Una sofferenza eterna

The Age of Adaline è un film del 2015 diretto da Lee Toland Krieger con protagonisti Blake Lively, Michiel Huisman e Harrison Ford; l’ho apprezzato molto per come tratta il tema della solitudine e la paura della vita anche se apparentemente sembra sempre si abbia tutto.

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Commento:
Ho apprezzato molto questo film perché nella sua trama molto semplice tratta di temi molto importanti quanto immortali: cosa accadrebbe se vivessimo in eterno? Saremmo capaci di mantenere i contatti con quelli che invecchiano?
Pensavo, quando ho iniziato a guardarlo, di trovare un film interessante forse spensierato ma sicuramente non un dramma profondo che mi ha spiazzato duramente per l’agonia e la sofferenza che la protagonista prova per la sua incapacità di invecchiare. Pensa cosa accadrebbe se vedessi tutta la gente morire mentre tu rimani uguale come un fenomeno da baraccone, temi di essere preso come cavia umana e quindi nessuno ti si può avvicinare, perché sennò potrebbe scoprire l’oscuro segreto! Questa solitudine l’ho trovata veramente agonizzante: infatti, nei momenti difficili, nei dilemmi, il film si muove su inquadrature lente che si focalizzano sugli sguardi tristi e intensi giocando poi in contrasto con le disperate fughe di lei che scappa da ciò che non sa affrontare.
Secondo me il casting è perfetto: Lively ha una bellezza composta che può benissimo adattarsi a quella di una donna vissuta troppo che quindi si muove con un portamento allo stesso tempo guardingo ma sempre composto. Invece, i due uomini della famiglia Jones (cognome comune apposta?) sono i veri interpreti delle paure della ragazza: la paura di innamorarsi incarnata da un uomo affascinante e la paura del passato fattasi carne con un vecchio Ford memore del passato; perfetti.

Ecco, la trama è bella e intrigante, l’incidente finale è la fine perfetta per un film del genere e gli attori sono perfetti per il ruolo che ricoprono. Ovviamente, lo consiglio a tutti!