La spiaggia

Ciao a tutti. Oggi ho voluto parlare di un argomento che ho studiato all’università: geodinamica, che per chi non lo sapesse è la scienza che studia le forme della Terra e i fattori assieme alle cause che le hanno create. E di cosa vi parlo? Del lavoro delle onde, ultimamente ho visto alcune pubblicità che non mi sono piaciute.

  1. Le spiagge sono forme terrestri in continuo mutamento, comprese tra il mare e la terra ferma. A mutarne la forma sono le onde che a seconda dei depositi da parte dei fiumi e delle asportazioni da parte delle acque marine aumentano o rimpiccioliscono le loro dimensioni.
  2. I principali apportatori di detriti per le spiagge sono i fiumi: ogni anno, tonnellate di sassi, sabbie, blocchi e spazzature sono trasportati verso le loro foci. Lì si accumulano e a seconda del tipo di accumuli si creano foci diverse.
  3. Le principali asportatrici di detriti dalle spiagge sono le onde: con un movimento circolare (più o meno), ondulatorio e soprattutto periodico asportano da un lato e dall’altro dipende; o finisce da un altro punto della spiaggia oppure in mare aperto.

Con questo piccolo schema è facile capire quanto le più grandi fonti di inquinamento non siano le cose a valle o in spiaggia ma le cose a monte, la spazzatura che viene raccolta dai fiumi e quindi molto facilmente trasportata fino in mare. Quante probabilità ci sono che dalla spiaggia un sacchetto di plastica, probabilmente con sabbia sopra, venga trasportato dal vento fin sopra alle onde per finire nello stomaco di un delfino? Molto più probabile che con la velocità delle macchine cada da un ponte in città e si faccia tutta la strada per finire in mare! No?

Per farvi capire meglio il lavoro delle onde, ho deciso di portare un’immagine molto particolare che ho ottenuto lavorando con il programma QGis  su alcune fotografie satellitari dello stesso luogo prese in anni diversi. In pratica, la foto mostra la laguna di Venezia nel tempo ed è possibile vedere quanto le onde siano state in grado di erodere la spiaggia e trasportarne i detriti in un punto vicino; secondo me, è così che si creano le isole di rifiuti: le onde li raggruppano.

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La laguna di Venezia nel tempo

Sapendo ciò, a me paiono abbastanza strane le pubblicità che ci sono ora, quelle che vanno tanto di moda sull’inquinamento delle spiagge. In pratica, vediamo la cartina di quello che si mangia il gelato portata dal vento in mare e rispedita al mittente da Poseidone; oppure, una catena umana che protegge il mare dalle spiagge.

Oltre al fatto che di solito è la baia a rimanere sporca perché in ogni caso il moto delle onde è verso la baia e la rifrazione ne fa perdere molta forza, queste pubblicità secondo me sono sbagliate i rifiuti che finiscono in mare dalle spiagge sono i minori: molto più facile dai fiumi, dalle barche, in punti alti e presi dal vento per andare direttamente in mare aperto ma non dalle spiagge; più che altro mi immagino che vengano sepolti dalla sabbia come le ciabatte che devo ricomprare ogni santo anno.

Ma voi cosa ne pensate? C’è qualcuno che sa dirmi un’opinione professionale qui? Per finire vi lascio questo sito, introdotto con una citazione che risponde alla mia domanda e in parte conferma il mio ragionamento:

Purtroppo in questi anni di crescente domanda, solo il 20% della plastica prodotta è stato riciclato o incenerito. Tutto il resto si è accumulato come scarto a terra e in acqua.Di conseguenza dai 4 ai 12 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari di tutto il mondo ogni anno, causando l’80% dell’inquinamento marino.Rifiuti che per i 4/5 entrano in mare sospinti dal vento o trascinati dagli scarichi urbani e dai fiumi. Il resto è prodotto direttamente dalle navi che solcano i mari, soprattutto pescherecci ma anche navi mercantili ed imbarcazioni turistiche di tutte le stazze.

Dal sito: https://anteritalia.org/#