Scream Queens (prima stagione)

Scream Queens è una serie televisiva  creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan per il network Fox, che l’ha trasmessa dal 2015 al 2016 per un totale di due stagioni. Spaziando tra tre generi (il giallo, lo slasher e la commedia) si snoda in 13 episodi che raccontano come le consorelle della KKT sono riuscite a salvarsi e a svelare l’identità del serial killer mascherato Red Devil, che imperversa il campus presso cui la loro ‘sorority’ risiede.

Cast:

Protagonista assoluta della serie è la stronza e classista Chanel Oberlin, la presidentessa delle KKT e ragazza popolare in quanto bella, ricca e magra. E’ lei che all’inizio di ogni episodio esprime la propria opinione con lunghi monologhi, ricapitolando gli eventi passati e introducendo le tematiche attuali.

Attorno a Chanel Oberlin orbitano le Chanels – le sue assistenti consorelle – e il resto delle KKT, i membri del Dickie Dollars Scholars di cui il capo è il fidanzato di Chanel, il decano del campus e gli amici/professori/guardie del campus.

In questo cast ricco e variegato, i nomi di richiamo sono tantissimi, tutti per un pubblico molto giovane anche se gli appassionati potrebbero riconoscere anche un’attrice un pelino celebre. Per fare alcuni nomi ci sono: Emma Roberts, Abigail Breslin, Ariana Grande, Nick Jonas, Lea Michele e… e Jamie Lee Curtis!

Dopotutto, come poteva esistere una serie chiamata Scream Queens senza LA regina dell’urlo?

Le tematiche:

La serie, nelle intenzioni degli autori, doveva essere una parodia che riuscisse a mostrare estremizzandole nel personaggio di Chanel le problematiche giovanili: droga, bullismo, razzismo, insicurezza sociale, classismo, omofobia, la cultura dello stupro, i disordini alimentari e chi ne ha aggiunga; ci sono riusciti? Per me, sì.

Scream Queens non si prende mai troppo sul serio e riesce a creare sequenze che fanno ridere grazie a questi personaggi ambigui e paradossali, capaci sia di battersi per il genere femminile e la scena dopo insultare a morte la malcapitata di turno. Ma sono proprio questi personaggi, così aggressivi ma anche sfumati, che riescono a portare avanti meglio i filoni tematici: genera più interessa la stronza che ti insulta o la santa paladina che si erige a Madre Teresa per tutta la stagione?

Credo che comunque la tematica più interessante e largamente studiata da Scream Queens sia stata quella del sessismo: ogni personaggio ha una propria visione diversa, dalla direttrice del campus e femminista Munsch alla classista acida Chanel. Molte battute hanno fondamento su questi concetti, gli archi narrativi spesso si basano sulla maturazione del concetto di donna nella società e di quanto siano sbagliati certi atteggiamenti.

Credo che la scena che racchiude meglio le tematiche e che fa ridere, tra l’altro, sia contenuta nel quarto episodio: Haunted House.

Struttura degli episodi:

Ogni episodio si apre con un monologo o una citazione, quasi sempre di Chanel Oberlin, rivolto direttamente allo spettatore per introdurlo alle vicende della trama. Ogni episodio ha minimo una vittima, anche se in alcuni le vittime sono arrivate fino a quattro.

Come detto nella introduzione, la serie non si basa solo sul genere slasher (il serial killer che miete vittime) o sulla commedia (comicità demenziale o black humour) ma anche sul giallo e l’investigazione: fin dai primi episodi si capisce che tutta la trama horror poggia le basi sul prologo dell’episodio pilota e quindi Grace, Zayday e Pete scavano nel passato delle KKT per capire cosa sia successo vent’anni prima. Ogni episodio, quindi, vede il dinamico duo di fidanzatini girare per il mondo e le biblioteche del campus per ottenere testimonianze, archivi e informazioni, scontrandosi molte volte con la superficialità delle KKT (gelose dei segreti della loro ‘sorority’) o con la riservatezza di chi ha vissuto quei momenti (come la Munsch, che rischiò di vedere la carriera compromessa).

Inoltre, prima avevo citato tra le tematiche della serie anche il razzismo, il classismo e il bullismo, elementi cardini delle KKT all’inizio della serie.

Bene, ogni episodio è anche una battaglia sociale tra la progressista (e nera) Zayday e la ricca e bianca conservatrice Chanel. Interessante che già da metà stagione le due diventino co-presidenti delle KKT e che pian piano perfino l’animo fragile e acido di Chanel si apra a nuovi orizzonti, per sua sfortuna proprio quando il killer chiude la sua trappola su di lei e le sue amiche.

I costumi e le scenografie:

Scream Queens è una serie molto legata al mondo della moda e del lusso, scegliendo un’estetica che si poggia su due contrasti: i colori patinati del mondo Barbie ma allo stesso tempo anche la crudezza di una realtà fredda e pericolosa.

Gli ambienti sono quasi sempre sfarzosi, ricavati in enormi edifici che permettono una caratterizzazione ottimale, fino a creare un mondo e una narrazione singolare all’interno di ciascun palazzo.

Ovviamente quello che risalta maggiormente all’occhio è l’edificio delle KKT, che alterna le grandi scalinate e il pian terreno bianchi ai colori pastello dei piani superiori.

Fuori dal campus, invece, la desolazione regna sovrana.

Dal punto di vista dei look, Scream Queens dimostra una grande caratterizzazione per ogni singolo personaggio.

La stilista ovviamente ha rivolto le sue attenzioni maggiormente a Chanel Oberlin, caratterizzata da un vasto armadio Chanel vintage che le dona una figura elegante ma anche autoritaria e di una bellezza d’altri tempi; anche le sue Chanels ovviamente sono vestite con lo stesso marchio, anche se suppongo con abiti più recenti e di tendenza.

Del resto dei personaggi, si stagliano soprattutto tre, tutte donne: Grace è quella più sciatta e meno appariscente vestita come una intellettuale; Gigi, che indossa sempre vestiti anni ’80; la direttrice Munsch, donna determinata e inarrestabile caratterizzata da eleganti tailleur di vari colori.

I personaggi, il serial killer e tanta ambiguità:

Come si sarà capito, i personaggi di Scream Queens sono molto sfumati e ambigui, tutti caratterizzati da un nucleo familiare problematico e che trovano solo nelle rispettive confraternite una nuova famiglia.

E’ proprio questa ambiguità il punto forte della serie: tutti potrebbero essere i killers, tutti hanno le motivazioni e l’odio necessario per commettere gli omicidi.

Interessante, inoltre, è che durante la produzione della serie l’identità del serial killer fosse stato decisa fin dagli inizi ma tutti gli attori era stati tenuti all’oscuro, cosicché non potessero sapere se i loro personaggi sarebbero sopravvissuti o come caratterizzare alcune reazioni; ciò spiega sempre l’ambiguità che vela ogni cosa.

I personaggi meglio caratterizzati sono le Chanels, ovviamente, e vediamo in loro tutto ciò scritto sopra: derivanti da famiglie assenti e inacidite da una sorellanza basata sul classismo e il nonnismo, paradossalmente stanno meglio nella residenza KKT dove potrebbero essere uccise dal Red Devil. Tutte dimostrano insicurezze e lati da nascondere, tutte informazioni che le rendono le perfette colpevoli dei numerosi omicidi della serie.

Il mio personaggio in cui mi rispecchio maggiormente è sicuramente Chanle #5, interpretata dalla bravissima Abigail Breslin, mentre quello più divertente e meglio caratterizzato è la Regina: Chanel Oberlin, interpretata dall’iconica Emma Roberts in uno dei suoi ruoli più incisivi e memorabili.

E, per finire, tante citazioni:

Essendo Scream Queens una serie incredibilmente pop, è infarcita di omaggi, citazioni e ispirazioni sparsi tra battute, intere scene e perfino personaggi. Qui le ho raccolte, sono tante e divise le une dalle altre dallo slash (sennò verrebbe un articolo inutilmente lunghissimo). Buona lettura!

Non aprite quella porta / CSI / Nancy Meyer / Derek Jeter / Arancia meccanica / How to get away with murder / Samantha Ronson / Sixteen candles / Charles Manson / Cosby indaga / Come farsi lasciare in 10 giorni / Children of the corn / Bo Beep / Shining / The marriage Ref / Giudice Jow Brown / L’esorcista 3 / Ritratti del coraggio / Il silenzio degli innocenti / Black velvet / Die hard / Dora l’esploratrice / Miami vice / Panic room / Angelina Jolie / Bruce Lee / Netflix / Lo squalo / Nancy Drew / Hellraiser / Ouija / Bologna / Osama Bin Laden / Carl Sagan / Hitler / Psycho / Sherlock Holmes / Waterfalls / Dieci piccoli indiani / Il gladiatore / Joaquin Phoenix / Il gladiatore / Candyman / Viandante sul mare di nebbia / Playboy / The Maury Show / Taylor Swift / Jennifer Grey / Terminator / Dr Giggles / Michael Myers / Jason Voorshees / Susan Sontag / I Lego / Jack Skellington / Popsicle / Teen Wolf / George Clooney / Ocean’s eight / Ayla figlia della terra / Jason Voorshees / Freddy Krueger / Toxic Avenger / Forrest Gump / 2 Girls 1 Cup

Ecco, queste erano le citazioni che ho riscontrato. Sono tantissime vero? Questo dimostra quanto la serie sia ricca di richiami pop e di omaggi, di quanto sia stata pianificata e della classe che la rappresenta. Fa ridere, fa paura e fa riflettere. Un’ottima serie da rivedere in binge-watching ad Halloween, con una colonna sonora accattivante e trascinante!

Ciao! Io vi saluto e vi invito a commentare, a postare qui i link per i vostri speciali di Halloween e di passare una bella serata. A domani per i migliori del mese di Ottobre. Ciao!

Ora, come al solito, vi lascio alcuni link interessanti:

  • Una breve opinione che feci sulla serie mentre la guardavo: QUI
  • Lo speciale di Halloween dell’anno scorso su Beetlejuice e Tim Burton: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2018: QUI
  • Il mio articolo di Halloween del 2017: QUI
  • Il mio racconto horror, L’ostello degli orrori: QUI
  • Il mio racconto horror strettamente legato alla festività che unisce slasher a magia: QUI

Bene, ora ciao sul serio e buon Halloween!

HALLOWEEN KILLS spoilers

Buongiorno! Ieri sera sono andato a vedere il sequel di Halloween 2018, diretto da David Gordon Green, e sono qui per parlarvene; credo che farò qualche spoiler, per cui se non lo avete visto state attenti e continuate a vostro giudizio.

Halloween Kills si dispone rispetto al precedente film del franchise come un seguito diretto agli eventi appena conclusi, con i pompieri che accorrono a spegnere l’incendio in casa Strode per poi venire massacrati dall’Ombra della Strega mentre le tre donne Strode vanno a farsi ricoverare in ospedale inconsapevoli che il serial killer sia stato salvato dalle fiamme.

A me il film è piaciuto, rispetta le tematiche del primo, l’Halloween di Carpenter, lo omaggia con una serie di citazioni, riferimenti e comebacks; tuttavia, per come sceglie di narrare la figura di Michael Myers si pone in netto contrasto col film del ’18 perché se quello mostrava un pazzo che è ossessionato dalla sorella da uccidere, qui egli diventa effettivamente l’Uomo Nero.

Halloween Kills si lascia guardare, non ha jumpscares ma lascia soggezione; purtroppo, a differenza dei due predecessori non credo invogli la ri-visione perché è un film troppo carico di tensione, tensione che non regge una seconda visione.

Le tematiche principali sono ovviamente la follia umana ma non solo come quella dei pazzi ma intesa anche isteria di massa, la stessa che nel Rinascimento ha portato alla caccia alle streghe. Quindi altri temi importanti sono l’impotenza dell’uomo contro gli eventi del mondo, il peso delle emozioni come la paura nelle scelte che facciamo e l’importanza della famiglia non solo nel senso di consanguinei ma anche di persone legate da un certo vincolo o peso emotivo.

Altro tema ricorrente è il riflesso, inteso sia come analisi personale sia come curiosità verso lo sconosciuto: in molte stanze sono presenti superfici rinfrangenti e specchi, tanto che il regista gioca con questi per creare morti più o meno a sorpresa, dettaglio che ho apprezzato molto. Inoltre, il mistero dietro alla camera della sorella maggiore di Michael è veramente interessante, anche se mi ha fatto supporre in anticipo l’ultima scena.

Comunque, ora vorrei entrare nello specifico nelle cose che mi sono piaciute.

Ho adorato i titoli di testa, caratterizzati da scritte arancioni statiche molto anni ’70, mentre a lato c’erano inquietanti zucche che prendevano fuoco. Lo stesso stile è usato per i titoli di coda, senza le zucche.

Le musiche, curate anche stavolta da Carpenter, sono stupende (sempre lo stesso tema, eh) e il coro angelico con quelle due sole note è una delle cose più angoscianti e d’atmosfera possibili, veramente ben fatte!

Il cast è in parte, mai sopra le righe e sempre sul pezzo. Su tutti regnano Jamie Lee Curtis e Judy Greer, quest’ultima nel difficile ruolo di una donna che cerca vendetta ma che spera di mantenere la sua umanità fino all’ultimo. Purtroppo, alcuni personaggi secondari e molti di contorno hanno solo le battute o il minutaggio necessari a renderli carne da macello e quindi forse abbassano leggermente la partecipazione emotiva.

Le morti sono veramente tante, questo non è uno slasher: è un massacro! Se il precedente voleva essere lo slasher per eccellenza, qui invece si distacca molto dal genere. Infatti, l’azione non è circoscritta in un luogo e le morti non coinvolgono solo adolescenti (anzi, di adolescente ne muore 1 solo); e non ci sono nemmeno scene di sesso o pelle al vento. Questo film prende il filone dell’isteria di massa, di un essere invincibile che assedia una cittadina, seminando panico e morte fino a segnarne profondamente la cittadinanza e la memoria collettiva.

Forse le morti sono troppe, perdi la paura anche perché secondo riesci a immedesimarti solo se c’è una vittima su schermo, non undici! Comunque, quelle singole (le vere Halloweenate) sono terrificanti, come l’assedio della macchina oppure lo scontro con la nipote di Laurie Strode. Le altre ci sono, fanno figo ma non sono emotivamente impattanti, non come lo è l’omicidio finale di Karen, un grandissimo omaggio al cult!

Insomma, Halloween Kills è un gran film per Halloween ma non mi sento di consigliarlo ai non appassionati del franchise perché si basa sugli omaggi all’originale. Ora temo che Michael possa diventare come lo zombie Jason: una figura infermabile che fa solo morte rovinando così una bella nuova saga.

Vedremo. Voi lo avete visto? O lo andrete a vedere?

PS: ma secondo voi lo ha ucciso veramente il bambino vestito da scheletro? Sarebbe la sua prima morte infantile e il suo cadavere non era come al solito in posa con gli altri, per cui secondo me no, era solo per fare scena. Per voi?

Due film horror dal Tubo!

Ciaone a tutti!

Oggi, vi scrivo finalmente dall’Italia per parlarvi di due film belli anche se non eccelsi conosciuti e guardati grazie a YouTube! Queste due opere, che differiscono completamente per genere e pubblico di destinazione, mi sono piaciute grazie a scene ben pensate e a un intelligente uso degli spazi in un caso e della narrazione nell’altro!

Terror Train

Film slasher tipico del filone, prodotto nel 1980 e interpretato da una rampante e sensibile Jamie Lee Curtis, parla della strage compiuta a bordo di un treno la notte di Capodanno da parte di un misterioso assassino abile nei camuffamenti. 

Ciò che mi piace è che la narrazione approfondisce di molto la protagonista e ci fa empatizzare con lei: quando partecipa allo scherzo, ad esempio, sentiamo il suo disagio grazie a inquadrature seminascoste quasi fossero il suo punto di vista. Ciò ci aiuta a entrare nell’atmosfera di sospetto e ansia che viene formandosi dalla seconda parte del film in poi, fino alla fine in cui ci sono numerosi colpi di scena e scene piene di tensione come lei rinchiusasi nella cella.

Insomma, un film con personaggi semplici, finalmente un killer normale che approfitta della rilassatezza della serata per compiere la strage e riprese molte volte studiate per sfruttare la claustrofobia di un vagone!

Satan’s school for girls

Dramma a tinte gotiche, parla di stregoneria e delle abilità paranormali. Interpretato da Shannen Doherty, è un film televisivo del 2000 veramente carino che riesce a sopprimere il problema di gadget per gli effetti (poco) speciali con una trama rilassata ma comunque ricca di colpi di scena, riferimenti all’esoterismo e una protagonista all’apice della fama.

Di questo film mi sono piaciute molto le inquadrature perché spesso le ho notate alte per mostrare soprattutto le ombre e come sono riusciti a dipingere un ambiente impregnato dalla magia anche se mostrata poco; infatti, tutto il film alla fine si basa sulla storia piena di tragedie della protagonista e quindi come scopriamo durante la visione lei non l’apprende all’inizio del fil per poi diventare la dea di turno ma solamente dopo anni trova lo stimolo per ricominciare a praticarla! Secondo me è una grande differenza, ma si spiega anche per il pubblico più grande della media (sul college circa?); dico che il pubblico è un pelo più adulto perché il sesso fa parte di una relazione romantica, la morte è un contorno e i rapporti umani alla fine sono quelli che influenzano maggiormente la trama.

Bel film, bella soprattutto la scena dell’albero satanico. Alla fine non ho capito il Power up, ma è bello. Peccato abbiano abbinato il successo femminile ai patti satanici.

Ecco, questi sono i film che ho conosciuto grazie a YouTube. Voi li conoscevate?

terror train

Scream Queens ‘til episode 5

My name is Chanel Oberlin and I am the queen of Kappa Kappa Tau. These are my minions. I don’t know their names. I don’t want to know their names. They’re known as Chanel #2, Chanel #3, Chanel #5. I’m Chanel #1, obvi. There was a Chanel #4, but she got meningitis. She was like, “I’m sick. I have to go home.” and I was like, “No. Stay.” But she went home anyway, and then she died. So another thing I was right about.

tumblr_nrh5nba4qS1ub54qco1_500.jpg

Buongiorno a tutti! Oggi vi voglio di una serie televisiva che sto guardando in madrelingua e di cui sono arrivato fino al quinto episodio: Scream Queens. Ora non vi parlo di ogni singolo episodio visionato perché non ne avrei il tempo e aspetto di farlo per quando la avrò completata; ora propongo il mio parere parziale riguardo agli episodi dal pilot al quinto!

Commento:

Se dovessi descrivere Scream Queens usando due film di riferimento senza dubbio sceglierei Mean Girls e Scream; ecco, immaginatevi questi in un bel mashup e avrete la serie irriverente, scorretta e divertente che Scream Queens è.

Scream Queens mi sta piacendo un casino, è la serie dopo Charmed che più si adatta alla mia visione cinica e colorata della vita, i personaggi dei miei racconti andrebbero a nozze con le Chanel! Ho adorato perché è divertente, elegante con vari riferimenti alla moda e alla cultura pop, ha scene horror fatte bene e personaggi caratterizzati benissimo!

Potrei parlare per ore del mondo di Scream Queens perché Scream Queens da questo punto di vista è fatta benissimo: un campus capace di racchiudere dentro di sé le varie personalità degli individui che lo compongono e al posto di limitarli li descrive ancora meglio con edifici caratterizzanti e pieni di dettagli; il più bello è ovviamente il palazzo delle KKT con il meraviglioso guardaroba di Chanel Oberlin e la cantina degli orrori con quell’inquietante fonte della vendetta ancora sporca di sangue (chi ha visto spero capirà senza spoiler). E tutti i personaggi sono descritti benissimo, soprattutto le Chanel con picchi di pazzia nella leader e picchi di individualità nella 5#; il decano poi nella sua dualità di milfona arrapata e giudice di sobrietà che ostacola le Chanel è parecchio divertente e mostra che alla fine là nessuno è veramente sano. Un cast straordinario e perfettamente calato nelle parti.

source.gif

 

Gli episodi di Scream Queens sono parecchio trash ma anche molto intelligenti e capaci di muoversi sul filone degli horror slasher senza mai eccedere nella demenzialità o nel troppo gore, scegliendo di edulcorare i messaggi sempre con l’eccesso divertente. Trattano di temi importanti come l’insicurezza vista in modi differenti con Chanel 1# e 5#, la scoperta della propria identità con Chanel 3#, il problema razziale con Zayday e la poliziotta (fa pensare il flashback di quando è stata cacciata dal ballo alla KKT), la normalizzazione dell’omosessualità -mi è piaciuto molto il rapporto di amicizia fraterna tra Chad e Boone- e comunque in generale la serie mostra una dualità di visione del mondo grazie alla lotta politica interna alla sorellanza. Io dico che chiunque possa trovare qualcosa con cui empatizzare con i personaggi anche perché sono reali e diversi, molto intriganti!

Dal punto di vista tecnico fornisco solo impressioni, spero che chi abbia studiato mi possa aiutare con i commenti. In pratica secondo me Scream Queens è molto ben fatto perché ci sono inquadrature lunghe per intere scene, inquadrature circolari  occhio di gatto per mostrare dialoghi più intriganti e metacinema! I colori sono sempre color pennello tranne quando si è al buio e tutto diventa leggermente più acre; un piacere per gli occhi!

Ecco, questo è il mio commento sconclusionato di Scream Queens fino al quinto episodio; non è una cosa dettagliata ma volevo solo dare un’opinione generale senza spoiler. Ovviamente, quando avrò finito la serie ci sarà una descrizione dettagliata dei personaggi e degli episodi. Fino ad allora, ciaone e fatemi sapere cosa ne pensate di Scream Queens!

giphy (1).gif

 

Continua a leggere altre citazioni qui.

Halloween (film 2018)

Halloween è un film horror del 2018 diretto da David Gordon Green. Si tratta dell’undicesimo capitolo della serie horror dedicata a Halloween. Tra gli interpreti principali vi sono Jamie Lee Curtis e Nick Castle che, a distanza di 40 anni dal primo film, tornano ad interpretare rispettivamente i panni di Laurie Strode e dell’assassino Michael Myers.

Halloween-Film-al-cinema.jpg

Commento:
Il film mi è piaciuto molto anche perché di recente avevo visto l’originale di Carpenter ed ero abbastanza fresco dell’inquietudine di Michael e dell’orrore subito da Laurie; ecco, il film si basa su questi due concetti, elevandoli al quadrato e mostrando così una situazione di puro terrore.
La trama è abbastanza lineare e parte con l’ospedale psichiatrico fino ad arrivare allo scontro tra carnefice e carne da macello, anche se alla fine non si capisce chi sia chi: da una parte c’è un malato di mente con la passione per la morte, dall’altra una traumatizzata che ha passato la vita a prepararsi allo scontro arrivando a rovinare la vita sua e della figlia. Alla fine i veri protagonisti sono l’assassino seriale e gli Strode e quindi il film ruota da una parte agli omicidi casuali di un mostro inarrestabile ma capace di un inspiegabile carisma e dall’altra di una profonda paura che sfocia in un ossessione violenta. Nessuno dei due è mai riuscito a voltare pagina e infatti per tutta la pellicola si rincorreranno.
Le ambientazioni sono molto belle, le case accoglienti (ecco, non quella della protagonista) ma gli esterni sempre freddi e se non c’è gente anche abbastanza spettrali; ironico è che la maggior parte delle morti non avvenga all’aperto ma in luoghi chiusi quasi a indicare la falsità delle nostre credenze. Il luogo più misterioso e ansiogeno: la casa di Laurie alla fine, per colpa del labirinto e della quantità di oggetti che la caratterizza!
Michael Myers lo vedo come l’istinto omicida, uccide non per una motivazione specifica ma perché non può farne a meno: è estremamente forte, ha movimenti robotici perché sembra non sappia fare altro che uccidere, uccidere è la sua conversazione; ma non è imbattibile, è vecchio, entra se trova aperto, non sfonda nulla e attacca di sorpresa sfruttando le fragilità delle persone.
Le tre donne protagoniste per me rappresentano i tre tipi di forza: Laurie è quella segnata che ha scelto di reagire, Rachel è la madre e la figlia allo stesso tempo ed è quella più affettuosa, Allyson è la più innocente. Una forza tutta femminile, che mostra anche come le paure possano essere trasmesse dalla traumatizzata Laurie che stressa la figlia alla nuova traumatizzata Allyson.

Scene belle:
-Il manicomio
-Nascondino finale
-Ogni scena con Laurie solista
-La scoperta dei cadaveri

Rimandi:
-La babysitter coperta con il lenzuolo
-Il ragazzo appeso al muro con il coltello
-Laurie che guarda Allyson a scuola
-Michael non uccide il neonato

True lies

chhpgdem

Che dire?

Cult, capolavoro, perfezione nel genere azione!!!!

Ciò che mi ha colpito maggiormente del film è sicuramente il gioco delle parti e delle apparenze: infatti, il protagonista indossa una maschera per ogni parte della sua giornata, arrivando a mentire alla sua stessa moglie, anche lei indossa più di una maschera.
Le sequenze d’azione sono favolose e fanno assomigliare il film a una fiaba col bollino rosso, in cui l’eroe è inarrestabile nel proteggere la famiglia e la patria. Uno degli elementi che mi ha comunque tenuto incollato allo schermo è sicuramente stata l’onnipresente ironia, che certe volte mi ha fatto pensare fosse anche una stessa parodia dei film d’azione.

Bellobellobello!!