HALLOWEEN KILLS spoilers

Buongiorno! Ieri sera sono andato a vedere il sequel di Halloween 2018, diretto da David Gordon Green, e sono qui per parlarvene; credo che farò qualche spoiler, per cui se non lo avete visto state attenti e continuate a vostro giudizio.

Halloween Kills si dispone rispetto al precedente film del franchise come un seguito diretto agli eventi appena conclusi, con i pompieri che accorrono a spegnere l’incendio in casa Strode per poi venire massacrati dall’Ombra della Strega mentre le tre donne Strode vanno a farsi ricoverare in ospedale inconsapevoli che il serial killer sia stato salvato dalle fiamme.

A me il film è piaciuto, rispetta le tematiche del primo, l’Halloween di Carpenter, lo omaggia con una serie di citazioni, riferimenti e comebacks; tuttavia, per come sceglie di narrare la figura di Michael Myers si pone in netto contrasto col film del ’18 perché se quello mostrava un pazzo che è ossessionato dalla sorella da uccidere, qui egli diventa effettivamente l’Uomo Nero.

Halloween Kills si lascia guardare, non ha jumpscares ma lascia soggezione; purtroppo, a differenza dei due predecessori non credo invogli la ri-visione perché è un film troppo carico di tensione, tensione che non regge una seconda visione.

Le tematiche principali sono ovviamente la follia umana ma non solo come quella dei pazzi ma intesa anche isteria di massa, la stessa che nel Rinascimento ha portato alla caccia alle streghe. Quindi altri temi importanti sono l’impotenza dell’uomo contro gli eventi del mondo, il peso delle emozioni come la paura nelle scelte che facciamo e l’importanza della famiglia non solo nel senso di consanguinei ma anche di persone legate da un certo vincolo o peso emotivo.

Altro tema ricorrente è il riflesso, inteso sia come analisi personale sia come curiosità verso lo sconosciuto: in molte stanze sono presenti superfici rinfrangenti e specchi, tanto che il regista gioca con questi per creare morti più o meno a sorpresa, dettaglio che ho apprezzato molto. Inoltre, il mistero dietro alla camera della sorella maggiore di Michael è veramente interessante, anche se mi ha fatto supporre in anticipo l’ultima scena.

Comunque, ora vorrei entrare nello specifico nelle cose che mi sono piaciute.

Ho adorato i titoli di testa, caratterizzati da scritte arancioni statiche molto anni ’70, mentre a lato c’erano inquietanti zucche che prendevano fuoco. Lo stesso stile è usato per i titoli di coda, senza le zucche.

Le musiche, curate anche stavolta da Carpenter, sono stupende (sempre lo stesso tema, eh) e il coro angelico con quelle due sole note è una delle cose più angoscianti e d’atmosfera possibili, veramente ben fatte!

Il cast è in parte, mai sopra le righe e sempre sul pezzo. Su tutti regnano Jamie Lee Curtis e Judy Greer, quest’ultima nel difficile ruolo di una donna che cerca vendetta ma che spera di mantenere la sua umanità fino all’ultimo. Purtroppo, alcuni personaggi secondari e molti di contorno hanno solo le battute o il minutaggio necessari a renderli carne da macello e quindi forse abbassano leggermente la partecipazione emotiva.

Le morti sono veramente tante, questo non è uno slasher: è un massacro! Se il precedente voleva essere lo slasher per eccellenza, qui invece si distacca molto dal genere. Infatti, l’azione non è circoscritta in un luogo e le morti non coinvolgono solo adolescenti (anzi, di adolescente ne muore 1 solo); e non ci sono nemmeno scene di sesso o pelle al vento. Questo film prende il filone dell’isteria di massa, di un essere invincibile che assedia una cittadina, seminando panico e morte fino a segnarne profondamente la cittadinanza e la memoria collettiva.

Forse le morti sono troppe, perdi la paura anche perché secondo riesci a immedesimarti solo se c’è una vittima su schermo, non undici! Comunque, quelle singole (le vere Halloweenate) sono terrificanti, come l’assedio della macchina oppure lo scontro con la nipote di Laurie Strode. Le altre ci sono, fanno figo ma non sono emotivamente impattanti, non come lo è l’omicidio finale di Karen, un grandissimo omaggio al cult!

Insomma, Halloween Kills è un gran film per Halloween ma non mi sento di consigliarlo ai non appassionati del franchise perché si basa sugli omaggi all’originale. Ora temo che Michael possa diventare come lo zombie Jason: una figura infermabile che fa solo morte rovinando così una bella nuova saga.

Vedremo. Voi lo avete visto? O lo andrete a vedere?

PS: ma secondo voi lo ha ucciso veramente il bambino vestito da scheletro? Sarebbe la sua prima morte infantile e il suo cadavere non era come al solito in posa con gli altri, per cui secondo me no, era solo per fare scena. Per voi?

Halloween (film 2018)

Halloween è un film horror del 2018 diretto da David Gordon Green. Si tratta dell’undicesimo capitolo della serie horror dedicata a Halloween. Tra gli interpreti principali vi sono Jamie Lee Curtis e Nick Castle che, a distanza di 40 anni dal primo film, tornano ad interpretare rispettivamente i panni di Laurie Strode e dell’assassino Michael Myers.

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Commento:
Il film mi è piaciuto molto anche perché di recente avevo visto l’originale di Carpenter ed ero abbastanza fresco dell’inquietudine di Michael e dell’orrore subito da Laurie; ecco, il film si basa su questi due concetti, elevandoli al quadrato e mostrando così una situazione di puro terrore.
La trama è abbastanza lineare e parte con l’ospedale psichiatrico fino ad arrivare allo scontro tra carnefice e carne da macello, anche se alla fine non si capisce chi sia chi: da una parte c’è un malato di mente con la passione per la morte, dall’altra una traumatizzata che ha passato la vita a prepararsi allo scontro arrivando a rovinare la vita sua e della figlia. Alla fine i veri protagonisti sono l’assassino seriale e gli Strode e quindi il film ruota da una parte agli omicidi casuali di un mostro inarrestabile ma capace di un inspiegabile carisma e dall’altra di una profonda paura che sfocia in un ossessione violenta. Nessuno dei due è mai riuscito a voltare pagina e infatti per tutta la pellicola si rincorreranno.
Le ambientazioni sono molto belle, le case accoglienti (ecco, non quella della protagonista) ma gli esterni sempre freddi e se non c’è gente anche abbastanza spettrali; ironico è che la maggior parte delle morti non avvenga all’aperto ma in luoghi chiusi quasi a indicare la falsità delle nostre credenze. Il luogo più misterioso e ansiogeno: la casa di Laurie alla fine, per colpa del labirinto e della quantità di oggetti che la caratterizza!
Michael Myers lo vedo come l’istinto omicida, uccide non per una motivazione specifica ma perché non può farne a meno: è estremamente forte, ha movimenti robotici perché sembra non sappia fare altro che uccidere, uccidere è la sua conversazione; ma non è imbattibile, è vecchio, entra se trova aperto, non sfonda nulla e attacca di sorpresa sfruttando le fragilità delle persone.
Le tre donne protagoniste per me rappresentano i tre tipi di forza: Laurie è quella segnata che ha scelto di reagire, Rachel è la madre e la figlia allo stesso tempo ed è quella più affettuosa, Allyson è la più innocente. Una forza tutta femminile, che mostra anche come le paure possano essere trasmesse dalla traumatizzata Laurie che stressa la figlia alla nuova traumatizzata Allyson.

Scene belle:
-Il manicomio
-Nascondino finale
-Ogni scena con Laurie solista
-La scoperta dei cadaveri

Rimandi:
-La babysitter coperta con il lenzuolo
-Il ragazzo appeso al muro con il coltello
-Laurie che guarda Allyson a scuola
-Michael non uccide il neonato