarne una anche se ne avrei di cose da dire (spoiler, recensione di Doom3 per la vostra cioiah lol). La cosa buffa è che avevo iniziato a scrivere l’articolo e buttata giù la lista mi stavo preparando a spuntarla perché stilata sul blog e … la avevo già pubblicata!! Che palle.

Detto ciò, ciaone e alla prossima! 🙂

Doom 2: più complicato e maestoso

Buongiorno! Oggi, dopo aver condiviso con voi le mie impressioni su The ultimate Doom, ecco qui che torno con il suo sequel: Doom2!

Trama:

Il Doomguy deve sconfiggere i demoni infernali prima per liberare gli umani superstiti dalla schiavitù e poi per liberare la Terra dalla loro infestazione, uccidendo la fonte di tutti i mali.

Livelli:

A differenza del capitolo precedente, Doom2 non possiede una vera e propria schematizzazione dei livelli in capitoli ma è possibile attraverso la storia e le tematiche degli sfondi ricostruire dei filoni narrativi. Ovviamente, quelli più belli sono quelli ambientati nelle cittadine perché tutti gli edifici sono esplorabili e questi livelli sono anche quelli più affini alla vita del giocatore comune: tutti hanno una casa a cui tengono!

Inoltre, oltre alla campagna principale sono presenti anche i Master Levels: mappe create da programmatori diversi di differente qualità le quali sono perlopiù slegate tra loro. L’unico nesso è la difficoltà che li accomuna, i labirinti e i meccanismi più complicati del normale; tutto il resto è diverso, hanno tutte tematiche e settings diversi, così come i mostri preponderanti.

Un’ulteriore informazione importante da dire sui Master Levels, e che li distingue dalla campagna principale, è che sono slegati tra loro; tuttavia, ciò è importante perché ogni nuovo livello inizia sempre con 0 armatura e con la pistolina di inizio gioco, perdendo tutti i progressi e le armi collezionate precedentemente!

I mostri:

Un’altra sostanziale differenza che distingue il secondo capitolo della saga dal primo è la presenza di un numero molto alto di nuovi nemici (e quindi dinamiche di combattimento e strategie), oltre all’inserimento dei Boss di fine capitolo dal primo gioco come nemici normali (Cyberdemon e il Mastermind).

Credo che nella mia esperienza, il mostro che mi ha dato maggiori problemi sia stato l’Arch-Vile: nemico con un alto numero di punti vita, un enorme danno effettivo e la capacità di resuscitare i suoi alleati minori sterminati in precedenza; perfino i versi sono inquietanti!

Gameplay e orientamento nelle mappe:

A questo punto devo ammettere che ho giocato anche a questo titolo a difficoltà minore e quindi parlare di mostri e il loro spawning ovviamente non avrebbe senso perché io avevo tutto più semplice e con molte più munizioni!

Invece, parlo delle mappe.

A differenza del primo capitolo, ho trovato le mappe molto più caotiche e complesse da leggere: molte volte faticavo a trovare le chiavi, mi perdevo, c’erano meccanismo astrusi e la bellezza degli sfondi si appiattiva con il non procedere del livello. Credo che da questo punto di vista i Master Levels siano stati pessimi: là veramente troppe volte ho dovuto usare YouTube per trovare la strada, con ponti invisibili e chiavi come segreti!

Tuttavia, a livello di giocabilità credo che 5 mappe siano molto belle, due dalla campagna principale e tre dai Master Levels:

  • Monster Condo
  • Barrels of Fun
  • Trapped on Titan
  • Virgil’s Lead
  • Black Tower

Commento finale:

Doom2 è un grande gioco (ha introdotto la doppietta, mica aria fritta eh!), anche se ho preferito il precedente. Come al solito, bisogna provarlo almeno una volta perché fa parte della storia dei giochi e degli FPS, non si può lasciarlo da parte. Dal punto di vista estetico è migliorato molto e alcune mappe sono deliziose e con la giusta difficoltà, almeno se scegliamo la difficoltà adatta alle nostre abilità.

Ciaone, come con il capitolo precedente, vi lascio il gameplay di Davi Doom. Ciao!

10 film con i licantropi

Buongiorno!

Questo è post programmato perché quando lo leggerete o sarò a lezione o sarò a pranzo; comunque, sarò a Roma nell’intervallo tra la lezione teorica e il laboratorio pratico pomeridiano! Quindi, ovviamente, ho scelto di programmare un post veloce da scrivere.

Per chi mi segue da un po’, sarà stato facile notare una mia certa predilezione per il gotico, passione che ho omaggiato con diversi post a tema: il Dracula, il post sui fantasmi e ovviamente Crimson Peak, per dirne alcuni. Oggi quindi desidero parlare di 10 film con i Licantropi!

Piccolo approfondimento sulla figura del Licantropo nel cinema:

Le bestie malvagie che popolavano le leggende europee erano gli abitanti notturni della foresta e delle montagne: pipistrelli, topi e lupi. Dai molti racconti morali e mitologici che li vedono protagonisti sono nati due celeberrimi personaggi cinematografici: il vampiro e il lupo mannaro. Entrambi sollecitano i nostri desideri notturni e hanno a che vedere con la sessualità e il dominio fisico. Entrambi ci spaventano perché fanno emergere tutta la nostra fragilità: chiunque può essere trasformato in un vampiro o in un licantropo.

Tuttavia, la raffinatezza del vampiro è ciò che manca al lupo mannaro ed è questo il motivo per cui i film dedicati ai licantropi sono più semplici, più prosaici, più viscerali. Nella maggior parte dei casi, tutto inizia con una violenza da cui scaturisce un’altra violenza: un innocente è aggredito da un ‘mostro’ e diventa mostro a sua volta.

Nei decenni la figura del licantropo è cambiata molto assumendo connotati e significati diversi e con il passare degli anni ne assumeranno ancora di nuovi. Infatti, lupi mannari e vampiri continueranno a infestare le nostre case, guidandoci nel viaggio dal giorno alla notte, dall’innocenza all’esperienza.

Fonte: Cinema Horror: I migliori film dell’orrore di tutti i tempi, a cura di P. Duncan e J. Muller

Un lupo mannaro e soprattutto letale in famiglia

La lista sui 10 film con i licantropi:

In questa lista ho scelto di includere, come mio solito, film che contengano la figura del lupo mannaro senza che però questa sia il tema centrale della pellicola. Questa mia selezione ha dato vita a una lista molto variegata e contenente pellicole di vario genere e qualità. Spero che la troviate interessante, anche per la grande varietà di modi in cui la mitologia gotica viene trattata!

  • Dark shadows
  • Nightmare before Christmas
  • Un lupo mannaro americano a Londra
  • Hotel Transylvania
  • Cappuccetto rosso sangue
  • I fratelli Grimm e l’incantevole strega
  • It (miniserie cult)
  • Vita da vampiro
  • Harry Potter
  • Cursed – Il maleficio

Ecco, questa è la lista. Dovreste conoscere tutti i titoli, alcuni li ho già portati sul blog, altri li cito spesso. Quali titoli conoscete voi? Fatemelo sapere, ciao!


PS: vi lascio qui sotto i link dei miei commenti ai film sopracitati.

Qui puoi leggere cosa ne penso di Hotel Transylvania.

Qui puoi leggere cosa ne penso di It.

Qui puoi leggere cosa ne penso di Vita da vampiro.

Consiglio 5 film: Giugno

Buongiorno e buona estate a tutti! Ormai manca veramente poco al mio ritorno a Roma per un nuovo corso-laboratorio di cinema e credo che questo sarà un grande incentivo al miglioramento del blog: è un laboratorio sulla critica cinematografica!!

Comunque, tornando ad argomenti più terreni, Giugno è finalmente passato e quindi, come ogni mese, porto con me una lista di 5 film secondo me meritevoli di essere consigliati ad altri appassionati di cinema e film come me! Questa volta è stata dura, i capolavori in gioco erano tanti ma alla fine ho fatto la mia scelta: dopotutto, queste liste sono sempre soggettive!

Ecco, iniziamo:

Green Book. Deve averlo visto negli ultimi due mesi almeno 4 volte ma sai, se voglio fare un bell’articolo lunghetto è il minimo; e ne è valsa la pena, visto che il post è tra i più letti del mese! A me del film piace la chimica e la sinergia tra i due protagonisti e di come la discriminazione in senso generale venga portata con assolute freschezza e semplicità colpendo però a fondo lo spettatore.

Cube- Il cubo. Uno degli horror italiani più famosi degli ultimi 30 anni (è del’97) ne avevo sempre sentito parlare ma solo ora sono riuscito a guardarlo. Che dire, non sembra ma è tutto orrore psicologico, claustrofobico, intelligente. Cosa siamo capaci di fare se rinchiusi in gabbia, cosa possiamo fare se capiamo che l’unico modo per fuggire è sopraffare gli altri mentre gli altri hanno capito che siamo noi il vero pericolo? Ecco, il film mi ha fatto capire quanto sia importante la matematica; LOL.

The Rocky Horror Picture Show. Cult queer e dell’orrore con grandiosi rimandi a Frankenstein, di cui ho parlato sul blog qui. Che dire, le canzoni sono iconiche, è un inno alla libertà dalle costrizioni sociali. La location poi è stupenda, molto curata ma in grado di dare un senso di straniamento che caratterizza i personaggi e spoilera forse il finale. Le mie due canzoni preferite sono The Time Warp e Touch-a, Touch-a, Touch-a Touch Me, che metto a fine post sotto. Recentemente è stato fatto un remake ma ha perso la carica erotica e provocatoria, divenendo molto più casto e triste e dimenticabile!

Gosford Park. Un film storico elegante e discreto, un cast stellare su cui brillano Maggie Smith (nel tipico suo ruolo della vecchia acida ma simpatica) e Helen Mirren. Ho apprezzato molto la sceneggiatura in generale e nel particolare il fatto che il film non si concentri sull’omicidio – e quindi sull’arresto dell’assassino – ma invece sull’approfondimento dei misteri e quindi dei personaggi. Molto bello e con un’aura di fascino per nulla trascurabile, un capolavoro!

Apocalypse Now, final cut. Che dire? E’ stressante, emotivamente spossante, fisicamente stancante, una gita di 3 fottutissime ore negli orrori della guerra. Qui viene spiegato tutto, esistono personaggi tutti pazzi, sanguinari o insanguinati, con sangue proprio e altrui a ricoprirne le carni e i vestiti. Vedere quest’orrore deve essere un’esperienza che ogni cinefilo e cittadino del mondo dovrebbe fare almeno una volta nella vita. Avrei tante cose da dire ma per un film tanto intenso, andrebbero a vuoto. Dico solo una cosa: CAPOLAVORO.

Link al mio post su Green Book: qui

Link al mio post su Frankenstein: qui

Chi la riconosce???

Ecco, siamo arrivati alla fine del post. Su IG ieri avevo pubblicato le nominations dei film in gara per la mia lista di inizio mese, per cui vi consiglio di seguirmi: mi trovate come austindove_blog98 e lì pubblico anche recensioni di libri, che non trovate quasi mai sul mio blog perché sono troppe immagini per le copertine.

Grazie e buona estate a tutti, buon Luglio e fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate delle mie proposte! Ciaone e alla prossima.^^

The Ultimate Doom

The Ultimate Doom è un videogioco First Person Shooter uscito nel 1995 nei negozi, di genere horror tra la fantascienza e il fantastico religioso.

Trama (dalla Wiki di Doom):

Il giocatore indossa i panni di un marine spaziale, deportato su Marte per aver assalito un superiore che gli aveva ordinato di sparare su civili disarmati. Nei libri dedicati a Doom si fa riferimento a “Flynn Taggart”, e più in generale viene indicato con il termine Doomguy (letteralmente “tizio di Doom”). Costretto a lavorare per la Union Aerospace Corporation, il protagonista viene inviato ad indagare su un terribile incidente avvenuto in esperimenti militari sul teletrasporto tra le due lune Phobos e Deimos: orde di mostri hanno cominciato ad uscire dai portali di teletrasporto, e il satellite Deimos è sparito. Il personale residente su Phobos, inoltre, è stato trucidato o trasformato in zombie. Una volta arrivato alla base su Phobos il giocatore è lasciato all’esterno per mantenere le comunicazioni con Marte, mentre il resto della squadra entra nell’edificio. Presto però il contatto radio con gli altri membri del team cessa e il nostro eroe si trova davanti a un mucchio di cadaveri di marine.

Commento generale:

The Ultimate Doom è un videogioco horror in cui dobbiamo usare diverse armi (prevalentemente da fuoco) per farci strada tra orde di nemici bramosi delle nostre carni; la maggior parte di questi mostri sono presi dalla mitologia norrena o cristiana e altri sono frutto di esperimenti cibernetici.

Ideato utilizzando la mia adorata pixel-art che sapete amo perché caratterizza le prime – e migliori – generazioni di Pokémon, The Ultimate Doom riesce a delineare tre episodi ricchi di una decina scarsa di livelli e tante ambientazioni differenti.

The Ultimate Doom presenta 4 episodi ciascuno con 9 livelli al suo interno, compresi quelli segreti e quelli contenenti solo i Boss.

A me è piaciuto molto giocare a The Ultimate Doom perché i livelli, pur essendo labirintici, pieni di rumori inquietanti e ricolmi di nemici nascosti dietro agli angoli, li ho trovati più rilassanti di quelli di Doom 2016: infatti, qui siamo noi a entrare in labirinti protetti da mostri e non sono i mostri che si teletrasportano a ondate aggressive; al massimo i nemici nelle stanze una volta che si sono accorti della nostra presenza possono avvicinarsi a noi ma non si ha mai l’effettivo sentore di essere cacciati ma piuttosto di essere respinti.

Tuttavia, c’è da dire che io ho giocato a The Ultimate Doom utilizzando la difficoltà minore, proprio per godermi appieno gli ambienti e studiare i nemici.

Commento veloce su ogni episodio:

Knee-Deep in the Dead. I livelli sono ambientati nell’hangar e quindi gli ambienti sono ispirati a laboratori ed edifici chiusi; sono frequenti pareti rocciose o metalliche, ma anche pozze di acido. Devo dire che la maggior parte dei livelli sono di facile comprensione, solo gli ultimi accennano a una minima difficoltà di orientamento. I nemici sono perlopiù Imp e soldati posseduti, mentre come boss di fine gioco ci sono due Baron Of Hell ak loro debutto nella campagna, ho adorato quel livello perché era il più inaspettato come trama!

The Shores of Hell. Questo episodio rappresenta il ponte di collegamento tra Marte e l’Inferno: i livelli diventano più labirintici e vasti, le musiche più inquietanti e c’è una grandissima varietà di ambienti tra cui anche texture naturali. Il bello è che ora ci sono tutti i nemici di The Ultimate Doom e quindi anche i Baron Of Hell che nell’episodio precedente fungevano da boss finali del gioco. Iconica la mappa finale con il Cyberdemon, mi ci sono voluti alcuni salvataggi di circostanza ma per una volta il joystick mi è stato d’aiuto per schivare e sparare contemporaneamente e sono riuscito a sbloccare un trofeo perché l’ho ucciso con un colpo di pistola finale!

Inferno. Questo è l’episodio più caratteristico dell’intero videogioco; a me piace molto perché i labirinti diventano onirici con largo uso di cadaveri, sangue, rocce, lava e teletrasporti: sono riusciti a creare un loro Inferno e a renderlo loro secondo la loro visione di un Inferno abitato da demoni mangiatori di uomini. L’unica pecca è la battaglia finale con il boss Aracnotron: è molto più semplice da uccidere ma avendo il boss colpi inschivabili è solo questione di tempo e risorse prima di schiattare se non lo uccidiamo in tempo.

Thy Flesh Consumed. Non mi piace, per me è il peggiore e la map design è inutilmente complicata: livelli stracolmi di nemici, pavimento danneggiante senza l’uso della tuta (o comunque sono poche), i labirinti sono di difficile comprensione con eccessi di teletrasporti. L’unica cosa positiva è l’ultimo livello perché ti lascia almeno una buona impressione grazie a una mappa piena e un Aracnotron che non è l’unico nemico difficile ma è l’apice di un’esplorazione cangiante e ricca di momenti interessanti.

BOSS PREFERITI IN ORDINE DI PREFERENZA: Cyberdemon (II), i due Baron Of Hell (I), Aracnotron (IV) e Aracnotron (III).

EPISODI PREFERITI IN ORDINE DI PREFERENZA: Inferno, Knee-Deep in the Dead, The Shores of Hell e Thy Flesh Consumed.

Conclusioni:

The Ultimate Doom è un bel videogioco iconico che ha fatto la storia dei FPS e giocarlo ora non è invecchiato per niente. Vi consiglio di giocarlo e consiglio, anche, la lettura della sua Wiki che trovate qui e il canale YT di Davi Doom che come dice il suo nick porta principalmente contenuti dal franchise.

Ciao e alla prossima, fatemi sentire qui sotto cosa vi pare di The Ultimate Doom e se lo avete mai provato! Prossima tappa? Doom 2!

Ho scelto questo video anche se non è la mod ufficiale di Doom perché la trovo molto appagante da guardare e mostra quanto il gioco sia ancora molto giovane e lavorabile
Questa è la Bibbia per chi vuole approcciarsi al gioco!