Godzilla: King of the Monsters

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Ciaone a tutti!

Avete presente quei film in cui l’occhio vuole la sua parte, poi sempre di più, sempre di più, fino a quando per godersi il film bisogna dimenticarsi che esiste una sceneggiatura? Ecco, Godzilla: King of the Monsters appartiene a questa categoria; un po’ come Rampage.

Sono andato al cinema a vedere il film con un mio amico, lo stesso con cui ultimamente vado sempre per gli horror, tra cui Halloween e Suspiria, e di sicuro la riuscita della serata l’abbiamo ottenuta grazie alla compagnia reciproca: di suo questo film è facile che porti lo spettatore alla noia.

Ma perché?

Questo film nel suo cast può vantare qualche nome importante che ovviamente ricopre un ruolo altrettanto importante nella storia. Abbiamo la scienziata traditrice per dare un mondo migliore alla figlia, una figlia che si ritrova in un covo di pazzi, un povero padre che lotta tra esseri che non comprende e un uomo che segnato dagli orrori dell’umanità ha deciso di dimezzarne i pericoli. Fin qui sembra interessante, non è vero? No, non lo è; ed in verità risiede proprio in questa negazione la base del problema: i personaggi umani principali sono i veri protagonisti della trama ma non sono né caratterizzati né carismatici, portano azioni sconclusionate e con tutti i loro dialoghi e le loro teorie costringono lo spettatore a provare stati di noia e a scoprire quante volte si possa sbadigliare durante la visione di una pellicola anche lunghetta. Secondo me, se avessero dato maggiore spazio ai mostri anche accorciando i minuti di proiezione il risultato sarebbe stato molto migliore.

Tuttavia…

Godzilla: King of the Monsters, seppur non gode di una buona narrazione che comunque lascia buchi a pacchi e spiegazioni pseudoscientifiche che sono peggio dei film di serie Z, il film è una gioia per gli occhi.

Godzilla e gli altri Monsters sono tutti molto belli e caratterizzati da un colore, sono distinguibili e caratterizzati. Tutti hanno parlato di tutto, e quindi mi limito solo a un piccolo commento. I mostri sono senz’altro molto curati, hanno sicuramente bisogno di un grande schermo per risplendere come si meritano perché il loro corpo è ricoperto di minuscoli dettagli e sfumature caratteristiche; perfino il modo di attaccare o di nascere differisce per ognuno! Quando ci troviamo di fronte a queste visioni è stupendo, riescono a essere minacciosi e carismatici allo stesso tempo; anche se alla fine ce ne vengono mostrati al massimo una decina su ventisette comunque li sentiamo una vera minaccia perché possono veicolare l’elettricità, produrre energia nucleare o volare così veloci da creare veri e propri cicloni: nessuno è al sicuro perché riconosciamo che sono loro i veri padroni del film  mondo! Le battaglie tra i mostri sono belle e ben coreografate, i tempi sono buoni e soprattutto quella finale è un gioco anche di colori. Insomma, una vera e propria meraviglia rovinata dall’antropocentrismo.

Quindi

Godzilla: King of the Monsters è un bel film se visto solo per la visione e senza curarsi di eventuali buchi di trama. Perché? Perché anche se i mostri si fanno attendere sono figherrimi! **