Doom 2: più complicato e maestoso

Buongiorno! Oggi, dopo aver condiviso con voi le mie impressioni su The ultimate Doom, ecco qui che torno con il suo sequel: Doom2!

Trama:

Il Doomguy deve sconfiggere i demoni infernali prima per liberare gli umani superstiti dalla schiavitù e poi per liberare la Terra dalla loro infestazione, uccidendo la fonte di tutti i mali.

Livelli:

A differenza del capitolo precedente, Doom2 non possiede una vera e propria schematizzazione dei livelli in capitoli ma è possibile attraverso la storia e le tematiche degli sfondi ricostruire dei filoni narrativi. Ovviamente, quelli più belli sono quelli ambientati nelle cittadine perché tutti gli edifici sono esplorabili e questi livelli sono anche quelli più affini alla vita del giocatore comune: tutti hanno una casa a cui tengono!

Inoltre, oltre alla campagna principale sono presenti anche i Master Levels: mappe create da programmatori diversi di differente qualità le quali sono perlopiù slegate tra loro. L’unico nesso è la difficoltà che li accomuna, i labirinti e i meccanismi più complicati del normale; tutto il resto è diverso, hanno tutte tematiche e settings diversi, così come i mostri preponderanti.

Un’ulteriore informazione importante da dire sui Master Levels, e che li distingue dalla campagna principale, è che sono slegati tra loro; tuttavia, ciò è importante perché ogni nuovo livello inizia sempre con 0 armatura e con la pistolina di inizio gioco, perdendo tutti i progressi e le armi collezionate precedentemente!

I mostri:

Un’altra sostanziale differenza che distingue il secondo capitolo della saga dal primo è la presenza di un numero molto alto di nuovi nemici (e quindi dinamiche di combattimento e strategie), oltre all’inserimento dei Boss di fine capitolo dal primo gioco come nemici normali (Cyberdemon e il Mastermind).

Credo che nella mia esperienza, il mostro che mi ha dato maggiori problemi sia stato l’Arch-Vile: nemico con un alto numero di punti vita, un enorme danno effettivo e la capacità di resuscitare i suoi alleati minori sterminati in precedenza; perfino i versi sono inquietanti!

Gameplay e orientamento nelle mappe:

A questo punto devo ammettere che ho giocato anche a questo titolo a difficoltà minore e quindi parlare di mostri e il loro spawning ovviamente non avrebbe senso perché io avevo tutto più semplice e con molte più munizioni!

Invece, parlo delle mappe.

A differenza del primo capitolo, ho trovato le mappe molto più caotiche e complesse da leggere: molte volte faticavo a trovare le chiavi, mi perdevo, c’erano meccanismo astrusi e la bellezza degli sfondi si appiattiva con il non procedere del livello. Credo che da questo punto di vista i Master Levels siano stati pessimi: là veramente troppe volte ho dovuto usare YouTube per trovare la strada, con ponti invisibili e chiavi come segreti!

Tuttavia, a livello di giocabilità credo che 5 mappe siano molto belle, due dalla campagna principale e tre dai Master Levels:

  • Monster Condo
  • Barrels of Fun
  • Trapped on Titan
  • Virgil’s Lead
  • Black Tower

Commento finale:

Doom2 è un grande gioco (ha introdotto la doppietta, mica aria fritta eh!), anche se ho preferito il precedente. Come al solito, bisogna provarlo almeno una volta perché fa parte della storia dei giochi e degli FPS, non si può lasciarlo da parte. Dal punto di vista estetico è migliorato molto e alcune mappe sono deliziose e con la giusta difficoltà, almeno se scegliamo la difficoltà adatta alle nostre abilità.

Ciaone, come con il capitolo precedente, vi lascio il gameplay di Davi Doom. Ciao!

The Ultimate Doom

The Ultimate Doom è un videogioco First Person Shooter uscito nel 1995 nei negozi, di genere horror tra la fantascienza e il fantastico religioso.

Trama (dalla Wiki di Doom):

Il giocatore indossa i panni di un marine spaziale, deportato su Marte per aver assalito un superiore che gli aveva ordinato di sparare su civili disarmati. Nei libri dedicati a Doom si fa riferimento a “Flynn Taggart”, e più in generale viene indicato con il termine Doomguy (letteralmente “tizio di Doom”). Costretto a lavorare per la Union Aerospace Corporation, il protagonista viene inviato ad indagare su un terribile incidente avvenuto in esperimenti militari sul teletrasporto tra le due lune Phobos e Deimos: orde di mostri hanno cominciato ad uscire dai portali di teletrasporto, e il satellite Deimos è sparito. Il personale residente su Phobos, inoltre, è stato trucidato o trasformato in zombie. Una volta arrivato alla base su Phobos il giocatore è lasciato all’esterno per mantenere le comunicazioni con Marte, mentre il resto della squadra entra nell’edificio. Presto però il contatto radio con gli altri membri del team cessa e il nostro eroe si trova davanti a un mucchio di cadaveri di marine.

Commento generale:

The Ultimate Doom è un videogioco horror in cui dobbiamo usare diverse armi (prevalentemente da fuoco) per farci strada tra orde di nemici bramosi delle nostre carni; la maggior parte di questi mostri sono presi dalla mitologia norrena o cristiana e altri sono frutto di esperimenti cibernetici.

Ideato utilizzando la mia adorata pixel-art che sapete amo perché caratterizza le prime – e migliori – generazioni di Pokémon, The Ultimate Doom riesce a delineare tre episodi ricchi di una decina scarsa di livelli e tante ambientazioni differenti.

The Ultimate Doom presenta 4 episodi ciascuno con 9 livelli al suo interno, compresi quelli segreti e quelli contenenti solo i Boss.

A me è piaciuto molto giocare a The Ultimate Doom perché i livelli, pur essendo labirintici, pieni di rumori inquietanti e ricolmi di nemici nascosti dietro agli angoli, li ho trovati più rilassanti di quelli di Doom 2016: infatti, qui siamo noi a entrare in labirinti protetti da mostri e non sono i mostri che si teletrasportano a ondate aggressive; al massimo i nemici nelle stanze una volta che si sono accorti della nostra presenza possono avvicinarsi a noi ma non si ha mai l’effettivo sentore di essere cacciati ma piuttosto di essere respinti.

Tuttavia, c’è da dire che io ho giocato a The Ultimate Doom utilizzando la difficoltà minore, proprio per godermi appieno gli ambienti e studiare i nemici.

Commento veloce su ogni episodio:

Knee-Deep in the Dead. I livelli sono ambientati nell’hangar e quindi gli ambienti sono ispirati a laboratori ed edifici chiusi; sono frequenti pareti rocciose o metalliche, ma anche pozze di acido. Devo dire che la maggior parte dei livelli sono di facile comprensione, solo gli ultimi accennano a una minima difficoltà di orientamento. I nemici sono perlopiù Imp e soldati posseduti, mentre come boss di fine gioco ci sono due Baron Of Hell ak loro debutto nella campagna, ho adorato quel livello perché era il più inaspettato come trama!

The Shores of Hell. Questo episodio rappresenta il ponte di collegamento tra Marte e l’Inferno: i livelli diventano più labirintici e vasti, le musiche più inquietanti e c’è una grandissima varietà di ambienti tra cui anche texture naturali. Il bello è che ora ci sono tutti i nemici di The Ultimate Doom e quindi anche i Baron Of Hell che nell’episodio precedente fungevano da boss finali del gioco. Iconica la mappa finale con il Cyberdemon, mi ci sono voluti alcuni salvataggi di circostanza ma per una volta il joystick mi è stato d’aiuto per schivare e sparare contemporaneamente e sono riuscito a sbloccare un trofeo perché l’ho ucciso con un colpo di pistola finale!

Inferno. Questo è l’episodio più caratteristico dell’intero videogioco; a me piace molto perché i labirinti diventano onirici con largo uso di cadaveri, sangue, rocce, lava e teletrasporti: sono riusciti a creare un loro Inferno e a renderlo loro secondo la loro visione di un Inferno abitato da demoni mangiatori di uomini. L’unica pecca è la battaglia finale con il boss Aracnotron: è molto più semplice da uccidere ma avendo il boss colpi inschivabili è solo questione di tempo e risorse prima di schiattare se non lo uccidiamo in tempo.

Thy Flesh Consumed. Non mi piace, per me è il peggiore e la map design è inutilmente complicata: livelli stracolmi di nemici, pavimento danneggiante senza l’uso della tuta (o comunque sono poche), i labirinti sono di difficile comprensione con eccessi di teletrasporti. L’unica cosa positiva è l’ultimo livello perché ti lascia almeno una buona impressione grazie a una mappa piena e un Aracnotron che non è l’unico nemico difficile ma è l’apice di un’esplorazione cangiante e ricca di momenti interessanti.

BOSS PREFERITI IN ORDINE DI PREFERENZA: Cyberdemon (II), i due Baron Of Hell (I), Aracnotron (IV) e Aracnotron (III).

EPISODI PREFERITI IN ORDINE DI PREFERENZA: Inferno, Knee-Deep in the Dead, The Shores of Hell e Thy Flesh Consumed.

Conclusioni:

The Ultimate Doom è un bel videogioco iconico che ha fatto la storia dei FPS e giocarlo ora non è invecchiato per niente. Vi consiglio di giocarlo e consiglio, anche, la lettura della sua Wiki che trovate qui e il canale YT di Davi Doom che come dice il suo nick porta principalmente contenuti dal franchise.

Ciao e alla prossima, fatemi sentire qui sotto cosa vi pare di The Ultimate Doom e se lo avete mai provato! Prossima tappa? Doom 2!

Ho scelto questo video anche se non è la mod ufficiale di Doom perché la trovo molto appagante da guardare e mostra quanto il gioco sia ancora molto giovane e lavorabile
Questa è la Bibbia per chi vuole approcciarsi al gioco!

Le mie prime impressioni su Doom 2016

Buongiorno! Dopo un mesetto scarso passato con Doom 2016, ecco qui le mie prime impressioni sul videogioco! Un po’ come feci tempo fa con Dead By Daylight.

Doom 2016 è un videogioco sparatutto in prima persona in cui impersoniamo un Demon Slayer: unici sopravvissuti nella stazione militare e di ricerca di Marte, dobbiamo farci strada dopo il tradimento di una scienziata della struttura che ha scambiato la promessa della vita eterna con le vite della razza umana; ovviamente, noi dobbiamo fermare l’invasione delle forze infernali!

Finora ho giocato 8 livelli e credo che il successivo sia la bossfight con il CyberDemon!

L’esperienza di gioco è veramente immersiva, con scenari fantascientifici e pieni di gore; il joystick vibrante in simultanea con gli effetti ambientali aiuta l’immedesimazione, mentre le cuffie rendono perfettamente i rumori e i ruggiti. La parte visiva è straordinaria, la costruzione degli edifici essendo una base militare o sempre l’Inferno per ora non è molto variata e nell’insieme si creano intricati labirinti nei quali oltre a cercare di non perdersi bisogna stare attenti a incontri poco piacevoli.

Hell Knight

I nemici sono tutti molto belli anche se per ora il più inquietante è sicuramente l’Hell Knight, mentre il più difficile da uccidere è il Pinky Demon per via della sua carica e della possibilità di ucciderlo solo alle spalle. Man mano che si va avanti con i livelli, i nemici diventano sempre più difficili ma è questa la sfida!

Le armi invece si basano tutte – a parte la motosega – sul fuoco a distanza, pur con diverse modifiche che caratterizzano ogni arma. Il mio preferito è il fucile a pompa, con la modifica della mina da sparare per abbattere i nemici con lo scudo e più nemici in un colpo solo. Molto bella anche l’iconica doppietta (già potenziata al massimo) e il lanciarazzi mi ha salvato diverse situazioni tragiche, soprattutto perché è stata la mia prima arma potente!

Per finire, ho sbloccato 9 Trofei finora:

  • E1M1
  • Verso l’ignoto
  • Specialista
  • Dono dell’aldilà
  • Nocche dure
  • Macellaio
  • Squarcia e lacera
  • Fortuna invertita
  • Un vecchio amico

Ecco, questo è il mio post di metà esperienza; le mie impressioni finali le riceverete quando avrò terminato il gioco! Ciaone e alla prossima!

L’Inferno e il mio amato fucile a pompa

PS: se ti è piaciuto questo, potresti apprezzare i post rispettivamente sull’inaugurazione della mia PS4 e sulle riflessioni riguardanti Dead By Daylight!

Blog personale: ho inaugurato la mia PS4 usata!

Buongiorno a tutti! Oggi torno con un post relativo ai videogiochi: ho recentemente comprato e inaugurato la mia PlayStation 4, con Doom2016 come videogioco!

Erano parecchi mesi che pensavo se comprare o meno la console: come ho accennato più volte, il mio portatile non supporta videogiochi recenti & complessi e quindi la mia carriera videoludica si era dovuta arrestare bruscamente in favore di giochini gratuiti trovabili online come Paper.io.

Ciò che mi ha sempre frenato era il prezzo, di certo non basso. Dovete sapere che di natura ho la tendenza a risparmiare e la mia ricerca di una PS4 usata, durata svariati mesi, non aveva portato a grandi frutti: con la bassa disponibilità di PS5, nessuno voleva liberarsi della sua PS4! Fortunatamente, per puro caso, tornando da casa di un amico ero passato per il Gamestop del mio quartiere e… ne avevano una!

Ovviamente entro sera mi ero procurato videogioco nuovo e console usata. Il display lo avevo già da mesi. E due giorni dopo ho montato tutto nel seminterrato di casa mia.

Dovete sapere che io non sono mai stato un fruitore di PlayStation, tanto che ho sempre usato la tastiera e il mouse del PC. Sono abituato a muovere parecchio la mano sinistra e pigramente quella destra, tanto che basta per cliccare; ecco, il joystick della PS4 è molto più complicato!

Il primo problema era legato al suono: non vedevo casse né dallo schermo né dalla console e quindi non capivo che fare per sentire… Dopo dieci minuti, però, mi accorsi che il joystick aveva sopra a un buco l’icona delle cuffie, provai a inserirle e magia! Riuscivo a sentire!

Il secondo problema, che non ho ancora molto risolto, è l’uso del joystick: è scomodo, non sono abituato e non riesco a capire come usare le manopole girevoli, continuo a dimenticare l’esistenza di certi tasti. Un tasto non pensavo fosse digitabile ma pura estetica. LOL!

Ciononostante, come ho detto, ho iniziato a giocare a Doom2016 e lo trovo veramente divertente. Ho scelto la difficoltà più facile, ovviamente, ma per colpa della manopola girevole di destra (che corrisponde alla visuale e alla mira) ho rischiato di morire più volte semplicemente perché mancavo ogni singolo colpo di fucile. Ok che il gioco è facile, ma mi sembra difficile sfracellare i demoni a suon di cannonate se becco la parete al loro posto!

Comunque sono soddisfatto e se vorrete tra qualche mese troverete anche una piccola opinione sul gioco. Intanto, vi consiglio i video su YouTube di Davi Doom!

Pokémon Tag

Buongiorno! Oggi, per celebrare la mia passione videoludica per questo bel franchise, ho deciso di proporre questo tag di mia creazione. Spero lo troviate interessante, ha come argomento tutti titoli della saga che ho personalmente giocato. Buona lettura! 🙂

  1. ESPLORATORI DEL CIELO: Il primo gioco per la tua console preferita;
  2. OMBRE SU ALMIA: Un gioco che hai rivalutato;
  3. SOUL SILVER: il primo remake a cui hai giocato;
  4. Y: il gioco più semplice che hai concluso;
  5. BIANCO: un gioco che hai imparato ad amare;
  6. PORTALI SULL’INFINITO: un gioco bello ma con una caratteristica che te lo ha fatto odiare;
  7. GO: un gioco coinvolgente all’inizio ma alla lunga noioso;
  8. SMERALDO: un gioco che avresti giocato in un altro modo;
  9. LUNA: un videogioco più bello che buono;
  10. GIALLO: il gioco più difficile del franchise che ami.

Ecco le mie risposte.

  1. Il primo gioco per la mia console preferita, almeno tra quelli importanti, potrebbe essere Batman Arkham Asylum, per computer portatile!
  2. E’ sicuramente Power Rangers: Super Legends; da piccolo mi ero impiantato sul secondo livello perché c’era la prima battaglia Megazord e non avevo capito che dovessi digitare una serie di combinazioni di tasti…
  3. Se una versione remastered si può definire remake, ho provato a giocare a Resident Evil 1; un’ansia di quelle tra gli zombie dietro a ogni angolo e la possibilità di non trovare abbastanza inchiostro per i miei salvataggi compulsivi, ansia che mi ha sempre fatto abbandonare le partite poco dopo il primo zombie.
  4. Harry Potter e la camera dei segreti. Non è propriamente semplice ma ho un bellissimo ricordo e comunque sono riuscito a finirlo pur essendo stato un bambino di massimo dieci anni, per cui era abbastanza fattibile! Solo che paura la parte dei ragni e delle colonne di ragnatela da abbattere!
  5. Dragonball Z: Supersonic Warriors 2; grande gioco per Nintendo DS, all’inizio ho avuto difficoltà a entrare nell’ottica ma poi mi sono goduto il regalo di compleanno.
  6. Mi viene subito in mente quella cosa odiosa di Lara Croft Tomb Raider: Anniversary. In pratica era tutto bello ma si vedeva la traduzione da PS a PC e i comandi difettavano di precisione (cosa terribile dovendo schivare su piattaforme strette e avendo puzzle e piattaforme a tempo).
  7. Harry Potter e i doni della Morte, parte 2 per Nintendo: noioso, poco creativo e castrante nella scelta delle mosse in battaglia.
  8. Un videogioco che se rigiocassi giocherei in maniera totalmente differente è Harmony of the bravest, in pratica mi sono giocato la possibilità di concludere il gioco…
  9. Sicuramente Harry Potter e il Calice di fuoco, per PC: grafica stupenda ma alla fine si usava lo stesso pulsante per tutti gli incantensimi, la trama era terribilmente difficile (e non si parla della battaglia finale ma di ogni santa prova del Torneo Tremaghi) e il tutto anche se come costruzione del mondo era bellissimo diventava abbastanza noioso e snervante.
  10. Per chi non lo sapesse sono un giocatore accanito anche di Batman Arkham, e tra i tre che ho provato (e concluso ovviamente) il più difficile è il primo, l’Asylum, per la leggera imprecisione dei comandi e la poca presenza di nascondigli e le stanze non così larghe.

Ecco, questa è la mia Pokémon Tag; è un bellissimo modo per far conoscere titoli che magari potrebbero non essere così conosciuti. Se volete partecipare mi allieterete la giornata, io non nomino nessuno! Ciao e alla prossima!

Non l’ho citato, ma non dimentichiamoci di lui, please!

GDR e scrittura

Buongiorno, per chi non mi conosce sono Antonio e sono un grande fan dei Pokémon; qui, sul mio piccolo blog, ho anche creato un’intera raccolta di post su questo argomento, questa qui. Un’altra mia passione è la scrittura, motivo per il quale anni fa iniziai con scarsi risultati questo mio angolo di relax; ovviamente, potete trovare tutti i miei racconti qui e qui.

A unire queste mie passioni è stato il GDR, soprattutto quello offerto dal forum Pokémon Dark, di cui ho anche parlato qui. Nel forum diversi anni fa iniziai prima il GDR ispirato a Mistery Dungeon e poi, dopo qualche mese, pure quello ispirato ai vari capitoli della saga principale dei videogiochi Pokémon.

Devo ammettere che all’inizio interagire con la direzione di un’altra persona lo trovai abbastanza limitante: infatti, potevo solo scrivere le riflessioni e delle azioni minori, mentre le descrizioni e la narrazione venivano spiegate dal mio moderatore. Mi chiedevo come potessi scrivere la mia avventura se non potevo scegliere come viverla; solo dopo capii che le cose stavano diversamente da come le avevo intese io.

Il GDR è una narrazione creata da un moderatore che lui stesso ha creato il mondo, i personaggi e gli eventi da vivere. Il giocatore è solo un ospite e progredisce nella narrazione solo grazie alle proprie scelte in un mondo totalmente gestito dal moderatore.

Questo GDR mi ha aiutato senza dubbio a creare una maggiore linearità nei miei racconti, a concentrarmi sulle ambientazioni e sulla creazione dei personaggi: infatti, all’inizio riuscivo a scrivere solo cortissime Poképasta mentre riflettendo e interagendo con altre persone sono riuscito a scrivere anche un racconto di qualche pagina mio e originale. Leggere le descrizioni altrui, capire il filo conduttore secondo il quale il narratore procedeva e scegliere le modalità altrui che apprezzavo da quelle che mi facevano storcere il naso mi hanno aiutato; passivamente ho assimilato molte informazioni, molte più di quante ne avessi recepite solo ‘leggendo’ libri perché attivamente potevo commentare i loro errori di distrazione (non sono l’unico giocatore del forum ovviamente) e rendere il più accattivanti possibile le mie poche narrazioni.

Se volete, qui potete trovare un incipit a una missione del GDR, risale a tre anni fa. Qui vi saluto, spero di non aver fatto troppo scompisciare dalle risate chi i libri li vende. Ciao!!

Pokémon Bianco: Lega e squadra per sconfiggerla

Buongiorno! Qualche settimana avevo indetto un sondaggio sul mio profilo Instagram e con sorpresa avevo scoperto che l’idea del titolo di questo post era stata accolta con interesse; quindi, eccoci qui con questo veloce articolo per appassionati dei Pokémon!

La lega di Pokémon Bianco:

Molti considerano la Lega di Pokémon Bianco una tra le più difficili; io non ho mai avuto particolari problemi. Credo che il maggiore scoglio sia la difficoltà a livellare la squadra Pokémon e gli altissimi livelli dei Superquattro, oltre alla sorpresa finale.

Importante per me è affermare che, essendo un post per appassionati, ci saranno spoiler e rivelazioni sulle squadre nemiche.

Personalmente, il fatto che Pokémon Bianco abbia pochi Pokémon tra quelli affrontabili (il numero è poco superiore di quello in prima generazione, con soli 156 mostriciattoli tascabili) e che i Superquattro siano caratterizzati da un unico tipo mi ha sempre facilitato le strategie: infatti, alla fine, a fine partita tutti conoscono a memoria le mosse e le debolezze dei pochi Pokémon utilizzati nella trama.

L’unico Superquattro che potrebbe dare seri problemi è Catlina, la sonnacchiona. Ma solo perché i suoi Pokémon conoscono Ipnosi; per fortuna, sono comunque molto deboli e poco resistenti, per cui il tutto è facilino.

Grande problema dà invece la sorpresa finale: Pokémon Bianco è il primo videogioco in cui non affrontiamo il Campione alla prima run ma invece dobbiamo affrontare prima N e poi Ghecis; e questo può dare non pochi problemi. Infatti, è Ghecis il vero problema!

La squadra per affrontare la Lega di Pokémon Bianco:

Avendo giocato molte volte a Pokémon Bianco, di mio suggerisco lo starter d’acqua: infatti, la linea evolutiva di Oshawatt è molto malleabile e si presta facilmente a diverse strategie. Quindi, consiglio pure le linee evolutive di Darumaka e Sewaddle. Nella mia ultima partita, tuttavia, avevo provato a usare lo starter d’erba ma la cosa non è andata bene e l’ho lasciato a crescere nella pensione optando per una squadra senza starter.

Secondo me, puntare sul doppio tipo e su Pokémon con un grande moveset è la scelta migliore perché la Lega Pokémon, almeno alla prima run, presenta un set di tipi troppo variegato.

Commento finale:

Alla fine, per vincere basta scegliere un’ampia varietà di mosse e tipi e avere la pazienza di livellare la squadra. Almeno, aspettare tanto per prepararsi al meglio permetterà poi di godere al massimo della bellissima stanza di Antemia (molto goticheggiante) e delle incredibili soundtracks durante le battaglie contro N e Ghecis.

Ciao! Voi lo conoscetevate come titolo Pokémon? Fatemelo sapere nei commenti, ciao!

La mia ultima squadra, molto particolare

Ciao, se hai apprezzato questo articolo, ti potrebbero interessare anche questi, in cui recensisco:

  • Pokémon Giallo: qui
  • Pokémon Smeraldo: qui
  • Pokémon Soulsilver, la sua squadra perfetta: qua
  • Pokémon Y: qui
  • Pokémon Squadra Rossa: qui

Pokémon Y

Pokémon Y è un videogioco per Nintendo 3DS uscito in Europa nel 2013, il primo a cui ho giocato sulla console.

Torre Maestra

Questo capitolo del franchise Pokémon ha una storia molto triste per me: dopo la prima run su console, mesi dopo, assieme ad altri titoli di esclusiva 3DS, Pokémon Y non veniva più letto dalla console… Infatti, questa partita l’ho giocata su emulatore durante il mio viaggio a Roma qualche settimana fa.

Questa ovviamente non è una guida o una recensione tecnica perché il web ne è pieno: invece, voglio raccontare le mie impressioni, i miei ricordi e dare un commento generalmente dettagliato riguardo a Pokémon Y.

TRAMA

Pokémon Y narra le vicende di un ragazzino alle prese con il suo primo Pokémon nella regione di Kalos. Con i suoi troppi amici inizia un viaggio per sfidare le Palestre Pokémon con il sogni di diventare il Campione della regione, sogno ostacolato dal misterioso Team Plasma, che lavora nell’ombra per consegnare all’umanità un’utopia voluta da nessuno.

Com’è possibile notare, la trama non è particolarmente originale anche se propone un interessante spunto di riflessione sul bene comune e sulle perdite accettabili in nome di esso. Purtroppo, la narrazione è inficiata da un’enormità preoccupante di dialoghi (che dopo un po’ stancano) mentre le sequenze animate scarseggiano. Non aiuta nemmeno che il leggendario di tutto compaia solo per portare a compimento i piani del Team Plasma per poi finire catturato dal protagonista!

COM’è LA REGIONE DI KALOS?

Pokémon Y vanta una regione visivamente molto bella, si vede che certe angolazioni della camera hanno la sola funzione di offrire un bellissimo quadro dai colori tranquilli e dai tratti curati. Come non citare a tal proposito la visione panoramica dal ponte del primo percorso? O l’angolazione che mostra la spirale della Torre Maestra?

Ecco, parliamo della Torre Maestra. Essa è uno dei migliori esempi di come Pokémon Y sia riuscito a dare all’immagine un significato preciso a livello di trama: la Torre Maestra è il luogo in cui il protagonista viene introdotta alla Megaevoluzione e infatti, come la Megaevoluzione si basa sul concetto della genetica, la Torre è costruita seguendo una grandissima spirale, le sue piastrelle decorative disegnano una serie di spirali lungo l’ascesa verso il suo apice e la statua che decora l’atrio raffigura proprio un Lucario Megaevoluto. La Torre Maestra è proprio l’esempio perfetto della cura con cui gli edifici sono stati progettati e realizzati.

Purtroppo, se gli edifici nel loro complesso sono molto curati (con grande risalto anche delle introduzioni alle sale della Lega), i paesaggi e gli interni invece nel dettaglio lasciano molto a desiderare. Molte volte un occhio attento può notare il riutilizzo di elementi usati in precedenza in percorsi o luoghi diversi (come i cespugli da cui possono comparire i Pokémon selvatici) o la generale semplificazione dei percorsi in stretti corridoi con pochi elementi ai lati. Ciò non mi piace molto perché questo titolo punta moltissimo sul lato visivo ed è pure il primo ad abbandonare la pixel art; ma allora perché non caratterizza le città e i luoghi con un colore preciso (come in Pokémon Giallo) o offre una cromatura diversa per ogni percorso lungo e largo da esplorare spendendoci molto tempo nel mentre (come succede in Pokémon Smeraldo)?

Mi sembra sia un peccato perché la sensazione che ho avuto è che nei punti prestabiliti come panoramici (si riconoscono per il cambio spontaneo della camera) e per gli edifici importanti la cura sia stata alta mentre per i percorsi e i palazzi minori abbiano puntato sulla produzione in scala.

E i suoi Pokémon?

Pokémon Y a differenza della quinta generazione offre una vasta scelta di Pokémon provenienti da tutti i precedenti capitoli (ovviamente con un risalto a Kanto e Johto). Quindi si varia dal tipico Pikachu al più particolare Gligar passando ovviamente per i tre starter di prima generazione -che sia mai che possano mancare!-arrivando pure alla possibilità di poterne sceglierne uno aggiungendolo allo starter di Kalos.

Inoltre, oltre ai Pokémon dei capitoli precedenti, sono presenti quelli introdotti per Pokémon Y e devo dire che, a parte qualcuno cringetto, l’impressione generale è che sono veramente belli; il mio starter preferito è Fennekin, apprezzo la sua linea evolutiva che si poggia alla figura dello stregone.

Anche se per alcuni Pokémon hanno aggiunto nuovi modi di evoluzione (capovolgere la console o un alto livello di giocosità) il mio parere è che la percentuale di nuovi Pokémon è troppo bassa e che si vada a spremere il cuore dei fan riproponendo i Pokémon più amati di ogni generazione; non aiuta nemmeno il fatto che alcuni Pokémon del nuovo tipo Folletto siano veramente brutti.

Il gameplay è difficile o facile?

Giocare a Pokémon Y è stato molto facile, sia in questa run sia in quella che provai nel mio nintendo 3DS. La quantità di allenatori nelle Palestre, nei percorsi e nelle organizzazioni criminali è la più alta rispetto ad ogni altro capitolo della saga. Inoltre, la quantità di punti esperienza rilasciati dai Pokémon sconfitti è vasta, quanto basta per far salire il livello del Pokémon a fine di ogni battaglia, come media.

Come se ciò non bastasse, a semplificare il gameplay ci sono vari fattori: i continui suggerimenti degli NPC, le Megaevoluzioni, le MT riutilizzabili, il Condivisore Esperienza che distribuisce l’esperienza non solo al Pokémon che ha lottato e al detentore dello strumento ma anche a tutti gli altri, la sempre costante presenza e densità di Centri Pokémon e dottori in giro nella regione e sui percorsi. Insomma, anche i giocatori alle prime armi possono riuscire a scegliersi i Pokémon che più gli piacciono e riuscire a battere la Lega con estrema facilità.

Sì, la Lega si batte con estrema facilità, certe volte sono più difficili i Capopalestra (soprattutto quello del tipo roccia) e il che è tutto dire. La Campionessa, poi, l’ho battuta praticamente con soli due Pokémon e uno battendo in una sola mossa la Megaevoluzione del Gardevoir nemico! Imbarazzante

MA QUINDI CONSIGLIO POKéMON Y?

Sì, lo consiglio. Però avviso che è più un’esperienza grafica che un gioco di alta strategia, non può raggiungere picchi di difficoltà come i più famosi giochi di prima generazione o Pokémon Bianco ma ha una trama carina anche se lineare e il tema del Team Plasma fa riflettere molto. Inoltre, mi sono piaciute molto la prima e la sesta Palestra, la musica dei Capopalestra è bella e coinvolgente e l’evento della fabbrica delle Pokéball è interessante! Quindi provatelo, ciao!^^

Capite tutte le citazioni?

Game over, la tag dei videogiochi

Buongiorno!

Oggi propongo una tag per cui sono stato nominato da Conte Gracula! Mi fa molto piacere partecipare a questa iniziativa perché è una delle poche con questo tema che ho provato e le domande mi sembrano molto interessanti, soprattutto perché sono un gamer tranquillo che ogni tanto posta commenti ai videogiochi in questa sezione qui sul blog! Quindi, questa tag unisce la passione per il blogging con quella per i videogiochi!

Ma buongiorno carissimi

Ma bando alle ciance e iniziamo! Chissà se alcune domande porteranno alla luce i miei titoli preferiti!

Qual è stato il tuo primo approccio ai videogiochi? Mi sono approcciato ai videogiochi molto presto, già all’asilo. All’inizio è nato tutto come spettatore di mia sorella (Prince e Ken’s Labyrinth), di mio papà (Doom2) e di mia mamma (Flipper); appassionatomi a questi titoli, iniziai a provare il Flipper con l’aiuto di mia mamma per poi anni dopo approcciarmi a giochi più complessi come la saga per PC di Harry Potter, sempre con la supervisione di un genitore.

Qual è stata la tua prima console? E in seguito? Come si è potuto intuire dalla risposta precedente, la mia prima console è stata il computer, con cui ho avuto una lunga relazione intima fino alla prima media, anno in cui i miei genitori mi regalarono il mio inossidabile Nintendo DS; da allora mi spartisco tra Pc, Nintendo DS e Nintendo 3DS e telefono cellulare.

I titoli che più hanno definito la tua vita da videogamer? Sicuramente Harry Potter 2, la saga di Batman Arkham e il franchise dei Pokémon. Alcuni li ho anche portati sul blog.^^

Come ti schieri nella console war? Nintendo o Sega? PlayStation o Xbox? O guardi dall’alto verso il basso tutti questi e giochi con il PC? Allora… Premesso che i miei da piccolo non mi hanno mai comprato nulla e l’unico acquisto di console è stato un Nintendo a 11 anni pagato per metà anche da me, anche io tendo a spendere molto poco per giocare e quindi rispondo quello che costa meno o è più facile da reperire. Di mio preferirei il PC perché non avendo mai avuto una playstation in casa non ho molta confidenza con il joystick.

Il tuo livello preferito di un gioco? Che sia una boss fight, un livello o un ambientazione in particolare che ti è rimasta impressa. Non è propriamente un livello ma Borgo Tesoro di Pokémon Esploratori del Cielo è un piccolo gioiello di pace e negozi e penso che là ci vivrei molto bene!

Quel gioco che ti ha proprio deluso. Qua ho una risposta concisa: Lara Croft Tomb Raider: Anniversary di cui ho parlato qua. Il gioco in sé era molto bello anche se aveva degli enigmi che a volte non capivo ma l’adattamento dalla playstation al computer era venuto malissimo, costringendomi spesso a usare il joystick fallico (avete presente no? LOL) per gestire il tutto tra spostamenti abbinati a sparatorie di velocità, e avendo una bassa precisione nei movimenti (e ciò incideva sugli intricati salti dalle aste e tra le trappole ambientali). Una vera delusione, non riuscii nemmeno a completarlo…

Quale gioco ritieni sottovalutato e pensi meriterebbe più fama? Potrei citare un gioco di Spiderman ma decido di citare invece Dead By Daylight: è un titolo online multiplayer molto bello per il suo genere e offre anche delle ambientazioni molto variegate oltre a un’ampia gamma di personaggi e dinamiche da giocare. Lo consiglio vivamente.

Il genere che proprio non ti piace o non fa per te? Se avessi un computer decente (dico decente perché il mio portatile ha una Ram troppo scarsa, ditemelo nei commenti se si può cambiare) proverei a comprare i vecchi Doom perché mi è sempre piaciuta l’idea di riuscire a finirli ma i videogiochi horror mi fanno un’ansia tremenda, soprattutto perché mi spaventa l’idea di non sapere cosa ci sia oltre l’angolo. Per rendere l’idea, su Steam ho Resident Evil Remastered e con tre partite iniziate ho il massimo di gameplay di 3 ore…

Il titolo che hai rivalutato. Pokémon Ranger: Ombre su Almia. Mi ricordo che la prima volta che ci giocai lo odiai a morte: era difficile, non superavo un boss e lo s*anculavo ogni volta che lo prendevo in mano. Mesi dopo riprovai a battere il boss, ci riuscii e ora mi manca solo di vincere il torneo finale con quel terribile Gardevoir e completare le missioni personali! Bellissimo gioco, molto profondo e con una lunghissima storyline.

Quale gioco secondo te meriterebbe un remake? Mmm… Avrei risposto Pokémon Platino ma vedendo come hanno reso il povero Pokémon Squadra Rossa forse è meglio lasciarlo stare. Allora dico… Boh… Non mi viene in mente nulla al momento. Potrebbe essere Power Rangers: Super Legends ma credo di conoscerlo solo io!

Le mie nomine

Elena e Laura, sperando che riescano a sfatare il mito che le ragazze e i videogiochi sono due rette parallele!

Nick Shadow, sperando che nella sua vasta enciclopedia ci siano anche titoli videoludici!

Giovanni di Rosa, per farlo staccare dai libri.

Feliscia, sperando riesca a trovare il tempo!

Ecco, ho risposto a tutto! Partecipare a questa tag è stato molto bello, spero di aver nominato qualcuno che abbia voglia di continuare la catena e che abbia soprattutto almeno un passato da videogiocatore! Ciao!

Marvel Puzzle Quest

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Marvel Puzzle Quest è un’applicazione per mobile, un videogioco free to play basato sul puzzle, il tetris e la strategia con i personaggi dei fumetti Marvel.

Trama:

In Marvel Puzzle Quest il giocatore deve affrontare missioni con una squadra composta da tre personaggi presi dai fumetti che nella storia sono stati pubblicati dalla Marvel, che siano eroi come Spiderman o supercattivi come Carnage. Si possono giocare le missioni giornaliere, gli eventi settimanali con una lore e infine i tornei tra giocatori; tutto questo dopo alcuni livelli di introduzione atti a creare il primo team del giocatore e introdurlo alle dinamiche del videogioco.

Commento generale:

Gioco a Marvel Puzzle Quest da diversi anni, lo trovo molto rilassante con tutte quelle palline da distruggere; inoltre, ha la bellissima caratteristica di salvare i progressi su Facebook: così, può venire disinstallato e installato nuovamente o su un nuovo telefono senza perdere alcun salvataggio!

Ogni mese ci sono nuovi personaggi ed eventi; in questi eventi si possono vincere come premi non solo i potenziamenti degli eroi, ma anche le valute del gioco e gemme rosse (servono per alcuni gadgets).

Gli Eventi:

Gli Eventi Storia sono periodici e, seppur ottimi per farmare il proprio esercito in tranquillità, presentano una lore che seppur interessante è sempre la stessa; ciò che cambia non è la presenza dei nemici (a parte rari casi) ma invece la lista dei premi e degli eroi potenziati: infatti, è sempre bello vedere come diverse squadre possano sconfiggere diversi tipi di nemici.

Gli Eventi Player vs Player sono ottimi invece per racimolare punti potenziamenti velocemente ma sempre temendo di scendere in classifica. All’inizio si basavano sulla quantità di punteggio accumulato nell’ascesa verso i primi posti dei tornei, ma ciò era un sistema ostico perché con le continue sconfitte da parte degli altri giocatori era facile perdere fin troppe posizioni; ora invece l’avanzamento per i premi intermedi si basa non sul punteggio ma sul numero di vittorie ottenute sfidando le squadre avversarie. Inutile dire che preferisco ora, perché se anche i premi di fine torneo si basano sulla posizione, è molto più facile ottenere potenziamenti utili.

Le alleanze:

Far parte di un’alleanza può aiutare molto ma non è di vitale importanza: un’alleanza dà potenziamenti in base al numero di alleati attivi durante la settimana e fornisce premi comunitari sommando i punteggi dei singoli giocatori durante gli eventi. Esistono alleanza sia pubbliche sia private, sia italiane che internazionali; io mi sono sempre trovato bene con la NFamily ma ora mi sono aggiunto alla Italia Team per aiutare nei premi anche un mio nuovo profilo. Consiglio di unirsi ad alleanze, non ci sono pressioni e si farma molto facilmente.

Esperienza di gioco:

Gioco a Marvel Puzzle Quest da svariati anni, c’ero quando avevano iniziato a introdurre i personaggi a tre stelle, i più comuni tra quelli rari; non sono tra i giocatori più competitivi solo perché nel mezzo ho spesso lasciato delle pause e quindi molti eventi me li sono persi.

Marvel Puzzle Quest è sicuramente molto rilassante grazie alle palline colorate da distruggere, ma certe volte anche estremamente ingiusto: puoi avere le migliori strategie di gioco, aver scelto la squadra con più vita e sinergia, ma se poi non ti fornisce le palline giuste il tutto può diventare fastidioso e profondamente ingiusto!

Il gioco attraverso le decine di personaggi con abilità e statistiche diverse permette di creare numerose strategie, l’abilità del giocatore sta nel scegliere la squadra giusta al momento giusto; non sempre ciò accade. Inoltre, la potenza dell’eroe o del nemico prevalica spesso il livello effettivo, soprattutto a causa delle abilità passive; per questo per avere una buona esperienza di gioco consiglio di conoscere la maggior parte dei nemici contro cui combattere per andare a colpo sicuro.

Correlazioni con il Marvel Cinematic Universe:

In Marvel Puzzle Quest sono presenti numerose citazioni alle saghe cinematografiche della Marvel: infatti, all’uscita di un nuovo film vengono spesso introdotti nuovi eroi e nuovi Eventi Storia. Il più bello ovviamente è stato quello della saga degli X-Men con Apocalisse e i suoi quattro Cavalieri.

Conclusioni: Marvel Puzzle Quest è un gioco gratis da provare e in continua evoluzione!

PS: tempo fa ne avevo parlato anche qui!

Marvel Puzzle Quest