Cozy Little Christmas: buon Natale!

Buongiorno e buon Natale a tutti! Grande giorno di festa e gioia, da passare in famiglia!

Per festeggiare, oggi condivido con voi una canzone di Katy Perry: Cozy Little Christmas! Pur risalendo al 2018, poco dopo il suo bistrattatissimo album Witness, la canzone è da poco tornata alla ribalta perché in America ha finalmente ricevuto la certificazione Platino per il milione di copie vendute!
Quale migliore modo di celebrare sia la canzone sia il Natale? Anzi, a essere sincero sono sorpreso di non averla già condivisa sul blog!

Testo:

Everybody’s in a hurry, in a flurry
Shopping ‘til they’re droppin’ in the snow
Kids are cryin’, dogs are barkin’
Catching up with folks we barely know
Sure it’s madness, but it’s magic
As soon as you hang up the mistletoe
‘Cause you’re the reason for the season
No, we don’t need to keep up with the Jones

Our love is something priceless

I don’t need diamonds, no sparkly things (no, oh, oh, oh, oh)
‘Cause you can’t buy this a-feeling (no, oh, oh, oh, oh)
Nothing lights my fire or wraps me up, baby, like you do
Just want a cozy, a cozy little Christmas here with you

So, Mr. Santa (Mr. Santa)
Take the day off (take the day off)
Get a massage (get a massage)
‘Cause we’ve got this one all under control
A little whiskey (a little whiskey)
We’re getting frisky (ooh!)
And slow dancing to Nat King Cole
No, we ain’t stressin’ (we ain’t stressin’)
Just caressin’ (mm-hmm)
Warming up our popsicle toes
Nothing’s missin’ (nothing’s missin’)
‘Cause you’re a blessin’ (‘cause you’re the blessin’)
Yet, you’re the only one I’m wishing for
Our love is something priceless

I don’t need diamonds, no sparkly things (No, oh, oh, oh, oh)
‘Cause you can’t buy this a-feeling (No, oh, oh, oh, oh)
Nothing lights my fire or wraps me up, baby, like you do
Just want a cozy, a cozy little Christmas here with you

I don’t need anything
Take back all the Cartier, and the Tiffany’s and the Chanel
Well, can I keep that Chanel? Please?

No, no, no, no
I don’t need diamonds, no sparkly things (No, oh, oh, oh, oh)
‘Cause you can’t buy this a-feeling (No, oh, oh, oh, oh)
Nothing lights my fire or wraps me up, baby, like you do
Just want a cozy, a cozy little Christmas here with you

Just you and me, under a tree
(Fa la la la la la la la, la la la la la la la la la la)
A cozy little Christmas here with you

La canzone è molto bella e parla di un Natale tranquillo, all’insegna dell’amore e della famiglia: non abbiamo bisogno di oggetti costosi o vacanze costose, ma solo della sensazione di essere amati!
Il video poi è una piccola perla. Katy Perry alle sue pose da pin up che l’hanno resa celebre nella sua era Teenage Dream; e a metà video cita pure Dita Von Teese con il celebre numero di burlesque nel bicchiere da champagne, questa volta tramutato in un bicchierone di latte fresco dentro al quale Katy sguazza in allegria. Ma il vero punto forte del video è la stop-motion e come utilizza i pupazzetti!

Cozy Little Christmas è la canzone perfetta per questi tempi, e la certificazione dimostra che pian piano anche questa sta diventando un piccolo classico in America!

E voi? Conoscevate già questa canzone? Cosa fate oggi e domani?

Sapevate che Katy Perry aveva già cantato un’opera sulle vacanze (natalizie)? Trovate il mio post a riguardo a questo link, era lo speciale di Natale di qualche anno fa! Ciao!

SPECIALE HALLOWEEN: The Nightmare saga!

Buongiorno e buon Halloween! Stanotte sarà la famigerata Notte delle Streghe e per tradizione ho deciso di portare sul blog un articolo a tema: lo speciale sulla saga originale di Nightmare con l’iconico Robert Englund nei panni di Freddy Krueger! Ovviamente, per chi non lo sapesse, il primissimo film, il cult, fu diretto dal grandissimo e compianto Wes Craven.

La saga originale si dipana in sette film, dal 1984 con il capostipite di Craven fino al 1994 con il finale di Craven. Già, Wes Craven ha dato vita e morte alla sua creatura!
Personalmente, considero questa la saga originale, senza contare lo spin-off con Venerdì 13 o il remake, perché posseggo un cofanetto con i 7 film e un sacco di contenuti speciali.

E in virtù di questa mia proprietà, ecco qui la mia reaction a ogni film della saga, con possibili spoiler!

A Nightmare on Elm Street. Primo capitolo e cult assoluto della saga più fantasy degli slasher, Craven dirige un film onirico e slegato dagli stilemi del genere: il serial killer è fin dall’inizio caratterizzato da una forte ironia e i sogni permettono la creazione di scene uniche; senza contare che non è l’omicidio che spaventa ma l’impossibilità di restare sempre svegli! Credo che tra le righe il film comunque voglia mostrare l’incomunicabilità generazionale tra i protagonisti adolescenti e i loro genitori, i primi da una parte che cercano di esplorare il mistero dietro all’Uomo Nero dei sogni, i secondi che provano a proteggerli sordi delle loro richieste.

A Nightmare on Elm Street – Part 2. Com’e’è possibile passare da un mistery su un assassino dei sogni a un film sulle possessioni demoniache? Il secondo capitolo della saga è un continuo avvicendarsi di noia e velata omofobia, con un protagonista interpretato da un attore gay che vede emergere la propria omosessualità prontamente guarita dalla fidanzatina di turno a fine film. Unico lato positivo del tema è il rapporto vestiti-pelle del film, per il quale sono per una volta gli uomini a mostrare le proprie pudenda e fare spogliarelli inutili alla trama; primo su tutti il coach, in un nudo integrale durante il suo omicidio a tema sadomaso nelle docce. Comunque la trama è veramente contorta e in alcune scene non c’è un vero nesso logico; pure i rimandi con il cult originale sono tiratissimi. Grande flop della saga, mi dispiace per gli attori e il reparto effetti speciali e trucco.

A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors. Ritorno in pompa magna ai fasti del primo film, dove però l’orrore e il mistero sono sostituiti dalla fantasiosa messa in scena e l’oppressione di un gruppo di giovani internati in manicomio, che vedono come cura alle loro manie proprio il letale sonno. Qui ritorna Heather Langenkamp, anche se è Freddy Krueger la vera star: ormai è chiaro che la saga si basa sulla sua icona. Con una trama ben costruita, effetti speciali artigianali ed efficaci, il film riesce a mostrare una caccia al teenager lontana dai banchi di scuola ma comunque claustrofobica, dove la lontananza generazionale resta il tema portante, qui affiancato dalle diverse visioni della medicina. Comunque, l’omicidio del sonnambulo è veramente grandioso sia a livello simbolico, sia di caratterizzazione del personaggio e soprattutto visivo!

A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master. Sequel diretto del terzo capitolo, qui Kristen fa da passaggio di testimone per Alice (la final girl del film precedente), che eredita le attenzioni del serial killer dei sogni e i poteri dell’amica. Tuttavia, la sceneggiatura si rivela essere molto raffazzonata con un ritmo altalenante (ma più verso la noia) e soprattutto con una caratterizzazione dei personaggi molto superficiale e confusa; il potere di Kristen dal capitolo precedente non è più la semplice connessione onirica, che era un semplice decoro, ma diventa quasi una sorta di telepatia venendo quindi stravolto e utilizzato come strumento narrativo per dare nuove vittime a Freddy. Alla fine, il film si rivela essere interessante a livello di resa e di immagini, soprattutto per l’omicidio della mosca e per la scena finale nella chiesa, ma soffre di un ritmo inesistente e scene senza apparente legame o ragione di esistere. Apprezzabile forse la nuova protagonista, ma pure lei scritta molto male e con un’evoluzione campata in aria.

A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child. Nettamente superiore al predecessore per immagini e messa in scena, ho adorato le riprese claustrofobiche della torre dove è rinchiusa Amanda. Tuttavia, al netto di qualche omicidio di bella figura, la sceneggiatura rimane piatta e continua a concentrarsi sul passato di Freddy accantonando il tema della maternità problematica o quello del lutto. La pellicola procede trascinandosi dietro i personaggi, che vivono le vicende passivamente; pure Freddy qui non ha molto da fare, dà la caccia ai ragazzi uccidendoli quasi nella stessa scena in cui li conosce. Ripeto, se non fosse per la regia e le scenografie sarebbe benissimo dimenticabile, un peccato.

Freddy’s Dead: The Final Nightmare. Sesto capitolo della saga, credo sia il film con meno uccisioni del franchise, ma comunque riesce a elaborare una trama un po’ più complicata e studiata. I personaggi principali sono sempre abbozzati ma grazie a un’ulteriore rielaborazione di Freddy Krueger si hanno due passaggi positivi: una situazione distopica in cui i minorenni sono scomparsi dalla cittadina (lasciando gli adulti ad impazzire per colmare il vuoto) e un approfondimento sul passato di Freddy, approfondimento che almeno questa volta ha ragione di esistere. Le morti ormai virano sulla commedia nera, il film si guarda principalmente per il killer dei sogni; peccato per la ripetitività di alcuni meccanismi narrativi, che si susseguono sin dal primo episodio.

Wes Craven’s New Nightmare. Bellissima fiaba nera e omaggio di Wes Craven alla sua creatura, New Nightmare rielabora la mitologia della saga riproponendola per un pubblico adulto: meta-cinema, sangue, nessuna risata, drammi familiari e materni, crudeltà e sadismo ai massimi livelli da parte dell’entità malevola. Heather torna nuovamente a vestire i panni di Nancy, assieme ad altri attori che interpretano sé stessi per un bellissimo film nel film; ecco, mi è sembrato parecchio strano vedere Robert Englund interpretare sia sé stesso sia l’entità malefica di New Nightmare sia Freddy nel film originale in onda nel film. Una pellicola riuscita con interpretazioni sentite e musiche che colpiscono, creando il film più lungo dell’intera saga ma con un climax che non si batte.

E per concludere, se dai singoli commenti non fosse chiaro, vi propongo la mia classifica personale di gradimento dei sette film della saga!

  1. Wes Craven’s New Nightmare – Nightmare 7
  2. A Nightmare on Elm Street – Nightmare 1
  3. A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors – Nightmare 3
  4. Freddy’s Dead: The Final Nightmare – Nightmare 6
  5. A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child – Nightmare 5
  6. A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master – Nightmare 4
  7. A Nightmare on Elm Street – Part 2 – Nightmare 2

A NIGHTMARE ON ELM STREET, IL COMMENTO.

Wes Craven affermava che creava i soggetti dei suoi film a partire dagli incubi che lo scuotevano nel sonno; e che Freddy Krueger è nato da un avvistamento inquietante che fece da bambino quando dalla finestra scorse un figuro per strada che lo terrorizzò.
Facile pensare che la saga di Nightmare, con il suo Uomo Nero dei sogni, sia nata proprio da un incubo.

Il primo film è importante e completo, gioca sul mistero e il terrore di non essere al sicuro nemmeno mentre si dorme; un po’ si potrebbe affermare che gioca sulla stessa paura ancestrale di essere attaccati nel sonno e la falsa sicurezza in casa propria.
Ci sono questi ragazzi che sono ossessionati da un uomo sfigurato e muoiono in modo apparentemente suicida o accidentale.
Secondo me, il merito di Craven è di aver creato un mostro non percepibile dagli adulti, metafora di un chiaro disagio adolescenziale e incapacità comunicativa intergenerazionale. Per questo Freddy si staglia così tanto rispetto a Jason, Michael o Chucky: loro sono prettamente assassini, qua si parla di psiche.

A parte il secondo capitolo (facciamo finta non sia mai esistito?) senza la direzione di Wes Craven la saga inizia a concentrarsi sul serial killer dei sogni, mitizzando e centralizzando la sua presenza. Solo qualche sporadica apparizione di Heather Langenkamp, la prima final girl dal primo capitolo della saga, ricorda allo spettatore che oltre a Freddy c’è una sola presenza forte nel franchise.

Ma è Freddy Krueger a regnare.

Altra costante della saga, vista l’età dei personaggi da macellare nei sogni, è la high school americana: mai tanti banchi di scuola sono comparsi in una saga horror così longeva!
A dire il vero un po’ di fastidio ce l’avevo. Sempre queste lezioni, questi terapeuti ed educatori che non riuscivano a capire le esigenze degli adolescenti. Nel primo film poteva anche starci ma arrivati al quinto la cosa diventa leggermente ridondante; da questo punto di vista il terzo, il sesto e il settimo sono sicuro tra i più originali.

E il problema maggiore della saga di Nightmare: la ripetitività delle interazioni sociali!

Ogni volta Freddy inizia a perseguitare un gruppo di adolescenti, con un/a teenager in particolare che capisce prima di tutti la situazione e cerca di far capire agli altri il pericolo. Ovviamente non riceve minimamente la fiducia altrui. Anzi, la persona viene presa per pazza, forse impazzita in risposta agli inevitabili lutti che travolgono il suo cerchio di amicizie. Tuttavia, in seguito non si sa come o perché il gruppo di turno si riunisce e tutti capiscono che è meglio darle ragione, per combattere alla meglio Freddy tutti insieme.
Ecco, queste interazioni si ripetono più o meno in ogni capitolo della saga!

Credo che piuttosto che concentrarsi sulle vittime, avrebbero potuto concentrarsi maggiormente sui sogni: a parte l’ultimo capitolo, diretto da Wes Craven, con il proseguo della serie Freddy non perseguita più le sue vittime, ma come le incontra le sventra!
Non sarebbe stato molto più interessante concentrarsi su numerosi inseguimenti nello stesso film, anche in commedia nera, e maggiormente caratterizzati? Un po’ come faceva il capostipite!

Ma questo era solo il mio speciale di Halloween sulla saga di Nightmare: A nightmare on Elm Street.
Voi avete mai guardato la saga? Concordate con la mia lista di preferenza? Preferite lo spin-off o il remake?

PS: per concludere ecco qui 3 link che potrebbero interessarvi!

  • Lo speciale su Wes Craven: clicca qui
  • A Nightmare on Elm Street: clicca qui
  • Wes Craven’s New Nightmare: clicca qui

Buon compleanno a me: 5 film del 1998 per festeggiare!

Buongiorno! Oggi compio 24 anni e per festeggiare ho deciso di condividere con voi 5 titoli usciti nel mio stesso anno, che ho scelto e che apprezzo!

The Faculty. Famoso film horror fantascientifico per teenagers, possiede un cast importante e scene alquanto inquietanti. Il film è un mix di La Cosa e L’invasione degli ultracorpi, con un pizzico di biologia aliena e una fotografia da urlo (adoro il lavoro sulle ombre). Il tutto assume livelli ancora più alti perché avevo appena visto Signs di Shyamalan e questo film è molto meglio, oltre al fatto che su TimVision avevo provato a veder The Faculty più di 5 volte!

Mulan. Uno dei Classici Disney che riguardo più spesso, assieme a Le follie dell’Imperatore, forse perché il film è uno dei Classici che più si discosta dal modello classico della principessa passiva e indifesa. Io ovviamente conoscendo il cartone fin dall’infanzia ho nell’immaginario della mia mente le canzoni adatte al pubblico italiano, ma apprezzo tantissimo (e preferisco) I’ll make a man out of you. Poi adoro come hanno trattato il tema dell’identità personale e di genere, con un finale e una lotta finale che rafforza il tutto. Stupendo, c’è poco altro da dire.

The Truman Show. Film di cui ho già brevemente parlato sul blog, mi spaventa sempre perché a livello teorico ha la stessa struttura di Matrix, Fight Club o The Signal: non ci si può fidare della realtà! Che sia frutto di macchine, esperimenti sociali, deliri di un pazzo o rapimenti alieni, come possiamo fidarci di ciò che viviamo? Jim Carrey risponde perfettamente alla domanda: se non ci fidiamo dobbiamo avere fiducia in noi stessi e forzare quell’unico difetto che potrebbe incrinare il reale fittizio per scoprire la reale realtà, nel bene e nel male!

Genitori in trappola. Tassello fondamentale della mia infanzia, non mi capaciterò mai di quando la Lohan sia stata capace di rovinarsi la carriera in questo modo. Film rivisto mille volte, anche se di recente ho notato un clamoroso errore di illuminazione in una delle due gemelle (quella sdoppiata col PC in postproduzione, che aveva una luce totalmente diversa dal resto della stanza). Comunque le due bambine sono deliziose, soprattutto nella prima parte quando si menano e nella terza quando menano la futura matrigna. Anche per altri è un classico d’infanzia?

Z la formica. Se c’è qualcosa che non dimenticherò mai dai ricordi d’infanzia sono le termiti. E ho detto tutto. Trauma. Comunque, un film d’animazione profondo e divertente capace di farci pensare; a dirla tutta non lo riguardo da anni ma ce lo avevamo prima in cassetta e poi in DVD ed è proprio un bel filmetto. Chicca: ho scoperto solo di recente che in originale era doppiato da Woody Allen! E vedo ora mentre scrivo che in originale il cast di doppiaggio è supermegaiperstellare! Non sapevo! E voi?

E voi? Quali sono i vostri film del 1998 preferiti? E mi farete gli auguri di buon compleanno o come da tradizione ormai da anni mi lascerete sono un like? Vedremo.

Invece, per chi non lo sapesse oggi pure Stephen King compie gli anni e quindi per festeggiarlo condivido con voi alcuni link importanti a tema:
– i miei auguri dell’anno scorso: qui
– un confronto tra Pet Sematary e le sue trasposizioni: qui
– un confronto tra un’opera di Lovercraft e una di King: qui
– la mia riflessione sul matt… romanzo It: qui

E con questo è tutto. Ciaone e alla prossima!^^

Mermay: The Charmed-One!

Buongiorno! Oggi onoro il Mermay con un articolo a tema sirene, e come non citare una delle mie passioni e fondamenta del mio blog? Ecco allora una piccola riflessione riguardante i primi due episodi della quinta stagione di Charmed: A Witch’s Tail!

A Witch’s Tail ruota attorno alla trama principale incentrata interamente su Phoebe, mentre a supporto di essa anche Piper e Paige si ritrovano a gestire i loro problemi. Importante per capire la situazione è la quarta stagione, visto che l’evento principale è la ricomparsa di Cole e il suo effetto su Phoebe.
Episodio doppio (trattato come un unico grande mediometraggio nel mio cofanetto) inizia con una trama abbastanza scontata alla one-week-monster per poi evolversi alla fine della prima parte nella ricerca della liberazione e del sollievo d’amore, con due villains che interpretano la funzione solo fisica di ostacolo mentre i veri villains sono i sentimenti delle Charmed-Ones.

Temi trattati: maternità, separazione, accettazione di se stessi e del prossimo, futuro, sovrasfruttamento marino.

A Witch’s Tail è un lungo episodio che riprende il mito della sirena, in una versione che ricorda molto quella del Classico Disney: la Sea Hag che ricatta una sirena per la sua immortalità per trovare l’amore come donna sulla terra. Scaduto il tempo concessole, fortunatamente la sirena riesce a fuggire e si imbatte in Phoebe. Le cose succedono e Phoebe a metà episodio diventa una sirena lei stessa! Poi il resto della trama la lascio a voi, non faccio altri spoiler, dico solo che Cole è vitale per l’episodio e questo è un chiaro arco di passaggio tra la quarta e la quinta stagione!

A Witch’s Tail (Una sirena di nome Phoebe in italiano) si lascia guardare molto facilmente e il cambio di locatin, da quella urbana a quella marina è proprio un piacere, ci sono alte dosi di umorismo come Phoebe quando viene rapita dalle sorelle e rinchiusa in bagno. Con Phoebe sirena sono presenti numerose scene subacquee e dal punto di vista del montaggio, è notabile anche uno splitscreen. Ma credo che ciò che ruba veramente la scena sia il look incredibile di Alyssa Milano, con i dettagli come i gioielli e la retina ai capelli o le squame da pesce dorate!

Per i fan della sitcom Mom, la sirena che sfugge alla strega del mare è Jaime Pressly, una comprimaria della recente serie televisiva. Qui interpreta una moderna e biondissima Ariel, in fuga dopo aver infranto il patto.
Povera la Sea Hag, lei alla fine era leale e voleva solo onorare il contratto…

Beh, qui mi fermo o farei spoiler. L’episodio è fresco come una piacevole brezza marina, come il mare è il tema su cui i personaggi sono stati costruiti. Bellissime le location marine, sia i fondali su cui Phoebe felice nuota sia le grotte nelle quali i demoni progettano i piani di morte.

Voi conoscevate il Mermay? Se volete, potete andare a trovare il nostro buon Daniele Artioli che nel suo blog dal primo sta portando un articolo a tema sirena al giorno. Questo è il link. Io vi saluto, qui sotto vi lascio il mio approfondimento sulla sirena mitologica. Ciao!

Approfondimento sulla sirena mitologica: link.

Altri articoli su Charmed: link.

Speciale di Natale: L’amore non va in vacanza

Buon Natale! Come lo passerete? Io in famiglia, ci sono una serie di tradizioni che mi piace rispettare e una di queste, cominciata l’anno scorso, è proporre un film natalizio da condividere con i miei lettori! E oggi il film è L’amore non va in vacanza.

L’amore non va in vacanza (The Holiday in madrelingua) è un film diretto, scritto e prodotto da Nancy Meyers e per me e la mia famiglia è un piccolo classico di Natale che riguardiamo sempre con piacere. Uscito nel non troppo lontano 2006, vanta un cast stellare e una sceneggiatura capace di riportare il sorriso sul viso dello spettatore più sconsolato. Lo adoro.^^

La trama ruota attorno a due donne sole al mondo che per le vacanze natalizie decidono di scambiarsi le case : Iris (interpretata da Kate Winslet) è una giornalista di successo inglese che vuole cambiare aria per dimenticare l’ex; Amanda (interpretata da Cameron Diaz) è una ricca creatrice di trailer cinematografici che desidera scomparire per un po’ dopo aver scoperto che il fidanzato l’ha tradita. Così, il film racconta le loro vicende nelle rispettive ma scambiate case natalizie, vacanze in cui entrambe riscoprono l’amore in ogni sua forma e riescono anche a creare legami che le portano a chiedersi cosa realmente vogliano.

Tranquilli, niente spoiler almeno per ora!

Ma se L’amore non va in vacanza ha una grandissima anima romantica, non bisogna dimenticarsi quella meta-cinematografica! Infatti, dati il lavoro e la vita di Amanda, quando Iris va a vivere a casa della ricca donna di cinema a Los Angeles viene inglobata da un mondo di riferimenti cinematografici anche grazie ai fortunati incontri che fa: prima un talentuoso compositore e poi un celebre sceneggiatore in pensione. Inutile suggerire che siano tantissimi i film e gli artisti che vengono citati; e c’è pure un cameo di Dustin Hoffman!

Ma parliamo delle due protagoniste!

Iris è una giornalista del Telegraph, un giornaletto insignificante inglese come ben sapete, ed è lei a presentare i personaggi del film con una bellissima introduzione sul concetto di amore e di innamorato. Realizzata dal punto lavorativo, il suo è un percorso di riscoperta dell’Io e della fiducia in se stessa in quanto donna meritevole di amore da altri e da se stessa; ovviamente questo arco di maturazione è possibile solamente estromettendo la tossicità dalla sua vita e cercando dall’esterno qualcuno o qualcosa che riesca a farle capire che della propria vita lei deve essere la protagonista. Essendo Iris lontana dal mondo del cinema e del lusso tipici di Los Angeles, la storia di Iris è anche la più meta-cinematografica perché è lei stessa il fulcro della scoperta del cinema: facendo conoscenze nel settore viene permeata di nozioni, conoscenze e film da guardare; una vera delizia per un cinefilo!

Amanda, incarnata da Cameron Diaz, è anche lei una donna insicura sull’amore a causa di un trauma infantile per cui non è più riuscita a fidarsi di nessun altro se non di se stessa; quello di Amanda è un viaggio metaforico per riscoprire se stessa grazie a Graham, l’affascinante e single fratello di Iris, che fa capolino nella casa della sorella poche ore dopo l’arrivo della nuova arrivata. Il problema di Amanda è il non affezionarsi ai suoi amanti e, infatti, durante la narrazione molte volte lei prova a piangere, non riuscendo però a scalfire la propria intimità. Ah, a proposito di intimità, è interessante il dettaglio che ho notato alla seconda revisione del film per il blog: Amanda e Graham sono visti seminudi a letto, nella propria intimità, solo dopo la terza volta che fanno sesso, quando metaforicamente si mettono a nudo parlando del proprio futuro. E non temete cinefili, anche Amanda è chiaramente meta-cinematografica: il suo personaggio è caratterizzato da una voce interiore che riassume la sua situazione sentimentale come se fosse la voce narrante di un trailer! Stupendo.

Insomma, L’amore non va in vacanza è una piccola perla con un grande cast e una sceneggiatura galoppante. Entrambe sono donne di successo mostrate prima come donne di successo al lavoro e poi come disperate in amore.

Il film costella la visione con una serie di primi piani intensi intervallati, soprattutto per il cottage inglese, da campi lunghi a mostrare l’ambiente circostante e le splendide campagne inglesi. Personalmente ho amato il piccolo e intimo cottage di Iris rispetto alla grande e lussuosa villa di Amanda perché è il film stesso a farcelo amare: il cottage è ricco di oggetti, è vissuto e disordinato, non ha paura di accogliere i suoi ospiti; invece, la villa è troppo ordinata, tecnologica, fredda e solo con molto calore riesce a riscaldarsi perché finalmente la vediamo riempirsi di sorrisi e chiacchiere grazie però a Iris. Quindi anche le case stesse ci raccontano delle loro proprietarie.

Ho voluto condividere con voi brevemente questa piccola perla impreziosita da una regia che sa come trasmettere lo spirito natalizio senza ammorbarci con i topoi del genere regalandoci una commedia fresca ma non glaciale e una sceneggiatura veramente sagace. Questo film è in casa mia da moltissimi anni, è legato alla mia infanzia e lo riguardo sempre con estremo piacere: le due attrici protagoniste sono bravissime, ci sono alcune scene che mi fanno sempre ridere (come le telefonate incrociate di Amanda e Graham ad Iris o la voce narrante che se la prende con Amanda) e altre che invece mi fanno riflettere (Iris che si rispecchia nella situazione di Miles, la solitudine di Amanda) e mi spingono a migliorarmi.

Per me L’amore non va in vacanza è un classico. E per voi?

Come poteva mancare Katy ad augurarci buone feste?^^

Buon Natale! Come al solito, vi lascio alcuni link interessanti, ciao e buone feste!^^

Il mio recente racconto natalizio: Il buon Doriano.

Il mio speciale di Natale dell’anno scorso: Mamma, ho perso l’aereo.

Il mio articolo di auguri del ’19: qui.

Il mio articolo di auguri del ’18: qui.

Il mio articolo di auguri del ’17: qui.

Il mio disegno realizzato nel 2016: qui.

Speriamo di sopravvivere alle soffocanti domande dei parenti! E buon Natale!

The Xmas Carols: Sogno per piangere

Buongiorno! Oggi siamo all’ultima tappa di questa complicata collaborazione che mi ha portato molte visite e molti commenti per il mio piccolo racconto; racconto sicuramente più allegro e gioviale da quello proposto da Anna per la sua condivisione. Il suo racconto mi ha strappato una parte del mio delicato cuore, dandolo in pasto ai ricordi.

Anna ci regala un racconto drammatico sull’amicizia e l’importanza di tutti coloro che ci danno tutti il nostro amore; senza fare spoiler, dico solo che il soggetto è un angelo senza ali che ognuno, se con un cuore, ha o desiderare avere al proprio fianco.

Capito dove voleva andare a parare, ho faticato a continuare la storia e le lacrime minacciavano di scendere, non potendo non pensare al mio Bula. Scrissi anche un racconto sull’argomento.

Il mio Bula quando ancora stava bene 💙

Ecco, questo è il link: Il mondo di Shioren.

Ciao e buone feste, domani a mezzogiorno esce il mio speciale di Natale, non mancate per conoscere uno dei miei film natalizi preferiti e farci gli auguri. Ciaone e vado a piangere.

The Xmas Carols: E siamo tutti caprette belanti

Buongiorno! Oggi il titolo all’articolo rilasciato da SabineStuartDeChevalier per la collaborazione natalizia (il penultimo giorno) l’ho scelto io per una mia chiara idea: chi canta e balla secondo me fa sempre una migliore prima impressione di chi dice di sapere scrivere o disegnare.

Ops, piccolo spoiler. LOL.

Vabbhe, come avrete capito questa talentuosa ragazza (che dalla voce avrà circa la mia età, presumo) ha cantato una sua versione dolce e trasognata di Silent Night. E mi ha fatto sentire una capretta stonata che per condividere qualcosa è costretta ad usare i propri duri zoccoli perché i belati sono troppo sgraziati.

A voi capita mai?

Comunque, il blog è questo e sotto vi lascio il video perché credo le faccia piacere condividerlo e ottenere ancora più views: Nea: Nuova ecologia artistica.

Metto i suoi due video:

Sperando vi siano piaciuti i video, vi saluto e vi invito ad andare dal suo blog per congratularvi con lei per la sua splendida voce. Ciao!^^

The Xmas Carols: Schiaccianoci a New York

Buongiorno, almeno a voi. Oggi sono stato molto tentato di dire ‘Ciaone!’ e tornare a scrivere domani perché sono dolente e tacchipirinato: ieri ho fatto e oggi vedo gli elefanti danzanti che si sfracellano sulla mia povera spalla. But the show must go on & here we are.

Oggi a partecipare al The Xmas Carols è una giovane blogger (più giovane di me) che condivide con noi una storia nata da due sue passioni: la danza e la letteratura. Il racconto non è propriamente natalizio perché Natale lo si scorge con il binocolo, un po’ come feci io, ma l’atmosfera la si sente tutta; ricorda un po’ il racconto delle due sorelle scrittrici: una possibile storia d’amore nella neve e nella sorpresa di un dolce destino.

Quindi, se volete leggere, questo è il link al racconto: Dove una poesia può arrivare

Fatto il mio contributo torno a letto o quasi, ciao. Comunque vi leggo da cell, ciao.^^

La tragedia di Fantozzi + The Xmas Carols: XIV

Buongiorno! Come state?

Oggi torniamo a parlare di cinema, cinema italiano per l’esattezza: vorrei condividere qualche riflessione sul celebre personaggio di Fantozzi! Sono anni che ogni tanto mi guardo la saga di Fantozzi, quando riesco a trovare un suo capitolo alla televisione o come ora su TimVision; tragico e inetto, Fantozzi è un personaggio creato apposta per subire e non riuscire a elevarsi come invece fa sua moglie per colpa del proprio terribile e iracondo carattere.

Fantozzi è un ragioniere sposato con una donna che non ama ma a cui è affezionato, forse perché lei lo tratta sempre con profondo rispetto, preferendo a lei una collega ugualmente cessa ma pure cafona ed egoista; lui e i suoi colleghi lavorano in una grande Ditta, che nel primo film nella primissima scena viene mostrata più come un grande e minaccioso alveare che come un edificio, arrivando a subire diverse umiliazioni e schiavismi pur di tenersi il lavoro.

Così la vita di Fantozzi si divide tra giornate di stremanti giornate lavorative ed umiliante esperienze private tra amici e parenti.

Fantozzi secondo me basa la propria forza narrativa sull’italianità facilissima da scorgere del personaggio unita però alla costruzione di un mondo dove il concetto greco del ‘bello e buono’ è esaltato alla massima forza: qui i ricchi sono belli, potenti e fortunati (quasi divini) mentre i poveri sono imbruttiti e soffrono anche quando di compiere le scelte più caritatevoli o realizzare il loro unico sogno. Se da una parte spesso per i dirigenti e coloro che sembrano vivere una vita agiata sono scelti attori carismatici e affascinanti o direttamente modelli, per la gente normale sono scelti attori poco prestanti o imbruttiti, dove il trucco riesce ad esaltare ogni difetto fisico fino a creare una classe dirigente invidiabile come aspetto fisico e agiatezza e un’altra di inferiori indegni di qualsiasi empatia.

E se da un lato Fantozzi è vittima di (un complesso di) inferiorità verso i suoi aguzzini a lavoro, pure dal lato personale e privato non se la passa meglio; ma questa volta la colpa è unicamente sua.

Fantozzi ha un carattere remissivo verso coloro che reputa superiori ma aggressivo contro coloro che sono gentili con lui, arrivando a picchiare e insultare la figlia e denigrare e tradire la moglie. Fantozzi fin dalla presentazione della propria famiglia nella prima celebre pellicola mette in chiaro come non ami la moglie Pina e preferisca corteggiare la tanto sognata signorina Silvani, arrivando spesso ad accettare gli insulti che l’agognata donna rivolge a lui e alla moglie e spendendo capitali per cercare di soddisfarla. E alla moglie cosa fa? Le si rivolge con sufficienza, maltrattandola quando lei invece lo tratta con gentilezza (perché lei sa benissimo quanto il mondo sia crudele con un inetto come lui); e da uomo insensibile e piccolo qual è della figlia (e poi della nipote) riesce a scorgere solo la bruttezza.

Fantozzi, quindi, è una figura tragica senza possibilità di riscatto perché pur partendo da una situazione svantaggiata non potrà mai elevarsi per mancanza di spirito e iniziativa, preferendo rincorrere piccoli sogni destinati a infrangersi per poi sbollire su coloro che invece lo sopportano e supportano.

E voi? Cosa ne pensate del personaggio? Per me il personaggio più simpatico è la signorina Silvani, mia guida spirituale. E il vostro?

Cambiando argomento, anche oggi continua la collaborazione natalizia tra blog! Oggi è la fondatrice del blog La Corte a partecipare con un bellissimo disegno (credo sia ufficialmente la prima a proporre questo media, tra quelli attivamente in ‘gara’) fatto a tecnica mista: disegno a mano unito al photoshop!

Se volete guardarlo anche voi, questo è il link: LA NUOVA CORTE DEI MIRACOLI.

Ciao! E fatemi sapere cosa ne pensate di Fantozzi e qual è il vostro capitolo della saga preferito.^^

The Xmas Carols: Ippopotami per Natale

Buongiorno, oggi post molto veloce.

Sono stanchino e non ho molta voglia di scrivere, ho anche molti blog da leggere. Domani pubblico, ho in mente di fare una piccola riflessione sul personaggio iconico del cinema e della commedia italiana, personaggio tratto da una serie di racconti di un grande artista morto da poco. Idee? E poi per dopo Natale penso di proporre una comparazione tra un film uscito recentemente e uno dei film con la bella Milla Jovovich!

Comunque, passiamo alla collaborazione!

Oggi è stato pubblicato un nuovo racconto sul blog Lividi e Musica, da un blogger che non si definisce scrittore ma è riuscito a costruire un mondo magico in modo assolutamente realistico! Il testo proposto è molto lungo, vi avviso, ma fa riflettere non poco sulla nostra era consumistica ed egoista, dove ognuno vuole e pretende sempre di più, spingendoci anche a ferire gli altri e smettere di sognare.

Senza ulteriori spoiler, ecco qui il link: correte a leggere!