La Top5 di Febbraio

Buongiorno! Anche Febbraio è passato e con esso quasi tutto il Carnevale e la visione di molti film. Alcuni pure cult, sono felice. La tesi è quasi stilata completamente, ieri ho curato l’impaginazione con mio papà (io non ci capisco molto di Microsoft purtroppo)! Quindi Marzo inizia con una bella soddisfazione.

Per la Top5 di oggi ho scelto due cult, due film non recentissimi molto belli e poi un brillante thriller in costume. Buona lettura.^^

Schindler’s List. Toccante dramma biografico sul genocidio degli ebrei da parte dei nazisti con protagonista assoluto Liam Neeson, l’ho guardato per la prima volta in vita mia. Ho una storia particolare con questa pellicola: alle medie ci fecero imparare a suonare con il flauto la celebre soundtrack e io la portai all’esame finale. Ancora oggi mi ricordo il motivo. Il film è emotivamente pesante, ma è veramente bello e mostra fino in fondo il clima di terrore dei campi di concentramento.

Il matrimonio del mio migliore amico. Divertente commedia con Julia Roberts mentre rivaleggia in amore con l’innocente Cameron Diaz, una frescata di aria fresca. Lo consiglio vivamente e consiglio la lettura di questa bellissima recensione di Raffa.

Ideal home. Esilarante commedia gay sull’essere genitori, impreparati sull’esserlo ma poi felici di esserlo diventati; i protagonisti sono Steve Coogan e Paul Rudd, che si ritrovano il nipote del primo dopo che il figlio è finito in carcere. Una bella miscela di culture diverse per la creazione di una famiglia strana ma sinergica.

Mississippi burning. Ne avevo sentito parlare ma finalmente l’ho visto; altro film pesantino ma da vedere. Mi ha colpito profondamente il razzismo insito nei cuori della popolazione del Sud: chi non odia gli uomini di colore, semplicemente non li vede uomini ma bestie. Willem Dafoe e Gene Hackman sono gli agenti federali mandati nella cittadina rurale per la sparizione dei militanti dei diritti civili dei neri e dovranno abbattere un muro di razzismo e omertà per catturare i criminali (pur condannandoli per pene brevissime!).

The Limehouse Golem. Thriller in costume nella Londra vittoriana, un serial killer più spietato di Jack lo squartatore e un assassinio domestico; sono questi i casi investigati da Bill Nighy nell’ambiente teatrale. Ho adorato la sceneggiatura e il montaggio, con più piani narrativi esposti come ipotesi e un twist che rende il tutto molto più inquietante. Ovviamente i costumi e il trucco sono stupendi, il cast sul pezzo e il metateatro/metacinema/metaeverything è alle stelle. Ve lo consiglio, è su Raiplay.

Eccoci alla fine. Visto che su IG nessuno mi ha filato, ve lo chiedo qui: preferite un post su Doom o Pokémon Platino? Ho finito le run di nuovo di entrambi e vi lascio la scelta; sennò sceglierò io. Con questo vi saluto e spero che per Aprile sarò laureato. Ciao!!

PS: e ovviamente, speriamo che l’Ucraina si salvi e Putin venga dimesso, sia politicamente che come uomo.

Giratina vi attende pure in un racconto, prossimamente…

10 queer movies

Buongiorno! Oggi condivido la quarta parte della lista di film con bei personaggi Queer, gli altri articoli a tema li trovate in fondo dopo i saluti!^^

The lady in the van. Deliziosa commedia con Maggie Smith nel ruolo di un’arzilla e riservata vecchietta che, come dice il titolo, vive in un camioncino e ha come vicino un autore teatrale. Storia vera vissuta in prima persona dallo sceneggiatore del film, gay, mischia quotidianità, sarcasmo e commedia in una piacevolissima narrazione lunga diversi anni.

Non sposate le mie figlie! 2. Sequel dell’esilarante commedia francese sulla diversità e su quanto sia difficili accettarla, non è minimamente ai livelli dell’originale. Ma la sorella di uno dei generi dei genitori protagonisti, scoperta misteriosamente lesbica in questa pellicola (nel primo non veniva minimamente accennato) e in procinto di sposarsi, fa scoppiare un nuovo casino tra le famiglie sempre conservatrici. In pratica, si salva sul finale.

Ideal home. Deliziosa commedia familiare non per famiglie a tematica apertamente gay con un orribile titolo in italiano (e pure con un pessimo doppiaggio), racconta la vita di una coppia che si ritrova il nipote avuto di uno dei due, dopo che il figlio avuto precedentemente finisce in carcere. Bella storia, bravi gli interpreti (Paul Rudd e Steve Coogan) e con tante risate per adulti. Consigliatissimo.

Vedo nudo. Ne ho parlato un sacco di questo film a episodi, qui ovviamente parlo dell’episodio Ornella. Non dico altro per evitare ulteriori spoiler.

Madame. Interessante film con Toni Collette tra il dramma sociale e la commedia, non mi ricordo che personaggio Queer ci sia. A dire il vero, prima di guardare su Wikipedia non sapevo nemmeno riconoscere di che film si trattasse; ma mi ricordo che è carino anche se non ha la fine di Cenerentola.

Soap opera. Dimenticabile commedia italiana con una magnifica Cristiana Capotondi e un’atmosfera da fiaba moderna, ha una trama che passa senza lasciare tracce. Non mi ricordo nemmeno il perché sia in questa lista. Per esistere esiste, se qualcuno lo ha apprezzato me lo dica. (L’ennesima commedia italiana non indimenticabile in positivo, però; mica bene).

A qualcuno piace caldo. Cult con la grandissima Marilyn Monroe e il resto del cast altrettanto stellare, ho adorato questa celebre commedia! E la battuta finale, una delle più iconiche della storia del cinema, lo ha inserito a pieno diritto in questa lista!

Noi siamo infinito. Lo vidi anni fa, al liceo. Un po’ mi rispecchio nel protagonista anche se a differenza sua non ho avuto la fortuna di incontrare un tal gruppo aperto e inclusivo di persone. Il film tratta di temi importanti con sensibilità, tra cui l’omosessualità e l’omofobia; consigliatissimo.

Peccato che sia femmina. Commedia francese con Victoria Abril nel ruolo di una donna che si scopre bisessuale e convive in un triangolo amoroso tra il marito e la propria amante. Divertente, sagace e sensibile, lo consiglio caldamente. Lei come attrice mi piace molto, riesce sempre a fare parti fuori dal comune, memorabili tra la commedia e il dramma.

Ecco, qui siamo arrivati alla fine dell’articolo. Vi chiedo di dare una possibilità a questo mio povero articolo dimenticato anche perché in esso racchiudo un pezzetto della mia anima, per chi vuole conoscermi meglio. Che altro dire, oggi inizio il corso di scrittura creativa! Ciaone e alla prossima!^^

10 Queer Movies: qui

10 Queer Movies 2: qui

10 Queer Movies, terza parte: qui

Il Poirot di Kenneth Branagh & Assassinio sul Nilo

Buongiorno! Oggi desidero commentare brevemente il Poirot di Kenneth Branagh e la sua interpretazione di Assassinio sul Nilo.

Poiché il personaggio è tratto dalla saga di Agatha Christie ed esistono un libro e svariate trasposizioni con il medesimo titolo del film, il post conterrà eventuali spoiler.

Poirot

Il Poirot di Kenneth Branagh è molto diverso dai suoi predecessori. Io sono cresciuto con quello interpretato da David Suchet, e poi per qualche film con quello interpretato da Peter Ustinov; ecco, la visione del personaggio di Branagh non ci assomiglia per niente.

Questo Poirot è un uomo d’azione, un cinico e attento investigatore capace di arditi inseguimenti e abile sparatore, prestante e con il volto mascherato da baffi molto più grandi del normale. Se una volta l’investigatore belga era un piccolo uomo affabile e ospitale, inoffensivo, qui perfino il bastone da passeggio diventa un’arma e Poirot in toto si trasforma in un uomo polite ma sempre freddo e distante, intento ad osservare la vita che gli scorre intorno.

Con un personaggio del genere, ovviamente anche il taglio dei film che lo ospitano cambia radicalmente.

Ci sono molte scene d’azione, troppe scene d’azione, alcuni piccoli jumpscare (o scene d’azione in miniatura) per mantenere alta l’attenzione del pubblico in attesa del primo omicidio. La regia e il montaggio sono molto frenetici, con virtuosismi di camera che non mi hanno impressionato minimamente risultando alquanto fastidiosi. Rimangono i grandi campi lunghi e lunghissimi per mostrare l’immensità del paesaggio, ma non sono più viste paradisiache di paesaggi da sogno ma invece riflessioni su quanto l’umanità è piccola in confronto alle grandi costruzioni storiche o alle bellezze del mondo.

Sembra quasi che Branagh tema che il pubblico, ormai abituato all’azione dei cinecomics e agli horror ricolmi di jumpscares, senza un preciso taglio non riesca a concedergli l’attenzione dovuta.

Death on the Nile

Sono andato a guardare Assassinio sul Nilo in madrelingua sottotitolato in italiano al cinema, e quindi alcuni errori di traduzioni mi sono passati senza far danni. Ho apprezzato molto i dialoghi nella prima parte, molto soffici e suadenti, come se fossero onirici. Non ho apprezzato il prologo del film: in bianco e nero, ambientato durante sul campo di guerra; temevo che fossi entrato nella sala sbagliata!

Il film scorre bene, ha un cast esteticamente molto bello ma non impattante come le precedenti trasposizioni, perfino la precedente trasposizione di Branagh (sul celebre treno) aveva un cast più carismatico e memorabile. Credo che se avesse svolto un casting differente, almeno per il triangolo amoroso, le sorti del film sarebbero cambiate radicalmente.

E poi la telecamera! Fa di quei giri allucinanti pur di abbagliare lo spettatore, si allontana dalla nave e si adagia sul letto del fiume o si avvicina alla riva per mostrare un coccodrillo che si pappa un gabbiano. Abbastanza evitabile.

Ah, e a parte una scena dell’interrogatorio, tutti gli indizi erano impossibili da percepire rendendo questo Whodunit abbastanza fallimentare. Anche il cambio di etnia dei personaggi era inutile, mi sarei aspettato che tra le cause esplicite per non far sposare i due starcrossed lovers ci fosse che lei era nera, ma ciò non viene esplicitato; allora perché non lasciarla bianca?

Conclusioni:

Kenneth Branagh nel suo primo film su Poirot, di cui ho parlato qui, aveva dato vita a un’interessante trasposizione del personaggio e del libro, ma qui secondo me si prende troppe libertà con effettivi pochi successi; avrei preferito un altro cast e una camera maggiormente fissa e meno maratoneta. E voi lo avete visto?

Un adattamento meglio riuscito pur con le dovute reinterpretazioni

10 film con bei costumi 7.0

Buongiorno! Oggi si torna alle liste di film, con una lista che ormai ha fatto radici dentro al mio piccolo blog: dieci film da guardare per i costumi, che siano d’epoca o eleganti manifestazioni delle personalità dei personaggi! Buona lettura.

Zoolander. Divertente commedia con Ben Stiller e Owen Wilson nei ruoli di due modelli all’apice del successo che rivaleggiano per essere i più richiesti nel mondo della moda. Parodia demenziale del mondo della moda, offre moltissimi costumi e trucchi stupendi, e trovate visive veramente carine.

Pane e burlesque. Commedia italiana con Laura Chiatti, parla di una ballerina di burlesque che, tornata nel suo paesino per l’eredità paterna e trovatasi in difficoltà, assume alcune sue compaesane per aiutarla nei suoi spettacoli. Come con il Burlesque con Xtina, il trucco e gli abiti, in cui prevale l’eros, sono sempre belli da guardare; inoltre, alla commedia si unisce benissimo al tipico sessismo (mostrato stavolta come tossico) che piace tanto all’Italia e alle sue produzioni.

Potiche – La bella statuina. Brillante commedia con Catherine Deneuve, sempre fonte di eleganza e classe, nel ruolo di un’anziana donna che dopo una vita come moglie-trofeo si ritrova a capo dell’azienda del marito almeno fino a quando lui non si rimette. I costumi sono sempre stupendi, sia quelli dalla narrazione presente sia quelli dalla narrazione nel passato. Vi consiglio vivamente questa piccola perla, veramente un film che unisce eleganza e lotta sociale interna alla famiglia (si può parlare di femminismo?).

Millie. Esilarante commedia musicale ambientata negli anni ’20 con la frizzantissima Julie Andrews come protagonista, questo è il regno del tiptap e del canto, regno che si unisce allo splendore alle vesti e agli ambienti più ricchi dell’aristocrazia; io ho adorato il film, l’intreccio della trama poi rivela alcune sorprese veramente gradite e non si smette mai di ridere! E poi sono gli anni ’20, adoro quella moda!

The young Victoria. Film d’epoca, la protagonista è una regina; che altro devo dire? Interni e costumi riccamente decorati, con una brava Emily Blunt nel ruolo della celebre regina inglese. La narrazione procede con calma, dividendosi in parte tra la relazione tra i due sposini reali e la lotta di lei per mantenere la propria autorità, perfino con il marito. Da vedere (credo sia ancora su Raiplay).

Underworld. Horror fantasy d’azione con Kate Beckinsale e Michael Sheen, trattadi temi come razzismo e rivoluzione sociale uniti a figure gotiche quali i vampiri e i licantropi. La fotografia è sempre molto cupa, con il chiarore delle pelli che viene risaltato, e sempre questi costumi che si dividono tra i vestiti in pelle nera dei combattimenti e la raffinatezza degli outfit per le feste private dei ricchi e raffinati vampiri.

L’impareggiabile Goldfrey. Non me lo ricordo ma deve avere degli ottimi costumi.

Pretty woman. Grande classico, ne parlai qui molto tempo fa. Mi è sempre piaciuta l’importanza che il vestiario vanta all’interno della pellicola: ogni giorno lei ha un outfit diverso, la classificazione sociale che subisce dipende da ciò che indossa e la scena vendicativa di lei che torna dalle commesse stronze mi galvanizza ogni volta. Ma l’abito migliore è ovviamente lo scollato rosso con la cascata di riccioli sul viso.

Via col vento. Vediamo se esiste al mondo qualche capretta che ancora non l’ha visto. Se l’avete visto sapete già perché l’ho messo qui.

Emma (’96). Versione con Gwyneth Paltrow e diretta da Douglas McGrath, questa Emma è molto più dolce e posata della versione interpretata da Anya Taylor-Joy che vidi al cinema due anni fa. I costumi ovviamente sono stupendi, come gli interni, ma è la recitazione che è squisita, elegante e posata; il film spruzza gentilezza e classe da ogni poro. E questa Emma è veramente gentile, nella scena in cui senza volere insulta l’amica anziana e povera quasi non avevo percepito l’offesa!

Ecco, siamo arrivati alla fine dell’articolo. Io ora sto lavorando alla prima correzione della bozza per la tesi, erano anni che non vedevo tanto rosso in un mio scritto! Ma vedo la fine e sono veramente felice! Ciao!

Consiglio 5 film: Gennaio

Buongiorno! Oggi è il primo di Febbraio, Gennaio si è concluso e questo pomeriggio purtroppo ho il dentista; povero me. Comunque Gennaio è andato via, un mese importante per la uni e per il blog, grazie all’esame passato (si spera), l’inizio della scrittura della tesi e il blog sempre in fiore. Durante Gennaio sono riuscito a vedere alcuni grandi film e la selezione questa volta è stata particolarmente dura, anche se alla fine ho voluto unire la qualità a una certa varietà di narrazioni e generi. Buona lettura!^^

Doctor Strange. Secondo me è la migliore pellicola che ho visto del MCU, una origins story diversa dal solito e una trama particolarmente adulta e creepy. Benedict qui conosce già tutte le sue potenzialità ed è un uomo finito, già arrivato: è un incidente dato dalla sua arroganza a iniziarlo al percorso di miglioramento che lo porterà a essere uno dei custodi dell’umanità. Arricchito da una grafica da paura e una regia e un montaggio frenetici, secondo me DS è la storia della battaglia interiore del suo protagonista diviso tra l’arroganza e l’avidità intellettuale vs la sua generosità e la sua capacità di capire il meglio per gli altri.

Scream Trilogy + Scream (’22). Finalmente ho recuperato anche questo cult moderno dello slasher, piccola perla capace di amalgamare gli stilemi del cinema anni Settanta e Ottanta con le regole del cinema moderno. Inoltre, piccolo dettaglio che lo separa dal resto del cinema slasher, non so se lo avete notato ma nella saga di Scream non c’è MAI un nudo femminile! Per ulteriori sulla saga approfondimenti cliccate qui.

West Side Story. Cult degli anni ’60 tratto da un musical teatrale altrettanto di culto, WSS è sicuramente un capolavoro capace di far parlare di sé, usando come basi il celebre dramma di Romeo e Giulietta per parlare invece delle problematiche dell’immigrazione e di quanto poi sia difficile la convivenza tra popoli diversi, quanto sia difficile l’integrazione non solo nelle strade ma nei cuori degli ospitanti (che si sentono invasi). Una riflessione ulteriore molto interessante riguarda il fatto che se la gang americana accusa i portoricani di averli invasi, i portoricani non solo hanno una propria gang ma sono lavoratori, mentre gli altri sono degli sfaticati e perdigiorno. Poi vabbeh, ovviamente i costumi e le musiche e le luci sono fantastici anche se in certe sequenze (soprattutto iniziali) nelle scene più concitate non riuscivo a distinguere chi facesse parte di quale banda.

La rosa tatuata. E’ il secondo film che vedo della nostra Anna Magnani ma almeno lo ho amato e ho amato lei! Interessante come del marito di lei vediamo solo le spalle e il tatuaggio, perché prima dormiva nella penombra e poi schiatta, e quindi lo conosciamo solo attraverso i discorsi commemorativi della protagonista e le chiacchiere di paese. Qui il sesso è visto quasi come il peccato capitale da gestire con parsimonia: Serafine si concede solo quando si sente finalmente svincolata dal marito, la figlia quasi è rinchiusa in casa per paura che vada con i marinai; le atmosfere sono sempre abbastanza leggere ma virano spesso tra il dramma più sentito e la commedia. Bellissimo!

The Gentlemen. Diretto da Guy Ritchie, mi piace molto come regista se non lavora con Madonna, e qui produce una commedia a forti tinte thriller e splatter, a tratti molto violenta. Inizia con un grandioso flash-forward per poi ricominciare dalle origini del protagonista con una bella introduzione narrata; solo dopo inizia il vero film intrecciando il presente narrativo con vari flashback. Inutile farlo notare, il film ha un montaggio strepitoso. Poi ho apprezzato anche il cast, la regia, i costumi e la mitologia gangster molto sofisticata ed elegante; forse anche per questa eleganza del film le scene splatter sembrano ancora più splatter di quanto non lo siano in verità. Lo consiglio vivamente, tiene tantissimo con il fiato sospeso e sa usare benissimo i twist narrativi!

Ecco, siamo arrivati come al solito alla conclusione dell’articolo. Febbraio equivale a scrittura della tesi, se non scriverò starò meno al computer e quindi si ridurrà anche il tempo che passo a leggere gli altri; vi volevo avvisare. Vi ringrazio ancora per il tempo che dedicate al mio piccolo blog, ciao!

Il prof mentre legge i calcoli e le bozze che gli mando 😂

10 musical da scoprire 3.0

Buongiorno! Oggi torniamo con la terza parte di una lista di dieci film che miscela in sé due lati del mondo del cinema: film e musica! Infatti, i protagonisti sono dieci musical cinematografici da riscoprire, alcuni molto recenti mentre altri risalgono a prima degli anni ’70!

A star is born. Campioni d’incassi con una delle canzoni più redditizie mai cantate da Lady Gaga –Shallow– , questo film apre la lista splendidamente! Visto in tv, Lady Gaga qui acqua e sapone forma una coppia molto affiatata con Bradley Cooper e ci regala un’interpretazione quasi autobiografica, portando su schermo temi a lei molto cari come il popolo queer -che l’ha sempre sostenuta- e il suo corpo, da sempre oggetto di arte, scherno da parte degli haters e body positivity nelle sue imperfezioni!

Nightmare before Christmas. Dai, chi non lo conosce? E chi non lo ha mai letto in una delle tante liste del mio blog? Le canzoni sia in inglese sia in italiano sono stupende e trascinanti, mi hanno plasmato l’infanzia in italiano e mi hanno regalato una piacevole sorpresa in inglese, scoprendo che sono state coverizzate da celebri cantanti (Marilyn Manson per esempio) in un album speciale per il film! La vostra preferita?

The greatest showman. Molti lo hanno criticato perché non è fedele alla vita del circense e imprenditore, ma secondo me essendo ispirato a Phineas Taylor Barnum e non basato su di lui è fin troppo fedele. Le musiche sono splendide, le coreografie molto accattivanti e i costumi molto belli; e i temi portati (riscatto sociale, discriminazione e razzismo) sono narrati in modo molto leggero ma mai sciocco. Molte canzoni le riascolto ancora adesso e pure questa colonna sonora è stata ricantata da famosi cantanti attuali (ad esempio, Kesha o Pink).

My fair lady. Lo ammetto, l’ho visto in italiano ma a mia discolpa il registratore e la tv non vanno d’accordo e le immagini sono sfalsate (come se i fotogrammi al posto di unirsi in un video si sovrapponessero) e poi la tv tronca i sottotitoli; non avrei mai potuto guardarlo in inglese al primo tentativo senza conoscerlo & senza sottotitoli! Devo dire che questa pellicola è una delle poche in cui ho notato esserci troppe canzoni, troppo lunghe anche dove sarebbero bastati dei dialoghi veloci piuttosto che elaborate coreografie. Ma ho adorato i costumi, gli ambienti e l’elegantissima Audrey Hepburn!

Lorax – Il guardiano della foresta. Ne ho parlato qui, leggete pure.

Millie. Divertente film con la Julie Andrews, è il regno del tiptap e dei bei costumi. Credo che ci sia un forte Asianfish all’interno del film ma è una gioia per gli occhi!

Pene d’amore perdute. Interessante film diretto e interpretato da Kenneth Branagh, ha scenografie, costumi e canzoni molto belli. Ma è lentissimo, troppo lento.

Bohemian Rhapsody. Montaggio fenomenale e stupenda anche la tecnica di narrazione, con un flashforward all’apice dei Queen per poi cominciare a raccontare la storia del gruppo dalla sua formazione. Non ho capito se le canzoni sono cantate da Rami Malek o se sia un bieco karaoke ma comunque l’esperienza è sorprendente e avendolo visto due volte ravvicinate, si fa guardare con molta partecipazione: carica abbestia!

Fascino. Molto elegante pellicola con la stupenda Rita Hayworth, parla di una ballerina che arrivata alla ribalta dovrà scegliere se stare tra le star o tornare nel piccolo locale dell’ex, che l’ha lasciata andare per la sua strada. Anche qui troppe canzoni ma almeno qui i balletti (tutti a suon di gambe e tiptap) sono piacevoli da vedere e molto variegati. Fatto divertente è che Rita canta spesso in questo film ma non è lei a cantare; peccato, la canzone che il suo personaggio canta ha vinto l’Oscar!

West Side story. Classico degli anni sessanta, con grande mio disappunto scopro che pur essendo fortemente a Romeo e Giulietta, la Giulietta di turno non muore; schiatta solo Romeo! Che dire? Capolavoro indiscusso! Mi è sembrato molto ironico comunque che da una parte ci sia la gang degli americani nullafacenti mentre dall’altra parte ci sia la gang dei portoricani, di cui almeno le donne (se non anche gli uomini) lavorano nella sartoria; interessante che siano gli stranieri a essere onesti lavoratori! Poi ho adorato i costumi (ma avrete capito che adoro i bei vestiti) e il reparto luci, che ha fatto un lavoro straordinario!

Ecco, siamo alla fine. Li avete visti tutti a parte Lorax spero, vero??? Qui sotto vi lascio le altre due liste sui musical da non perdere, e vi saluto. Ciao!

10 film musical da guardare: qui

10 musical da non perdere 2.0: qui

Scream: metacinema, sangue e femminismo!

Buongiorno! Oggi torniamo a parlare di cinema horror con una delle saghe più iconiche degli ultimi anni: Scream, che è stata in grado di revitalizzare il genere slasher e l’horror in generale grazie ad attente sceneggiature e giocando sugli stereotipi del genere.

Finora, la saga di Scream è composta da ben 5 episodi: il primo risale al 1996 mentre l’ultimo (ma probabilmente solo per ora) è del 2022; appena uscito. I protagonisti assoluti sono due: Sidney Prescott e Ghostface, il serial killer mascherato che, in ogni film con un’incarnazione diversa, perseguita Sidney e i suoi amici compiendo stragi prima di venire ucciso.

L’articolo conterrà pesanti spoiler sia sui film precedenti sia su quello appena uscito.

Se dovessi descrivere Scream in tre parole userei metacinema, sangue e femminismo! Questa saga è perfetta per i cinefili e i cultori del cinema horror in generale, grazie alle sue citazioni dotte, ma non si scorda nemmeno degli spettatori che vogliono solamente svuotare la mente e vedere uno psicopatico sbucare da dietro le porte o da dentro l’armadio per sbudellare poveri adolescenti ignari! E per concludere, secondo me questa è anche un saga femminista: qui non solo le protagoniste sono donne, ma queste donne ragionano e si difendono da sole, scappano da sole e da sole fanno il culo al killer (ovviamente se non rappresentano l’offerta al dio Slasher essendo carne da macello)!

SIDNEY:

Sidney Prescott è il personaggio più rappresentativo dell’intera saga e infatti incarna i tre concetti appena elencati.

Sidney è una sopravvissuta. E’ sopravvissuta a un fidanzato psicopatico, a un fratellastro furibondo e a una cugina gelosa; ora perfino a dei fan morbosi; è una sopravvissuta perché lei sa scappare, sa quando sparire e negli anni impara ad affrontare le proprie paure e a insegnare ad altre vittime come sopravvivere. Secondo me è Sidney la vera trama della saga; non Gale o Linus e nemmeno Ghostface; è il personaggio interpretato dalla Campbell che regge su di sé tutti i film e quando esso manca dallo schermo l’interesse per le vicende ne soffre terribilmente!

GHOSTFACE:

Ghostface, invece, è il jolly: un assassino che unisce il cinema alla psicopatia, mette nello spettatore uno stato d’animo tra l’inquietudine e l’impazienza di scoprire come attaccherà le vittime. Sempre usando la sorpresa e la crudeltà. Credo che i migliori Ghostface della saga siano quelli del primo e del quinto film, mentre l’assassina (in generale) più interessante sia Jill Roberts.

Ghostface è uno dei killer più caratteristici non solo per la maschera ispirata all’Urlo di Munch ma anche perché ad esso è associata tutta la questione della metacinematografia: celebri sono le sue telefonate alle vittime in cui pone loro domande riguardanti il mondo del cinema horror, per poi sbucare dietro la vittima, sbudellarla e appendere trionfante il cadavere dove può essere notato! E con il fatto che in ogni film la persona dietro alla maschera sia diversa, rende il tutto anche un thriller, con le speculazioni su chi ogni volta possa essere l’assassino; ciò non mi ha mai interessato personalmente, io voglio vedere uno slasher non La signora in giallo.

MA FA PAURA?

Molti mi chiedono se la saga di Scream faccia paura, paragonandola ai film recenti come The Conjuring o ai mostri sacri come Halloween. Secondo me, dipende dalla sensibilità individuale.

Scream non si basa sui jumpscares ma non si basa nemmeno su crudità del calibro di Saw: vediamo l’orrore dell’inseguimento, la tensione della telefonata, siamo portati a tenere d’occhio ogni angolo e ogni porta vicino al personaggio al telefono, ma alla fine vediamo a malapena le coltellate iniziali. E’ un orrore più psicologico che visivo, come quando nella primissima scena di Scream i genitori di Casey ascoltano impotenti al telefono i gemiti di morte prossima della loro unica figlia. Forse è Scream (’22) il più violento, anche se come tensione nessuno Scream si è mai tirato indietro.

Ecco, di solito la scena più violenta o bella (a livello psicologico o visivo) è quasi sempre la prima; e il successivo picco è nell’atto finale, mentre la narrazione centrale serve solo a mostrare il sangue, dare la morte ai personaggi e l’adrenalina agli spettatori!

METACINEMATOGRAFIA & STAB

Metacinematografia è uno dei concetti fondamentali per apprezzare la saga (l’ho messo pure nel titolo dell’articolo!) e quindi non si può non sapere che, all’interno del mondo narrato in questa prolifica saga, esiste una saga di film horror chiamata Stab!

Il primo film di Stab esce all’interno di Scream2 ed è basata sugli eventi di Scream1; in Scream3 gli omicidi sono legati all’ordine di morte dei personaggi di Stab3 e la trama di Stab8 è alla base della nuova strage di Scream5. Impossibile quindi scindere Scream dalla sua metacinematografia interna!

Inoltre ovviamente sono innumerevoli le citazioni di titoli celebri degli horror e non, con una particolare propensione agli slasher (Halloween, Venerdì 13, Nightmare) e a Psycho e L’esorcista. Stupendi pure i camei, anche se il mio preferito rimane il cameo di Wes Craven nel suo stesso film interpretando uno dei propri personaggi più celebri: un bidello con le sembianze di Freddy Krueger – per chi mi segue sa benissimo quanto io ami quella saga!

CONCLUSIONI:

Per concludere questa mia leggera trattazione, ho deciso di condividere la mia personalissima lista di gradimento dei 5 capitoli della saga di Scream: qui c’è solo la mia opinione.

  • Primo posto: Scream (’96). Il capostipite, il cult, senza di esso non esisterebbe niente. La prima scena con Drew Barrymore è famosissima, si empatizza con lei solo per poi vederla sbudellata e impiccata! E poi tutti i personaggi sono genuini, nel cast sono presenti molti attori che amo e la trama procede veloce fino a un atto finale che ho lodato!
  • Secondo posto: Scream 2. L’uccisione della ragazza nella sala del cinema è uno dei momenti più ironici dell’intera saga! Una ragazza viene uccisa davanti a un’intera platea di spettatori e nella follia del debutto di Stab nessuno se ne accorge! Anche l’inseguimento di Gale nel college è stupendo, tiene veramente con il fiato sul collo. Nell’insieme un film ricco di tensione e di inseguimenti pensati benissimo!
  • Terzo posto: Scream 4. Questo lo vidi al liceo e ho ricordi vaghi, ma quello che mi ricordo è bello: la prima scena è una matrioska di film, poi c’è il personaggio di Jill interpretato da una bravissima Emma Roberts che regala una delle rivelazioni del killer migliori dell’intera saga. E poi, cosa più importante, i personaggi storici si mischiano perfettamente con la nuova generazione, riuscendo quindi a integrare nuovi personaggi senza dimenticare le basi su cui si poggia la saga.

  • Quarto posto: Scream (’22). Se il capitolo precedente era riuscito ad amalgamare personaggi storici e nuovi con efficacia, questo fallisce clamorosamente: troppo poca Sidney, troppi personaggi poco approfonditi e troppo tempo alla nuova survivor-wannabe. Gli omicidi in sé sono belli, la prima scena è un grandissimo remake della prima scena dello Scream capostipite, ma il minutaggio del cuore pulsante della saga è veramente troppo esiguo. Qui spesso mi è venuto in mente ripensando alla trama al termine fanfiction, ma alla fine vedendo le tematiche del film potrebbe anche essere voluto.

  • Quinto posto: Scream 3. La tensione abbandona la scena e si vira prepotentemente verso la commedia horror, senza nemmeno i grandi inseguimenti che avevano caratterizzato i capitoli precedenti. Adoro l’ambientazione del film in uno studio cinematografico, dettaglio che porta la questione metacinema alle stelle, ma niente dei personaggi nuovi rimane impresso e la relazione tra Gale e Linus al posto di essere un piacevole contorno diventa centrale, con un oscuramento importante delle vicende della vera protagonista Sidney.

La saga l’ho un po’ riscoperta il weekend prima della visione al cinema di Scream5 e devo dire che la amo molto, mi è piaciuta. Potrei comprare il cofanetto dei cinque film quando l’ultimo uscirà, perché veramente sono rimasto colpito.

E voi? La apprezzate?

Il mio John Carpenter

Buongiorno! Oggi è il compleanno di uno dei registi cult, i cui film mi hanno sempre accompagnato nella mia timida crescita cinefila tra citazioni, riferimenti, recensioni, analisi e alla fine qualche riuscita visione: sto parlando di John Carpenter!

Per celebrare il suo compleanno ho deciso di elencare i film creati dal Maestro che sono riuscito a vedere, con un breve commento ciascuno, concludendo infine l’articolo con un commento generale sul suo stile e di come l’ho recepito in quanto a spettatore. Buona lettura.^^

Halloween – La notte delle streghe

Forse il suo film più celebre e iconico? Di certo è quello che ha dato vita al franchise più longevo e fortunato, regalando al mondo la bravissima Jamie Lee Curtis e il diabolico Michael Myers! Mi ricordo che la prima volta che vidi il film ero al liceo, stavo cercando disperatamente di recuperarmi i classici dello slasher perché all’epoca era il mio genere horror preferito; purtroppo, Non aprite quella porta è rimasto introvabile. Che dire della pellicola, in verità di esatto mi ricordo più il terrore e l’ansia che essa mi ha trasmesso, questa Ombra della Strega che pian piano si ossessiona alla vittima e non la lascia in pace fino a quando finalmente la uccide, inquietantissima la scena finale quando Laurie pensa di averlo ammazzato e lui si rialza mentre lei è voltata a piangere!

Fog 

Di questo film feci un articolo, qui. Adoro le sue atmosfere, mi ha sempre ricordato Lo Squalo di Spielberg perché con le sue nebbie minaccia una città il cui sindaco si rifiuta di raccomandare ai concittadini di non uscire (e venire sbudellati). Anche qui l’ansia regna sovrana, anche qui le case non sono il posto di salvezza ma le porte d’ingresso sono miseri ostacoli di fronte all’ineluttabilità dell’assedio. La sequenza migliore? L’inseguimento nel faro, ovviamente!

1997: Fuga da New York 

Di solito non amo molto i film fantascientifici (distopici per altro) ma questa pellicola riesce a creare un mondo pericoloso, aggressivo e disperato come pochi. L’interpretazione di Kurt Russell è veramente formidabile, anche se ho empatizzato con il personaggio di Adrienne Barbeau, già attrice in Fog e protagonista della sequenza di quel film che preferisco. In aggiunta, secondo me la pellicola ha il merito di avere ispirato la famosissima saga videoludica di Batman Arkham, con il secondo capitolo chiaramente figlio di questo capolavoro.

Grosso guaio a Chinatown 

Per i lettori più attenti del mio piccolo blog, questo titolo non dovrebbe risultare nuovo: lo ho citato in almeno due liste! Indovinate, se volete, quali! Sono sempre affascinato dal mondo che Carpenter riesce a creare, quasi un micro-cosmo a sé stante dentro a San Francisco: costumi, scenografie, intere leggende e perfino un sistema magico! Con uno stupendo placebo finale! Ho adorato il ritorno di Kurt Russell e la giornalista interpretata da Kim Cattrall, forse un pelino troppo passiva alla fine.

Vampires 

Sicuramente uno dei film più cruenti e splatter di quelli che ho visto finora, Carpenter abbandona le atmosfere gotiche e preferisce ambientare il tutto nell’era moderna, usando come tematiche il dramma sociale e l’inesorabilità del destino. Qui i Vampires sono essere cruenti, guidati e tenuti in vita da un leader che funge da capobranco della nidiata; sangue e dramma si mescolano in un’opera che mescola azione e orrore in un modo veramente accattivante! E’ nato prima questo film o The Day Walker (citazione marveliana)?

The Ward – Il reparto

Torniamo con un luogo assediato da un individuo ostile, una presenza questa volta, che uccide lentamente in stile slasher paranormale le pazienti dell’ala psichiatrica di un ospedale. Lo vidi molti anni fa, ma ancora oggi mi ricordo alcuni jumpscares piazzati benissimo. Forse il meno autorevole e memorabile tra i film visionati ma la solitudine e il senso di disagio sono sempre presenti e assieme a un cast solido riescono a dar vita a un bel filmetto e a un twist finale che rende il tutto tristemente molto più realistico di quanto mi sarei mai potuto aspettare.

Commento generale sul regista e il suo stile

Premetto che sono cosciente che mi mancano ancora troppi suoi classici (La cosa, Essi Vivono, Il villaggio dei dannati…) per avere un’idea anche solo parziale ma comunque ritengo di potermi definire un suo estimatore: tutti i film che ho citato mi sono piaciuti e sono riuscito a trovare un filo conduttore tematico!

Carpenter è un regista, sceneggiatore e compositore; sono sue molte delle colonne sonore dei suoi film e dei sequel di Halloween! E composizioni come le sue riescono sempre a creare un’atmosfera terrificante, trascinante e accattivante; memorabile come la semplicità della colonna sonora di Halloween ti entri nelle ossa! Inutile ribadire che parlando di questo artista non bisogna mai dimenticarsi del suo lato di musicista.

Nei suoi film di Carpenter ho notato come tematiche la paura costante, il senso di angoscia e solitudine, perfino dentro alle proprie abitazioni dove invece dovremmo sentirci al sicuro. Inoltre, Carpenter è un regista con una fantasia infinita che è riuscito a produrre i suoi capolavori con budget ridicoli; ciò dice molto. E una critica sociale anche, di come gli outsiders e gli innocenti spesso siano sempre quelli lasciati vivere, perché un senso di vendetta (umano o divino) è sempre rintracciabile!

Insomma, Carpenter è un artista che ci ha dato tanto e secondo me, anche solo con le colonne sonore, ci può dare ancora molto. E voi, quali ricorda vi sblocca leggere questo articolo? Avete un suo film preferito o che con rammarico vi manca?

Non è l’Halloween originale ma ho adorato sentirla durante i titoli di testa!

10 streghe potenti 4.0

Buongiorno!

Con dispiacere torno con una nuova lista, l’ennesima nel mese di Gennaio, perché sono nel pieno dell’attesa per l’esito di uno scritto che se passato mi fa avere un orale a giorni via computer; l’esame è inglese, B2.

Questa è la quarta parte di una lista molto amata qui sul blog, lista che è iniziata con l’elencare film con streghe potenti e fighe fino ad allargarsi a qualsiasi personaggio stregonesco: maghi, streghe, stregoni, cartomanti e veggenti! Mi piace molto come format perché mi permette di citare film molto distanti fra loro, ampliando così l’offerta che do ai miei lettori.^^

Le Streghe del mio cuore

Quindi anche oggi propongo dieci streghe e stregoni del tutto particolari, ognuno caratterizzato a modo suo. Passiamo da pellicole per bambini allo splatter più puro, passando per film famosissimi fino a opere di cui non ho la benché minima memoria. Buona lettura!

Molly Moon e l’incredibile libro dell’ipnotismo. E’ un filmetto per bambini su di un’orfana che vorrebbe diventare famosa e usa l’ipnosi per far carriera; secondo me è un film sulla magia per il semplice fatto che non credo l’ipnotismo funzioni come lo descrivono nella pellicola. Carino se avete dei bambini piccoli.

La Befana vien di notte. La Cortellesi mi è sempre piaciuta e qui interpreta la Befana! Fiaba fantasy NON per bambini, il film si caratterizza per essere una frizzante commedia fantasy con tinte molto creepy, come quando i bambini stavano per essere schiacciati a morte. La resa è stupenda, poi le scene di volo e il trucco sono veramente meravigliosi.

Cruel Peter. Film horror italiano visto su RaiPlay (che me*da acquista la Rai coi nostri soldi??) di dubbia qualità, è la solita e trita storia di fantasmi che vogliono possedere vivi e vendicarsi. L’unica nota interessante è la strega, inquietante e ben caratterizzata nonostante la breve comparsa.

Merlino e la battaglia dei draghi. I film (o le serie tv) cambiano ma la domanda rimane: Merlino oltre a far volare di qualche metro le persone sa fare esattamente qualcosa?

Phenomena. Ok, parlare empaticamente con gli insetti può non essere frutto di stregoneria ma mi piaceva la lettura paranormale. Invece, per chi ha visto il film nella versione originale, durante gli inseguimenti c’era musica rock? Perché rovinava completamente l’atmosfera e non è la prima volta che il Darione lo fa! Belle le atmosfere romantiche ma quella musica rovina tutto.

The Medallion. Brutto film con Jackie Chan. Brutto brutto brutto. Immaginatevi le scene tipiche dei recenti film di Jackie mischiate a un film in cui un medaglione impugnato da un bambino speciale rende immortali. Brutto.

La terza madre. Alzi la mano chi ha un esempio su come rovinare una trilogia iconica con un solo terzo film. Io lo so, io lo so! E l’esempio è questo stesso film, imbarazzante e caratterizzato da una costruzione narrativa che non spiega minimamente le basi magiche su cui si basa, rendendo incompleti e paradossali pure i film precedenti. Altro flop targato Argento.

Hellboy (remake). Splatter, tamarro e con una grafica assurda; l’ho adorato. Qui la strega che ammalia è interpretata da Milla Jovovich, che rende le tematiche sulla discriminazioni dell’Hellboy precedente molto più preponderanti. Figa, potente, rende tutti gli altri personaggi inutili, lei è la vera protagonista della pellicola!

La principessa e il povero. Di questo film si ricorderanno solo i costumi, le tette enormi della Falchi e la figaggine dei due attori co-protagonisti. Fine. Peccato, il soggetto in sé era molto interessante, poteva essere meta-cinematografico ricordando come i personaggi si interfacciavano tra dei e uomini nei poemi omerici, ma alla fine è una miniserie lenta e noiosa. E lo stregone era ben caratterizzato come villain delle storie medievali; due volte peccato.

Doctor Strange. Si chiude in bellezza: uno dei migliori film del MCU, a mani basse! Profondo, con una CGI pazzesca e un cast stratosferico in partissima. Con la scoperta che Benedict ha recitato sia come il Doc sia come Dormammu, il film si presta benissimo alla lettura di una lotta interiore tra l’altruismo e la bontà d’animo del protagonista e la sua sete di fama e supremazia; con un finale che ci fa capire che non bisogna essere santi ma scendere a patti con entrambi i lati. PS: trucco dei cattivi stupendo!

Un possibile teaser di un mio articolo futuro?

Ecco, siamo arrivati alla fine dell’articolone!

Così tanti flop o bei film mancati mi fa riflettere molto: quanto è difficile costruire un bel sistema magico, o un personaggio misterioso abbastanza da rapire l’attenzione dello spettatore? Per fortuna i pochi bei film della lista la elevano tantissimo, ho amato Doctor Strange e concordo con chi accusa l’ultimo film di Spiderman di averlo nerfato in potere e cervello!

Voi conoscete tutti i film? Cosa ne pensate del cinema di Dario Argento?

10 streghe potenti! : qui

10 streghe potenti 2.0! : qui

10 film con streghe potenti 3.0 : qui

Consiglio 5 film: Dicembre

Buongiorno! Oggi torniamo con la mia tradizionale lista di 5 film che consiglio tra le visioni del mese appena concluso; questo mese essa è stata posticipata per dare spazio alle statistiche del blog nel 2021 ma alla fine eccoci qua! E grandi film nuovi e vecchi ci salutano dalla top! Spoiler per l’ultimo film.

L’amore non va in vacanza. Grande commedia sentimentale natalizia che si stacca dai noiosi stilemi del genere per regalare una storia frizzante ricca di cinefilia! Se volete approfondire, ne ho parlato qui.

Una poltrona per due. Ogni anno lo guardo e ogni anno finisce in questa top! Un film veramente intelligente che unisce il clima natalizio al dramma sociale, spaziando nelle tematiche tra razzismo, classismo e disumanizzazione. Adoro Jamie Lee Curtis nel ruolo e il rapporto che il suo personaggio sviluppa con Winthorpe è sempre bello da guardare: sincero e senza veli, una comunione di menti.

Coco. Film d’animazione di casa Pixar, secondo me è un vero capolavoro d’arte digitale. La storia, molto toccante, mi ha ricordato i classici Disney (la distruzione dei sogni per Ariel e l’importanza della famiglia di Mulan) ma riesce a commuovere creando un mondo proprio basato sui sogni da inseguire. Poi la parte visiva è straordinaria, con colori sgargianti e una grafica che rende i particolari vividi e reali.

Colazione da Tiffany. Non avete idea quanto volessi guardare questo film. Ne ho letto nei libri di cinema, ne ho sentito parlare a Roma presso la scuola Sentieri Selvaggi, tutti lo lodano; e io l’unico stronzo che non lo aveva ancora visto. Tralasciando trama, tecnica e montaggio (di cui tutti parlano), ma quanto sono belli i costumi?? Un’eleganza unica. E anche la sceneggiatura è veramente sottile e sagace. 50 euro di toeletta meno 18 per pulitura di un abito di seta nera per togliere una macchia. LOL.

Spiderman: no way home. SPOILER. Sicuramente è uno dei film dell’anno, forse il più atteso ever. A parte qualche meh per la trama (tutta la vicenda del rimandarli indietro, risolta curandoli? Ma se sono stati teletrasportati pochissimo prima che morissero, anche curati appena tornano indietro schiattano eh) ho i plausi per la sceneggiatura e la cura per i personaggi! Ho amato il ritorno di Tobey Maguire e del suo Spiderman, ho adorato come i tre Spiderman interagiscono e come ogni personaggio dal proprio universo non si riconosca, intessendo un’interessante rete di informazioni. E alcuni parti, sono molto creepy. Adoro.

E così siamo arrivati alla fine del post. Conoscete tutti i film proposti? Spero di sì. E vi saluto, ciaoo!^^