The Visitor: massacre at camp happy

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Questo videogioco è un indie veramente carino trovabile anche su piattaforme gratis di giochi online e devo dire che in poco tempo mi ha conquistato nella sua semplicissima genialità. Tratta di un alieno caduto sulle montagne americane a causa di un meteorite e della sua caccia all’uomo, divisa in diversi capitoli.

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Ciò che mi piace di questo divertente gioco è che si basa su un meccanismo di predazione: noi possiamo mangiare qualsiasi animale solo se però è più piccolo di noi o della nostra stessa taglia e quindi se siamo piccoli veniamo aggrediti dai pumi o dai facoceri o dagli aironi cicerini; certe volte possiamo pure venire spinti nei burroni!

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Un dettaglio molto interessante è il paesaggio: siamo circondati da burroni, fitti boschi e ruscelli, tutti ostacoli che da solo il vermicello non può affrontare essendo un animale terrestre. Tuttavia, il suo corredo genetico lo aiuta a infiltrarsi in questi labirinti perché quando divora un particolare animale ne può assumere le caratteristiche evolutive. Un esempio? Se mangia un castoro, una tartaruga o un pesce può nuotare con tanto di pinne!

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Quindi, se riusciamo a destreggiarci tra tutti questi ostacoli naturali e i predatori che non sanno di stare per diventare prede, il nostro obiettivo rimane quello di divorare gli incauti uomini e donne che villeggiano o esplorano le montagne, uccidendoli tramite orribili predazioni.

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In conclusione questo è un semplice gioco di strategia e splatter da scoprire e consigliare! Vi piacciono le ambientazioni semplici ma verosimili? Fa per voi! Vi piacciono gli schizzi di sangue? Fa per voi! Vi piace pensare e riprovare finché non ci riuscite? Fa per voi!
Almeno a me è piaciuto.^^

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Vieni qui se hai interesse per altre cose di genere^^

 

Il santuario di Delfi

Delfi era una città della Focide, posizionata sul versante meridionale del Parnaso. Situata in una conca circolare, Delfi era dominata da una formazione rocciosa costituita da due picchi in mezzo ai quali scorreva la fonte Castalia. Era considerata il centro del mondo.

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Panoramica dal santuario

L’importanza di questa città è da attribuire al santuario di Apollo che in origine era stato chiamato Pizio. La leggenda che narra la storia di questo santuario è davvero interessante perché spiega il cambiamento del culto presente in questo luogo, passato dall’adorazione di Gea e Pitone agli oracoli di Apollo: Pitone era colui che aveva fondato il santuario ed era l’oracolo più importante fino a quando un dio biondo e belloccio invase il territorio e lo uccise perché il serpente gli aveva molestato la madre; poi questo dio prese il controllo del posto, chiamandolo Delfi perché ci era giunto sotto forma di delfino, guadagnando l’epiteto di Apollo Delfico Apollo Loxia (forse per i suoi incomprensibili enigmi) e rimanendo famoso per una tale impresa.

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Interessante è che gli scavi archeologici hanno portato alla luci reperti risalenti all’epoca micenea (1600 a.C.).

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Didascalie greche e dal vivo si riuscivano pure a leggere 

Nel santuario affluivano doni su doni: statue, somme in oro o argento, iscrizioni o addirittura interi piccoli tempietti; infatti, era usanza offrire al dio numerosi doni per ingraziarsene la sapienza e quindi le ricchezze contenute in qualsiasi santuario o più in generale Acropoli erano praticamente infinite.
Il dio si manifestava attraverso la voce della pizia, seduta sul suo tripode posto nell’apertura della parte del tempio non accessibile al pubblico e le profezie erano espresse attraverso dei versi e interpretate da sacerdoti; di solito prima di intraprendere una qualsiasi azione c’era l’usanza di interpretarla: questi oracoli erano estremamente misteriosi e si basavano sull’interpretazione del richiedente e quindi potevano dare vita a felici o tristi seguiti a seconda delle scelte successive. Inoltre, con il passare dei secoli la pizia, cioè la voce umana del dio, finì col diventare impopolare per le sue profezie che avevano spesso favorito i Persiani ai danni degli Lacedemoni durante le guerre del Peloponneso e infine Filippo il Macedemone durante la sua conquista della Grecia.

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Tempio di Apollo

Giusto per concludere consiglio il film My Life in Ruins che parla di un giro turistico di un’ignorante e svagata comitiva la quale grazie alla propria guida turistica riesce a scoprire un mondo che tutti ritengono morto. Tra i vari argomenti ci sono la pizia e perfino molte inquadrature di Delfi.

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Una scena del film

Il mio viaggio in Grecia 

Un gioco che non consiglio.

Per conoscere la mitologia cercare la Categoria Mitologia

 

 

 

Una valle sperduta tra le montagne

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La Val Cajada è una valle accessibile da Ponte nelle Alpi statale 51 fino alla Stazione ferroviaria di Faè Fortogna strada asfaltata della Cajada. A pochi minuti da Longarone, ci ho passato un campo Scout e recentemente ci sono tornato grazie sempre allo Scoutismo: un nuovo campo è ospite lì e anche questa volta tutto è tranquillo e bello!

 

La prima cosa che vediamo appena arriviamo è una bella malga con tanto di mucche e asini -dicono sia diventata anche ristorante- e poi la valle! Una distesa di erba cinta dalle foreste che sale pian pianino fino ad arrivare ad un bellissimo punto panoramica che la domina. Questi boschi sono molto belli perché oltre ad offrire tranquillità e riparo dal sole sono popolati da ungulati (caprioli e cervi) e anche serpenti (come quello in foto).

 

Da questo posto si può anche partire per fare semplici passeggiate alle casere, cosa che ho fatto fino ad arrivare in un’ora e mezza ad una casa sì privata ma con fontanella e soprattutto un bellissimo panorama sulle montagne e nuvola da mozzare il fiato!! Bello, bello, bello! La passeggiata era facile, sono caduto una sola volta perché c’era un torrentello e sono scivolato. xD

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Io consiglio di andarci, anche se la strada può essere lungo e impervia, veniamo sempre ricompensati con una bella dose di tranquillità e pace tra i monti.^^

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La casera Doana

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La Casera Doana è un bel rifugio nelle vicinanze dell’altopiano di Razzo, accessibile dopo un’oretta scarsa di camminata; camminata che assomiglia più a una passeggiata circondati prima dagli alberi e poi dalle bellissime montagne.

A me è piaciuto tantissimo girovagare per quei posti tranquilli ma pieni di vita, straripanti di fiori colorati e guardare come la flora locale impreziosisse il posto. Della fauna, sfortunatamente, non ho visto molto ma solo alcune orme nel fango di ungulati e un maestoso rapace che ha planato a pochi metri per poi risollevarsi in volo e scomparire tra gli alberi!

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Scooby, il mio cane, si è divertito moltissimo a correre su e giù, a guardare il panorama e annusare tuttii posti in cui non siamo mai stati prima. Sull’area panoramica è stato fantastico perché proprio potevamo osservarlo mentre gironzolava e intanto goderci la maestosità della montagna che ci abbracciava forte. Stupendo.


La casera invece è un solido e grande edificio in pietra affacciato su una vista panoramica che dà su una valle bellissima di cui non conosco il nome. E’ un posto molto tranquillo con parecchie panche su cui sedersi all’esterno, poi ci sono anche stalla e altro edificio. Buonissimo anche il gatto!

Che aspetti?

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Rifugio Cercenà (BL)

Il Cercernà è un bel rifugio raggiungibile sia a piedi sia in macchina vicino a Domegge (BL) e parte di uno dei tanti percorsi per arrivare al rifugio Padova. Ovviamente lo consiglio per fare due passi in tranquillità!^^

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Conosco questo posto da anni, ci vado sin da quando ero bambino e fin da bambino percorro i sentieri nei boschi e i tratti di strada che caratterizzano questo bel percorso, capace di darti meravigliosi paesaggi delle montagne circostanti e piccole meraviglie della natura.

Ma partiamo dall’inizio.

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Il sentiero a piedi inizia vicino al lago, dove potete lasciare le macchine, e parte spartendosi tra l’asfalto (mostrando quindi le meravigliose montagne e Domegge) e il magico mondo boschivo in cui se si è fortunato è possibile vedere pure qualche animale! Mai noioso, esso presenta pure alcune statue in legno, panchine, fontanelle e tantissimi segnali per non perdere il cammino principale; invece, la strada da fare in macchina, sfortunatamente, è stretta e mi spaventa molto anche se alla fine ci sono tot ore per salire e tot ore per scendere e quindi non c’è mai pericolo di scontrarsi.

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E se vi piacciono i paesaggi, quello che si vede arrivati è bellissimo! Montagne ti abbracciano in un arco lapislazzuli con il cielo sereno le nuvole lunghe e bianchissime. Stupenda visione.^^

Mo? Che aspettate? Andate a fare una bella passeggiata montanara e viziare i vostri occhi!^^

Se ti è piaciuto scoprire questo rifugio, scommetto che amerai questi:

Bivacco Marsini

Rifugio Galassi

Bus del Buson

Una forra strettissima incisa probabilmente da un torrente subglaciale durante l’ultima glaciazione che a causa di una frana ha smesso di bagnare la gola, lasciando un luogo ameno e intrigante a noi.

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Vicino a Belluno c’è questo bel posto molto facile da raggiungere mediante una piacevole passeggiata, un posto che consiglio a tutti. Ah e poi dopo avere fatto la passeggiata si va a mangiare alle Case Bortot!

 

La passeggiata è molto semplice, si inizia di solito dal ristorante già citato e si cammina per una stradina di terra battuta in mezzo agli alberi,per poi scendere di parecchi metri con una discesa dolce accompagnata anche da intagli nel legno. Poi la salita anche se dolce è pur sempre una salita. Ecco, ci sono due possibili aperture per scendere o salire, consiglio di scendere alla secondo perché ammirare gli intagli e i fiori e la vegetazione, mentre per salire sono più comodi i gradini.

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Il Bus del Buson, chiamato anche Buson de la S’cesòra, è un posto molto bello anche se umido e quindi può risultare molto freddo. Le pareti rocciose sono molto alte lavorate: infatti, si possono notare i solchi lasciati dall’acqua e dal vento, solchi che trovo molto affascinanti.

Mi dicono che nella gola si fanno anche concerti strumentali perché in effetti l’acustica là è perfetta.

Stare là mi ha fatto pensare al film horror The Descent grazie alla bellezza delle rocce che comunque sembrano chiuderti dentro di sé lasciandoti un piccolo senso di claustrofobia.

Ecco, detto tutto, consiglio di andarci perché comunque il posto merita, anche se consiglio di avere con sé una felpa.

PS: il mio cane era spaventato dal luogo, era leggermente irrequieto.

 

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La mia Venezia: msn

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Sono stato con l’università di Ca’ Foscari gratuitamente a Venezia e quindi mi sono fatto un giro accompagnato dalle indicazioni stradale sui muri delle vie per trovare la mia meta, una meta molto interessante e che mi ha aperto gli occhi sul nostro passato grazie a ossa varie, una mummia e molte pietre, molti animali impagliati e suggestive luci che illuminano le stanze buie.

Ma dove sono stato?

Al Museo delle Scienze Naturali di Venezia, naturalmente, e consiglio a tutti di andarci.^^

Ecco alcune foto che possono ispirare la visita!

PS: nel museo c’è moltissimo di più, non ho voluto semplicemente fare spoiler^^

 

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Alcuni soffitti sono antichi e hanno delle decorazioni bellissime!
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Moltissimi resti di animali, impagliati o solo ossa
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Moltissime pietre da ammirare purtroppo però senza identità…
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Una mummia!
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Bellissime lanterne magiche

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E per me estate…

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Tra poco sarà di nuovo estate^^
E per me estate significa la montagna, a imprecare con il fiato lasciato alla macchina mentre cerco di raggiungere quel benedetto rifugio o gli altri ragazzi con i loro zainoni pieni di cibo, tenda e impedimenta vari. E per me significa la mucca che ti guarda chiedendosi perché la stia importunando, i cervi veloci che non vedrai mai da vicino se non la coda e uno zoccolo se sei fortunato, gli uccelli bellissimi che però non ti fili sperando invece di notare qualcosa di più raro. E per me estate significa il sentirsi scemi perché sei arrivato al rifugio dopo tre ore di salita e ora devi tornare indietro. xD

Tra poco sarà estate e la passerò sui libri perché ho dato positivamente pochissimi esami.

La mia Venezia

Ciao! Recentemente, mica tanto alla fine, sono stato a Venezia per affrontare il B1 di inglese in una delle sedi di Ca Foscari che non ho mai frequentato essendo io normalmente nel campus a Porto Marghera. Comunque, una volta svolto l’esame ho girovagato un pelino senza meta perché uscito dall’influenza di Google Maps e giocando a Pokémon Go mi sono addentrato nelle viuzze, tutte molto pittoresche. Mi sono rilassato veramente tanto: il sole c’era ma era coperto, non faceva freddo e ho visto cose belle come l’ululato del gabbiano inerpicato su un palo di legno, una bellissima piroga piena di cuscini e perfino un muro adornato con un’opera d’arte che ho trovato deliziosa. Giornata molto bella, non ci sono stato per le maschere, non era proprio periodo, ma essendo veneto ci sono già stato e consiglio a tutti di andare là per godersi tutto quel tripudio di colori e vita durante il Carnevale!

La Cattedrale lussureggiante e gotica di Siviglia

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Una delle più grandi chiese cristiane al mondo, la Cattedrale gotica di Siviglia è stupenda. Con la smisurata superficie di 23500 metri quadri, domina la piazza al fianco dell’Alcazar della città e devo dire che regge bene il confronto: guglie costruite su una moschea consacrata nel 1248 con la conquista della città, le sculture ti osservano dall’alto minacciose, con le porte maestose e alte pronte a divorarti.

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Quando la ho visitata era mattina e anche se non era il primo edificio in cui ero stato la coda non era allucinante come invece pensavo. Al suo interno ho anche trovato dei depliant in varie lingue tra cui l’italiano, che ho preso gratuitamente. E dopo una sala in cui erano esibite opere d’arte prettamente religiose, sono entrato e la Cattedrale mi ha inghiottito nel suo splendore.

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Quello che mi è piaciuto di più è il potere che le colonne altissime che proprio viste dal basso sembrano inghiottire il visitatore  e poi la luce che pervade il luogo grazie  alle vetrate molto elaborate che illumina di moltissime colori. Inoltre, nell’area visitabile ci sono varie esposizioni di opere d’arte come corone, calici d’oro e crocifissi dorati, tutti tempestati di pietre preziose.

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Io consiglierei moltissimo questa Cattedrale, se passate per Siviglia anteponetela all’Alcazar!

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