L’alba dei morti dementi

Satira e cult moderno a tema morti viventi, L’alba dei morti dementi (Shaun of the dead in originale) è una simpatica commedia horror inglese del 2004. E’ stata diretta da Edgar Wright, mentre è stata scritta dallo stesso assieme all’attore e protagonista Simon Pegg.

L’alba dei morti dementi parla della routine di Shaun, fallimentare impiegato in un momento di piatta nella vita, che viene interrotta dall’avvento dei morti viventi: satira, risate, humour inglese e tanto sangue!

Che dire di L’alba dei morti dementi, senza fare spoiler?

Prima di tutto, chiaramente sia il titolo originale sia l’adattamento italiano fanno riferimento all’Alba dei morti viventi di Romero. Poi, la trama già accattivante viene arricchita da personaggi fallaci e un montaggio frenetico e caratteristico; il tutto pompato a mille da musiche pop.
Ma è il montaggio che rende il tutto immersivo e accattivante, montaggio che caratterizza la stupenda trilogia del cornetto: L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e La fine del mondo.

E facendo qualche piccolo spoiler senza contesto?

Beh, sin dalla prima inquadratura è possibile notare come sia la routine ad ammazzare le persone, a renderle quasi dei morti viventi senza ambizioni; come quando Shaun si sveglia e barcolla verso la cucina (immagine che verrà citata pure in Italia per la pubblicità di un farmaco). E la routine è così pesante e monotona che Shaun nemmeno si accorgerà dell’invasione, all’inizio! Saranno i morti viventi ad attaccarlo perché lui possa accorgersi di loro!
Inoltre il film alla fine racconta della storia d’amore tra Shaun e la sua (ex) ragazza, del proprio arco di miglioramento e del necessario distacco dal migliore amico di una vita Ed, ormai peso tossico nella sua vita.

La commedia scorre potente in L’alba dei morti dementi, tipico humour inglese per i palati più fini: gag, battute, slapstick e splatstick. Ma a scorrere ancora più potente è l’ironia tragica e soprattutto la coppia sangue-gore. Di certo, il film non si tira indietro in nessuno dei due versanti.

Scena più bella? Gli zombie in casa, tutto è nuovo, le risate isteriche molte!

Cult moderno delle pellicole a tema morti viventi (perché, come ci ricorda Shaun, dire zombie è ridicolo), questa perla contiene tutti gli stilemi tipici del genere uniti al classico racconto di formazione in cui il protagonista -Shaun- alla fine abbraccia la vita e prende il coraggio di chiarire i problemi che lo attaglianano.

E voi? Lo conoscete?

Film in sala: Bones and all

Film poetico, intimo e profondamente struggente. Guadagnino, già direttore del mio osannato Suspiria, racconta la storia romantica di due cannibali in un arco di formazione per la protagonista; inutile dire dietro al sangue e alla morte, il cannibalismo può essere letto come metafora dell’omosessualità.

Bones and all parla di una ragazza abbandonata dal padre, appartenente ad una non chiara razza di uomini mangiatori di altre persone; poco più di un adolescente, la ragazza parte alla ricerca di una madre, che non ha mai conosciuto ma portatrice del gene cannibale, incontrando altri suoi simili nel viaggio.
E’ durante il viaggio in macchina che lei inizierà finalmente ad esplorare se stessa fino a capire chi realmente lei sia.

Sarò franco, questo non è un film per stomaci deboli. Due persone hanno lasciato la sala e saremo stati una decina in tutto. Una decina scarsa.

La narrazione procede inesorabile, il film sarà ambientato negli anni ’80 all’incirca ed è per questo che secondo il cannibalismo è la metafora dell’omosessualità: i cannibali si riconoscono tra di loro ma vengono cacciati dalle altre persone, la loro comunità non è ideale ma è tutto quello che hanno, possono scegliere di sopravvivere, di uccidersi o di farsi rinchiudere in manicomio. Come ci dimostra il finale, senza fare spoiler, solo lontano dalla società i cannibali possono vivere serenamente.
E secondo me, solo un non etero può raccontare una storia del genere.

Interessante che entrambi i protagonisti siano parte di minoranze: lei è nera, lui è queer.
Entrambi in fuga, entrambi incapaci di vivere una vita normale.

Il film procede in atti precisi, con il finale che inizia da un preciso momento. Ecco, le morti e le aggressioni soprattutto quella iniziale al dito fanno impressione; ma servono a mostrare come non siano loro a volerlo, sono solo nati così. E lo spiegato fa ancora più impressione: sappiamo bene cosa sono capaci di fare.

Io consiglio di andarlo a vedere, le ambientazioni paesaggistiche sono molto belle, la regia è intima, il cast sul pezzo, la mitologia molto profonda e la colonna sonora trascinante. Però dovete sapere cosa andate a vedere!

SPECIALE HALLOWEEN: The Nightmare saga!

Buongiorno e buon Halloween! Stanotte sarà la famigerata Notte delle Streghe e per tradizione ho deciso di portare sul blog un articolo a tema: lo speciale sulla saga originale di Nightmare con l’iconico Robert Englund nei panni di Freddy Krueger! Ovviamente, per chi non lo sapesse, il primissimo film, il cult, fu diretto dal grandissimo e compianto Wes Craven.

La saga originale si dipana in sette film, dal 1984 con il capostipite di Craven fino al 1994 con il finale di Craven. Già, Wes Craven ha dato vita e morte alla sua creatura!
Personalmente, considero questa la saga originale, senza contare lo spin-off con Venerdì 13 o il remake, perché posseggo un cofanetto con i 7 film e un sacco di contenuti speciali.

E in virtù di questa mia proprietà, ecco qui la mia reaction a ogni film della saga, con possibili spoiler!

A Nightmare on Elm Street. Primo capitolo e cult assoluto della saga più fantasy degli slasher, Craven dirige un film onirico e slegato dagli stilemi del genere: il serial killer è fin dall’inizio caratterizzato da una forte ironia e i sogni permettono la creazione di scene uniche; senza contare che non è l’omicidio che spaventa ma l’impossibilità di restare sempre svegli! Credo che tra le righe il film comunque voglia mostrare l’incomunicabilità generazionale tra i protagonisti adolescenti e i loro genitori, i primi da una parte che cercano di esplorare il mistero dietro all’Uomo Nero dei sogni, i secondi che provano a proteggerli sordi delle loro richieste.

A Nightmare on Elm Street – Part 2. Com’e’è possibile passare da un mistery su un assassino dei sogni a un film sulle possessioni demoniache? Il secondo capitolo della saga è un continuo avvicendarsi di noia e velata omofobia, con un protagonista interpretato da un attore gay che vede emergere la propria omosessualità prontamente guarita dalla fidanzatina di turno a fine film. Unico lato positivo del tema è il rapporto vestiti-pelle del film, per il quale sono per una volta gli uomini a mostrare le proprie pudenda e fare spogliarelli inutili alla trama; primo su tutti il coach, in un nudo integrale durante il suo omicidio a tema sadomaso nelle docce. Comunque la trama è veramente contorta e in alcune scene non c’è un vero nesso logico; pure i rimandi con il cult originale sono tiratissimi. Grande flop della saga, mi dispiace per gli attori e il reparto effetti speciali e trucco.

A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors. Ritorno in pompa magna ai fasti del primo film, dove però l’orrore e il mistero sono sostituiti dalla fantasiosa messa in scena e l’oppressione di un gruppo di giovani internati in manicomio, che vedono come cura alle loro manie proprio il letale sonno. Qui ritorna Heather Langenkamp, anche se è Freddy Krueger la vera star: ormai è chiaro che la saga si basa sulla sua icona. Con una trama ben costruita, effetti speciali artigianali ed efficaci, il film riesce a mostrare una caccia al teenager lontana dai banchi di scuola ma comunque claustrofobica, dove la lontananza generazionale resta il tema portante, qui affiancato dalle diverse visioni della medicina. Comunque, l’omicidio del sonnambulo è veramente grandioso sia a livello simbolico, sia di caratterizzazione del personaggio e soprattutto visivo!

A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master. Sequel diretto del terzo capitolo, qui Kristen fa da passaggio di testimone per Alice (la final girl del film precedente), che eredita le attenzioni del serial killer dei sogni e i poteri dell’amica. Tuttavia, la sceneggiatura si rivela essere molto raffazzonata con un ritmo altalenante (ma più verso la noia) e soprattutto con una caratterizzazione dei personaggi molto superficiale e confusa; il potere di Kristen dal capitolo precedente non è più la semplice connessione onirica, che era un semplice decoro, ma diventa quasi una sorta di telepatia venendo quindi stravolto e utilizzato come strumento narrativo per dare nuove vittime a Freddy. Alla fine, il film si rivela essere interessante a livello di resa e di immagini, soprattutto per l’omicidio della mosca e per la scena finale nella chiesa, ma soffre di un ritmo inesistente e scene senza apparente legame o ragione di esistere. Apprezzabile forse la nuova protagonista, ma pure lei scritta molto male e con un’evoluzione campata in aria.

A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child. Nettamente superiore al predecessore per immagini e messa in scena, ho adorato le riprese claustrofobiche della torre dove è rinchiusa Amanda. Tuttavia, al netto di qualche omicidio di bella figura, la sceneggiatura rimane piatta e continua a concentrarsi sul passato di Freddy accantonando il tema della maternità problematica o quello del lutto. La pellicola procede trascinandosi dietro i personaggi, che vivono le vicende passivamente; pure Freddy qui non ha molto da fare, dà la caccia ai ragazzi uccidendoli quasi nella stessa scena in cui li conosce. Ripeto, se non fosse per la regia e le scenografie sarebbe benissimo dimenticabile, un peccato.

Freddy’s Dead: The Final Nightmare. Sesto capitolo della saga, credo sia il film con meno uccisioni del franchise, ma comunque riesce a elaborare una trama un po’ più complicata e studiata. I personaggi principali sono sempre abbozzati ma grazie a un’ulteriore rielaborazione di Freddy Krueger si hanno due passaggi positivi: una situazione distopica in cui i minorenni sono scomparsi dalla cittadina (lasciando gli adulti ad impazzire per colmare il vuoto) e un approfondimento sul passato di Freddy, approfondimento che almeno questa volta ha ragione di esistere. Le morti ormai virano sulla commedia nera, il film si guarda principalmente per il killer dei sogni; peccato per la ripetitività di alcuni meccanismi narrativi, che si susseguono sin dal primo episodio.

Wes Craven’s New Nightmare. Bellissima fiaba nera e omaggio di Wes Craven alla sua creatura, New Nightmare rielabora la mitologia della saga riproponendola per un pubblico adulto: meta-cinema, sangue, nessuna risata, drammi familiari e materni, crudeltà e sadismo ai massimi livelli da parte dell’entità malevola. Heather torna nuovamente a vestire i panni di Nancy, assieme ad altri attori che interpretano sé stessi per un bellissimo film nel film; ecco, mi è sembrato parecchio strano vedere Robert Englund interpretare sia sé stesso sia l’entità malefica di New Nightmare sia Freddy nel film originale in onda nel film. Una pellicola riuscita con interpretazioni sentite e musiche che colpiscono, creando il film più lungo dell’intera saga ma con un climax che non si batte.

E per concludere, se dai singoli commenti non fosse chiaro, vi propongo la mia classifica personale di gradimento dei sette film della saga!

  1. Wes Craven’s New Nightmare – Nightmare 7
  2. A Nightmare on Elm Street – Nightmare 1
  3. A Nightmare on Elm Street 3: Dream Warriors – Nightmare 3
  4. Freddy’s Dead: The Final Nightmare – Nightmare 6
  5. A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child – Nightmare 5
  6. A Nightmare on Elm Street 4: The Dream Master – Nightmare 4
  7. A Nightmare on Elm Street – Part 2 – Nightmare 2

A NIGHTMARE ON ELM STREET, IL COMMENTO.

Wes Craven affermava che creava i soggetti dei suoi film a partire dagli incubi che lo scuotevano nel sonno; e che Freddy Krueger è nato da un avvistamento inquietante che fece da bambino quando dalla finestra scorse un figuro per strada che lo terrorizzò.
Facile pensare che la saga di Nightmare, con il suo Uomo Nero dei sogni, sia nata proprio da un incubo.

Il primo film è importante e completo, gioca sul mistero e il terrore di non essere al sicuro nemmeno mentre si dorme; un po’ si potrebbe affermare che gioca sulla stessa paura ancestrale di essere attaccati nel sonno e la falsa sicurezza in casa propria.
Ci sono questi ragazzi che sono ossessionati da un uomo sfigurato e muoiono in modo apparentemente suicida o accidentale.
Secondo me, il merito di Craven è di aver creato un mostro non percepibile dagli adulti, metafora di un chiaro disagio adolescenziale e incapacità comunicativa intergenerazionale. Per questo Freddy si staglia così tanto rispetto a Jason, Michael o Chucky: loro sono prettamente assassini, qua si parla di psiche.

A parte il secondo capitolo (facciamo finta non sia mai esistito?) senza la direzione di Wes Craven la saga inizia a concentrarsi sul serial killer dei sogni, mitizzando e centralizzando la sua presenza. Solo qualche sporadica apparizione di Heather Langenkamp, la prima final girl dal primo capitolo della saga, ricorda allo spettatore che oltre a Freddy c’è una sola presenza forte nel franchise.

Ma è Freddy Krueger a regnare.

Altra costante della saga, vista l’età dei personaggi da macellare nei sogni, è la high school americana: mai tanti banchi di scuola sono comparsi in una saga horror così longeva!
A dire il vero un po’ di fastidio ce l’avevo. Sempre queste lezioni, questi terapeuti ed educatori che non riuscivano a capire le esigenze degli adolescenti. Nel primo film poteva anche starci ma arrivati al quinto la cosa diventa leggermente ridondante; da questo punto di vista il terzo, il sesto e il settimo sono sicuro tra i più originali.

E il problema maggiore della saga di Nightmare: la ripetitività delle interazioni sociali!

Ogni volta Freddy inizia a perseguitare un gruppo di adolescenti, con un/a teenager in particolare che capisce prima di tutti la situazione e cerca di far capire agli altri il pericolo. Ovviamente non riceve minimamente la fiducia altrui. Anzi, la persona viene presa per pazza, forse impazzita in risposta agli inevitabili lutti che travolgono il suo cerchio di amicizie. Tuttavia, in seguito non si sa come o perché il gruppo di turno si riunisce e tutti capiscono che è meglio darle ragione, per combattere alla meglio Freddy tutti insieme.
Ecco, queste interazioni si ripetono più o meno in ogni capitolo della saga!

Credo che piuttosto che concentrarsi sulle vittime, avrebbero potuto concentrarsi maggiormente sui sogni: a parte l’ultimo capitolo, diretto da Wes Craven, con il proseguo della serie Freddy non perseguita più le sue vittime, ma come le incontra le sventra!
Non sarebbe stato molto più interessante concentrarsi su numerosi inseguimenti nello stesso film, anche in commedia nera, e maggiormente caratterizzati? Un po’ come faceva il capostipite!

Ma questo era solo il mio speciale di Halloween sulla saga di Nightmare: A nightmare on Elm Street.
Voi avete mai guardato la saga? Concordate con la mia lista di preferenza? Preferite lo spin-off o il remake?

PS: per concludere ecco qui 3 link che potrebbero interessarvi!

  • Lo speciale su Wes Craven: clicca qui
  • A Nightmare on Elm Street: clicca qui
  • Wes Craven’s New Nightmare: clicca qui

Consiglio 5 film: Settembre

Buongiorno! Oggi come ogni primo del mese condivido la mia lista dei 5 film visti durante il mese appena passato che ho preferito! Sono fiero di proclamare che è una lista variegata, arricchita da due visioni in madrelingua fatte nel cinema di St Julian a Malta.
Ebbene sì, se avete notato un calo delle mie visite ai vostri blog è perché sono in vacanza studio e quindi il tempo è ridotto drasticamente.

Miss Hokusai. Delizioso anime aka film d’animazione nipponico, parla di Hokusai, un’artista vissuta a Edo nel 1800. La grafica è spettacolare e la narrazione procede lenta, a mostrare il suo stile di vita. L’arte è mostrata sublimata alla vita, vediamo come le credenze popolari indirizzassero la creatività degli artisti, e anche quanti stili di raffigurazione già a quel tempo esistessero.

The Faculty. Thriller fantascientifico per teens che con freschezza e intelligenza rielabora i classici dell’orrore per narrare una storia di disagio giovanile e status quo nell’inferno del liceo americano. Cast stellare, trama già vista ma narrata bene, fotografia e postproduzione fantastiche!

Cosa fai a capodanno?. Tipico film in cui perfetti sconosciuti si riuniscono e succede lo scatafascio tra battute pessime e scene cringe. Film tutto italiano con un cast molto conosciuto, è scritto dallo stesso di Perfetti sconosciuti, per cui tra una risata e l’altra il dramma e la critica sociale sono di casa. Consigliato, sarebbe una visione natalizia volendo.

See how they run. Whodunit fresco e meta-cinematografico-teatrale, credo che in un certo senso per molti questo commento sia un’anteprima! Che onore. Saoirse Ronan è bravissima, e funziona bene con il suo capo e collega investigatore. Il mistero è di difficile risoluzione, mentre la narrazione aiutata da una regia molto vivace spiazza sempre lo spettatore con continui colpi di scena e verità raccontate solo in parte. Molto consigliato, da vedere al cinema.

Bullet train. Finalmente l’ho visto, dopo averne tanto sentito parlare e lo amo. Un montaggio assurdo accompagnato da una colonna musicale che pompa a mille e un ritmo che non rallenta mai ma anzi accelera verso la fine. Tanto sangue, tanta violenza e tante risate. Può ricordare molto lo stile di Tarantino sia per la presentazione dei personaggi sia per l’uso della violenza per far ridere, ma è veramente un film da guardare e riguardare anche per il cast perfetto. Stupendo.

E siamo arrivati alla fine dell’articolo. Io fino all’8 sarò in vacanza, per cui aspettatevi fino all’8 articoli estremamente brevi e poche visite nei blog; mi spiace ma voglio godermi la vacanza.
Potrei parlare dei disagi che ho a Malta, anche se un sacco ci viene a vivere per cui troppo disagianti allora non sono. Ciao!

Io che torno in camera dopo essere scappato al sole di Malta

Consiglio 5 film: Luglio

Buongiorno! Prima di tutto volevo condividere con voi questa meravigliosa notizia: il mio contratto di lavoro è stato ampliato fino al 15 settembre!
Tornando a parlare di cinema, la selezione della mia Top5 dei film visti durante il mese appena trascorso è stata lunga e difficile perché dovendo guardare i film durante il mattino (se mi sveglio abbastanza presto) li guardo da solo e quindi la qualità media dei film visti si alza nettamente. Questo mese la lista è molto varia, anche se c’è almeno un film che forse, per chi mi conosce, era ovvio trovare nei Top5.

Buona lettura.^^

La leggenda dei 7 vampiri d’oro. Su, ormai sapete che io e il cinema gotico andiamo a braccetto, quando ho letto di questo titolo i miei occhi si sono trasformati in cuoricini! Unire l’immaginario gotico della Hammer con il cinema di arti marziali asiatico è stata un’idea che ho apprezzato moltissimo, poi a livello puramente estetico il film presentava idee molto carine: per esempio, le donne venivano rapite e uccise in lettini attorno a un grande calderone, dentro al quale veniva raccolto il sangue. Gli effetti speciali erano pietosi e la trama semplice, ma i costumi e il trucco erano sul pezzo!

Los ojos de Julia. Inquietante thriller spagnolo (dall’orrido titolo italiano) su una donna con una malattia degenerativa agli occhi che va in casa della sorella gemella a indagare convinta che quest’ultima, già cieca per la stessa malattia, non si sia suicidata ma sia stata invece uccisa. Interessante dal punto di vista registico con trovate che ci danno il punto di vista della donna e l’importanza della luce; l’attrice stessa (Belen Rueda) è molto brava e riesce a mostrarci il suo disagio e l’orrore verso una situazione medica che minaccia di essere permanente. Ottima sceneggiatura; un esempio? Lei è un’astronoma e la sorella una musicista: per entrambe la vista era indispensabile per lavorare e sfogare il proprio estro.

Al di là delle montagne. Toccante dramma in tre atti cinese diretto da Jia Zhangke, parla della vita di due generazioni di cinesi, una grande famiglia. Interessante è che ogni atto è distante diversi anni dagli altri e la macchina da presa ha un formato e una qualità diversi a seconda degli anni di riferimento (un elogio a Raiplay per non aver uniformato il formato, dove potete ancora trovarlo). Questo film è come tecnica e sceneggiatura, come modi di intendere il cinema, totalmente diverso dal cinema occidentale a cui siamo abituati, anche se è un film moderno: le inquadrature sono lunghe, superano i cosiddetti 10 secondi, c’è molto risalto verso i primi piani e i sentimenti e i drammi sono esaltati senza però scadere nel melodramma. Un’esperienza veramente unica che ho ripetuto con Green green grass of home qualche giorno fa.

Le follie dell’Imperatore. Su, ne ho parlato fin troppo in questi anni!

Notre Dame. Versione del ’39 con la splendida Maureen O’Hara nei panni di Esmeralda e Charles Laughton come Quasimodo, ho guardato la versione restaurata a colori che è reperibile su Raiplay. Che dire? Capolavoro. Una sceneggiatura brillante da cui ho anche trascritto una linea di dialogo, un film estremamente impegnato e che non ha paura a mostrare la volontà delle autorità che spesso prevalica le intenzioni del popolo. La Parigi del film è sporca, abietta, popolata dalla peggio feccia, il solo Re è la speranza grazie alla sua politica illuminata ma che è quasi sempre marginale, lasciando troppo potere all’ipocrita Frollo. Unica pecca? Pensavo che nella scena finale dopo l’assedio, Quasimodo si buttasse dalla torre o venisse linciato.

Eccoci, siamo arrivati alla fine. Mi sembra strano che tra tre mesi inizieranno le lezioni della scuola di cinema, sono veramente elettrizzato! Comunque, vi ricordo di non sparire: domani esce il mio speciale per celebrare l’anniversario della nascita del maestro Wes Craven! Ci vediamo!

Film slasher, piccola riflessione

Buongiorno. Recentemente ho guardato la fine di un documentario su Eli Roth, in cui si parlava anche tra le altre cose anche del genere slasher e dell’orrore al cinema dopo l’11 settembre, e il film La maschera di cera del 2005.

La maschera di cera parla di un gruppo di ragazzi che dopo essersi accampati vicino a un paesino della campagna americana vengono massacrati da due fratelli maniaci. Interessante è la scenografia, soprattutto verso il finale quando il palazzo interamente di cera collassa su se stesso. Il film presenta trovate molto suggestive, con morti ben costruite nella loro teatralità, begli inseguimenti e personaggi realmente capaci di pensare.

Ma prima di tutto cos’è un film slasher?

In inglese to slash significa squarciare e quindi stiamo parlando di un sottogenere del film horror caratterizzato da tre elementi: uno psicopatico mascherato, armi bianche e preferibilmente da taglio, vittime tra la tarda adolescenza e la prima età adulta. La narrazione spesso è ambientata in brevi intervalli di tempo e in un luogo limitato. Inoltre, il genere slasher è considerato come uno dei più casti e puritani: pur essendoci quasi sempre scene di nudo o di sesso, sono le vergini o chi si controlla che sopravvive fino alla fine del film.

I film slasher sono tantissimi, hanno caratterizzato il mercato soprattutto tra gli anni ’80 e i primi del 2000. I più famosi? Basti pensare alle saghe di Venerdì 13, Halloween, Scream e Nightmare. Tutte saghe che ho già portato sul blog, tra l’altro. Alla fine, lo slasher racconta la lotta contro l’Uomo Nero che grazie alla maschera può essere chiunque, dallo sconosciuto alla persona che amiamo.
Da non dimenticare, non sempre gli assassini dei film slasher si rivelano essere uomini.

Quindi, tralasciando la classica simbologia fallica dell’arma che penetra la vittima e che a sopravvivere è sempre una donna (speranza della vita e della fertilità) la mia riflessione si poggia su altri pensieri.

Molte volte, le vittime si accampano in luoghi infestati dal serial killer di turno o invadono una sua proprietà, scatenando le sue furie. Ma solo alcuni sono i personaggi importanti, personaggi che interagiscono con l’ambiente e che scoprono in tempo della presenza dell’assassino.
Molte volte, questi film narrano di persone che non sanno nemmeno di essere in pericolo: si fanno i fatti loro e si vedono apparire il mostro per essere massacrati.

Noi chi siamo? I protagonisti che sanno del killer e che possono difendersi? O più tristemente vittime di passaggio o che aspettano inconsapevoli i loro amici, già massacrati dal killer?

Quello che mi ha fatto riflettere è il personaggio di Paris Hilton in La maschera di cera. A differenza degli altri quattro personaggi (final girl, final boy, due vittime), lei e il fidanzato non sanno nulla del paesino in cui risiedono i due fratelli assassini e non sanno nulla nemmeno della caccia che si sta svolgendo. Praticamente, loro si fanno i fatti loro. Lui viene ucciso mentre lei è in tenda e Paris si ritrova a scappare da uno psicopatico di cui fino a due minuti prima non sapeva nulla!

Credo che sia la parte più ironica e macabra dell’intera pellicola.

Consiglio 5 film: Aprile

Buongiorno e buona festa del lavoro! Anche questa volta un mese è appena passato e come sempre torno a consigliare la mia Top5 delle visioni! Questa volta la scelta è stata molto varia e vario infatti è stato il risultato finale, con film che variano di qualità e genere. Buona lettura.^^

La bella e la bestia. Pellicola francese del 2014, si distingue dall’interpretazione Disney perché punta direttamente alle radici fiabesche, costruendo un mondo basato sugli stilemi del genere. A livello visivo è sublime, una CGI pazzesca, costumi curatissimi e scenografie spettacolari, il tutto sorretto dalla bellezza di Léa Seydoux e dal fascino di Vincent Cassel.

Finale a sorpresa. Perla spagnolo-argentina credo ancora nei cinema (su correte!) diretta da Mariano Cohn e Gastón Duprat e con Penelope Cruz e Antonio Banderas nel cast. Film per cinefili: parla della produzione di un film. Commedia brillante: l’ironia stempera alcune scene drammatiche, soprattutto nel finale, regalando alcuni momenti volutamente imbarazzanti. Dramma sulla competizione e la gelosia.

The Void. Film che trovate su Raiplay, veramente delizioso. Chiara trasposizione delle tematiche di Lovecraft (lo si vede anche dalla copertina) con una trama trascinante, effetti speciali perlopiù artigianali e un cast a cui ti affezioni, ho adorato come il film è riuscito a portare l’orrore cosmico e i tentacoli dell’autore senza grandi sforzi. Consigliatissimo.

Il diritto di contare. Questo film, tematiche femministe e razziali e storiche a parte, è bello perché ogni volta che lo guardo mi emoziono e mi chiedo cosa possano provare queste sensazionali persone che riescono a imprimersi nella storia per i loro meriti. Pian piano lo spettatore capisce la portata e la potenza delle menti delle tre donne nere ritratte, tre protagoniste che hanno costruito una carriera nella NASA quando i bianchi le hanno sempre sottovalutate; e l’atto finale commuove e ci inorgoglisce.

2 young 4 me. Simpatica commedia americana con Michelle Pfeiffer nel ruolo di una sceneggiatrice che si innamora di uno suo attore, interpretato da Paul Rudd. Divertente, di nuovo metacinema e di nuovo un cast che funziona, non la sceneggiatura migliore della top (anzi) ma nel suo piccolo mi è piaciuto moltissimo. Sarà un mio guilty pleasure!

Ecco, siamo arrivati alla fine. Domani vado a firmare il contratto per il magazzino e domani sera inizio la mia prima settimana! Per ora è part-time, 20 ore settimanali, ma sono veramente contento! E poi è ufficiale, ieri ho presentato domanda alla scuola Sentieri Selvaggi dopo un positivo colloquio di presentazione con il preside! Da Ottobre inizio le lezioni!!

Ciao a tutti, vi aspetto nei commenti! 🙂

Questo sono io mentre gongolo

I migliori film di Marzo!

Buongiorno! Oggi niente pesce d’Aprile, Marzo è passato e con sé tante novità.

La prima è che il mio corso di scrittura creativa che stavo seguendo è stato sospeso, per colpa di uno stron*o arrogante ed egocentrico che alla fine si è messo a litigare con il prof (dopo settimane che lo importunava sulle lezioni); è il secondo corso di scrittura con la Arci che non concludo.

La seconda è che ho finalmente ottenuto la mia Laurea! Non ho ancora capito se ci sarà la cerimonia o se salterà. Vedremo i prossimi giorni, intanto sono laureato!

Comunque, tornando ad argomenti cinematografici senza dubbio più interessanti, oggi siamo qui per i migliori 5 film che ho avuto la fortuna di guardare durante il mese di Marzo! Ben 2 visioni sono al cinema, indovinate la seconda che è meno scontata! Buona lettura. ^^

Nosferatu. Perla del cinema muto, horror, in generale. Film veramente espressivo, di cui ho già parlato in questo articolo.

Dracula di Bram Stoker. Uno dei miei film preferiti, non lo riguardo spesso perché non riguardo spesso i film (soprattutto se eterni) ma questo non solo si basa su una trama veramente suggestiva ma è una gioia per gli occhi! Ovviamente, potete approfondire il mio amore per esso in questo post.

Mamma Roma. Tragedia di Pasolini, inizia benino, ha il picco con il figlio che trova il lavoro, scende in disgrazia alla fine; una vera parabola discendente. La Magnani veramente brava, ma quello che mi ha colpito maggiormente è la povertà di quella Roma tanto idealizzata che alla fine offre poco di buono e invece tante disgrazie. Un film veramente amaro.

Spencer. Meraviglioso, elegante, costumi e scenografie sublimi, Kristen figa in biondo ed veramente espressiva con lo sguardo, atmosfere claustrofobiche e quasi da thriller. L’ho amato. Purtroppo tra le immagini rilasciate non c’è quella di quando lei apre le tende, l’avrei immessa nel mio sistema di foto del blog! Una fotografia spettacolare, aiutata da musiche veramente evocative e opprimenti.

Lezioni di piano. Bellissimo dramma in costume diretto dalla Campion (la stessa che ha vinto l’Oscar anche quest’anno), parla dell’amore proibito tra due persone. Il titolo originale della pellicola The Piano esplicita quanto tutta la vicenda e la psiche della protagonista ruoti attorno allo strumento, che incarna quasi la voce della donna. Corredato da potenti immagini e sonori silenzi, il film è veramente bello da guardare, anche se fino alla fine è toccante in tristezza.

E qui vi saluto. Piccola domanda: preferite un racconto mio (horror o avventura) o tre esercizi di scrittura presi da un blogger che seguo su questa piattaforma, su cui mi sono esercitato? E auguratemi buona fortuna per dopo, che ho una serata di prova come cameriere presso un’osteria!

Dario Argento: Occhiali neri

Dario Argento è un regista italiano che divide molto la critica e il pubblico, tra chi lo ama e chi lo odia; di solito, questi due gruppi non sono divisi a livello sociale ma a livello temporale: se a inizio carriera sono stati prodotti cult del calibro di Profondo rosso e Suspiria, dagli anni ’90 la qualità ha iniziato a incrinarsi fino a film orridi come Il cartaio e La terza madre.

Il miglior Argento degli ultimi anni, in collaborazione con Dylan Dog

Recentemente sono andato al cinema per l’ultima fatica del Darione nazionale e quindi ho deciso di condividere con voi la mia opinione sul film. Prima però riassumo in tre grandi categorie i film del regista che sono riuscito a guardare, per farvi capire meglio i miei gusti e come questo si pone con i film del passato.

Film che mi sono piaciuti. Suspiria. Profondo rosso. Trauma. Phenomena. Inferno. L’uccello dalle piume di cristallo.

Film che non mi sono piaciuti. Il cartaio. La terza madre. La sindrome di Stendhal.

Film meh. Tenebre. Il gatto a nove code. Opera.

Come potete capire, per me Dario Argento è ricollegabile al giallo all’italiana, all’horror esoterico. Sempre in palazzi dalle scenografie particolari, oniriche, dei bellissimi mondi paralleli alla realtà in cui l’orrore può scatenare le proprie pulsioni. Sempre con un ristretto numero di candidati e vittime sempre collegate al protagonista. Bellissime ed evocative colonne sonore e le famose soggettive del serial killer. Il mio Argento preferito? Se seguite le mie liste potete benissimo immaginare che si divide tra Profondo Rosso e Suspiria.

Purtroppo, Occhiali neri è un meh. Ma è già meglio degli ultimi film!

La misoginia di Argento c’è tutta, con queste donne prostitute che non hanno altra caratterizzazione, brave solo a sedurre o creare problemi per poi aspettare pazientemente di farsi sbudellare. Molte inquadrature delle tette della protagonista. Non c’è donna che si salvi, l’unica nota positiva del genere femminile è rappresentata da Asia Argento, un personaggio positivo e solare.

La trama è lineare e banale, con omicidi frettolosi che cercano solo per un brevissimo tempo di ricreare le inquietanti soggettive del killer dei tempi d’oro preferendo mostrare per la maggior parte del tempo l’omicidio in terza persona. Per la maggior parte del tempo, ci sono la protagonista e il bambino cinese, noiosetto forte. La Pastorelli è anche brava a interpretare la cieca, ma purtroppo perfino il suo personaggio manca di approfondimento; lei è cieca, punto.

Secondo me il problema maggiore della pellicola è il killer e il suo furgoncino bianco. Sembra che in tutta Italia il suo sia l’unico furgoncino bianco! E poi c’è stato uno sbaglio di casting: come può Argento credere che un figo di quel calibro inizi a uccidere perché ripudiato perfino dalle prostitute? Hanno provato pure a fargli crescere barba e baffi per inselvatichirlo, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. LOL.

Insomma, Occhiali neri non è agli infimi livelli dei film brutti (Dracula 3D mi manca ancora) ma non è neanche un film propriamente decente. Io ero abbastanza annoiato; sinceramente mi aspettavo una caccia più spietata, perché sennò non mi spiego la scelta di ambientare la maggior parte delle scene in strada/campagna e non in casa. Però belle le musiche, anche se mi ricordavano l’ultimo Halloween.

Voi lo andrete a vedere?

Purtroppo non siamo ai suoi livelli…

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Consiglio 5 film: Gennaio

Buongiorno! Oggi è il primo di Febbraio, Gennaio si è concluso e questo pomeriggio purtroppo ho il dentista; povero me. Comunque Gennaio è andato via, un mese importante per la uni e per il blog, grazie all’esame passato (si spera), l’inizio della scrittura della tesi e il blog sempre in fiore. Durante Gennaio sono riuscito a vedere alcuni grandi film e la selezione questa volta è stata particolarmente dura, anche se alla fine ho voluto unire la qualità a una certa varietà di narrazioni e generi. Buona lettura!^^

Doctor Strange. Secondo me è la migliore pellicola che ho visto del MCU, una origins story diversa dal solito e una trama particolarmente adulta e creepy. Benedict qui conosce già tutte le sue potenzialità ed è un uomo finito, già arrivato: è un incidente dato dalla sua arroganza a iniziarlo al percorso di miglioramento che lo porterà a essere uno dei custodi dell’umanità. Arricchito da una grafica da paura e una regia e un montaggio frenetici, secondo me DS è la storia della battaglia interiore del suo protagonista diviso tra l’arroganza e l’avidità intellettuale vs la sua generosità e la sua capacità di capire il meglio per gli altri.

Scream Trilogy + Scream (’22). Finalmente ho recuperato anche questo cult moderno dello slasher, piccola perla capace di amalgamare gli stilemi del cinema anni Settanta e Ottanta con le regole del cinema moderno. Inoltre, piccolo dettaglio che lo separa dal resto del cinema slasher, non so se lo avete notato ma nella saga di Scream non c’è MAI un nudo femminile! Per ulteriori sulla saga approfondimenti cliccate qui.

West Side Story. Cult degli anni ’60 tratto da un musical teatrale altrettanto di culto, WSS è sicuramente un capolavoro capace di far parlare di sé, usando come basi il celebre dramma di Romeo e Giulietta per parlare invece delle problematiche dell’immigrazione e di quanto poi sia difficile la convivenza tra popoli diversi, quanto sia difficile l’integrazione non solo nelle strade ma nei cuori degli ospitanti (che si sentono invasi). Una riflessione ulteriore molto interessante riguarda il fatto che se la gang americana accusa i portoricani di averli invasi, i portoricani non solo hanno una propria gang ma sono lavoratori, mentre gli altri sono degli sfaticati e perdigiorno. Poi vabbeh, ovviamente i costumi e le musiche e le luci sono fantastici anche se in certe sequenze (soprattutto iniziali) nelle scene più concitate non riuscivo a distinguere chi facesse parte di quale banda.

La rosa tatuata. E’ il secondo film che vedo della nostra Anna Magnani ma almeno lo ho amato e ho amato lei! Interessante come del marito di lei vediamo solo le spalle e il tatuaggio, perché prima dormiva nella penombra e poi schiatta, e quindi lo conosciamo solo attraverso i discorsi commemorativi della protagonista e le chiacchiere di paese. Qui il sesso è visto quasi come il peccato capitale da gestire con parsimonia: Serafine si concede solo quando si sente finalmente svincolata dal marito, la figlia quasi è rinchiusa in casa per paura che vada con i marinai; le atmosfere sono sempre abbastanza leggere ma virano spesso tra il dramma più sentito e la commedia. Bellissimo!

The Gentlemen. Diretto da Guy Ritchie, mi piace molto come regista se non lavora con Madonna, e qui produce una commedia a forti tinte thriller e splatter, a tratti molto violenta. Inizia con un grandioso flash-forward per poi ricominciare dalle origini del protagonista con una bella introduzione narrata; solo dopo inizia il vero film intrecciando il presente narrativo con vari flashback. Inutile farlo notare, il film ha un montaggio strepitoso. Poi ho apprezzato anche il cast, la regia, i costumi e la mitologia gangster molto sofisticata ed elegante; forse anche per questa eleganza del film le scene splatter sembrano ancora più splatter di quanto non lo siano in verità. Lo consiglio vivamente, tiene tantissimo con il fiato sospeso e sa usare benissimo i twist narrativi!

Ecco, siamo arrivati come al solito alla conclusione dell’articolo. Febbraio equivale a scrittura della tesi, se non scriverò starò meno al computer e quindi si ridurrà anche il tempo che passo a leggere gli altri; vi volevo avvisare. Vi ringrazio ancora per il tempo che dedicate al mio piccolo blog, ciao!

Il prof mentre legge i calcoli e le bozze che gli mando 😂