VISIONI SENTIERI SELVAGGI: L’invasione degli Ultracorpi

Beh, in pratica, se tutti guidassero bene il mondo ora sarebbe invaso da esseri replicanti di natura vegetale; e non sapremmo che il dottore per tutto il racconto non ha detto altro che la verità.

L’invasione degli Ultracorpi è un classico della fantascienza anni ’50 al cinema, e parla di un’invasione di creature antropomorfe uscite da misteriosi baccelli. Le persone sostituite diventano prive di emozioni, mentre i parenti e gli amici lentamente si accorgono che qualcosa non va.

Il film inizia nel presente e si dipana nel passato, come flashback narrato dal protagonista; così, non possiamo sapere tutto quello che accadde nel passato e fino alla fine non possiamo nemmeno essere sicuri che quello che accadde sia realmente quello che successe: è affidabile il narratore?

Con un climax abbastanza lungo, il film si divide in 3 atti: introduzione, realizzazione del pericolo e fuga. Nel mentre, la protagonista della vicenda è la storia d’amore tra i due protagonisti; storia che per mia sorpresa naufragherà per forze narrative!
Il film si lascia guardare e a una certa il climax riesce a creare pure un po’ di ansietta, anche se alla fine la parte della fuga si dilata troppo a lungo. Il cast è in parte, anche se ho preferito Dana Winter a Kevin McCarthy. Don Siegel dirige una pellicola che alterna i campi lunghi a inquadrature molto più vicine per farci sentire lo stress dei protagonisti mentre le musiche, anche qui importanti nella narrazione, imperano le scene.

Bellino, a voi è piaciuto?

VISIONI SENTIERI SELVAGGI: Il monello

Struggente lungometraggio di Charlie Chaplin, il suo primo e forse il suo capolavoro, parla di un uomo povero che per compassione adotta un orfanello trovato neonato per strada e delle loro avventure nel passare degli anni.

Chaplin ritrae un uomo abbastanza egoista anche se con le migliori intenzioni: più volte lo vediamo sfruttare il bambino per lavori più o meno onesti oppure sottrargli le coperte mentre dormivano vicini; tuttavia il protagonista è anche un uomo dolce e amorevole, che infatti accoglie in casa senza problemi il trovatello e fa di tutto per accudirlo.
Il bambino invece è adorabile: è premuroso verso il padre, lo aiuta a racimolare soldi, gli prepara la colazione e gli è sempre fedele e affettuoso anche quando potrebbe avere una vita migliore.

La trama pur essendo molto semplice è struggente perché il legame padre-figlio tra i due è forte ed evidente nonostante le difficoltà in cui i due vivono. Per tutto il film questa coppia cerca di sopravvivere insieme e anche quando le forze sociali tentano di separarli, preferiscono fuggire che per l’appunto separarsi.

Il film dal punto di vista tecnico è veramente interessante: un cinema muto in bianco e nero, anche se capiamo che sul set i dialoghi scorrevano a fiumi, e una colonna sonora che accompagna e impreziosisce la narrazione. I dialoghi fondamentali, tuttavia, sono riportati come cartelloni e proiettati dopo la nostra visione sorda della conversazione.
La macchina da presa è sempre statica: sono gli attori che recitano muovendosi nei riquadri che essa riprende (che siano le abitazioni o i vicoli della città); per le diverse inquadrature nella stessa scena, è la cinepresa a spostarsi creando campi lunghi, campi medi e primi piani con l’avvicinarsi o meno di essa all’oggetto; una serie di stacchi e inquadrature rappresentano quindi la narrazione del film.
La recitazione invece è molto iperbolica, una comicità slapstick adatta a farsi capire senza l’uso della parola. Ma nei momenti toccanti, che devono essere impattanti nel nostro cuore di noi spettatori, Chaplin riesce benissimo a trasmettere l’emozione!

E questo è il primo articolo del nuovo format che, con la mia costanza alla prova, mi farà pubblicare articoli fuori orario man mano che visiono i film indicati dalla scuola Sentieri Selvaggi. Ciao!

10 film con un bel reparto trucco

Buongiorno!

Vi scrivo come ben saprete da Roma, ma pochi sapranno che ieri sono stato alla mia prima lezione di cinema alla Sentieri Selvaggi!
Probabilmente ne parlerò in seguito, quindi passiamo subito alle cose importanti: 10 film con un trucco che colpisce! Che sia make up serale, ore di trucco per rappresentare un mostro o capolavori del tale e quale show, questi film colpiscono sicuramente dal punto di vista visivo!

I prof che cercano di insegnarmi qualcosa

Buona lettura.^^

Ultima notte a Soho. Bellissimo film con una delle bionde più promettenti del cinema horror e non mondiale, secondo me nella prima parte è potentissimo mentre nella seconda cala paurosamente anche per colpa dei jumpscares spaventosamete prevedibili. Anya Taylor-Joy intepreta una ragazza che vuole sfondare nel mondo dello spettacolo negli anni ’60, anche se finirà a farsi sfondare lei dai propri clienti a letto; e lei ha sempre dei look stratosferici! Stupendo!

Bohemian Rhapsody. Suddai, prima ho parlato di tale e quale show, devo forse aggiungere altro?

Le ragazze di Wall Street. Intelligente dramma su alcune spogliarelliste truffatrici con tra le altre JLO e Keke Palmer, JLO qui indossa abiti assurdi e ha sempre un trucco che la valorizza. Poi potremmo stare qui a parlare ore dell’entrata a effetto che fa il suo personaggio, tecnica narrativa di cui ho già parlato nell’articolo sul film Malena; o del fatto che lei a 50 anni suonati è ancora una figa pazzesca capace di ballare su un palo con mosse che manco riesco a fare con meno della metà degli anni! PS: il film in sé è bello, guardatelo.

Favola. Interessante dramma queer italiano (sempre drammi sono i film LGBTQ+ italiani?); ambientato negli anni ’50, presenta i classici ampi abiti con le stampe colorate e quel trucco che tanto trovo elegante assieme a quello anni ’60. Una perla del dramma fantascientifico.

Hellboy. Famosa fatica di Del Toro, basta vedere il protagonista per capire perché sia in questa lista.

La principessa e il povero. Oramai lo saprete a memoria: monnezza televisiva italiana con costumi e trucco molto interessanti. Da guardare se vi interessano queste due cose o le tette della Falchi. Non è la prima volta che lo cito per il lato visivo, ma per questo esiste Google Immagini, non perdeteci tempo.

Doctor Strange. Oltre al fatto che è uno dei MCU movies che preferisco, ho adorato il trucco di Mads Mikkelsen nel film: non so dove finisca il trucco e inizi la CGI ma quegli occhi che sembrano buchi neri -o sciogliersi- sono stupendi!

The Wolfman. Versione del 2010, il lupacchiotto è proprio bellino! La trama era parecchio lunga da guardare e tutto appariva parecchio desaturato, ma il lupacchiotto è proprio bellino. Poi la trasformazione su schermo ormai è un classico del genere.

Ghost in the shell. Mi ricordo benissimo gli insulti che il film si beccò alla sua uscita, ora invece trovo i meme su FB di gente cretina che vuole ironizzare sul fatto che ‘sto film fosse stato ben accolto ai suoi tempo mentre ora la Ariel nera no. Ma siete scemi? Era stato demolito dai fan e dai critici! Comunque Scarlett ha dei bellissimi looks, ma a lei sta bene tutto.

Demoni. Perla del trash… ehm, del cinema horror italiano (prodotta pure dal genio creativo e nazionale Dario Argento, altro suo film di culto ovviamente). Ok, il film ha belle sequenze, il trucco dei mostri è fatto bene. Ma è risibile, molte volte mi sono chiesto come si fosse arrivati a un punto di trama partendo da un altro: buchi di trama! Svolti narrativi forzati! Scene pietose, come quando una si trasforma in mostro e manco si accorge lei che i propri arti si stanno artiglizzando! Tragedia.

Io mentre guardavo Demoni

Comunque, torniamo a qualità più alte: ho finito la base di un nuovo racconto; tra un mesetto potreste leggere qualcosa di nuovo, una nuova ff da una storia che mi raccontava mio papà quando ero piccolo! Ciaone e alla prossima!


Consiglio 5 film: Ottobre

Buongiorno! Dopo lo speciale di Halloween di ieri, torno oggi con la mia lista di cinque film da guardare almeno una volta!
Ottobre è stato un mese ricco di visioni grazie a Malta (e al suo cinema in madrelingua), le ricorrenze celebrate dal mio piccolo Cinema Edera e a Netflix: mai mese fu più dura come scelta!

Questa volta ho deciso di porre nella Top5 di Ottobre cinque film molto interessanti e variegati: un thriller cult celeberrimo rivisto restaurato, una commedia che parodizza i film gialli di una volta e ben tre film d’animazioni con generi e intenti profondamente diversi! Buona lettura!

Psycho. Beh, si comincia col botto, ma l’intera cinquina è fuoco e fiamme! Psycho ho avuto la fortuna di guardarlo al cinema in occasione della nuova distribuzione straordinaria dovuta al restauro; visto in madrelingua con i sottotitoli in italiano su uno schermo gigante! Un’esperienza stupenda, anche se eravamo pochetti relazionati alla grandezza modesta della sala; la seconda parte secondo me più potente della prima anche se la prima, soprattutto durante il colloquio privato tra vittima e macellaio, mi ha colpito per la regia. Che fortuna!

Murder mistery. Intelligente commedia con Jennifer Aniston e, purtroppo, Adam Sandler che riprende e ironizza con gli stilemi del classico giallo alla Christie. Loro due sono una coppia sposata che finalmente parte dopo 15 anni di matrimonio per la luna di miele ma invece di rilassarsi si ritrova invischiata in una serie di omicidi internazionali nell’alta aristocrazia. Una commedia moderata con ambienti stupendi e un umorismo molto divertente. A me la Aniston piace molto, e la coppia Aniston-Sandler lavora bene.

Il castello errante di Howl. Deve essere il primo film Ghibli che guardo per intero, anche se lo avevo già guardato quando ero piccolo con ricordi molto nebulosi. A livello grafico è stupendo, ma tutte e 3 i film d’animazione scelti sono stupefacenti. La trama ruota attorno a una serie di maledizioni e l’importanza della magia, con questo affascinante ma problematico stregone che erra nel mondo all’interno del suo castello tenuto insieme dalla magia di un demone del focolare; la protagonista è una ragazza che viene maledetta ad essere una vecchia e scappando da casa diventa la tuttofare dello stregone. Una fiaba con un worldbuilding affascinante e l’esaltazione dell’istinto e dell’amore.

Spider-Man: Into the Spider-Verse. Interessante variazione sul tema di Spiderman, è proprio vero: No way home è una scemenzetta rispetto alla trama di questo capolavoro cine-fumettistico! La trama è stupenda, ricca di colpi di scena e scene d’azione; i colori sono sgargianti e la musica è galvanizzante! Tutto ruota attorno a Miles Morales che è un giovane ragazzo nero che viene morso da un ragno radioattivo e diventa il nuovo Spiderman, proprio quando Peter Parker muore davanti ai suoi occhi! Ma per un malfunzionamento di un macchinario, un sacco di Spider-people vengono richiamati da altri universi per confrontarsi con la minaccia comune. Una storia di formazione stupenda, quante risate poi!

I Mitchell contro le macchine. Esilarante commedia di fantascienza che narra di una famiglia disfunzionale americana che cerca di sopravvivere come ultimo barlume dell’umanità a una rivoluzione delle macchine, come inquietanti robot. Per chi è cresciuto come me negli anni ’00, conoscerà Lizzie McGuire; ecco, il film molte volte usa il meccanismo narrativo della sitcom per mostrare i pensieri della protagonista! E poi c’è il padre, un amante della natura, che non capisce nulla di tecnologia e non capisce i sogni della figlia diventando un ottimo personaggio per far empatizzare i genitori e gli adulti più conservatori. Un’altra intelligente commedia, dopotutto.

Ecco, questi erano i miei 5 film preferiti di Ottobre. La scelta è stata dura! E voi? Quali di questi conoscete?
Ciaone e alla prossima!

SPECIALE HALLOWEEN: The Nightmare saga!

Buongiorno e buon Halloween! Stanotte sarà la famigerata Notte delle Streghe e per tradizione ho deciso di portare sul blog un articolo a tema: lo speciale sulla saga originale di Nightmare con l’iconico Robert Englund nei panni di Freddy Krueger! Ovviamente, per chi non lo sapesse, il primissimo film, il cult, fu diretto dal grandissimo e compianto Wes Craven.

La saga originale si dipana in sette film, dal 1984 con il capostipite di Craven fino al 1994 con il finale di Craven. Già, Wes Craven ha dato vita e morte alla sua creatura!
Personalmente, considero questa la saga originale, senza contare lo spin-off con Venerdì 13 o il remake, perché posseggo un cofanetto con i 7 film e un sacco di contenuti speciali.

E in virtù di questa mia proprietà, ecco qui la mia reaction a ogni film della saga, con possibili spoiler!

A Nightmare on Elm Street. Primo capitolo e cult assoluto della saga più fantasy degli slasher, Craven dirige un film onirico e slegato dagli stilemi del genere: il serial killer è fin dall’inizio caratterizzato da una forte ironia e i sogni permettono la creazione di scene uniche; senza contare che non è l’omicidio che spaventa ma l’impossibilità di restare sempre svegli! Credo che tra le righe il film comunque voglia mostrare l’incomunicabilità generazionale tra i protagonisti adolescenti e i loro genitori, i primi da una parte che cercano di esplorare il mistero dietro all’Uomo Nero dei sogni, i secondi che provano a proteggerli sordi delle loro richieste.

A Nightmare on Elm Street – Part 2. Com’e’è possibile passare da un mistery su un assassino dei sogni a un film sulle possessioni demoniache? Il secondo capitolo della saga è un continuo avvicendarsi di noia e velata omofobia, con un protagonista interpretato da un attore gay che vede emergere la propria omosessualità prontamente guarita dalla fidanzatina di turno a fine film. Unico lato positivo del tema è il rapporto vestiti-pelle del film, per il quale sono per una volta gli uomini a mostrare le proprie pudenda e fare spogliarelli inutili alla trama; primo su tutti il coach, in un nudo integrale durante il suo omicidio a tema sadomaso nelle docce. Comunque la trama è veramente contorta e in alcune scene non c’è un vero nesso logico; pure i rimandi con il cult originale sono tiratissimi. Grande flop della saga, mi dispiace per gli attori e il reparto effetti speciali e trucco.

A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors. Ritorno in pompa magna ai fasti del primo film, dove però l’orrore e il mistero sono sostituiti dalla fantasiosa messa in scena e l’oppressione di un gruppo di giovani internati in manicomio, che vedono come cura alle loro manie proprio il letale sonno. Qui ritorna Heather Langenkamp, anche se è Freddy Krueger la vera star: ormai è chiaro che la saga si basa sulla sua icona. Con una trama ben costruita, effetti speciali artigianali ed efficaci, il film riesce a mostrare una caccia al teenager lontana dai banchi di scuola ma comunque claustrofobica, dove la lontananza generazionale resta il tema portante, qui affiancato dalle diverse visioni della medicina. Comunque, l’omicidio del sonnambulo è veramente grandioso sia a livello simbolico, sia di caratterizzazione del personaggio e soprattutto visivo!

A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master. Sequel diretto del terzo capitolo, qui Kristen fa da passaggio di testimone per Alice (la final girl del film precedente), che eredita le attenzioni del serial killer dei sogni e i poteri dell’amica. Tuttavia, la sceneggiatura si rivela essere molto raffazzonata con un ritmo altalenante (ma più verso la noia) e soprattutto con una caratterizzazione dei personaggi molto superficiale e confusa; il potere di Kristen dal capitolo precedente non è più la semplice connessione onirica, che era un semplice decoro, ma diventa quasi una sorta di telepatia venendo quindi stravolto e utilizzato come strumento narrativo per dare nuove vittime a Freddy. Alla fine, il film si rivela essere interessante a livello di resa e di immagini, soprattutto per l’omicidio della mosca e per la scena finale nella chiesa, ma soffre di un ritmo inesistente e scene senza apparente legame o ragione di esistere. Apprezzabile forse la nuova protagonista, ma pure lei scritta molto male e con un’evoluzione campata in aria.

A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child. Nettamente superiore al predecessore per immagini e messa in scena, ho adorato le riprese claustrofobiche della torre dove è rinchiusa Amanda. Tuttavia, al netto di qualche omicidio di bella figura, la sceneggiatura rimane piatta e continua a concentrarsi sul passato di Freddy accantonando il tema della maternità problematica o quello del lutto. La pellicola procede trascinandosi dietro i personaggi, che vivono le vicende passivamente; pure Freddy qui non ha molto da fare, dà la caccia ai ragazzi uccidendoli quasi nella stessa scena in cui li conosce. Ripeto, se non fosse per la regia e le scenografie sarebbe benissimo dimenticabile, un peccato.

Freddy’s Dead: The Final Nightmare. Sesto capitolo della saga, credo sia il film con meno uccisioni del franchise, ma comunque riesce a elaborare una trama un po’ più complicata e studiata. I personaggi principali sono sempre abbozzati ma grazie a un’ulteriore rielaborazione di Freddy Krueger si hanno due passaggi positivi: una situazione distopica in cui i minorenni sono scomparsi dalla cittadina (lasciando gli adulti ad impazzire per colmare il vuoto) e un approfondimento sul passato di Freddy, approfondimento che almeno questa volta ha ragione di esistere. Le morti ormai virano sulla commedia nera, il film si guarda principalmente per il killer dei sogni; peccato per la ripetitività di alcuni meccanismi narrativi, che si susseguono sin dal primo episodio.

Wes Craven’s New Nightmare. Bellissima fiaba nera e omaggio di Wes Craven alla sua creatura, New Nightmare rielabora la mitologia della saga riproponendola per un pubblico adulto: meta-cinema, sangue, nessuna risata, drammi familiari e materni, crudeltà e sadismo ai massimi livelli da parte dell’entità malevola. Heather torna nuovamente a vestire i panni di Nancy, assieme ad altri attori che interpretano sé stessi per un bellissimo film nel film; ecco, mi è sembrato parecchio strano vedere Robert Englund interpretare sia sé stesso sia l’entità malefica di New Nightmare sia Freddy nel film originale in onda nel film. Una pellicola riuscita con interpretazioni sentite e musiche che colpiscono, creando il film più lungo dell’intera saga ma con un climax che non si batte.

E per concludere, se dai singoli commenti non fosse chiaro, vi propongo la mia classifica personale di gradimento dei sette film della saga!

  1. Wes Craven’s New Nightmare – Nightmare 7
  2. A Nightmare on Elm Street – Nightmare 1
  3. A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors – Nightmare 3
  4. Freddy’s Dead: The Final Nightmare – Nightmare 6
  5. A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child – Nightmare 5
  6. A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master – Nightmare 4
  7. A Nightmare on Elm Street – Part 2 – Nightmare 2

A NIGHTMARE ON ELM STREET, IL COMMENTO.

Wes Craven affermava che creava i soggetti dei suoi film a partire dagli incubi che lo scuotevano nel sonno; e che Freddy Krueger è nato da un avvistamento inquietante che fece da bambino quando dalla finestra scorse un figuro per strada che lo terrorizzò.
Facile pensare che la saga di Nightmare, con il suo Uomo Nero dei sogni, sia nata proprio da un incubo.

Il primo film è importante e completo, gioca sul mistero e il terrore di non essere al sicuro nemmeno mentre si dorme; un po’ si potrebbe affermare che gioca sulla stessa paura ancestrale di essere attaccati nel sonno e la falsa sicurezza in casa propria.
Ci sono questi ragazzi che sono ossessionati da un uomo sfigurato e muoiono in modo apparentemente suicida o accidentale.
Secondo me, il merito di Craven è di aver creato un mostro non percepibile dagli adulti, metafora di un chiaro disagio adolescenziale e incapacità comunicativa intergenerazionale. Per questo Freddy si staglia così tanto rispetto a Jason, Michael o Chucky: loro sono prettamente assassini, qua si parla di psiche.

A parte il secondo capitolo (facciamo finta non sia mai esistito?) senza la direzione di Wes Craven la saga inizia a concentrarsi sul serial killer dei sogni, mitizzando e centralizzando la sua presenza. Solo qualche sporadica apparizione di Heather Langenkamp, la prima final girl dal primo capitolo della saga, ricorda allo spettatore che oltre a Freddy c’è una sola presenza forte nel franchise.

Ma è Freddy Krueger a regnare.

Altra costante della saga, vista l’età dei personaggi da macellare nei sogni, è la high school americana: mai tanti banchi di scuola sono comparsi in una saga horror così longeva!
A dire il vero un po’ di fastidio ce l’avevo. Sempre queste lezioni, questi terapeuti ed educatori che non riuscivano a capire le esigenze degli adolescenti. Nel primo film poteva anche starci ma arrivati al quinto la cosa diventa leggermente ridondante; da questo punto di vista il terzo, il sesto e il settimo sono sicuro tra i più originali.

E il problema maggiore della saga di Nightmare: la ripetitività delle interazioni sociali!

Ogni volta Freddy inizia a perseguitare un gruppo di adolescenti, con un/a teenager in particolare che capisce prima di tutti la situazione e cerca di far capire agli altri il pericolo. Ovviamente non riceve minimamente la fiducia altrui. Anzi, la persona viene presa per pazza, forse impazzita in risposta agli inevitabili lutti che travolgono il suo cerchio di amicizie. Tuttavia, in seguito non si sa come o perché il gruppo di turno si riunisce e tutti capiscono che è meglio darle ragione, per combattere alla meglio Freddy tutti insieme.
Ecco, queste interazioni si ripetono più o meno in ogni capitolo della saga!

Credo che piuttosto che concentrarsi sulle vittime, avrebbero potuto concentrarsi maggiormente sui sogni: a parte l’ultimo capitolo, diretto da Wes Craven, con il proseguo della serie Freddy non perseguita più le sue vittime, ma come le incontra le sventra!
Non sarebbe stato molto più interessante concentrarsi su numerosi inseguimenti nello stesso film, anche in commedia nera, e maggiormente caratterizzati? Un po’ come faceva il capostipite!

Ma questo era solo il mio speciale di Halloween sulla saga di Nightmare: A nightmare on Elm Street.
Voi avete mai guardato la saga? Concordate con la mia lista di preferenza? Preferite lo spin-off o il remake?

PS: per concludere ecco qui 3 link che potrebbero interessarvi!

  • Lo speciale su Wes Craven: clicca qui
  • A Nightmare on Elm Street: clicca qui
  • Wes Craven’s New Nightmare: clicca qui

10 film con i veggenti

Buongiorno! Oggi torno a parlare di cinema fantasy portando sul blog una lista di dieci film con i veggenti, coloro che attraverso visioni riescono a scrutare il futuro o il passato grazie a capacità proprie o prese in prestito dagli dei.
E volevo anche dirvi che vi scrivo da Roma, sono arrivato ieri con i miei e oggi, dopo un po’ di turismo, li saluterò per alcune settimane per dare il via alla mia nuova vita da studente in trasferta!

Ma non perdiamoci in chiacchiere ed ecco qui i 10 film, con un piccolo bonus alla fine.

Harry Potter saga. Se si parla di profeti e di Divinazione, Sibilla Cooma interpretata dalla grande Emma Thompson è sempre in prima linea. Personaggio importante nei libri e di contorno nei film, si è ritagliata un posticino nel cuore di tutti i fan. E poi la divinazione è un elemento cardine della saga in sé.

Freaks out. Uno dei più recenti fantasy italiani, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia; qui i freaks sono più simili agli X-Men con la ragazza protagonista che è un mix di Jean Grey e Rogue. Il veggente è uno storpio nazista con la capacità di vedere cose mentre è strafatto di qualcosa, un po’ come il personaggio interpretato da Jhonny Depp in From Hell. Cavolo, quante cose prese in prestito ha ‘sto film, però!

300. Prima parlavo di capacità date in prestito dagli dei, allora come non si fa a non pensare alla sventurata Cassandra di Troia oppure all’Oracolo che è mostrato nel 300 di Zack Snyder? Un gran film, sempre bello da vedere sia per il pubblico maschile sia per il pubblico femminile; tanta azione e carne al vento in egual misura.

Hellboy, originale e remake. Due pellicole molto diverse dallo stesso soggetto, ne feci anche una comparazione mesi fa. Due film che partono dallo stesso evento, Hellboy che viene evocato dai Nazisti sulla Terra, ma che prendono generi e direzioni totalmente diverse. Ecco, i veggenti sono presenti in entrambi, anche se preferisco la visione del remake: un’atmosfera più horror, un immaginario gotico violento che perfino nella visione porta dolore.

Push. Altro film di superuomini, questa volta a causa di esperimenti scientifici. Qui Dakota Fanning è una veggente che sta cercando di liberare sua madre dalle grinfie del governo ed è inseguita da una veggente rivale all’apparenza molto più potente. Un film stupendo, ci mette un po’ a ingranare ma poi il climax è sempre in ascesa.

Final Destination saga. Saga famosa per alcune caratteristiche che si ripetono in ogni capitolo: il protagonista di ogni film ha una visione dell’imminente disastro, riesce a salvare qualche persona ma durante la narrazione questi miracolati cadono per morti sempre più strane ma accidentali. E il disastro iniziale dà sempre molta soddisfazione. Il migliore? Il secondo capitolo, in autostrada; ma forse perché il secondo da molti è giudicato il migliore in assoluto.

Totò le Mokò. Commedia di Totò, che sorpresa questa rivelazione vero?, in cui si ritrova ad avere una superforza ed essere a capo di una banda di banditi. Non ho mai capito Totò, qui la veggente è Suleima ma non mi sento di consigliarlo: di questi in lista, è l’unico di cui ho nebbia in Val Padana.

Premonitions. Intelligente thriller paranormale in cui un veggente in lutto per la perdita dell’amata figlia collabora con la polizia per catturare uno strano killer: tutte le sue vittime si rivelano essere malati terminali, anche prima di saperlo loro stesse! Anthony Hopkins e Colin Farrell ci regalano un bellissimo duello etico e di abilità in un thriller che altrimenti poteva passare inosservato,

Twilight. Quanto amo questo film, rappresenta la mia adolescenza ed è uno dei ricordi che ho di mia nonna: io e lei insieme a casa sua a guardare questo film. So che è odiato, questa è una di quelle saghe che hanno fatto un fottio di soldi ma che hanno pure distrutto carriere (come i prequel e i sequel di Star Wars), ma almeno il primo lo riguardo sempre con piacere. Ed Alice è la tipica vampira veggente, utile alla trama e simpatica come personaggio. Io la visione del film la consiglio, molto più che Totò le Mokò.

Ed eccoci alla fine del post! Conoscevate i film che ho citato? Anche quelli all’interno dei singoli commenti? Al momento spero di stare mangiando e di non essere ancora in qualche museo, visto che sono i miei a condurre purtroppo il weekend di turismo…
E voi? Avete iniziato qualche programmazione speciale per celebrare Halloween nei blog? Io sì, e mi è venuto un grandissimo mal di testa per lo sforzo!

E ovviamente tra i veggenti, Phoebe non poteva mancare!

Suspiria: Argento vs Guadagnino

Buongiorno! Oggi torno a parlare di cinema horror con un articolo di cui avevo accennato la preparazione un po’ di tempo fa: il confronto tra il Suspiria di Dario Argento e il Suspiria di Luca Guadagnino!

Entrambi i Suspiria poggiano le basi sullo stesso canovaccio, ispirato al romanzo Suspiria de Profundis. Tuttavia, è doveroso mettere in chiaro che senza il classico di Dario Argento, il nuovo film di Guadagnino non sarebbe mai esistito: infatti, la versione più recente prende dal classico i personaggi, gli eventi chiave e la sequenza delle morti; riscrivendo il tutto in modo più forbito, senza misoginia e con un simbolismo molto più eccelso ed elaborato.

TRAMA

Il Suspiria di Argento è un film horror, una fiaba nera su di una giovane ballerina che andata in una scuola tedesca per perfezionare la propria tecnica di danza classica si ritrova invischiata in un covo di streghe.

Il Suspiria di Guadagnino invece è un thriller paranormale con qualche accenno al genere horror. La trama di base è molto simile, ma qui lo spettatore sa da subito che la protagonista è in pericolo e che le insegnanti sono streghe: il punto focale del film è il percorso di formazione della protagonista in una Germania divisa dal muro di Berlino!

UCCISIONI E INCANTESIMI

Il Suspiria del Darione è un film crudo, violento, dove la morte è punitiva e non lascia scampo: le vittime scappano, ma forze quasi fiabesche le raggiungono sempre per costringerle al silenzio. Tuttavia, il sistema magico è molto semplice e non spiegato, è possibile fare ipotesi anche sugli autori degli omicidi: è stata la Mater Suspiriorum o una delle sue adette grazie alla sua influenza?

Il remake invece vantando una sceneggiatura molto più curata e approfondita spiega il tutto molto meglio: la magia è legata alla volontà e alla mente. Le streghe utilizzano il metodo delle bambole, perché quello che fanno loro si ripercuote sulla vittima, che siano lacrime per impedirle la vista o semplici movimenti che torturano chi non è pronto a compierli. Interessante inoltre che pur essendoci scene di violenza, la morte viene negata alle vittime rendendole quasi dei fantocci e saranno loro stesse a chiederla a fine film, quasi per uscire dal torpore dell’oblio.

LA DANZA

Nel cult la danza è classica, ma è di puro contorno: la scuola poteva essere di canto e la trama non sarebbe cambiata di una singola virgola. Anzi, ho contato le scene in cui la danza compare e sono solo 2 ( di cui una è spezzata in due segmenti). E in queste scene i ballerini… si muovevano, senza una direzione, senza un esercizio preciso; volteggiavano per il gusto di muoversi. Deludente.

Nel remake, invece, la danza moderna è un elemento fondamentale della narrazione e prende parte di un’interessante dicotomia: l’arte è dolore e passione, le scene in cui le ballerine danzano sono quelle in cui le vittime vengono distrutte. Inoltre, non bisogna dimenticare che la danza moderna, per sua stessa definizione, è legata alle emozioni e quindi è legabile a livello di simbolismo al sabba.

SCENOGRAFIE E MUSICHE

Suspiria in entrambi casi è iconico: se Dario Argento si concentra su scenografie grandiose e musiche intense, Luca Guadnagnino predilige ambienti semplici e musiche d’atmosfera (oltre a quelle per le scene di danza).
Personalmente, a livello scenografico ovviamente il film di Argento è memorabile, ma il merito è anche (o solo?) di Tovoli e Bassan che insieme tra fotografia e scenografia hanno creato un’esperienza visiva iconica.

IMPRESSIONI PERSONALI

Da questo rapido e piccolo confronto tematico e di sceneggiatura, è intuibile che io preferisca la versione di Luca Guadagnino anche se non bisogna che senza il classico argentiano non ci sarebbe stato nulla. Quel film nei decenni è entrato nell’immaginario collettivo.
Ma Guadagnino crea un film profondo, un dramma che fa dell’orrore solo l’ennesimo strumento espressivo. Inoltre è apprezzabile come il corpo della donna, sebbene senza paura venga mostrato nudo o in posizioni possibilmente eccitanti, venga normalizzato e mai eroticizzato. Un bellissimo film, il suo Suspiria; peccato abbia floppato, sarei stato curioso di vedere i seguiti e Una terza madre decente.

E voi? Avete mai visto uno dei due Suspiria? Quali pensieri avete a riguardo? Se avete voglia di leggere il mio articolo sul Suspiria di Luca Guadagnino lo trovate a questo link. Ciao!

Buon compleanno a me: 5 film del 1998 per festeggiare!

Buongiorno! Oggi compio 24 anni e per festeggiare ho deciso di condividere con voi 5 titoli usciti nel mio stesso anno, che ho scelto e che apprezzo!

The Faculty. Famoso film horror fantascientifico per teenagers, possiede un cast importante e scene alquanto inquietanti. Il film è un mix di La Cosa e L’invasione degli ultracorpi, con un pizzico di biologia aliena e una fotografia da urlo (adoro il lavoro sulle ombre). Il tutto assume livelli ancora più alti perché avevo appena visto Signs di Shyamalan e questo film è molto meglio, oltre al fatto che su TimVision avevo provato a veder The Faculty più di 5 volte!

Mulan. Uno dei Classici Disney che riguardo più spesso, assieme a Le follie dell’Imperatore, forse perché il film è uno dei Classici che più si discosta dal modello classico della principessa passiva e indifesa. Io ovviamente conoscendo il cartone fin dall’infanzia ho nell’immaginario della mia mente le canzoni adatte al pubblico italiano, ma apprezzo tantissimo (e preferisco) I’ll make a man out of you. Poi adoro come hanno trattato il tema dell’identità personale e di genere, con un finale e una lotta finale che rafforza il tutto. Stupendo, c’è poco altro da dire.

The Truman Show. Film di cui ho già brevemente parlato sul blog, mi spaventa sempre perché a livello teorico ha la stessa struttura di Matrix, Fight Club o The Signal: non ci si può fidare della realtà! Che sia frutto di macchine, esperimenti sociali, deliri di un pazzo o rapimenti alieni, come possiamo fidarci di ciò che viviamo? Jim Carrey risponde perfettamente alla domanda: se non ci fidiamo dobbiamo avere fiducia in noi stessi e forzare quell’unico difetto che potrebbe incrinare il reale fittizio per scoprire la reale realtà, nel bene e nel male!

Genitori in trappola. Tassello fondamentale della mia infanzia, non mi capaciterò mai di quando la Lohan sia stata capace di rovinarsi la carriera in questo modo. Film rivisto mille volte, anche se di recente ho notato un clamoroso errore di illuminazione in una delle due gemelle (quella sdoppiata col PC in postproduzione, che aveva una luce totalmente diversa dal resto della stanza). Comunque le due bambine sono deliziose, soprattutto nella prima parte quando si menano e nella terza quando menano la futura matrigna. Anche per altri è un classico d’infanzia?

Z la formica. Se c’è qualcosa che non dimenticherò mai dai ricordi d’infanzia sono le termiti. E ho detto tutto. Trauma. Comunque, un film d’animazione profondo e divertente capace di farci pensare; a dirla tutta non lo riguardo da anni ma ce lo avevamo prima in cassetta e poi in DVD ed è proprio un bel filmetto. Chicca: ho scoperto solo di recente che in originale era doppiato da Woody Allen! E vedo ora mentre scrivo che in originale il cast di doppiaggio è supermegaiperstellare! Non sapevo! E voi?

E voi? Quali sono i vostri film del 1998 preferiti? E mi farete gli auguri di buon compleanno o come da tradizione ormai da anni mi lascerete sono un like? Vedremo.

Invece, per chi non lo sapesse oggi pure Stephen King compie gli anni e quindi per festeggiarlo condivido con voi alcuni link importanti a tema:
– i miei auguri dell’anno scorso: qui
– un confronto tra Pet Sematary e le sue trasposizioni: qui
– un confronto tra un’opera di Lovercraft e una di King: qui
– la mia riflessione sul matt… romanzo It: qui

E con questo è tutto. Ciaone e alla prossima!^^

10 film con il triangolo amoroso

Buongiorno! Vi scrivo dalle mie ferie, che sfrutto per presenziare al matrimonio di mia sorella senza lo stress del lavoro serale. Le mie prime ferie! E oggi, in clima festivo, vi parlo di film con il fatidico triangolo amoroso, nemico di ogni relazione! Buona lettura.^^

E io come Kate, nel film The Holiday, col cuore devastato che manco una persona mi vuole, altro che due!

Anatra all’arancia. Stupenda commedia con Monica Vitti e Ugo Tognazzi nei ruoli di una coppia aperta che per tutto il film si stuzzica portando nella casa sul mare ognuno il proprio amante. Interessante a livello sociale e dall’umorismo elegante, prende il nome dal piatto che unisce la coppia.

Bohemian Rhapsody. Chi non ha visto sto successone? Anni fa era dappertutto, ha oscurato perfino quel gioiellino di Rocketman (che ho preferito guardare al cinema) e la relazione platonica tra Freddie e Mary è ferrea, cosicché le avventure amorose di entrambi creano una serie di triangoli concatenati fino all’esibizione a fine film, in cui i due vertici del triangolo osservano Freddie Mercury brillare sul palco!

Miss Pettigrew. Commedia in costume molto, molto carina interpretata da una splendida Frances McDormand e una splendente Amy Adams; è quest’ultima a dividersi tra più uomini, incapace di decidere se seguire il cuore o la promessa di una carriera. Un film da recuperare assolutamente.

Fascino. Rita Hayworth è una ballerina e deve scegliere anche lei se rimanere fedele al suo amore o seguire il successo e sposare un ricco imprenditore che le possa permettere di esibirsi nel suo teatro. Anche questo è una perla, da guardare.

Totò le Mokò. Il nome del protagonista dice tutto sulla qualità del film, no? Qui Totò non solo si ritrova a capo di una sanguinosa banda di criminali ad Algeri, ma pure in un triangolo amoroso tra la ragazza di cui si innamora e la donna della banda. Saranno più forti le minacce dei criminali aizzati dalla gelosa o l’amore per la giovane ingenua?

Chiamata per il morto. Non mi ricordavo del film ma ora che ho letto la pagina su Wikipedia ve lo consiglio. Tuttavia, è un thriller con le spie, per cui il triangolo è terreno di spoiler!

The Wedding Planner – Prima o poi mi sposo. Lo so, JLO non è la migliore attrice sulla piazza ma i suoi film, commedie sdolcinate, sono a lieto fine e le trovo rassicuranti. Poi trovo sempre appassionante come in questi film cerchi di trasmettere della ragazza della porta accanto, molto dolce e acqua e sapone, mentre nei video è la figa pazzesca di turno.

Via col vento. Su, dai. Manco spreco tempo.

Angry games: la ragazza con l’uccello di fuoco. Se il triangolo era presente in Hunger Games, poteva mancare nella sua (poco riuscita) parodia? A una prima visione può anche fare ridere, ma è comicità non solo demenziale ma pure molto volgare; non è ai livelli di Scary Movie, e molti non apprezzano nemmeno quella saga…

Parterperfetto.com. Commediola sentimentale con Diane Lane che nella ricerca di un nuovo amato si butta nei siti d’incontri e alla fine si ritrova divisa tra l’appuntamento perfetto e l’uomo eccitante. Simpatici gli interpreti ma niente di che.

E siamo arrivati alla fine della lista. Conoscevate tutti i film? Se volete, avevo già fatto una prima parte contenente più film famosi, ma anche qui a parte qualche titolo la lista è notevole.
E domani, il matrimonio! Ciao!

Consiglio 5 film, agosto

Buongiorno! Agosto è passato e con ciò tre date si avvicinano prepotentemente:
-il matrimonio di mia sorella
-la fine del mio lavoro
-il mio compleanno
Ma oggi siamo qui per parlare di cinema e quindi, come ogni primo del mese, ecco qui la Top5 delle mie visioni mensili!

Cute girl. Debutto cinematografico del regista Hou Hsiao-hsien, è una commedia taiwanese del 1980 ambientata tra Taipei e le campagne circostanti. La storia ruota attorno all’amore tra due giovani, lei di ottima famiglia e lui presentato come un architetto; dopo essersi conosciuti per vie traverse in campagna dove lui era lì per lavoro e lei per sfuggire dagli impegni e dalla famiglia, si ritrovano in città. Dovranno lottare per il loro amore. Il film è veramente delizioso, ha una comicità elegante che gioca sulla regia e le angolazioni per stupire lo spettatore, oltre a mostrare un cast affiatato e scene molto allegre. Le musiche aiutano tantissimo a creare questa atmosfera molto giocosa e piena di speranza. A costruire il dramma, esiste il lato sociale e familiare del Taiwan e della Cina: lei è già impegnata e quindi sa già che il loro amore non è destinato a durare! Lo consiglio vivamente, lo trovate su Raiplay.

Scarpette rosse e i sette nani. Intelligente film d’animazione che rielabora le fiabe europee, in una storia che riflette sull’immagine e sull’importanza che essa detiene nei rapporti umani e sociali. I dettagli di trama e grafica sono ammirevoli e tutto fila tranquillamente con il giusto mix di avventura, magia e umorismo: una piacevole commedia per bambini e adulti con personaggi molto interessanti.

Questo pazzo sentimento. Commedia con una Bette Midler in ottima forma, semplice e senza pretese; quando la scelsi su TimVision pensai fosse tipo a It’s Complicated con Meryl Streep, anche se qui la relazione adulterina tra ex-coniugi è non solo plateale ma fonte di scandali. Molto simpatico come film, niente di innovativo ma i protagonisti forniscono buone prove di recitazione, il cast di supporto lavora bene. Consigliata per una serata di tranquillità.

Batman Returns. Ne ho parlato abbastanza qui.

Occhi senza volto. Cult, gotico moderno in bianco e nero del 1959 che potete trovare su Raiplay. Stupendo, elegante e profondo. Non mostra mai l’orrore ma l’angoscia e la disperazione regnano sovrani, almeno nella villa, aiutati da una colonna sonora potente; tutto ciò contrasta moltissimo con le scene all’aperto, dove la folla urbana e un allegro motivetto risollevano il morale ed esaltano la cupezza della villa degli orrori. In un certo senso, lo scienziato pazzo è anche capibile: come dice lui, il suo lavoro potrebbe fornire all’umanità un successo senza precedenti! Ma ciò che colpisce veramente è la maschera della figlia, un volto inespressivo che mostra la disperazione solo attraverso gli occhi che rappresentano l’unico punto della ragazza visibile. Capolavoro, lo dovete vedere.

E siamo giunti alla fine. Conoscete tutti i film che ho citato? Qual è la vostra Top5 del mese? Ciaoo!^^