Il nome della rosa

nome rosa.jpg

Un film gotico tinto di giallo, un orrore che si nasconde nelle tenebre del medioevo grazie alla religione e alla tranquillità di un’abbazia.

Visto la sera e in compagnia, mi è piaciuto quanto almeno mi ha spaventato.

Le parti belle e godibili da tutti sono sicuramente i paesaggi nebbiosi delle montagne che sembrano quasi urlare la solitudine e la piccolezza dell’uomo, l’architettura e i fregi dell’abbazia che suggestionano la storia grazie a tenebre, terrificanti splendori scolpiti nel marmo bianco e intricati labirinti sotterranei e una trama fatta di paure, morti e scienza in una battaglia per la conoscenza ostacolata dal conservazionismo.

Le parti belle e spaventose sono la fotografia che da quello che ho capito è apprezzabile grazie a una scelta di tenebre e poca luce che mettono in luce l’atmosfera malsana di quel terribile luogo più demoniaco che sacro, il lato gotico dell’opera abbracciato pienamente e in modo tale da suggestionare e spaventare lo spettatore, alcune inquadrature che mostrano colpi di scena clamorosi o dettagli inquietanti come quello che succede al chimico (mamma che colpo!).

In generale questo film che eleggo a capolavoro di genere horror thriller gotico mi ha colpito anche per la critica oggettiva all’Inquisizione e per la trattazione di argomenti quali eresia e omosessualità senza pregiudizi.

Bel film tratto da un’opera di uno dei nostri.^^