Alcesti

 

Travolto dalle discussioni che analizzano i nuovi personaggi femminili presenti nei film per vedere se possano essere considerati donne forti, oggi ho deciso di provare a dire la mia sull’argomento presentando una donna forte della mitologia greca: Alcesti!

alcesti01-800x444

Alcesti è una delle figlie di Anassibia e del re Pelia, regnante a Iolco. Quando la strega Medea convinse con l’inganno le principesse del regno a uccidere il loro padre, lei fu l’unica a non prendere parte al suo smembramento e quindi fu l’unica a non ucciderlo; già si era fatta riconoscere per la sua intelligenza e il suo buon animo!

Se Alcesti era stata l’unica a non farsi manipolare da una delle più pericolose donne della mitologia greca, di sicuro la maggior parte dei miti che la riguardano non raccontano questo episodio ma un altro avvenuto molto più avanti negli anni: lei è famosa per la sua forza d’animo che le ha permesso di salvare il marito ed elevare lo stato di donna da mero utero senza valore atto solo alla discendenza a persona forte e coraggiosa, talmente decisa e fedele da sacrificarsi per l’amore della sua vita.

Alcesti, quindi, oltre a essere una delle figlie di Anassibia e del re Pelia, regnante a Iolco, era anche la moglie di Admeto. E chi era Admeto? Admeto era il re di Fere in Tessaglia e anche la rovina della sua bella moglie: infatti, grazie ad Apollo era riuscito ad ottenere la mano della bella ragazza, descritta nell’Iliade come la più bella tra le sue sorelle, ma poi durante le nozze si era dimenticato di fare un sacrificio in favore di Artemide! E cosa portò questa grave mancanza di umiltà nei confronti di una delle figlie di Zeus? Semplice, la morte dell’uomo. Fortunatamente, Apollo intercesse nuovamente in favore di Admeto e decretò che se qualcuno si fosse offerto per prendere il suo posto lo sposino sarebbe sopravvissuto ma nessuno voleva: né il padre, né la madre, né gli amici; in effetti, chi vorrebbe mai morire? E così quando ormai il destino sembrava scritto per tutti, una giovane donna decise di offrirsi all’uomo che aveva sposato, di prendere il suo posto nell’Ade.

E così fu, Alcesti morì tra le braccia del marito mentre sapeva che così facendo lo stava salvando.

Io non ho ben capito bene cosa si intenda per donna forte ma secondo me questa dimostrazione di amore e altruismo in un mondo che sminuiva la donna tanto da non darle nemmeno la colpa per un adulterio commesso sia molto più importante e straordinaria di qualsiasi azione. Tu potresti mai offrire la tua vita per tuo marito, tua moglie o i tuoi figli? Secondo me la risposta ai giorni nostri è negativa ma il mito mostra che anche ai loro giorni lo era e che il gesto di Alcesti è formidabile, ha dell’incredibile. E infatti, nelle versioni più famosi il mito non si conclude con la sua morte ma invece con un dio o un semidio che colpito dal suo sacrificio corre a salvarla.

Esatto, dopo questo atto incredibile sulla terra dei vivi era rimasto un Admeto sconvolto da tanto amore sconfinato che egli promise di non amare nessun’altra donna e di tenere una statua con le sembianze della moglie nel letto coniugale. Ma per fortuna, Admeto oltre a essere un favorito dagli dei era anche un amico di Eracle che saputa tutta la vicenda scese negli Inferi e la salvò riportandola ai vivi, concludendo al meglio la vicenda.

Questa storia è estremamente interessante per mostrare come il legame tra due persone possa essere forte e il vero coraggio di una persona venga fuori quando il resto del mondo ormai si è rassegnato. Interessante è anche il fatto che Alcesti è stata raccontata da molti autori molto lontani tra i secoli, a testimonianza del grande impatto che ancora oggi ella ha nella nostra letteratura: Omero, Euripide, Alfieri, Hofmannsthal e Benito Perez Galdòs. Tu la conoscevi? Cosa ne pensi?

Bibliografia:
-Biondetti, L., Dizionario di mitologia classica: Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi s.r.l., 1999