La Top5 di Febbraio

Buongiorno! Anche Febbraio è passato e con esso quasi tutto il Carnevale e la visione di molti film. Alcuni pure cult, sono felice. La tesi è quasi stilata completamente, ieri ho curato l’impaginazione con mio papà (io non ci capisco molto di Microsoft purtroppo)! Quindi Marzo inizia con una bella soddisfazione.

Per la Top5 di oggi ho scelto due cult, due film non recentissimi molto belli e poi un brillante thriller in costume. Buona lettura.^^

Schindler’s List. Toccante dramma biografico sul genocidio degli ebrei da parte dei nazisti con protagonista assoluto Liam Neeson, l’ho guardato per la prima volta in vita mia. Ho una storia particolare con questa pellicola: alle medie ci fecero imparare a suonare con il flauto la celebre soundtrack e io la portai all’esame finale. Ancora oggi mi ricordo il motivo. Il film è emotivamente pesante, ma è veramente bello e mostra fino in fondo il clima di terrore dei campi di concentramento.

Il matrimonio del mio migliore amico. Divertente commedia con Julia Roberts mentre rivaleggia in amore con l’innocente Cameron Diaz, una frescata di aria fresca. Lo consiglio vivamente e consiglio la lettura di questa bellissima recensione di Raffa.

Ideal home. Esilarante commedia gay sull’essere genitori, impreparati sull’esserlo ma poi felici di esserlo diventati; i protagonisti sono Steve Coogan e Paul Rudd, che si ritrovano il nipote del primo dopo che il figlio è finito in carcere. Una bella miscela di culture diverse per la creazione di una famiglia strana ma sinergica.

Mississippi burning. Ne avevo sentito parlare ma finalmente l’ho visto; altro film pesantino ma da vedere. Mi ha colpito profondamente il razzismo insito nei cuori della popolazione del Sud: chi non odia gli uomini di colore, semplicemente non li vede uomini ma bestie. Willem Dafoe e Gene Hackman sono gli agenti federali mandati nella cittadina rurale per la sparizione dei militanti dei diritti civili dei neri e dovranno abbattere un muro di razzismo e omertà per catturare i criminali (pur condannandoli per pene brevissime!).

The Limehouse Golem. Thriller in costume nella Londra vittoriana, un serial killer più spietato di Jack lo squartatore e un assassinio domestico; sono questi i casi investigati da Bill Nighy nell’ambiente teatrale. Ho adorato la sceneggiatura e il montaggio, con più piani narrativi esposti come ipotesi e un twist che rende il tutto molto più inquietante. Ovviamente i costumi e il trucco sono stupendi, il cast sul pezzo e il metateatro/metacinema/metaeverything è alle stelle. Ve lo consiglio, è su Raiplay.

Eccoci alla fine. Visto che su IG nessuno mi ha filato, ve lo chiedo qui: preferite un post su Doom o Pokémon Platino? Ho finito le run di nuovo di entrambi e vi lascio la scelta; sennò sceglierò io. Con questo vi saluto e spero che per Aprile sarò laureato. Ciao!!

PS: e ovviamente, speriamo che l’Ucraina si salvi e Putin venga dimesso, sia politicamente che come uomo.

Giratina vi attende pure in un racconto, prossimamente…

Speciale di Natale: L’amore non va in vacanza

Buon Natale! Come lo passerete? Io in famiglia, ci sono una serie di tradizioni che mi piace rispettare e una di queste, cominciata l’anno scorso, è proporre un film natalizio da condividere con i miei lettori! E oggi il film è L’amore non va in vacanza.

L’amore non va in vacanza (The Holiday in madrelingua) è un film diretto, scritto e prodotto da Nancy Meyers e per me e la mia famiglia è un piccolo classico di Natale che riguardiamo sempre con piacere. Uscito nel non troppo lontano 2006, vanta un cast stellare e una sceneggiatura capace di riportare il sorriso sul viso dello spettatore più sconsolato. Lo adoro.^^

La trama ruota attorno a due donne sole al mondo che per le vacanze natalizie decidono di scambiarsi le case : Iris (interpretata da Kate Winslet) è una giornalista di successo inglese che vuole cambiare aria per dimenticare l’ex; Amanda (interpretata da Cameron Diaz) è una ricca creatrice di trailer cinematografici che desidera scomparire per un po’ dopo aver scoperto che il fidanzato l’ha tradita. Così, il film racconta le loro vicende nelle rispettive ma scambiate case natalizie, vacanze in cui entrambe riscoprono l’amore in ogni sua forma e riescono anche a creare legami che le portano a chiedersi cosa realmente vogliano.

Tranquilli, niente spoiler almeno per ora!

Ma se L’amore non va in vacanza ha una grandissima anima romantica, non bisogna dimenticarsi quella meta-cinematografica! Infatti, dati il lavoro e la vita di Amanda, quando Iris va a vivere a casa della ricca donna di cinema a Los Angeles viene inglobata da un mondo di riferimenti cinematografici anche grazie ai fortunati incontri che fa: prima un talentuoso compositore e poi un celebre sceneggiatore in pensione. Inutile suggerire che siano tantissimi i film e gli artisti che vengono citati; e c’è pure un cameo di Dustin Hoffman!

Ma parliamo delle due protagoniste!

Iris è una giornalista del Telegraph, un giornaletto insignificante inglese come ben sapete, ed è lei a presentare i personaggi del film con una bellissima introduzione sul concetto di amore e di innamorato. Realizzata dal punto lavorativo, il suo è un percorso di riscoperta dell’Io e della fiducia in se stessa in quanto donna meritevole di amore da altri e da se stessa; ovviamente questo arco di maturazione è possibile solamente estromettendo la tossicità dalla sua vita e cercando dall’esterno qualcuno o qualcosa che riesca a farle capire che della propria vita lei deve essere la protagonista. Essendo Iris lontana dal mondo del cinema e del lusso tipici di Los Angeles, la storia di Iris è anche la più meta-cinematografica perché è lei stessa il fulcro della scoperta del cinema: facendo conoscenze nel settore viene permeata di nozioni, conoscenze e film da guardare; una vera delizia per un cinefilo!

Amanda, incarnata da Cameron Diaz, è anche lei una donna insicura sull’amore a causa di un trauma infantile per cui non è più riuscita a fidarsi di nessun altro se non di se stessa; quello di Amanda è un viaggio metaforico per riscoprire se stessa grazie a Graham, l’affascinante e single fratello di Iris, che fa capolino nella casa della sorella poche ore dopo l’arrivo della nuova arrivata. Il problema di Amanda è il non affezionarsi ai suoi amanti e, infatti, durante la narrazione molte volte lei prova a piangere, non riuscendo però a scalfire la propria intimità. Ah, a proposito di intimità, è interessante il dettaglio che ho notato alla seconda revisione del film per il blog: Amanda e Graham sono visti seminudi a letto, nella propria intimità, solo dopo la terza volta che fanno sesso, quando metaforicamente si mettono a nudo parlando del proprio futuro. E non temete cinefili, anche Amanda è chiaramente meta-cinematografica: il suo personaggio è caratterizzato da una voce interiore che riassume la sua situazione sentimentale come se fosse la voce narrante di un trailer! Stupendo.

Insomma, L’amore non va in vacanza è una piccola perla con un grande cast e una sceneggiatura galoppante. Entrambe sono donne di successo mostrate prima come donne di successo al lavoro e poi come disperate in amore.

Il film costella la visione con una serie di primi piani intensi intervallati, soprattutto per il cottage inglese, da campi lunghi a mostrare l’ambiente circostante e le splendide campagne inglesi. Personalmente ho amato il piccolo e intimo cottage di Iris rispetto alla grande e lussuosa villa di Amanda perché è il film stesso a farcelo amare: il cottage è ricco di oggetti, è vissuto e disordinato, non ha paura di accogliere i suoi ospiti; invece, la villa è troppo ordinata, tecnologica, fredda e solo con molto calore riesce a riscaldarsi perché finalmente la vediamo riempirsi di sorrisi e chiacchiere grazie però a Iris. Quindi anche le case stesse ci raccontano delle loro proprietarie.

Ho voluto condividere con voi brevemente questa piccola perla impreziosita da una regia che sa come trasmettere lo spirito natalizio senza ammorbarci con i topoi del genere regalandoci una commedia fresca ma non glaciale e una sceneggiatura veramente sagace. Questo film è in casa mia da moltissimi anni, è legato alla mia infanzia e lo riguardo sempre con estremo piacere: le due attrici protagoniste sono bravissime, ci sono alcune scene che mi fanno sempre ridere (come le telefonate incrociate di Amanda e Graham ad Iris o la voce narrante che se la prende con Amanda) e altre che invece mi fanno riflettere (Iris che si rispecchia nella situazione di Miles, la solitudine di Amanda) e mi spingono a migliorarmi.

Per me L’amore non va in vacanza è un classico. E per voi?

Come poteva mancare Katy ad augurarci buone feste?^^

Buon Natale! Come al solito, vi lascio alcuni link interessanti, ciao e buone feste!^^

Il mio recente racconto natalizio: Il buon Doriano.

Il mio speciale di Natale dell’anno scorso: Mamma, ho perso l’aereo.

Il mio articolo di auguri del ’19: qui.

Il mio articolo di auguri del ’18: qui.

Il mio articolo di auguri del ’17: qui.

Il mio disegno realizzato nel 2016: qui.

Speriamo di sopravvivere alle soffocanti domande dei parenti! E buon Natale!