Consiglio 5 film: Febbraio

Buongiorno! Un altro mese è passato, con le sue traversie e le sue vittorie. Questo mese per me particolarmente pieno di traversie. Ma vabbeh, nessuno è ancestrale, mi tocca essere imperfetto! 😁

Questa volta ho scelto cinque film molto conosciuti (almeno 4/5) e molto apprezzati ognuno per motivi diversi. Alcuni fanno ridere, altri ti mandano in pappa il cervello con la trama o con i costumi fantastici. Li adoro, uno di essi l’ho visto svariate volte!

Ecco qui i 5 film:

  • Robin Hood: Un uomo in calzamaglia. Esilarante commedia diretta da Mel Brooks e parodia dei film di Robin Hood, sia con Kevin Costner sia della Disney. Me la guardo fin dall’infanzia ma credo che una volta non capissi gran parte delle battute e delle citazioni, ora le trovo veramente perfette! La scena migliore? Sicuramente la serenata che canta William a Marion al campo! Il personaggio più divertente? L’ancella della fanciulla!
  • Push. Brillante thriller d’azione fantascientifica con un aitante Chris Evans e una giovanissima Dakota Fanning; è la seconda volta che lo guardo dai tempi della mia innocenza infantile e anche questa volta sono rimasto strabiliato. La costruzione degli eventi e la caratterizzazione dei personaggi sono strabilianti; i poteri sono molto semplici e anche pochi, ma la loro declinazione li rende peculiari a ogni personaggio e al loro carattere. E’ di diritto entrato in una clamorosa lista: i film che ti fottono il cervello, attualmente in costruzione.
  • Green Book. Regalatomi da TimVision, me lo sono guardato due volte per annotarmelo bene sulla mia agenda: prima o poi lo troverete sul mio blog! Molto bello, i due protagonisti sono ben delineati, con Viggo Mortensen che porta in scena un italoamericano burino ma pratico e leale, che pur avendo chiaramente razzismo interiorizzato non si tira indietro per salvare il suo capo, anche in situazioni nelle quali qualcun altro lo avrebbe abbandonato (primo arresto). Ciò che mi ha colpito è la semplicità con la quale il film mostra l’ipocrisia dei ricchi sudisti che lo acclamano per musica ma poi lo scacciano perché non bianco.
  • Tremors. Iconico, esilarante, strafottente e studiato. Ho adorato la costruzione dei Graboid: non vengono mostrati quasi mai (perché farebbero abbastanza ridere, in male) ma invece vengono mostrati i danni e i morti che producono, la loro intelligenza e la loro pericolosità; e poi, a livello biologico mi hanno ricordato sia gli orrori studiati a Biodiversità Animale sia l’Idra! Un altro pregio del film è che non ci sono buchi di trama o cose buttate via: i personaggi sono accattivanti e simpatici, e tutto ciò che avviene viene bene prima introdotto.
  • Sabrina. Celebre pellicola con una giovanissima Audrey Hepburn, la trama è la tipica Cenerentola ma elevata a film iconico dalla splendida ed elegante protagonista, la fenomale e fiabeggiante colonna sonora e una serie di vestiti spettacolari. Alla fine in effetti era chiaro il finale, basta pensare chi la salva dal garage a inizio film. Molto bello, un bellissimo spaccato di quegli anni.

Ecco i miei 5 film di Febbraio; quali sono i vostri? Avete passato un bel mese? Beh, spero di sì! E tornato il 4 Marzo: parleremo di ecologia!

Racconto: Gli ingranaggi del cuore

«Sì, certo. Ci penso io!»

Tommaso chiuse l’ombrello, lo mise dentro all’ombrelliera posta vicino al muro vetrato e richiuse la porta dietro di sé. Guardò lo schermo del cellulare: Annalisa aveva riagganciato subito, era sempre molto impegnata. Così impegnata che lo aveva convinto a tornare al laboratorio da solo. Solo.

“Come al solito”, pensò mesto il ragazzo.

Ancora fradicio dalla tempesta che imperversava fuori dall’edificio, si tolse lo zaino di spalla e si diresse verso gli armadietti; guardandosi indietro, notò che gocciolava acqua a ogni passo, le sue orme marroni e amorfe sporcavano il pavimento di piastrelle grigie. Sospirò. Lontano, tra un rombo e un altro, intravide in mezzo ai lampi nel suo ufficio il professor Banavasi, ma noncurante di essere stato notato o meno, Tommaso raggiunse gli armadietti.

Là, aprì il primo che trovò aperto e vi mise il giaccone bagnato e lo zainetto, da cui aveva tirato fuori il quaderno per gli appunti, la penna e le cuffiette. Non gli importava che lo zaino e il giaccone essendo bagnati dovevano essere messi in un luogo più caldo e aerato di un armadietto: l’unica cosa che gli passava per la mente era finire il lavoro e prendere il treno per Lancenigo.

Non era andata come avevano previsto, doveva ricontrollare ogni singolo organismo.

Con Britney Spears nelle orecchie e grandi borse sotto agli occhi, il ragazzo si issò su uno degli sgabelli del laboratorio di microscopia e preparò gli appunti. Starnutì per l’odore della soluzione usata per mantenere morbidi e analizzabili gli insetti e rabbrividì per il tuono che stava rimbombando in quell’esatto momento: era stato così forte che pur avendo la musica a palla nelle orecchie lo aveva percepito a causa delle vibrazioni nel pavimento!

Quello che doveva fare era guardare meglio la larva di un insetto, l’aveva confuso con uno della famiglia delle Tipulidae, mentre in realtà apparteneva alle Limoniidae. Un errore imperdonabile, dovuto alla grande somiglianza delle forme e dei colori dei due campioni. Certo, almeno erano riusciti a identificare gli altri, ma solo lui poi aveva dovuto tornare in università, in laboratorio, nel cuore della tempesta, per riparare al danno creato dalla scorretta identificazione. Come sempre. Anche al torrente, quando avevano dovuto campionare, era stato l’unico a doversi immergere fino alle ginocchia per tenere il retino e sempre lui aveva dovuto raschiare il fondo del corso d’acqua per smuovere tutti gli organismi macro bentonici. Sempre e solo lui. Un lavoro di gruppo vissuto nella solitudine.

E questi insetti, tutti uguali da larve; e l’analisi di studio si basava proprio sulle larve, ovviamente! Ne avevano presi secchi interi, analizzati per ore e giorni. E ora era di nuovo lì. Sembrava quasi che quegli essere abominevoli e maleodoranti, così pieni di intrugli chimici perché non si rattrappissero su se stessi, lo sbeffeggiassero nella penombra della stanza: esseri informi dalla risata raccapricciante, con le loro antenne lunghe e spigolose, le loro grandi mandibole brulicanti di saliva e il corpo più simile a una sacca piena di pus e pronta a esplodere. Stavano là e lo deridevano, lo indicavano con le lunghe zampe dentate ma si nascondevano alla luce, non volevano essere notati, non volevano essere identificati. E Tommaso, a causa della luminosità della torcia del microscopio, li vedeva in controluce come esseri informi e…

E…

Un urlo lo svegliò. Una ragazza aveva urlato. E non c’erano più tuoni. Né pioggia. Le cuffiette erano spente, da esse non usciva musica. L’unico suono era il proprio respiro, mentre si accorgeva che la nebbia aveva invaso l’edificio, e che una ragazza stava urlando di dolore e spavento.

Dove si trovava? Tommaso poteva benissimo capire che il laboratorio, come almeno lo conosceva, era stato stravolto, non esisteva più.

Il lungo bancone bianco su cui aveva posizionato la propria postazione di analisi dei macrobioti era scomparso, lasciando un lungo e profondo solco. Per poco il ragazzo non cadde: si era assopito su quello che sembrava uno sgabello di legno, basso, umido, puzzolente, viscido. Tommaso non capiva cosa stesse succedendo: cos’era quel posto? Come poteva essersi mosso mentre era addormentato? E cos’era tutta quella nebbia che aveva inghiottito l’intero pavimento e sembrava scavalcare le finestre? Cos’era quella luce spettrale che la illuminava di un pallido azzurro?

Tommaso non capiva.

Per quel poco che riusciva a scorgere, la stanza sembrava completamente divelta. Tutte le piastrelle dei muri erano scomparse, lasciando il posto a logore assi di legno da cui filtrava lo spettrale alito demoniaco. Il ragazzo non osava nemmeno abbassare i piedi dal sostegno dello sgabello: avrebbe giurato che anche il pavimento fosse ricoperto di qualcosa di molle e fluido, che si muoveva come un ammasso informe di vermi! Ma era coperto dalla nebbia… Purtroppo, la nebbia ne copriva la vista, ma non l’orribile rumore viscido. Tutto in quella stanza era sbagliato.

Tommaso si tolse le cuffiette, erano zitte, se le mise in tasca. Non si era nemmeno accorto ce le avesse ancora addosso; il resto della roba, svanita, persa nella nebbia, dispersa come il bancone su cui si era addormentato. Non potendo vedere molto, provò ad ascoltare: sentiva il silenzio, non c’era un briciolo di vento, o il cinguettio degli uccelli, o il rumore assordante del traffico, dei clacson; solo un lamento, molto fievole, poco fuori la stanza, di una ragazza.

«Someone… Just… Help me please…»

Fu per lei che Tommaso scese con cautela dallo sgabello e mise i piedi fino al calcagno nell’ammasso di vermi, con la nausea che gli saliva in gola mentre avanzava verso la grande bocca nera che vedeva dall’altro lato della stanza, bocca dalla quale colava un liquido verdastro.

Il suono, il gemito, proveniva da una figura tutta raggomitolata su se stessa. Una ragazza probabilmente, dalle trecce, dalla voce roca ma femminea, dalla collanina che risplendeva ai raggi lunari. Lui la vedeva, mentre combatteva con la massa informe per spostarsi verso di lei; la vedeva raggomitolata a piangere. Smise di piangere solo quando la raggiunse.

Lei, noncurante dei vermi che ancora cadevano dalle scarpe e dai vestiti di Tommaso, emise un piccolo stridulino rauco e lo abbracciò. Tommaso sentì che aveva le guance completamente bagnate, gelide. Anche la spalla era bagnata, ma il liquido che il giovane sentiva non era freddo: era caldo e appiccicoso.

«Just… Just help me. Here I have a… This and a… And This!», disse la ragazza staccandosi all’improvviso da Tommaso, mentre prendeva da una propria tasca dei pantaloni un ago con un filo già attaccato ad esso.  Quindi iniziò a togliersi la felpa, si abbassò la spallina della maglietta e portò una mano del ragazzo all’altezza del taglio: «You do not have to be precise… Just… Just do it. And then the generator!»

Tommaso non capiva ma decise di accontentarla. Purtroppo non era mai stato un buon interprete dell’inglese, riusciva a capire solo qualche parola ogni tanto! Ma capiva il dolore della ragazza, il sangue caldo che fluiva, quell’odore metallico, viscido. Probabilmente doveva prendere quell’ago e ricucire la ferita, ma come fare?

Chiuse gli occhi e lasciò le sue mani condurre il lavoro. Incredibilmente, l’operazione andò a buon fine.

«I am fine, now. Thank you. He almost got me! And…»

Tommaso continuava a non capire. O meglio, più o meno capiva ma non intendeva il senso della frase! Chi l’aveva quasi catturata? E soprattutto, com’era riuscito Tommaso a curare la ragazza senza nemmeno guardare cosa stesse facendo? Tommaso era incerto, confuso, incapace di comunicare. Sapeva solo che si trovavano in un posto oscuro, che c’erano strani macchinari fermi e che qualcuno stava dando loro la caccia. Doveva fare qualcosa, dovevano fare qualcosa: lui non conosceva quello strano posto, era tutto nebbioso e…

Dei passi ovattati risuonavano nella nebbia; e un altro suono. Come metallico, metallo contro una superficie dura. Metallo trascinato, come una grossa unghia contro la lavagna. Un suono terribile, lento. Inesorabile.

La ragazza si drizzò allarmata e si guardò intorno, Tommaso la imitò.

«Move… Hide! Somewhere, fast! Fast, shit!» e corse via nella nebbia.

Tommaso sbatté le palpebre più volte. Da lontano poteva scorgere una figura immensa, bianca in mezzo a tutta l’oscurità grigia. Come la vide una scarica di terrore lo invase, terrore incondizionato, come se sapesse di essere di fronte al suo predatore: il suo istinto di preda stava prendendo il sopravvento! Ormai quella figura si stava avvicinando, doveva fare qualcosa! Ma cosa? Tornare nella stanza dei vermi era fuori discussione, quindi il ragazzo si guardò intorno. Ecco, quel cumulo di macerie avrebbe fatto il caso suo, corse a nascondersi lì, tra una cassettiera sfasciata e un telo di nylon lacero.

Attese che la misteriosa figura lo superasse.

Forse quella nebbia lo avrebbe celato.

La figura bianca lo raggiunse con passo pesante, il suono metallico era dovuto a un enorme piccone che si trascinava dietro, facendolo artigliare il terreno. Non era bianco, era avvolto in una tuta bianca, come quelle che si usano nelle ricerche e le analisi di materiali altamente pericolosi o tossici; i suoi occhi erano coperti da occhiali di protezione, ma il vetro non era scuro, era debolmente illuminato di rosso. Qualcosa, all’altezza degli occhi, emetteva una luce rossa. E se fossero stati gli occhi stessi a illuminare il vetro di rosso? Da quale orrore si stava nascondendo? E perché si trovava in quello strano mondo?

Dalla disperazione Tommaso affondò le mani nelle tasche della felpa, come se il gesto potesse scacciare tutte le ansia. Quasi cacciò un urlo. Una larva era rimasta là dentro, viscida, viva, vomitevole.

Proprio in quel momento la figura misteriosa lo guardò. Si avvicinò lentamente.

Tommaso trattenne il respiro, con la larva che gli danzava nella mano sinistra.

Non lo vide, quindi si allontano verso il muro opposto, sollevò il piccone e con un lungo arco lo usò per spaccare a più riprese prima la vernice, poi l’intonaco e infine i mattoni. Aprì un varco nell’oceano grigio fuori e si immerse in esso. Scomparve.

«Hey! Guy, where are you?»

Era la ragazza!

Tommaso uscì dal suo nascondiglio e riconobbe la sua elegante e longilinea figura. Le corse incontro, seguendola infine verso uno strano macchinario. Non sapeva se l’avesse scorto prima, la sua mente era ancora piena di adrenalina, di terrore.

Lei lentamente gli prese una mano e la portò nella parte inferiore del macchinario, dove si trovavano gli ingranaggi. Era pieno di rotelline, oggettini a scatto che erano duri, incastrati. Immobili. Poi portò la mano di Tommaso sul proprio cuore, e infine su quello del ragazzo. Quindi, lo condusse alla finestra e gli indicò un punto nella nebbia.

Tommaso spalancò gli occhi e deglutì. Una grande porta metallica si stagliava in fondo, troppo grande perché persino la nebbia potesse nasconderla. Era di metallo, illuminata con delle fiaccole sospese. Era una di quelle porte elettrice, sicuramente.

E infine, la ragazza lo riportò al macchinario e gli rimise la mano sul petto di lei.

«Help us… Repair the machine… Save us, save yourself, save us from Them!»

Tommaso prima guardò la sua faccia sfocata, poi il macchinario e infine in direzione delle grandi porte. Se erano elettriche voleva dire che qualcosa le doveva attivare. E quel qualcosa doveva essere quel macchinario, sicuramente. Un urlo indistinto risuonò nell’aria. Tommaso guardò la ragazza ed esalò un ok.

La ragazza lo abbracciò e insieme si misero a lavorare.

Non sapeva se sarebbe uscito dall’incubo, ma sapeva che finalmente non era solamente manovalanza. Era parte di un gruppo. Con un obiettivo comune.

Vivere.

Ciao! Spero ti sia piaciuto! Se hai domande o consigli costruttivi, non avere paura di lasciare un commento! Se ti interessa, questo articolo potrebbe fornirti qualche risposta! Ciao!

10 film sullo sport

Buongiorno! Oggi torno con una lista di dieci film, questa volta sullo sport: sono storie ispirate a fatti realmente accaduti o narranti le gesta fittizie di atleti che amano ciò che fanno. Alcune pellicole sono molto conosciute, altre ho dovuto usare Google Immagini per ricordarmi cosa fossero, dopo mesi dalla loro annotazione nella lista!

Che film è?

Ecco la lista di 10 film sullo sport!

  • Ragazze Vincenti
  • Woodlawn
  • 42
  • Borg McEnroe
  • Ballare Per Un Sogno
  • Space Jam
  • Danzando a Broadway
  • Step Up
  • Eddie The Eagle
  • Una Bracciata Per La Vittoria

Di questi ho amato Ragazze Vincenti e 42, riguardo ancora adesso alcune sequenze di Ballare Per Un Sogno e Space Jam è un grande classico. Voi quali conoscete? C’è un must tra questi dieci titoli?

Ciaone e alla prossima!

Mary Elizabeth Winstead non delude mai!

Pokémon Tag

Buongiorno! Oggi, per celebrare la mia passione videoludica per questo bel franchise, ho deciso di proporre questo tag di mia creazione. Spero lo troviate interessante, ha come argomento tutti titoli della saga che ho personalmente giocato. Buona lettura! 🙂

  1. ESPLORATORI DEL CIELO: Il primo gioco per la tua console preferita;
  2. OMBRE SU ALMIA: Un gioco che hai rivalutato;
  3. SOUL SILVER: il primo remake a cui hai giocato;
  4. Y: il gioco più semplice che hai concluso;
  5. BIANCO: un gioco che hai imparato ad amare;
  6. PORTALI SULL’INFINITO: un gioco bello ma con una caratteristica che te lo ha fatto odiare;
  7. GO: un gioco coinvolgente all’inizio ma alla lunga noioso;
  8. SMERALDO: un gioco che avresti giocato in un altro modo;
  9. LUNA: un videogioco più bello che buono;
  10. GIALLO: il gioco più difficile del franchise che ami.

Ecco le mie risposte.

  1. Il primo gioco per la mia console preferita, almeno tra quelli importanti, potrebbe essere Batman Arkham Asylum, per computer portatile!
  2. E’ sicuramente Power Rangers: Super Legends; da piccolo mi ero impiantato sul secondo livello perché c’era la prima battaglia Megazord e non avevo capito che dovessi digitare una serie di combinazioni di tasti…
  3. Se una versione remastered si può definire remake, ho provato a giocare a Resident Evil 1; un’ansia di quelle tra gli zombie dietro a ogni angolo e la possibilità di non trovare abbastanza inchiostro per i miei salvataggi compulsivi, ansia che mi ha sempre fatto abbandonare le partite poco dopo il primo zombie.
  4. Harry Potter e la camera dei segreti. Non è propriamente semplice ma ho un bellissimo ricordo e comunque sono riuscito a finirlo pur essendo stato un bambino di massimo dieci anni, per cui era abbastanza fattibile! Solo che paura la parte dei ragni e delle colonne di ragnatela da abbattere!
  5. Dragonball Z: Supersonic Warriors 2; grande gioco per Nintendo DS, all’inizio ho avuto difficoltà a entrare nell’ottica ma poi mi sono goduto il regalo di compleanno.
  6. Mi viene subito in mente quella cosa odiosa di Lara Croft Tomb Raider: Anniversary. In pratica era tutto bello ma si vedeva la traduzione da PS a PC e i comandi difettavano di precisione (cosa terribile dovendo schivare su piattaforme strette e avendo puzzle e piattaforme a tempo).
  7. Harry Potter e i doni della Morte, parte 2 per Nintendo: noioso, poco creativo e castrante nella scelta delle mosse in battaglia.
  8. Un videogioco che se rigiocassi giocherei in maniera totalmente differente è Harmony of the bravest, in pratica mi sono giocato la possibilità di concludere il gioco…
  9. Sicuramente Harry Potter e il Calice di fuoco, per PC: grafica stupenda ma alla fine si usava lo stesso pulsante per tutti gli incantensimi, la trama era terribilmente difficile (e non si parla della battaglia finale ma di ogni santa prova del Torneo Tremaghi) e il tutto anche se come costruzione del mondo era bellissimo diventava abbastanza noioso e snervante.
  10. Per chi non lo sapesse sono un giocatore accanito anche di Batman Arkham, e tra i tre che ho provato (e concluso ovviamente) il più difficile è il primo, l’Asylum, per la leggera imprecisione dei comandi e la poca presenza di nascondigli e le stanze non così larghe.

Ecco, questa è la mia Pokémon Tag; è un bellissimo modo per far conoscere titoli che magari potrebbero non essere così conosciuti. Se volete partecipare mi allieterete la giornata, io non nomino nessuno! Ciao e alla prossima!

Non l’ho citato, ma non dimentichiamoci di lui, please!

Blog personale: sessione di gennaio

Buongiorno, oggi post diverso dal solito. O meglio. Oggi parlo sempre della mia splendente personcina, ma da un punto di vista più persona: questo è una riflessione sulla mia ultima sessione di esami, non sui miei vacui gusti cinematografici. Quindi, se non siete qui per conoscermi un po’, ciaone e alla prossima.

Che esami ho dato durante questa sessione?

Questa sessione universitaria è stata parecchio strana perché ho dato relativamente pochi esami ma molto impegnativi: infatti, i miei sono stati Ecologia2, Chimica Organica, Chimica dell’Ambiente e Laboratorio in campo. Il Laboratorio in campo non era propriamente un esame ma un lavoro di gruppo per elaborare una relazione sullo stato di qualità ecologica del torrente Cordevole, di Falcade.

Il Laboratorio in campo, che per comodità da ora in poi abbrevieremo in Falcade, è stato parecchio seccante per diversi motivi.

Dovete sapere che una relazione di laboratorio si svolge elaborando le proprie esperienze sul campo ed analizzando i dati raccolti; ok. Ovviamente, con il Covid19 non c’è stato nessun soggiorno a Falcade e i dati che abbiamo analizzato sono stati quelli raccolti dai prof (e una secondo me se li è pure inventati). Quindi abbiamo lavorato senza una vera esperienza e validità di ciò che stavamo facendo e su dati che non erano nostri, che certe volte nemmeno sapevamo da cosa venissero fuori.

Questo è stato il principale problema di Falcade.

Questa elaborazione dei dati ci ha preso diversi mesi, da fine Agosto a inizio Dicembre, pur essendo in sei persone e lavorando sempre in coppia. Gli argomenti da trattare per analizzare dal punto di vista di qualità ecologica erano tanti: Geodinamica, Chimica delle acque, Biologia dei microinvertebrati e dei macroinvertebrati e delle piante. Molti argomenti erano complicati, altri pieni di informazioni da selezionare e riportare, altri ancora solo ridondanti di calcoli noiosi.

Fortunatamente, siamo riusciti a consegnare in tempo per le lauree di alcune ragazze del mio gruppo, accettato tutto con un buon voto dignitoso. Ho avuto paura perché dopo aver consegnato, a settimane dalla consegna, un gruppo è stato costretto a rimaneggiare la relazione perché era stata rifiutata!

E così, Falcade, dopo settimane di lavoro, rielaborazione dei dati e confronti in chat, era stata fatta. Io mi sono occupato del calcolo dell’IBE e della parte teorica di Microbiologia (ancora oggi non ho ancora capito che calcoli sono stati fatti 🤣🤣).

Ovviamente, nel frattempo c’erano state lezioni, esami e preappelli.

A Novembre ho sostenuto l’esame di Ecologia2, superato con successo. In pratica questa materia studia teoricamente e in laboratorio (ma che non abbiamo sostenuto per ovvie ragioni) lo sviluppo dell’ecologia dei corpi idrici e dei sedimenti, con particolare cura riguardo ai cicli degli inquinanti.

E poi i due esami di Gennaio: Chimica Organica e dell’Ambiente!

Personalmente sono stato molto sfortunato avendo avuto lo scritto di Chimica dell’Ambiente e l’orale di Organica lo stesso giorno; pur essendo stato graziato dal prof di Organica con l’orale spostato di una mattina, ovviamente non ho potuto studiare al meglio Chimica Organica.

Ironia della sorte, bocciato in Chimica dell’Ambiente e promosso in Chimica Organica, seppur con il minimo.

Insomma, questa sessione è stata parecchio strana. Molti laboratori sono saltati, ma non i loro esami. Tutto è stato più complicato perché da una parte non avevamo l’esperienza pratica a supportare la teoria, a spiegare a cosa effettivamente servirebbe tutta la mole studiata, dall’altra c’erano i professori che aumentavano il carico di studio per spiegarci a voce e teoricamente cosa avremmo dovuto fare praticamente.

Complessivamente sono rimasto soddisfatto dal mio rendimento, ho quasi finito gli esami e sono prossimo alla laurea triennale; erano esami difficili, per cui ho dannato l’anima. Ma sento quasi di aver perso un anno. Un anno che non sono disposto però a recuperare.

E la tua di sessione com’è andata? E se non studi, com’è stato questo periodo? Ciaone e alla prossima! C’è una bella tag mia originale che ci aspetta!

PS: sareste interessati a una mia intro sull’IBE?

L’alba è prossima, vedo la luce!

PPS: mi è appena arrivata la notifica, sulle 14 di oggi, che 5 anni fa mi iscrivevo alla piattaforma di WordPress! E quindi oggi probabilmente è il quinto anniversario del blog!

Austin Dove: le origini del nome

Buongiorno! Per festeggiare l’inizio della mia breve pausa dallo studio ho deciso di scrivere questo post sulle origini del mio nickname!

I miei lettori più attenti e longevi avranno notato che spesso cito la mia splendida persona usando non solo il nick Austin Dove, ma certe volte anche La Colomba. Ma da cosa derivano?

Questi due nick vedono la loro formazione da due origini diverse. Una è legata alla scrittura e l’altra è legata al mondo dello Scautismo. Quindi, se avete cinque minuti di tempo, ve la racconto per bene!

Austin.

La passione per la scrittura è sempre stata preponderante in me, fin da piccolo disegnavo storie con pessimi disegni e sceneggiature alquanto imbarazzanti ma comunque la voglia di raccontare mi ha sempre spinto a cercare nuove strade. Per esempio, ho ancora sepolta da qualche parte una storiella sugli alieni che scrissi alle elementari, molto cringe e sul tema della xenofobia.

Dovete sapere che al liceo avevo ideato una trama magica legata a quattro fratelli; le mie ispirazioni erano legate alle Charmed-Ones, ai romanzi storici che mi leggevo all’epoca e alla voglia di evadere dal mondo di isolamento emotivo e coatto in cui vivevo. Il progetto ovviamente è naufragato e non ho la minima intenzione di riprenderci mano (è imbarazzante LOL); ma di questi personaggi, oltre a tenere a mente le descrizioni fisico-caratteriali che potete trovare in alcuni personaggi dei miei racconti, nel mio cuore è rimasto impresso Austin Kryon.

Austin Kryon era un ragazzo diciottenne, dalla straordinaria bellezza e con l’abilità dell’idrocinesi; discendeva da Afrodite (all’epoca amavo profondamente Starcrossed). Dal carattere pacifico e sereno, pian piano veniva introdotto nel mondo fantasy dai suoi fratelli perché era stato perduto da piccolo. Non so, mi ci rispecchiavo – o meglio, ci fantasticavo parecchio – e quindi pian piano è diventato un archetipo dei miei personaggi maschili. Oltre a parte del mio nickname tra blog e forum vari.

Dove.

La Colomba deve la sua origine, come già detto, al mio vissuto negli Scouts. Infatti, all’epoca, al mio primo anno, mi diedero il nome caccia Tortora dell’antico idioma; il nome caccia è composto dal nome di un animale o una pianta che rispecchi l’aspetto esteriore o il carattere del bambino e da un epiteto che esplichi i modi di fare, il carattere o particolare.

In un certo senso, il nome caccia è una testimonianza dell’inizio del viaggio del ragazzino nel suo percorso di maturamento: spiega com’era all’inizio e si spera che negli anni sia maturato abbandonando le caratteristiche del suo nome caccia. Inutile dire che il mio mi spieghi ancora perfettamente!

Tortora dell’antico idioma derivava da tre mie caratteristiche dell’epoca:

  • la mia tendenza a ricercare le comodità e convincere gli altri a lavorare per me;
  • la mia capacità di gracchiare e far vibrare le corde vocali;
  • l’utilizzo ricorrente di parole vecchie e desuete, con la soddisfazione di far sentire ignorante l’interlocutore (ero molto simpatico vero?).

Ecco, con il passare degli anni lo usai sempre più spesso nei miei account, soprattutto con la modifica Sad Turtledove (che vuol dire Tortora triste in inglese) e ovviamente il passo tra Turtledove e Dove ( La Colomba) è breve!

Austin Dove, la Colomba.

E quindi siamo arrivati al mio nick e al mio austindoveblog! Qual è la storia dietro al vostro nick?

Strano ma vero ma Alex Pettyfer era il modello per Austin Kryon

Austindoveblog 2021: i buoni propositi della Colomba

Buongiorno! Come state? Io sto diventando scemo a furia di studiare le tanto odiate chimiche ma comunque ogni quattro giorni sono qui perché scrivere mi fa bene.^^ Comunque, mi scuso se non leggo tutti i post della gente che seguo e che invece ritrovo sempre nei commenti sotto ai miei post, ma veramente sono sempre al computer e quando non ci sono tendo a non aprire la piattaforma dei blog…

Questo post è nato sempre dalla voglia di scrivere e di rientrare negli orari, quindi sarà sconclusionato e corto come il momento richiede! Oggi voglio condividere con voi i buoni propositi del blog a cui adempiere nel corso del 2021!

PS: buon compleanno a John Carpenter, che oggi compie la bellezza di 73 anni! Grande regista i cui film hanno trovato sempre posto nel mio piccolo blog, tra commenti, approfondimenti e tanti posti nelle mie liste di film e capolavori!

FILM

Se avete notato a parte le liste e gli speciali festivi sono settimane che mancano commenti ai film che più apprezzo e di questo mi rammarico molto. Secondo la mia agenda i prossimi in lista-note sono The Rocky Horror Picture Show, Bad Teacher e Dark Shadows; aggiungo anche il rewatch di Scream Queens per un commento generale come feci un annetto fa per Bones.

Inoltre, per Natale mi sono stati regalati quattro film e quindi avrei in programma anche My Fair Lady ( il DVD è pieno di curiosità, interviste e dietro le quinte ) e L’alba dei morti dementi.

LIBRI

Studiando, non sono il tipo che impara subito, sono abbastanza tardo di mio, e quindi sotto esami tendo a studiare tanto, riempirmi di ansie e posporre la lettura del libro al giorno dopo ( che alla fin equivale a dopo aver sostenuto nel bene e nel male l’esame ).

Ora sto leggendo Il ritratto di Dorian Gray – che avete votato al mio profilo Instagram; ho in lista il mio primo numero di Ciak, che mi è arrivato qualche giorno fa, una raccolta di Stephen King, Jane Eyre, un manga, la rilettura dei primi 3 volumi di One Piece (regalo di compleann) e un libro sulla poesia romana.

Ovviamente, le recensioni le troverete o sul mio secondo blog o sul mio profilo IG.

VIDEOGIOCHI

Là sono fermo, ho comprato la televisione ma non riesco a trovare console usate 😓

Per ora sto giocando a Plants vs Zombies su computer e diversi giochetti sul cell. Mi piacerebbe comprare Doom Eternal e parlarne sul blog! Magari con qualche bel video! Sarebbe un post così stupido uno sulle mie riflessioni come spettatore di Davi Doom?

RACCONTI

Sto scrivendo un secondo racconto sul Dead By Daylight, ma sono in fase stazionaria al momento. Ho in mente anche uno semiautobiografico sugli scouts e uno fantasy sull’Hybrys e una tecnica analitica che ho studiato in linea teorica!

Spero ancora di fare un corso di approfondimento ma con ‘sto Covid la vedo dura.

MITOLOGIA

Vi piacerebbe un nuovo post? Tipo sulla mitologia nordica, o sull’Empusa! Adoro l’Empusa, sembra sia la progenitrice dei vampiri! Poi sto pensando di comprare anche un’enciclopedia sulla mitologia etrusca o egizia. Per quella egizia avrei anche alcune statuette…

BLOG

Il blog è in continua crescita e quindi mi piacerebbe vederlo crescere ancora un pelino, giusto per sfizio. Ovviamente non intendo spenderci un centesimo, ma negli anni ci ho lavorato tanto, ho scritto più di 500 post e oltre 1900 parole; non oso immaginare quanti giorni cumulativamente siano! Sto iniziando a gestire anche le pagine IG e FB con scarsi risultati e pian piano sono sicuro che migliorerò pure quelle!

E voi? Quali sono i vostri buoni propositi?

Le mie letture 2020

Buongiorno e buona fine dell’anno! Anche quest’anno è passato tra scleri vari e ansie da sessioni universitarie; tuttavia, la costante che è rimasta è la lettura! Quindi, come molti blog di lettura hanno già proposto o proporranno, ecco la mia lista di libri che ho letto durante l’anno.

Questa lista la potete anche trovare qui, sul mio secondo blog, dove potete trovare pure le recensioni dei libri. Tratto solo però di raccolte, romanzi e saggi; niente graphic novels o fumetti di sorta o testi universitari.^^

LIBRI CHE MI SONO PIACIUTI.

  • Superman & Co. Un interessante approfondimento sui media del fumetto, del cinema e della televisione e il loro linguaggio per capire come le storie supereroistiche sono state proposte nel tempo.
  • Keep calm e guarda un film. Raccolta di recensioni e curiosità sui grandi classici moderni.
  • The Little Book of X-Men. Storia editoriale e collezione delle più grandi copertine dagli albori fino ai giorni nostri.
  • Diario di una vera stronza. Commedia molto divertente ma che può non piacere, la protagonista può risultare antipatica (ma si sa, tra stronzi ci si capisce).
  • Thor e il potere del Mjolnir. Ancora non ho capito se sia una traduzione o un riarrangiamento moderno di una leggenda nordica; tuttavia, è una bella introduzione a quel mondo.
  • Stop-Motion, la fabbrica delle meraviglie. Lo ho adorato, pieno di fotografie e spiegazioni, lo ho pure citato come una mia fonte in alcuni miei post.
  • Il Diavolo veste Prada. Esilarante commedia che ha ispirato il celebre film.
  • Il Dominatore delle Tenebre. Ne parlai sul blog anche qui.
  • Manuale del film: linguaggio, racconto, analisi. Ci misi mesi a leggerlo ma lo raccomando perché è chiaro e fornisce un’ottima infarinatura generale.
  • La coppa di cristallo e altri racconti. Ne parlai sul blog qui.
  • Le nebbie di Avalon. Bellissimo romanzo ispirato ai cicli arturiani.
  • Streghe, Esseri fatati ed Incantesimi nell’Italia del Nord: La magia popolare delle saghe italiane dagli Etruschi all’800. Interessante trattato saggistico sulle tradizioni italiche e sulle figure da esse omaggiate con le preghiere precristiane e pagane.

LIBRI CHE NON MI SONO PIACIUTI.

  • Racconti di uomini e fantasmi. Alcuni racconti erano belli, ma altri seppur corti erano lenti, noiosi e se si salvavano si rovinavano in finali osceni. Bocciata, pur non essendo lunga mi è durata due mesi perché mi toglieva la voglia di vivere.
  • Sospetto di magia. E’ un casino, vi consiglio di leggere la mia recensione accurata che trovate a inizio pagina al link in grassetto perché è un libro veramente complicato.
  • Cuore Nero. Romanzo con troppi punti di vista e alla fine troppo uso di funghi allucinogeni da parte dell’autore, creando un finale campato in aria.
  • La carezza della paura. Stupido libro senza un arco narrativo di maturazione e con un finale che non è un finale che dimostra quanto stupido e immaturo sia il protagonista.

Bene, questa è stata la mia cronologia di letture. Le vostre quali sono state? Ditemi nei commenti se conoscete alcuni dei libri che ho elencato, soprattutto quelli brutti se vi sono piaciuti. Ciao, vi auguro un divertente ultimo dell’anno e un felice 2021!

PS… se volete qui c’è anche la lista dei libri letti nel 2019: https://austindoveblog.wordpress.com/2020/01/04/letture-del-2019/

L’orrore della primavera

Un tempo una fata, Ver, si aggirava leggiadra sulla Terra. Al suo passaggio le piante si inchinavano, gli animali si prostravano e l’aria diventava pepata e petalosa. Lei era la fata della terra. Il suo potere era carnale. Impersonava il lato selvaggio dell’umanità.
Un giorno, questa terribile quanto passionale fata comparve davanti a un uomo. Egli era spaventato ed eccitato allo stesso tempo. Era quello l’effetto che lei faceva agli umani. La sua sensualità era troppa per quelle infime creature. I suoi dolci occhi di miele lo squadravano sensuali, mentre si avvicinavano a quelli del vecchio. Ella portava con sé uno scrigno d’oro. Si aspettava una frase sussurrata da quel sindaco. Ma niente. Depose il contenitore prezioso tra le sue mani tremanti. Quando l’uomo lo aprì, rimase sconvolto nel trovarci un cuore umano. Il suo volto si deformò dall’orrore quando vedendolo pulsare, notò che dal proprio petto non proveniva alcun battito.Mentre il vecchio si accasciava a terra lei se ne andò leggera. Disse solo cinque parole: domani prenderò tutti gli altri.
E scomparve in una nuvola di petali di rosa.

L’orrore della primavera ebbe inizio con l’avvistamento da parte di una coppia di una fanciulla eterea distesa in mezzo a un campo di fiori. L’uomo la guardava troppo intensamente. La ragazza gli sorrise e aprì le gambe. Il giorno dopo quella coppia fu ritrovata in stato di putrefazione, riconosciuta solo per l’esame delle ossa. La polizia presunse che la donna avesse ucciso il marito con il forcone in uno scatto d’ira e poi si fosse suicidata.
Quei due cadaveri furono i primi di una lunga serie, tutti caratterizzati dall’assenza del cuore tra i resti dei cadaveri.
Il secondo gruppo si trovava dentro a un canile. Tutte le gabbie e le porte erano aperte. Il detective James Glahan dai nastri vide una ragazza sensuale camminare leggera tra i corridoi, accompagnata dal direttore. Lei gli rivolse un provocante sorriso mentre lui apriva estasiato tutte le gabbie, schiacciando un bottone d’emergenza. Quindi egli si posizionava in ginocchio insieme a tutti gli altri e felice si lasciava sbranare dai cani e dai gatti. L’ultima sequenza mostrava la ragazza china a raccogliere i cuori dalle carcasse. Scomparve.
Il canile fu ritrovato in evidente stato di abbandono. L’erba aveva cominciato a crescere sui tetti e negli interni. L’edera ricopriva ogni parete. Solo la sala della sorveglianza era sopravvissuta alla distruzione dei macchinari. E dire che la giovane aveva guardato dritto nell’obiettivo della telecamera! Sorridendo dolcemente!
La polizia si rese conto che c’era una scia di morte: tutto era cominciato dalla coppia di contadini, poi l’azione si era spostata al canile e infine si era conclusa in un laboratorio, in cui erano stati distrutti tutti i macchinari di ricerca e i dati dei risultati.
Il particolare più inquietante era che la distruzione del villaggio era avvenuta tutta in poche ore. Tutte risalenti al giorno prima dell’arrivo della polizia e dell’FBI.
Le strade erano devastate dalla vegetazione. Che avevano inglobato i resti putrescenti della popolazione, tutta dal primo all’ultimo, riversa sulle strade. Tutti senza cuore. Come il sindaco prima di loro.
Nemmeno un animale era stato rinvenuto nell’arco di molti chilometri. Tutti scomparsi. Ma non i segni dei loro attacchi agli abitanti di quel villaggio. Erano state trovate sulle carni dilaniate perfino punture di formiche e di bombi. Qualsiasi animale aveva dato il suo contributo. E poi era sparito.
L’ultimo assalto avvenne in un laboratorio militare, celato da un anonimo villaggio di piccole dimensioni. Non dava nell’occhio. Anche là le autorità trovarono un massacro: tutti uccisi e privati del loro cuore. Anche in quel caso, a spiegare l’accaduto furono i nastri di sorveglianza. Essi mostrarono una ragazza libidinosa e di straordinaria bellezza aggirarsi leggera tra i corridoi scortata da due militari armati di mitra. Decisa andò nei sotterranei dove distrusse tutti i macchinari di ricerca . Poi sussurrò sensuale ai due assassini, due giovani ufficiali, di suicidarsi. Come al canile, scomparve in una nuvola di petali di rosa, dopo avere raccolto tutti i cuori. Dal primo all’ultimo.
Nessuno seppe spiegarsi nulla.
La natura si era svegliata e, furiosa per come l’umanità stava trattando le sue creature, si era fatta giustizia ammonendo quelle bestie immonde che si facevano chiamare umani. Solo chi era senza colpe fu risparmiato.

E tu, rispetti la natura?

Fonte

Buon compleanno Stephen King!

Buongiorno, come ho scoperto da lidi più aggiornati dei miei, oggi è il compleanno di uno dei grandi scrittori del nostro tempo: Stephen King!

Quindi, per omaggiarlo e anche per portare un pelino d’acqua al mio mulino (ricordiamoci che non è l’unico a compiere gli anni oggi) ho deciso di pubblicare anche io un recap su tutti i post pubblicati su di lui finora; tutti con un piccolo commento che introduce ai post!

Cominciamo con…

I post su It:

It, il romanzo! Mi ricordo che impiegai mesi a leggerlo e a tratti ero pure infastidito dalle mille mila descrizioni di personaggi che morivano la pagina dopo! Ma è un grande libro.

It, la miniserie televisiva. Personalmente la preferisco ai due remake perché riesce a trasmettere una migliore dei personaggi e a creare l’orrore più sulla corruzione della cittadina e piccoli dettagli piuttosto che con mille jumpscares.

– It, il remake . Carino, secondo me con la tecnologia attuale avrebbero potuto puntare più sull’orrore che sul terrore con un clown che spunta urlando come un pazzo; sarebbe potuto essere meglio ma il lavoro lo porta a casa alla fine.

– It, il sequel del remake. Questo film invece è ingiustificabile, non è fedele al libro e rende il primo capitolo inutile: che serve aver mostrato le avventure dei ragazzi nel primo film se poi tornano a mostrarli in questo, con gli elementi da ricordare girati apposta qui??

– Il confronto tra It e Il colore venuto dallo spazio, in cui rifletto sulle similitudini che accomunano due celebri autori, l’uno ispirazione dell’altro.

I post su Pet Sematary:

Pet Sematary, il libro. Bellissimo libro sul lutto e la perdita; il tutto però all’epoca lo trovai leggermente morboso: infatti, la narrazione sembra soffermarsi in maniera crudele sul dolore della povera famiglia protagonista

Pet Sematary, le trasposizioni cinematografiche. Breve post in cui parlo delle due versioni; com’è facile intuire preferisco di gran lunga quella più vecchia, mentre il remake è brutto forte.

Pet Sematary, la prima trasposizione. Bellissimo film che mi ha colpito per come sono riusciti a mostrare l’ombra sinistra del cimitero vivente e di come siano facilmente riconoscibili gli esseri rianimati.

Inoltre, sul mio blog ho pure condiviso una bellissima recensione di The Shining mentre ho citato It innumerevoli volte nelle mie liste (troppe da riportare tutte). Pur avendo letto anche Carrie, il romanzo manca sul mio e mi dispiaccio enormemente di ciò; ma mi dispiacerà ancora di più se non mi farete gli auguri di buon compleanno.^^

Ciao, ci vediamo il 24! Secondo voi ho trattato Stephen King abbastanza sul mio piccolo blog o mi mancano titoli importanti?

Da che film è tratto questo bel gattone?