Bram Stoker: La coppa di cristallo e altri racconti

Dopo aver letto il romanzo gotico per eccellenza, Dracula, mi trovai davanti a una bancherella di libri usati e quindi per soli cinquanta centesimi comprai questa raccolta di racconti di Bram Stoker.

All’interno della raccolta vi sono La coppa di cristallo, Il castello del Re e Il Costruttore di Ombre. Per me, il migliore è senz’ombra di dubbio il secondo.

Commento ai racconti:

La coppa di cristallo è il racconto principale della raccolta, è suddiviso in tre parti e ha come tema centrale il raggiungimento dell’arte. Narra la storia di un artista reso schiavo probabilmente per essere diventato l’amante della figlia del re e passa i suoi giorni a scolpire una scultura tanto bella da regalargli la libertà alla festa della bellezza che si sarebbe nel regno in futuro. Raccontato da nella prospettiva di tre personaggi diversi, uno per capitolo, il linguaggio e lo stile cambiano a seconda del personaggio, anche se una certa fantasia e un’epicità poemeggiante si riversa nella lettura, piacevole anche se malinconica.

Il castello del Re è scritto in terza persona, la vicenda è raccontata da un narratore onnisciente e parla del viaggio di un poeta verso le terre della morte, nel cui castello vive ormai la sua bella morta di malattia. Un racconto struggente e ricco di mistero, vi è all’interno una propria mitologia e una geografia mistica, dove le ombre sorreggono le alture e gli imponenti edifici mentre le forme fisiche nascono i più temibili predatori. Una lettura che consiglio non per la trama ma per le figure che l’autore riesce a trasmettere al lettore: pur essendo casto di aggettivi (soprattutto verso il protagonista), la solitudine è sempre presente e il mondo naturale è descritto magnificamente con grande focus verso i serpenti. Bellissimo, anche se alla fine togliendo le metafore e i giri di parole, credo che il protagonista si sia suicidato.

Il Costruttore di Ombre è nuovamente narrato in terza persona singolare da un narratore onnisciente e nuovamente presenta una propria mitologia. Qui è presentata la tesi secondo cui noi deriviamo dalle ombre del mondo e che quando moriamo torniamo tra le ombre o in case vicino ad esse (in netta opposizione con la mitologia del racconto precedente) ed è attraverso il Costruttore di Ombre che il racconto si snoda. Il tutto è molto poetico e omaggiante i legami affettivi, la lettura è sicuramente piacevole e in un certo senso tenera.

Conclusioni:

Quindi questa era la raccolta. Molto bellina, con Dracula noto una grande somiglianza nella descrizione degli spazi misteriosi e del regno animale, anche se il tipo di narrazione è molto distante. Consiglio la raccolta ai fan di Bram Stoker e a chi vuole godersi qualche pagina in un mondo fantastico e gotico.

Dracula

Dracula è un romanzo scritto dall’irlandese Bram Stoker nel 1897, ispirato alla figura di Vlad III Principe di Valacchia. Scritto in forma di stralci di diari e di lettere, Dracula è uno degli ultimi, se non l’ultimo, dei grandi romanzi gotici. Mito del vampiro aristocratico, staccato dall’immagine del vampiro presente nel folklore, lanciato nella letteratura da John William Polidori, Stoker realizza un romanzo dalle atmosfere cupe, in cui l’orrore e la minaccia assillano i protagonisti, in un crescendo di emozioni che conduce alla scoperta dell’orrore rappresentato dal tetro vampiro.

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Trama:
Seguiamo le vicende di un gruppo di persone che devono fronteggiare la minaccia rappresentata dal Non-Morto Dracula dopo che questo ha iniziato a pianificare la sua caccia su territorio inglese chiamando in casa sua l’avvocato inglese Jonathan Harker per comprare alcune proprietà. Da quel momento, da quando Jonathan arriva in quel territorio così ricco di superstizioni, morte e mistero e paura e coraggio si misceleranno nei cuori del gruppo che con il tempo incontrerà e si scontrerà con il Conte, aprendo una caccia di cui non si capiscono i ruoli ma che segnerà molte vittime tramite il dolore e la pazzia e la solitudine, facendo paventare che la pace non sia raggiungibile.

Commento generale:
Questo libro mi è piaciuto molto, ho apprezzato la storia e l’alone di mistero che la impernia grazie ad atmosfere cupe e l’uso intelligente della natura, che è controllata dall’antagonista essere primordiale mentre i protagonisti utilizzano le invenzioni tecnologiche e la religione. La struttura epistolare all’inizio l’avevo trovata estremamente peculiare e funziona molto bene con i primi diari di Jonathan in cui il gotico spadroneggia come padrone assoluto della scena e nel diario di bordo del capitano perché la superstizione e la paura la sentiamo anche noi, ma poi con il proseguimento della lettura di questi diari le lettere perdono la loro unicità per colpa di dialoghi lunghissimi e la perdita di continue impressioni ed emozioni: ormai la narrazione epistolare non si distingue dalla narrazione normale in terza persona anche perché sembra strano tutti abbiano una tale memoria da giustificare la presenza di interi dialoghi tra le righe! E poi mi è piaciuto come nella prima parte del libro ci si concentra sulla costruzione del mistero applicando una forte superstizione mentre nella seconda parte prevale la ragione e la forza umana e la misericordia, a ricordarci che siamo tutti umani e uniti possiamo fare qualsiasi cosa nella positività.

Impressioni positive:
-Mi è piaciuta la rappresentazione del vampiro come un essere dannato che cerca la pace inconsciamente senza mai poterla raggiungere come un Non-Morto. Poi mi sono piaciuti i suoi poteri legati alla natura.
-Il gotico, prevalente all’inizio nel castello e poi intelligentemente trasportato a Londra nelle villette abbandonate e in giro per il testo grazie ai poteri demonici del Conte, tra nebbia e paure ancestrali e le bufere di neve.
-Mina, il personaggio migliore del libro: una donna forte, emancipata, attiva ma comunque relegata al ruolo di segreteria, anche se alla fine consapevole di stare per diventare passiva finirà per impugnare una pistola e unirsi alla caccia.

Impressioni negative:
-La forma epistolare non si discosta molto dalla normale narrazione verso la metà del libro; troppi dialoghi e troppe poche impressioni ed emozioni.
-La fine è troppo corta, speravo in un climax degli eventi migliore.

Alla fine è un bel libro, facile da leggere e obbligatorio da leggere, consigliatissimo.^^

Curiosità basate sull’introduzione alla lettura di Dracula di Riccardo Reim:

Stoker affermò che l’idea definitiva del libro gli venne da un incubo causato da una scorpacciata di gamberi in insalata: addormentandosi sognò di essere un terribile vampiro che dalla tomba si svegliava per compiere orribili misfatti. Quindi, si documentò passando ore a consultare libri e mappe del British Museum finché non trovò tutto ciò che gli serviva per costruire il suo romanzo: autentiche tradizioni sui vampiri, la storia dell’inquietante personaggio storico Vlad Dracul e infine la terra migliore per ambientare la storia, cioè la Transilvania. A formare la sfaccettata figura del protagonista contribuirono in varia misura Polidori e Prest (autori rispettivamente di The Vampire e di Varney the Vampire), Lewis (The Monk), Radcliffe (The Mysteries of Wanderer) oltre a Irving che sembra a detta di Stoker il ritratto del personaggio.

Ha fatto un ottimo lavoro non credi?^^