Consiglio 5 film: Gennaio

Buongiorno! Oggi è il primo di Febbraio, Gennaio si è concluso e questo pomeriggio purtroppo ho il dentista; povero me. Comunque Gennaio è andato via, un mese importante per la uni e per il blog, grazie all’esame passato (si spera), l’inizio della scrittura della tesi e il blog sempre in fiore. Durante Gennaio sono riuscito a vedere alcuni grandi film e la selezione questa volta è stata particolarmente dura, anche se alla fine ho voluto unire la qualità a una certa varietà di narrazioni e generi. Buona lettura!^^

Doctor Strange. Secondo me è la migliore pellicola che ho visto del MCU, una origins story diversa dal solito e una trama particolarmente adulta e creepy. Benedict qui conosce già tutte le sue potenzialità ed è un uomo finito, già arrivato: è un incidente dato dalla sua arroganza a iniziarlo al percorso di miglioramento che lo porterà a essere uno dei custodi dell’umanità. Arricchito da una grafica da paura e una regia e un montaggio frenetici, secondo me DS è la storia della battaglia interiore del suo protagonista diviso tra l’arroganza e l’avidità intellettuale vs la sua generosità e la sua capacità di capire il meglio per gli altri.

Scream Trilogy + Scream (’22). Finalmente ho recuperato anche questo cult moderno dello slasher, piccola perla capace di amalgamare gli stilemi del cinema anni Settanta e Ottanta con le regole del cinema moderno. Inoltre, piccolo dettaglio che lo separa dal resto del cinema slasher, non so se lo avete notato ma nella saga di Scream non c’è MAI un nudo femminile! Per ulteriori sulla saga approfondimenti cliccate qui.

West Side Story. Cult degli anni ’60 tratto da un musical teatrale altrettanto di culto, WSS è sicuramente un capolavoro capace di far parlare di sé, usando come basi il celebre dramma di Romeo e Giulietta per parlare invece delle problematiche dell’immigrazione e di quanto poi sia difficile la convivenza tra popoli diversi, quanto sia difficile l’integrazione non solo nelle strade ma nei cuori degli ospitanti (che si sentono invasi). Una riflessione ulteriore molto interessante riguarda il fatto che se la gang americana accusa i portoricani di averli invasi, i portoricani non solo hanno una propria gang ma sono lavoratori, mentre gli altri sono degli sfaticati e perdigiorno. Poi vabbeh, ovviamente i costumi e le musiche e le luci sono fantastici anche se in certe sequenze (soprattutto iniziali) nelle scene più concitate non riuscivo a distinguere chi facesse parte di quale banda.

La rosa tatuata. E’ il secondo film che vedo della nostra Anna Magnani ma almeno lo ho amato e ho amato lei! Interessante come del marito di lei vediamo solo le spalle e il tatuaggio, perché prima dormiva nella penombra e poi schiatta, e quindi lo conosciamo solo attraverso i discorsi commemorativi della protagonista e le chiacchiere di paese. Qui il sesso è visto quasi come il peccato capitale da gestire con parsimonia: Serafine si concede solo quando si sente finalmente svincolata dal marito, la figlia quasi è rinchiusa in casa per paura che vada con i marinai; le atmosfere sono sempre abbastanza leggere ma virano spesso tra il dramma più sentito e la commedia. Bellissimo!

The Gentlemen. Diretto da Guy Ritchie, mi piace molto come regista se non lavora con Madonna, e qui produce una commedia a forti tinte thriller e splatter, a tratti molto violenta. Inizia con un grandioso flash-forward per poi ricominciare dalle origini del protagonista con una bella introduzione narrata; solo dopo inizia il vero film intrecciando il presente narrativo con vari flashback. Inutile farlo notare, il film ha un montaggio strepitoso. Poi ho apprezzato anche il cast, la regia, i costumi e la mitologia gangster molto sofisticata ed elegante; forse anche per questa eleganza del film le scene splatter sembrano ancora più splatter di quanto non lo siano in verità. Lo consiglio vivamente, tiene tantissimo con il fiato sospeso e sa usare benissimo i twist narrativi!

Ecco, siamo arrivati come al solito alla conclusione dell’articolo. Febbraio equivale a scrittura della tesi, se non scriverò starò meno al computer e quindi si ridurrà anche il tempo che passo a leggere gli altri; vi volevo avvisare. Vi ringrazio ancora per il tempo che dedicate al mio piccolo blog, ciao!

Il prof mentre legge i calcoli e le bozze che gli mando 😂

Scream: metacinema, sangue e femminismo!

Buongiorno! Oggi torniamo a parlare di cinema horror con una delle saghe più iconiche degli ultimi anni: Scream, che è stata in grado di revitalizzare il genere slasher e l’horror in generale grazie ad attente sceneggiature e giocando sugli stereotipi del genere.

Finora, la saga di Scream è composta da ben 5 episodi: il primo risale al 1996 mentre l’ultimo (ma probabilmente solo per ora) è del 2022; appena uscito. I protagonisti assoluti sono due: Sidney Prescott e Ghostface, il serial killer mascherato che, in ogni film con un’incarnazione diversa, perseguita Sidney e i suoi amici compiendo stragi prima di venire ucciso.

L’articolo conterrà pesanti spoiler sia sui film precedenti sia su quello appena uscito.

Se dovessi descrivere Scream in tre parole userei metacinema, sangue e femminismo! Questa saga è perfetta per i cinefili e i cultori del cinema horror in generale, grazie alle sue citazioni dotte, ma non si scorda nemmeno degli spettatori che vogliono solamente svuotare la mente e vedere uno psicopatico sbucare da dietro le porte o da dentro l’armadio per sbudellare poveri adolescenti ignari! E per concludere, secondo me questa è anche un saga femminista: qui non solo le protagoniste sono donne, ma queste donne ragionano e si difendono da sole, scappano da sole e da sole fanno il culo al killer (ovviamente se non rappresentano l’offerta al dio Slasher essendo carne da macello)!

SIDNEY:

Sidney Prescott è il personaggio più rappresentativo dell’intera saga e infatti incarna i tre concetti appena elencati.

Sidney è una sopravvissuta. E’ sopravvissuta a un fidanzato psicopatico, a un fratellastro furibondo e a una cugina gelosa; ora perfino a dei fan morbosi; è una sopravvissuta perché lei sa scappare, sa quando sparire e negli anni impara ad affrontare le proprie paure e a insegnare ad altre vittime come sopravvivere. Secondo me è Sidney la vera trama della saga; non Gale o Linus e nemmeno Ghostface; è il personaggio interpretato dalla Campbell che regge su di sé tutti i film e quando esso manca dallo schermo l’interesse per le vicende ne soffre terribilmente!

GHOSTFACE:

Ghostface, invece, è il jolly: un assassino che unisce il cinema alla psicopatia, mette nello spettatore uno stato d’animo tra l’inquietudine e l’impazienza di scoprire come attaccherà le vittime. Sempre usando la sorpresa e la crudeltà. Credo che i migliori Ghostface della saga siano quelli del primo e del quinto film, mentre l’assassina (in generale) più interessante sia Jill Roberts.

Ghostface è uno dei killer più caratteristici non solo per la maschera ispirata all’Urlo di Munch ma anche perché ad esso è associata tutta la questione della metacinematografia: celebri sono le sue telefonate alle vittime in cui pone loro domande riguardanti il mondo del cinema horror, per poi sbucare dietro la vittima, sbudellarla e appendere trionfante il cadavere dove può essere notato! E con il fatto che in ogni film la persona dietro alla maschera sia diversa, rende il tutto anche un thriller, con le speculazioni su chi ogni volta possa essere l’assassino; ciò non mi ha mai interessato personalmente, io voglio vedere uno slasher non La signora in giallo.

MA FA PAURA?

Molti mi chiedono se la saga di Scream faccia paura, paragonandola ai film recenti come The Conjuring o ai mostri sacri come Halloween. Secondo me, dipende dalla sensibilità individuale.

Scream non si basa sui jumpscares ma non si basa nemmeno su crudità del calibro di Saw: vediamo l’orrore dell’inseguimento, la tensione della telefonata, siamo portati a tenere d’occhio ogni angolo e ogni porta vicino al personaggio al telefono, ma alla fine vediamo a malapena le coltellate iniziali. E’ un orrore più psicologico che visivo, come quando nella primissima scena di Scream i genitori di Casey ascoltano impotenti al telefono i gemiti di morte prossima della loro unica figlia. Forse è Scream (’22) il più violento, anche se come tensione nessuno Scream si è mai tirato indietro.

Ecco, di solito la scena più violenta o bella (a livello psicologico o visivo) è quasi sempre la prima; e il successivo picco è nell’atto finale, mentre la narrazione centrale serve solo a mostrare il sangue, dare la morte ai personaggi e l’adrenalina agli spettatori!

METACINEMATOGRAFIA & STAB

Metacinematografia è uno dei concetti fondamentali per apprezzare la saga (l’ho messo pure nel titolo dell’articolo!) e quindi non si può non sapere che, all’interno del mondo narrato in questa prolifica saga, esiste una saga di film horror chiamata Stab!

Il primo film di Stab esce all’interno di Scream2 ed è basata sugli eventi di Scream1; in Scream3 gli omicidi sono legati all’ordine di morte dei personaggi di Stab3 e la trama di Stab8 è alla base della nuova strage di Scream5. Impossibile quindi scindere Scream dalla sua metacinematografia interna!

Inoltre ovviamente sono innumerevoli le citazioni di titoli celebri degli horror e non, con una particolare propensione agli slasher (Halloween, Venerdì 13, Nightmare) e a Psycho e L’esorcista. Stupendi pure i camei, anche se il mio preferito rimane il cameo di Wes Craven nel suo stesso film interpretando uno dei propri personaggi più celebri: un bidello con le sembianze di Freddy Krueger – per chi mi segue sa benissimo quanto io ami quella saga!

CONCLUSIONI:

Per concludere questa mia leggera trattazione, ho deciso di condividere la mia personalissima lista di gradimento dei 5 capitoli della saga di Scream: qui c’è solo la mia opinione.

  • Primo posto: Scream (’96). Il capostipite, il cult, senza di esso non esisterebbe niente. La prima scena con Drew Barrymore è famosissima, si empatizza con lei solo per poi vederla sbudellata e impiccata! E poi tutti i personaggi sono genuini, nel cast sono presenti molti attori che amo e la trama procede veloce fino a un atto finale che ho lodato!
  • Secondo posto: Scream 2. L’uccisione della ragazza nella sala del cinema è uno dei momenti più ironici dell’intera saga! Una ragazza viene uccisa davanti a un’intera platea di spettatori e nella follia del debutto di Stab nessuno se ne accorge! Anche l’inseguimento di Gale nel college è stupendo, tiene veramente con il fiato sul collo. Nell’insieme un film ricco di tensione e di inseguimenti pensati benissimo!
  • Terzo posto: Scream 4. Questo lo vidi al liceo e ho ricordi vaghi, ma quello che mi ricordo è bello: la prima scena è una matrioska di film, poi c’è il personaggio di Jill interpretato da una bravissima Emma Roberts che regala una delle rivelazioni del killer migliori dell’intera saga. E poi, cosa più importante, i personaggi storici si mischiano perfettamente con la nuova generazione, riuscendo quindi a integrare nuovi personaggi senza dimenticare le basi su cui si poggia la saga.

  • Quarto posto: Scream (’22). Se il capitolo precedente era riuscito ad amalgamare personaggi storici e nuovi con efficacia, questo fallisce clamorosamente: troppo poca Sidney, troppi personaggi poco approfonditi e troppo tempo alla nuova survivor-wannabe. Gli omicidi in sé sono belli, la prima scena è un grandissimo remake della prima scena dello Scream capostipite, ma il minutaggio del cuore pulsante della saga è veramente troppo esiguo. Qui spesso mi è venuto in mente ripensando alla trama al termine fanfiction, ma alla fine vedendo le tematiche del film potrebbe anche essere voluto.

  • Quinto posto: Scream 3. La tensione abbandona la scena e si vira prepotentemente verso la commedia horror, senza nemmeno i grandi inseguimenti che avevano caratterizzato i capitoli precedenti. Adoro l’ambientazione del film in uno studio cinematografico, dettaglio che porta la questione metacinema alle stelle, ma niente dei personaggi nuovi rimane impresso e la relazione tra Gale e Linus al posto di essere un piacevole contorno diventa centrale, con un oscuramento importante delle vicende della vera protagonista Sidney.

La saga l’ho un po’ riscoperta il weekend prima della visione al cinema di Scream5 e devo dire che la amo molto, mi è piaciuta. Potrei comprare il cofanetto dei cinque film quando l’ultimo uscirà, perché veramente sono rimasto colpito.

E voi? La apprezzate?

Rigiocando Doom2016

Buongiorno!

Oggi ho splendide novità da condividere: ho superato l’esame di inglese e ho iniziato la progettazione per la scrittura della tesi! Il prof mi ha fornito i testi base e tesi di argomento simile alla mia per capire come schematizzare il tutto, mentre mi ha indicato quali calcoli svolgere quando avrò tutti i dati a mia disposizione.

Sono elettrizzato! Finalmente la fine del tunnel inizia a mostrarsi!

Comunque, non ho scritto questo post solo come blog personale: oggi torniamo a parlare di videogiochi!

Ho deciso di tornare a parlare di Doom2016 perché recentemente l’ho rigiocato, ma a difficoltà maggiore della precedente: Fatemi male, che equivale a difficoltà normale.

Rigiocare a Doom2016 conoscendo i livelli mi ha permesso di esplorare molto meglio le varie mappe e gestire le orde di nemici. Ma credo che il miglior gioco l’ho svolto con le scelte strategiche: quali modifiche applicare per prime alle armi e come gestire i potenziamenti armatura/armi/vita durante il gameplay.

Secondo me i livelli a difficoltà Fatemi male più difficili sono due: la Fonderia e Argent D’Nur! La Fonderia perché è uno dei livelli iniziali e quindi con poche armi è arduo superare i soldati posseduti & gli Hell Knights; Argent D’Nur perché è l’ultimo livello e il gioco ti fa affrontare qualunque mostro a sua disposizione.

E i boss? Credo che l’ordine di difficoltà non sia cambiato: i più facili sono i Guardiani (forse per il numero di volte a cui ho rigiocato il loro livello), poi il Mastermind (il boss finale) e infine quel terribile CyberDemon (il primo boss tra l’altro)! So che tutti dicono che il CD sia il più facile, ma a me il suo schema di gioco proprio non entra in testa!

Invece, anche per chi inizia ora a giocare, ora desidero condividere con voi le modifiche alle armi più utili per un gioco semplice e antistress:

  • Fucile a pompa: bombe a grappolo;
  • Fucile al plasma: bomba stordente;
  • Lanciarazzi: raffica ricercante;
  • Cannone Gauss: modalità assedio;
  • Mitragliatrice: mai usata.

E per giunta, con questa run ho appurato di essere effettivamente migliorato perché sono riuscito a concluderla morendo pochissimo (perlopiù morti ambientali, porca vacca) pur giocandola a difficoltà maggiore di quanto precedentemente provato e ho pure sbloccato alcune Rune mai sbloccate prima!

E voi? Vi capita mai di rigiocare a videogiochi conclusi in precedenza? A me sì, sono una persona molto ripetitiva; al computer giocavo un sacco alla saga di Batman Arkham e One Piece Pirate Warriors 3, per non parlare dei Pokémon eternamente rigiocati su Nintendo!

Il mio John Carpenter

Buongiorno! Oggi è il compleanno di uno dei registi cult, i cui film mi hanno sempre accompagnato nella mia timida crescita cinefila tra citazioni, riferimenti, recensioni, analisi e alla fine qualche riuscita visione: sto parlando di John Carpenter!

Per celebrare il suo compleanno ho deciso di elencare i film creati dal Maestro che sono riuscito a vedere, con un breve commento ciascuno, concludendo infine l’articolo con un commento generale sul suo stile e di come l’ho recepito in quanto a spettatore. Buona lettura.^^

Halloween – La notte delle streghe

Forse il suo film più celebre e iconico? Di certo è quello che ha dato vita al franchise più longevo e fortunato, regalando al mondo la bravissima Jamie Lee Curtis e il diabolico Michael Myers! Mi ricordo che la prima volta che vidi il film ero al liceo, stavo cercando disperatamente di recuperarmi i classici dello slasher perché all’epoca era il mio genere horror preferito; purtroppo, Non aprite quella porta è rimasto introvabile. Che dire della pellicola, in verità di esatto mi ricordo più il terrore e l’ansia che essa mi ha trasmesso, questa Ombra della Strega che pian piano si ossessiona alla vittima e non la lascia in pace fino a quando finalmente la uccide, inquietantissima la scena finale quando Laurie pensa di averlo ammazzato e lui si rialza mentre lei è voltata a piangere!

Fog 

Di questo film feci un articolo, qui. Adoro le sue atmosfere, mi ha sempre ricordato Lo Squalo di Spielberg perché con le sue nebbie minaccia una città il cui sindaco si rifiuta di raccomandare ai concittadini di non uscire (e venire sbudellati). Anche qui l’ansia regna sovrana, anche qui le case non sono il posto di salvezza ma le porte d’ingresso sono miseri ostacoli di fronte all’ineluttabilità dell’assedio. La sequenza migliore? L’inseguimento nel faro, ovviamente!

1997: Fuga da New York 

Di solito non amo molto i film fantascientifici (distopici per altro) ma questa pellicola riesce a creare un mondo pericoloso, aggressivo e disperato come pochi. L’interpretazione di Kurt Russell è veramente formidabile, anche se ho empatizzato con il personaggio di Adrienne Barbeau, già attrice in Fog e protagonista della sequenza di quel film che preferisco. In aggiunta, secondo me la pellicola ha il merito di avere ispirato la famosissima saga videoludica di Batman Arkham, con il secondo capitolo chiaramente figlio di questo capolavoro.

Grosso guaio a Chinatown 

Per i lettori più attenti del mio piccolo blog, questo titolo non dovrebbe risultare nuovo: lo ho citato in almeno due liste! Indovinate, se volete, quali! Sono sempre affascinato dal mondo che Carpenter riesce a creare, quasi un micro-cosmo a sé stante dentro a San Francisco: costumi, scenografie, intere leggende e perfino un sistema magico! Con uno stupendo placebo finale! Ho adorato il ritorno di Kurt Russell e la giornalista interpretata da Kim Cattrall, forse un pelino troppo passiva alla fine.

Vampires 

Sicuramente uno dei film più cruenti e splatter di quelli che ho visto finora, Carpenter abbandona le atmosfere gotiche e preferisce ambientare il tutto nell’era moderna, usando come tematiche il dramma sociale e l’inesorabilità del destino. Qui i Vampires sono essere cruenti, guidati e tenuti in vita da un leader che funge da capobranco della nidiata; sangue e dramma si mescolano in un’opera che mescola azione e orrore in un modo veramente accattivante! E’ nato prima questo film o The Day Walker (citazione marveliana)?

The Ward – Il reparto

Torniamo con un luogo assediato da un individuo ostile, una presenza questa volta, che uccide lentamente in stile slasher paranormale le pazienti dell’ala psichiatrica di un ospedale. Lo vidi molti anni fa, ma ancora oggi mi ricordo alcuni jumpscares piazzati benissimo. Forse il meno autorevole e memorabile tra i film visionati ma la solitudine e il senso di disagio sono sempre presenti e assieme a un cast solido riescono a dar vita a un bel filmetto e a un twist finale che rende il tutto tristemente molto più realistico di quanto mi sarei mai potuto aspettare.

Commento generale sul regista e il suo stile

Premetto che sono cosciente che mi mancano ancora troppi suoi classici (La cosa, Essi Vivono, Il villaggio dei dannati…) per avere un’idea anche solo parziale ma comunque ritengo di potermi definire un suo estimatore: tutti i film che ho citato mi sono piaciuti e sono riuscito a trovare un filo conduttore tematico!

Carpenter è un regista, sceneggiatore e compositore; sono sue molte delle colonne sonore dei suoi film e dei sequel di Halloween! E composizioni come le sue riescono sempre a creare un’atmosfera terrificante, trascinante e accattivante; memorabile come la semplicità della colonna sonora di Halloween ti entri nelle ossa! Inutile ribadire che parlando di questo artista non bisogna mai dimenticarsi del suo lato di musicista.

Nei suoi film di Carpenter ho notato come tematiche la paura costante, il senso di angoscia e solitudine, perfino dentro alle proprie abitazioni dove invece dovremmo sentirci al sicuro. Inoltre, Carpenter è un regista con una fantasia infinita che è riuscito a produrre i suoi capolavori con budget ridicoli; ciò dice molto. E una critica sociale anche, di come gli outsiders e gli innocenti spesso siano sempre quelli lasciati vivere, perché un senso di vendetta (umano o divino) è sempre rintracciabile!

Insomma, Carpenter è un artista che ci ha dato tanto e secondo me, anche solo con le colonne sonore, ci può dare ancora molto. E voi, quali ricorda vi sblocca leggere questo articolo? Avete un suo film preferito o che con rammarico vi manca?

Non è l’Halloween originale ma ho adorato sentirla durante i titoli di testa!

10 streghe potenti 4.0

Buongiorno!

Con dispiacere torno con una nuova lista, l’ennesima nel mese di Gennaio, perché sono nel pieno dell’attesa per l’esito di uno scritto che se passato mi fa avere un orale a giorni via computer; l’esame è inglese, B2.

Questa è la quarta parte di una lista molto amata qui sul blog, lista che è iniziata con l’elencare film con streghe potenti e fighe fino ad allargarsi a qualsiasi personaggio stregonesco: maghi, streghe, stregoni, cartomanti e veggenti! Mi piace molto come format perché mi permette di citare film molto distanti fra loro, ampliando così l’offerta che do ai miei lettori.^^

Le Streghe del mio cuore

Quindi anche oggi propongo dieci streghe e stregoni del tutto particolari, ognuno caratterizzato a modo suo. Passiamo da pellicole per bambini allo splatter più puro, passando per film famosissimi fino a opere di cui non ho la benché minima memoria. Buona lettura!

Molly Moon e l’incredibile libro dell’ipnotismo. E’ un filmetto per bambini su di un’orfana che vorrebbe diventare famosa e usa l’ipnosi per far carriera; secondo me è un film sulla magia per il semplice fatto che non credo l’ipnotismo funzioni come lo descrivono nella pellicola. Carino se avete dei bambini piccoli.

La Befana vien di notte. La Cortellesi mi è sempre piaciuta e qui interpreta la Befana! Fiaba fantasy NON per bambini, il film si caratterizza per essere una frizzante commedia fantasy con tinte molto creepy, come quando i bambini stavano per essere schiacciati a morte. La resa è stupenda, poi le scene di volo e il trucco sono veramente meravigliosi.

Cruel Peter. Film horror italiano visto su RaiPlay (che me*da acquista la Rai coi nostri soldi??) di dubbia qualità, è la solita e trita storia di fantasmi che vogliono possedere vivi e vendicarsi. L’unica nota interessante è la strega, inquietante e ben caratterizzata nonostante la breve comparsa.

Merlino e la battaglia dei draghi. I film (o le serie tv) cambiano ma la domanda rimane: Merlino oltre a far volare di qualche metro le persone sa fare esattamente qualcosa?

Phenomena. Ok, parlare empaticamente con gli insetti può non essere frutto di stregoneria ma mi piaceva la lettura paranormale. Invece, per chi ha visto il film nella versione originale, durante gli inseguimenti c’era musica rock? Perché rovinava completamente l’atmosfera e non è la prima volta che il Darione lo fa! Belle le atmosfere romantiche ma quella musica rovina tutto.

The Medallion. Brutto film con Jackie Chan. Brutto brutto brutto. Immaginatevi le scene tipiche dei recenti film di Jackie mischiate a un film in cui un medaglione impugnato da un bambino speciale rende immortali. Brutto.

La terza madre. Alzi la mano chi ha un esempio su come rovinare una trilogia iconica con un solo terzo film. Io lo so, io lo so! E l’esempio è questo stesso film, imbarazzante e caratterizzato da una costruzione narrativa che non spiega minimamente le basi magiche su cui si basa, rendendo incompleti e paradossali pure i film precedenti. Altro flop targato Argento.

Hellboy (remake). Splatter, tamarro e con una grafica assurda; l’ho adorato. Qui la strega che ammalia è interpretata da Milla Jovovich, che rende le tematiche sulla discriminazioni dell’Hellboy precedente molto più preponderanti. Figa, potente, rende tutti gli altri personaggi inutili, lei è la vera protagonista della pellicola!

La principessa e il povero. Di questo film si ricorderanno solo i costumi, le tette enormi della Falchi e la figaggine dei due attori co-protagonisti. Fine. Peccato, il soggetto in sé era molto interessante, poteva essere meta-cinematografico ricordando come i personaggi si interfacciavano tra dei e uomini nei poemi omerici, ma alla fine è una miniserie lenta e noiosa. E lo stregone era ben caratterizzato come villain delle storie medievali; due volte peccato.

Doctor Strange. Si chiude in bellezza: uno dei migliori film del MCU, a mani basse! Profondo, con una CGI pazzesca e un cast stratosferico in partissima. Con la scoperta che Benedict ha recitato sia come il Doc sia come Dormammu, il film si presta benissimo alla lettura di una lotta interiore tra l’altruismo e la bontà d’animo del protagonista e la sua sete di fama e supremazia; con un finale che ci fa capire che non bisogna essere santi ma scendere a patti con entrambi i lati. PS: trucco dei cattivi stupendo!

Un possibile teaser di un mio articolo futuro?

Ecco, siamo arrivati alla fine dell’articolone!

Così tanti flop o bei film mancati mi fa riflettere molto: quanto è difficile costruire un bel sistema magico, o un personaggio misterioso abbastanza da rapire l’attenzione dello spettatore? Per fortuna i pochi bei film della lista la elevano tantissimo, ho amato Doctor Strange e concordo con chi accusa l’ultimo film di Spiderman di averlo nerfato in potere e cervello!

Voi conoscete tutti i film? Cosa ne pensate del cinema di Dario Argento?

10 streghe potenti! : qui

10 streghe potenti 2.0! : qui

10 film con streghe potenti 3.0 : qui

10 film con il percorso di miglioramento 3.0

Buongiorno, come avete passato il Natale? Io abbastanza bene e ho ricevuto dei bei regali, di vario genere; e soprattutto mangiato tanto con le mie tradizionali e imperiture riunioni famigliari!

Oggi torno a parlare di cinema con una lista di film accomunati tutti da un dettaglio molto malleabile: il protagonista subisce un percorso di mutamento, crescita, comprensione della realtà o di se stesso. Questi sono 10 titoli molto diversi tra loro, alcuni sono più belli, altri mi sono perfino dimenticato dall’oblio perché li avessi messi in lista!

Buona lettura.^^

Giù per il tubo. Simpatica commedia per bambini creata con la tecnica digitale, anche se guardandola avrei detto avessero usato invece la stop-motion! Parla di un topino che parte snob, asociale ed egoista e termina la corsa altruista, coraggioso e innamorato. Una bellissima fiaba per i bambini, anche se non ho molto amato lo stile grafico dei personaggi.

Vedo nudo. Se è nella lista un motivo ci sarà; è un bel film episodico, ma mi è passato di mente il motivo della sua aggiunta. Se qualcuno lo ha visto e si illumina, mi dica pure.

La Tete en friche – La testa tra le nuvole. Commedia francese con Gérard Depardieu nei panni di un gentile uomo che fa conoscenza con una simpatica vecchietta al parco; i due instaurano così un rapporto quasi di madre e figlio. Interessante rapporto in quanto lei è una maestra in pensione e quindi lo aiuta ad imparare a leggere e ad acculturarsi fino a un finale veramente commovente.

Agente Smart – Casino totale. Esilarante commedia parodistica interpretata da un cast stellare, credo che il percorso in questione sia quello dell’agente protagonista il quale in quanto a capacità e personalità è simile a Johnny English (dalla saga parodistica di Rowan Atkinson). Ve lo consiglio se volete passare una serata ridendo per comicità demenziale.

Green book. Del dramma ne ho parlato qui, il percorso è ovviamente quello di Tony Lip, che comprende cosa sia il razzismo e quanto sia tossico.

Il cattivo poeta. Altro film già trattato sul blog, ovviamente (di nuovo) il percorso di miglioramento è quello del protagonista grazie all’influsso del Vate: solo grazie a lui riesce a capire il male che il Fascismo ha causato all’Italia e che in nome del Fascismo il protagonista stesso ha perpetrato.

I WeirDO. Anche di questa ne ho parlato qui, ma sto zitto perché è spoiler.

Dal tramonto all’alba. Horror d’azione diretto dal regista di Spy Kids in collaborazione con Tarantino (quest’ultimo anche attore). Vi ricordate? E’ il film con la celebre scena che ha lanciato Salma Hayek! A maturare è il personaggio di George Clooney, che parte psicopatico assassino seppur meno psicotico del fratello, per poi affezionarsi ai suoi ostaggi e arrivare a rischiare la morte per salvarli! Film stupendo.

L’amore non va in vacanza. Dai ne ho parlato da poco, secondo voi chi è che muta nella pellicola? Qual è il personaggio che balza all’occhio?

Lo spirito del Natale. Alla fine il cinema natalizio di serie B si impone anche qui! In pratica, il film parla di due in coma che diventano fantasma mentre sono in coma e fanno cose; a maturare e scoprire cos’è il Natale e cosa vuol dire passarlo con i propri cari è l’interesse amoroso della protagonista. Vive stronzo, passa in coma e rinasce amore caritatevole!

Eccoci arrivati alla fine! Ma del post, non dell’anno: infatti, il 31 pubblicherò un riassunto dei buoni propositi che avevo proposto nel 2021 per il blog e proverò a scrivere quelli per l’anno seguente; non siete curiosi di quanto inadempiente io sia?

Quindi, vi saluto e come al solito vi lascio alcuni link interessanti.

Dieci film sulla crescita personale: qui.

10 film con il percorso di miglioramento 2.0: qui.

PS: recentemente ho portato due lavori per un contest free di un forum; se volete indovinare quali sono i miei, ecco qui il contest con i lavori da giudicare. Bye!^^

Da notare il focus sul suo personaggio, come in Malena o Le ragazze di Wall Street!

Metro Exodus: prime impressioni + The Xmas Carols

Buongiorno! Il viaggio con la mia PlayStation4 usata continua e questa volta vi parlo in anteprima di un videogioco che mi ha dato di seconda mano (non gratis ma per soldi, la tapina) mia sorella: Metro Exodus!

Metro Exodus è il terzo capitolo della trilogia Metro, ispirata al libro russo di genere fanta-postapocalittico Metro 2033. Ovviamente ho giocato solo a questo.

Che dire?

E’ un gioco crudo, violento e dannatamente intrattenente anche se pesantino. Rigiocando due capitoli ho capito che per dare un’opinione approfondita dovrei rifare tutta la partita da capo a difficoltà normale, quindi questa è solo un’opinione a caldo!

Il gioco in pratica si basa sul FPS e l’esplorazione di ambienti più o meno ostili. Qui il vero villain non è il mostro o l’organizzazione criminale di turno ma la guerra atomica e il suo lascito di radiazioni che ha devastato la Russia, rendendola un posto praticamente inabitabile. Tutto il videogioco è un enorme road-story di questa compagnia di soldati alla ricerca di un posto dove stabilire la comunità di cui fanno parte.

Il nemico più terribile? Gli aracnidi mutanti del bunker!

Il paesaggio più bello? Gli alberi verdi e le distese serene della Taiga!

Cambiando argomento, oggi inizia ufficialmente la collaborazione. Ciao e che lo spirito natalizio sia con voi.^^

Consiglio 5 film: Ottobre

Buongiorno! Oggi è Ognissanti e per quando leggerete questo testo probabilmente sarò appena tornato dal giro nei cimiteri; Ottobre è appena passato e con sé ha portato via la settimana orrorifica per eccellenza. Quest’oggi ho scelto per voi 5 titoli molto creepy, che raccontano tutti un orrore mostrato in diverse maniere. Cinque titoli molto famosi, che forse ho già portato sul mio piccolo blog in precedenza.

Ma prima di tutto, avete letto il mio speciale di Halloween? Cosa ne pensate?

E detto ciò, fiondiamoci sui film! Buona lettura.^^

The iron lady. Grandissimo film con la straordinaria Meryl Streep, incentrato sulla storia di Margaret Thatcher e raccontato in base ai ricordi della donna che soffre di Alzheimer. E’ doloroso vedere quanto una donna così forte e determinata sia ridotta al silenzio, debba essere controllata per le pillole quando sono state le sue decisioni a renderla quella che è, quando è riuscita a governare una nazione ed elevarsi dal suo stato di figlia di un popolano in mezzo ai politici! Grande film, straordinaria attrice.

L’esercito delle 12 scimmie. Thriller fantascientifico con Bruce Willis, parla di un uomo che viene mandato indietro nel tempo per capire l’origine di un micidiale virus che ha costretto l’umanità a rifugiarsi nelle profondità della Terra per sopravvivere. Credo che il punto forte della pellicola sia la sceneggiatura: a fine film ti rendi conto di aver visto un trip assurdo, ben recitato e con una resa perfetta che gioca sulla sanità mentale e il destino; ma un trip mentale in cui tutti ma tutti tutti i pezzi combaciano!

The Rocky Horror Picture Show. Musical che abbraccia la commedia e l’orrore e la sovversione con una facilità disarmante, ne ho parlato qui.

Red Dragon. Prequel dell’insuperabile Il silenzio degli innocenti, questa pellicola mostra come Hannibal the Cannibal abbia ricevuto il soprannome e mostra anche quanto sia intelligente e manipolatorio questo serial killer, rendendo gli eventi dell’originale ancora più macabri. Ralph Fiennes ed Emily Watson regalano interpretazioni sentite, molto valide e che reggono da soli il film, con la costruzione di un mostro che combatte per salvare la propria umanità. Stupendo.

Dal tramonto all’alba. Scritto da Quentin Tarantino (quello di Le Iene, Pulp Fiction) e diretto da Robert Rodriguez (quello di Spy Kids, Machete), ho detto tutto: splatter, con una comicità nera violenta, personaggi sopra le righe e un montaggio assurdo. Cult moderno, come molti film di Tarantino, riesce a mostrare l’orrore e la violenza senza mai scadere nel torture porn e anzi ci regala una commissione di western e home-invasion, a me è piaciuto moltissimo!

Ecco, questa è la lista. Voi come state, come avete passato Halloween? Noi stiamo bene, anche se abbiamo passato Halloween a cercare di rincuorare Scoo, che ha la zampa posteriore immobilizzata e mercoledì viene ricoverato per rimettergli a posto la zampina bellina rotta. Ma sta bene e si muove, anche se a fatica.

Se volete commentare le mie raccomandazione childen-friendly, vi do la mia benedizione. Ciaone e alla prossima.

Scream Queens (prima stagione)

Scream Queens è una serie televisiva  creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan per il network Fox, che l’ha trasmessa dal 2015 al 2016 per un totale di due stagioni. Spaziando tra tre generi (il giallo, lo slasher e la commedia) si snoda in 13 episodi che raccontano come le consorelle della KKT sono riuscite a salvarsi e a svelare l’identità del serial killer mascherato Red Devil, che imperversa il campus presso cui la loro ‘sorority’ risiede.

Cast:

Protagonista assoluta della serie è la stronza e classista Chanel Oberlin, la presidentessa delle KKT e ragazza popolare in quanto bella, ricca e magra. E’ lei che all’inizio di ogni episodio esprime la propria opinione con lunghi monologhi, ricapitolando gli eventi passati e introducendo le tematiche attuali.

Attorno a Chanel Oberlin orbitano le Chanels – le sue assistenti consorelle – e il resto delle KKT, i membri del Dickie Dollars Scholars di cui il capo è il fidanzato di Chanel, il decano del campus e gli amici/professori/guardie del campus.

In questo cast ricco e variegato, i nomi di richiamo sono tantissimi, tutti per un pubblico molto giovane anche se gli appassionati potrebbero riconoscere anche un’attrice un pelino celebre. Per fare alcuni nomi ci sono: Emma Roberts, Abigail Breslin, Ariana Grande, Nick Jonas, Lea Michele e… e Jamie Lee Curtis!

Dopotutto, come poteva esistere una serie chiamata Scream Queens senza LA regina dell’urlo?

Le tematiche:

La serie, nelle intenzioni degli autori, doveva essere una parodia che riuscisse a mostrare estremizzandole nel personaggio di Chanel le problematiche giovanili: droga, bullismo, razzismo, insicurezza sociale, classismo, omofobia, la cultura dello stupro, i disordini alimentari e chi ne ha aggiunga; ci sono riusciti? Per me, sì.

Scream Queens non si prende mai troppo sul serio e riesce a creare sequenze che fanno ridere grazie a questi personaggi ambigui e paradossali, capaci sia di battersi per il genere femminile e la scena dopo insultare a morte la malcapitata di turno. Ma sono proprio questi personaggi, così aggressivi ma anche sfumati, che riescono a portare avanti meglio i filoni tematici: genera più interessa la stronza che ti insulta o la santa paladina che si erige a Madre Teresa per tutta la stagione?

Credo che comunque la tematica più interessante e largamente studiata da Scream Queens sia stata quella del sessismo: ogni personaggio ha una propria visione diversa, dalla direttrice del campus e femminista Munsch alla classista acida Chanel. Molte battute hanno fondamento su questi concetti, gli archi narrativi spesso si basano sulla maturazione del concetto di donna nella società e di quanto siano sbagliati certi atteggiamenti.

Credo che la scena che racchiude meglio le tematiche e che fa ridere, tra l’altro, sia contenuta nel quarto episodio: Haunted House.

Struttura degli episodi:

Ogni episodio si apre con un monologo o una citazione, quasi sempre di Chanel Oberlin, rivolto direttamente allo spettatore per introdurlo alle vicende della trama. Ogni episodio ha minimo una vittima, anche se in alcuni le vittime sono arrivate fino a quattro.

Come detto nella introduzione, la serie non si basa solo sul genere slasher (il serial killer che miete vittime) o sulla commedia (comicità demenziale o black humour) ma anche sul giallo e l’investigazione: fin dai primi episodi si capisce che tutta la trama horror poggia le basi sul prologo dell’episodio pilota e quindi Grace, Zayday e Pete scavano nel passato delle KKT per capire cosa sia successo vent’anni prima. Ogni episodio, quindi, vede il dinamico duo di fidanzatini girare per il mondo e le biblioteche del campus per ottenere testimonianze, archivi e informazioni, scontrandosi molte volte con la superficialità delle KKT (gelose dei segreti della loro ‘sorority’) o con la riservatezza di chi ha vissuto quei momenti (come la Munsch, che rischiò di vedere la carriera compromessa).

Inoltre, prima avevo citato tra le tematiche della serie anche il razzismo, il classismo e il bullismo, elementi cardini delle KKT all’inizio della serie.

Bene, ogni episodio è anche una battaglia sociale tra la progressista (e nera) Zayday e la ricca e bianca conservatrice Chanel. Interessante che già da metà stagione le due diventino co-presidenti delle KKT e che pian piano perfino l’animo fragile e acido di Chanel si apra a nuovi orizzonti, per sua sfortuna proprio quando il killer chiude la sua trappola su di lei e le sue amiche.

I costumi e le scenografie:

Scream Queens è una serie molto legata al mondo della moda e del lusso, scegliendo un’estetica che si poggia su due contrasti: i colori patinati del mondo Barbie ma allo stesso tempo anche la crudezza di una realtà fredda e pericolosa.

Gli ambienti sono quasi sempre sfarzosi, ricavati in enormi edifici che permettono una caratterizzazione ottimale, fino a creare un mondo e una narrazione singolare all’interno di ciascun palazzo.

Ovviamente quello che risalta maggiormente all’occhio è l’edificio delle KKT, che alterna le grandi scalinate e il pian terreno bianchi ai colori pastello dei piani superiori.

Fuori dal campus, invece, la desolazione regna sovrana.

Dal punto di vista dei look, Scream Queens dimostra una grande caratterizzazione per ogni singolo personaggio.

La stilista ovviamente ha rivolto le sue attenzioni maggiormente a Chanel Oberlin, caratterizzata da un vasto armadio Chanel vintage che le dona una figura elegante ma anche autoritaria e di una bellezza d’altri tempi; anche le sue Chanels ovviamente sono vestite con lo stesso marchio, anche se suppongo con abiti più recenti e di tendenza.

Del resto dei personaggi, si stagliano soprattutto tre, tutte donne: Grace è quella più sciatta e meno appariscente vestita come una intellettuale; Gigi, che indossa sempre vestiti anni ’80; la direttrice Munsch, donna determinata e inarrestabile caratterizzata da eleganti tailleur di vari colori.

I personaggi, il serial killer e tanta ambiguità:

Come si sarà capito, i personaggi di Scream Queens sono molto sfumati e ambigui, tutti caratterizzati da un nucleo familiare problematico e che trovano solo nelle rispettive confraternite una nuova famiglia.

E’ proprio questa ambiguità il punto forte della serie: tutti potrebbero essere i killers, tutti hanno le motivazioni e l’odio necessario per commettere gli omicidi.

Interessante, inoltre, è che durante la produzione della serie l’identità del serial killer fosse stato decisa fin dagli inizi ma tutti gli attori era stati tenuti all’oscuro, cosicché non potessero sapere se i loro personaggi sarebbero sopravvissuti o come caratterizzare alcune reazioni; ciò spiega sempre l’ambiguità che vela ogni cosa.

I personaggi meglio caratterizzati sono le Chanels, ovviamente, e vediamo in loro tutto ciò scritto sopra: derivanti da famiglie assenti e inacidite da una sorellanza basata sul classismo e il nonnismo, paradossalmente stanno meglio nella residenza KKT dove potrebbero essere uccise dal Red Devil. Tutte dimostrano insicurezze e lati da nascondere, tutte informazioni che le rendono le perfette colpevoli dei numerosi omicidi della serie.

Il mio personaggio in cui mi rispecchio maggiormente è sicuramente Chanle #5, interpretata dalla bravissima Abigail Breslin, mentre quello più divertente e meglio caratterizzato è la Regina: Chanel Oberlin, interpretata dall’iconica Emma Roberts in uno dei suoi ruoli più incisivi e memorabili.

E, per finire, tante citazioni:

Essendo Scream Queens una serie incredibilmente pop, è infarcita di omaggi, citazioni e ispirazioni sparsi tra battute, intere scene e perfino personaggi. Qui le ho raccolte, sono tante e divise le une dalle altre dallo slash (sennò verrebbe un articolo inutilmente lunghissimo). Buona lettura!

Non aprite quella porta / CSI / Nancy Meyer / Derek Jeter / Arancia meccanica / How to get away with murder / Samantha Ronson / Sixteen candles / Charles Manson / Cosby indaga / Come farsi lasciare in 10 giorni / Children of the corn / Bo Beep / Shining / The marriage Ref / Giudice Jow Brown / L’esorcista 3 / Ritratti del coraggio / Il silenzio degli innocenti / Black velvet / Die hard / Dora l’esploratrice / Miami vice / Panic room / Angelina Jolie / Bruce Lee / Netflix / Lo squalo / Nancy Drew / Hellraiser / Ouija / Bologna / Osama Bin Laden / Carl Sagan / Hitler / Psycho / Sherlock Holmes / Waterfalls / Dieci piccoli indiani / Il gladiatore / Joaquin Phoenix / Il gladiatore / Candyman / Viandante sul mare di nebbia / Playboy / The Maury Show / Taylor Swift / Jennifer Grey / Terminator / Dr Giggles / Michael Myers / Jason Voorshees / Susan Sontag / I Lego / Jack Skellington / Popsicle / Teen Wolf / George Clooney / Ocean’s eight / Ayla figlia della terra / Jason Voorshees / Freddy Krueger / Toxic Avenger / Forrest Gump / 2 Girls 1 Cup

Ecco, queste erano le citazioni che ho riscontrato. Sono tantissime vero? Questo dimostra quanto la serie sia ricca di richiami pop e di omaggi, di quanto sia stata pianificata e della classe che la rappresenta. Fa ridere, fa paura e fa riflettere. Un’ottima serie da rivedere in binge-watching ad Halloween, con una colonna sonora accattivante e trascinante!

Ciao! Io vi saluto e vi invito a commentare, a postare qui i link per i vostri speciali di Halloween e di passare una bella serata. A domani per i migliori del mese di Ottobre. Ciao!

Ora, come al solito, vi lascio alcuni link interessanti:

  • Una breve opinione che feci sulla serie mentre la guardavo: QUI
  • Lo speciale di Halloween dell’anno scorso su Beetlejuice e Tim Burton: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2018: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2017: QUI
  • Il mio racconto horror, L’ostello degli orrori: QUI
  • Il mio racconto horror strettamente legato alla festività che unisce slasher a magia: QUI

Bene, ora ciao sul serio e buon Halloween!

HALLOWEEN KILLS spoilers

Buongiorno! Ieri sera sono andato a vedere il sequel di Halloween 2018, diretto da David Gordon Green, e sono qui per parlarvene; credo che farò qualche spoiler, per cui se non lo avete visto state attenti e continuate a vostro giudizio.

Halloween Kills si dispone rispetto al precedente film del franchise come un seguito diretto agli eventi appena conclusi, con i pompieri che accorrono a spegnere l’incendio in casa Strode per poi venire massacrati dall’Ombra della Strega mentre le tre donne Strode vanno a farsi ricoverare in ospedale inconsapevoli che il serial killer sia stato salvato dalle fiamme.

A me il film è piaciuto, rispetta le tematiche del primo, l’Halloween di Carpenter, lo omaggia con una serie di citazioni, riferimenti e comebacks; tuttavia, per come sceglie di narrare la figura di Michael Myers si pone in netto contrasto col film del ’18 perché se quello mostrava un pazzo che è ossessionato dalla sorella da uccidere, qui egli diventa effettivamente l’Uomo Nero.

Halloween Kills si lascia guardare, non ha jumpscares ma lascia soggezione; purtroppo, a differenza dei due predecessori non credo invogli la ri-visione perché è un film troppo carico di tensione, tensione che non regge una seconda visione.

Le tematiche principali sono ovviamente la follia umana ma non solo come quella dei pazzi ma intesa anche isteria di massa, la stessa che nel Rinascimento ha portato alla caccia alle streghe. Quindi altri temi importanti sono l’impotenza dell’uomo contro gli eventi del mondo, il peso delle emozioni come la paura nelle scelte che facciamo e l’importanza della famiglia non solo nel senso di consanguinei ma anche di persone legate da un certo vincolo o peso emotivo.

Altro tema ricorrente è il riflesso, inteso sia come analisi personale sia come curiosità verso lo sconosciuto: in molte stanze sono presenti superfici rinfrangenti e specchi, tanto che il regista gioca con questi per creare morti più o meno a sorpresa, dettaglio che ho apprezzato molto. Inoltre, il mistero dietro alla camera della sorella maggiore di Michael è veramente interessante, anche se mi ha fatto supporre in anticipo l’ultima scena.

Comunque, ora vorrei entrare nello specifico nelle cose che mi sono piaciute.

Ho adorato i titoli di testa, caratterizzati da scritte arancioni statiche molto anni ’70, mentre a lato c’erano inquietanti zucche che prendevano fuoco. Lo stesso stile è usato per i titoli di coda, senza le zucche.

Le musiche, curate anche stavolta da Carpenter, sono stupende (sempre lo stesso tema, eh) e il coro angelico con quelle due sole note è una delle cose più angoscianti e d’atmosfera possibili, veramente ben fatte!

Il cast è in parte, mai sopra le righe e sempre sul pezzo. Su tutti regnano Jamie Lee Curtis e Judy Greer, quest’ultima nel difficile ruolo di una donna che cerca vendetta ma che spera di mantenere la sua umanità fino all’ultimo. Purtroppo, alcuni personaggi secondari e molti di contorno hanno solo le battute o il minutaggio necessari a renderli carne da macello e quindi forse abbassano leggermente la partecipazione emotiva.

Le morti sono veramente tante, questo non è uno slasher: è un massacro! Se il precedente voleva essere lo slasher per eccellenza, qui invece si distacca molto dal genere. Infatti, l’azione non è circoscritta in un luogo e le morti non coinvolgono solo adolescenti (anzi, di adolescente ne muore 1 solo); e non ci sono nemmeno scene di sesso o pelle al vento. Questo film prende il filone dell’isteria di massa, di un essere invincibile che assedia una cittadina, seminando panico e morte fino a segnarne profondamente la cittadinanza e la memoria collettiva.

Forse le morti sono troppe, perdi la paura anche perché secondo riesci a immedesimarti solo se c’è una vittima su schermo, non undici! Comunque, quelle singole (le vere Halloweenate) sono terrificanti, come l’assedio della macchina oppure lo scontro con la nipote di Laurie Strode. Le altre ci sono, fanno figo ma non sono emotivamente impattanti, non come lo è l’omicidio finale di Karen, un grandissimo omaggio al cult!

Insomma, Halloween Kills è un gran film per Halloween ma non mi sento di consigliarlo ai non appassionati del franchise perché si basa sugli omaggi all’originale. Ora temo che Michael possa diventare come lo zombie Jason: una figura infermabile che fa solo morte rovinando così una bella nuova saga.

Vedremo. Voi lo avete visto? O lo andrete a vedere?

PS: ma secondo voi lo ha ucciso veramente il bambino vestito da scheletro? Sarebbe la sua prima morte infantile e il suo cadavere non era come al solito in posa con gli altri, per cui secondo me no, era solo per fare scena. Per voi?