10 film con i veggenti

Buongiorno! Oggi torno a parlare di cinema fantasy portando sul blog una lista di dieci film con i veggenti, coloro che attraverso visioni riescono a scrutare il futuro o il passato grazie a capacità proprie o prese in prestito dagli dei.
E volevo anche dirvi che vi scrivo da Roma, sono arrivato ieri con i miei e oggi, dopo un po’ di turismo, li saluterò per alcune settimane per dare il via alla mia nuova vita da studente in trasferta!

Ma non perdiamoci in chiacchiere ed ecco qui i 10 film, con un piccolo bonus alla fine.

Harry Potter saga. Se si parla di profeti e di Divinazione, Sibilla Cooma interpretata dalla grande Emma Thompson è sempre in prima linea. Personaggio importante nei libri e di contorno nei film, si è ritagliata un posticino nel cuore di tutti i fan. E poi la divinazione è un elemento cardine della saga in sé.

Freaks out. Uno dei più recenti fantasy italiani, ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale in Italia; qui i freaks sono più simili agli X-Men con la ragazza protagonista che è un mix di Jean Grey e Rogue. Il veggente è uno storpio nazista con la capacità di vedere cose mentre è strafatto di qualcosa, un po’ come il personaggio interpretato da Jhonny Depp in From Hell. Cavolo, quante cose prese in prestito ha ‘sto film, però!

300. Prima parlavo di capacità date in prestito dagli dei, allora come non si fa a non pensare alla sventurata Cassandra di Troia oppure all’Oracolo che è mostrato nel 300 di Zack Snyder? Un gran film, sempre bello da vedere sia per il pubblico maschile sia per il pubblico femminile; tanta azione e carne al vento in egual misura.

Hellboy, originale e remake. Due pellicole molto diverse dallo stesso soggetto, ne feci anche una comparazione mesi fa. Due film che partono dallo stesso evento, Hellboy che viene evocato dai Nazisti sulla Terra, ma che prendono generi e direzioni totalmente diverse. Ecco, i veggenti sono presenti in entrambi, anche se preferisco la visione del remake: un’atmosfera più horror, un immaginario gotico violento che perfino nella visione porta dolore.

Push. Altro film di superuomini, questa volta a causa di esperimenti scientifici. Qui Dakota Fanning è una veggente che sta cercando di liberare sua madre dalle grinfie del governo ed è inseguita da una veggente rivale all’apparenza molto più potente. Un film stupendo, ci mette un po’ a ingranare ma poi il climax è sempre in ascesa.

Final Destination saga. Saga famosa per alcune caratteristiche che si ripetono in ogni capitolo: il protagonista di ogni film ha una visione dell’imminente disastro, riesce a salvare qualche persona ma durante la narrazione questi miracolati cadono per morti sempre più strane ma accidentali. E il disastro iniziale dà sempre molta soddisfazione. Il migliore? Il secondo capitolo, in autostrada; ma forse perché il secondo da molti è giudicato il migliore in assoluto.

Totò le Mokò. Commedia di Totò, che sorpresa questa rivelazione vero?, in cui si ritrova ad avere una superforza ed essere a capo di una banda di banditi. Non ho mai capito Totò, qui la veggente è Suleima ma non mi sento di consigliarlo: di questi in lista, è l’unico di cui ho nebbia in Val Padana.

Premonitions. Intelligente thriller paranormale in cui un veggente in lutto per la perdita dell’amata figlia collabora con la polizia per catturare uno strano killer: tutte le sue vittime si rivelano essere malati terminali, anche prima di saperlo loro stesse! Anthony Hopkins e Colin Farrell ci regalano un bellissimo duello etico e di abilità in un thriller che altrimenti poteva passare inosservato,

Twilight. Quanto amo questo film, rappresenta la mia adolescenza ed è uno dei ricordi che ho di mia nonna: io e lei insieme a casa sua a guardare questo film. So che è odiato, questa è una di quelle saghe che hanno fatto un fottio di soldi ma che hanno pure distrutto carriere (come i prequel e i sequel di Star Wars), ma almeno il primo lo riguardo sempre con piacere. Ed Alice è la tipica vampira veggente, utile alla trama e simpatica come personaggio. Io la visione del film la consiglio, molto più che Totò le Mokò.

Ed eccoci alla fine del post! Conoscevate i film che ho citato? Anche quelli all’interno dei singoli commenti? Al momento spero di stare mangiando e di non essere ancora in qualche museo, visto che sono i miei a condurre purtroppo il weekend di turismo…
E voi? Avete iniziato qualche programmazione speciale per celebrare Halloween nei blog? Io sì, e mi è venuto un grandissimo mal di testa per lo sforzo!

E ovviamente tra i veggenti, Phoebe non poteva mancare!

Hellboy: Del Toro vs Marshall

Buongiorno! Oggi torno a trattare di cinema horror e fantasy con due film molto diversi tra loro accomunati da un unico particolare: sono entrambe trasposizioni cinematografiche del fumetto Hellboy! Infatti, sto per mettere a confronto la versione di Guillermo Del Toro e quella di Neil Marshall. Entrambe vedono Hellboy salvare l’umanità da una minaccia, anche se sono tutte e due assimilabili ad apocalissi.

Guillermo Del Toro è un artista con una visione cinematografica abbastanza particolare, celebre per le sue fiabe dark e i mostri (più o meno antropomorfi) che cercano di integrarsi. Il suo Hellboy è una creatura discriminata e antica, una figura di riferimento per la sua amica e un letale cacciatore di nemici lovecraftiani; esistono finora 2 film diretti dal regista (Hellboy e Hellboy: the golden army).

L’Hellboy di Marshall invece è un cazzaro, pericoloso ma sempre un cazzaro. Un film dalle tinte più giovanili, che riprende la mitologia medievale gotica per creare un film splatter e ricco di effetti speciali in CGI , dove il perno centrale è la scoperta e la rivalsa personali.

Mostri, atmosfere e villain.

Hellboy di Del Toro attinge a piene mani dalle atmosfere lovecraftiane e ha diverse tematiche religiose, mettendo come perno centrale i Nazisti e Rasputin, entrambi sopravvissuti fino ai giorni nostri. L’apocalisse del film è legata a un dio pagano che Rasputin vuole far tornare sulla Terra attraverso dei portali dimensionali e quindi Hellboy deve fermarlo! Le atmosfere dark sono evidenziate anche dalla sua amica che è una strega con la maledizione della pirocinesi, dai rituali di sangue e dalle creature demoniache richiamate da Rasputin.

Hellboy di Marshall invece si ispira all’urban fantasy, al gore e alla mitologia gotica: streghe, demoni infernali, zombie, licantropismo, sensitive e perfino changeling. Tutto ruota attorno alla regina delle streghe che vuole tornare in vita, per cui Hellboy deve seguire una lunga ricerca alla ricerca della verità storica e ritrovare i pezzi in cui è stata tagliata secoli fa la regina affinché essa non possa venire ricomposta. Atmosfere sicuramente più terrene e meno oniriche, con l’orrore più legato al sangue e all’omicidio che all’immaginazione.

Trucco, effetti speciali e scenografie.

Guillermo Del Toro confeziona un film onirico e cosmico, dove forze oscure premono per prendere il controllo dell’umanità; ma queste forze non sono proprie della Terra ma di un altro universo! Da ciò è scontato che pur essendoci una grandissima parte di trucco e parrucco, anche solo per l’estetica dei personaggi e dei mostri, nel film è presente un sacco di CGi. Ma CGI fatta bene, utilizzata solo per mostrare dimensioni impossibili e tentacolari. Le ambientazioni invece dall’urbano (spazi aperti, metropolitana, chiese e uffici sotterranei) al gotico (labirinti antichi, templi e cimiteri); per me, quello che è rimasto più impresso è il grande edificio che in sé contiene tutti gli elementi gotici che ho citato, quello in cui si svolge l’atto finale.

Marshall invece fa l’esatto opposto: credo che l’unica cosa reale sia la scenografia degli ambienti chiusi; nemmeno per le scene nelle foreste sono sicuro siano andati a girare nelle foreste. Tutto è in CGI. Una computer grafica onirica, gotica, horror, nebbiosa e opprimente, capace di trasformare il nostro mondo in una versione infernale o straniante con pochi tocchi di luce. Anche i mostri sono interamente in CGI, credo che gli unici a non esserlo siano le streghe ed Hellboy. Il risultato finale al primo impatto è veramente intrigante, ma poi a parte la scena finale con i mostri infernali gotici che escono dal terreno non credo che rimarrà qualcosa nella memoria.

Trama e impressioni generali:

Se non lo avete capito, alla fine preferisco la versione di Guillermo Del Toro per un semplice motivo: questo Hellboy è una fiaba dark, un percorso molto semplice in cui deve evitare la nascita di un dio malevolo. Semplice, efficacie e topico. Credo che questo film sia riuscito a ricavarsi un piccolo posto nel cuore di molti, grazie anche a un cast talentuoso e azzeccato. E poi quando lo vidi avevo appena finito di leggere la raccolta di racconti di Lovecraft!

L’Hellboy più recente è figlio dei suoi tempi: un remake che fin dall’inizio non era stato molto ben accolto, distanziandosi profondamente dal film precedente (poi non so quale dei due sia più fedele al fumetto). Qui il tema centrale è l’identità, quasi come se fosse un prequel o il primo capitolo di una saga o trilogia che non vedremo; e anche se ciò avesse avuto successo, dopo il finale scelto cosa avrebbero portato? Il mondo fantastico se lo sono bruciato… Gli alieni? E poi è triste quando il personaggio più figo non è il protagonista ma la villain (AKA Milla Jovovich)!

Conclusioni e saluti:

Vi è piaciuta questa comparazione dei due film di Hellboy? Ho cercato di non fare spoiler importanti (o almeno, non contestualizzati), spero di esserci riuscito. Vorrei fare una cosa simile anche per Doom (The Ultimate e 2016), che mi dite? Intanto vi saluto e vi auguro una felice Pasqua, domani niente post a tema. Ciao!^^