Consiglio 5 film: Luglio

Buongiorno! Prima di tutto volevo condividere con voi questa meravigliosa notizia: il mio contratto di lavoro è stato ampliato fino al 15 settembre!
Tornando a parlare di cinema, la selezione della mia Top5 dei film visti durante il mese appena trascorso è stata lunga e difficile perché dovendo guardare i film durante il mattino (se mi sveglio abbastanza presto) li guardo da solo e quindi la qualità media dei film visti si alza nettamente. Questo mese la lista è molto varia, anche se c’è almeno un film che forse, per chi mi conosce, era ovvio trovare nei Top5.

Buona lettura.^^

La leggenda dei 7 vampiri d’oro. Su, ormai sapete che io e il cinema gotico andiamo a braccetto, quando ho letto di questo titolo i miei occhi si sono trasformati in cuoricini! Unire l’immaginario gotico della Hammer con il cinema di arti marziali asiatico è stata un’idea che ho apprezzato moltissimo, poi a livello puramente estetico il film presentava idee molto carine: per esempio, le donne venivano rapite e uccise in lettini attorno a un grande calderone, dentro al quale veniva raccolto il sangue. Gli effetti speciali erano pietosi e la trama semplice, ma i costumi e il trucco erano sul pezzo!

Los ojos de Julia. Inquietante thriller spagnolo (dall’orrido titolo italiano) su una donna con una malattia degenerativa agli occhi che va in casa della sorella gemella a indagare convinta che quest’ultima, già cieca per la stessa malattia, non si sia suicidata ma sia stata invece uccisa. Interessante dal punto di vista registico con trovate che ci danno il punto di vista della donna e l’importanza della luce; l’attrice stessa (Belen Rueda) è molto brava e riesce a mostrarci il suo disagio e l’orrore verso una situazione medica che minaccia di essere permanente. Ottima sceneggiatura; un esempio? Lei è un’astronoma e la sorella una musicista: per entrambe la vista era indispensabile per lavorare e sfogare il proprio estro.

Al di là delle montagne. Toccante dramma in tre atti cinese diretto da Jia Zhangke, parla della vita di due generazioni di cinesi, una grande famiglia. Interessante è che ogni atto è distante diversi anni dagli altri e la macchina da presa ha un formato e una qualità diversi a seconda degli anni di riferimento (un elogio a Raiplay per non aver uniformato il formato, dove potete ancora trovarlo). Questo film è come tecnica e sceneggiatura, come modi di intendere il cinema, totalmente diverso dal cinema occidentale a cui siamo abituati, anche se è un film moderno: le inquadrature sono lunghe, superano i cosiddetti 10 secondi, c’è molto risalto verso i primi piani e i sentimenti e i drammi sono esaltati senza però scadere nel melodramma. Un’esperienza veramente unica che ho ripetuto con Green green grass of home qualche giorno fa.

Le follie dell’Imperatore. Su, ne ho parlato fin troppo in questi anni!

Notre Dame. Versione del ’39 con la splendida Maureen O’Hara nei panni di Esmeralda e Charles Laughton come Quasimodo, ho guardato la versione restaurata a colori che è reperibile su Raiplay. Che dire? Capolavoro. Una sceneggiatura brillante da cui ho anche trascritto una linea di dialogo, un film estremamente impegnato e che non ha paura a mostrare la volontà delle autorità che spesso prevalica le intenzioni del popolo. La Parigi del film è sporca, abietta, popolata dalla peggio feccia, il solo Re è la speranza grazie alla sua politica illuminata ma che è quasi sempre marginale, lasciando troppo potere all’ipocrita Frollo. Unica pecca? Pensavo che nella scena finale dopo l’assedio, Quasimodo si buttasse dalla torre o venisse linciato.

Eccoci, siamo arrivati alla fine. Mi sembra strano che tra tre mesi inizieranno le lezioni della scuola di cinema, sono veramente elettrizzato! Comunque, vi ricordo di non sparire: domani esce il mio speciale per celebrare l’anniversario della nascita del maestro Wes Craven! Ci vediamo!

I migliori film di Marzo!

Buongiorno! Oggi niente pesce d’Aprile, Marzo è passato e con sé tante novità.

La prima è che il mio corso di scrittura creativa che stavo seguendo è stato sospeso, per colpa di uno stron*o arrogante ed egocentrico che alla fine si è messo a litigare con il prof (dopo settimane che lo importunava sulle lezioni); è il secondo corso di scrittura con la Arci che non concludo.

La seconda è che ho finalmente ottenuto la mia Laurea! Non ho ancora capito se ci sarà la cerimonia o se salterà. Vedremo i prossimi giorni, intanto sono laureato!

Comunque, tornando ad argomenti cinematografici senza dubbio più interessanti, oggi siamo qui per i migliori 5 film che ho avuto la fortuna di guardare durante il mese di Marzo! Ben 2 visioni sono al cinema, indovinate la seconda che è meno scontata! Buona lettura. ^^

Nosferatu. Perla del cinema muto, horror, in generale. Film veramente espressivo, di cui ho già parlato in questo articolo.

Dracula di Bram Stoker. Uno dei miei film preferiti, non lo riguardo spesso perché non riguardo spesso i film (soprattutto se eterni) ma questo non solo si basa su una trama veramente suggestiva ma è una gioia per gli occhi! Ovviamente, potete approfondire il mio amore per esso in questo post.

Mamma Roma. Tragedia di Pasolini, inizia benino, ha il picco con il figlio che trova il lavoro, scende in disgrazia alla fine; una vera parabola discendente. La Magnani veramente brava, ma quello che mi ha colpito maggiormente è la povertà di quella Roma tanto idealizzata che alla fine offre poco di buono e invece tante disgrazie. Un film veramente amaro.

Spencer. Meraviglioso, elegante, costumi e scenografie sublimi, Kristen figa in biondo ed veramente espressiva con lo sguardo, atmosfere claustrofobiche e quasi da thriller. L’ho amato. Purtroppo tra le immagini rilasciate non c’è quella di quando lei apre le tende, l’avrei immessa nel mio sistema di foto del blog! Una fotografia spettacolare, aiutata da musiche veramente evocative e opprimenti.

Lezioni di piano. Bellissimo dramma in costume diretto dalla Campion (la stessa che ha vinto l’Oscar anche quest’anno), parla dell’amore proibito tra due persone. Il titolo originale della pellicola The Piano esplicita quanto tutta la vicenda e la psiche della protagonista ruoti attorno allo strumento, che incarna quasi la voce della donna. Corredato da potenti immagini e sonori silenzi, il film è veramente bello da guardare, anche se fino alla fine è toccante in tristezza.

E qui vi saluto. Piccola domanda: preferite un racconto mio (horror o avventura) o tre esercizi di scrittura presi da un blogger che seguo su questa piattaforma, su cui mi sono esercitato? E auguratemi buona fortuna per dopo, che ho una serata di prova come cameriere presso un’osteria!

100 anni di Nosferatu: sacrificio vs amore

Buongiorno! Per chi non lo sapesse, il celebre film muto Nosferatu compie quest’anno i 100 anni di esistenza! Un secolo tondo! E io, per celebrarlo, condivido una piccola comparazione tra Nosferatu di Murnau e il Dracula di Coppola!

Nosferatu è un film muto del 1922 con un’interessante produttiva e legale, che vi invito ad approfondire; possiamo dire, che attualmente stiamo parlando virtualmente di un fantasma. Come ogni film muto che si rispetti, la storia procede come un qualsiasi film ma i soli suoni che possiamo udire sono quelli suonati a parte dall’orchestra: infatti, i dialoghi erano presentati come cartelloni su schermo con le parole dette impresse e le musiche erano suonate nella sala di proiezione.

Dracula di Bram Stoker, invece, è un cult moderno diretto da Coppola, anch’esso influenzatore della cultura gotica e in grado di lasciare sul vampiro un alone romantico che permane tuttora.

Entrambe le opere sono molto importanti, ovviamente Nosferatu per motivi temporali e tematici è più rilevante, ma entrambe sono opere mastodontiche nella loro unicità.

In Nosferatu la trama verte sulla minaccia incarnata dal conte Orlok, elevato a uccello della morte, simbolo di corruzione e peste: ovunque vada, la gente muore come se ci fosse un’epidemia portata da quei topi a cui il conte tanto assomiglia nei tratti. L’orrore è mostrato nell’inesorabilità del destino, dell’attesa paziente con la quale il vampiro segue la sua caccia, lento come un batterio mentre lentamente infetta l’intera popolazione del villaggio dei protagonisti!

In Dracula invece l’orrore ricorda i primi film d’amore: si parla di corruzione dell’anima, dell’impossibilità dell’atto d’amore, del sacrificio e della morte come unici modi di condividere il proprio sentimento. Se in Nosferatu l’amore è quello che salva la coppia e che dà la forza a entrambi di resistere alla minaccia, in Dracula di Bram Stoker l’amore è dannato, fonte di ossessioni e sospinto da emozioni che sono fuorvianti dalla religione.

Un dettaglio che accomuna entrambi i film è l’esoterismo: il vampiro è un essere soprannaturale, capace di grandi atti magici come l’ipnotismo, la telecinesi, il controllo dell’ambiente. Sinceramente, mi sono quantomeno sorpreso di vedere bare volanti in un film del 1922! E un altro è la lettura: entrambi i film contengono tomi in cui è narrata l’oscena figura del Nosferatu, il morto vivente e parassita dei mortali. Letture riprovevoli ma che contengono la chiave per ucciderlo! Dopotutto, leggere fa bene alla mente ed è il sonno della ragione che genera e fortifica i mostri. No?

Per concludere, le musiche di entrambe le opere riescono a essere fondamentali, a proiettare paure e sensazioni di avventura romantica, sono veramente belle e da non dimenticare. Soprattutto perché Nosferatu, lo ricordo, è un film muto.

Visto che ho già parlato del Dracula di Bram Stoker qui nel mio piccolo blog, mi concentro ora su Nosferatu. Interessante particolare di produzione: oltre alle vicende giudiziarie, il film è tedesco e quindi l’ambientazione è stata traslata in Germania assieme ai vari nomi.

Nosferatu è un bel film dalla narrazione lineare e che parte da un punto di calma, la relazione degli Hutter, e finisce con la loro salvezza; nel mezzo, c’è Satana con i denti da topo che cerca di accoppare l’intero villaggio con una lenta epidemia dovuta alla sua sola presenza. La sceneggiatura è semplice e chiara, riesce a farsi capire con facilità e instaura una leggera angoscia grazie alla sensazione di oppressione e claustrofobia che instaura nello spettatore. La camera molte volte è ferma, con un montaggio classico, ma spesso si sofferma sul contrasto dello splendore degli ambienti esterni con le ombre e la claustrofobia di quelli interni.

E il tocco finale? Il Nosferatu! Quella sua figura antropomorfa e bestiale allo stesso tempo, che si staglia sulle stanze gotiche del castello e nelle tenebre urbane fa impressione, così come fanno impressione le (molte) scene in cui si vede solo l’ombra mentre si avvicina alla preda; e certamente, la celebre alzata dalla bara non passa inosservata.

Guardare Nosferatu è stato meno semplice di quanto non possa sembrare: è stato il mio primo film muto, dovevo sempre stare con gli occhi rivolti allo schermo perché i dialoghi erano scritti, la forma epistolare del libro veniva trasposta con introduzioni scritte alle scene e le lettere spedite venivano mostrate a schermo. Sono stati 128 minuti belli pieni, stupendi ma sentiti. Non credevo li avrei sentiti così tanto.

Ecco, siamo arrivati alla fine della mia piccola riflessione. Io vi consiglio se non lo avete fatto di leggere la mia recensione del film Dracula di Bram Stoker e del libro Dracula, e di leggere anche questo bellissimo articolo non mio. Ciao!

L’Empusa e il Vampiro

Le bestie malvagie che popolavano le leggende europee erano gli abitanti notturni della foresta e delle montagne: pipistrelli, topi e lupi. Dai molti racconti morali e mitologici che li vedono protagonisti sono nati due celeberrimi personaggi cinematografici: il vampiro e il lupo mannaro. Entrambi sollecitano i nostri desideri notturni e hanno a che vedere con la sessualità e il dominio fisico. Entrambi ci spaventano perché fanno emergere tutta la nostra fragilità: chiunque può essere trasformato in un vampiro o in un licantropo.

L’Empusa

L’Empusa è una creatura mitologica, ancella del seguito di una delle divinità greche più antiche e temute: la Notte.

Viene descritta in testi arrivati a noi unicamente da Aristofane. Il suo nome potrebbe derivare dal verbo ‘Empino’ che vuol dire bere o tracannare, oppure da ‘Katempazo’ che significa sorprendere.

Come molti mostri della mitologia greca aveva sembianze sì vagamente antropomorfe ma anche cangianti: era uno spettro che prendeva le sembianze di una bellissima donna per attirare gli uomini e succhiare loro il sangue fino alla morte. Morire per amore, come si suol dire. Secondo Aristofane, l’Empusa aveva una gamba di legno e una di letame; da notare, che come spesso accade, dal busto in su rimaneva una splendida donna come simbolo di ambiguità e il binomio amore-odio dell’uomo greco verso la donna.

L’Empusa nella cultura moderna compare principalmente nella saga di Percy Jackson, in La battaglia del labirinto (almeno tra i libri delle due saghe principali che ho letto). Un piccolo cameo per una scena di combattimento molto carina nello stile fanciullesco e scanzonato del personaggio!

L’Empusa e il Vampiro

Nella cultura romantica la figura dell’Empusa è di estrema importanza perché di fatto essa rappresenta uno dei riferimenti in letteratura più antichi per la figura del Vampiro! La potremmo chiamare la Madre dei Vampiri!

Interessante è che il Vampiro simbolicamente rappresenti la brama di vivere che rinasce ogni volta che la si crede placata e che invano ci perdiamo a soddisfare finché non riusciamo a dominarla; il Vampiro infettando le sue vittime con la propria maledizione, quindi, trasferisce sull’altro questa fame divoratrice che alla fine è solo un fenomeno di autodistruzione: il Vampiro rappresenta un’inversione delle forze psichiche contro se stessi!

I primi Vampiri al cinema

La figura del Vampiro è sempre stata molto presente al cinema, fin dai suoi albori. Dracula, le Vampire come donne assetate di potere e di sesso, il Vampirismo come dramma esistenziale e sociale verso la società costrittrice.

Un film molto interessante è La Vampira, del 1915. Diretto da Frank Powell e interpretato da Theda Bara, è un vero melodramma. Lei è il Vampiro, una bella donna senza cuore che con la sua lascivia porta gli uomini alla rovina. Una chiara similitudine al comportamento dell’Empusa.

Nella famosa serie Les Vampires diretta da Louis Feuillade, sempre del 1915, l’attrice Musidora interpreta una giovane ragazza dalla doppia vita: di sera canta in un cabaret mentre di notte fa parte di una banda di fuorilegge! La ragazza dagli occhi neri e un’aderente calzamaglia nera rappresentava un cinema popolare fatto di mistero, violenza ed erotismo, che divenne anche il sogno proibito di molti surrealisti.

Nel 1922 arriva il cult che chiunque conosce anche solo di nome: Nosferatu il vampiro! La passione erotica può nascondersi nel morso del vampiro, piegato sulla donna immobile e consenziente, al tempo stesso sia un simbolo sessuale sia un’immagine di vibrante passione.

Ma dovranno passare molti decenni per una nuova icona del cinema sia erotico sia gotico: è negli anni Sessanta che la casa cinematografica inglese Hammer inizia a rivisitare i cult anni ’30 dando così nuova vita al celebre vampiro Dracula! Sempre alla ricerca di fanciulle e mai sazio del loro sangue, condannato a una ricerca perpetua del piacere soprattutto nelle ore notturne. Egli è il principe dell’Eros, l’esatto specchio per le donne di ciò che l’Empusa faceva agli uomini.

E da quel momento, il Vampiro mai più lascerà lo schermo. E non solo in figure come i celebri Dracula, intepretati nel tempo da Bela Lugosi, Carlos Villarias, Cristopher Lee, Frank Langella, Gary Oldman, Jonathan Rhys Meyers e infine da (purtroppo) Thomas Kretschmann.

Il Vampiro inizia la conquista della cultura popolare, nei libri, in produzioni cinematografiche o televisive. Troppi sono da elencare, qui sotto vi lascio 4 importanti produzioni che uniscono l’eros al gotico, regalando Empuse e mostri degni delle tradizioni omeriche.

Le Vampire di Jean Rollin, bellissime, eteree e indefinibili, caratterizzate da un orrore lento e armonioso. Il Vampyros Lesbos (1971) di Jess Franco, pervaso da un erotismo morboso e viscerale. Un abito da sposa macchiato di sangue, un’inquietante pellicola spagnola dai risvolti erotici diretta da Vicente Aranda nel 1972. L’italiano La maschera del demonio diretto dal nostro autore cult Bava nel 1960.

Conclusione del viaggio:

Siamo arrivati alla fine. Spero abbiate apprezzato questo piccolo excurus, pensato come articolo a tema per la Festa della Donna! Auguri a tutte le mie colleghe blogger, a tutte le lettrici e a tutte le donne in generale! Ciao e alla prossima!

Link alla recensione della Guida al cinema erotico e porno: qui

Link alla recensione del libro di Dracula: qui

Link alla recensione di Bram Stoker’s Dracula: qui

Fonti per l’articolo:

  • -Biondetti, L., Dizionario di mitologia classica: Dei, eroi, feste, Milano, Baldini&Castoldi s.r.l., 1999
  • -Chevalier, J e Gheerbrant, Dizionario dei simboli: Miti, sogni costumi, gesti, forme, figure, colori, numeri, Trebaseleghe, BUR_Rizzoli, 2015
  • Bertolotti A., Guida al cinema erotico e porno, dal cinema muto a oggi, Bologna, Odoya, 2017
  • Duncan P., Muller J., [A cura di], Cinema horror, i migliori film di tutti i tempi, Tr. It., Colonia, Taschen, 2017

Booktag + The Xmas Carols: Lo spirito del Natale

Buongiorno, come va? Oggi torno con una bella tag, scoperta grazie ad Alix del AlixAttraversoLoSpecchio Blog con la quale ho spesso collaborato rielaborando le sue tag letterarie in tag cinematografiche e videoludiche. Questa di oggi è una molto semplice che approfondisce la nostra figura di lettori e quindi per una volta ho deciso di non stravolgerla (a parte per il titolo ma era eterno). Buona lettura!

1 – WHO: chi leggi? Quali sono gli autori/le autrici che leggeresti sempre, di cui non ti stanchi mai?

Allora, io non ho un autore prediletto perché ora vario molto la lettura, scegliendo libri singoli di saggistica o narrativa. Potrei dire che in adolescenza leggendo molte saghe ero in fissa con Rick Riordan; ora potrei dire che mi piacerebbe approfondire Lovecraft e infatti ho acquistato e messo in lista di lettura il Nemicron.

2 – WHAT: cosa leggi? Quali sono i generi che preferisci e cosa ti piace di suddetti generi?

Per chi mi segue da tanto tempo sa che leggo prevalentemente tre generi: thriller/horror, saggistica di cinema e gotico. Da ragazzino prediligevo il distopico e il fantasy ma crescendo sono sempre rimasto affascinato dalle atmosfere romantiche del gotico arrivando a scoprire la maggior parte dei classici del genere in letteratura come Frankenstein o Dracula.

3 – WHEN: quando leggi? Quali sono i momenti del giorno che preferisci per leggere?

Qui è complicato: dipende dal periodo dell’anno, se ho esami o incombenze filmiche (tipo Natale o Halloween con i loro speciali) e dalle medicine che prendo. Per esempio in questi ultimi mesi sto prendendo un omeopatico che deve essere preso qualche tempo prima della colazione, quindi mentre fa effetto di solito sono sul divano a leggere o guardare il cell. Poi prima di pranzo e prima/dopo cena.

4 – WHERE: dove leggi? Quali sono i luoghi in cui preferisci leggere?

Leggo a casa o in viaggio; difficilmente se sono fuori casa mi sento abbastanza focalizzato soprattutto per mancanza di tempo. A casa preferisco il divano, dove spesso con una mano tengo la lettura e con l’altra accarezzo il cane (salito a farmi compagnia); in treno o in autobus leggo se sono di avere almeno 20 minuti perché preferisco terminare il capitolo o l’articolo prima di smettere di leggere.

5 – WHY: perché leggi? Quali sono le ragioni che ti spingono a leggere?

Beh, leggo saggistica per ampliare il bagaglio culturale: infatti, leggo quasi solo di cinema. Per il resto pensando alla mia adolescenza (dove mi sono veramente legato al mondo prima dei libri e poi dei film) per sfuggire forse alla solitudine, anche se dopo è diventata più un’abitudine che una necessità. Ora credo di leggere anche per migliorare il mio stile di scrittura e analisi dei film, per avere sempre nuove ispirazioni e fonti dalle quali attingere.

6 – HOW: come leggi? Quali sono i “mezzi” che preferisci per leggere, audiolibri, e-books o libri cartacei?

Ez: libri cartaceo e blog se possibile da computer ma se in viaggio da cell. Mai amato gli audiolibri e sono team carta, anche straccia o piena di muffa.

Ecco, siamo giunti alla fine. So che la tag è nata da una youtuber ma sono sempre distaccato da quel mondo perché leggono solo roba YA o per adolescenti e anch’io sono in grado di leggere 20 libri al mese se hanno lo spessore emotivo di una pera cotta (After in primis).

PS: se vuoi qui c’è un’altra tag letteraria molto carina e molto popolare all’epoca!

Voi che lettori siete? Se volete partecipare alla tag credo farà piacere a entrambi, sennò potete benissimo rispondere nei commenti. Ma non scappate: ora continua la collaborazione natalizia con la nuova partecipante!

Oggi è il turno di Alice Jane Raynor, che ci regala una storia abbastanza permeata di tristezza ma con una punta di speranza famigliare verso la conclusione.

Dal mio punto di vista è originale rispetto agli altri lavori perché, almeno per come l’ho intesa io, è nata con l’intenzione di narrare il Natale non solo come rose e baci ma anche dal punto di vista di coloro che non hanno nulla o nessuno con cui festeggiare, dei meno fortunati.

Link: Alice Jane Raynor

A domani. Alla fine ho pubblicato presto perché l’impegno dell’università è stato spostato domani, per cui il problema si sposta a domani. Bye e si sentitevi liberi di rispondere alla tag nei commenti o con un vostro post, ciaooo.^^

Spoiler Alert: 10 film in cui uno degli amanti muore o scompare

Buongiorno! Oggi ho deciso di proporre una lista di dieci film dalla trama particolarmente allegra e sognatrice, capaci di far risplendere su di voi il luccichio proprio del vetro della bara! Qui leggerete i titoli di dieci film in cui, allerta spoiler, l’amore protagonista del racconto filmico finirà tragicamente per mancata presenza di un* dei componenti della coppia.

Come al solito, nessuno spoiler. Fortunatamente, sono quasi tutti film arcinoti e alcuni iniziano la narrazione affermando loro stessi la morte dell’amat*. Quindi, senza altri preamboli, ecco qui la lista:

  • Moulin Rouge
  • I passi dell’amore
  • I segreti di Brokeback Mountain
  • Titanic
  • Dracula di Bram Stoker
  • Captain America
  • A proposito di donne
  • La vita è bella
  • One day
  • Il sole a mezzanotte – Midnightsun

Ecco. Un vero cinefilo dovrebbe conoscerne almeno la metà. La morte più tragica e inaspettata è sicuramente quella di One day, mentre quella più triste e che mi ha fatto piangere di più è sicuramente quella di I passi dell’amore!

E voi? Quali sono i vostri titoli tragici? Intanto, vi saluto e vi invito a fare le condoglianze ai miei genitori, che celebrano i 34 anni di lutt… matrimonio!!!

😁😁😁

Ho scelto proprio una lista a tema per loro! Ciaone burlone e alla prossima!

Come mia mamma, attenti a quello che mette in tavola!
Come mio papà, dorme sempre!

Dracula

Dracula è un romanzo scritto dall’irlandese Bram Stoker nel 1897, ispirato alla figura di Vlad III Principe di Valacchia. Scritto in forma di stralci di diari e di lettere, Dracula è uno degli ultimi, se non l’ultimo, dei grandi romanzi gotici. Mito del vampiro aristocratico, staccato dall’immagine del vampiro presente nel folklore, lanciato nella letteratura da John William Polidori, Stoker realizza un romanzo dalle atmosfere cupe, in cui l’orrore e la minaccia assillano i protagonisti, in un crescendo di emozioni che conduce alla scoperta dell’orrore rappresentato dal tetro vampiro.

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Trama:
Seguiamo le vicende di un gruppo di persone che devono fronteggiare la minaccia rappresentata dal Non-Morto Dracula dopo che questo ha iniziato a pianificare la sua caccia su territorio inglese chiamando in casa sua l’avvocato inglese Jonathan Harker per comprare alcune proprietà. Da quel momento, da quando Jonathan arriva in quel territorio così ricco di superstizioni, morte e mistero e paura e coraggio si misceleranno nei cuori del gruppo che con il tempo incontrerà e si scontrerà con il Conte, aprendo una caccia di cui non si capiscono i ruoli ma che segnerà molte vittime tramite il dolore e la pazzia e la solitudine, facendo paventare che la pace non sia raggiungibile.

Commento generale:
Questo libro mi è piaciuto molto, ho apprezzato la storia e l’alone di mistero che la impernia grazie ad atmosfere cupe e l’uso intelligente della natura, che è controllata dall’antagonista essere primordiale mentre i protagonisti utilizzano le invenzioni tecnologiche e la religione. La struttura epistolare all’inizio l’avevo trovata estremamente peculiare e funziona molto bene con i primi diari di Jonathan in cui il gotico spadroneggia come padrone assoluto della scena e nel diario di bordo del capitano perché la superstizione e la paura la sentiamo anche noi, ma poi con il proseguimento della lettura di questi diari le lettere perdono la loro unicità per colpa di dialoghi lunghissimi e la perdita di continue impressioni ed emozioni: ormai la narrazione epistolare non si distingue dalla narrazione normale in terza persona anche perché sembra strano tutti abbiano una tale memoria da giustificare la presenza di interi dialoghi tra le righe! E poi mi è piaciuto come nella prima parte del libro ci si concentra sulla costruzione del mistero applicando una forte superstizione mentre nella seconda parte prevale la ragione e la forza umana e la misericordia, a ricordarci che siamo tutti umani e uniti possiamo fare qualsiasi cosa nella positività.

Impressioni positive:
-Mi è piaciuta la rappresentazione del vampiro come un essere dannato che cerca la pace inconsciamente senza mai poterla raggiungere come un Non-Morto. Poi mi sono piaciuti i suoi poteri legati alla natura.
-Il gotico, prevalente all’inizio nel castello e poi intelligentemente trasportato a Londra nelle villette abbandonate e in giro per il testo grazie ai poteri demonici del Conte, tra nebbia e paure ancestrali e le bufere di neve.
-Mina, il personaggio migliore del libro: una donna forte, emancipata, attiva ma comunque relegata al ruolo di segreteria, anche se alla fine consapevole di stare per diventare passiva finirà per impugnare una pistola e unirsi alla caccia.

Impressioni negative:
-La forma epistolare non si discosta molto dalla normale narrazione verso la metà del libro; troppi dialoghi e troppe poche impressioni ed emozioni.
-La fine è troppo corta, speravo in un climax degli eventi migliore.

Alla fine è un bel libro, facile da leggere e obbligatorio da leggere, consigliatissimo.^^

Curiosità basate sull’introduzione alla lettura di Dracula di Riccardo Reim:

Stoker affermò che l’idea definitiva del libro gli venne da un incubo causato da una scorpacciata di gamberi in insalata: addormentandosi sognò di essere un terribile vampiro che dalla tomba si svegliava per compiere orribili misfatti. Quindi, si documentò passando ore a consultare libri e mappe del British Museum finché non trovò tutto ciò che gli serviva per costruire il suo romanzo: autentiche tradizioni sui vampiri, la storia dell’inquietante personaggio storico Vlad Dracul e infine la terra migliore per ambientare la storia, cioè la Transilvania. A formare la sfaccettata figura del protagonista contribuirono in varia misura Polidori e Prest (autori rispettivamente di The Vampire e di Varney the Vampire), Lewis (The Monk), Radcliffe (The Mysteries of Wanderer) oltre a Irving che sembra a detta di Stoker il ritratto del personaggio.

Ha fatto un ottimo lavoro non credi?^^

 

La bellezza di Dracula di Bram Stoker

Visto qualche giorno fa, lo ho adorato per la visione che offre.

Del film mi ha subito colpito l’apparato visivo, già da come viene presentato Dracula: prima la sua spettrale ombra e poi il personaggio. Da quel punto è chiaro che uno dei punti di forza della pellicola sono gli ambienti e i costumi.

Qualche mese fa, all’inizio del mio ultimo anno di liceo, avevo letto in italiano quella piccola perla de Il castello di Otranto e dopo averlo spolpato in pochissimo tempo ero riuscito a immaginarmi il castello inquietante in cui sembravano apparire mani giganti o quadri viventi sede di un terribile assassinio familiare. Quel libro – che consiglio a tutti – è stupendo ed è anche uno dei fondatori del gotico in letteratura, ma soprattutto ha ambientazioni che ricordano moltissimo il castello di questo film.

Poi, i costumi sono fantastici. Sono tutti molto belli e curati, i miei preferiti sono il mantello rosso di Dracula all’inizio e tutti i vestiti indossati dal personaggio Lucy; secondo me, i vestiti sono perfetti: il vestito rosso che indossa quando incontra nel labirinto Dracula la prima volta è vaporoso e mostra come il vento sia forte e la sensualità della ragazza, mai mostrando nulla e il vestito bianco da sposa è veramente bello, ricorda quelli dei nobili di una volta e secondo me indica la purezza della rinascita in netto contrasto con la malvagità della condanna subita da Lucy.

Nel complesso è veramente bello, mi piace di più la parte solo gotica nel castello e nelle riprese notturne, ma comunque tutto il film è veramente bello^^

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PS: questo stupido commento mi è venuto di getto, non lo ho pensato; lo so che è venuto malino…