Buon compleanno Stephen King!

Buongiorno, come ho scoperto da lidi più aggiornati dei miei, oggi è il compleanno di uno dei grandi scrittori del nostro tempo: Stephen King!

Quindi, per omaggiarlo e anche per portare un pelino d’acqua al mio mulino (ricordiamoci che non è l’unico a compiere gli anni oggi) ho deciso di pubblicare anche io un recap su tutti i post pubblicati su di lui finora; tutti con un piccolo commento che introduce ai post!

Cominciamo con…

I post su It:

It, il romanzo! Mi ricordo che impiegai mesi a leggerlo e a tratti ero pure infastidito dalle mille mila descrizioni di personaggi che morivano la pagina dopo! Ma è un grande libro.

It, la miniserie televisiva. Personalmente la preferisco ai due remake perché riesce a trasmettere una migliore dei personaggi e a creare l’orrore più sulla corruzione della cittadina e piccoli dettagli piuttosto che con mille jumpscares.

– It, il remake . Carino, secondo me con la tecnologia attuale avrebbero potuto puntare più sull’orrore che sul terrore con un clown che spunta urlando come un pazzo; sarebbe potuto essere meglio ma il lavoro lo porta a casa alla fine.

– It, il sequel del remake. Questo film invece è ingiustificabile, non è fedele al libro e rende il primo capitolo inutile: che serve aver mostrato le avventure dei ragazzi nel primo film se poi tornano a mostrarli in questo, con gli elementi da ricordare girati apposta qui??

– Il confronto tra It e Il colore venuto dallo spazio, in cui rifletto sulle similitudini che accomunano due celebri autori, l’uno ispirazione dell’altro.

I post su Pet Sematary:

Pet Sematary, il libro. Bellissimo libro sul lutto e la perdita; il tutto però all’epoca lo trovai leggermente morboso: infatti, la narrazione sembra soffermarsi in maniera crudele sul dolore della povera famiglia protagonista

Pet Sematary, le trasposizioni cinematografiche. Breve post in cui parlo delle due versioni; com’è facile intuire preferisco di gran lunga quella più vecchia, mentre il remake è brutto forte.

Pet Sematary, la prima trasposizione. Bellissimo film che mi ha colpito per come sono riusciti a mostrare l’ombra sinistra del cimitero vivente e di come siano facilmente riconoscibili gli esseri rianimati.

Inoltre, sul mio blog ho pure condiviso una bellissima recensione di The Shining mentre ho citato It innumerevoli volte nelle mie liste (troppe da riportare tutte). Pur avendo letto anche Carrie, il romanzo manca sul mio e mi dispiaccio enormemente di ciò; ma mi dispiacerà ancora di più se non mi farete gli auguri di buon compleanno.^^

Ciao, ci vediamo il 24! Secondo voi ho trattato Stephen King abbastanza sul mio piccolo blog o mi mancano titoli importanti?

Da che film è tratto questo bel gattone?

I cani della mia vita

Buongiorno, oggi post molto veloce e fuori programmazione. Scoperto da Elena e Laura che oggi è la giornata del cane, ho deciso anche io di postare le foto dei cani della mia vita.

Eccoli qui, molti li avete già conosciuti!^^

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Flock, il mio primo cane

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Dylan, il cane che mi ha consolato durante la mia adolescenza

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Scooby, il cucciolone attuale dal passato tormentato

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Milly, la cagna con cui simpatizzavo perché sempre sola e in ricerca di attenzioni

Questi sono i cani della mia vita. A tutti ho voluto un mondo di bene anche se ho ricordi diversi per ognuno di loro. Per la morte ho anche steso questo racconto, per elaborarne il lutto anni fa…

Vi voglio bene e vi penso sempre! ❤

Scuola di cinema: Sentieri Selvaggi

Buongiorno a tutti!

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‘Spettate ‘n’attimo che mi sveglio e sono da voi…

Recentemente ho passato una bellissima settimana a Roma per seguire un interessante laboratorio di sceneggiatura tenuto presso la scuola di cinema Sentieri Selvaggi; qui condivido la mia esperienza.

Cos’è la scuola Sentieri Selvaggi?

Sentieri Selvaggi è una scuola di cinema che offre diversi corsi, variando dalla regia alla sceneggiatura, dalla fotografia fino al montaggio di video. Inoltre, le offerte formative variano anche di prezzi e sconti a seconda della materia e ovviamente del periodo di iscrizione; ho con me il volantino e devo dire che si capisce molto meglio del sito.

La scuola, almeno quella in cui ho passato le mie giornate romane, è costituita da un edificio moderno pieno di locandine famose di film più o meno celebri, svariate stanze insonorizzate e una per le conferenze (dove abbiamo fatto lezione). Dall’esterno l’edificio può sembrare molto piccolo ma l’apparenza inganna perché non solo ci sono molte stanze in successione lineare al pian terreno, ma ci devono essere ulteriori piani superiori!

Che laboratorio ho seguito presso la scuola Sentieri Selvaggi?

Presso la scuola di cinema Sentieri Selvaggi ho seguito un laboratorio mattutino di sceneggiatura, una bella introduzione alla scrittura per il cinema mediata dalla regista e sceneggiatrice Veronica Succi.

Iniziava alle dieci del mattino e finiva alle due del pomeriggio. Erano lezioni frontali durante le quali la professoressa spiegava la teoria e la grammatica della sceneggiatura, come scriverla e che linguaggio usare per la stesura; poi leggevamo i nostri testi o soggetti e spiegava ulteriormente sulla base dei nostri errori.

Dalle tre del pomeriggio fino alle sette, inoltre, la scuola era aperta a noi studenti per permetterci di confrontarci e riunirci a scrivere prima i nostri soggetti in compagnia e poi con i lavori di gruppo.

Interessante, è che grazie a questo laboratorio sia riuscito ad avere una bella idea per il mio ultimo racconto, che potete leggere qui.

I lavori di gruppo, per le sceneggiature

A frequentare il corso eravamo tredici e quindi fummo divisi in tre gruppi; ogni gruppo ha elaborato un soggetto di uno dei propri membri, prima creando un trattamento scalettato e quindi una sceneggiatura.

Lavorare in gruppo per un progetto creativo è stato veramente interessante, anche se molte volte chiare divergenze creative hanno rallentato il tutto. Comunicare le proprie idee con qualcuno distante da sé, non solo a livello geografico di origine, ma anche culturale è stato veramente e indubbiamente stimolante: tante idee, molti modi approcci allo stesso canovaccio, troppe idee diverse le une dalle altre.

La professoressa, che lavorava solo di mattina, non si è mai fermata ad aiutarci se non l’ultimo giorno perché il lavoro di gruppo lo avevamo durante i pomeriggi, mentre le mattine le passavamo a leggere i nostri lavori. Forse sarebbe stato meglio avere subito una base su cui lavorare in armonia e qualcuno che i primi giorni aiutasse nelle interazioni e a calmarci.

Cosa ho imparato?

Da questa splendida immersione e introduzione al mondo degli sceneggiatori ho imparato diverse cose. Oltre a piccola base di sceneggiatura, che se volete posso condividere in un futuro post (fatemelo sapere giù nei commenti), ho scoperto che la sceneggiatura si basa sulla condivisione di storie e la voglia di conoscere il prossimo e  sul confronto con il prossimo.

Inoltre, la sceneggiatura è un’arte che si celebra al meglio con più persone, perché più menti sono maggiormente in grado di apportare al lavoro di gruppo più riflessioni, più eredità culturali e sicuramente più confronti! Purtroppo, con il mio carattere schivo e diffidente ciò è stato molto difficile ma sono pronto a lavorarci: infatti, se sono abituato a lavorare in gruppo dove a contare sono solo i numeri e l’attenzione, dove contano anche la fantasia e l’abilità di adattarsi deve essere ancora più bello!

Conclusioni

Ciao e grazie per essere rimasti fin qui. Se volete pormi domande sull’esperienza o sulla teoria che mi è stata insegnata, non tardate! A me l’esperienza è piaciuta, la raccomando a cuore aperto. Ciaone!!

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Parlando delle apparenze che ingannano…

Serie televisive: il mio rapporto

Buongiorno, sono cresciuto con le serie televisive.

Da bambino mi ricordo che passavo ore a guardare i Power Rangers e I due Fantagenitori, Scooby-Doo. Molti anime tra cui Mermaid Melody (che prontamente cambiavo con qualcos’altro all’arrivo dei miei amici) e Detective Conan. Stravedevo per la Melevisione!

Alle medie invece passai alle vere e proprie serie televisive: Provaci ancora Gary, La vita secondo Jim, Ghost Whisperer e tante altre serie comiche. Entrai in fissa con Charmed e poiché la sua messa in onda tagliava in due metà sfalsate il pomeriggio, studiavo pochissimo. Charmed credo sia stata la serie della mia adolescenza.

Purtroppo, ora non guardo serie televisive nuove o meglio sono diffidente. Le uniche due che sto seguendo con regolarità al momento La Tata su Paramount Channel e Criminal Minds (un rewatch usando Rai4).

Per me una serie televisiva, al contrario di un film, sono ore su ore da dedicare alla visione e da rubare ad altre attività. Se una volta avrei detto che sono meglio le serie televisive perché un episodio normalmente dura meno di un’ora, ora affermo di preferire i film: infatti, nella sua completezza, la narrazione dura solo un paio di ore. Basti pensare a Scream Queens, ci misi settimane a guardarla perché dovevo entrare nella forma mentis di gustarmela, di ricapitolare le precedenti puntate e trovare la serata adatta per tutto questo.

Ora, inoltre, mi trovo anche nella triste situazione di provare un leggero ribrezzo per le poche serie verso cui sono rimasto fedele: sono stanco di vedere sempre gli stessi episodi, soprattutto quelli che collego alla mia adolescenza. Ma se tolgo pure quelle che mi sono piaciute (CSI, vari polizieschi e sitcom) cosa mi rimane?

E voi? Che rapporto avete con le serie televisive?

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2020: le mie letture finora

la saga della fenice nera

Buongiorno!

Anche se non sembra perché non parlo mai delle mie letture qui su questo mio piccolo angolo di relax, finora ho letto ben dieci libri nel solo 2020; ho raggiunto questo numero ovviamente senza citare siti internet, libri di testo, magazine, manga e graphic novels. Quindi, non sapendo di che scrivere perché nel pieno di una settimana orribile a livello universitario, ho deciso di consigliare o sconsigliare i numeri della mia avventura letteraria avvenuta nel 2020!

Cosa ho letto finora?

Durante questi mesi invernali prima e di quarantena poi mi sono dedicati alla saggistica e alle raccolte, leggendo poi solo qualche romanzo nel senso stretto del termine. Ho notato che, se il libro è bello, ho una lettura media di circa una settimana, qual è la vostra?

Quali libri consiglio?

Delle dieci letture che ho fatto finora, ne consiglio 7.

  • Superman & CoUn saggio molto interessante sulla figura dell’eroe e sulla sua narrazione nei diversa media fumettistici e audio-visivi; ho imparato molto sui codici e su come un linguaggio adatto al fumetto sia totalmente fallimentare se riproposto su schermo.
  • Keep calm e guarda un film. Una simpatica e rilassata guida basata sulla presentazione e una riflessione dialogica su grandi classici che hanno fatto la storia; interessante è che dopo la presentazione del film, indichino a quale tema esso corrisponda e a chi possa piacere.
  • Diario di una vera stronza. Simpatico e leggerino romanzo epistolare scritto come se fosse il diario di una editrice stronza e vanitosa; il personaggio è volgare e piena di sé, ma comunque è una donna intelligente e vedere la sua vita lavorativa e sentimentale nell’arco di un anno narrato giorno per giorno è veramente interessante: non ci si annoia mai.
  • Thor e il potere di Mjolnir. Non ho mai capito se sia una leggenda tradotta o una rielaborazione dei vecchi miti in un linguaggio più accessibile; in ogni caso, anche grazie all’introduzione agli dei citati e un approfondimento sulle opere nordiche, questo libro è una facile introduzione alla mitologia nordica.
  • Stop-Motion, la fabbrica delle meraviglie. Un intero saggio sulla tecnica della Stop-Motion, esso non solo esplica le varie tecniche ma anche cita film, mostra diverse foto con i vari passaggi e spiega pure come costruire modellini e scenografie! Mi è servito per scrivere questa recensione.^^
  • Il Diavolo veste Prada. Romanzo molto divertente che ha ispirato l’iconica commedia con Meryl Streep nel ruolo del Diavolo della moda. Sono mesi che ho in mente un paragone tra libro e film ma per mancanza di tempo lascio sempre perdere; vi interesserebbe?
  • Il dominatore delle tenebre.  Raccolta molto interessante che mi ha introdotto a uno degli autori di fantasy che mi più piacciono: altro che Percy Jackson, Harry Potter e Il Signore degli Anelli, il vero fantasy è quello sposato all’orrore, come testimoniano i poemi omerici! Stupenda raccolta, da cui è scaturita pure una mia Tag originale!

Quali libri non consiglio?

  • Racconti di uomini e fantasmi. E’ uno dei libri su cui ci ho speso controvoglia più tempo perché alcuni racconti erano così noiosi che toglievano la voglia di continuare la lettura. Alcuni sono belli, ma altri sono pesi morti di parecchie tonnellate…
  • Sospetto di Magia. Allora, di suo è bello, è uno di quei libri da evidenziare e riassumere estrapolando le informazioni dal testo perché dal libro non capisci ‘n’emerita mazza. Sarebbe un testo politico-filosofico in formato di copione teatrale in parte e in parte di testata giornalistica, pure con un linguaggio desueto. Un mattone, non mi sento di consigliarlo.
  • Cuore nero. Thriller paranormale, troppo frammentato e noioso. Non ho capito la scelta stilistica dell’autore, avrei preferito un maggior mistero sull’assassino e una maggiore presentazione del paranormale, perché almeno così si sarebbe salvato sul finale. Questo libro è proprio ma proprio scritto male a livello di struttura narrativa!

Ecco, questo è stato il mio 2020 letterario finora. Voi avete letto qualcuno dei miei libri? Se volete seguirmi su Instagram, su Elfhik (mio account principale) posto i miei acquisti tra cui libri e film, mentre su austindove_blog98 le news del blog. Ciaone!^^

batman vampire

Passeggiata a Ponte Mas

Buongiorno!

Oggi desidero condividere con voi una passeggiata sostenuta durante una bel sabato tutto soleggiato in compagnia dei miei genitori e del mio cagnolino Scooby. Siamo andati a Ponte Mas.

  • Cos’è Ponte Mas?

Ponte Mas è una frazione in provincia di Belluno (BL) caratterizzata da un grande ponte costruito su un fresco torrente di montagna. La vista che è possibile ammirare dal ponte è stupenda: le acque cristalline del Cordevole sovrastano un letto di rocce e ciottoli bianchi e lisci, limati dal flusso delle acque; inoltre, quel giorno c’era un cielo stupendo, guardate che foto ho fatto!

ponte mas panorama

  • La mia passeggiata a Ponte Mas

Abbiamo fatto un circolo, partendo da un lato del ponte verso destra e chiaramente siamo tornati alla stessa sponda del ponte ma da sinistra.

Mi è piaciuto molto passeggiare in queste campagne dove il verde si perde a vista d’occhio, cullati da un abbraccio delle montagne che circondano la valle. Immensi campi di pannocchie, ortaggi e alberi da frutto, tante villette romane e fattorie, un piccolo pozzo e tanto spazio per Scooby dove correre.

Abbiamo camminato molto tempo, abbiamo pure avvistato la Certosa di Vedana, un palazzo che una volta era un monastero; non lo abbiamo potuto visitare perché al momento conteneva al suo interno alcune suore di clausura ( e farla io la quarantena in un palazzo del genere però, eh! ).

la certosa di vedana

Dopo aver trovato alcune erbe usabili in cucina, abbiamo continuato a camminare fino a quando non siamo arrivati a un lago vecchio di diversi secoli, inutile affermare il suo splendore. Era tutto circondato da un sentiero nel verde, un sentiero di foglie cadute e grandi massi, tutto ombreggiato da alberi grandi e chiomati di foglie scure; al suo interno, il lago vantava acque verdi ed era impreziosito da uno stormo di anatre che veloci e sagaci si contendevano i pezzi di pane che noi gli lanciavamo, gestendo pure il terribile cacciatore quale Scooby in quel momento si era appena scoperto.

Abbiamo pranzato sulle rive di quello stupendo lago, su una panchina, sotto al sole, per poi riprendere la passeggiata.

Scoo al lago di Ponte Mas

Siamo anche passati per Torbe sperando in un bar ma senza alcun risultato. Quindi ci siamo inoltrati verso Ponte Mas attraverso prima i campi e poi un boschetto un po’ troppo igrofilo per i miei gusti – mi sono sporcato sia le scarpe sia i calzini con quell’acqua piena di humus – ma almeno Scoo ha potuto correre libero.

Poi siamo arrivati, dopo un chilometro sulla strafa asfaltata. Mi sembra giusto di essermi meritato al bar di Ponte Mas il mio succo all’Ace!

  • Conclusioni

Questa passeggiata a Ponte Mas è stata proprio bellina, la consiglio. Forse un pelino lunga, ma il paesaggio vale proprio la pena, voi la conoscevate?

paesaggio di ponte mas

COVID19: la sessione universitaria di Ca’ Foscari

Buongiorno, sono Antonio e frequento il terzo anno della facoltà di Scienze Ambientali di Ca’ Foscari; quando la quarantena è apparsa avevo appena cominciato le lezioni, avevo pagato un intero mese di nuoto (che sto smaltendo ora) e mi saltò un preappello.

Qui desidero dare una testimonianza di come la mia università abbia reagito a questa devastante emergenza sanitaria.

L’inizio

All’inizio, rimasi a casa senza neppure sapere cosa sarebbe mai successo: l’unico fatto rilevante era l’annullamento di una prova scritta per cui mi ero preparato per settimane. Potevo guardare le mie serie televisive preferite, leggere un buon libro o giocare a videogiochi troppo potenti per il mio computer; ma niente mi avrebbe potuto ridare indietro la sensazione di completezza, quella che si prova dopo aver compiuto lo scopo di cotante ore di preparazione. Ero frustrato. Fui frustato dagli eventi, dalla stasi in cui ogni istituzione sembrava essersi persa: l’unica mia certezza era stare sempre in casa perché nemmeno ora tengo un lavoro; una gabbia di rame, nemmeno d’oro la mia. Così, le settimane svanivano mentre nuovi numeri più alti dei precedenti apparivano sulla bilancia alla mia pesata mattutina.

Ci volle un mese perché i professori capissero che l’emergenza non si sarebbe arginata da sola; ci volle un mese perché capissero che dovevano riprendere le lezioni che avevano interrotte in favore di un’attesa con le carte in regola per non terminare mai. Chi provava Skype, chi scelse di fare laboratorio da casa analizzando i dati altrui, chi sparì per altrettante settimane per poi in seguito accorciare il programma da chiedere all’esame. Fu un periodo abbastanza divertente.

Le lezioni

Alcune lezioni sono felice di averle seguite online: il professore di elettromagnetismo (che poi ebbe pure il pessimo gusto di sparire) caricò le sue lezioni su YT, cosicché noi potessimo finalmente ascoltarle e compensare il fatto che non sappia minimamente spiegare in modo decente. Alla fine, tutti i professori hanno scelto, sia per le lezioni sia per gli esami, la piattaforma di facile fruizione Google Meet. Solo con l’obbligo anche di registrare ogni lezione e caricarle poi sul sito privato di Ca’ Foscari, agevolando noi studenti che al posto di dovere noi registrare audio potevamo direttamente accedere alle spiegazioni con i video illustrati a lezione. Molto comodo, in questo modo studiai: Cose marine (mia personale intitolazione del corso), Monitoraggio della biodiversità, Chimica Organica e pure altri due corsi che non ho mai seguito (tanto registrano le lezioni!). Credo di non essere mai stato meno attento a una lezione, ma anche di avere ottenuto risultati molto migliori del solito.

I laboratori

Al mio anno ho tre laboratori a cui partecipare obbligatoriamente: quello di Elettromagnetismo e i due di Ecologia2. Tutti li ho sostenuti da casa, scrivendo relazioni o minireport riguardanti le esperienze sostenuti dai prof o dagli alunni degli anni precedenti elaborando dati non raccolti da me. Se mi chiedessero di cosa ho scritto per Ecologia, non saprei rispondere; per la relazione di Fisica2, invece, ho assoldato un prof di ripetizioni. Credo siano i laboratori la più grande menomazione del mio anno di studi relativo al 2020: com’è possibile imparare a gestire un’esperienza pratica se non la pratichiamo dal vero? Come possiamo imparare a gestire bilance, costosi macchinari ed elementi da miscelare se non lo abbiamo mai fatto prima? E arriviamo al punto peggiore: a luglio sarei dovuto dopo un anno di ritardo (ho fatto fatica a sostenere gli esami necessari l’anno scorso) a fare una settimana di campionamenti a Falcade; inutile dire che se si farà la vivrò a casa mia, dalla mia camera da letto, online. BELLO!

Gli esami

L’unica nota positiva di questa quarantena sono stati gli esami: molti scritti sono stati tramutati in orali, tutti gli esami che ho sostenuto nell’arco tra aprile e giugno (tra preappelli ed esami) erano orali, non sono mai stato bocciato. La mia impressione è che la difficoltà sia stata abbassata non poco, in favore di esami una volta scritti con due ore di tempo per pensarci, e che essendo sempre a casa io abbia avuto molto più tempo da dedicare allo studio. O meglio, ho solo studiato. Credo che la più grande fortuna sia stata la trasmutazione da scritto (dove chiedevano solo esercizi) ad orale di Chimica analitica perché così il focus s’è spostato sulla teoria di laboratorio e i principi delle tecniche usate. Tuttavia, conosco molti invece che hanno dovuto sostenere esami scritti all’orale: infatti, dovevano scaricare la prova, stamparla, compilarla e inviarla in un intervallo di tempo fin troppo ristretto!

Conclusioni

Questa quarantena è stata veramente strana e la mia università non ha aiutato ad attutire il colpo; almeno posso dire che abbia cercato di agevolare lo studio continuando le lezioni (e registrandole) e permettendo in ogni caso la presenza di preappelli.

Com’è andata la vostra università invece?

black christmas
Soffocato dallo studio a casa mia…

 

 

Anna Todd di After: cancella l’evento alla fiera del libro

Buongiorno, oggi voglio condividere con voi un articolo che avevo letto molti mesi fa ma che oggi, complice la tensione dovuta alla sessione universitaria, mi ha dato particolarmente fastidio.

L’articolo in questione è datato 15 Ottobre 2018, è del Corriere della Sera e tratta di un evento capitato ad Anna Todd. Quindi, senza perdere tempo, ecco qui l’articolo che potete trovare qui.

“«Ci hanno gridato che eravamo tristi, patetiche, stupide. E di andare a rivolgerci a #MeToo». «Sono stati mandati via ma poi il manager del Marriott non ha fatto nulla quando sono tornati e ci hanno aggredito per un’altra ora e mezza». Anna Todd, 29 anni, autrice bestseller di After, da poco uscita con Stars. Noi stelle cadenti (entrambi Sperling & Kupfer), racconta al «Corriere» quanto le è accaduto a Francoforte nei giorni della Buchmesse. Un’aggressione verbale contro di lei e un gruppo di altre donne del suo staff, da parte di sei uomini ubriachi, di cui due particolarmente violenti, nel bar dell’hotel in cui alloggiava. L’episodio è avvenuto la sera di giovedì 11. E la scrittrice si è così spaventata da cancellare il suo successivo intervento alla Buchmesse, proprio nell’anno in cui la rassegna ha dedicato tanto spazio al femminismo e alle donne. «Gli aggressori — spiega Todd — non sono stati identificati. Avrei potuto rivederli: erano a Francoforte per la fiera, avevano il pass».
Probabilmente non erano tedeschi. «Altrimenti — deduce l’autrice — avrebbero parlato la loro lingua con lo staff dell’hotel. Invece usavano un inglese con accento straniero, credo europeo. Uno era di pelle chiara con la barba rossa, uno con la carnagione più scura ma non africano». Quanto alle ragioni dell’aggressione, «non mi hanno riconosciuta come Anna Todd. Gridavano “pazze donne americane”. Ci accusavano di avere votato Trump, di odiare i neri, di invadere altre nazioni. Ci invitavano a tornare nel nostro Paese. Hanno approfittato del fatto che fossimo tutte donne. Dicevano che eravamo così disgustose che non avrebbero mai voluto toccarci né fare sesso con noi».
Anna, aggiunge, non si è sentita protetta dall’hotel. Né dalla polizia: «L’ho chiamata tre volte ma mi ha risposto che non era un’emergenza». Poi, quando gli agenti sono arrivati, «ho mostrato loro un video che avevo fatto e postato su Twitter ma, in base alla legge tedesca, mi hanno detto di cancellarlo o mi avrebbero preso il telefono». Il «Corriere» ha chiamato l’hotel Marriott, ma è stato rinviato al giorno successivo (oggi, ndr) per un commento.”

Come avete potuto leggere, Anna Todd fu aggredita verbalmente nel bar del suo hotel da un gruppo di uomini ubriachi che (secondo me per colpa del suo aspetto fisico) hanno fatto commenti osceni su di lei e la sua nazionalità. L’evento, a quanto pare, la sconvolse a tal punto che scelse di evitare la manifestazione letteraria, sul femminismo, a cui avrebbe dovuto partecipare i giorni successivi.

Ma Antonio, cosa ti infastidisce tanto di una donna che ha subito molestie verbali?, vi starete chiedendo. Beh, semplice, qui sotto potete leggere la risposta, ho citato un mio vecchio post sul libro After.

“Invece, di Hardin sappiamo tutto. Sappiamo che ha un passato triste, sappiamo che suo padre si sta per risposare, sappiamo che lavora recensendo manoscritti ma soprattutto sappiamo perfettamente il suo corpo perfetto, quello ce lo descrive bene o almeno meglio degli altri e di se stessa: i suoi occhi verdi furibondi, i suoi riccioli, le sue fossette e i tatuaggi, piercieng su sopracciglio e lingua e il sangue secco sulle nocche del ragazzo che ha picchiato due volte e che ha quasi strozzato. In pratica, lui ordina a lei cosa fare della sua vita, la prende per i polsi, ogni tanto fa scenate di gelosia (e a vedere come ha trattato Noah fa anche bene), le dice che è veramente sexy ma dopo il sesso il novanta per cento delle volte la caccia, la zittisce molte volte, la fa piangere e la umilia e fa a botte. Il suo lato virile, cioè quello di maniaco che picchia la gente, viene fuori quando il suo futuro fratellastro viene trovato con un occhio nero, quando picchia a sangue due volte un ragazzo (una perché durante un gioco aveva osato baciare Tessa) e si professa un ragazzo tranquillo. Viene detto che da piccolo recitava a memoria copioni di teatro, legge anche lui i classici ma inutile dirlo non viene mai mostrato studiare, lavorare o leggere; beve e fa sesso.”

Dopo avere letto la descrizione del personaggio protagonista del libro che ha reso Anna Todd celebre nel mondo, qualcosa evidentemente è ridicolo. Infatti, è chiaramente ridicolo che sulla carta lei romanticizzi i comportamenti psico-aggressivi solo per poi esserne spaventata e saltare un evento di lavoro per paura di essere aggredita nuovamente.

Non era lei a scrivere di quanto siano sexy i ragazzi cattivi, quelli che picchiano la gente, che sanno mettere la donna al suo posto?

Se fosse stata un’altra persona a subire un aggressione del genere sicuramente avrei empatizzato perché qui si parla di vittime, di un gruppo di donne che è stato insultato per la stazza, la nazionalità e il solo fatto di essere donne. Questa è discriminazione e la polizia avrebbe dovuto sicuramente fare qualcosa, o almeno avrebbe dovuto fare qualcosa la sicurezza dell’albergo.

Ma come può una donna che insegna alle tredicenni di cercare lo stronzo violento di turno poi lamentarsi di essere stata aggredita dallo stronzo violento di turno? Ciò ogni volta che ci penso, che lo leggo in giro, lo trovo schifosamente ipocrita: stiamo parlando di un modello letterario estremamente nocivo, e quindi sarebbe quantomeno accettabile che la scrittrice e idealista di questo modello letterario sia coerente con ciò!

Boh, veramente, io potrei andare avanti ore a scrivere la mia personale shitstorm riguardante Anna Todd ma mi fermo qui. Mi limito a dire che sta per uscire After2 al cinema e che la mia recensione del primo libro  è tornata a macinare visite.

Ciao, qui sotto vi lascio i link ai post sul mondo di After nel mio blog.^^

  • Commento al libro: qui.
  • Commento al film: qui.

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Se scrivi questo schifo, poi non lamentarti se i tuoi personaggi vengono a trovarti!

 

La vita in Branco, perché è fondamentale

Buongiorno, come va oggi, sopravvissuti miei?

Dopo avervi parlato qui della mia esperienza Scout, ho deciso di portare un’ulteriore testimonianza a riguardo di uno dei più grandi capitoli della mia vita, capitolo che ho vissuto prima come bambino e poi come ragazzo in procinto di approcciarsi al mondo: la mia vita nel Branco!

Dal punto di vista di un Lupetto:

Ho iniziato il mio percorso da Lupetto molti anni fa, all’età di otto anni. All’epoca entrare a far parte di una branca Scout era molto più facile, almeno nella mia parrocchia, perché gli Scout non erano visti come persone strane e il parroco ci aiutava molto ed era molto presente nella vita del Branco. Un bambino inizia la sua caccia per diventare un bravo lupetto semplicemente provando a venire a qualche attività, per poi se convinto essere accettato nel Branco da tre Lupetti in grado di elogiarlo per tre differenti pregi.

Un bambino può entrare nei lupetti se rientra nella sua definizione: infatti, un Lupetto è un bambino dagli otto agli undici anni che è entrato in Branco. Lungo questi tre anni il bambino inizia con il gioco a conoscere i modelli educativi vecchi di più di un secolo e maturati nei decenni.

Durante i vari giochi i Lupetti superano diverse prove riguardanti le varie tecniche scout, l’educazione fisica, l’educazione civica e cristiana. Superate diverse prove adatte alla loro età ricevono diversi riconoscimenti come la possibilità di recitare la Promessa, le Stelle e le specialità.

Un Lupetto gioca, disegna, ascolta, osserva.

I miei anni come Lupetto me li ricordo molto belli, ho conservato molti oggetti importanti di quel periodo, mentre altri ovviamente sono andati perduti. Ho con me il mio quaderno di Caccia, in cui scrivevo quello che facevo in Branco con i Vecchi Lupi e gli altri Lupetti; alla parete della mia camera ho appeso un lavoretto di chiodo e fili colorati raffigurante una barca a vela costruito durante il mio secondo campeggio; giù in seminterrato tengo al sicuro il mio Canzoniere.

I Lupetti sono educativi per un bambino anche perché prendono il meglio dal Libro della Giungla (e no, non sto parlando dell’aborto filmico della Disney ma di questo) e lo rielaborano. Già di per sé l’opera di Kipling è piena di simbolismi e di personaggi parlanti, gli Scout hanno solo cambiato alcuni nomi e tolto il sottofondo razziale, adattandolo invece a un contesto più aperto e integrativo. Akela diventa il capo dello staff, Kaa e Bagheera gli aiutanti più giovani, Baloo il parroco e Shere Khan, le Bandar e Tabaqui gli esempi da non imitare.

I Lupetti a ogni attività ascoltano un episodio del Libro della Giungla e vedono nella loro mente questi personaggi, sanno le loro caratteristiche e quindi da essi imparano come comportarsi.

Un’attività di Branco, inoltre, è fatta di condivisione, i Lupetti imparano pian piano a prestare le proprie cose agli altri, a offrirsi per portare da bere e mangiare, a scrivere le avventure vissute in un quaderno di Branco e aiutarsi a vicenda per vincere i giochi di gruppo. Più un Lupetto pensa agli altri, più verrà ricompensato con punti extra, una Promessa o anche solo un sorriso da parte dei Vecchi Lupi, cosa che molte volte vale più di tanti complimenti.

Dal punto di vista di un Vecchio Lupo:

Un Vecchio Lupo è un volontario che lavora gratuitamente con i bambini nel Branco per qualche ora alla settimana. Il suo compito è rendere l’attività divertente, utile a livello pedagogico e intrattenitiva per i più piccoli.

Normalmente Akela è il maggiorenne con più esperienza, è uno studente universitario o un lavoratore sui 20/28 anni che si prende cura sia dei Lupetti sia dei ragazzi che gli sono stati affiancati per aiutarlo; gli altri Vecchi Lupi prendono il nome dei personaggi positivi del Libro della Giungla. Personalmente, le figure che ho incarnato sono state in ordine: Chikai e Bagheera.

Un Vecchio Lupo non va ad attività impreparato o sbronzo: le attività sono rigidamente organizzate durante la riunione settimanale, vengono preparati i materiali e le fasi di gioco e stasi, i ruoli nello staff durante la gestione e le canzoni da cantare. Si può saltare l’attività se si è impegnati, ma è veramente sconsigliato per un ragazzo alle prime armi presentarsi ad attività senza prima avere sostenuto la riunione.

Un Vecchio Lupo attraverso il lavoro presso il Branco impara a sostenere un impegno, a essere puntuale e con il tempo assume sempre più responsabilità: gestire i bambini, se maggiorenne stare con gli altri ragazzi senza l’Akela (che potrebbe avere impegni lavorativi), preparare da solo i materiali per l’attività, riuscire a capire cosa fare ad attività pur avendo saltato la riunione settimanale.

All’inizio, ad aiutare il mio Akela e me era venuto un volontario dal mio Gruppo Scout per aiutarci e aiutarmi (anche perché all’epoca ero minorenne) durante le attività se l’Akela mancava. Poi, ho iniziato a capire come gestirmi, la puntualità e soprattutto in cosa ero migliore: era ovvio che le attività con i nodi non le avrei tenute io, ma potevo benissimo gestire i disegni cercando di stimolare la fantasia dei bambini, così come i giochi.

E poi alle Vacanze di Branco viene il punto dell’anno.

Le Vacanze di Branco è un periodo di tempo, solitamente di media una settimana, in cui tutto il Branco (Lupetti e Vecchi Lupi) si riuniscono sotto allo stesso tetto 24/24 ore per vivere pienamente le avventure di Branco. In questo momento si capisce se i Vecchi Lupi sono riusciti a imprimere un legame sui Lupetti, se i bambini li ascoltano e soprattutto la sinergia tra lo staff di ragazzi: se anche uno solo lavora male, gli altri non hanno il tempo di riposare o preparare le attività giornaliere perché devono aiutarlo; di solito, le Vacanze di Branco sono sempre più facili man mano che i ragazzi dello staff hanno esperienza e imparano a collaborare.

Le mie Vacanze di Branco sono sempre state piene.

Come Lupetto ne ho vissute tre, tutte molto belle; ogni Vacanza è diversa da ciascuna perché ci sono sempre nuovi bambini da un anno all’altro e anche i Vecchi Lupi, ognuno con una propria personalità differente, riescono a interagire e gestire attività sempre differenti. Mi ricordo del primo campeggio che stavamo in una struttura con molte casette e un grande edificio centrale, mentre del secondo e del terzo che avevamo costruito rispettivamente lavoretti con chiodi e fili e un aquilone. Altre attività divertenti erano fare il pane, trovarci tutti insieme in cameretta ognuno nel proprio sacco a pelo e le Lupettiadi (una serie di prove tecniche per giocare, una parodia delle Olimpiadi).

In veste di Vecchio Lupo ho aiutato a gestire due Vacanze di Branco. Assistere a bambini che non volevano mangiare le prugne e far loro compagnia finché non decidevano alla fine di ficcarsele in gola come fossero supposte è stato sicuramente costruttivo, mi ha aiutato a diventare più paziente. Poi comunque è un impegno costante ventiquattro ore su ventiquattro, un impegno che diverte molto: ciò lo trovo sempre stimolante per la mia fantasia e nuove idee per disegni e racconti. Sfortunatamente ho saltato molte Vacanze di Branco per impegni accavallati e fenomeni di malattie mondiali, ma è un’esperienza che consiglio sicuramente!

Quindi…

Questa è la mia testimonianza, secondo me la Vita in Branco è importante sia per i bambini sia per i ragazzi che vi partecipano. Ciao.^^

Blogger tag

Ma buongiorno!  Oggi torno con una nuova tag proposta dal blog Serial escape, tag il cui argomento è chiaramente essere blogger! Quindi, bando alle ciance, ecco le domande e di seguito le mie risposte.^^

Le domande sono:

  1. Perché hai aperto un blog?
  2. Qual è l’articolo di cui sei più orgoglioso?
  3. Qual è il tuo articolo più visualizzato?
  4. Il tuo blog si è trasformato rispetto agli inizi?
  5. Qual è il tuo prossimo obiettivo da raggiungere col blog?
  6. Consigli alle persone di aprirsi un blog?

Le mie risposte non saranno molto elaborate perché in un certo senso ne ho già parlato in post come questo e questo, ma comunque ci spenderò qualche centinaio di pigiate alla tastiera giusto per completezza.^^

Le mie risposte sono:

  1. Ho aperto il blog come valvola di sfogo per chiacchierare ed esprimermi di argomenti che la gente molte volte definisce noiosi o che comunque tratta con superficialità perché pensa ci siano cose più mature e meno vacue su cui spendere le proprie energie.
  2. Ho tanti articoli di cui sono orgoglioso, dovrei fare una lista a parte. Per non ripetermi nella domanda successiva, rispondo citando col mio bellissimo racconto LGBT, il mio approfondimento su Elena di Troia e il mio commento alla mia guida al cinema erotico e porno.
  3. Questa è facile: Perché Kaa della Disney è un insulto all’originale, senza però contare ovviamente gli Archivi e la mia presentazione. Sono particolarmente orgoglioso di questo post perché rispecchia il mio vissuto nei Lupetti, il mio lato da blogger e infine le mie comparazioni al vetriolo. All’inizio lo facevo leggere personalmente quando mi chiedevano di cosa scrivessi sul mio blog, poi ha iniziato a comparire nelle ricerche su Google e adesso che ho indicizzato tutto il blog mi porta decine di visualizzazioni a settimana!^^
  4. Certamente, sia in termini di qualità e quantità sia in termini di consapevolezza. A differenza di molti, che a pochi mesi dalla nascita del loro fanno centinaia di visualizzazioni perché lo hanno studiato, hanno qualcosa da raccontare e lo sanno esprimere strutturando il sito nel migliore dei modi, io quando lo fondai quattro anni fa non sapevo minimamente nemmeno chi fossi. Lonely, senza una vera identità nemmeno di scrittura o riguardi ai toni su cui basare i post, vestivo in modo trasparente e non mi piacevo nemmeno. Almeno adesso ho un’idea di come dev’essere un post decente; per il resto sono uguale a quattro anni fa!
  5. Io non ho obiettivi: questo blog è sconclusionato come una carica elettroni che cerca di attraversare i miei poveri neuroni sconnessi tra loro! Vado avanti, vedo cosa mi ispira e procedo nel mio piano per diventare un divo di Hollywood
  6. Certamente, mi ha aiutato molto nella formazione di un ideale di scrittura e per capire cosa volessi trasmettere. Inoltre, gestire un blog ti mostra in maniera diretta se sei capace di comunicare il soggetto del tuo discorso (come a un esame) e dal numero di visite e commenti ottieni anche un feedback. Credo che avere un blog stimoli molto la fantasia e la ricerca di contenuti, ti spinga ad approfondire e spendere del tempo a riflettere. Pure io posso vantare ora di mettere in moto il cervello qualche minuto al dì!^^

Taggo i blog:

Ovviamente, chi vuole può continuare la catena! E altrettanto ovviamente ho nominato blog e non bloggers singoli perché così se un blog è condiviso e nella sciagurata ipotesi che uno dei blog nominati lo sia (scopritelo voi, io non spoilero) vorrei vedere le risposte di tutti i collaboratori! Per avere tante belle risposte e tante belle idee da condividere!^^

Prima di salutarvi, vi lascio cinque Tag che se avete apprezzato questa amerete di sicuro:

  1. BOOK TAG: 25 DOMANDE SUI LIBRI
  2. Blogger nel 2019
  3. Book tag: Would you rather…?
  4. Il film che: la mia tag sui film!
  5. My World Award 2018

Ecco qui. L’assedio di link è finito. Andate in pace con la benedizione della Colomba. Ciaone!

Schero blog
Il mio vecchio logo con Bula ❤