Consiglio 5 film: Ottobre

Buongiorno! Oggi è Ognissanti e per quando leggerete questo testo probabilmente sarò appena tornato dal giro nei cimiteri; Ottobre è appena passato e con sé ha portato via la settimana orrorifica per eccellenza. Quest’oggi ho scelto per voi 5 titoli molto creepy, che raccontano tutti un orrore mostrato in diverse maniere. Cinque titoli molto famosi, che forse ho già portato sul mio piccolo blog in precedenza.

Ma prima di tutto, avete letto il mio speciale di Halloween? Cosa ne pensate?

E detto ciò, fiondiamoci sui film! Buona lettura.^^

The iron lady. Grandissimo film con la straordinaria Meryl Streep, incentrato sulla storia di Margaret Thatcher e raccontato in base ai ricordi della donna che soffre di Alzheimer. E’ doloroso vedere quanto una donna così forte e determinata sia ridotta al silenzio, debba essere controllata per le pillole quando sono state le sue decisioni a renderla quella che è, quando è riuscita a governare una nazione ed elevarsi dal suo stato di figlia di un popolano in mezzo ai politici! Grande film, straordinaria attrice.

L’esercito delle 12 scimmie. Thriller fantascientifico con Bruce Willis, parla di un uomo che viene mandato indietro nel tempo per capire l’origine di un micidiale virus che ha costretto l’umanità a rifugiarsi nelle profondità della Terra per sopravvivere. Credo che il punto forte della pellicola sia la sceneggiatura: a fine film ti rendi conto di aver visto un trip assurdo, ben recitato e con una resa perfetta che gioca sulla sanità mentale e il destino; ma un trip mentale in cui tutti ma tutti tutti i pezzi combaciano!

The Rocky Horror Picture Show. Musical che abbraccia la commedia e l’orrore e la sovversione con una facilità disarmante, ne ho parlato qui.

Red Dragon. Prequel dell’insuperabile Il silenzio degli innocenti, questa pellicola mostra come Hannibal the Cannibal abbia ricevuto il soprannome e mostra anche quanto sia intelligente e manipolatorio questo serial killer, rendendo gli eventi dell’originale ancora più macabri. Ralph Fiennes ed Emily Watson regalano interpretazioni sentite, molto valide e che reggono da soli il film, con la costruzione di un mostro che combatte per salvare la propria umanità. Stupendo.

Dal tramonto all’alba. Scritto da Quentin Tarantino (quello di Le Iene, Pulp Fiction) e diretto da Robert Rodriguez (quello di Spy Kids, Machete), ho detto tutto: splatter, con una comicità nera violenta, personaggi sopra le righe e un montaggio assurdo. Cult moderno, come molti film di Tarantino, riesce a mostrare l’orrore e la violenza senza mai scadere nel torture porn e anzi ci regala una commissione di western e home-invasion, a me è piaciuto moltissimo!

Ecco, questa è la lista. Voi come state, come avete passato Halloween? Noi stiamo bene, anche se abbiamo passato Halloween a cercare di rincuorare Scoo, che ha la zampa posteriore immobilizzata e mercoledì viene ricoverato per rimettergli a posto la zampina bellina rotta. Ma sta bene e si muove, anche se a fatica.

Se volete commentare le mie raccomandazione childen-friendly, vi do la mia benedizione. Ciaone e alla prossima.

Scream Queens (prima stagione)

Scream Queens è una serie televisiva  creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan per il network Fox, che l’ha trasmessa dal 2015 al 2016 per un totale di due stagioni. Spaziando tra tre generi (il giallo, lo slasher e la commedia) si snoda in 13 episodi che raccontano come le consorelle della KKT sono riuscite a salvarsi e a svelare l’identità del serial killer mascherato Red Devil, che imperversa il campus presso cui la loro ‘sorority’ risiede.

Cast:

Protagonista assoluta della serie è la stronza e classista Chanel Oberlin, la presidentessa delle KKT e ragazza popolare in quanto bella, ricca e magra. E’ lei che all’inizio di ogni episodio esprime la propria opinione con lunghi monologhi, ricapitolando gli eventi passati e introducendo le tematiche attuali.

Attorno a Chanel Oberlin orbitano le Chanels – le sue assistenti consorelle – e il resto delle KKT, i membri del Dickie Dollars Scholars di cui il capo è il fidanzato di Chanel, il decano del campus e gli amici/professori/guardie del campus.

In questo cast ricco e variegato, i nomi di richiamo sono tantissimi, tutti per un pubblico molto giovane anche se gli appassionati potrebbero riconoscere anche un’attrice un pelino celebre. Per fare alcuni nomi ci sono: Emma Roberts, Abigail Breslin, Ariana Grande, Nick Jonas, Lea Michele e… e Jamie Lee Curtis!

Dopotutto, come poteva esistere una serie chiamata Scream Queens senza LA regina dell’urlo?

Le tematiche:

La serie, nelle intenzioni degli autori, doveva essere una parodia che riuscisse a mostrare estremizzandole nel personaggio di Chanel le problematiche giovanili: droga, bullismo, razzismo, insicurezza sociale, classismo, omofobia, la cultura dello stupro, i disordini alimentari e chi ne ha aggiunga; ci sono riusciti? Per me, sì.

Scream Queens non si prende mai troppo sul serio e riesce a creare sequenze che fanno ridere grazie a questi personaggi ambigui e paradossali, capaci sia di battersi per il genere femminile e la scena dopo insultare a morte la malcapitata di turno. Ma sono proprio questi personaggi, così aggressivi ma anche sfumati, che riescono a portare avanti meglio i filoni tematici: genera più interessa la stronza che ti insulta o la santa paladina che si erige a Madre Teresa per tutta la stagione?

Credo che comunque la tematica più interessante e largamente studiata da Scream Queens sia stata quella del sessismo: ogni personaggio ha una propria visione diversa, dalla direttrice del campus e femminista Munsch alla classista acida Chanel. Molte battute hanno fondamento su questi concetti, gli archi narrativi spesso si basano sulla maturazione del concetto di donna nella società e di quanto siano sbagliati certi atteggiamenti.

Credo che la scena che racchiude meglio le tematiche e che fa ridere, tra l’altro, sia contenuta nel quarto episodio: Haunted House.

Struttura degli episodi:

Ogni episodio si apre con un monologo o una citazione, quasi sempre di Chanel Oberlin, rivolto direttamente allo spettatore per introdurlo alle vicende della trama. Ogni episodio ha minimo una vittima, anche se in alcuni le vittime sono arrivate fino a quattro.

Come detto nella introduzione, la serie non si basa solo sul genere slasher (il serial killer che miete vittime) o sulla commedia (comicità demenziale o black humour) ma anche sul giallo e l’investigazione: fin dai primi episodi si capisce che tutta la trama horror poggia le basi sul prologo dell’episodio pilota e quindi Grace, Zayday e Pete scavano nel passato delle KKT per capire cosa sia successo vent’anni prima. Ogni episodio, quindi, vede il dinamico duo di fidanzatini girare per il mondo e le biblioteche del campus per ottenere testimonianze, archivi e informazioni, scontrandosi molte volte con la superficialità delle KKT (gelose dei segreti della loro ‘sorority’) o con la riservatezza di chi ha vissuto quei momenti (come la Munsch, che rischiò di vedere la carriera compromessa).

Inoltre, prima avevo citato tra le tematiche della serie anche il razzismo, il classismo e il bullismo, elementi cardini delle KKT all’inizio della serie.

Bene, ogni episodio è anche una battaglia sociale tra la progressista (e nera) Zayday e la ricca e bianca conservatrice Chanel. Interessante che già da metà stagione le due diventino co-presidenti delle KKT e che pian piano perfino l’animo fragile e acido di Chanel si apra a nuovi orizzonti, per sua sfortuna proprio quando il killer chiude la sua trappola su di lei e le sue amiche.

I costumi e le scenografie:

Scream Queens è una serie molto legata al mondo della moda e del lusso, scegliendo un’estetica che si poggia su due contrasti: i colori patinati del mondo Barbie ma allo stesso tempo anche la crudezza di una realtà fredda e pericolosa.

Gli ambienti sono quasi sempre sfarzosi, ricavati in enormi edifici che permettono una caratterizzazione ottimale, fino a creare un mondo e una narrazione singolare all’interno di ciascun palazzo.

Ovviamente quello che risalta maggiormente all’occhio è l’edificio delle KKT, che alterna le grandi scalinate e il pian terreno bianchi ai colori pastello dei piani superiori.

Fuori dal campus, invece, la desolazione regna sovrana.

Dal punto di vista dei look, Scream Queens dimostra una grande caratterizzazione per ogni singolo personaggio.

La stilista ovviamente ha rivolto le sue attenzioni maggiormente a Chanel Oberlin, caratterizzata da un vasto armadio Chanel vintage che le dona una figura elegante ma anche autoritaria e di una bellezza d’altri tempi; anche le sue Chanels ovviamente sono vestite con lo stesso marchio, anche se suppongo con abiti più recenti e di tendenza.

Del resto dei personaggi, si stagliano soprattutto tre, tutte donne: Grace è quella più sciatta e meno appariscente vestita come una intellettuale; Gigi, che indossa sempre vestiti anni ’80; la direttrice Munsch, donna determinata e inarrestabile caratterizzata da eleganti tailleur di vari colori.

I personaggi, il serial killer e tanta ambiguità:

Come si sarà capito, i personaggi di Scream Queens sono molto sfumati e ambigui, tutti caratterizzati da un nucleo familiare problematico e che trovano solo nelle rispettive confraternite una nuova famiglia.

E’ proprio questa ambiguità il punto forte della serie: tutti potrebbero essere i killers, tutti hanno le motivazioni e l’odio necessario per commettere gli omicidi.

Interessante, inoltre, è che durante la produzione della serie l’identità del serial killer fosse stato decisa fin dagli inizi ma tutti gli attori era stati tenuti all’oscuro, cosicché non potessero sapere se i loro personaggi sarebbero sopravvissuti o come caratterizzare alcune reazioni; ciò spiega sempre l’ambiguità che vela ogni cosa.

I personaggi meglio caratterizzati sono le Chanels, ovviamente, e vediamo in loro tutto ciò scritto sopra: derivanti da famiglie assenti e inacidite da una sorellanza basata sul classismo e il nonnismo, paradossalmente stanno meglio nella residenza KKT dove potrebbero essere uccise dal Red Devil. Tutte dimostrano insicurezze e lati da nascondere, tutte informazioni che le rendono le perfette colpevoli dei numerosi omicidi della serie.

Il mio personaggio in cui mi rispecchio maggiormente è sicuramente Chanle #5, interpretata dalla bravissima Abigail Breslin, mentre quello più divertente e meglio caratterizzato è la Regina: Chanel Oberlin, interpretata dall’iconica Emma Roberts in uno dei suoi ruoli più incisivi e memorabili.

E, per finire, tante citazioni:

Essendo Scream Queens una serie incredibilmente pop, è infarcita di omaggi, citazioni e ispirazioni sparsi tra battute, intere scene e perfino personaggi. Qui le ho raccolte, sono tante e divise le une dalle altre dallo slash (sennò verrebbe un articolo inutilmente lunghissimo). Buona lettura!

Non aprite quella porta / CSI / Nancy Meyer / Derek Jeter / Arancia meccanica / How to get away with murder / Samantha Ronson / Sixteen candles / Charles Manson / Cosby indaga / Come farsi lasciare in 10 giorni / Children of the corn / Bo Beep / Shining / The marriage Ref / Giudice Jow Brown / L’esorcista 3 / Ritratti del coraggio / Il silenzio degli innocenti / Black velvet / Die hard / Dora l’esploratrice / Miami vice / Panic room / Angelina Jolie / Bruce Lee / Netflix / Lo squalo / Nancy Drew / Hellraiser / Ouija / Bologna / Osama Bin Laden / Carl Sagan / Hitler / Psycho / Sherlock Holmes / Waterfalls / Dieci piccoli indiani / Il gladiatore / Joaquin Phoenix / Il gladiatore / Candyman / Viandante sul mare di nebbia / Playboy / The Maury Show / Taylor Swift / Jennifer Grey / Terminator / Dr Giggles / Michael Myers / Jason Voorshees / Susan Sontag / I Lego / Jack Skellington / Popsicle / Teen Wolf / George Clooney / Ocean’s eight / Ayla figlia della terra / Jason Voorshees / Freddy Krueger / Toxic Avenger / Forrest Gump / 2 Girls 1 Cup

Ecco, queste erano le citazioni che ho riscontrato. Sono tantissime vero? Questo dimostra quanto la serie sia ricca di richiami pop e di omaggi, di quanto sia stata pianificata e della classe che la rappresenta. Fa ridere, fa paura e fa riflettere. Un’ottima serie da rivedere in binge-watching ad Halloween, con una colonna sonora accattivante e trascinante!

Ciao! Io vi saluto e vi invito a commentare, a postare qui i link per i vostri speciali di Halloween e di passare una bella serata. A domani per i migliori del mese di Ottobre. Ciao!

Ora, come al solito, vi lascio alcuni link interessanti:

  • Una breve opinione che feci sulla serie mentre la guardavo: QUI
  • Lo speciale di Halloween dell’anno scorso su Beetlejuice e Tim Burton: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2018: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2017: QUI
  • Il mio racconto horror, L’ostello degli orrori: QUI
  • Il mio racconto horror strettamente legato alla festività che unisce slasher a magia: QUI

Bene, ora ciao sul serio e buon Halloween!

HALLOWEEN KILLS spoilers

Buongiorno! Ieri sera sono andato a vedere il sequel di Halloween 2018, diretto da David Gordon Green, e sono qui per parlarvene; credo che farò qualche spoiler, per cui se non lo avete visto state attenti e continuate a vostro giudizio.

Halloween Kills si dispone rispetto al precedente film del franchise come un seguito diretto agli eventi appena conclusi, con i pompieri che accorrono a spegnere l’incendio in casa Strode per poi venire massacrati dall’Ombra della Strega mentre le tre donne Strode vanno a farsi ricoverare in ospedale inconsapevoli che il serial killer sia stato salvato dalle fiamme.

A me il film è piaciuto, rispetta le tematiche del primo, l’Halloween di Carpenter, lo omaggia con una serie di citazioni, riferimenti e comebacks; tuttavia, per come sceglie di narrare la figura di Michael Myers si pone in netto contrasto col film del ’18 perché se quello mostrava un pazzo che è ossessionato dalla sorella da uccidere, qui egli diventa effettivamente l’Uomo Nero.

Halloween Kills si lascia guardare, non ha jumpscares ma lascia soggezione; purtroppo, a differenza dei due predecessori non credo invogli la ri-visione perché è un film troppo carico di tensione, tensione che non regge una seconda visione.

Le tematiche principali sono ovviamente la follia umana ma non solo come quella dei pazzi ma intesa anche isteria di massa, la stessa che nel Rinascimento ha portato alla caccia alle streghe. Quindi altri temi importanti sono l’impotenza dell’uomo contro gli eventi del mondo, il peso delle emozioni come la paura nelle scelte che facciamo e l’importanza della famiglia non solo nel senso di consanguinei ma anche di persone legate da un certo vincolo o peso emotivo.

Altro tema ricorrente è il riflesso, inteso sia come analisi personale sia come curiosità verso lo sconosciuto: in molte stanze sono presenti superfici rinfrangenti e specchi, tanto che il regista gioca con questi per creare morti più o meno a sorpresa, dettaglio che ho apprezzato molto. Inoltre, il mistero dietro alla camera della sorella maggiore di Michael è veramente interessante, anche se mi ha fatto supporre in anticipo l’ultima scena.

Comunque, ora vorrei entrare nello specifico nelle cose che mi sono piaciute.

Ho adorato i titoli di testa, caratterizzati da scritte arancioni statiche molto anni ’70, mentre a lato c’erano inquietanti zucche che prendevano fuoco. Lo stesso stile è usato per i titoli di coda, senza le zucche.

Le musiche, curate anche stavolta da Carpenter, sono stupende (sempre lo stesso tema, eh) e il coro angelico con quelle due sole note è una delle cose più angoscianti e d’atmosfera possibili, veramente ben fatte!

Il cast è in parte, mai sopra le righe e sempre sul pezzo. Su tutti regnano Jamie Lee Curtis e Judy Greer, quest’ultima nel difficile ruolo di una donna che cerca vendetta ma che spera di mantenere la sua umanità fino all’ultimo. Purtroppo, alcuni personaggi secondari e molti di contorno hanno solo le battute o il minutaggio necessari a renderli carne da macello e quindi forse abbassano leggermente la partecipazione emotiva.

Le morti sono veramente tante, questo non è uno slasher: è un massacro! Se il precedente voleva essere lo slasher per eccellenza, qui invece si distacca molto dal genere. Infatti, l’azione non è circoscritta in un luogo e le morti non coinvolgono solo adolescenti (anzi, di adolescente ne muore 1 solo); e non ci sono nemmeno scene di sesso o pelle al vento. Questo film prende il filone dell’isteria di massa, di un essere invincibile che assedia una cittadina, seminando panico e morte fino a segnarne profondamente la cittadinanza e la memoria collettiva.

Forse le morti sono troppe, perdi la paura anche perché secondo riesci a immedesimarti solo se c’è una vittima su schermo, non undici! Comunque, quelle singole (le vere Halloweenate) sono terrificanti, come l’assedio della macchina oppure lo scontro con la nipote di Laurie Strode. Le altre ci sono, fanno figo ma non sono emotivamente impattanti, non come lo è l’omicidio finale di Karen, un grandissimo omaggio al cult!

Insomma, Halloween Kills è un gran film per Halloween ma non mi sento di consigliarlo ai non appassionati del franchise perché si basa sugli omaggi all’originale. Ora temo che Michael possa diventare come lo zombie Jason: una figura infermabile che fa solo morte rovinando così una bella nuova saga.

Vedremo. Voi lo avete visto? O lo andrete a vedere?

PS: ma secondo voi lo ha ucciso veramente il bambino vestito da scheletro? Sarebbe la sua prima morte infantile e il suo cadavere non era come al solito in posa con gli altri, per cui secondo me no, era solo per fare scena. Per voi?

The Rocky Horror Picture Show: pensieri sparsi

Che dire di un cult?

In (pre)-adolescenza ne avevo sentito parlare spesso e mi ero fatto un’idea confusa della pellicola: sapevo che miscelava eros con thanatos, ma ciò com’era possibile? Inoltre, quando di soppiatto guardavo la copertina del DVD nelle videoteche (comunque era un horror e io piccolo) vedevo sempre questi due labbroni rossi in primo piano nel fronte e questo cast strano di figuri sul retro. Non ero mai riuscito a farmi un’idea precisa.

Poi finalmente comprai il DVD di The Rocky Horror Picture Show.

La nascita di una star

Il film ruota attorno a una coppia borghese di ragazzi che dopo essersi persi in una notte di temporale vengono accolti nel castello dell’ambiguo Frank-N-Furter, genio senza inibizioni di bene o male che ricerca il piacere assoluto e che pian piano li inizierà ai piaceri e ai dolori della carne e dello spirito.

Che dire di un cult?

Il film è un musical e vanta al suo interno ben 14, roba da tenere testa a molti album recenti. Tutta la trama si basa esclusivamente sulle interpretazioni musicali del cast anche perché il film è l’adattamento cinematografico di un musical teatrale. Le mie canzoni preferite sono sicuramente Touch-a, Touch-a, Touch-a Touch Me e l’iconica The Time Warp. Il cast è composto da ottimi attori e cantanti, su cui per me svettano Tim Curry per canto e ballo, la dolcezza della voce di Susan Sarandon e la sua espressività, la tragicità del personaggio di Nell Campbell e il suo canto acuto ed il comportamento esuberante.

Che dire di un cult?

The Rocky Horror Picture Show è un film che combina la commedia con una patina di orrore e sfidava i costumi sociali dell’epoca: infatti, si tratta di una pellicola del 1975 che contrappone la libertà sessuale e di genere ai costumi dell’epoca, anche se la trama ci fa supporre che alla fine la società attuale non fosse pronta per una cosa tanto rivoluzionaria. Inutile dire che il film si è guadagnato un nutritissimo numero di seguace, l’identità di cult e ci sono ancora rappresentazioni teatrali e cinematografiche del soggetto dopo quasi 50 anni!

Che dire di un cult?

Le scenografie e i costumi sono stupendi, esagerati, liberatori e creano un ambiente volutamente ambiguo: sembra ‘normale’, solito e borghese ma poi ci sono punte di follia, di voyeurismo e ribollimento sessuale sempre dietro l’angolo. Nelle stanze private, quelle in cui il genio e gli istinti primordiali vengono alla luce, si vede la vera ricerca della bellezza e del gusto, ma anche dell’orrore per la morte e l’invenzione. La stanza più ambigua? Quella in cui cenano, così rincuorante perché quasi dozzinale ma che nasconde un orribile segreto.

Che dire di un cult?

The Rocky Horror Picture Show è un film stupendo, basa il soggetto sulla simbologia del Moderno Prometeo e quindi ci sovrappone anche tematiche di identità di genere e di sesso. Un film stupendo, è invecchiato benissimo.

E voi, cosa ne pensate di questo cult?

Questa è tutta la colonna sonora del film e in copertina c’è l’iconico Tim Curry

10 film con i morti viventi

Buongiorno!

Oggi torniamo all’elemento orrorifico con una lista contenente 10 titoli con i morti viventi, chiamati anche modernamente zombie. Questa lista come le altre è stata decisa dal mio pubblico tramite un sondaggio sul mio profilo austindove_blog98, per cui se non mi seguite là, fatelo presto.^^

Quindi, bando alle ciance: prima vi lascio un piccolo approfondimento sulla figura del morto vivente tratto dall’interessante guida ai film horror che ogni tanto uso come fonte, e poi alla lista effettiva!

[…] Ma il ritorno dei morti è forse ancora peggiore. E’ quasi il culmine dell’orrore. Il rianimarsi di un corpo e l’orribile miracolo necessario perché questo avvenga implicherebbero, infatti, la fine del mondo così come lo conosciamo. […] Molti film sui morti viventi non sono interessati né alla scienza né alla magia né alle cause che potrebbero portare il nostro universo verso la distruzione. Virus, macchie solari, rifiuti tossici: i motivi per cui i morti rivivono nelle pellicole più recenti sono intercambiabili e spesso liquidati in una sola battuta. Sono il sangue, le interiora e il terrore a guidare il racconto. […] Sono film che violano i corpi allegramente e in cui le persone sono fatte a pezzi come è fatta a pezzi la normalità. Nulla è sacro e non c’è alcun dio. […] Ci spingono a confrontarci con il nostro lato peggiore: ci mostrano il disfacimento di orribili zombi e quello di una società che si nutre di se stessa, convinta che i film sugli zombi cannibali siano solo intrattenimento…

Questa introduzione all’argomento secondo me ci fornisce numerosi spunti di riflessione ed esplicita come molte volte sono questi film ad avere le migliori tematiche politiche e sociali, come dimostrano i cult di Romero. Tuttavia, i film che ho raccolto io non sempre mostrano questo orrore ma invece stravolgono la simbologia del mostro per mostrare qualcosa di nuovo e poetico, mentre in altri la mattanza è assicurata!

L’alba dei morti dementi. Iniziamo con il botto! La trilogia del cornetto è un trio di film diretti da Edgar Wright e interpretati da Nick Frost e Simon Pegg e questo è il primo: una black comedy con molte situazioni surreali, molto sangue e un’invasione di non morti senza alcuna ragione ma mortifera. Io ovviamente ve lo consiglio, a una certa mentre uno moriva sono scoppiato a ridere, LOL.

Hotel Transylvania. Simpatico film d’animazione che riprende la mitologia gotica, ne ho parlato qui.

Nightmare before Christmas. Cult d’animazione, grande ospite del mio blog anche senza un suo articolo dedicato. Non è facile identificare gli zombi, ma sicuramente i protagonisti sono dei non morti e quindi rientrano perfettamente nella lista, come il 98% degli abitanti di Halloween!

Benvenuti a Zombieland. Vabbeh, il nome del film dice tutto. Commedia splatter d’azione, vede un gruppo di giovani (tra cui la mia adorata Abigail Breslin) in un mondo post-apocalisse e la narrazione li vede sopravvivere creando uno sbandato nucleo famigliare. Veramente carino come film.^^

Vita da vampiro. Incentrato sui vampiri, fanno un cameo anche altri mostri del mondo gotico; ne ho parlato qui.

Zombies-La vendetta degli innocenti. Tripudio di sangue, filmetto di serie B ma che ho apprezzato per ambientazione e svolgimento. Qui a vendicarsi sono i bambini morti in miniera decenni prima e, cosa che mi è piaciuta, uccidono tutti tranne i parenti; ha parti inquietanti ma ovviamente, avendo capito che la protagonista casualmente è imparentata con una bambina-zombi, la tensione cala perché sai che la risparmieranno.

Doom. Non c’è molto da dire, è il brutto film con The Rock. Invece, vi piacerebbe un confronto tra il film e i videogiochi?

Resident Evil. Questa è la celebre saga con Milla Jovovich, il primo era molto bello e pur cambiano l’ambientazione del videogioco rispecchiava la claustrofobia e i mostruosi esperimenti iconici della saga.

Zombie contro zombie. Capolavoro giapponese che unisce l’orrore al metacinema, non posso dire altro se non di guardarlo per non farmi scappare spoiler!

Trilogia di Resident Evil. Stupenda trilogia di film d’animazione digitale, la stessa usata nelle cutscene dei videogiochi, questa è sviluppata dalla Capcom (l’azienda di produzione dei videogiochi) ed è pensata come continuazione ed espansione delle trame dei videogiochi. Il più bello dei tre è il secondo, Damnation, perché mette veramente ansia e ha tematiche politiche molto interessanti. Ovviamente, non hanno niente a che fare con i live-action.

Ecco, siamo arrivati alla fine della lista. Conoscevate tutti i film citati? Siete rimasti sorprese dalle mie scelte? Purtroppo i capisaldi mi mancano (è difficile vedere un horror in casa mia) ma pian piano sto recuperando tutto.^^

Ciao e alla prossima!^^

Compagno di scrittura 🙂

DOOM2016

Buongiorno! Oggi torno a parlare del celebre franchise FPS di Doom, con il quarto capitolo della saga! Siate sinceri, quanto non stavate aspettando questa mia recensione da videogiocatore a videogiocatore?

Trama:

La base spaziale su Marte della UAC, azienda scientifica di esplorazione, è stata invasa dopo aver aperto i portali sull’Inferno per colpa della traditrice Olivia Pierce; toccherà al Doom Slayer, essere semidivino rinvenuto recentemente negli scavi all’Inferno e portato alla base marziana prima del disastro, eliminare i demoni e fermare l’invasione prima che i mostri raggiungano la Terra!

La trama è più complessa di quanto non possa sembrare, anche perché durante la partita è possibile collezionare degli archivi che spiegano il mondo e i personaggi mostrati per cui l’immersione nella narrazione è molto profonda; il videogioco inoltre offre splendide cut-scenes che fanno procedere la trama principale in modo semplice e mai confusionario. Inutile dire che le più fighe sono quelle che presentano i boss!

Commento generale:

Giocare a Doom2016 è una scarica di adrenalina continua, riesce a dare al giocatore la sensazione di essere assediato senza sentirsi accerchiato perché egli ha tutte le armi e le potenzialità per farcela. Man mano che si procede con i livelli la difficoltà cresce e le modalità (e le armi) per uccidere i nemici iniziano a differenziarsi sempre di più, regalando un’esperienza di gioco a 360° senza mai annoiarsi o desistere per la troppa difficoltà.

Personalmente, i miei livelli preferiti sono il primo e il terzo, che spesso ho usato come banchi di prova e allenamento per svegliarmi e prepararmi per i livelli finali più difficili.

Ambientazioni:

Doom2016 è ambientato principalmente in due mondi: Marte (superficie marziana e base militare) e Inferno; inutile dire che pur essendo sfondi molto belli, gli ambienti alla fine sono quelli anche se gli sviluppatori sono riusciti a distinguere ogni livello infernale grazie a una grande inventiva.

Caratterizzato da tinte di colori che variano dal caldissimo al freddo a seconda del livello e della situazione, Doom riesce a mostrare una base in cui una strage è stata compiuta, mentre l’Inferno è una landa desolata senza vegetazione o acqua piena di scheletri, statue inquietanti e pozze di acido.

A livello visivo, per me su Marte che regna è sicuramente Struttura Argenti distrutta, grazie alle ulteriori devastazioni e il platform suggestivo ma semplice che propone, mentre all’Inferno il livello più bello è sicuramente Necropoli per la sua struttura e la varietà di luoghi che propone.

A livello generale, il gioco mostra ambienti che sono devastati, sempre ricoperti di sangue ma che riescono a conservare la magnificenza dell’architettura.

Il mondo creato attorno alla trama:

Doom2016 non riesce a mostrare la vita degli uomini su Marte distrutta dall’invasione come invece faceva Doom3 ma sceglie invece di fornire al giocatore una serie di piccoli archivi con cui approfondire le informazioni sui luoghi e i personaggi e i mostri che incontri.

La trama è semplice ma senza buchi, solida e permette di crearsi un’idea sia della scienziata traditrice Olivia Pierce sia sull’enigmatico Samuel Hayden. Capiamo che la tecnologia e il progresso tecnologico sono alla base di tutto e che la sopravvivenza del singolo non sempre è utile ai fini della sopravvivenza della specie; anzi, è proprio su questo concetto che si basa il dilemma del gioco e la costruzione degli eventi!

Ciò che mi dispiace è che non vedremo mai com’era il mondo ma solo com’è stato ridotto, solo i cadaveri e le pile di carni penzolanti senza ulteriori approfondimenti riguardo a quelle vittime senza volto.

I mostri:

I mostri di Doom2016 prendono a piene mani dai tre capitoli precedenti, aggiungendo di nuovo solo il Distruttore e il CyberMancubus; a livello grafico si ispirano maggiormente alle versioni di Doom3, soprattutto per il Pinky e il Hell Knight, entrambi resi più dinamici e aggressivi.

I demoni infernali in questa versione hanno uno stile di combattimento molto più aggressivo, si muovono molto di più e più velocemente e hanno quasi tutti anche attacchi fisici oltre a lanciare sfere di energia; ciò ovviamente rende lo stile di combattimento molto più frenetico e non permette al giocatore di camperare mitragliando i nemici: raramente in una mappa esiste un punto sicuro.

I Boss sono 3 e sono tutti aggiornamenti di boss dei capitoli precedenti: il primo è il CyberDemon, poi ci sono gli Hell Guardians del terzo capitolo e infine l’Aracnotron Mastermind della dilogia originale. Per preferenza personale, i Guardiani sono sicuramente i più facili da gestire mentre il più ostico è il CyberDemon.

Combattimento:

Come avete potuto capire, lo stile di combattimento è molto diverso dal resto della saga: se prima si assediavano i nemici proteggendosi dietro agli angoli, ora ciò non è possibile ma anzi siamo incentivati a buttarci nella mischia!

Esistono molte armi dalle diverse funzionalità, molte rune che danno ulteriori bonus e pure i potenziamenti.

Le rune sono un’aggiunta di questo capitolo e si sbloccano con delle sfide di diversa difficoltà; alcune erano facili o quantomeno fattibili, ma io quelle della corsa a tempo o di sopravvivenza non le ho mai sopportate e anzi le ho annoverate tra i lati fastidiosi del gameplay. Tuttavia, esse non solo aiutano il giocatore ma se esse stesse vengono potenziate possono fare benissimo la differenza!

Le armi sono molto variegate anche se le mie preferite sono sicuramente la doppietta e il cannone Gauss.

Ah, un’altra aggiunta di poco conto al combattimento: esiste il doppio salto!

Quindi il combattimento è veramente adrenalitico, con tutte le aggiunte di Doom2016 si ha una scelta veramente ampia con cui sbudellare i nemici. Tuttavia, a differenza dei capitoli precedenti non si ha l’intera mappa in cui muoversi ma solo un’arena con porte chiuse e solo il platforming per evitare i nemici.

Gameplay:

Il gameplay normale, non legato alle battaglie, è molto semplice: trovare le chiavi, aprire le porte, sgattaiolare tra i condotti dell’aria e premere i pulsanti di apertura dei portoni.

Non ci sono mai veri enigmi ma al massimo bisogna capire i meccanismi di funzionamento delle orde di nemici.

Una grande pecca di Doom2016, però, è l’esplorazione: uno degli obiettivi del livello è proprio la scoperta dei segreti. E come facciamo a scovarli con serenità se a ogni caduta nel vuoto moriamo ricominciando il livello dall’ultimo salvataggio automatico?? Alcuni punti sono veramente ostici, se la mappa è nuova è più facile morire di morte ambientale che di battaglia e ciò a una certa (soprattutto con la Torre Argent) diventa estremamente frustrante!

Aggiungiamo il fatto che nella difficoltà maggiore alla prima morte ricominci tutto da capo ed è facile capire che il platforming qui non è gestito benissimo.

Conclusioni:

Doom2016 è un titolo da avere per gli appassionati di FPS e accompagna il giocatore fornendo nuovi nemici e meccaniche per ogni nuovo livello che si affronta, regalando quindi un’esperienza graduale e facilmente apprezzabile.

Le pecche le ho elencate ma non invalidano la struttura grazie a un nuovo sistema di combattimento al passo con i tempi e un reparto musicale e grafico sbalorditivi.

Un grande gioco da provare e condividere!

Ecco, siamo arrivati alla fine della mia piccola recensione. Come al solito vi lascio i link alle recensione dei capitoli precedenti di Doom. Vi piacerebbe un confronto tra la saga di Doom e il suo omonimo rifacimento cinematografico con The Rock?

Fatemelo sapere nei commenti, io vi saluto e torno a studiare per dopodomani! CIAONE!

Link a Doom3: qui

Link a Doom2: qui

Link a The Ultimate Doom: qui

Link alle prime impressioni su Doom2016: qui

Come al solito, ecco la playlist di Davi Doom

Doom3: ansia e belle ambientazioni

Buongiorno! Oggi torno per la vostra immensa gioia a parlare dello splendido franchise di Doom con il terzo fantastico capitolo della saga! Doom3 si differenzia dai precedenti capitoli grazie a una grafica rivoluzionaria per l’epoca, un’impronta molto più horror e una trama molto più centrale per lo svolgimento della narrazione.

Trama:

Un marine viene inviato su Marte nella base della UAC per controllare gli scavi e contribuire alla sicurezza dei lavoratori, che da tempo lamentano inquietanti avvistamenti e lamenti provenienti dai recessi della struttura; poco dopo il suo arrivo, però, avviene una catastrofe che libera i demoni e gli spiriti dall’Inferno: dovrà combattere per la sua salvezza tra i demoni infernali e gli uomini che sono stati corrotti da tali mostri.

Commento generale:

Giocare a Doom3 è stata un’esperienza affascinante, si discosta profondamente dai precedenti capitoli sviluppati in pixel-art e si designa quale reboot della saga. Personalmente, questo è il secondo capitolo che preferisco per le ambientazioni, la trama che sono riusciti a costruire attorno all’invasione demoniaca e gli scontri molto più ansiolitici.

Ambientazioni:

Doom3 è principalmente ambientato in una base spaziale su Marte, ipertecnologica, caratterizzata quindi da sfondali metallici, strettissimi corridoi pieni di ombre e angoli e tantissimi monitor e camere di sicurezza. Inoltre, alcuni livelli (due nella campagna principale) sono ambientati in luoghi più o meno infernali, mentre gli ultimi mi hanno ricordato la piramide egizia vista in La Mummia del ’99.

Con l’invasione, questi ambienti diventano luoghi claustrofobici, devastati sia dalle esplosioni sia dai mostri: cadaveri e resti sparsi ovunque, lamiere saltate come i ponti e alcune infrastrutture, porte più o meno funzionanti e aree non accessibili.

Ciò che mi è piaciuto particolarmente è che il giocatore è continuamente sotto attacco, con i nemici che arrivano da qualsiasi direzione, sia perché si accorgono della sua presenza sia tramite teletrasporto: dopotutto, è in atto un’invasione! Sullo stesso principio, è normale anche incontrare NPC che poi spariscono dalla narrazione, dopotutto potrebbero continuare a nascondersi o fare fini poco nobili.

L’ambientazione migliore? Lo scavo archeologico degli ultimi livelli!

Il mondo creato attorno alla trama:

Doom3 è riuscito a creare un mondo vissuto nella base prima dell’invasione demoniaca, dettaglio che non era riuscito a ricreare neppure il capitolo successivo, quello del 2016 (di cui vi parlerò in futuro).

Durante l’avventura è possibile collezionare i tablet dei lavoratori (più o meno trucidati dai mostri nel frattempo) e tramite essi si possono leggere oltre ai codici importanti per la continuazione della trama anche mail e audio personali che fanno sorridere (come quello del capoufficio che sollecitava i dipendenti della UAC a non andare sui siti porno durante le ore di lavoro!). Inoltre, sui tavoli sono notabili bibite, riviste di macchine o di donnine scosciate, appunti di vario genere.

Se volessimo prendere tutti i documenti di ciascun lavoratore, potremmo veramente ricostruire a grandi linee la sua vita su Marte!

I mostri:

Un’altra particolarità di Doom3 sono i suoi mostri: gran parte sono stati presi e riadattati dai capitoli precedenti mentre altri sono stati introdotti da zero in questo.

I più importanti a livello quantitativo sono senz’altro gli Imp che qui sono anche in grado di balzare addosso allo spettatore graffiandolo, ma ci sono inoltre svariati tipi di soldati posseduti (vari tipi di soldati con differenti tipi di armi in pugno).

Una grande mancanza è sicuramente il Baron of Hell che viene sostituito da una versione più grossa e arrabbiata del Hell Knight; il Pinky Demon qui è un’oscenità biomeccanica con mascelle enormi mentre sono stati introdotti due mostri dall’attacco simile: i ragni di Satana e i Cherubs, i bambini di Satana.

Qui i mostri che fanno la figura migliore sono: il Cyberdemon che è un colosso di 30 metri invincibile e l’Arch-Vile, ora in grado non più di resuscitare i nemici ma di evocarli dall’Inferno e non più in grado di bruciare il giocatore ma solo di lanciargli addosso fiammate (cosa che ho preferito).

I Boss in generale mi hanno leggermente deluso: a parte il primo che è chiaramente ispirato ad Aracne e il secondo che è più strategico, gli altri due li ho trovati solo bersagli su cui scaricare i vari fucili…

Combattimento:

Doom3 è il gioco che più di tutti è in grado di fornire al giocatore l’esperienza di un’invasione: all’inizio tutto va bene, poi c’è il botto con l’espansione dell’energia infernale nella base e quindi i mostri iniziano a comparire da ogni dove. Bisogna procedere con cautela, ogni angolo può essere fatale, e con le cuffie ben accese grazie alle quali captare e localizzare i versi dei mostri.

Credo che i dettagli che più caratterizzano il gioco siano due: la ricarica manuale delle armi e il Cubo delle anime.

La ricarica manuale delle armi è una meccanica che differenzia questo capitolo sia dai predecessori sia dai sequel: prima e dopo un combattimento importante, bisogna inserire in modo attivo i proiettili nelle rispettive armi, perché il caricatore ha un limite di spazio! Ciò rende lo stile di combattimento molto più strategico e quasi survival perché ciò può portare alla situazione, se non si ricaricano con abitudine le armi, in cui è il gioco in automatico a ricaricare l’arma lasciando il giocatore in balia degli attacchi avversari mentre ricarica l’arma da usare.

Il Cubo delle anime, invece, è un’arma che viene fornita verso la fine ed è indispensabile per uccidere l’ultimo boss. Di potenza devastante, si ricarica con tot uccisioni di demoni e può uccidere in un colpo solo qualsiasi nemico base! Va da sé che l’importanza di questo oggetto è enorme perché semplifica di molto le orde di nemici proprio quando il gioco si fa più duro!

Per il resto, le armi da fuoco sono più o meno sempre le stesse dei capitoli precedenti. Per facilitare il gameplay sono usabili anche delle stazioni della vita, mentre certe volte blocca molto gli spostamenti l’introduzione della stamina consumabile.

Le mie armi preferite? Fucile a pompa e fucile al plasma!

Conclusioni:

Doom3 è un gioco che si distanzia profondamente per setting e gameplay dal resto della saga, anche se è chiarissimo che per Doom2016 si siano molto ispirati a questo. Un gioco in cui l’ansia regna sovrana ma che gratifica il giocatore con orde difficili ma gestibili, l’introduzione di un nuovo mostro o meccanica di gioco ad ogni nuovo livello e una trama che racchiude lo sparatutto in chiave più horror che mai.

A voi è piaciuto? Lo conoscevate? Vi sta piacendo questa saga? Fatemelo sapere e per il resto ciaone burlone e alla prossima!^^

Recensione di The Ultimate Doom: qui.

Recensione di Doom2: qui.

Come al solito per chi vuole c’è il gameplay di Davi Doom!

La Terra del Caos

La Terra del Caos

C’era una volta, nella Terra del Caos, in una valle mortifera insidiata tra le montagne, un regno governato dal Diavolo. In questo regno il caos e l’orrore proliferavano indisturbati, i demoni piagavano le loro vittime con torture e tormenti indicibili e tutto procedeva ferocemente nel buio più assoluto dell’anima. Nessuno dei dannati, perché uomini condannati a soffrire erano, poteva vedere gli angusti paesaggi di quest’ antico regno, ma ai dannati neppure sorgeva nella loro mente annebbiata dal dolore di scappare perché il vento sferzante sporcava i loro occhi -a chi rimanevano ancora- con la sabbia delle dune e i loro orecchi venivano dilaniati dai versi mostruosi delle creature osservatrici! Nessuno poteva vedere nulla, perché il buio inghiottì ogni cosa millenni prima, tranne il Diavolo dal suo abisso; là egli, incastrato a dirigere gli orrori di quel mondo perso ma mai dimenticato, con occhi smorti, vedeva tutto.

L’Invasione Celeste

Un giorno, però, una luce si introdusse prepotentemente nella vallata in cui il Regno del Caos dilaniava le proprie anime tormentate. All’inizio sembrava che le nuvole stessero ribollendo con una serie di pustole e lacerazioni sulla loro densa superficie, ma poi esplosero liberando il sole che come un lama distrusse le tenebre di cui i demoni avevano fatto casa propria. Un’onda di creaturine alate e pure discese dalle nubi rosse e dense evaginate e si frappose tra i demoni e le loro vittime, inondandoli con una luce che i primi non avevano mai visto e i secondi avevano dimenticato. Subito, le creature delle tenebre urlarono dal dolore come se la loro pelle venisse bruciata a fuoco vivo e si ritrassero, lasciando il sollievo nel cuore delle anime tormentate! E se tutto ciò non fosse abbastanza, le creature alate presero il controllo del regno sostenendo che non sarebbe più esistito perché tutti meritavano una seconda chance: catene spezzate, edifici eretti per soccorrere i dilaniati e un nuovo sistema governativo! Il Diavolo, a tale splendido spettacolo, sprofondò dalla vergogna ancora di più nella voragine in cui fino a quel momento si era trovato fin sopra ai lombi.

Il Caos venne sconfitto dall’Ordine e dalle Leggi; il Purgatorio nacque.

Un eroe sorse a combattere

Per fortuna, un eroe riuscì a fuggire prima della catastrofe! Uno dei suoi mille occhi aveva notato in tempo la scia luminosa che forava le nuvole dense e rosse, le sue gambe si erano preparate a correre, il muscolo cardiaco si era arrestato dalla paura; solo quando il baldo giovane era uscito dal deserto che circondava il regno nella Terra del Caos, sudato e morente per via della pancia sballonzolante, il suo cuore del riprese a funzionare… solo per farlo svenire quando notò ciò a cui era appena sfuggito: la distruzione della propria casa e il rintanamento dalle forze nemiche dei suoi simili di tenebra… solo perché quelle creature avevano portato il Leviatano a custodire il Paese invaso! Cosa fare? Dove andare? Come fermare la luce se si è un’ombra? Tante domande affollavano la mente del baldo eroe, ma neanche grattandosi il grande corno che gli nasceva sulla fronte egli poteva trovare risposte. Fu così che scese nelle profondità della terra per cercare il suo Maestro sconfitto e infossato.

La grotta

La strada per la conoscenza lo aveva lasciato in un fiume di sangue dorato; quel sangue sarebbe filtrato oltre il centro della terra e raccoltosi in una miniera sarebbe stato scoperto da qualche uomo e il suo piccone. Trovata in mezzo alle montagne la cava verso le profondità degli orrori della mente umana, l’eroe del Regno decaduto si era inabissato e per arrivare a capire cosa fare, aveva attraversato labirinti di spine, nidi di serpenti e vertigini solcate da ponti esigui. Ma alla fine ce l’aveva fatta: di nuovo nell’oscurità più completa, poté vedere i diamanti di cui il Suo tornace era composto, prezioso scrigno di sapienza e orrori, e fu allora che il Maestro si strappò le budella ed esalò le sue sibille.

La profezia

«L’orrore della purezza non può essere fermato dalla gioia del sangue: qui è la mente che impera e il nostro potere carnale di natura infernale, langue. Tuttavia, il nostro opponente ha lasciato incustodite quattro armi per noi potenti, quattro magie contro lui nocive per i suoi eserciti allora marciscenti. L’acqua mistica devi cercare e al mollusco la devi ghermire; con il fuoco purificatore, di dolore immenso, devi nutrire il nostro spirito volgare; la brezza marina protetta dall’arpia li spazzerà via e le rocce aguzze sui nostri dannati li riporteranno, riconquistato il Regno, alle ragioni per cui sono stati qui mandati! Il Leviatano soccomberà, il Caos tornerà e festeggeremo con arroganza e viltà. Vai orrida creatura, fai che in terra orrorifica torni la sciagura!»

Gli elementi

Proferite queste sibille, il Maestro ritornò al suo silenzio, il silenzio di un re senza più nemmeno la corona; e senza i suoi lumi, la grotta in cui i due si trovavano ripiombò nel cuore di tenebra del monte. E quando il demoniaco eroe si stava per disperare consapevole di non conoscere il proprio futuro e come avrebbe potuto ottenere quelle preziose armi divine, nel buio i diamanti toragici di Satana si illuminarono improvvisamente al fine di mostrare al futuro viaggiatore la strada per riportare ciò che più bramava ottenere: il Regno del Caos, giusto quel giorno salvato dalla carità, nell’oblio dell’anima. Al baldo eroe, allora, non restò altro che abbandonare la propria casa del dolore e avventurarsi verso l’ignoto.

FINE PRIMA PARTE

Un volto segnato

Tanto tempo fa, un viandante viaggiava. Era stato in lungo e in largo per il mondo divino, per cercare elementi che potessero aiutare la sua gente e, dopo anni di peregrinazioni, la sua missione stava svolgendo verso la propria conclusione: finalmente aveva trovato la soluzione alla luce lucente e luminosa che li stava uccidendo. Se all’inizio aveva faticato a camminare per colpa della grande massa sballonzolante addominale e per gli occhi i quali lacrimavano sangue a causa del dolore di osservare le cose, finalmente dalle pene subite il viaggiatore senza patria era dimagrito vistosamente e la lunga coda, di ossa spesse neurali, remava nel mare di spazio che ogni giorno il poveretto doveva attraversare. Ma almeno, parte della missione era finalmente compiuta: ogni volta che poneva la mano lacera sulla sacca abbondante, un nero sorriso viscido e gelatinoso gli compariva sul volto.

Le rocce aguzze

Ora il viandante dai mille occhi si dirigeva verso il Vulcano delle Emozioni, dove l’animo umano ribolliva furente per creare senza discernimento morte e nascita dalle ceneri. Tutto era più chiaro e limpido – dalle nuvole ora bianche e canute al suolo fertile e fecondo – da quando il cielo si era aperto con l’invasione delle creature celesti e la seguente caduta del Regno del Caos; tuttavia, se con proprio dolore il viaggiatore demoniaco poteva osservare dove andare chiaramente, ciononostante il cammino verso l’antro dell’uccello di fuoco richiedeva la scalata di rocce laviche lisce e fragili, poco resistente e con la pessima tendenza allo scivolamento interno: non poteva concludere la vetta del masso prima che questo si staccasse dalla parete e si schiantasse al suolo! Fortunatamente, almeno, per le rocce aguzze era stato molto più semplice: si era recato nella Foresta di pietra e le aveva picconate. Ma qua, doveva raccogliere una delle piume della Fenice, animale sacro al Signore del Cielo e metafora di forza e rinascita, che risiedeva immortale dentro al masso caldo di calore proprio alla base del vulcano, proprio sopra alla camera magmatica. L’unica nota positiva dopo ore di scalata non erano le mani nere di schegge o la gola rovente, ma la pelle trasudante sempre più sudore acre: l’aria sempre più calda e le rocce sempre più roventi e ustionanti indicavano che egli era vicino alla meta!

La Fenice

Il vulcano era alto parecchi chilometri, con un cratere di forma ovale e la struttura in roccia nera, in un tutto il suo spessore, era attraversata da una scalinata spiralata dall’apice fino alla base; alla base la camera magmatica si era solidificata a formare un pavimento di grandi massi neri e ruvidi, pieni di piccoli sassi e pori, formatisi con l’esalazione dei gas da quelle rocce. In mezzo a tutti quei massi neri, un macigno risplendente di luce arancione si stagliava in mezzo alla vista: era quello il nido della Creatura! Al viaggiatore toccò scendere le migliaia di gradini stando bene attento a non fare alcun rumore; quindi, iniziò ad avanzare verso l’uccello di fuoco e, trovatosi alla presenza del grande macigno, posò a terra la sacca che portava sempre al collo. Da lì, ne tirò fuori uno scalpello e un martello e li usò per rompere nel suo punto critico il macigno; inutile dire che da esso razzolò fuori la Fenice che, ancora stordita, non si accorse del furto di una sua piuma dal ladro il quale, ripresi i sensi, ormai era già fuori dal cratere.

La palude

Così, con la piuma di fuoco e le rocce aguzze al sicuro nella borsa, ora il viaggiatore dai mille occhi si apprestava a inseguire la sua terza meta: l’Isola dell’Agonia. Quel luogo di grande mistero e agonia era protetto da una creatura straordinaria, dotata di tentacoli uncinati, zanne e un solido guscio a proteggerne le debolezze. Un terribile guardiano di una grandiosa ricompensa: la possibilità di poter raccogliere una fiala di Acqua Mistica, un fluido dalle proprietà corrosive o curative, fonte di vita o di morte al volere del suo possessore! E così, il baldo giovane, prosciugato ormai delle proprie energie, esplorava terreni fangosi dove le sabbie sembravano volerselo divorare senza pietà… egli doveva pure districarsi in mezzo ai labirinti di scheletri e nebbie, canne e salici, acque stagnanti e pozze nere. Solo quando intravide un isolotto poté riprendere fiato, perché sapeva fin dentro al suo cuore marcio che quell’isolotto era la casa della fonte da lui tanto ricercata e ultimo elemento da reperire oltre alla Brezza Marina.

Il Guardiano

Se da un lato il viaggiatore dai mille occhi era felice di avere trovato la fonte dell’Acqua Mistica, dall’altra il suo cuore sprofondò nella paura che probabilmente i dannati erano soliti provare ogni giorno prima della liberazione celeste: ad attenderlo un mostro gigantesco e affamato era stanziato sulle rive tanto bramate! Era un essere rivoltante, dotato di tentacoli alla cui fine era posizionato un uncino di almeno tre metri, un corpo molle e violaceo e una lunga fila di denti in mezzo ai quali sbucava una terribile lingua dentata; e se tutto ciò non fosse abbastanza, una conchiglia ne proteggeva le viscere mentre due occhi grandi e sviluppati gli consentivano di osservare il mondo che dominava con immensa facilità. Un guardiano temibile, sicuramente un’eguale fonte di prodigi.

L’immersione

Il baldo giovane dal corpo ormai prugneo con i suoi mille occhi bianchi calcolò l’ambiente circostante e non vedendo altra soluzione, si denudò di tutto tranne della sua lama; si immerse. Quelle acque stagnanti sembravano non finire mai di addensarsi, più che nuotare in apnea la sensazione che provava era quella di scavare in un fluido denso e quasi solido; le uniche sensazioni percepibili erano tattili, con quella massa che continuava ad opprimerlo invadente. Era come se qualcosa lo mandasse sul fondo ad ogni bracciata ed il fondo non sembrava il posto migliore: molti scheletri e carcasse animali o antropomorfe galleggiavano toccandolo maliziosamente. Ma se la nuotata era stata terrificante e deprimente, l’emersione fu ancora peggio: ad attenderlo ci furono le fauci del Guardiano, che si aprirono a maciullarne le carni! Nessun uomo sarebbe potuto sfuggire a un tale orrore.

FINE SECONDA PARTE

Due lunghi boccoli biondi

Tanto tempo fa, il Regno del Caos era caduto sotto le gioie dell’armata celeste e una donna dai lunghi boccoli biondi raccolti in due code laterali imperava con amore e giustizia. I deserti le cui sabbie erano solite ferire i lobi oculari erano state rimpiazzate da rigogliose colline verdi brulicanti di piante e tanti ecosistemi diversi, le nubi rosse pregne di sangue evaporato a causa delle altissime temperature erano diventate bianche depurate, come tutto il paesaggio del Regno Decaduto. Ora i dannati soffrivano un tempo e poi lasciavano le lande fiorescenti verso terre a loro ignote; tutto era dovuto a quelle creature di luce che avevano invaso e conquistato l’Inferno, ma nessuno sapeva che qualcosa sarebbe cambiato definitivamente.

Nascosti nelle ombre

Ormai erano passati anni da quando la Terra del Caos era abitata da queste creature capaci di raschiare le turpitudini dell’animo degli uomini e la loro signora si godeva il panorama di esseri dannati, nascosti all’ombra di rientranze rocciose o sotto alle piante: niente e nessuno sembrava potersi opporre alla loro grande magia. Così, come tutti le giornate, era distesa sulle proprie belle ali minie, le mani a sciogliere i lunghi boccoli che le ricadevano sulle sue candide gambe femminee; come tutti i giorni i suoi luccicanti ocelli cerulei guardavano il cielo, dove il suo esercito volava elegante a sorvegliare quel mondo perfetto, mentre il delicato nasino all’insù faceva ombra alle labbra piccole. Quando arrivò il vento che tutto spazza via, l’Inferno parve materializzarsi tutto d’un tratto.

Il lupo

Un ululato aggredì feroce e furente la valletta, sradicando intere zolle di terra, spargendo nel vento centinaia e migliaia di cadaveri senza braccia,senza gambe, senza alcuna appendice che potesse essere strappata con facilità, dritti in cielo; quando il lupo smise di emettere i suoi versi, una pelle scuoiata della propria pelle vedeva i propri batteri alieni privi dei piaceri che avevano portati con sé: edifici crollati, piante strappate al suolo, pozze idriche prosciugate, tutte le riserve spazzate via. Nell’aria, già più secca a causa delle alte temperature e dell’umidità portata via prima che riuscisse a rendere l’ambiente più vivibile, già frammenti di ossa, cortecce e rocce volavano liberi di ferire qualsiasi organismo trovassero. Il Purgatorio era caduto.

Il pianto

E se qualcuno degli esseri angelici fosse ancora rimasto a mantenere la guardia, improvvisamente le nuvole si raggrumarono tutte e, pregne della linfa dei cadaveri, si tinsero di rosso. Il caos tra le file celesti cresceva con il passare dei secondi, gli esseri di luce costretti a camminare con podi insviluppati e muscoli artropizzati: solo il loro luogotentente dai lunghi capelli biondi poté far fronte alla situazione, anche perché dal basso poté notare in tempo quello che lei interpretò il pianto del Signore dei Cieli. Grandi gocce pregne d’un’acqua magica piombarono sull’esercito celeste; ogni tocco di quei granuli era tortura perché scioglievano con estrema facilità le epidermidi arrivando arcigne alle ossa di cui non avevano pietà. E così, di quel corpo scorticato non rimasero nemmeno le carni a causa dei grandiosi solchi che il pianto proveniente dalle nuvole sanguigne lasciò dopo di sé sul terreno ormai privo di suolo.

Il bruciore

L’orrore brutale e repentino dell’Apocalisse in quel luogo, poco prima quasi paradisiaco, aveva lasciato a terra diversi cadaveri angelici; i loro fotoni ormai si disperdevano nell’universo, non avendo più un’anima che li governasse. La donna dai lunghi boccoli d’oro non smetteva di muovere i suoi meravigliosi ocelli da una parte all’altra della valle protetta dalle alte montagne, ma la tempesta aveva decimato i suoi protettori e aveva reso possibile che le ombre uscissero dai loro giacigli ora che il sole stava uscendo per sempre da quel posto; qualcosa doveva avere scatenato la tempesta, ma cosa? Cosa poteva andare contro il volere pulito e giusto del Leviatano? Chi mai poteva sconfiggere o provarci solo, contro una figura tanto mistica e temuta? La fanciulla non sapeva cosa rispondersi, ma ebbe la certezza che qualcuno tramava nell’ombra quando le nuvole mostrarono la sagoma di un enorme uccello rosso di fiamme che abbatté la propria furia sui rimanenti sottoposti celesti sopravvissuti. I lunghi boccoli dorati si muovevano al vento perfettamente intatti, ma, a parte le anime dannate, era sola.

Il ritorno

Improvvisamente, in mezzo al fumo del terreno ancora ardente, una viaggiatore delineò la propria figura.

FINE DELLA TERZA PARTE

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Una lama emanava una luce propria nei riflessi rossi lampeggianti delle nuvole sopra ai due contendenti; era stata sfoderata una volta che la donna dai lunghi boccoli biondi aveva sceso l’altura su cui la sua villa fino a qualche momento si trovava intatta. Dall’altra parte, in mezzo ai fumi neri della terra ancora fumante, il viaggiatore restava immobile a osservare l’infida creatura che gli si parava di fronte.

Gli ocelli cerulei si mossero impercettibilmente mentre si avvicinavano nei fumi alla sorgente del suono. Si era scurito dal loro ultimo incontro, non riusciva più a scorgerlo; era dimagrito dalla loro ultima apparizione insieme, si poteva nascondere facilmente; la sua voce era più acuta ma anche molto più controllata: era una minaccia che doveva essere fermata prima che potesse reclamare qualcosa che i suoi simili, trovata in lui la forza di osare, non avrebbero tardato a reclamare anche loro. E lei era sola.

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Un fendente illuminò di giallo citrino, ma solo l’aria venne tagliata a pezzi. Allora la giovane donna si chinò leggermente sulle ginocchia e portò la lama sulla spalla destra; era pronta a scattare nuovamente ma aveva un problema in tutto quel fumo: non vedeva nulla.

La giovane donna allora si fermò ad ascoltare, chiudendo gli occhi. Non sentiva passi, erano soli, non sentiva il suolo vibrare al passaggio nel fumo del nemico; poteva percepire un battito, però. Ali enormi. Sopra di lei. Quando alzò la testa, dove il fumo era rado, il demone si era levato in volo. Lo vide aprire il sacco e cacciò un urlo.

E un’ultima pioggia si abbatté sulla valletta che per anni era fiorita con ogni gemma immaginabile nata dai resti dei dannati squartati e appesi agli alberi annodati tra loro. E un’ultima pioggia videro le ombre dai loro giacigli che, oscurato dopo anni il sole, poterono uscire e unirsi in libertà senza essere viste alle e nelle tenebre. E un’ultima pioggia di rocce aguzze dilaniò in mezzo ai fumi il grandioso Leviatano dai lunghi capelli d’oro come la luce della speranza e dell’intelligenza, mentre da una nuova voragine al centro della valletta Satana si issava nuovamente nella sua chilometrica figura.

L’Inferno era tornato.

~ Tratto da: https://ilblogditony.blogfree.net/?t=6151837

Buon Halloween! Ecco 15 titoli per celebrare la Notte delle streghe!

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Buongiorno! E buon Halloween a tutti!

Per me Halloween è sempre stata una festa a cui mi sento legato emotivamente per diversi motivi: da bambino giravo per le case alla ricerca di caramelle, adesso preferisco passarla al buio guardando un film appartenente al genere horror o una commedia dark; quindi, mi è giunta spontanea l’idea di portare qui sul mio blog una lista di dieci film e cinque videogiochi d’obbligo durante la celebre Notte delle streghe!

Ecco i film:

  • Halloween. Iconico, angosciante, è la storia di un maniaco omicida che senza poteri sovrannaturali ma solo una ferocia inumana inizia a perseguitare una giovane ragazza dopo che lei ha ‘visitato’ la casa dove il killer aveva precedentemente ucciso la propria sorella da bambino. Lo sguardo voyeuristico diventa quello dell’omicida mentre fissa le proprie vittime, le maschere di divertimento diventano sinonimi di apatia mentre quella indossata da Michael Myers ti fissa mentre la lama cala su di te!
  • Hellraiser. Tratto da un libro che è un’opera d’arte su carta, diretto dallo scrittore di quell’opera d’arte, Hellraiser è capace di mostrare il limite tra piacere e dolore, tra angoscia e amore: è un dramma, chiunque perde qualcosa e il dolore è equamente ripartito tra l’orfana e la donna che è costretta a vivere con l’uomo che non corrisponde a ciò che lei cerca; quando le due si scontreranno, i Guardiani dell’Inferno faranno la loro comparsa!
  • Nightmare. Dormire è una delle azioni che ci connota come creature viventi; se non dormiamo più perché rischiamo di essere tagliati a fette da un demone dei sogni, cosa siamo allora? Nightmare è un film estremamente intelligente perché gioca sulle angosce di non potere dormire, di perdere la nostra umanità ed esplora il detto antico che vuole la vicinanza tra morte e sogno. Almeno una volta questo film dev’essere guardato, perché non ad Halloween?
  • Beetlejuice. Cult burtoniano, è un’esperienza visiva incredibile, capace di trasportare lo spettatore in un mondo onirico e sognatore, dove a infestare le case non sono gli spettri ma gli uomini che morti i precedenti proprietari le acquistano inconsapevoli che questi ultimi ci vivono ancora. Bellissima scenografia gotica, costumi bellissimi e colori molto gotici; bellissimo, una commedia perfetta per celebrare la notte in cui gli spettri tornano a bussare ai propri cari.
  • Nightmare before Christmas. Altro gioiello firmato da Tim Burton, è un’affascinante mistura di generi cinematografici in stop motion e mostra quanto siano le nostre intenzioni a renderci ciò che siamo ma anche purtroppo che abbiamo dei limiti da rispettare come infatti scoprirà Jack. Un film da vedere anche solo per la canzone di presentazione del film e come siano riusciti a modellare la città orrorifica e i suoi abitanti.
  • Frankenstein Junior. Film gotico e comico, riesce a parlare fedelmente del Moderno Prometeo stravolgendolo completamente, inserendo battute a raffica in mezzo alle tetre e spettrali mura nere di un castello arroccato sulla cima di uno strapiombo; girato in bianco e nero durante l’epoca del cinema a colori, vanta di una recitazione straordinaria, una marea di citazioni e una moglie della creatura veramente divertente e ironica nella sua caratterizzazione!
  • Dracula di Bram Stoker. Per me è uno film più eleganti mai realizzati, amo le atmosfere gotiche, la recitazione intensa (soprattutto della grande Winona), le scene erotiche ma caste come la perdizione dell’innocenza di Lucy nel labirinto e l’assalto irresistibile delle mogli di Dracula. Questo film, come il precedente della lista, riesce a raccontare una storia originale senza offendere l’opera originale o risultare imbarazzante rispetto ai propri predecessori perché è caratterizzato da tematiche sue, che lo rendono unico.
  • All Hallow’s Eve. Disturbante come pochi, durante la visione ci saranno storie corali dislegate tra loro, è un film quasi a episodi, non me lo ricordo bene; ma mi ricordo quel fottutissimo pagliaccio bianco: metacinema, violenza estrema fisica e psicologica, ansia a mille, ho avuto incubi per giorni. Non è un film per tutti, in un certo senso è il più pauroso dell’intera lista, un gioiello per gli amanti dell’orrore ad Halloween.
  • Hocus Pocus. Tornando a temi leggeri, questa è una commedia a tinte dark, un film horror per bambini e con bellissime canzoni, prima tra tutte I put a spell on you. Costumi caratteristici, streghe medievali che basano le magie sulla voce ammaliatrice e un gruppo di ragazzini a dovere risolvere la situazione, il film è un cult da guardare anche solo per i dettagli macabri, che scappano alla prima visione ma che in generale sono in grado di creare un mondo mistico e pericoloso.
  • It, la miniserie. Sarò sincero, i due remake a mio parere non sono in grado di reggere il confronto: non hanno angoscia, si basano sul jumpscare e pur di prendere le distanze da un’opera filmata decenni prima scelgono di accorciare la trama con discutibili scelte come rendere ogni apparizione di It solo a uso funzionale della trama e togliendogli il senso di pericolo anche quotidiano e privato. La miniserie invece rispecchia il libro, ci fa affezionare ai personaggi e mostra il vero pericolo della Divoratrice di Mondi: capire il cuore delle persone e divorarlo dall’interno, minando così i rapporti umani. La miniserie è perfetta per Halloween, da guardare sotto a una calda coperta al buio guardando Tim Curry regnare sovrano durante le tre ore.

Ecco i videogiochi:

  • Doom
  • Resident Evil
  • Silent Hill
  • Plants vs Zombies
  • Until Dawn

Ecco, questi sono i miei consigli se volete passare la Notte delle streghe in tranquillità celebrandola usufruendo della nostra arte che con il tempo è riuscita a rendersi la base della nostra cultura pop horror. Voi cosa ne pensate? Come lo passerete Halloween? Avete altri suggerimenti? Fatemelo sapere qui sotto!^^

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Le mie prime impressioni su Dead by Daylight

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Uno dei miei primi successi

Buongiorno a tutti!

Oggi voglio parlarvi delle mie prime impressioni riguardanti il videogioco multiplayer online Dead by Daylight; ci gioco da alcune settimane, al massimo due e mezzo, e nella mia versione possiedo i seguenti killer: il Mandriano, la Cacciatrice, lo Spettro, il Cacciatore e l’Infermiera.

Dead by Daylight è abbastanza interessante perché offre le dinamiche di un film slasher, con un giocatore del match che interpreta l’assassino armato di arma da taglio e quattro sventurati intenti a sopravvivere riparando generatori nel frattempo; il tutto sotto gli occhi di una spietata dea felice sia di far scappare i ragazzi se riescono ad aprire dei cancelli ermetici sia a inghiottirne le anime grazie ai killer. Già da questo si capisce si capisce quanto le partite siano adrenaliche!

Qui non parlo di consigli o tecnicismi su Dead by Daylight che non sarei nemmeno in grado di fornire individualmente (per quello esistono le comunità o le wiki) ma invece una testimonianza!

Premettendo che il mio PC ha problemi con Dead by Daylight o perché è troppo vecchio o per il WIFI di casa, gioco con una qualità visiva bassissima e con molti lag che svariate volte si fanno sentire e che gli altri giocatori mi rimproverano. Tuttavia, a parte questi problemi (di cui spero possiate darmi una soluzione) gioco prevalentemente come killer per due ragioni: molto spesso nei primi secondi il gioco lagga e se devo scappare, in quanto vittima, il killer mi fa “Ciaone!”, e  poi interpretare il sopravvissuto mi fa ansia! Quindi scelgo di dare la caccia agli altri quattro giocatori.

Tutti gli assassini di Dead by Daylight sono caratterizzati con armi e abilità speciali e pensate per rendere l’esperienza unica; secondo me i migliori sono il Cacciatore perché con le sue trappole per orsi può trasformare la caccia in un gioco di strategia e l’Infermiera anche se è molto difficile da usare. Invece, come sopravvissuti secondo me i più inquietanti sono la Cacciatrice con la sua nenia e la sua figura imponente e il Mandriano perché è deforme e con una motosega che impugna come si impugnerebbe una forchetta! Le mappe sono anch’esse molto varie, preferisco quelle dell’ospedale e del magazzino di Saw, anche se tutte sono provviste di finestre e altri buchi da cui si può scappare, lastre di legno da fare cadere addosso ai killer e uncini su cui appendere gli sventurati, oltre ovviamente alle porte e alla botola da cui scappare dopo avere riparato i generatori che li alimentano.

Dead by Daylight è un gioco molto vario e dinamico che lentamente mi sta piacendo anche se il mio WIFI non mi permette di godere pienamente delle partite. Voi conoscete Dead by Daylight? Cosa ne pensate?

PS: se vi interessa un altro pensiero su Dead by Daylight posso parlarvi di alcune cose divertenti che mi sono successe, sempre qui sul blog in un prossimo futuro!

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Ecco gli obiettivi a fine partita