Wes Craven’s New Nightmare

Nightmare-Nuovo incubo è un film horror del 1994 il secondo diretto da Wes Craven e secondo me pensato per chiudere definitivamente la saga originale.

Informazioni generali:new nightmare
Titolo: Nightmare – Nuovo incubo
Titolo originale: Wes Craven’s New Nightmare
Produzione: Americana
Durata: 112 minuti
Regia: Wes Craven
Soggetto: Wes Craven
Sceneggiatura: Wes Craven
Musiche: J. Peter Robinson
Fotografia: Mark Irwin
Montaggio: Patrick Lussier
Effetti speciali: William Mesa

Interpreti:
– Robert Englund: Se stesso / Freddy Krueger
– Heather Langenkamp: Se stessa / Nancy Thompson
– Wes Craven: Se stesso
– Miko Hughes: Dylan Porter
– David Newsom: Chase Porter
– Tracy Middendorf: Julie
– Fran Bennett: Dott.ssa Christine Hefner
– John Saxon: Se stesso

Trama:
Heather Langenkamp, protagonista dei primi film della serie “Nightmare”, è preoccupata da terremoti domestici nonché da incubi determinati dal freddy kruegermostro Freddy Krueger anche perché il nuovo artiglio che il marito Chase Porter,    maestro di effetti speciali, progetta per l’ultimo film con Englund, sembra animato di vita propria. Ma i guai di Heather si moltiplicano in quanto il figlioletto Dylan manifesta preoccupanti fenomeni: sta alzato la notte a guardarsi spezzoni dei film di Freddy alla televisione anche se questa non è collegata con l’impianto elettrico.

Temi:
-metacinema: il vero punto forte e innovativo del film rispetto al resto della saga;
-il peso della fama, forse uno dei significati simboleggiati dalla persecuzione di Freddy;
-l’essere genitori: infatti, uno dei maggiori problemi è il comportamento da tenere con il piccolo.

Commento:
Questo film mi è piaciuto molto^^
Ho trovato che il metacinema sia stata un’idea geniale per creare una sorta di pellicola di orrore e mistero che circonda la povera protagonista, illusa così tante volte da non riuscire più a capire dove finisce la realtà e dove inizia la fantasia.
La figura di Freddy Krueger concepita come trappola per il più generico Uomo Nero mi è piaciuta perché, oltre a dare uno spessore culturale al personaggio, si ricollega al primo film dove si canta: “L’uomo nero non è morto…”. Inoltre, gli omicidi sono ovviamente più cruenti e la prima scena ovviamente è stata una sorpresa visto che non mi sarei mai aspettato due morti del genere xD.
Robert Englund mi ha divertito perché lo ho sempre concepito assieme al suo personaggio, almeno nella saga, e vedendolo calmo e perfino premuroso nei confronti della protagonista mi ha fatto riflettere sull’iconocità di Freddy.
E poi, dulcis in fundo: il bambino. Come al solito uno dei personaggi più terrificanti (come potrebbe essere altrimenti in un film horror?); concepito bene, soprattutto come trappola umana per ‘Nancy’.

Voto: 3,5/4 su 5

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Lavoro ingrato: Five Nights at Freddy’s

Five Nights at Freddy’sfive nights

Durante il giorno gli animatronics sono programmati per divertire il pubblico ma durante la notte, non avendo nessuno da intrattenere, vagano per il locale per rimanere attivi e funzionanti. Inoltre, durante il turno notturno, essi non riconoscono alcun volto umano (non essendo programmati per lavorare anche di notte) e, qualora ne avvistassero uno, lo riconoscerebbero come endoscheletro senza rivestimento esterno e tenterebbero letteralmente di infilarlo all’interno di un costume elettronico del Freddy Fazbear, uccidendo la povera vittima.

Ma dico io, chi cavolo vorrebbe lavorare in un posto del genere? Già a me verrebbe il panico in un museo, figuriamoci in un locale dove si aggirano pupazzi elettronici pazzoidi!

Poi, personalmente non ci ho mai giocato ma ho visto sul canale Youtube di React qualche partita. Seriamente: per il gioco non potevano scegliere una trama più sensata che un nuovo modo per suicidarsi?

 

Insetti

Il castello di Otranto

Scritto da Horace Walpole nel 1764, Il Castello di Otranto è il primo romanzo gotico, famoso per essere riuscito a fondere in sé il genere letterario epico-cavalleresco, ormai uscito di moda già nell’epoca elisabettiana, con il genere architettonico gotico.
La fortuna di questo fantastico romanza si basa sulla sua capacità di creare un’atmosfera magica usando solo un castello medievale e un’epoca di credenze e superstizioni, capaci di trascinare il lettore in un vortice di apparizioni e nefandezze: la lettura è fluida e coinvolgente e può piacere a chiunque.

Trama:
Siamo al Castello di Otranto. La bella Isabella sta per sposare Corrado, il malaticcio figlio dei signori di Otranto Manfredi e Ippolita, quando i servi corrono a interrompere l’attesa delle nozze con una terribile notizia: un elmo gigantesco ha schiacciato l’erede di Otranto e il quasi marito di Isabella. Da qui le manifestazioni paranormali saranno sempre maggiori fino ad arrivare all’omicidio perpetrato in famiglia.

A me questo libro è piaciuto molto e lo ho letto tutto d’un fiato: è corto e non annoia mai. In esso ho trovato quel gusto per un Medioevo notturno e sepolcrale, popolato di terrificanti fantasmi e di eventi prodigiosi, di vendette e di antiche profezie. Inoltre, non c’è mai vera violenza, ma sempre un’atmosfera mistica e cavalleresca.


Lo consiglio a tutti.^^

Nightmare

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Ieri durante il cenone di Natale con tutti i fratelli di mio papà e i cugini ho ricevuto un cofanetto contenente i primi sei film della saga di Nightmare. E ovviamente, oggi mi sono guardato per la prima volta il primo.

Questo film lo ho trovato incredibilmente interessante: decisamente slasher ma senza basarsi sul sangue per incutere terrore. Questa caratteristica mi è piaciuta tantissimo, soprattutto per la sua abilità di creare un’atmosfere un’atmosfera opprimente in pochi minuti. Da qui conseguono morti ovviamente non cruente (nel senso, il sangue è tanto ma il film non si sofferma su questo), mentre la paura per il sonno inizia a diffondersi fin dall’inizio della visione.

Il personaggio di Nancy mi è piaciuto molto: una ragazza molto forte e coraggiosa, risoluta a scoprire la realtà nonostante tutti la osteggino pensandola una pazza o quantomeno esaurita dalle disgrazie che la hanno colpita. Inoltre, è interessante il fatto che capito che il suo aguzzino poteva essere intrappolato nella dimensione reale abbia fatto tutto ciò che era in suo potere per combatterlo, anche se alla fine comprende che è solo subconscio.

Freddy Krueger, il vero protagonista del film, lo ho trovato un sadico onnipotente e cosciente di esserlo, quasi sempre intento a giocare al gatto col topo nei confronti delle sue vittime. Mai feroce, usa la sua condizione di morto per incutere timore e divertirsi; memorabile, almeno per me, è la sua presentazione a Nancy: lei gli chiede chi sia e lui per tutta risposta si taglia il costato riversando sul pavimento pus e vermi uscenti dalle sue carni.

In conclusione questo film del 1984 mi è piaciuto davvero tanto. Horror senza dimostrarlo oltre alle urla e a poche scene di sangue. Da consigliare anche agli amanti dei thriller.^^

Rogue One: A Star Wars Story

Silent Hill (film)

Ecco un film che andrò a vedere al cinema

Notte Morta

Notte Morta
È la sera del 31 Ottobre. Cammino solo guardando nell’oscurità i bambini che, veloci come le enormi libellule della terra, volano tra le strade. Le loro risate risuonano allegre nella notte, odo i loro passi risuonare nel cemento accompagnati dal cigolio degli zuccotti di plastica arancione straboccanti di dolci delizie. Sorridono, ignari dei dolori che governano il mondo, protetti dai loro genitori che tengono al guinzaglio i cani festosi.
Cani, che parola magnifica. Anche io una volta ne avevo uno, un cucciolo dal manto morbido e con baffi enormi del colore della crema. Per lui ero il suo dio, non faceva altro che adorarmi. I suoi occhioni neri come la pece mi scrutavano imploranti quando apparecchiavo la mia tavola ricca di carne, in attesa di un regalo; in quei momenti era particolarmente affettuoso. Uggiolava, perfino. E ora non c’è più, il candelabro spettrale se lo è portato via; l’ultimo ricordo che ho di lui è un’oscura luce. Il mio Dylan non c’è più, anche se ultimamente ho visto spesso un altro essere simile sebbene alquanto diverso.
Lo chiamano Absol, colui che è portatore di catastrofi, dicono. Mi ha fatto visita due volte: la prima al funerale di mia madre, pace all’anima sua, e l’altra a casa mia, leccandomi sinistro la mano pendente fuori dal lenzuolo mentre dormivo. Entrambe le volte sono riuscito a scorgere solo un bagliore chiaro nell’oscurità. Entrambe le volte mi è sembrato che i suoi stanchi e solitari occhi vuoti scrutassero la mia anima, cercando di comunicare un messaggio che evidentemente non ho compreso.
Le risate risuonano nelle strade lugubri gioviali, in contrasto con il mio animo. Dylan mi ha lasciato e non tornerà più e non riesco ad accettarlo. Mi sembra ieri che mi toccava con il suo tartufo la gamba e si aspettava le carezze, fiducioso, mi ricordo le serate passate da solo ad ascoltare la musica mentre studiavo, con il mio Dylannone a fissarmi devoto. Cucciolo. Il candelabro me lo ha strappato lasciando a me solo le sue carni, vuote. Lo ha rapito aiutato dalla solitudine, in giardino, dove sciagurato lo ho lasciato stanco. Non so come è morto, forse era troppo buono e il cuore non ha retto, forse il freddo con tutto il pelo che ha perso durante le cure. Il mio animo è corrotto da questo dubbio, non trovo riposo. Ma ora tra poco potrò chiederlo al lui, il mio cucciolone: la luna non è più chiara e bianca, ma emana una luce viola e debole come quella di una candela.Aspettami, mio Dylan, tra poco potrò di nuovo accarezzarti.

L’anatomista, di Diana Lama

Ciao a tutti^^

Ho deciso di condividere con voi un testo estratto dal libro “L’anatomista” di Diana Lama.
A me è piaciuto molto e ha fatto salire un’ansia pazzesca.
Buona lettura!

Capitolo 93
Mitzi sollevò il viso bagnato e si guardò allo specchio sopra il lavabo. Il bagno, come tutti gli altri della piscina, era immacolato. Dallo specchio poteva vedere una lunga successione di vani per la doccia tutti uguali, con la rubinetteria scintillante e gli appendini allineati, fuori.
Si sentiva meglio, ora che si era bagnata i polsi e la fronte con l’acqua gelata.
«Che ti succede?», chiese a bassa voce alla donna pallida di fronte a sé.
Non sapeva perché la vista di quell’arto artificiale scorporato l’avesse turbata così profondamente. Immaginò per un attimo di avere trovato invece un vero braccio appena reciso, con i tendini e le ossa sanguinanti e la carne contratta come plastica vecchia appena sopra i bordi dell’incisione. Sarebbe stato uno spettacolo scioccante, ma forse l’avrebbe colta più preparata che quel patetico pezzo d’alta ingegneria.
Martine Ascani, la ragazza nominata da Giamundo, quella cui l’arto era stato strappato, era un personaggio noto. Un idolo per il pubblico che seguiva le sue avventure sportive con affetto e partecipazione. Era amata per il suo talento, ma non solo per quello. Poco più di una bambina, aveva attraversato un incubo ed era sopravvissuta, andando oltre il suo handicap, anzi sfidandolo.
È un po’ come me, si sorprese a pensare Mitzi, e per un attimo un’idea le attraversò come una folgore il cervello, quando sentì il rumore.
Poco più di uno scricchiolio, tenue eppure chiaro nel silenzio assoluto, ora che aveva chiuso il rubinetto. Proveniva dal fondo, dove una fila di porte chiuse dava accesso ai gabinetti.
Aveva creduto di essere completamente sola lì dentro, mentre si bagnava la faccia, le tempie e i polsi bollenti e rimaneva, con le mani contratte sul bordo freddo del lavabo, a fissarsi nello specchio. Il viso pallido e le occhiaie nella luce fluorescente sembravano più profonde.
Il rumore si ripeté, inequivocabilmente più forte, tanto da non poter essere ignorato. Sembrava metallico, anche se ancora non capiva cosa potesse provocarlo.
«C’è qualcuno?», chiese senza girarsi, rivolta alla sua immagine nello specchio che la guardava con gli occhi sbarrati.
«C’è qualcuno? Chi c’è?», ripeté nel silenzio che le rimbalzava addosso. La voce le tremava.
L’aria nella stanza era immobile, ma le sembrava che la superficie dello specchio vibrasse all’unisono con il rimbombo che le partiva dal petto.
Fece un passo verso il fondo, dove le porte bianche dei gabinetti erano tutte chiuse, una lunga teoria che si perdeva dietro l’angolo.
Il rumore ricominciò. Proveniva da lì, ancora più forte ed era perfettamente riconoscibile adesso, come quello di due superfici metalliche che venissero strofinate l’una contro l’altra.
Un’immagine saettò nel cervello di Mitzi, due lame di rasoio sfregate tra di loro, come quelle che i barbieri di un tempo usavano affilare.
Si girò freneticamente verso l’uscita, con il cuore che le scoppiava nelle orecchie, in preda a un terrore cieco e assoluto. Con la coda dell’occhio scorse un movimento nello specchio: una delle porte più in fondo stava cominciando lentamente a schiudersi.

Profondo rosso: Miglior film della settimana

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Profondo Rosso

Storia intrigante, con suspense che non finisce mai e colpi di scena spettacolari.

Scenografia stupenda, con arredi semplicemente belli.

E  gli attori? Azzeccatissimi, soprattutto Clara Calamai.

Ovviamente, lo consiglio al mondo intero^^

Gladiatori

Il gatto, per gli Indiani Pawnee, rappresenta:…

Splendore

La cattura

Povera creatura

 

Esiste al mondo una creatura
che è stata creata contro natura,
idealmente molto favolosa
ma in realtà solo dolorosa.
Il mostro la abbandonò, terrorizzato
dal figlio del diavolo da cui era nato.
Dolori i fratelli e paure le sorelle,
le cose più belle sono le stelle
per una creatura dolce e amorevole,
data la sua natura finta e ingannevole.
Questo essere nato per ambizione
ha conosciuto anche l’ammirazione,
ma non da quelli del suo mondo:
solo da chi lo legge e lo trova d’orrori fecondo.

 

In questo periodo a scuola sto studiando Mary Shelley e il suo “Frankenstein, or the Modern Prometheus”. Abbiamo letto solo due pezzi tratti dalle lettere del dottor Frankenstein, quelle in cui lui dà vita alla sua creatura e nella seconda dove i due tengono il dialogo finale, prima di scontrarsi. Non mi sono mai sentito tanto triste come durante quella lettura, ovviamente triste per quella povera creatura! Quindi ho scritto questo per esternare la mia compassione per questo povero personaggio letterario.

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