Le nostre ossessioni

Buongiorno.

Ieri ho partecipato alla prima lezione di un corso online di scrittura creativa e un messaggio che mi ha colpito è il seguente: noi possiamo ampliare la nostra fantasia e le nostre conoscenze capendo cosa ci colpisce, comprendendo le nostre piccole ossessioni.

Per esempio, quali sono i soggetti che fotografiamo più spesso, qual è il significato dietro ai concetti che memorizziamo?

Quali sono le vostre piccole ossessioni che vi arricchiscono?

Ciaone e buona giornata, spero di avervi aiutato a riflettere.

The Lorax: un film sull’importanza degli alberi

Buona Pasqua a tutti! Oggi straordinariamente alle mie tradizioni pubblico un post fuori argomento: qui state per leggere quattro chiacchiere veloci sul film The Lorax: Il guardiano della foresta.

The Lorax è un film d’animazione di genere fantastico-apocalittico caratterizzato da un mondo ad alto tasso di tecnologia che ha perso i contatti con l’ambiente. Costruito su due piani narrativi diversi, ha il pregio di trasmettere un ottimo messaggio ecologico utilizzando forme accattivanti e canzoni allegre, grazie alla sua struttura di musical.

Quello che mi è piaciuto di The Lorax è come riesca a mostrare gli effetti negativi dell’antropizzazione senza alcuna riserva per le risorse rinnovabili del nostro pianeta: nel presente della narrazione, il mondo è suddiviso tra una città completamente artificiale con alberi di gomma e con aria respirabile venduta a peso d’oro, e l’esterno, un mondo inquinato con l’inquinamento che ormai ha devastato qualsiasi cosa. E’ difficile respirare all’esterno, i fiumi sono ricoperti di melma nera, il cielo è plumbeo, gli alberi sono tutti abbattuti. E per contrasto, invece, nel passato la stessa valle era piena di verde, un cielo azzurro, centinaia di alberi (dalle forme caratteristiche e molto aggraziate) e una forte biodiversità di popolazioni animali che abitavano quella valle. Tutto stava in armonia, prima della venuta dell’uomo.

Insomma, questo film è molto importante perché trasmette un messaggio cristallino ma addolcito dalle musiche e dai colori sgargianti, non è retorico o noioso. La narrazione più importante è quella raccontata da un vecchio saggio misterioso che, come vuole il topos della sua figura, è raccoglitore di antiche memorie; ormai quel mondo pulito è lontano, a causa dell’avarizia dell’uomo industriale ed egoista.

Interessante è che la critica non vada nemmeno alla tecnologia perché quando il primo individuo venuto a rovinare il paradiso terrestre arrivò, aveva solo un carretto e un’ascia; e la tecnologia era già a livelli importanti, era lui povero. La critica è indirizzata alla cattiva gestione delle risorse ecologiche da parte della popolazione antropica!

Senza fare spoiler sulla vera trama (anche se è abbastanza scontata), vi consiglio di guardarlo! La creatura che dà il nome al film è un essere divino assimilabile alla coscienza umana nei confronti del pianeta, ed è doppiata anche in Italia da Danny DeVito! In originale c’è Taylor Swift tra le voci, mentre in Italia come cantante importante c’è Marco Mengoni e devo dire che fa un ottimo lavoro! Prima volta che lo ascolto, tra l’altro, LOL.

Ciao, di nuovo buona Pasqua e fatemi sapere se l’avete visto o se conoscete altri cartoni di simile messaggio. Ciaone e alla prossima.^^

Dieci adattamenti da libri di Agatha Christie

Buongiorno, buon 8 Marzo e buona festa delle donne!

Oggi, per festeggiare, ho deciso di portare sul mio piccolo blog una lista di dieci adattamenti dai libri di Agatha Christie, un po’ come feci per Jane Austen! Di suo lessi un solo libro, ma tra serie tv e film cinematografici mi sono fatto una buona idea della sua bibliografia, quindi… Spero apprezziate i titoli che ho scelto, questa volta in straordinario evento ci sarà pure un minicommento per ogni punto della mia strabiliante e fenomenale lista.

Iniziamo:

  • Dieci piccoli indiani (film 1965). Questo film ce lo abbiamo avuto prima in cassetta e poi in DVD e devo dire che ogni volta fa il suo porco lavoro. Distante dal libro nell’ambientazione e nel finale, riesce a rispecchiare fedelmente i temi e ci regala sequenze angosciose, come il secondo omicidio!
  • Nella mente del serial killer. Altra trasposizione cinematografica di Dieci piccoli indiani, vede dieci aspiranti profilers che si vedono pedine di un serial killer, che ha trasformato la base in cui avrebbero dovuto allenarsi in una trappola mortale; molto interessante, all’epoca mi ricordò un episodio di CSI: Scena del crimine.
  • Assassinio sull’Orient Express (film 1974). Elegante e preciso, è uno dei cult e non mi dilungherò molto, potrei dire cose per cui venire poi scannato. Guardatelo, non ve ne pentirete.^^
  • Assassinio sull’Orient Express (film 2017). Nuova trasposizione, nuovo cast stellare; tutti sono bravissimi, ma non raggiungono il dramma del cult omonimo, anche per colpa di una regia meno drammatica e potente.
  • Agatha Christie e la verità sull’omicidio del treno. Questa è stata una serie antologica andata in onda su Paramount Channel e vedeva 3 film (o almeno ne hanno trasmessi solo 3) che si ispirano alla vita della scrittrice e romanzano sulle vicende del suo passato, creando dei what if o delle indagini a cui potrebbe avere partecipato o essersi ispirata.
  • Assassinio sul treno. Film giallo con la grande Margaret Rutherford nei panni di una simpatica Miss Marple, presa per vecchietta scema più che mai in questo film. Divertente, con un’ottima narrazione e una protagonista veramente simpatica e intraprendente, di certo non la tipica Miss Marple che ti offre il caffè sorridendo gentile.
  • Assassinio al galoppatoio. Di nuovo con Margaret Rutherford, è quello di cui mi ricordo meno ma vista l’attrice è sempre da vedere.
  • Assassinio sul palcoscenico. Bel film sempre con Margaret Rutherford, questa volta è ambientato a teatro e vedremo Miss Marple alle prese con il trucco e il parrucco, in una trama tranquilla ma che la vede brillare!
  • Mistero a Crooked House. Lo vidi al cinema alcuni anni fa (stavo per scrivere molti ma ho letto su Wikipedia che è del 2017…); mi ricordo che la magione e le luci erano veramente stupende e la storia immersiva. E mi ricordo che il finale è veramente amaro.
  • Miss Marple nei Caraibi. Non mi ricordo quale delle tre trasposizioni ho guardato e questo dice tanto; mi ricordo che la Miss Marple era veramente insipida e non mi sento di consigliarlo.

Questa è la mia lista, non sono tutte perle come avete potuto notare ma sono comunque film che un appassionato di gialli e di Agatha Christie deve vedere per forza! Voi avete altri film? Qual è il libro che secondo voi ho letto della prolifica autrice?

Ciaone e alla prossima! Auguri donne! 🙂

Lo sapete che lo commentai anni fa?

Charmed 2X13: San Valentino

Charmed 2X13: San Valentino (Animal Pragmatism nell’originale) è un episodio di Charmed ed è ambientato a San Valentino; perfetto per oggi, la festa degli innamorati!

Trama:

Mentre San Valentino si avvicina, le tre sorelle Halliwell non smettono di avere problemi: Piper affronta un bivio sentimentale che la vede a dover scegliere tra Dan (il vicino) e Leo (un suo ex); Prue capisce che non è fatta per oziare e pian piano rimpiange il suo vecchio lavoro alla casa d’aste; Phoebe per errore aiuta tre sue amiche a trasformare tre animali in uomini, inconsapevoli però che queste fiere sono intenzionate a rimanere umane nonostante l’incantesimo abbia un termine. Anche quest’anno per le sorelle Halliwell San Valentino sarà molto movimentato!

Tematiche affrontate:

  • etica sullo sfruttamento animale
  • stregoneria nel consumismo
  • biologia ed ecologia degli animali
  • riflessione sul lato commerciale e sociale di San Valentino

Commento con spoiler:

Il titolo originale della puntata (Animal Pragmatism) alla fine rispecchia molto più fedelmente il significato della puntata: qui a governare gli snodi della trama sono gli istinti animali, i loro corteggiamenti e la loro innata voglia di libertà.

Il tutto inizia con un professore universitario di biologia animale che, durante la sua lezione, spiega i meccanismi alla base dei rituali di accoppiamento di alcune specie; subito, quindi, vediamo un’allegra Phoebe che corteggia lei stessa il manzetto di turno, con un vero e proprio corteggiamento: per tutta la lezione lo osserva sorridendo e giocherellando con i capelli e quindi, ottenuta la sua attenzione, lo invita al locale della sorella per passare una serata insieme.

Inoltre, questa scena, oltre a mostrarci Phoebe nuovamente come una donna attiva e senza inibizioni, è importante perché ci presenta le vere protagoniste dell’episodio: sue tre amiche senza ragazzo! E che tragedia non avere il ragazzo a San Valentino per scopare passare la serata a lume di candela! Così, le quattro parlano e Phoebe viene a sapere che le tre disgraziate hanno comprato un libro di incantesimi e tra una ciacola e l’altra le scappa pure un vero incantesimo capace di trasformare le bestie in uomini! Inutile dire che le tre lo useranno e combineranno casini a cui toccherà alle Charmed-Ones riporre riparo.

Ora parliamo di Prue!

Prue vive un periodo molto stressante nella sua vita lavorativa: è disoccupata. Inizialmente aveva le intenzioni di stare stravaccata a non fare un piffero, ma, tra che Phoebe è un’ottima donna di casa e non c’era nulla da pulire, tra che tutte le amiche di Prue lavoratrici lavorano, Prue si ritrova a preparare il locale di Piper per la serata di San Valentino. Il suo personaggio qui è in pausa, attivamente non fa nulla se non, alla fine, capire che deve trovarsi un nuovo lavoro per non diventare scema.

E per finire, la telenovela!

Piper, ormai in relazione semi-stabile con Dan, il vicino, per tutto l’episodio deve combattere con il fidanzato perché non rimarchi il territorio in presenza di Leo, l’ex della nostra Charmed-One.

Leo a differenza di Dan è molto maturo, rispetta le decisioni di Piper, la aiuta a preparare il locale e a fine episodio le regala un semplice biglietto di auguri con la scritta “For you forever”.

Dan a differenza di Leo è irascibile, geloso, non fa altro che chiedere di Leo e litiga pure con Piper prima perché lei ha offerto un posto in cui lavorare al suo ex (ed ex-Angelo Bianco, non dimentichiamolo) e poi perché lei fa per lui il terribile errore di anteporre la famiglia (aka salvare il mondo) al loro rapporto. Antipatico, falsamente romantico e pure recidivo, Piper è costretta a ricordargli che lei è una donna normale, con una famiglia a cui tiene e un passato e che queste due caratteristiche per lei sono troppo importanti perché possano venire in secondo piano.

Indicativo che l’episodio si chiude con lei che sogna a occhi aperti di baciare Leo, che invece rispettosamente le lascia i suoi spazi.

Cambiando argomento, parliamo ora degli animali tramutati in uomini.

E’ bellissima la scena di come loro vengono tramutati da animali a giovani uomini: le tre ragazze rispecchiano perfettamente la fascinazione dell’occulto visto come passatempo privo di pericoli e quando l’incanto di Phoebe funziona le vediamo totalmente sconvolte dall’accaduto. Inoltre, compiono anche l’errore di continuare a vedere queste nuove persone come animali da controllare anche se, ora più che mai che sono umani, hanno una loro coscienza e dei loro obiettivi.

Noi non possiamo sapere bene come l’incanto abbia cambiato le loro vite: infatti, più passa il tempo e più le caratteristiche animali si fanno evidenti; noi iniziamo a vedere come reagiscono agli stimoli ambientali solo quasi dieci ore dopo la loro antropizzazione e quindi non possiamo sapere se il loro comportamento è dovuto al loro vero carattere o agli stimoli ancestrali che si fanno sempre più preponderanti man mano che tornano animali.

Gli effetti di questa puntata sono artigianali, molto terra terra ma hanno il loro fascino; quello a maggiore effetto è l’ex-serpente prima con la pelle che si stacca a rivelare le squame, poi con la lingua in grado di captare le tracce di odore di Phoebe (colei che deve farli rimanere umani) e infine gli occhi con le iridi verticali. Il personaggio del trio di animali meglio caratterizzato, invece, è il coniglio: più di una volta lo sentiamo usare un linguaggio chiaramente sessista, linguaggio che è stato fortemente edulcorato nella traduzione italiana.

La loro pericolosità non è dovuta al fatto che sono ‘cattivi’: infatti, questa puntata è atipica perché non c’è un vero e proprio villain ma la volontà di un gruppo di persone di fuggire dalle loro gabbie, anche se in verità non ne sono mai usciti, non capendo le regole della società in cui si ritrovano. Fa riflettere non poco che per tappare la bocca a una delle ragazze che li aveva trasformati, la rinchiudano nella gabbia che probabilmente era stata del maiale.

Ed è interessante come l’episodio si concluda con le Charmed-Ones che prima per rendere i bersagli di nuovo animali per sbaglio rendono chiunque dentro al P3 (il locale di Piper) degli animali e alla fine, per liberare gli umani dallo stato di animali, sono costrette a rendere definitivamente uomini i tre animali trasformati in umani a inizio puntata. E a rinchiuderli in gabbie per uomini con l’aiuto della polizia.

Per me questa puntata è stata molto interessante, riesce a portare su schermo argomenti ancora molto attuali e che anzi nel tempo sono diventati ancora più importanti. Inoltre, a livello visivo è bellissima perché ci sono tutte le decorazioni, i bouquet di fiori e il rosso e il bianco come colori più caratterizzanti. Sperando di non avervi annoiato, buon San Valentino a tutti!

La trasformazione, saggiamente gestita con un botto di nebbia artificiale, che ha nascosto il segmento di stacco tra gli animali come animali prima e gli animali tramutati in uomini poi.

Blog personale: sessione di gennaio

Buongiorno, oggi post diverso dal solito. O meglio. Oggi parlo sempre della mia splendente personcina, ma da un punto di vista più persona: questo è una riflessione sulla mia ultima sessione di esami, non sui miei vacui gusti cinematografici. Quindi, se non siete qui per conoscermi un po’, ciaone e alla prossima.

Che esami ho dato durante questa sessione?

Questa sessione universitaria è stata parecchio strana perché ho dato relativamente pochi esami ma molto impegnativi: infatti, i miei sono stati Ecologia2, Chimica Organica, Chimica dell’Ambiente e Laboratorio in campo. Il Laboratorio in campo non era propriamente un esame ma un lavoro di gruppo per elaborare una relazione sullo stato di qualità ecologica del torrente Cordevole, di Falcade.

Il Laboratorio in campo, che per comodità da ora in poi abbrevieremo in Falcade, è stato parecchio seccante per diversi motivi.

Dovete sapere che una relazione di laboratorio si svolge elaborando le proprie esperienze sul campo ed analizzando i dati raccolti; ok. Ovviamente, con il Covid19 non c’è stato nessun soggiorno a Falcade e i dati che abbiamo analizzato sono stati quelli raccolti dai prof (e una secondo me se li è pure inventati). Quindi abbiamo lavorato senza una vera esperienza e validità di ciò che stavamo facendo e su dati che non erano nostri, che certe volte nemmeno sapevamo da cosa venissero fuori.

Questo è stato il principale problema di Falcade.

Questa elaborazione dei dati ci ha preso diversi mesi, da fine Agosto a inizio Dicembre, pur essendo in sei persone e lavorando sempre in coppia. Gli argomenti da trattare per analizzare dal punto di vista di qualità ecologica erano tanti: Geodinamica, Chimica delle acque, Biologia dei microinvertebrati e dei macroinvertebrati e delle piante. Molti argomenti erano complicati, altri pieni di informazioni da selezionare e riportare, altri ancora solo ridondanti di calcoli noiosi.

Fortunatamente, siamo riusciti a consegnare in tempo per le lauree di alcune ragazze del mio gruppo, accettato tutto con un buon voto dignitoso. Ho avuto paura perché dopo aver consegnato, a settimane dalla consegna, un gruppo è stato costretto a rimaneggiare la relazione perché era stata rifiutata!

E così, Falcade, dopo settimane di lavoro, rielaborazione dei dati e confronti in chat, era stata fatta. Io mi sono occupato del calcolo dell’IBE e della parte teorica di Microbiologia (ancora oggi non ho ancora capito che calcoli sono stati fatti 🤣🤣).

Ovviamente, nel frattempo c’erano state lezioni, esami e preappelli.

A Novembre ho sostenuto l’esame di Ecologia2, superato con successo. In pratica questa materia studia teoricamente e in laboratorio (ma che non abbiamo sostenuto per ovvie ragioni) lo sviluppo dell’ecologia dei corpi idrici e dei sedimenti, con particolare cura riguardo ai cicli degli inquinanti.

E poi i due esami di Gennaio: Chimica Organica e dell’Ambiente!

Personalmente sono stato molto sfortunato avendo avuto lo scritto di Chimica dell’Ambiente e l’orale di Organica lo stesso giorno; pur essendo stato graziato dal prof di Organica con l’orale spostato di una mattina, ovviamente non ho potuto studiare al meglio Chimica Organica.

Ironia della sorte, bocciato in Chimica dell’Ambiente e promosso in Chimica Organica, seppur con il minimo.

Insomma, questa sessione è stata parecchio strana. Molti laboratori sono saltati, ma non i loro esami. Tutto è stato più complicato perché da una parte non avevamo l’esperienza pratica a supportare la teoria, a spiegare a cosa effettivamente servirebbe tutta la mole studiata, dall’altra c’erano i professori che aumentavano il carico di studio per spiegarci a voce e teoricamente cosa avremmo dovuto fare praticamente.

Complessivamente sono rimasto soddisfatto dal mio rendimento, ho quasi finito gli esami e sono prossimo alla laurea triennale; erano esami difficili, per cui ho dannato l’anima. Ma sento quasi di aver perso un anno. Un anno che non sono disposto però a recuperare.

E la tua di sessione com’è andata? E se non studi, com’è stato questo periodo? Ciaone e alla prossima! C’è una bella tag mia originale che ci aspetta!

PS: sareste interessati a una mia intro sull’IBE?

L’alba è prossima, vedo la luce!

PPS: mi è appena arrivata la notifica, sulle 14 di oggi, che 5 anni fa mi iscrivevo alla piattaforma di WordPress! E quindi oggi probabilmente è il quinto anniversario del blog!

Blogger nel 2020

Buongiorno e buon inizio 2021: anche il 2020 – per fortuna – è passato!

Oggi, per la seconda volta, ho deciso di riproporre una tag a cui partecipai esattamente 365 giorni fa!

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Per il blogging utilizzo principalmente il mio PC portatile come strumento di scrittura; per le immagini, invece, mi affido o a Internet o alle mie scarse fotografie o agli screenshots dei film che guardo; per le fonti spesso prediligo i libri che ho letto e collezionato negli anni.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Il blog è un hobby free e quindi lo tratto come tale: di solito scrivo circa vicino ai pasti o alla sera, dopo lo studio. Mi preparo i post giorni prima, così scrivo con calma e ho tempo di modificare; i post più lunghi ovviamente richiedono più giorni di scrittura, ma quelli più corti (anche meno di un’ora) li scelgo in base agli impegni.

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

Ho un profilo Instagram del blog, una pagina FB e anche un altro su un social il cui nome non mi ricordo come si scrive, almeno al momento (inizia con la T). Di mio uso poco i social attivamente, preferisco guardare e condividere i post e i contenuti altrui, se condivido qualcosa non mi perdo sicuramente negli ashtag.

Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da aver avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui social?

In verità no, sto scoprendo tanti nuovi blog. Ma noto che il blog in sé ha perso di smalto, ora la gente vuole diventare instagrammer o al massimo gestore di un magazine online, il blog come contenuto in grado di migliorare la persona e le sue conoscenze ha perso di rilevanza. Odio perdere tempo sui socials (per rispondere alla domanda) e molte volte non capisco come assecondare gli algoritmi.

Per le nomine a questo simpatico Tag senza nome, nomino chiunque voglia mettersi in gioco in linea generale; in particolare nomino tre blogger che seguo non da moltissimo:

Mi piacerebbe che oltre alle semplici domande condividessero anche i cinque post più letti del 2020!^^ Ora espongo i miei in ordine di importanza! 😁

I post più letti di sempre nel 2020:

  • Il forum dei brutti??????
  • Il Forum dei Brutti 2.0
  • Perché Kaa della Disney è un insulto all’originale
  • After
  • Elena di Troia

I post, scritti nel 2020, più letti nel 2020:

  • Il Club delle prime mogli
  • Liebster Award Tag
  • BOOK TAG: 25 DOMANDE SUI LIBRI
  • Covid19: testimonianza
  • Scooby-Doo! e WWE – La corsa dei mitici Wrestlers

Ecco, siamo arrivati ai saluti! Io come al solito ringrazio tutti perché nel 2020 ho fatto nuovo record assoluto in ciascuna categoria delle statistiche (views, visitatori, commenti e likes), solo grazie a chi ha il buon cuore di leggere un povero ragazzino dai grandi sogni e dal poco cervello! Quindi grazie mille, ciao!

PS: posto qui l’articolo dell’anno scorso per chi volesse confrontare gli articoli più letti nel corso dei due anni. Ciao e buon 2021, che venga meglio di quello appena passato! ✨✨✨

Un mio vecchio sfondo, con il mio Bula!

Mamma, ho perso l’aereo

Buon Natale! Quest’anno, per festeggiare il giorno di Natale ho deciso di portare sul mio blog un classico natalizio che quest’anno ha compiuto 30 anni: Mamma, ho perso l’aereo! Sono molto legato a questo film perché per me rappresenta l’infanzia, il periodo nel quale Natale non solo significava famiglia ma era anche decorato da una strana magia di pace e aspettative!

Mamma, ho perso l’aereo è un bellissimo film per famiglie… senza però la famiglia! In un’oretta e mezza riesce a portare allo spettatore una storia di miglioramento personale e maturazione condita con il risalto del calore familiare; calore che viene negato sia a Kevin sia a sua mamma e a tutto il resto della loro famiglia.

Trama:

Il piccolo Kevin, dopo una furiosa lite con la sua famiglia, esprime il desiderio di rimanere solo per sempre e libero dalle noie. Purtroppo, il giorno dopo a causa della frenesia di prendere in tempo l’aereo per le vacanze natalizie in Francia, dopo essersi svegliati in ritardo, nessuno della famiglia si accorge che Kevin non solo non si è imbarcato sull’aereo con il resto dei suoi parenti ma è rimasto ignaro a dormire in casa da solo! Così, mentre i genitori e i fratelli intraprendono un’Odissea per tornare a casa e passare il Natale insieme a Kevin, il bambino scopre la sottile differenza tra libertà e solitudine.

Commento generale:

Mamma, ho perso l’aereo nella sua semplicità è una bellissima fiaba a lieto fine ambientata a Natale, fiaba nella quale un bambino lasciato solo deve scoprire la vita e imparare a gestire i propri bisogni e le proprie paure. Infatti, all’inizio ho notato un grande risalto dell’infantilismo di Kevin (non si fa la valigia, si impunta per la pizza al formaggio, non vuole dormire con il cugino, importuna i genitori indaffarati) mentre una volta rimasto solo – dopo una mezza giornata di pura assimilazione della propria libertà – comincia lui stesso a darsi delle regole e a cercare di adempiere a quei compiti che considerava da ‘grandi’.

Un grande merito nella riuscita di Mamma, ho perso l’aereo, oltre al bambino protagonista che offre le performance di urli migliori del cinema natalizio (iconici i supplizi che si infligge con il dopobarba), va dato alla coppia di ladri. Molto umani e comici, Harry è quello basso e forse quello più umano dei due, quello più astuto e capace di pianificare: infatti, è proprio lui a controllare per ogni casa gli allarmi spacciandosi per poliziotto; Marv, invece, è il ladro più infantile, che ha paura del buio, che non si fa scrupoli a rovinare definitivamente le case svaligiate ed è pure quello su cui si basa -almeno per me – l’umorismo della coppia. Se al posto loro ci fosse stata una coppia di noiosi sinergici rapinatori astuti e sagaci, il film avrebbe funzionato lo stesso?

Ultima pietra miliare di Mamma, ho perso l’aereo è la casa, ovviamente. In questa intervista ho letto che furono visionate decine di case e che ne furono usate almeno tre: una per gli esterni, una per stunts e una per gli interni. E ho letto pure che Chris Columbus ha fatto arredare la casa in modo da relegarla al futuro e non con immobili e poster che fossero conosciuti e quindi funzionassero solo nel suo tempo: la voleva eternamente fresca; e devo dire che c’è riuscito! La casa è gigantesca, bella, vissuta, funzionale alla trama e con ogni stanza impegnata a fondo nella narrazione! Vogliamo parlare del seminterrato, poi? Quella grande caldaia, il buco per la biancheria sporca e certi ferri da stiro, le scale verso l’esterno: tutto è pensato per essere bello & funzionale.

Insomma, per me Mamma, ho perso l’aereo è un bellissimo film per famiglie che è invecchiato pure molto bene; ecco, forse avrei ridimensionato la vicenda del vicino – serial killer (togliendo poi la scena alla fine) ma il resto rende la pellicola fresca e rilassante, con alti punti di comicità.

5 dettagli di Mamma, ho perso l’aereo che mi sono piaciuti (attenzione spoiler):

  1.  La bellissima sequenza da una parte all’altra della stanza che mostra le facce scocciate dei familiari di Kevin, con la prospettiva del bambino, dopo che lui ha rovinato la cena a tutti; il tutto intervallato sporadicamente con il primo piano sul bambino che comprende di avere probabilmente fatto un casino;
  2. Il bellissimo contrasto tra la frenesia dei parenti che si preparano per l’aereo (mostrato con una telecamera fissa sulle scale principali) e la calma assoluta nella quale si sveglia Kevin; poi esilarante che quando la madre realizza di aver dimenticato il figlio, lui si svegli beato e ignaro di tutto;
  3. La stupenda scena in cui lui ricorda la sera in cui ha rovinato la cena a tutti; con un abile montaggio hanno riciclato le stesse scene però editate in modo che sembrasse che fossero viste in prima persona e gli stessero parlando, come appunto se li stesse ricordando al momento;
  4. Molte scene iniziali hanno la pura funzione implicita di anticipare abilità che serviranno a Kevin più in là nella pellicola, o per presentare luoghi importanti per alcune scene. Per esempio, quando spara alle statuine e le fa cadere nel cesto della roba sporca, ciò non solo serve a mostrare come lui sappia usare il fucile giocattolo ma introduce il buco da cui cadrà il ferro da stiro!
  5. A differenza di molti film, la solitudine di Kevin è mostrata ampiamente con la richiesta a Babbo Natale, la chiacchierata con il vicino, le preghiere a Dio e soprattutto la contemplazione della foto di famiglia ogni mattina. Il suo desiderio di riavere la famiglia indietro non è detto, ma mostrato.

5 dettagli di Mamma, ho perso l’aereo che non mi sono piaciuti (attenzione spoiler):

  1. Quando me lo sono rivisto al computer, mi sono riguardato la scena due volte ed entrambe le volte mi è sembrato che nella primissima inquadratura degli interni della casa, sopra al finto poliziotto, ci fosse una giraffa. Anche voi lo avete notato? Si vede per pochissimo ma credo sia quella perché il soffitto sopra al poliziotto non viene mai mostrato se non in quel momento e in quel fotogramma si vedeva un lungo oggetto nero spuntare dalla parte superiore dell’inquadratura…
  2. Ecco di nuovo che la polizia fa male il suo lavoro; ma poi, se Kevin era sempre mostrato chiaramente (e soprattutto luminosamente) perché dalla strada il poliziotto non nota le finestre con la luce accesa?
  3. Nella narrazione ci sono tre momenti puramente casuali senza i quali la trama non poteva andare avanti, quasi dei dii ex machina: la tarantola quando Kevin era stato raggiunto da Marv, la band musicale che offre un passaggio alla mamma e il vicino che casualmente lo nota rincorso dai ladra e che quindi lo salva da una brutta fine;
  4. La mamma di Kevin per tornare dal suo bambino intraprende un’Odissea tra aerei, sfuriate e camioncini. Ma se il resto della famiglia arriva un minuto dopo di lei, che senso ha avuto il suo calvario?
  5. Se quando torna la famiglia nessuno nota che la casa era stata devastata vuol dire che (lui o il vicino) qualcuno ha ripulito tutto. Allora perché la stanza del fratello è ancora distrutta?

Conclusioni:

Mamma, ho perso l’aereo è un bellissimo film che guardo sempre con piacere; è uno dei miei must, come L’amore non va in vacanza e Una poltrona per due. E’ stato un piacere offrire una piccola riflessione su questa perla. Adoro le musiche di questo capolavoro natalizio per famiglie, quindi saranno il tema musicale di questo post mentre vi rinnovo i miei auguri!^^

BUON NATALE!

Spero abbiate apprezzate questa piccola variante. Quest’anno ho deciso di celebrare uno dei miei film preferiti a clima natalizio al posto di condividere una delle musiche pop che apprezzo tanto. Se vi è piaciuto questo post, potrebbero piacervi anche questi altri:^^

Grazie per essere passati. BUON NATALE!!^^

GDR e scrittura

Buongiorno, per chi non mi conosce sono Antonio e sono un grande fan dei Pokémon; qui, sul mio piccolo blog, ho anche creato un’intera raccolta di post su questo argomento, questa qui. Un’altra mia passione è la scrittura, motivo per il quale anni fa iniziai con scarsi risultati questo mio angolo di relax; ovviamente, potete trovare tutti i miei racconti qui e qui.

A unire queste mie passioni è stato il GDR, soprattutto quello offerto dal forum Pokémon Dark, di cui ho anche parlato qui. Nel forum diversi anni fa iniziai prima il GDR ispirato a Mistery Dungeon e poi, dopo qualche mese, pure quello ispirato ai vari capitoli della saga principale dei videogiochi Pokémon.

Devo ammettere che all’inizio interagire con la direzione di un’altra persona lo trovai abbastanza limitante: infatti, potevo solo scrivere le riflessioni e delle azioni minori, mentre le descrizioni e la narrazione venivano spiegate dal mio moderatore. Mi chiedevo come potessi scrivere la mia avventura se non potevo scegliere come viverla; solo dopo capii che le cose stavano diversamente da come le avevo intese io.

Il GDR è una narrazione creata da un moderatore che lui stesso ha creato il mondo, i personaggi e gli eventi da vivere. Il giocatore è solo un ospite e progredisce nella narrazione solo grazie alle proprie scelte in un mondo totalmente gestito dal moderatore.

Questo GDR mi ha aiutato senza dubbio a creare una maggiore linearità nei miei racconti, a concentrarmi sulle ambientazioni e sulla creazione dei personaggi: infatti, all’inizio riuscivo a scrivere solo cortissime Poképasta mentre riflettendo e interagendo con altre persone sono riuscito a scrivere anche un racconto di qualche pagina mio e originale. Leggere le descrizioni altrui, capire il filo conduttore secondo il quale il narratore procedeva e scegliere le modalità altrui che apprezzavo da quelle che mi facevano storcere il naso mi hanno aiutato; passivamente ho assimilato molte informazioni, molte più di quante ne avessi recepite solo ‘leggendo’ libri perché attivamente potevo commentare i loro errori di distrazione (non sono l’unico giocatore del forum ovviamente) e rendere il più accattivanti possibile le mie poche narrazioni.

Se volete, qui potete trovare un incipit a una missione del GDR, risale a tre anni fa. Qui vi saluto, spero di non aver fatto troppo scompisciare dalle risate chi i libri li vende. Ciao!!

Rita Levi-Montalcini, il film

Buongiorno, oggi desidero condividere con voi le mie riflessioni sul film semi-biografico su Rita Levi-Montalcini, andato in onda in prima visione il 26 Novembre 2020.

Commento

Ho visto il film di sera, durante la prima televisiva, con la mia famiglia. Parla di una vicenda che si ispira alla vita e all’impegno della grande scienziata e ricercatrice Rita Levi-Montalcini; grazie a lei è iniziata la ricerca per le malattie più rare e quindi in questo film semi-biografico viene mostrato un episodio che sarebbe benissimo potuto accadere.
Rita Levi-Montalcini la conoscevo solo di nome, come una delle grandi Nobel italiane; grazie a questo film ho potuto associare un volto e una storia a un grande nome della scienza.

Le vicende narrate nella pellicola partono subito dopo la vittoria della donna al Nobel; quindi da quel momento la storia procede molto condensata alternando la ricerca per salvare una bambina dalla cecità ai flashback che mostrano le sue vittorie passate. Credo che si capisse che la vicenda fosse inventata perché il presente è troppo condensato di eventi, si vede che non ci sono tempistiche reali ma solo quelle drammatiche per mostrare l’importanza della ricerca attuata. Credo che le parti più interessanti siano ovviamente i flashback perché ci mostrano con semplicità e senza tanti fronzoli tutto ciò che lei con coraggio e decisione ha fronteggiato.

una donna forte 
  • Prima vediamo che da bambina si sentiva diversa perché le altre bambine andavo a catechismo ma lei era ebraica;
  • poi decide di anteporre gli studi al matrimonio per seguire i propri sogni accademici;
  • alla facoltà di medicina lei è l’unica donna;
  • proprio quando pensava di essersi affermata come una delle migliori del corso (intrigando pure il professore più ostile e pretenzioso) viene cacciata perché ebrea negli anni del fascismo.

Ma è qui che viene mostrata la sua perseveranza: infatti, incoraggiata dal suo professore continua la ricerca a casa propria utilizzando gli embrioni di gallina nelle uova e riesce pure a smentire la tesi di un accademico americano che la invita a lavorare con lui in America!

Insomma, il film decide di non spiegare perché è considerata un modello ma invece preferisce mostrarcelo con chiare scene veloci ma incisive. Lei è una donna forte, ha combattuto per seguire il proprio sogno di aiutare gli altri, ha scelto di rimanere una ricercatrice perché non riusciva a sopportare il dolore dei pazienti che non poteva curare e grazie alla sua ricerca ne ha curati molti di più.

una narrazione classica e deboluccia

Purtroppo, però, la parte narrativa che mostra il presente è molto classica e  topica: prima lei si rifugia nella scienza perché dopo anni di ricerche è convinta di non potere fare nulla e poi ovviamente, essendo questa pellicola un elogio alla questa donna straordinaria e alla scienza, si affanna in una corsa contro il tempo dopo aver trovato l’idea vincente.

Inoltre, è interessante che lei faccia spesso dei confronti tra il presente e il passato:

  • il suo collaboratore parla di un convegno a cui era andato il giorno prima e le mostra una foto in cui lui era l’unico uomo tra le scienziate/dottoresse; lei di rimando gli porge la foto del suo corso di medicina in cui era l’unica donna;
  • si meraviglia quando scopre che le ricercatrici della nuova generazioni sono tutte con figli ma separate: lei per seguire il suo sogno aveva rinunciato alla famiglia perché ai suoi tempi doveva scegliere tra le due cose; afferma che la prossima generazione di scienziate saranno sì con figli ma anche con il marito.

Per finire, espongo un ulteriore tema: se non avessero sperimentato sui conigli, la bambina sarebbe diventata cieca. Se siete contrari alla sperimentazione animale, su chi devono sperimentare? Sui condannati a morte del carcere italiano? Sui pazienti stessi già fragili di loro?

Con questo interrogativo vi lascio, vi consiglio questo film perché pur presentando una storia di fantasia mostra realmente una donna che ha fatto la storia. Ed Elena Sofia Ricci è mostruosa, da vedere assolutamente.

le donne forti nella storia

Inoltre, questo post è nato anche come collaborazione con il blog Gaialor95, che come sapete sta facendo un ciclo sulle grandi donne della storia. Quindi, se volete collaborare anche voi presentando film, biografie o pensieri, è sempre ben disposta a conoscere nuove donne che con le loro decisioni hanno lasciato un marchio nella storia!

Ciao.^^

Covid19: testimonianza

Buongiorno, sono ufficialmente negativo! I risultati del tampone molecolare di fine quarantena mi sono arrivati il nove Novembre, vi sto scrivendo in quel giorno per dare la mia esperienza a chi abbia voglia di leggerla.

Tutto è iniziato con un forte mal di testa di mia mamma; così forte che aveva la nausea!

Per tutto il giorno è andata a lavorare con le dovute precauzioni. Alla sera aveva la febbre e ha dormito per tutto il resto della serata inappetente. Aveva pure la febbre a 37,2. Il giorno seguente, allora, chiama il nostro medico di famiglia e dopo una lunga conversazione da medico a medico, decide di andare a fare il tampone anche se sfrebbrata.

Dopo ore ad aspettare alla dogana per il rapido, ore in cui ha pure vomitato in un sacchetto. Le fanno il test rapido e la mandano a casa. Dopo neanche mezz’ora la richiamano e io la riaccompagno perché ormai veramente era uno straccio.

Dovete sapere che se uno viene richiamato, non deve farsi nuovamente la lunghissima coda di gente in attesa, ma ha una corsia preferenziale. Questo è un test che si fa al volo abbassando il finestrino della macchina. Lei fa il molecolare e io quello rapido. Torniamo a casa, il tampone mi aveva irritato abbastanza e non smettevo di starnutire!

Così, mia mamma va a dormire di sopra e io torno in camera: lei era positiva e probabilmente l’intera famiglia! Tuttavia, avevamo bisogno della conferma del rapido e quindi lei era in isolamento nel suo stesso ambulatorio, mentre noi attendevamo di sapere se io fossi positivo al test rapido.

Mi hanno chiamato, porca paletta se mi hanno chiamato.

Così, vado a fare il test molecolare mentre mi accompagnano mio papà e mia sorella per quello rapido. Di nuovo saltiamo la coda, ma questa volta ci rognano perché nessuno di noi ha il certificato medico; ovviamente, con una positiva in casa e ‘n altro in macchina (io) abbiamo bisogno del certificato, eh! Per fortuna, alla fine io faccio il molecolare e loro il rapido; quindi, andiamo a casa.

Come mia mamma, vado di sopra in attesa che richiamino i miei altri familiari. Ma lei dormiva, io, che ero bello pimpante, avevo: nintendo 3DS con Pokémon Mistery Dungeon Esploratori del Cielo, il mio libro sulle leggende del nord Italia e il telefono. Passa ancora più di tempo di me, quasi un’ora e mezza. Finalmente richiamano mio papà ma non mia sorella.

Quindi, io e mia mamma scendiamo. Lei va dormire, mia sorella si chiude in camera e io mi preparo la pizza, di cui avevo preparato la pasta nel pomeriggio. Mio papà ci mette ore, per il suo molecolare non c’era più personale e si era dovuto fare tutta la coda! In pratica, è arrivato mentre finivo di mangiare. Poi, anche lui è andato a dormire, io mi sono guardato Quartet.

Così, dopo tre giorni mia sorella è andata a fare il rapido una seconda volta, solo per essere richiamata subito dopo.

Da allora, fino a oggi, le misure sono sempre state le stesse: maschere sempre se non nelle proprie camere, quando si toccava qualcosa in bagno sempre pulire la superficie con un detergente, la lavatrice e la lavastoviglie si svuotano con i guanti, mai uscire di casa e comprare le cose tramite corriere pagando con le carte di credito e prendendo i prodotti lasciati sugli scalini dell’abitazione. Credo che il fastidio maggiore fosse pulire ogni volta le superfici del bagno, e ricordarsi cosa avessi toccato! Perché veramente non fai caso a cosa tocchi in casa tua!

Oggi finalmente stiamo bene tutti; o almeno stanno bene quelli importanti, LOL. No dai, poverina, quasi tutti.

Ma una cosa su cui è molto importante riflettere è la sintomatologia.

Mia mamma non aveva grandissimi numeri di febbre, anzi, da medico non credeva neppure fosse un sintomo. Non aveva crisi respiratorie ma un mal di testa così forte da farla vomitare a più riprese. Io non ho mai avuto mal di testa o perdita del gusto, ma invece forti scariche diarroiche dopo quasi ogni pasto. Mio padre mal di schiena. Quasi tutti, stranamente non me però, hanno perso il gusto dopo qualche giorno per qualche tempo.

Ma tutti siamo stati bene.

Ho voluto scrivere questo breve post perché vorrei esortare gli altri a seguire le regole nazionali e regionali e dire che io me lo sono preso anche se sono sempre a casa per studiare e prepararmi per gli esami che mi mancano prima di diventare fuoricorso.

Pensate a quello che fate, non è stato bello e nemmeno è stato bello vivere separati da mia sorella perché fino al suo tampone molecolare era l’unica non ufficialmente positiva!

Ciao!

Come mi sono sentito alcuni giorni