The Lorax: un film sull’importanza degli alberi

Buona Pasqua a tutti! Oggi straordinariamente alle mie tradizioni pubblico un post fuori argomento: qui state per leggere quattro chiacchiere veloci sul film The Lorax: Il guardiano della foresta.

The Lorax è un film d’animazione di genere fantastico-apocalittico caratterizzato da un mondo ad alto tasso di tecnologia che ha perso i contatti con l’ambiente. Costruito su due piani narrativi diversi, ha il pregio di trasmettere un ottimo messaggio ecologico utilizzando forme accattivanti e canzoni allegre, grazie alla sua struttura di musical.

Quello che mi è piaciuto di The Lorax è come riesca a mostrare gli effetti negativi dell’antropizzazione senza alcuna riserva per le risorse rinnovabili del nostro pianeta: nel presente della narrazione, il mondo è suddiviso tra una città completamente artificiale con alberi di gomma e con aria respirabile venduta a peso d’oro, e l’esterno, un mondo inquinato con l’inquinamento che ormai ha devastato qualsiasi cosa. E’ difficile respirare all’esterno, i fiumi sono ricoperti di melma nera, il cielo è plumbeo, gli alberi sono tutti abbattuti. E per contrasto, invece, nel passato la stessa valle era piena di verde, un cielo azzurro, centinaia di alberi (dalle forme caratteristiche e molto aggraziate) e una forte biodiversità di popolazioni animali che abitavano quella valle. Tutto stava in armonia, prima della venuta dell’uomo.

Insomma, questo film è molto importante perché trasmette un messaggio cristallino ma addolcito dalle musiche e dai colori sgargianti, non è retorico o noioso. La narrazione più importante è quella raccontata da un vecchio saggio misterioso che, come vuole il topos della sua figura, è raccoglitore di antiche memorie; ormai quel mondo pulito è lontano, a causa dell’avarizia dell’uomo industriale ed egoista.

Interessante è che la critica non vada nemmeno alla tecnologia perché quando il primo individuo venuto a rovinare il paradiso terrestre arrivò, aveva solo un carretto e un’ascia; e la tecnologia era già a livelli importanti, era lui povero. La critica è indirizzata alla cattiva gestione delle risorse ecologiche da parte della popolazione antropica!

Senza fare spoiler sulla vera trama (anche se è abbastanza scontata), vi consiglio di guardarlo! La creatura che dà il nome al film è un essere divino assimilabile alla coscienza umana nei confronti del pianeta, ed è doppiata anche in Italia da Danny DeVito! In originale c’è Taylor Swift tra le voci, mentre in Italia come cantante importante c’è Marco Mengoni e devo dire che fa un ottimo lavoro! Prima volta che lo ascolto, tra l’altro, LOL.

Ciao, di nuovo buona Pasqua e fatemi sapere se l’avete visto o se conoscete altri cartoni di simile messaggio. Ciaone e alla prossima.^^

Dieci adattamenti da libri di Agatha Christie

Buongiorno, buon 8 Marzo e buona festa delle donne!

Oggi, per festeggiare, ho deciso di portare sul mio piccolo blog una lista di dieci adattamenti dai libri di Agatha Christie, un po’ come feci per Jane Austen! Di suo lessi un solo libro, ma tra serie tv e film cinematografici mi sono fatto una buona idea della sua bibliografia, quindi… Spero apprezziate i titoli che ho scelto, questa volta in straordinario evento ci sarà pure un minicommento per ogni punto della mia strabiliante e fenomenale lista.

Iniziamo:

  • Dieci piccoli indiani (film 1965). Questo film ce lo abbiamo avuto prima in cassetta e poi in DVD e devo dire che ogni volta fa il suo porco lavoro. Distante dal libro nell’ambientazione e nel finale, riesce a rispecchiare fedelmente i temi e ci regala sequenze angosciose, come il secondo omicidio!
  • Nella mente del serial killer. Altra trasposizione cinematografica di Dieci piccoli indiani, vede dieci aspiranti profilers che si vedono pedine di un serial killer, che ha trasformato la base in cui avrebbero dovuto allenarsi in una trappola mortale; molto interessante, all’epoca mi ricordò un episodio di CSI: Scena del crimine.
  • Assassinio sull’Orient Express (film 1974). Elegante e preciso, è uno dei cult e non mi dilungherò molto, potrei dire cose per cui venire poi scannato. Guardatelo, non ve ne pentirete.^^
  • Assassinio sull’Orient Express (film 2017). Nuova trasposizione, nuovo cast stellare; tutti sono bravissimi, ma non raggiungono il dramma del cult omonimo, anche per colpa di una regia meno drammatica e potente.
  • Agatha Christie e la verità sull’omicidio del treno. Questa è stata una serie antologica andata in onda su Paramount Channel e vedeva 3 film (o almeno ne hanno trasmessi solo 3) che si ispirano alla vita della scrittrice e romanzano sulle vicende del suo passato, creando dei what if o delle indagini a cui potrebbe avere partecipato o essersi ispirata.
  • Assassinio sul treno. Film giallo con la grande Margaret Rutherford nei panni di una simpatica Miss Marple, presa per vecchietta scema più che mai in questo film. Divertente, con un’ottima narrazione e una protagonista veramente simpatica e intraprendente, di certo non la tipica Miss Marple che ti offre il caffè sorridendo gentile.
  • Assassinio al galoppatoio. Di nuovo con Margaret Rutherford, è quello di cui mi ricordo meno ma vista l’attrice è sempre da vedere.
  • Assassinio sul palcoscenico. Bel film sempre con Margaret Rutherford, questa volta è ambientato a teatro e vedremo Miss Marple alle prese con il trucco e il parrucco, in una trama tranquilla ma che la vede brillare!
  • Mistero a Crooked House. Lo vidi al cinema alcuni anni fa (stavo per scrivere molti ma ho letto su Wikipedia che è del 2017…); mi ricordo che la magione e le luci erano veramente stupende e la storia immersiva. E mi ricordo che il finale è veramente amaro.
  • Miss Marple nei Caraibi. Non mi ricordo quale delle tre trasposizioni ho guardato e questo dice tanto; mi ricordo che la Miss Marple era veramente insipida e non mi sento di consigliarlo.

Questa è la mia lista, non sono tutte perle come avete potuto notare ma sono comunque film che un appassionato di gialli e di Agatha Christie deve vedere per forza! Voi avete altri film? Qual è il libro che secondo voi ho letto della prolifica autrice?

Ciaone e alla prossima! Auguri donne! 🙂

Lo sapete che lo commentai anni fa?

Charmed 2X13: San Valentino

Charmed 2X13: San Valentino (Animal Pragmatism nell’originale) è un episodio di Charmed ed è ambientato a San Valentino; perfetto per oggi, la festa degli innamorati!

Trama:

Mentre San Valentino si avvicina, le tre sorelle Halliwell non smettono di avere problemi: Piper affronta un bivio sentimentale che la vede a dover scegliere tra Dan (il vicino) e Leo (un suo ex); Prue capisce che non è fatta per oziare e pian piano rimpiange il suo vecchio lavoro alla casa d’aste; Phoebe per errore aiuta tre sue amiche a trasformare tre animali in uomini, inconsapevoli però che queste fiere sono intenzionate a rimanere umane nonostante l’incantesimo abbia un termine. Anche quest’anno per le sorelle Halliwell San Valentino sarà molto movimentato!

Tematiche affrontate:

  • etica sullo sfruttamento animale
  • stregoneria nel consumismo
  • biologia ed ecologia degli animali
  • riflessione sul lato commerciale e sociale di San Valentino

Commento con spoiler:

Il titolo originale della puntata (Animal Pragmatism) alla fine rispecchia molto più fedelmente il significato della puntata: qui a governare gli snodi della trama sono gli istinti animali, i loro corteggiamenti e la loro innata voglia di libertà.

Il tutto inizia con un professore universitario di biologia animale che, durante la sua lezione, spiega i meccanismi alla base dei rituali di accoppiamento di alcune specie; subito, quindi, vediamo un’allegra Phoebe che corteggia lei stessa il manzetto di turno, con un vero e proprio corteggiamento: per tutta la lezione lo osserva sorridendo e giocherellando con i capelli e quindi, ottenuta la sua attenzione, lo invita al locale della sorella per passare una serata insieme.

Inoltre, questa scena, oltre a mostrarci Phoebe nuovamente come una donna attiva e senza inibizioni, è importante perché ci presenta le vere protagoniste dell’episodio: sue tre amiche senza ragazzo! E che tragedia non avere il ragazzo a San Valentino per scopare passare la serata a lume di candela! Così, le quattro parlano e Phoebe viene a sapere che le tre disgraziate hanno comprato un libro di incantesimi e tra una ciacola e l’altra le scappa pure un vero incantesimo capace di trasformare le bestie in uomini! Inutile dire che le tre lo useranno e combineranno casini a cui toccherà alle Charmed-Ones riporre riparo.

Ora parliamo di Prue!

Prue vive un periodo molto stressante nella sua vita lavorativa: è disoccupata. Inizialmente aveva le intenzioni di stare stravaccata a non fare un piffero, ma, tra che Phoebe è un’ottima donna di casa e non c’era nulla da pulire, tra che tutte le amiche di Prue lavoratrici lavorano, Prue si ritrova a preparare il locale di Piper per la serata di San Valentino. Il suo personaggio qui è in pausa, attivamente non fa nulla se non, alla fine, capire che deve trovarsi un nuovo lavoro per non diventare scema.

E per finire, la telenovela!

Piper, ormai in relazione semi-stabile con Dan, il vicino, per tutto l’episodio deve combattere con il fidanzato perché non rimarchi il territorio in presenza di Leo, l’ex della nostra Charmed-One.

Leo a differenza di Dan è molto maturo, rispetta le decisioni di Piper, la aiuta a preparare il locale e a fine episodio le regala un semplice biglietto di auguri con la scritta “For you forever”.

Dan a differenza di Leo è irascibile, geloso, non fa altro che chiedere di Leo e litiga pure con Piper prima perché lei ha offerto un posto in cui lavorare al suo ex (ed ex-Angelo Bianco, non dimentichiamolo) e poi perché lei fa per lui il terribile errore di anteporre la famiglia (aka salvare il mondo) al loro rapporto. Antipatico, falsamente romantico e pure recidivo, Piper è costretta a ricordargli che lei è una donna normale, con una famiglia a cui tiene e un passato e che queste due caratteristiche per lei sono troppo importanti perché possano venire in secondo piano.

Indicativo che l’episodio si chiude con lei che sogna a occhi aperti di baciare Leo, che invece rispettosamente le lascia i suoi spazi.

Cambiando argomento, parliamo ora degli animali tramutati in uomini.

E’ bellissima la scena di come loro vengono tramutati da animali a giovani uomini: le tre ragazze rispecchiano perfettamente la fascinazione dell’occulto visto come passatempo privo di pericoli e quando l’incanto di Phoebe funziona le vediamo totalmente sconvolte dall’accaduto. Inoltre, compiono anche l’errore di continuare a vedere queste nuove persone come animali da controllare anche se, ora più che mai che sono umani, hanno una loro coscienza e dei loro obiettivi.

Noi non possiamo sapere bene come l’incanto abbia cambiato le loro vite: infatti, più passa il tempo e più le caratteristiche animali si fanno evidenti; noi iniziamo a vedere come reagiscono agli stimoli ambientali solo quasi dieci ore dopo la loro antropizzazione e quindi non possiamo sapere se il loro comportamento è dovuto al loro vero carattere o agli stimoli ancestrali che si fanno sempre più preponderanti man mano che tornano animali.

Gli effetti di questa puntata sono artigianali, molto terra terra ma hanno il loro fascino; quello a maggiore effetto è l’ex-serpente prima con la pelle che si stacca a rivelare le squame, poi con la lingua in grado di captare le tracce di odore di Phoebe (colei che deve farli rimanere umani) e infine gli occhi con le iridi verticali. Il personaggio del trio di animali meglio caratterizzato, invece, è il coniglio: più di una volta lo sentiamo usare un linguaggio chiaramente sessista, linguaggio che è stato fortemente edulcorato nella traduzione italiana.

La loro pericolosità non è dovuta al fatto che sono ‘cattivi’: infatti, questa puntata è atipica perché non c’è un vero e proprio villain ma la volontà di un gruppo di persone di fuggire dalle loro gabbie, anche se in verità non ne sono mai usciti, non capendo le regole della società in cui si ritrovano. Fa riflettere non poco che per tappare la bocca a una delle ragazze che li aveva trasformati, la rinchiudano nella gabbia che probabilmente era stata del maiale.

Ed è interessante come l’episodio si concluda con le Charmed-Ones che prima per rendere i bersagli di nuovo animali per sbaglio rendono chiunque dentro al P3 (il locale di Piper) degli animali e alla fine, per liberare gli umani dallo stato di animali, sono costrette a rendere definitivamente uomini i tre animali trasformati in umani a inizio puntata. E a rinchiuderli in gabbie per uomini con l’aiuto della polizia.

Per me questa puntata è stata molto interessante, riesce a portare su schermo argomenti ancora molto attuali e che anzi nel tempo sono diventati ancora più importanti. Inoltre, a livello visivo è bellissima perché ci sono tutte le decorazioni, i bouquet di fiori e il rosso e il bianco come colori più caratterizzanti. Sperando di non avervi annoiato, buon San Valentino a tutti!

La trasformazione, saggiamente gestita con un botto di nebbia artificiale, che ha nascosto il segmento di stacco tra gli animali come animali prima e gli animali tramutati in uomini poi.

Blogger nel 2020

Buongiorno e buon inizio 2021: anche il 2020 – per fortuna – è passato!

Oggi, per la seconda volta, ho deciso di riproporre una tag a cui partecipai esattamente 365 giorni fa!

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Per il blogging utilizzo principalmente il mio PC portatile come strumento di scrittura; per le immagini, invece, mi affido o a Internet o alle mie scarse fotografie o agli screenshots dei film che guardo; per le fonti spesso prediligo i libri che ho letto e collezionato negli anni.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Il blog è un hobby free e quindi lo tratto come tale: di solito scrivo circa vicino ai pasti o alla sera, dopo lo studio. Mi preparo i post giorni prima, così scrivo con calma e ho tempo di modificare; i post più lunghi ovviamente richiedono più giorni di scrittura, ma quelli più corti (anche meno di un’ora) li scelgo in base agli impegni.

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

Ho un profilo Instagram del blog, una pagina FB e anche un altro su un social il cui nome non mi ricordo come si scrive, almeno al momento (inizia con la T). Di mio uso poco i social attivamente, preferisco guardare e condividere i post e i contenuti altrui, se condivido qualcosa non mi perdo sicuramente negli ashtag.

Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da aver avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui social?

In verità no, sto scoprendo tanti nuovi blog. Ma noto che il blog in sé ha perso di smalto, ora la gente vuole diventare instagrammer o al massimo gestore di un magazine online, il blog come contenuto in grado di migliorare la persona e le sue conoscenze ha perso di rilevanza. Odio perdere tempo sui socials (per rispondere alla domanda) e molte volte non capisco come assecondare gli algoritmi.

Per le nomine a questo simpatico Tag senza nome, nomino chiunque voglia mettersi in gioco in linea generale; in particolare nomino tre blogger che seguo non da moltissimo:

Mi piacerebbe che oltre alle semplici domande condividessero anche i cinque post più letti del 2020!^^ Ora espongo i miei in ordine di importanza! 😁

I post più letti di sempre nel 2020:

  • Il forum dei brutti??????
  • Il Forum dei Brutti 2.0
  • Perché Kaa della Disney è un insulto all’originale
  • After
  • Elena di Troia

I post, scritti nel 2020, più letti nel 2020:

  • Il Club delle prime mogli
  • Liebster Award Tag
  • BOOK TAG: 25 DOMANDE SUI LIBRI
  • Covid19: testimonianza
  • Scooby-Doo! e WWE – La corsa dei mitici Wrestlers

Ecco, siamo arrivati ai saluti! Io come al solito ringrazio tutti perché nel 2020 ho fatto nuovo record assoluto in ciascuna categoria delle statistiche (views, visitatori, commenti e likes), solo grazie a chi ha il buon cuore di leggere un povero ragazzino dai grandi sogni e dal poco cervello! Quindi grazie mille, ciao!

PS: posto qui l’articolo dell’anno scorso per chi volesse confrontare gli articoli più letti nel corso dei due anni. Ciao e buon 2021, che venga meglio di quello appena passato! ✨✨✨

Un mio vecchio sfondo, con il mio Bula!

Mamma, ho perso l’aereo

Buon Natale! Quest’anno, per festeggiare il giorno di Natale ho deciso di portare sul mio blog un classico natalizio che quest’anno ha compiuto 30 anni: Mamma, ho perso l’aereo! Sono molto legato a questo film perché per me rappresenta l’infanzia, il periodo nel quale Natale non solo significava famiglia ma era anche decorato da una strana magia di pace e aspettative!

Mamma, ho perso l’aereo è un bellissimo film per famiglie… senza però la famiglia! In un’oretta e mezza riesce a portare allo spettatore una storia di miglioramento personale e maturazione condita con il risalto del calore familiare; calore che viene negato sia a Kevin sia a sua mamma e a tutto il resto della loro famiglia.

Trama:

Il piccolo Kevin, dopo una furiosa lite con la sua famiglia, esprime il desiderio di rimanere solo per sempre e libero dalle noie. Purtroppo, il giorno dopo a causa della frenesia di prendere in tempo l’aereo per le vacanze natalizie in Francia, dopo essersi svegliati in ritardo, nessuno della famiglia si accorge che Kevin non solo non si è imbarcato sull’aereo con il resto dei suoi parenti ma è rimasto ignaro a dormire in casa da solo! Così, mentre i genitori e i fratelli intraprendono un’Odissea per tornare a casa e passare il Natale insieme a Kevin, il bambino scopre la sottile differenza tra libertà e solitudine.

Commento generale:

Mamma, ho perso l’aereo nella sua semplicità è una bellissima fiaba a lieto fine ambientata a Natale, fiaba nella quale un bambino lasciato solo deve scoprire la vita e imparare a gestire i propri bisogni e le proprie paure. Infatti, all’inizio ho notato un grande risalto dell’infantilismo di Kevin (non si fa la valigia, si impunta per la pizza al formaggio, non vuole dormire con il cugino, importuna i genitori indaffarati) mentre una volta rimasto solo – dopo una mezza giornata di pura assimilazione della propria libertà – comincia lui stesso a darsi delle regole e a cercare di adempiere a quei compiti che considerava da ‘grandi’.

Un grande merito nella riuscita di Mamma, ho perso l’aereo, oltre al bambino protagonista che offre le performance di urli migliori del cinema natalizio (iconici i supplizi che si infligge con il dopobarba), va dato alla coppia di ladri. Molto umani e comici, Harry è quello basso e forse quello più umano dei due, quello più astuto e capace di pianificare: infatti, è proprio lui a controllare per ogni casa gli allarmi spacciandosi per poliziotto; Marv, invece, è il ladro più infantile, che ha paura del buio, che non si fa scrupoli a rovinare definitivamente le case svaligiate ed è pure quello su cui si basa -almeno per me – l’umorismo della coppia. Se al posto loro ci fosse stata una coppia di noiosi sinergici rapinatori astuti e sagaci, il film avrebbe funzionato lo stesso?

Ultima pietra miliare di Mamma, ho perso l’aereo è la casa, ovviamente. In questa intervista ho letto che furono visionate decine di case e che ne furono usate almeno tre: una per gli esterni, una per stunts e una per gli interni. E ho letto pure che Chris Columbus ha fatto arredare la casa in modo da relegarla al futuro e non con immobili e poster che fossero conosciuti e quindi funzionassero solo nel suo tempo: la voleva eternamente fresca; e devo dire che c’è riuscito! La casa è gigantesca, bella, vissuta, funzionale alla trama e con ogni stanza impegnata a fondo nella narrazione! Vogliamo parlare del seminterrato, poi? Quella grande caldaia, il buco per la biancheria sporca e certi ferri da stiro, le scale verso l’esterno: tutto è pensato per essere bello & funzionale.

Insomma, per me Mamma, ho perso l’aereo è un bellissimo film per famiglie che è invecchiato pure molto bene; ecco, forse avrei ridimensionato la vicenda del vicino – serial killer (togliendo poi la scena alla fine) ma il resto rende la pellicola fresca e rilassante, con alti punti di comicità.

5 dettagli di Mamma, ho perso l’aereo che mi sono piaciuti (attenzione spoiler):

  1.  La bellissima sequenza da una parte all’altra della stanza che mostra le facce scocciate dei familiari di Kevin, con la prospettiva del bambino, dopo che lui ha rovinato la cena a tutti; il tutto intervallato sporadicamente con il primo piano sul bambino che comprende di avere probabilmente fatto un casino;
  2. Il bellissimo contrasto tra la frenesia dei parenti che si preparano per l’aereo (mostrato con una telecamera fissa sulle scale principali) e la calma assoluta nella quale si sveglia Kevin; poi esilarante che quando la madre realizza di aver dimenticato il figlio, lui si svegli beato e ignaro di tutto;
  3. La stupenda scena in cui lui ricorda la sera in cui ha rovinato la cena a tutti; con un abile montaggio hanno riciclato le stesse scene però editate in modo che sembrasse che fossero viste in prima persona e gli stessero parlando, come appunto se li stesse ricordando al momento;
  4. Molte scene iniziali hanno la pura funzione implicita di anticipare abilità che serviranno a Kevin più in là nella pellicola, o per presentare luoghi importanti per alcune scene. Per esempio, quando spara alle statuine e le fa cadere nel cesto della roba sporca, ciò non solo serve a mostrare come lui sappia usare il fucile giocattolo ma introduce il buco da cui cadrà il ferro da stiro!
  5. A differenza di molti film, la solitudine di Kevin è mostrata ampiamente con la richiesta a Babbo Natale, la chiacchierata con il vicino, le preghiere a Dio e soprattutto la contemplazione della foto di famiglia ogni mattina. Il suo desiderio di riavere la famiglia indietro non è detto, ma mostrato.

5 dettagli di Mamma, ho perso l’aereo che non mi sono piaciuti (attenzione spoiler):

  1. Quando me lo sono rivisto al computer, mi sono riguardato la scena due volte ed entrambe le volte mi è sembrato che nella primissima inquadratura degli interni della casa, sopra al finto poliziotto, ci fosse una giraffa. Anche voi lo avete notato? Si vede per pochissimo ma credo sia quella perché il soffitto sopra al poliziotto non viene mai mostrato se non in quel momento e in quel fotogramma si vedeva un lungo oggetto nero spuntare dalla parte superiore dell’inquadratura…
  2. Ecco di nuovo che la polizia fa male il suo lavoro; ma poi, se Kevin era sempre mostrato chiaramente (e soprattutto luminosamente) perché dalla strada il poliziotto non nota le finestre con la luce accesa?
  3. Nella narrazione ci sono tre momenti puramente casuali senza i quali la trama non poteva andare avanti, quasi dei dii ex machina: la tarantola quando Kevin era stato raggiunto da Marv, la band musicale che offre un passaggio alla mamma e il vicino che casualmente lo nota rincorso dai ladra e che quindi lo salva da una brutta fine;
  4. La mamma di Kevin per tornare dal suo bambino intraprende un’Odissea tra aerei, sfuriate e camioncini. Ma se il resto della famiglia arriva un minuto dopo di lei, che senso ha avuto il suo calvario?
  5. Se quando torna la famiglia nessuno nota che la casa era stata devastata vuol dire che (lui o il vicino) qualcuno ha ripulito tutto. Allora perché la stanza del fratello è ancora distrutta?

Conclusioni:

Mamma, ho perso l’aereo è un bellissimo film che guardo sempre con piacere; è uno dei miei must, come L’amore non va in vacanza e Una poltrona per due. E’ stato un piacere offrire una piccola riflessione su questa perla. Adoro le musiche di questo capolavoro natalizio per famiglie, quindi saranno il tema musicale di questo post mentre vi rinnovo i miei auguri!^^

BUON NATALE!

Spero abbiate apprezzate questa piccola variante. Quest’anno ho deciso di celebrare uno dei miei film preferiti a clima natalizio al posto di condividere una delle musiche pop che apprezzo tanto. Se vi è piaciuto questo post, potrebbero piacervi anche questi altri:^^

Grazie per essere passati. BUON NATALE!!^^

Speciale Halloween: recensione di Beetlejuice + approfondimento su Tim Burton

Beetlejuice è un film di genere tra il fantastico e la commedia nera del 1988, il secondo film diretto da Tim Burton in live-action. Questo gioiellino parla di una coppia di fantasmi che ritrovano la propria casa invasa da una famiglia e che chiede aiuto a un altro spirito, Betelgeuse, per liberare la casa e averla tutta per loro di nuovo.

Trama:

Una coppia di felici coniugi fantasmi, Barbara e Adam, è alle prese con una famiglia di chiassosi e petulanti snob che hanno occupato la loro casa; determinati a tenere tutto per sé il loro piccolo angolo di Paradiso, cercano quindi di scacciarli in vari modi. 

Commento introduttivo:

Beetlejuice è un film che guardo sempre con molto piacere per come riesce a narrare una storia apparentemente scontata (la tipica casa infestata) con un punto di vista molto innovativo: infatti, non solo Tim Burton crea un mondo spettrale e onirico ma fa vivere l’intera vicenda dal punto di vista dei fantasmi protagonisti in modo tale che non siano loro quelli strani -ma invece l’eccentrica famiglia che si stabilisce nella loro villetta- e che quindi lo spettatore conosca la loro situazione simultaneamente ai protagonisti.

Tim Burton e il suo amore per la stop motion:

Definirei Beetlejuice una grande dichiarazione d’amore da parte di Tim Burton verso la stop-motion e il cinema artigianale, capace di creare effetti memorabili con il semplice ma accurato uso di maschere, trucco, cere e fantasia.

Il film, infatti, si apre con una panoramica del paesino in cui i Maitland vivono e questa panoramica si conclude, dopo un’ellissi, sul plastico raffigurante il paesino nella soffitta della coppia. Questo plastico, che raffigura in modo molto dettagliato la contea in cui vivono, nella narrazione è molto importante e ricorre spesso: infatti, è a causa del plastico che i Maitland escono per il viaggio fatale, è con il plastico che Lydia ha la prima interazione con i fantasmi ed è sempre dentro al plastico che Betelgeuse appare la prima volta e rimane per gran parte della pellicola. Questo plastico, quindi, è uno dei protagonisti di Beetlejuice! E come sappiamo da questo mio post sulla stop-motion (ricordandoci che Tim Burton ha iniziato il suo percorso creativo proprio come animatore), la ricostruzione dei paesaggi su plastico è uno dei tratti fondamentali di questa stupenda arte. Dopotutto, è Adam, uno dei protagonisti, a curare il plastico e potremmo anche definirlo un alter ego del regista, no?

Inoltre, nella pellicola sono presenti una serie di mostri che secondo me sono realizzati con una delle tante tecniche della stop motion; per esempio, i vermi delle sabbie! O il serpente nel quale Betergeuse si trasforma per spaventare i Deetz. O le statue che prendono vita, con la loro presa di mobilità che rappresenta una vera e propria rimodellazione del loro essere (dopotutto, l’arte della stop-motion non è proprio dare vita ad oggetti inanimati?). Questi sono tutti dettagli che dimostrano non solo la grande fantasia dell’artista ma anche il suo grande legame verso questa arte.

I personaggi di Beetlejuice:

I protagonisti di Beetlejuice sono ovviamente Barbara e Adam Maitland, essendo la storia confezionata interamente attorno a loro e al loro spazio temporale (diverso da quello dei vivi); tuttavia, tra i due chi è il protagonista? Io di mio avrei detto Barbara perché all’inizio vediamo come lei desideri un figlio mentre nell’ultima scena il lieto fine prevede la composizione, in modo speciale, della tanto agognata famiglia felice, e inoltre è lei a sconfiggere Betelgeuse e ad avere le idee migliori; ma è per colpa della passione di Adam che i due muoiono, il plastico è presentato nella prima inquadratura del film e nell’ultima scena e il suo personaggio ha lo stesso tempo in scena di quello di Barbara (la coppia è sempre insieme in scena). Per voi tra i due chi è indispensabile nella trama? Comunque, i protagonisti sono due persone per bene, semplici e solari, con le quali è molto facile empatizzare e averli in simpatia. Come già detto, i due sono ignari del mondo dei morti e le informazioni che scoprono le condividono con lo spettatore ignaro come loro; è bello vederli scoprire pian piano le loro abilità fino allo scontro finale a fine pellicola!

Lydia, è la figlia dei Deetz. Personaggio dilaniato da un’estrema necessità dell’affetto e delle attenzioni che i suoi genitori non riescono a elargirle, è lei la prima ad accorgersi della presenza di Barbara e Adam; lei stessa si definisce strana e inusuale, ha un vestiario gotico e ha un atteggiamento decadentista. Caratterizzata da un’alta percezione del reale e dell’irreale, è mostrata molte volte scattare fotografie di ciò che la circonda, forse perché è l’unico modo con il quale riesce a relazionarsi a una realtà che sente non la voglia con sé. Gentile e tranquilla, è un’artista come Adam e come Barbara è lei a richiamare Betelgeuse quando il pericolo incombe; non sorprende che alla fine i tre formino una famiglia.

I Deetz, invece, sono una coppia di coniugi egocentrici, sempre al lavoro e con poco tempo da dare alla figlia. Mi sono sempre chiesto se alla fine i veri antagonisti siano loro o Betelgeuse: Betelgeuse arriva a causa loro e quasi ammazza tutti, o sono loro che rovinano la pace iniziale e quasi ammazzano i Maitland? Da notare in ogni caso che loro attivamente non fanno nulla e che alla fine la loro situazione è solo migliorata a livello lavorativo, trascurando la figlia proprio come all’inizio!

E infine parliamo di Betelgeuse: uno spirito concreto, sincero e spietato, sa quello che vuole e manipola gli altri personaggi per ottenerlo. La sua prima scena lo mostra a leggere un giornale in evidente ricerca di un lavoro e si sofferma sui protagonisti; interessante è che il suo volantino appaia a loro prima ancora che loro sappiano della sua esistenza, rivelando quindi grandi capacità illusorie e manipolative. Poi, durante la propria presentazione, si capisce che sia più interessato al lato carnale che ideologico della vicenda: propone delle avances a Barbara, la molesta e non ascolta minimamente i due. Quindi, quando parla con Lydia, si mostra molto comprensivo (anche se non la dissuade di suicidarsi) rivelando solo dopo, alla fine del film, i suoi reali intenti. Secondo me, essendo legato a serpenti e soprattutto agli scarafaggi Betelgeuse rappresenta la morte, lo stato di decomposizione, lo spirito morto per eccellenza; interessante, poi, che quando sposa Lydia lei abbia un vestito rosso come il sangue, le carni, tutto ciò che lui brama ma che da solo non può ottenere.

Gli ambienti e il mondo di Beetlejuice:

Gli ambienti di Beetlejuice sono molto belli, una splendida miscela tra realismo e architettura onirica: per Barbara e Adam il mondo dei morti non è molto diverso da quello a cui erano abituati. Infatti, all’inizio tornati a casa dalla loro tragica morte non si erano nemmeno accorti della transizione! Il mondo dei morti, infatti, è qualcosa di simile ma abbastanza evasivo e strano da causare fascinazione e disorientamento nello spettatore, per far temere anche che l’Aldilà non sia così diverso dalle noie a cui noi tutti siamo abituati. A me piace molto come è stato creato il palazzo delle amministrazioni dei morti perché riproduce finemente le sale di attese, le grandi sale di impiegati statali e i labirinti in cui i poveri avventori devono aggirarsi per trovare il proprio consulente; il tutto ovviamente presentato con geometrie distorte e morti aventi corpi orribilmente sfigurati dalla propria morte o consumati dal tempo!

Conclusioni:

Insomma, Beetlejuice è un film molto bello, caratterizzato da un umorismo dissacrante e una serie di effetti speciali artigianali invecchiati benissimo! Io ovviamente ne consiglio la visione, così come consiglio ora la lettura del mio piccolo approfondimento su… Tim Burton!!

Approfondimento su Tim Burton:

“Ho incontrato molti adulti che sono rimasti bambini dentro, ma mai nessuno come Tim Burton. Ha qualcosa di rassicurante un uomo che si disegna teschi sulle nocche durante un’intervista e che i dirigenti degli studios di Hollywood implorano per produrre il suo prossimo film. Ma se lo fanno è perché pochi registi della generazione di Burton possiedono un’immaginazione così fervida e un talento così ben utilizzato. C’è un po’ di Walt Disney in lui, ma di un Walt Disney in cui il concetto di posto allegro è una caverna piena di pipistrelli.”

Tim Burton è uno dei registi che apprezzo e di cui ho visto svariati film; infatti, i suoi titoli compaiono spesso nelle mie liste di genere e qui ho perfino parlato del suo primissimo Batman e qui del suo bellissimo Big Eyes!

Tra i suoi film diretti (non parliamo della sua produzione come non regista che non finiamo più) i miei preferiti sono senza dubbio Beetlejuice, Mars Attacks, Batman e Dark Shadows. Il suo stile mi piace perché parla ai cuori solitari loro malgrado, agli stand-alone della società e a tutte le piccole manie che si nascondono nell’ombra: infatti, quante volte abbiamo visto i suoi ambienti quasi uscire da un incubo (o da un’abbuffata di funghetti allucinogeni)? Quante volte i colori scuri e le ombre imprigionano nella propria solitudine personaggi alienati dal resto del mondo ma desiderosi di un contatto fisico, di amore?

Tim Burton è un regista visionario, per questo mi piace!^^

Di suo sfortunatamente nei miei libri di cinema non ho trovato grandi riferimenti, ma per fortuna in questo libro, che consiglio a tutti gli appassionati, c’era un’intervista! Quindi vi riporto il contenuto sperando che così possiate scoprire un nuovo lato dell’artista!

L’occhio del regista

Tim Burton si definisce una persona molto intuitiva, segue l’istinto e prende le sue decisioni artistiche sulla base delle proprie emozioni.

Inizialmente iniziò la sua carriera come animatore nella Disney, proprio durante il periodo dell’insuccesso di Taron e la pentola magica e, non essendoci al momento una vera leader creativa fu lasciato da solo a creare e pensare fino all’ideazione del cortometraggio Vincent (che all’inizio doveva essere un libro per bambini); fu quel successo personale ad aprirgli la strada per il suo cortometraggio in live-action: Frankenweenie; e questo corto, che lo fece licenziare dalla Disney, gli aprì le porte di molte altre case di produzione!

Come artista dietro ai film che dirige, riesce a dare una sua impronta grazie alle sue celebri tematiche pur non essendo mai sceneggiatore di sua mano: lui stesso ammette che se scrivesse da solo ne verrebbe fuori un lavoro troppo personale, troppo criptico. Infatti, pur riconoscendo di essere nato come animatore di pellicole in stop-motion e che queste origini gli hanno conferito uno stile registico originale (per toni e atmosfere), preferisce lavorare per le produzioni filmiche perché ciò lo costringe a collaborare con altre persone: dirigere la stesura delle sceneggiature, convincere i direttori artistici della validità delle proprie scelte, capire e ascoltare le necessità degli attori, capire se sono adatti per il ruolo, informare l’apparato tecnico delle proprie scelte.

Sapendo ciò, non è strano pensare, per esempio, a film come Nightmare Before Christmas siano diretti da lui! Perché alla fine riesce a rendere sua ogni pellicola e probabilmente come produttore aveva ancora più libertà di scelta.

Come regista preferisce seguire l’istinto, conosce benissimo le regole basilari e le tecniche, ma crede siano più un’ancora di salvataggio nei momenti del bisogno. Infatti, apprezza l’attore in quanto tale, permette l’improvvisazione (com’è avvenuto per esempio proprio in Beetlejuice) e sceglie le angolazioni e le inquadrature al momento: la carta e la pianificazione sono cose troppo concrete e precise per una realtà astratta e incerta come la nostra! Inoltre, preferisce il grandangolo come il 21mm e in mancanza di quello non va mai oltre il 50mm!

Stop-Motion, la fabbrica delle meraviglie

Inoltre, Tim Burton ha due ulteriori pregi.

Secondo questo libro, nel 1993 la tecnica della stop-motion subisce un grandioso cambiamento: uscendo Nightmare Before Christmas nelle sale cinematografiche, questa nobile e raffinata arte può finalmente uscire dal buio di cantine e soffitte di oscuri filmmaker indipendenti per viaggiare alla conquista del cinema holliwoodiano e trovare la strada verso le sale cinematografiche di tutto il mondo! Questo film conferisce alla tecnica una valenza culturale rivoluzionaria, anche perché la pellicola è considerata uno dei primi prodotti commerciali più importanti realizzati in stop-motion!

Inoltre, nel 2005 arriva nelle sale cinematografiche La sposa cadavere, film co-diretto da Tim Burton. Si tratta di un’incredibile rivoluzione tecnica, perché rappresenta il primo film d’animazione interamente ripreso con fotocamere digitali invece che con le ingombranti cineprese tradizionali; inoltre, i personaggi sono animati con la tecnica “Gear and Paddle”, che serve a muovere le teste senza usare la dispendiosa sostituzione delle teste manuale, faticosa e soprattutto estremamente costosa.

E non dimentichiamoci che nel 2012 Tim Burton è tornato a fare stop-motion con il passo a uno: infatti, Frankenweenie, il corto che lo fece cacciare dalla Disney ma che gli aprì le porte del mondo, è finalmente diventato un film!

Conclusioni

Grazie per essere arrivati fino a qui, vi ringrazio di cuore. Buon Halloween, che lo possiate passare sani e negativi. Ciao.^^

Fonti

  1. DVD di Beetlejuice
  2. https://en.wikipedia.org/wiki/Beetlejuice#CITEREFSalisburyBurton2006
  3. Bessoni, S, Stop-Motion: la fabbrica delle meraviglie, Modena, Logos Edizioni, 2014
  4. Tirard, L. (a cura di), L’occhio del regista: 25 lezioni del cinema contemporaneo, [2009] Tr. it., Roma, Minimum Fax, 2017

Altri miei post su Halloween:

Buon Halloween! Ecco 15 titoli per celebrare la Notte delle streghe!

Buon Halloween^^

L’Halloween di Tony!

Buon compleanno Stephen King!

Buongiorno, come ho scoperto da lidi più aggiornati dei miei, oggi è il compleanno di uno dei grandi scrittori del nostro tempo: Stephen King!

Quindi, per omaggiarlo e anche per portare un pelino d’acqua al mio mulino (ricordiamoci che non è l’unico a compiere gli anni oggi) ho deciso di pubblicare anche io un recap su tutti i post pubblicati su di lui finora; tutti con un piccolo commento che introduce ai post!

Cominciamo con…

I post su It:

It, il romanzo! Mi ricordo che impiegai mesi a leggerlo e a tratti ero pure infastidito dalle mille mila descrizioni di personaggi che morivano la pagina dopo! Ma è un grande libro.

It, la miniserie televisiva. Personalmente la preferisco ai due remake perché riesce a trasmettere una migliore dei personaggi e a creare l’orrore più sulla corruzione della cittadina e piccoli dettagli piuttosto che con mille jumpscares.

– It, il remake . Carino, secondo me con la tecnologia attuale avrebbero potuto puntare più sull’orrore che sul terrore con un clown che spunta urlando come un pazzo; sarebbe potuto essere meglio ma il lavoro lo porta a casa alla fine.

– It, il sequel del remake. Questo film invece è ingiustificabile, non è fedele al libro e rende il primo capitolo inutile: che serve aver mostrato le avventure dei ragazzi nel primo film se poi tornano a mostrarli in questo, con gli elementi da ricordare girati apposta qui??

– Il confronto tra It e Il colore venuto dallo spazio, in cui rifletto sulle similitudini che accomunano due celebri autori, l’uno ispirazione dell’altro.

I post su Pet Sematary:

Pet Sematary, il libro. Bellissimo libro sul lutto e la perdita; il tutto però all’epoca lo trovai leggermente morboso: infatti, la narrazione sembra soffermarsi in maniera crudele sul dolore della povera famiglia protagonista

Pet Sematary, le trasposizioni cinematografiche. Breve post in cui parlo delle due versioni; com’è facile intuire preferisco di gran lunga quella più vecchia, mentre il remake è brutto forte.

Pet Sematary, la prima trasposizione. Bellissimo film che mi ha colpito per come sono riusciti a mostrare l’ombra sinistra del cimitero vivente e di come siano facilmente riconoscibili gli esseri rianimati.

Inoltre, sul mio blog ho pure condiviso una bellissima recensione di The Shining mentre ho citato It innumerevoli volte nelle mie liste (troppe da riportare tutte). Pur avendo letto anche Carrie, il romanzo manca sul mio e mi dispiaccio enormemente di ciò; ma mi dispiacerà ancora di più se non mi farete gli auguri di buon compleanno.^^

Ciao, ci vediamo il 24! Secondo voi ho trattato Stephen King abbastanza sul mio piccolo blog o mi mancano titoli importanti?

Da che film è tratto questo bel gattone?

I cani della mia vita

Buongiorno, oggi post molto veloce e fuori programmazione. Scoperto da Elena e Laura che oggi è la giornata del cane, ho deciso anche io di postare le foto dei cani della mia vita.

Eccoli qui, molti li avete già conosciuti!^^

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Flock, il mio primo cane

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Dylan, il cane che mi ha consolato durante la mia adolescenza

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Scooby, il cucciolone attuale dal passato tormentato

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Milly, la cagna con cui simpatizzavo perché sempre sola e in ricerca di attenzioni

Questi sono i cani della mia vita. A tutti ho voluto un mondo di bene anche se ho ricordi diversi per ognuno di loro. Per la morte ho anche steso questo racconto, per elaborarne il lutto anni fa…

Vi voglio bene e vi penso sempre! ❤

Passeggiata a Ponte Mas

Buongiorno!

Oggi desidero condividere con voi una passeggiata sostenuta durante una bel sabato tutto soleggiato in compagnia dei miei genitori e del mio cagnolino Scooby. Siamo andati a Ponte Mas.

  • Cos’è Ponte Mas?

Ponte Mas è una frazione in provincia di Belluno (BL) caratterizzata da un grande ponte costruito su un fresco torrente di montagna. La vista che è possibile ammirare dal ponte è stupenda: le acque cristalline del Cordevole sovrastano un letto di rocce e ciottoli bianchi e lisci, limati dal flusso delle acque; inoltre, quel giorno c’era un cielo stupendo, guardate che foto ho fatto!

ponte mas panorama

  • La mia passeggiata a Ponte Mas

Abbiamo fatto un circolo, partendo da un lato del ponte verso destra e chiaramente siamo tornati alla stessa sponda del ponte ma da sinistra.

Mi è piaciuto molto passeggiare in queste campagne dove il verde si perde a vista d’occhio, cullati da un abbraccio delle montagne che circondano la valle. Immensi campi di pannocchie, ortaggi e alberi da frutto, tante villette romane e fattorie, un piccolo pozzo e tanto spazio per Scooby dove correre.

Abbiamo camminato molto tempo, abbiamo pure avvistato la Certosa di Vedana, un palazzo che una volta era un monastero; non lo abbiamo potuto visitare perché al momento conteneva al suo interno alcune suore di clausura ( e farla io la quarantena in un palazzo del genere però, eh! ).

la certosa di vedana

Dopo aver trovato alcune erbe usabili in cucina, abbiamo continuato a camminare fino a quando non siamo arrivati a un lago vecchio di diversi secoli, inutile affermare il suo splendore. Era tutto circondato da un sentiero nel verde, un sentiero di foglie cadute e grandi massi, tutto ombreggiato da alberi grandi e chiomati di foglie scure; al suo interno, il lago vantava acque verdi ed era impreziosito da uno stormo di anatre che veloci e sagaci si contendevano i pezzi di pane che noi gli lanciavamo, gestendo pure il terribile cacciatore quale Scooby in quel momento si era appena scoperto.

Abbiamo pranzato sulle rive di quello stupendo lago, su una panchina, sotto al sole, per poi riprendere la passeggiata.

Scoo al lago di Ponte Mas

Siamo anche passati per Torbe sperando in un bar ma senza alcun risultato. Quindi ci siamo inoltrati verso Ponte Mas attraverso prima i campi e poi un boschetto un po’ troppo igrofilo per i miei gusti – mi sono sporcato sia le scarpe sia i calzini con quell’acqua piena di humus – ma almeno Scoo ha potuto correre libero.

Poi siamo arrivati, dopo un chilometro sulla strafa asfaltata. Mi sembra giusto di essermi meritato al bar di Ponte Mas il mio succo all’Ace!

  • Conclusioni

Questa passeggiata a Ponte Mas è stata proprio bellina, la consiglio. Forse un pelino lunga, ma il paesaggio vale proprio la pena, voi la conoscevate?

paesaggio di ponte mas

I migliori film: Aprile

Ma buongiorno e buon Primo Maggio a tutti! State assaporando la notizia del ritorno alla libertà? Anche io, speriamo non sia l’ennesimo miraggio.

Questo mese, Covid19 a parte, è stato di grandi risultati: la mia scarsa carriera universitaria mi ha donato il voto più alto ottenuto finora e il blog ha raggiunto un nuovo record! Quale? Il record di visite, con ben 900 visite ricevute durante questo solo mese! So che i blog grandi, che seguo, possono solo sorridere di fronte a queste sciocchezze, ma per me è un traguardo enorme e voglio dire, a chiunque mi legga, GRAZIE!

Ciò mi fa riflettere molto sui contenuti che offro e di come il blog sia cambiato dagli albori.

Il blog era nato per dare sfogo alle mie opinioni e trovare qualcuno che mi leggesse; volevo l’anonimato, che nessuno mi conoscesse, perché pretendevo che chiunque avrebbe riconosciuto la grandezza del mio pensiero. Ovviamente, mi sbagliavo; a mia discolpa, posso dire che ciò accadeva ben quattro anni fa, ero piuttosto immaturo e avevo solo 18 anni. Già ora molti qui dicono che sono molto giovane per la media di blogger della piattaforma, figuriamoci quando ero appena cosciente di cosa fossi io.

Per farvi capire, ecco qui i primi cinque post che il mio blog abbia mai conosciuto o che almeno sono riuscito a rintracciare (ritrovandoli, se erano proprio pessimi li ho editati senza snaturarli):

  1. Presentazione
  2. Eccolo
  3. Povera creatura
  4. Fuochi d’artificio
  5. Domani

La qualità, come potete vedere, è piuttosto scarsa così come la quantità di parole. Unica soddisfazione è capire quanto io stesso come persona sia cresciuto e che vada sempre a braccetto con il mio fantastico ego smisurato. Ho migliorato la lunghezza e la qualità dei miei post, scegliendo di scrivere dei miei viaggi e dei miei racconti sul mio altro blog, mentre qui ho scelto argomenti più mainstream: film, i libri che ho letto che possano essere origine di discussione, riflessioni di vario tipi e le mie liste stilate con passione e pazienza. Mi sono leggermente concentrato sui film perché si sta rivelando una grande passione ora che la sto approfondendo e ciò mi garba non poco! Purtroppo, esistono anche i post che non vanno, come quelli di musica; vi ricorda qualcosa questo bel post scritto col cuore?

Ah, un appunto. Non credo nel FOLLOW4FOLLOW o il LIKE4LIKE, quindi se siete qui in cerca di follewers sloggiate pure: chi seguo lo faccio perché credo possa portarmi cultura, libri interessanti o nuovi spunti di riflessione. Voglio crescere, non avere mille seguaci che non si traducono poi in visualizzazione perché in verità non interessati a ciò che ho dire o nemmeno interessati a trasmettermi qualcosa di loro riguardo agli argomenti che offro come spunto di riflessione e discussione.

Comunque, riflessione sul mio blog a parte, ecco qui la lista dei migliori film visti in Aprile. Essi sono perlopiù film che raccontano di un periodo storico, di un pregiudizio o comunque la solitudine del diverso; in questi cinque film ho visto un tratto distintivo, la voglia di raccontare le insicurezze e le paure di un mondo a noi diverso, con problematiche diverse. Su sedici film ho selezionato questi cinque come i migliori perché mi hanno fatto ridere, mi hanno fatto piangere, mi hanno indotto ad alcune riflessioni sociali e storiche importanti e non da dimenticare.

  • Una moglie per papà. Film sul razzismo con la grande Whoopi Goldberg nel ruolo di una tata che, negli anni 50 circa, inizia a far breccia nel cuore di un’orfana di madre e creare un rapporto paritario col suo datore di lavoro. Molto struggente, fa riflettere quando le due bambine (una bianca, l’altra nera) litigano per motivi razziali senza nemmeno sapere perché: l’ennesimo esempio di quanto quella cultura malsana sia artificiale e non innata nell’uomo.
  • Gifted-Il dono del talento. Quanto è brutto essere super intelligenti, è quasi come essere bellissimi o ricchissimi: molte persone ti si avvicinano per fini non affettivi. E’ la bambina stessa che dice che vuole bene a suo zio e alla sua vicina perché loro stessi le hanno voluto bene prima ancora di conoscere il suo QI. Grande film, molto commovente e triste la lotta di potere intestina alla famiglia.
  • Borg McEnroe. Una lotta di menti, non tra campioni di tennis. La pellicola ci mostra il Wimbledon in cui Borg entra nella storia come il Campione in carica per cinque anni consecutivi e dei timori e le ansie che i due protagonisti nutrono. Conosciamo i due rivali grazie a numerosi flashback, vediamo che alla fine i due si somigliano molto ma a causa di un percorso antitetico sono diventati molto diversi. A me è piaciuto molto, i quadri sono dettagliati e le partite mai noiose grazie ai primi piani e ai commenti dei telecronisti.
  • Arriva John Doe. Uno dei film più antichi che abbia mai visto, molto affascinante. E’ proprio una concezione differente di concepire un lungometraggio: lungo, lento ma denso di significato, con molte sovraimpressioni di pellicola atte a mostrare i pensieri del protagonista. Politico e filosofico, secondo me ha in sé una forte critica contro i poteri forti, coloro in grado di manipolare le masse. John, inoltre, mi ha ricordato la figura del Cristo: seguito da tutti e ammirato, portatore di un nuovo ordine, ma ripudiato e spinto alla morte dagli stessi che lo volevano come loro re.
  • Miss Detective. Brillante ed esilarante commedia con Sandra Bullock, è un mio guilty pleasure sicuro. Bellissimo, pieno di battutine sarcastiche e di tanti colori, porta lo sfavillante mondo della televisione e dei concorsi di talento mostrando anche i retroscena e la fatica per crearlo. A me piace, il merito va soprattutto alla brillante Sandra e alle reginette di bellezza, soprattutto LA reginetta di bellezza, ingenua e innocente.

Questa è la mia lista dei migliori film, li conoscevate tutti? Io continuo a ringraziarvi, anche per questo bellissimo post che è stato apprezzato e che si è sparso su tutta la piattaforma. Ciaone!

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