It, miniserie televisiva

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Ho recentemente guardato questa bella miniserie televisiva e devo dire che mi è piaciuta molto, anche se ovviamente la mia esperienza da spettatore è stata inquinata da diversi fattori: lo ho visto dopo molti anni dalla sua originale pubblicazione, ho avuto esperienze con film horror molto più intensi, non ho letto il libro e molte scene famose le conoscevo già.

Quindi il mio commento è solo su ciò che ho visto, prendendolo come opera a sé.

Questa miniserie, vista come un unico film da tre ore, mi è piaciuta molto perché mostrava quanto It sia un fenomeno legato alla nostra intimità, alle nostre paure più grandi e alla nostra infanzia. Almeno io lo ho inteso così. Mi ha sorpreso come hanno utilizzato i due spazi narrativi, molto distanti nel tempo: vedere che hanno impostato la storia dei bambini come un ricordo degli adulti mi ha subito dato un’atmosfera di mistero e notare come i Perdenti dopo trent’anni si rifiutano di chiedere l’aiuto di altri esterni alla vicenda mi ha fatto pensare che It sia proprio qualcosa di intimo, di loro, che faccia parte della città e quindi sia intimo, inalienabile.

Tim Curry è perfetto per interpretare Pennywise. Il suo aspetto da similumano è estremamente empatico e simpatico, la voce di Carlo Reali è calda, amichevole ma anche strana e minacciosa a tratti, quando deve. Quando si presenta alla prima vittima sembra veramente bonaccione, quasi uno spirito paterno, ma in verità è solo un’emanazione delle nostre peggiori paure: infatti, nessuno sano di mente conosce la sua vera forma. Credo che mi abbia fatto più impressione quando rapisce Audra, che è ipnotico con gli occhi illuminati dalla cosiddetta Luce dei Morti.

Come metro di giudizio solo quello che ho visto nel film, i personaggi dei Perdenti mi sono piaciuti abbastanza. Sicuramente quello più carismatico è Bill, ma comunque dovrebbe esserlo essendo lui il capobanda, colui che ha un motivo personale per odiare It e la mente attiva del gruppo. D’altra parte, ho odiato Stan bambino perché a differenza degli altri non ha valori spirituali o affettivi con cui combattere il mostro, ma solo il suo dovere di Scout, che conoscendo l’organizzazione è razionale contro un essere irrazionale. Eddie invece mi ha allarmato nella versione adulto: non si è mai fatto una famiglia? Nemmeno fidanzato? Era ovvio che nella miniserie sarebbe stato il secondo a morire perché prima muore quello senza difese mentali contro le proprie paure e poi ovviamente quello che non è riuscito ad andare avanti, quello senza una vita al di fuori dell’infanzia. Beverly è perfetta, la femminilità del gruppo in entrambe le versioni, forse un poco troppo intima con gli altri ma ok.

Le scene che mi sono piaciute, oltre alla scena famosa di George, più sono:

-la scena della foto di George; non mi aspettavo che si muovesse!!

-il già citato rapimento di Audra: ipnotico e inquietante il clown ma incredibili gli occhi;

-la scena delle docce, che mi ricorda molto Nightmare 2;

-quando Mike adulto si risveglia in biblioteca e vede le orme strane e poi il palloncino al suo fianco;

-quando entrano nelle fogne e vedono i tunnel da cui esce l’acqua; ispirazione per Harry Potter 2?

Alla fine raccomando a tutti questa miniserie anche solo perché ha avuto il merito di far conoscere ai più l’opera di King anche se semplificata e quindi anche se presenta omissioni e forti semplificazioni; il messaggio di It come qualcosa di intimo all’uomo e legato all’infanzia c’è e anche il più della storia. Poi ovviamente è un’opera vacchiotta, fatta con un altro spirito e adattatasi alla televisione.^^

Friday the 13th

FridayThe13thPoster

Friday the 13th è un film slasher del 1980, diretto da Sean S. Cunningham e interpretato da Betsy Palmer e Adrienne King. Questo film, pur ispirandosi a film slasher già famosi, ha contribuito ad affermarne il genere e a lanciare le premesse per uno dei personaggi più famosi dell’orrore cinematografico.

Che film! Premesso che lo ho visto in prima serata in tv con le scene di morte censurate, mi è piaciuto molto tranne che per il serpente: ho letto in giro che il serpente era vero come la sua morte… Questo no!
Comunque, tornando al film ho riflettuto che è vero che lo slasher è uno dei generi più puritani del cinema e questo film lo ha confermato: tutti i ragazzi tranne la final girl erano abbastanza promiscui tra loro, (sesso, droghe, vino, streap…) e questo faceva infuriare il serial killer perché il suo lutto dipende proprio da questo; solo la pudica è sopravvissuta.
La location era molto bella, erano suggestive tutte quelle casette isolate e quel lago enorme; mai avuta la sensazione che qualcuno vi osservi da un punto molto lontano, spiandovi? Quel mondo lo permetteva avendo spazi molto estesi ma poche persone che li abitavano, dando così molti punti per il killer di spiare e di dare vita a una delle paure intrinseche nell’uomo.
C’è chi dice che questo film è molto scuro (infatti, molti omicidi avvengono di notte in stanze illuminate da candele o all’aperto), ma io non lo ho trovato tale: infatti, secondo me la luce c’era e il buio serviva a creare suspense e a far pensare ai pericoli che esso nasconde in sé.
Una cosa che invece mi è mancata è stata il gore; il gore infatti è sempre stato omaggiato per gli omicidi fantasiosi o omaggio di altre pellicole cult e sempre correlati da litri di sangue… Essendo stata in prima serata la mia visione del film mi hanno censurato tutto, per me era più un immaginare cosa succedeva… Bello ma essendo questo uno slasher mi sono comunque se non rovinato la visione del film comunque inquinato.
Il finale mi è piaciuto molto perché ho visto la prima final girl della serie, anche se me lo aspettavo meglio: lei aveva la possibilità datele molte volte di uccidere il killer anche se preferiva sempre scappare e difendersi in una lunga e ansiosa caccia del gatto con il topolino… Che poi… Il killer era un poco non giovane e sembra difficile che abbia potuto uccidere così tanti giovani atletici.

Consigliatissimo ovviamente, ma la scena del serpente mi ha abbassato tantissimo il gradimento del film.

Voto: 7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Get out

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Temi:
-razzismo, molti dicono che i bianchi non sono razzisti ma io dico di sì: apprezzano i corpi dei neri e quindi ne schiavizzano il corpo; quasi vedono i neri come oggetti, involucri stupendi.
-il topos della conoscenza dei temerari genitori dell’amata.
-la trasmigrazione dell’anima.
-il sogno di immortalità come desiderio esistenziale umano.

Commento:
Questo film mi è piaciuto molto.
La prima parte del film è esplorativa, vengono presentati i personaggi, gli eventi e i primi dubbi del protagonista; qui mi è piaciuto soprattutto il personaggio della madre, interpretata dalla Keener, una donna incredibilmente intelligente quanto profondamente astuta e calcolatrice. La seconda parte, la strage per salvarsi, mi ha colpito per la ferocia dettata non dalla crudeltà del protagonista ma dal suo spirito di sopravvivenza, che a pensare circa il modo con cui si apre la strada attraverso la famiglia in lui è particolarmente sviluppato.
Molti dicono che i cattivi non sono razzisti, ma io sostengo il contrario: certo non odiano i neri perché sono neri, ma nemmeno li trattano come esseri umani; invece, li apprezzano perché detentori di un corpo giudicato perfetto e quindi solo come oggetti utili alla sopravvivenza dell’uomo bianco. Per questo li vedo razzisti.
Poi, il tema più interessante presente nel film è quello della trasmigrazione dell’anima in funzione di appagare uno dei desideri più profondi e frequenti nel genere umano: l’immortalità. Per tutto il film lui viene giudicato e apprezzato solo fisicamente (solo un artista lo apprezza per le fotografie) proprio perché lui in quella casa non è una persona ma solo un involucro; il rischio che corre è proprio quello di donare l’immortalità a un uomo a discapito della propria libertà, per sempre.
In conclusione, questo film lo ho trovato uno dei film più intensi tra quelli visti di recente, sia per contenuti sia per visione. Lo consiglio tantissimo!

Voto: 9, uno dei migliori thriller mai visti!

Prima prova

caprone

Ciao^^

Oggi ho svolto la prima prova di maturità; per chi ha sentito le tracce al TG può capire subito dall’immagine che ho scelto quale è stata la prova di letteratura scelta per testare la mia maturità in italiano. (Che frase contorta ho scritto.)

Ebbene sì! Non sapendo scrivere un benedetto saggio breve o un articolo decenti, ho sempre optato per una semplice analisi del testo in cui, come dice la mia prof di italiano, qualcosa si riesce sempre a fare. Molto facile, devo dire; molto facile? Lo spero, spero di non avere fatto un disastro! Ma la poesia era facile, Versicoli quasi ecologici, e le domande ripetitive… forse l’approfondimento è andato male, ma vabbeh! Non si può avere tutto.

Giorgio Caproni, autore non studiato e nemmeno sentito nominare, grazie^^

 

Versicoli+quasi+ecologici

The Man in the Bathroom

horror story

TRADUZIONE:

Una volta, una giovane studentessa sedeva in classe. Aveva il disperato bisogno di scappare in bagno e così, dopo che l’ora era finita, si precipitò fuori dalla stanza, in corridoio. Quando arrivò davanti al bagno femminile, vi entrò e notò che tutte le cabine erano libere. Andò nella prima e chiuse la porta a chiave dietro di sé. Come si era tolta le mutandine e si era seduta sulla tazza, sentì uno rumore strano. Guardò in basso e rimase scioccata nel vedere un paio di scarpe da uomo posizionate proprio fuori dal suo bagno. Raffinate, nere, le scarpe erano calzate da un uomo in piedi, perfettamente lucide. La ragazza era terrorizzata. Perché c’era un uomo nel bagno femminile e perché stava proprio davanti alla sua porta? Sembrava stesse aspettando lei per andarsene, ma tutte le cabine era libere. La ragazza cominciò a spaventarsi molto tanto che le si rizzarono i peli della nuca. All’improvviso, lei guardò su, verso il soffitto, e urlò.

Un uomo spaventosamente alto si sporgeva dalla sommità della porta del bagno e la osservava con cattive intenzioni, mentre la sua bocca formava un sinistro sorriso.

Fonte

If only

Testo originale:

If only we weren’t sisters, maybe then at least one of us would be spared this life.
If only I were stronger, maybe then I’d be able to stand up to him.
If only I had run away when I had the chance, maybe then we wouldn’t need to lean on each other so much.

If only he would stop drinking, maybe then he wouldn’t get so angry.
If only she hadn’t died, maybe then he wouldn’t blame us for his pain.
If only he hadn’t locked us up, maybe then we could pretend we’re a real family.

If only he’d let me call you what you really are to me, maybe then I could call you my daughter.

Ecco la mia traduzione:

Se solo non fossimo sorelle, forse allora ad almeno una di noi sarebbe risparmiata questa vita.
Se solo fossi più forte, forse allora sarei in grado di affrontarlo.
Se solo fossi corsa via quando ne ebbi la possibilità, forse allora non avremmo bisogno di dipendere da noi stesse così tanto.

Se solo smettesse di ubriacarsi, forse allora non si arrabbierebbe così tanto.
Se solo lei non fosse morta, forse allora lui non ci accuserebbe di essere la causa del proprio dolore.
Se solo non ci avesse rinchiuse, forse allora potremmo fingere di essere una famiglia.

Se solo mi lasciasse dire ciò che veramente tu sei per me, allora forse potrei chiamarti figlia mia.

Fonte del testo originale.

Forum in cui ho trovato il testo da tradurre.

Wes Craven’s New Nightmare

Nightmare-Nuovo incubo è un film horror del 1994 il secondo diretto da Wes Craven e secondo me pensato per chiudere definitivamente la saga originale.

Informazioni generali:new nightmare
Titolo: Nightmare – Nuovo incubo
Titolo originale: Wes Craven’s New Nightmare
Produzione: Americana
Durata: 112 minuti
Regia: Wes Craven
Soggetto: Wes Craven
Sceneggiatura: Wes Craven
Musiche: J. Peter Robinson
Fotografia: Mark Irwin
Montaggio: Patrick Lussier
Effetti speciali: William Mesa

Interpreti:
– Robert Englund: Se stesso / Freddy Krueger
– Heather Langenkamp: Se stessa / Nancy Thompson
– Wes Craven: Se stesso
– Miko Hughes: Dylan Porter
– David Newsom: Chase Porter
– Tracy Middendorf: Julie
– Fran Bennett: Dott.ssa Christine Hefner
– John Saxon: Se stesso

Trama:
Heather Langenkamp, protagonista dei primi film della serie “Nightmare”, è preoccupata da terremoti domestici nonché da incubi determinati dal freddy kruegermostro Freddy Krueger anche perché il nuovo artiglio che il marito Chase Porter,    maestro di effetti speciali, progetta per l’ultimo film con Englund, sembra animato di vita propria. Ma i guai di Heather si moltiplicano in quanto il figlioletto Dylan manifesta preoccupanti fenomeni: sta alzato la notte a guardarsi spezzoni dei film di Freddy alla televisione anche se questa non è collegata con l’impianto elettrico.

Temi:
-metacinema: il vero punto forte e innovativo del film rispetto al resto della saga;
-il peso della fama, forse uno dei significati simboleggiati dalla persecuzione di Freddy;
-l’essere genitori: infatti, uno dei maggiori problemi è il comportamento da tenere con il piccolo.

Commento:
Questo film mi è piaciuto molto^^
Ho trovato che il metacinema sia stata un’idea geniale per creare una sorta di pellicola di orrore e mistero che circonda la povera protagonista, illusa così tante volte da non riuscire più a capire dove finisce la realtà e dove inizia la fantasia.
La figura di Freddy Krueger concepita come trappola per il più generico Uomo Nero mi è piaciuta perché, oltre a dare uno spessore culturale al personaggio, si ricollega al primo film dove si canta: “L’uomo nero non è morto…”. Inoltre, gli omicidi sono ovviamente più cruenti e la prima scena ovviamente è stata una sorpresa visto che non mi sarei mai aspettato due morti del genere xD.
Robert Englund mi ha divertito perché lo ho sempre concepito assieme al suo personaggio, almeno nella saga, e vedendolo calmo e perfino premuroso nei confronti della protagonista mi ha fatto riflettere sull’iconocità di Freddy.
E poi, dulcis in fundo: il bambino. Come al solito uno dei personaggi più terrificanti (come potrebbe essere altrimenti in un film horror?); concepito bene, soprattutto come trappola umana per ‘Nancy’.

Voto: 3,5/4 su 5

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Lavoro ingrato: Five Nights at Freddy’s

Five Nights at Freddy’sfive nights

Durante il giorno gli animatronics sono programmati per divertire il pubblico ma durante la notte, non avendo nessuno da intrattenere, vagano per il locale per rimanere attivi e funzionanti. Inoltre, durante il turno notturno, essi non riconoscono alcun volto umano (non essendo programmati per lavorare anche di notte) e, qualora ne avvistassero uno, lo riconoscerebbero come endoscheletro senza rivestimento esterno e tenterebbero letteralmente di infilarlo all’interno di un costume elettronico del Freddy Fazbear, uccidendo la povera vittima.

Ma dico io, chi cavolo vorrebbe lavorare in un posto del genere? Già a me verrebbe il panico in un museo, figuriamoci in un locale dove si aggirano pupazzi elettronici pazzoidi!

Poi, personalmente non ci ho mai giocato ma ho visto sul canale Youtube di React qualche partita. Seriamente: per il gioco non potevano scegliere una trama più sensata che un nuovo modo per suicidarsi?

 

Insetti

Il castello di Otranto

Scritto da Horace Walpole nel 1764, Il Castello di Otranto è il primo romanzo gotico, famoso per essere riuscito a fondere in sé il genere letterario epico-cavalleresco, ormai uscito di moda già nell’epoca elisabettiana, con il genere architettonico gotico.
La fortuna di questo fantastico romanza si basa sulla sua capacità di creare un’atmosfera magica usando solo un castello medievale e un’epoca di credenze e superstizioni, capaci di trascinare il lettore in un vortice di apparizioni e nefandezze: la lettura è fluida e coinvolgente e può piacere a chiunque.

Trama:
Siamo al Castello di Otranto. La bella Isabella sta per sposare Corrado, il malaticcio figlio dei signori di Otranto Manfredi e Ippolita, quando i servi corrono a interrompere l’attesa delle nozze con una terribile notizia: un elmo gigantesco ha schiacciato l’erede di Otranto e il quasi marito di Isabella. Da qui le manifestazioni paranormali saranno sempre maggiori fino ad arrivare all’omicidio perpetrato in famiglia.

A me questo libro è piaciuto molto e lo ho letto tutto d’un fiato: è corto e non annoia mai. In esso ho trovato quel gusto per un Medioevo notturno e sepolcrale, popolato di terrificanti fantasmi e di eventi prodigiosi, di vendette e di antiche profezie. Inoltre, non c’è mai vera violenza, ma sempre un’atmosfera mistica e cavalleresca.


Lo consiglio a tutti.^^

Nightmare

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Ieri durante il cenone di Natale con tutti i fratelli di mio papà e i cugini ho ricevuto un cofanetto contenente i primi sei film della saga di Nightmare. E ovviamente, oggi mi sono guardato per la prima volta il primo.

Questo film lo ho trovato incredibilmente interessante: decisamente slasher ma senza basarsi sul sangue per incutere terrore. Questa caratteristica mi è piaciuta tantissimo, soprattutto per la sua abilità di creare un’atmosfere un’atmosfera opprimente in pochi minuti. Da qui conseguono morti ovviamente non cruente (nel senso, il sangue è tanto ma il film non si sofferma su questo), mentre la paura per il sonno inizia a diffondersi fin dall’inizio della visione.

Il personaggio di Nancy mi è piaciuto molto: una ragazza molto forte e coraggiosa, risoluta a scoprire la realtà nonostante tutti la osteggino pensandola una pazza o quantomeno esaurita dalle disgrazie che la hanno colpita. Inoltre, è interessante il fatto che capito che il suo aguzzino poteva essere intrappolato nella dimensione reale abbia fatto tutto ciò che era in suo potere per combatterlo, anche se alla fine comprende che è solo subconscio.

Freddy Krueger, il vero protagonista del film, lo ho trovato un sadico onnipotente e cosciente di esserlo, quasi sempre intento a giocare al gatto col topo nei confronti delle sue vittime. Mai feroce, usa la sua condizione di morto per incutere timore e divertirsi; memorabile, almeno per me, è la sua presentazione a Nancy: lei gli chiede chi sia e lui per tutta risposta si taglia il costato riversando sul pavimento pus e vermi uscenti dalle sue carni.

In conclusione questo film del 1984 mi è piaciuto davvero tanto. Horror senza dimostrarlo oltre alle urla e a poche scene di sangue. Da consigliare anche agli amanti dei thriller.^^

Rogue One: A Star Wars Story

Silent Hill (film)

Ecco un film che andrò a vedere al cinema